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in difesa dei beni culturali e ambientali

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VII Commissione - Resoconto del 16 novembre 2004 (Delega al Governo per il riordino della legislazione in materia ambientale. C. 1798-D)
2004-11-16

(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Domenicantonio SPINA DIANA (FI), relatore, rileva che il disegno di legge in titolo, durante l'esame al Senato, stato oggetto di modifiche, essendo stati aggiunti sette commi che riguardano gli interventi su beni paesaggistici, nonch uno recante una norma di invarianza di oneri alla disciplina dei servizi pubblici locali (comma 49).
Osserva in linea generale che i commi 32, 33 e 34 riguardano la demolizione del complesso edilizio di Punta Perotti, attraverso procedura speciale, il comma 35 concerne l'estensione della procedura speciale ad altri casi di abusivismo, il comma 36 introduce modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di rimessione in pristino e di sanzioni penali e i commi 37, 38 e 39 prevedono l'estinzione del reato per le violazioni su beni paesaggistici eseguite prima del 30 settembre 2004.
In merito alla questione della lottizzazione realizzata in localit Punta Perotti nel Comune di Bari, nel ricordare l'annosa vicenda giudiziaria che ha coinvolto il complesso edilizio di 300 mila metri cubi, a meno di 300 metri dalla riva e in posizione perpendicolare alla costa, fa presente che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 256 del 2001, ha definitivamente concluso la vicenda, confermando l'assoluzione degli imputati, ai sensi dell'articolo 5 del Codice penale, ma giudicando abusivo il complesso edilizio e prescrivendone la confisca e l'acquisizione al




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patrimonio comunale. Osserva che la sentenza chiude la vicenda, pur potendo essere esperito apposito ricorso presso la Corte di giustizia europea da parte dei costruttori per il risarcimento dei danni conseguenti alla confisca.
Rileva poi che il comma 32 dispone che il direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici del Ministero per i beni e le attivit culturali verifichi il mancato esercizio del potere di demolizione da parte del Comune di Bari, in caso di omissione, diffidi il Comune a provvedere entro 60 giorni e contestualmente inviti la Regione Puglia ad esercitare il potere sostitutivo in caso di protratta omissione e in caso di mancato intervento, provveda direttamente, avvalendosi delle strutture tecniche del Ministero della difesa.
Il comma 33 dispone in merito alla copertura dei costi di demolizione, avvalendosi del Fondo per la demolizione delle opere istituito presso la Cassa depositi e prestiti (articolo 32, comma 12, del decreto-legge n. 269 del 2003) e utilizzando le somme riscosse ai sensi del comma 38 a titolo di sanzione pecuniaria aggiuntiva a carico di soggetti che usufruiscono di autorizzazione in sanatoria.
Il comma 34 prevede, poi, che il Ministero per i beni e le attivit culturali, d'intesa con il Comune di Bari, la Regione Puglia e il Ministero dell'ambiente, proceda al progetto di riqualificazione paesaggistica dell'area Punta Perotti, avvalendosi delle somme riscosse ai sensi dell'articolo 167 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il comma 35 rinvia a decreti del Presidente del Consiglio dei ministri l'individuazione di altre opere abusive alle quali applicare le suddette procedure di demolizione, su proposta del Ministero per i beni e le attivit culturali o delle Regioni interessate. Ricorda che il primo comma dell'articolo 2 della legge n. 426 del 1998 prevede che nelle aree protette nazionali l'acquisizione gratuita delle opere abusive si verifica di diritto a favore degli organismi di gestione.
Il comma 36 modifica gli articoli 167 e 181 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, riguardanti, rispettivamente, l'ordine di rimessione in pristino e le sanzioni penali.
In particolare, all'articolo 167 vengono apportate due modifiche che rendono pi stringente la disciplina della demolizione, dopo il fallimento delle precedenti normative in materia. Si introduce, infatti, la procedura secondo cui, d'ufficio o su proposta dell'autorit preposta al vincolo, il direttore regionale competente (figura istituita con il decreto legislativo n. 3 del 2004 quale organo gerarchicamente sovraordinato in ogni regione alle esistenti sovrintendenze di settore) procede alla demolizione, decorsi 180 giorni dall'accertamento dell'illecito. La novella fa riferimento, in proposito, all'articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, ossia al Testo unico in materia edilizia.
Rileva inoltre che con la lettera c) del comma 36 si introducono importanti modifiche all'articolo 181 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
In primo luogo si dispone l'inasprimento della pena con la reclusione da uno a quattro anni, in luogo dell'arresto nel massimo fino a due anni per gli abusi eseguiti su aree o immobili di notevole interesse pubblico, dichiarati tali ai sensi dell'articolo 136 con apposito provvedimento antecedente alla realizzazione dell'opera, ovvero per abusi eseguiti su aree o immobili tutelati ex lege ai sensi dell'articolo 142, che abbiano comportato un aumento dei manufatti superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria o, in alternativa, un ampliamento della medesima superiore a settecentocinquanta metri cubi, ovvero ancora abbiano comportato una nuova costruzione con volumetria superiore ai mille metri cubi.
Si prevede poi, per ragioni di giustizia sostanziale, l'esclusione di sanzioni penali per i cosiddetti abusi minori, previo, comunque, accertamento di compatibilit ambientale. Per abusi minori si intendono quei lavori che, in assenza o in difformit di autorizzazione paesaggistica, non abbiano determinato superfici utili o




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volumi, ovvero nuovi volumi rispetto a quelli autorizzati, i lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, ai sensi dell'articolo 3 del citato Testo unico sull'edilizia, nonch i lavori realizzati con materiali difformi alle disposizioni paesaggistiche.
Rileva che la disposizione di cui al comma 1-ter della lettera c) non rappresenta una sanatoria, ma piuttosto una depenalizzazione di fattispecie meno gravi, con mantenimento della sanzione amministrativa. Il reato paesaggistico si estingue, infine (comma 1-quinquies), con la rimessione in pristino, purch questa intervenga prima della ordinanza amministrativa e della condanna.
Si sofferma poi sul comma 37, rilevando che esso ha suscitato molteplici perplessit nei gruppi di opposizione.
La disposizione prevede l'estinzione del reato paesaggistico per tutti i lavori abusivi compiuti entro e non oltre il 30 settembre 2004, a condizione che siano giudicati compatibili con il contesto paesaggistico e che i trasgressori provvedano a pagare la sanzione pecuniaria di cui all'articolo 167 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, nonch una sanzione pecuniaria aggiuntiva, determinata dalla autorit amministrativa tra un minimo di tremila ed un massimo di cinquantamila euro.
Nell'evidenziare che la norma introduce una sorta di sanatoria paesaggistica, osserva che, in sostanza, l'area della depenalizzazione di tipo condonizio pi ampia di quella della depenalizzazione a regime, prevista al comma 36 per i cosiddetti abusi minori.
Quanto alla prima delle due condizioni previste per l'estinzione del reato paesaggistico, rileva che la formulazione non consente di chiarire se la compatibilit con gli strumenti di pianificazione paesaggistica debba essere intesa come riferita agli strumenti vigenti al momento dell'inizio dell'opera, ovvero al momento della presentazione della domanda.
Il comma 38 dispone in merito all'utilizzo delle somme riscosse per effetto delle sanzioni pecuniarie, mentre il comma 39 reca norme di procedura per l'accertamento di compatibilit paesaggistica. L'interessato alla sanatoria dovr produrre la domanda entro il 31 gennaio 2005 ed previsto il parere della sovrintendenza. Osserva che il testo non chiarisce se il previsto parere sia o meno vincolante e che non vengono specificati, inoltre, i termini temporali entro i quali la soprintendenza deve pronunciarsi.
Quanto ai profili inerenti il possibile intreccio tra le nuove disposizioni in esame e la normativa sul condono edilizio, osserva che i commi 37, 38 e 39 lasciano assolutamente impregiudicata la disciplina dell'autorizzazione preventiva nelle aree protette e nei parchi nazionali. Rileva poi che il condono edilizio sana sia gli aspetti penali sia quelli amministrativi, mentre la sanatoria paesaggistica sana i soli profili penali, lasciando impregiudicate le sanzioni amministrative. Fa presente poi che il condono edilizio non consentito su aree vincolate paesaggisticamente che non siano conformi alle norme e prescrizioni urbanistiche locali, nonch alla certificazione della compatibilit paesaggistica, restando esclusi in ogni caso le aree e gli immobili di cui all'articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, mentre la sanatoria paesaggistica di cui ai commi da 37 a 39 estesa a tutti gli immobili e aree sottoposte a vincolo.
Ritiene pertanto chiarito l'equivoco, avvalorato da fuorvianti indicazioni apparse su alcuni organi di informazione, circa la presunta equiparazione di aree vincolate ad aree non edificabili.
Evidenzia quindi che la finalit dei commi introdotti dal Senato quella di estinguere un illecito penale in tutti quei casi in cui sia stata emanata una concessione in sanatoria su opere abusive in zone vincolate, ma edificabili, previo un procedimento complesso nel quale sono coinvolti comuni, regioni e soprintendenze.
Rileva che questa un'operazione di razionalizzazione normativa che trova il consenso di numerose amministrazioni locali che vorrebbero, nell'ambito di un introdotto regime pi severo e incisivo, regolare situazioni pregresse di abusi nelle aree edificabili, altrimenti irrisolvibili con la passata normativa.




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Alla luce di tali considerazioni, preannuncia l'intenzione di formulare una proposta di parere favorevole sul testo in titolo.

Domenico VOLPINI, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, mercoled 17 novembre 2004.

La seduta termina alle 14.30.

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