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1798-D - Seguito della discussione del disegno di legge: Delega al Governo per il riordino.....in materia ambientale - III Esame di questioni pregiudiziali A.C. 1798-D
2004-11-23

La seduta, sospesa alle 13,35, è ripresa alle 15,30.



PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO MUSSI

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del regolamento, i deputati Amoruso, Aprea, Armosino, Boato, Bonaiuti, Bono, Brancher, Castagnetti, Colucci, Contento, Cordoni, Delfino, Dozzo, Giordano, La Malfa, Martinat, Martusciello, Pecoraro Scanio, Pecorella, Rava, Sospiri, Stucchi e Viespoli sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
Pertanto i deputati complessivamente in missione sono settantadue, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna


Si riprende la discussione (ore 15,32).

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 1798-D, recante delega al Governo in materia ambientale.
Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta sono state respinte le questioni pregiudiziali Vigni n. 1 e Boato n. 2 e che il relatore ed il Governo hanno espresso il parere sugli emendamenti presentati.


(Posizione della questione di fiducia - A.C. 1798-D)
CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Chiedo di parlare (Applausi polemici dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di frenare il vostro entusiasmo...!
Ha facoltà di parlare, ministro Giovanardi.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, com'è noto, il disegno di legge concernente delega al Governo in materia ambientale è pendente in Parlamento da più di tre anni. Infatti, dopo essere stato deliberato dal Consiglio dei ministri il 5 ottobre 2001, è stato approvato una prima volta dalla Camera il 2 ottobre 2002, è stato modificato ed approvato dal Senato il 14 maggio 2003, è stato modificato ed approvato in seconda lettura dalla Camera il 15 ottobre 2003, è stato modificato ed approvato in seconda lettura dal Senato il 14 ottobre 2004 e, ora, approda alla Camera per la quinta lettura. E poiché si tratta di un provvedimento che prevede una delega, sarà necessario ancora del tempo per l'emanazione dei decreti legislativi di attuazione.

Pertanto, il Governo, a ciò espressamente autorizzato dal Consiglio dei ministri, pone la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani), subemendamenti ed articoli aggiuntivi (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale) dell'articolo unico del disegno di legge n. 1798-D (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani)...

GIUSEPPE PETRELLA. Bravo!

PIERO RUZZANTE. Avete paura!

GIUSEPPE PETRELLA. Elezioni!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi!

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento.
...nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato della Repubblica il 14 ottobre 2004 (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale).



PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo stata posta la questione di fiducia sul mantenimento dell'articolo unico del disegno di legge n. 1798-D, il dibattito proseguirà a norma dell'articolo 116 del regolamento.
Essendosi conclusa la fase di illustrazione degli emendamenti, si passerà direttamente alla votazione della questione di fiducia, previe dichiarazioni di voto (Commenti del deputato Maura Cossutta). La votazione sulla questione di fiducia potrà aver luogo, salvo diverso accordo tra i gruppi, non prima delle ore 15,35 di domani.
La Conferenza dei presidenti di gruppo è comunque convocata per le ore 19.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, ho perso il conto delle questioni di fiducia posta dal Governo in questa legislatura (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)!

EUGENIO DUCA. State zitti, buffoni!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia!

LUCIANO VIOLANTE. Ma la questione politica non attiene alla polemica tra noi, che faremo successivamente, al momento delle dichiarazioni di voto: qui si pone un problema che riguarda il paese. Intendo dire, signor Presidente, che stiamo attraversando un momento di crisi gravissima: al nord, industriale; al sud, agricola. Grandi compagnie multinazionali stanno delocalizzando le loro sedi in paesi quali la Cina, la Romania, la Polonia ed altri ancora, mentre nel Mezzogiorno circa 150 mila braccianti e piccoli coltivatori sono in crisi perché le aziende agricole sono in crisi.
Ebbene, il Governo non dà alcuna risposta e, per difendere gli interessi personali, per difendere l'indegna norma sul condono - l'ennesima indegna norma sul condono (Applausi dei deputati dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra- L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani) -, sta ponendo la fiducia perché non si fida del voto della sua maggioranza.

La questione è che state difendendo una delle vergogne di questa legislatura (Applausi dei deputati dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)! Altro che mondo liberale!

Mediante queste norme, legittimate l'illegalità ogni giorno di più (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
State rompendo la coesione sociale e i legami sociali del paese! Questa è la vostra vergogna (Applausi dei deputati dei gruppi Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

Signor Presidente, il blocco di interessi che si era cementato attorno al centrodestra nel 2001, si sta scomponendo in modo evidente.

È qui la vostra crisi! Non riuscite più a tenere insieme gli interessi che avevano sostenuto la vostra vittoria chiarissima nel 2001. A questo punto, poiché non siete in grado di governare il paese, poiché potete andare avanti soltanto con la posizione della questione di fiducia, vi invitiamo a dimettervi e a dare la parola al paese (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)! Saranno gli italiani a decidere chi deve governare l'Italia (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani - Dai banchi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo si grida: «Elezioni!»)!

KATIA BELLILLO. A casa!

MARCO LION. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO LION. Signor Presidente, ritengo opportuno intervenire dopo la posizione della questione di fiducia da parte del Governo. Infatti, considerato il contingentamento dei tempi e la segnalazione da parte dei gruppi delle proposte emendative da porre comunque in votazione, avremmo dovuto votare circa
quarantatré proposte emendative.

Il Governo, invece, ha deciso di porre la questione di fiducia su un provvedimento sul quale non è stata manifestata alcuna forma di ostruzionismo. Probabilmente, suscita paura il voto a scrutinio segreto su una decina di proposte emendative.

Ritengo che questa decisione svilisca il ruolo del Parlamento e metta in difficoltà tutti i parlamentari che svolgono attivamente i loro compiti.

Credo che porre la questione di fiducia su un provvedimento che - al riguardo questa mattina ha fornito una risposta anche il Presidente Casini - contiene norme che sono state respinte addirittura dalla Corte di giustizia dell'Unione europea sia un atto gravissimo.
È evidente a tutti che, con l'introduzione al Senato dei commi da 32 a 37 riguardanti l'abusivismo edilizio in aree tutelate, la questione si allontana dalle tematiche ambientali e rientra nel conflitto di interessi del nostro Presidente del Consiglio che sul problema della villa in Sardegna ha deciso addirittura di porre la questione di fiducia.
Credo che quanto detto dall'onorevole Violante debba essere sottoposto all'attenzione dell'Assemblea, ossia che una maggioranza che conta alla Camera circa cento deputati in più non riesce a portare avanti l'iter dei propri provvedimenti. Per questo motivo, credo che il ritorno alle urne sia un atto necessario (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-L'Ulivo).

ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, l'intervento, come al solito puntualissimo, del presidente Violante è stato molto pertinente in ordine alla vergogna. Evidentemente, il presidente Violante di vergogna se ne intende, poiché i suoi precedenti Governi hanno posto quasi il doppio delle questioni di fiducia che l'attuale Governo ha posto in quattro anni (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo)!

PIERO RUZZANTE. Ma cosa dici! Avete paura!

ANTONIO LEONE. Siamo in presenza di un provvedimento osteggiato dalla sinistra e il cui iter dura ormai da tre anni.

EUGENIO DUCA. Vai a casa! A casa!

ANTONIO LEONE. La necessità di porre la questione di fiducia su questo provvedimento è sotto gli occhi di tutti!

PIERO RUZZANTE. Avevate paura! C'erano i voti segreti!

EUGENIO DUCA. La casa in Sardegna!

ANTONIO LEONE. Se mi fate parlare, ve ne sarei grato!

PRESIDENTE. Onorevole Duca, la prego.

ANTONIO LEONE. Duca, cambia cognome! Ce ne sono tanti più attinenti al tuo comportamento in aula! Non quello di Duca!

EUGENIO DUCA. Cambialo te...!

MAURIZIO ENZO LUPI. Duca, Calma!

ANTONIO LEONE. Per quanto riguarda il problema posto dal presidente Violante in ordine alla necessità che questo Governo si dimetta, mi chiedo per quale motivo non abbia svolto queste considerazioni durante i Governi di centrosinistra: infatti a quell'epoca, ad ogni difficoltà, l'unico modo per superare i problemi era di cambiare il Presidente del Consiglio e l'intero Governo, che sono arrivati a quattro in una legislatura (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro)!
Dunque, di vergogna non si può parlare! Si può piuttosto affermare che il rispetto per le istituzioni, così come ho avuto modo di dire in altre occasioni, non è di quest'opposizione. Noi lo abbiamo e andremo avanti in questo modo, portando a compimento i nostri programmi ed i nostri provvedimenti (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).


PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, anch'io penso che ormai sia giunto il momento di abbassare il sipario.
Questa maggioranza mi sembra che certifichi giorno dopo giorno ormai il suo «squagliamento».
Del resto, a certificarlo - se vi fosse bisogno di una ennesima prova dello stato comatoso in cui si trova la maggioranza - non sono le opposizioni, sono gli esponenti di maggior spicco della maggioranza: l'intervento del Presidente del Senato, del Presidente della Camera, la polemica fra i leader dei partiti della maggioranza, tutti giorni ormai stanno a confermare che la maggioranza non esiste più!

Del resto, oggi, voi siete stati costretti, ancora una volta, l'ennesima volta, a porre la questione di fiducia, non perché avete paura delle opposizioni, non perché temete di non poter rispettare i tempi (infatti, come voi potete vedere, sono poche decine gli emendamenti che avremmo potuto tranquillamente esaminare e votare entro i tempi richiesti dal voto di fiducia): la verità è che voi avete paura del voto segreto! Voi avete paura dei deputati della maggioranza!

Voi avete paura che i vostri deputati vi mandino a casa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)! Voi avete paura del Parlamento! E voi sfidate il Parlamento oltre quello che è consentito anche dai regolamenti!


Non sfugge al ministro Giovanardi che il quarto comma dell'articolo 116 del regolamento vieta la posizione della questione di fiducia da parte del Governo per provvedimenti in cui siano prevalenti le questioni che devono essere votate a scrutinio segreto.

Ripeto: comma 4 dell'articolo 116.

Peraltro, c'è la smentita più clamorosa dell'attitudine, tanto proclamata in questi giorni, della maggioranza a volersi confrontare. Io non dimentico l'intervento del relatore per la maggioranza, il quale, giustificando i due voti di fiducia su questo provvedimento al Senato, ha detto: questo è accaduto perché in quel ramo del Parlamento c'è un regolamento che ci ha impedito di rispettare i tempi; alla Camera non è così; il regolamento non ci fa correre il rischio di bloccare il provvedimento, anzi auspico un confronto - cito tra virgolette - sereno con le opposizioni, che consenta di approvare definitivamente un così rilevante provvedimento.
Questo è il vostro modo di confrontarvi con le opposizioni!

Questo è il vostro modo di sopravvivere (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo), questo è il vostro modo di tirare a campare per non tirare le cuoia! Ma non resisterete fino al 2006! Conviene che ne prendiate atto! La maggioranza non c'è più! La maggioranza si è «squagliata», la maggioranza non è più in grado di governare il paese! Prendetene atto! Abbassate il sipario! Andate a casa! Consentite agli italiani di darsi un Governo...

CARLA CASTELLANI. Quale?

PIERLUIGI CASTAGNETTI. ...perché l'Italia non può continuare a non avere un Governo! Andate a casa (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-L'Ulivo)!

KATIA BELLILLO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

KATIA BELLILLO. Signor Presidente, questa è la dimostrazione di quello che dicevamo prima, mentre cercavamo di intervenire per farvi capire che questa delega sull'ambiente è un disastro e che vi serviva esclusivamente per portare a casa ancora una volta gli interessi privati di qualcuno di voi.
Ora avete chiesto la fiducia. Lo dicevamo, non è un problema di dialettica tra maggioranza ed opposizione, perché voi, qui alla Camera, avete un vantaggio di 100 deputati; il problema è che avete una quantità senza qualità! Nelle vostre leggi, nei vostri progetti, voi mettete al centro solo i vostri interessi, ma gli italiani ormai lo hanno capito!

Ancora una volta, con la posizione della questione di fiducia, avete imbavagliato sia il Parlamento, sia la dialettica interna tra i partiti che compongono la maggioranza! Ma non reggerete a lungo, no, perché ancora non siete riusciti a mettervi d'accordo sul contenuto del disegno di legge finanziaria!

Ancora non sapete come dovete andare avanti, ma le casse dello Stato sono esaurite, perché avete raschiato tutto per tutelare i vostri interessi!
Il disegno di legge in esame è una delega elaborata male, che non adotta i provvedimenti richiesti dall'Unione europea. Ebbene, voi imbavagliate il Parlamento semplicemente perché, in questo modo, portate a casa il terzo condono edilizio varato dall'attuale Governo!

Caro onorevole Antonio Leone, vorrei dirle che preferivo sicuramente avere la trasparenza e la chiarezza dei Governi di centrosinistra e la dialettica franca, piuttosto che questo modo di governare che, più che governare, è comandare, perché qui voi volete comandare per proteggere i privilegi di sempre delle stesse persone!

Pertanto, la questione di fiducia testè posta è una vergogna! Il provvedimento di delega in esame è vergognoso: avreste dovuto ritirarlo per presentare, al contrario, disegni di legge particolari in tutti i casi in cui si rende necessario recepire le direttive comunitarie in tale materia.
Invece, vi siete nascosti dietro una non meglio precisata ricomposizione delle scelte in materia ambientale al fine di non realizzare, in tre anni, una vera politica ambientale e, al contempo, proteggere sempre gli interessi ed i privilegi di pochi!

Ciò sulla testa e sulla pelle della maggioranza degli italiani, che continuano ad essere persone oneste e che vorrebbero avere, finalmente, un Governo che vari provvedimenti in grado di garantire diritti per tutti.
È questo il motivo per cui si leva forte sia nel paese, sia nel Parlamento una voce che vi chiede di andare a casa per il bene del paese! Questa maggioranza ormai combina soltanto danni, ed allora è bene che ve ne ritorniate a casa (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

NICOLÒ CRISTALDI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLÒ CRISTALDI. Signor Presidente, vorrei rilevare come abbiamo subito, anche in questa occasione, una serie di aggressioni verbali, con insulti che sono in perfetta linea con quelli ai quali siamo abituati da oltre tre anni.

Il Governo ha posto la questione di fiducia: credo che sia la ventiquattresima volta che l'attuale Esecutivo lo faccia, tuttavia vorrei osservare è ancora ben distante dal numero di questioni di fiducia poste dai Governi di centrosinistra nella scorsa legislatura (Commenti del deputato Castagnetti).

La posizione della questione di fiducia è prevista dal regolamento della Camera dei deputati, condiviso sia della maggioranza, sia dall'opposizione, e ciascuno, in ordine alla richiesta di fiducia da parte del Governo, interpreti ciò che vuole!

Abbiamo il diritto di governare il paese e di tentare di proseguire per la strada della modernizzazione; non saranno certo le decine di insulti che, ogni volta, sono rivolti contro di noi a bloccare la nostra azione.

Non si capisce perché tutte le volte che intervengono gli oratori del centrosinistra si rivolgono ai deputati del centrodestra con l'espressione «Andate a casa!», come se fosse previsto che soltanto una parte dei deputati, in caso di scioglimento della Camera, andasse a casa, e non vi andassero - ad esempio - anche Castagnetti e compagni! Se si va a casa, si va a casa tutti e si porranno nel dibattito politico i ragionamenti del centrodestra e quelli del centrosinistra.

Noi pensiamo di avere il diritto di chiedere la fiducia su questi argomenti e che non sia lecito - in tal senso va la nostra azione preventiva - che su un argomento così importante si speculi fino in fondo. Non c'è nessuno che ha paura del voto. Se, infatti, è veramente giunto il tempo di «andare a casa», come sostiene centrosinistra, migliore occasione non si poteva trovare per porre la questione di fiducia. Basta che i deputati non condividano il ragionamento del Governo, non si dà la fiducia al Governo stesso e si va a votare. Tutti. Centrosinistra e centrodestra.

Condividiamo l'azione del Governo; la condividiamo sino in fondo, sia nel merito sia per affrontare il momento politico che sta vivendo il paese, e riteniamo che aver deciso di porre la questione di fiducia sia un atteggiamento del Governo tendente a risolvere le questioni che si sono presentate ed anche le
speculazioni che il centrosinistra ha posto in essere riguardo a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale).

MAURA COSSUTTA. Va a casa!

PRESIDENTE. Sospendo la seduta fino al termine della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo.


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 550 del 23/11/2004




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Pag. 29

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...
La seduta, sospesa alle 15,55, è ripresa alle 20,10.


PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PUBLIO FIORI

Sull'ordine dei lavori ed annunzio della convocazione del Parlamento in seduta comune.
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei presidenti di gruppo si è testé riunita per definire l'organizzazione del dibattito conseguente alla posizione della questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge n. 1798-D - Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione (Approvato dalla Camera, modificato dal Senato, nuovamente modificato dalla Camera e dal Senato), nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato.


Poiché la questione di fiducia è stata posta alle ore 15,35 di oggi, la votazione per appello nominale avrà inizio alla stessa ora di domani. Le dichiarazioni di voto, a norma dell'articolo 116, comma 3, del regolamento, avranno inizio domani alle ore 14, con ripresa televisiva diretta degli interventi dei rappresentanti dei gruppi e delle componenti politiche del gruppo misto.
Successivamente, avranno luogo l'esame degli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto e la votazione finale del disegno di legge.

Sito ufficiale della Camera


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