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Commissione VII Senato - seduta del 23 novembre 2004 (Bilancio di previsione)
2004-11-23

ISTRUZIONE (7a)

MARTEDI' 23 NOVEMBRE 2004
343a Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI

Intervengono il ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Letizia Moratti e il sottosegretario di Stato per lo stesso dicastero Valentina Aprea nonch il ministro per i beni e le attivit culturali Urbani.

La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE CONSULTIVA
(3224 e 3224-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007 e relativa Nota di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
- (Tabb. 7 e 7-bis) Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno finanziario 2005
- (Tabb. 14 e 14-bis) Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2005
(3223) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005), approvato dalla Camera dei deputati
(Rapporti alla 5a Commissione. Esame congiunto e rinvio. Esame delle Tabelle 7 e 14 e delle connesse parti del disegno di legge finanziaria e rinvio)

Il PRESIDENTE dichiara aperto l'esame dei documenti di bilancio, per le parti di competenza della Commissione.

Il relatore DELOGU illustra la Tabella 7, recante lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno finanziario 2005, e le connesse parti del disegno di legge finanziaria, sottolineando anzitutto che lo stato di previsione del bilancio stato redatto tenendo conto della nuova struttura dipartimentale individuata dal decreto del Presidente della Repubblica 11 agosto 2003, n. 319.
Il relatore d poi conto degli stanziamenti nel settore, rilevando che lo stato di previsione recava originariamente spese in conto competenza per 50.797 milioni di euro, di cui 47.628 milioni per la parte corrente e 3.169 milioni per la parte in conto capitale, con un'incidenza percentuale sul totale generale del bilancio dello Stato pari al 7,9 per cento.
Rispetto al bilancio assestato per il 2004, si registrava quindi una diminuzione di 602,4 milioni di euro (con una riduzione di 808,3 milioni di euro per la parte corrente e un aumento di 205,8 milioni di euro per la parte in conto capitale).
In termini relativi, la diminuzione era peraltro dell'1,18 per cento rispetto all'assestamento 2004, mentre rispetto al bilancio 2004 l'aumento era dell'1,6 per cento.
Sul totale delle spese in conto competenza, il 98,1 per cento peraltro considerato dall'amministrazione "giuridicamente obbligatorio".
Il relatore si sofferma indi sulla consistenza dei residui passivi presunti al 1 gennaio 2005, valutata in 4.638,1 milioni di euro per la parte corrente e in 3.286,6 per quella in conto capitale, per complessivi 7.924,7 milioni di euro.
Rispetto ai residui accertati al 1 gennaio 2004, come risultanti dal rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2003, si registra dunque un decremento pari a 2.283,7 milioni di euro.
Il relatore rammenta peraltro che la valutazione dei residui presunti operata in sede di bilancio di previsione provvisoria e suscettibile di notevoli variazioni, che potranno discendere dall'andamento della gestione nella parte finale dell'esercizio.
Quanto alle autorizzazioni di cassa per il 2005, esse ammontavano originariamente a 51.747,7 milioni di euro. Data una massa spendibile di 58.721,7 milioni di euro (7.924,7 milioni di residui pi 50.797 milioni di competenza), le autorizzazioni di cassa assicurano un coefficiente di realizzazione (rapporto tra autorizzazioni di cassa e massa spendibile) dell'88,1 per cento. Tale rapporto misura la capacit di spesa che il Ministero ritiene di poter raggiungere nel 2005.
Il relatore segnala tuttavia che, a seguito della Nota di variazioni conseguente alla approvazione del disegno di legge finanziaria da parte della Camera dei deputati, le cifre sopra esposte hanno subito talune lievi modifiche. Ad esempio, le spese complessive in conto competenza sono aumentate di 462 milioni di euro raggiungendo, cos, un totale di 51.259 milioni di euro, di cui 48.178 milioni per spese correnti e 3.081 milioni per spese in conto capitale.
Il relatore d indi conto di alcuni ulteriori stanziamenti inseriti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, anche se di importi non particolarmente rilevanti: 154,9 milioni per il diritto allo studio e 25,8 milioni per il Fondo integrativo speciale per la ricerca.
Infine, a norma degli articoli 2, comma 31, e 7 del disegno di legge sul bilancio, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, pu destinare ulteriori fondi alle attivit proprie del MIUR.
Possono anche essere coperte, a norma della legge n. 468 del 1978, eccedenze di spesa per un importo di 30 milioni per il 2005 e 15 milioni per il 2006 e il 2007.
Passando ad illustrare i criteri che hanno informato la formazione del bilancio, egli d anzitutto conto di quelli relativi al settore dell'istruzione, dove gli stanziamenti sono stati determinati in relazione alle esigenze derivanti dal processo di riforma in atto. Gli obiettivi prioritari, per il 2005, sono pertanto stati i seguenti: completamento della riforma di cui alla legge 28 marzo 2003, n. 53, con l'adozione dei relativi decreti legislativi; attuazione del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59; prosecuzione delle iniziative volte al recupero della dispersione scolastica e attuazione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione; rafforzamento delle iniziative di formazione del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola con riferimento al processo di riforma in atto; formazione e riconversione del personale dell'amministrazione centrale e periferica in funzione delle innovazioni normative in vigore e in itinere; potenziamento dell'infrastruttura informatica delle scuole.
Quanto al settore dell'universit, nell'ottica di una completa realizzazione della riforma degli ordinamenti didattici universitari, sono state perseguite le seguenti linee prioritarie di intervento: rafforzamento degli strumenti destinati all'orientamento, al tutorato e all'internazionalizzazione degli studenti; realizzazione sostanziale del diritto allo studio, attraverso il potenziamento degli interventi per le borse di studio agli studenti; sostegno al processo di internazionalizzazione delle universit; realizzazione di interventi strutturali e potenziamento della ricerca scientifica universitaria.
Relativamente alla ricerca, in armonia con le "Linee guida per la politica scientifica e tecnologica", stato assegnato un rilievo primario ai seguenti obiettivi: sostegno delle attivit di ricerca di base, attraverso il Fondo investimenti per la ricerca di base (FIRB); potenziamento delle iniziative che favoriscano la collaborazione fra il sistema delle imprese e il sistema pubblico della ricerca, attraverso il Fondo per le attivit di ricerca (FAR); promozione delle opportunit di innovazione nel Mezzogiorno valorizzando gli investimenti in ricerca e sviluppo; accrescimento dell'efficienza e dell'efficacia del sistema con il rilancio degli enti pubblici di ricerca.
Con riferimento all'alta formazione, in relazione alla riforma di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, saranno sviluppate le iniziative volte ad attuare il processo di autonomia delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, nonch a potenziare l'ampliamento dell'offerta formativa delle medesime istituzioni favorendo sinergie con le universit e con altri enti.
Ricorda infine che lo stato di previsione della spesa del Ministero per l'anno finanziano 2005 si articola in 27 centri di responsabilit amministrativa.
Il relatore passa indi ad illustrare nel dettaglio le parti di competenza del disegno di legge finanziaria, rilevando anzitutto positivamente che non stato confermato il blocco delle assunzioni per il personale docente e non docente degli atenei che - pur non condiviso dalla Commissione e dallo stesso Ministro - era stato previsto nelle ultime due leggi finanziarie (n. 289 del 2002 e n. 350 del 2003).
Si sofferma quindi sull'articolo 2, che dispone per ciascun anno del triennio 2005-2007 un limite fissato nella misura del 2 per cento dell'incremento della spesa di talune amministrazioni pubbliche fra i quali gli enti ed istituzioni di ricerca non strumentali nonch le universit e gli istituti di istruzione universitaria; sull'articolo 3, relativo alle spese per consulenze, che - al comma 4 - esclude espressamente le universit, gli enti di ricerca e gli organismi equiparati dal rispetto dei limiti di spesa fissati dalla norma per le altre pubbliche amministrazioni; sull'articolo 16, che - sempre al comma 4 - pone a carico delle amministrazioni di competenza, nell'ambito delle disponibilit dei rispettivi bilanci, gli oneri relativi ai rinnovi contrattuali per il biennio 2004-2005 ed alla corresponsione di miglioramenti economici per i professori ed i ricercatori universitari; sull'articolo 17, che - al comma 7 - reca una disposizione di salvaguardia dei contratti stipulati, in materie ben precisate, dagli enti di ricerca, dalle universit e dalle scuole superiori ad ordinamento speciale.
Quanto all'articolo 18, recante disposizioni in materia di organizzazione scolastica, il comma 1 autorizza uno stanziamento di spesa per il 2005 pari a 375 milioni di euro, al fine di consentire alle istituzioni scolastiche l'affidamento delle attivit dei servizi amministrativi e dei servizi di pulizia in base ai contratti stipulati ai sensi dell'articolo 78, comma 31, della legge n. 388 del 2000 (legge finanziaria per il 2001). Al riguardo, il relatore ricorda che il richiamato comma 31 ha dettato disposizioni per favorire la stabilizzazione occupazionale dei soggetti impegnati in lavori socialmente utili presso gli istituti scolastici.
Il comma 2 prevede che per l'anno scolastico 2005-2006 la consistenza numerica dell'organico di diritto non possa superare quella complessivamente determinata per l'anno 2004-2005. La norma, osserva il relatore, si pone sostanzialmente in linea con le politiche di contenimento della spesa del triennio 2003-2005, prevedendo il mantenimento della consistenza delle dotazioni organiche risultante dalle riduzioni degli anni precedenti.
Il comma 3 prevede che l'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria sia impartito dai docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti ovvero da altro docente facente parte dell'organico di istituto in possesso dei requisiti. Solo qualora tale procedura non soddisfi il fabbisogno potranno essere attivati posti da assegnare a docenti specialisti. La norma prevede inoltre la realizzazione di corsi di formazione, la cui partecipazione obbligatoria per i docenti privi dei requisiti previsti per l'insegnamento della lingua straniera. Anche in questo caso, sottolinea il relatore, la ratio della norma il contenimento della spesa.
Il comma 4 prevede un ulteriore finanziamento di 110 milioni di euro da destinare all'attuazione del piano programmatico di interventi finanziari previsto dall'articolo 1, comma 3, della legge n. 53 del 2003. Tale somma finalizzata all'attuazione di tre obiettivi specifici: anticipo delle iscrizioni e generalizzazione della scuola dell'infanzia; iniziative di formazione iniziale e continua del personale; interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare il diritto-dovere di istruzione e formazione.
Il comma 5 autorizza, a decorrere dall'anno 2005, la spesa di 10 milioni di euro per l'acquisizione di attrezzature didattiche e strumentali e per interventi di edilizia da parte delle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale, di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508.
Il relatore d altres conto dell'articolo 24, istitutivo del Fondo nazionale per le politiche giovanili, introdotto durante l'esame presso la Camera dei deputati, volto a promuovere le politiche giovanili finalizzate alla partecipazione dei giovani nella societ e nelle istituzioni sia sotto l'aspetto culturale che sotto quello sociale. Il Fondo, a cui destinata una quota parte del Fondo nazionale per le politiche sociali, pari a 500.000 euro per il 2005, ha tra le sue finalit quella di sostenere la capacit progettuale e creativa dei giovani, di favorire la formazione di nuove realt associative e il consolidamento di quelle gi esistenti. Il 70 per cento della quota del Fondo stanziata per il 2005 destinata al finanziamento del Forum nazionale dei giovani, con sede in Roma; il restante 30 per cento sar invece ripartito tra i Forum regionali e locali in misura proporzionale alla presenza di associazioni e di giovani sul territorio.
Quanto infine all'articolo 31, recante rifinanziamento di misure a sostegno dell'innovazione e della tecnologia, il relatore segnala che esso, al comma 1, rifinanzia il Fondo speciale denominato "PC ai giovani" e, ai commi 2 e 3, i benefici concessi ai docenti, al personale dirigente ed al personale non docente delle scuole pubbliche, delle universit statali, delle scuole paritarie, delle universit non statali e delle universit telematiche riconosciute dal Ministero.
Passando ad esaminare le Tabelle allegate al disegno di legge finanziaria, il relatore osserva anzitutto che la Tabella A, relativa agli stanziamenti del Fondo speciale di parte corrente per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio di riferimento (2005-2007), reca un accantonamento per il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca di 11,5 milioni di euro per ciascuna annualit del medesimo triennio. Detto accantonamento risulta diretto, come si legge nella relazione governativa al provvedimento, per un'iniziativa legislativa in materia di societ e associazioni sportive dilettantistiche, nonch per il disegno di legge n. 2735, istitutivo del Museo della moda.
Quanto alla Tabella B, recante il Fondo speciale di conto capitale per la copertura dei disegni di legge che il Parlamento prevede di approvare nel corso del 2004, segnala che, a seguito dell'approvazione di una proposta emendativa dell'opposizione all'articolo 1 nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, il saldo del bilancio dello Stato stato ridotto di un ammontare pari a 862 milioni di euro. Ci ha determinato, tra l'altro, la soppressione del finanziamento, pari a 2,5 milioni di euro, destinato al settore universitario e, pi precisamente, come si legge nella relazione governativa al provvedimento, al disegno di legge n. 1019-1020-1175-B, recante misure in favore delle universit di Messina, di Cassino e pontina.
Anche alla Tabella C, relativa agli stanziamenti la cui quantificazione annuale demandata alla legge finanziaria, sono state apportate riduzioni di spesa nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento. Ad esempio, sono stati ridotti gli stanziamenti per la politica nazionale relativa alla ricerca scientifica, che sono ora pari a circa 1.636 milioni di euro, nonch quelli per l'edilizia scolastica. Si augura pertanto che, nel prosieguo dell'esame, sia possibile quanto meno ripristinare gli ammontari originariamente previsti.
Quanto agli altri stanziamenti, il relatore registra invece con soddisfazione il sensibile incremento, rispetto all'ultimo biennio, dell'ammontare destinato al Fondo per il finanziamento ordinario delle universit (FFO), pari a circa 6.684 milioni di euro (mentre esso era pari a 6.545 milioni per il 2004 e 6.225 milioni per il 2003).
Giudica inoltre positivamente la scelta di accrescere, rispetto alla legge finanziaria per il 2004, gli stanziamenti recati per il diritto agli studi universitari (+ 2,9 milioni di euro), per lo sviluppo dell'universit (+ 0,8 milioni), per enti operanti nel settore della ricerca scientifica (+ 1,9 milioni), nonch per le universit non statali (+ 10 milioni).
Con riguardo, infine, al Fondo per l'ampliamento per l'offerta formativa, lo stanziamento complessivo rimasto invariato rispetto al 2004; in proposito il relatore rileva peraltro che si , almeno, posto termine alla criticabile tendenza alla riduzione di tale ammontare seguita negli anni passati.
Nel complesso, osserva che, rispetto alla legge finanziaria per il 2001, sono aumentati gli stanziamenti per il Fondo per il finanziamento universitario, per il diritto agli studi universitari, per la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca, nonch per le universit non statali legalmente riconosciute.
Con specifico riferimento alle universit non statali, che pure beneficiano di un incremento del finanziamento pari a 10 milioni rispetto allo scorso anno, il relatore d conto di una nota del loro Coordinamento con la quale si sollecita il Parlamento ad incrementare lo stanziamento previsto dalla legge n. 243 del 1991.
Quanto alla Tabella D, recante gli stanziamenti per il rifinanziamento di norme che prevedono interventi di sostegno dell'economia classificati tra le spese in conto capitale, essa dispone accantonamenti complessivi per 7 milioni di euro per il solo anno 2005. Nei settori di competenza, si prevedono 4,4 milioni di euro per il Fondo unico per l'edilizia universitaria, 0,6 milioni di euro per il Programma nazionale di ricerca in Antartide e 2 milioni di euro per il Fondo per gli investimenti della ricerca di base (FIRB).
Passando a considerare la Tabella F, che contempla la rimodulazione di quote per il triennio 2005-2007 delle leggi di spesa in conto capitale pluriennali secondo una ripartizione per settori di intervento, essa prevede i seguenti stanziamenti: nel settore n. 4, relativo agli interventi nelle aree sottoutilizzate, si prevedono anzitutto 40 milioni di euro, per il 2005, per il Fondo agevolazioni per la ricerca, nonch 447,4 milioni di euro per il 2005 e 100 milioni di euro per il 2006 per il Fondo per le aree sottoutilizzate; nel settore n. 13, recante interventi nel settore della ricerca, sono disposti 102 milioni di euro per il 2005 per la ricerca di base, circa 29 milioni di euro, per il 2005, per il Programma nazionale ricerca in Antartide, nonch 51 milioni di euro per il 2005, 124 milioni per il 2006 e 125 milioni per il 2007 per l'Istituto italiano di tecnologia; nel settore n. 23, relativo all'universit, sono previsti 154,4 milioni di euro per il 2005 e 150 milioni di euro per il 2006 per gli interventi in materia di edilizia universitaria, sulla base dell'articolo 7, comma 8, della legge n. 910 del 1986. A tale stanziamento, vanno peraltro aggiunti oltre 2 milioni di euro per interventi di edilizia universitaria in relazione alla legge n. 291 del 2003, previsti nell'ambito del settore n. 27 (interventi vari). Sempre in detto settore, il relatore segnala altres l'accantonamento, pari a circa 31 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, diretto all'edilizia scolastica. Si tratta, in particolare, di un ammontare inserito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze, disposto in attuazione della legge n. 362 del 1998, recante "Finanziamento del terzo piano annuale di attuazione dei piani triennali di edilizia scolastica, di cui alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, e successive modificazioni".
Il relatore raccomanda conclusivamente l'espressione di un rapporto favorevole sulla base delle suesposte considerazioni.

Il PRESIDENTE ringrazia il relatore Delogu per la sua relazione introduttiva e rinvia il dibattito sulla Tabella 7 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria ad altra seduta. D indi la parola al senatore Favaro per la relazione introduttiva sulla Tabella 14, recante lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali, nonch sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria.

Il senatore FAVARO d conto in primo luogo della Nota preliminare allo stato di previsione che, facendo riferimento al Documento di programmazione economico-finanziaria per il 2005-2008, stabilisce che il Ministero orienter la propria azione politico-gestionale nel rispetto dei vincoli posti dalla spesa pubblica e dal contenimento degli oneri finanziari. In quest'ottica, ricorda tuttavia che il Ministero ha gi introdotto importanti misure di razionalizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali del settore e pertanto osserva che non certo opportuno comprimere ulteriormente dette spese, onde evitare gli evidenti disagi che ne deriverebbero agli utenti e agli operatori economici, nonch i danni all'immagine stessa del Paese, anche in considerazione della particolare rilevanza che il patrimonio culturale italiano riveste a livello mondiale.
Tra gli obiettivi prioritari citati nella summenzionata Nota preliminare, il relatore richiama: la tutela del patrimonio culturale attraverso le rinnovate strutture ministeriali mediante nuove forme di cooperazione con le regioni; la promozione degli investimenti in cultura con lo scopo di generare occupazione anche nei settori indotti; il potenziamento dei sistemi di defiscalizzazione relativi ai beni e alle attivit culturali; l'incentivazione e il sostegno all'industria cinematografica nazionale; il mantenimento della continuit operativa dei servizi offerti al pubblico in termini qualitativi; la tutela e la conservazione del patrimonio documentario nazionale, la promozione del libro e della lettura, nonch la valorizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico nazionale in Italia e all'estero; l'implementazione delle attivit di controllo interno al Ministero.
Passando ad illustrare la struttura del Ministero, il relatore osserva che lo stato di previsione per l'anno 2005 dovrebbe prevedere 5 centri di responsabilit, come disposto dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 173, che ha introdotto la struttura dipartimentale in luogo della precedente basata su direzioni generali. Il Ministero si articola infatti in 4 dipartimenti, ai quali si aggiunge l'Ufficio di Gabinetto. In realt, lo stato di previsione continua tuttavia a includere, peraltro solo formalmente, anche altri 5 centri di responsabilit (Beni architettonici e paesaggio, Spettacolo dal vivo, Cinema, Patrimonio storico-artistico e demoetnoantropologico, Architettura e arte contemporanee), ancorch privi di risorse.
Il relatore d poi conto degli stanziamenti complessivi disposti dallo stato di previsione a legislazione vigente, osservando che l'incidenza della spesa del Ministero sulle spese finali del bilancio dello Stato risulta pari allo 0,34 per cento.
Rispetto alle previsioni relative al bilancio 2004, rileva un lieve incremento dello stanziamento complessivo, mentre rispetto all'assestamento per l'esercizio finanziario 2004 registra una riduzione.
Le quote definite "giuridicamente obbligatorie" assorbono il 95,4 per cento dello stanziamento totale, a fronte del 85,4 per cento previsto nello stato di previsione per il 2004.
La consistenza dei residui passivi presunti valutata in 1.505,5 milioni di euro, di cui 217,2 milioni per la parte corrente, 1.283,3 milioni in conto capitale e 5 milioni di rimborso passivit finanziarie.
Le autorizzazioni di cassa per il 2005 ammontano a 2.561 milioni di euro; tali autorizzazioni coprono il 68,6 per cento della massa spendibile per l'esercizio 2005, costituita dalla somma dei residui presunti e delle previsioni di competenza per lo stesso esercizio (3.732,6 milioni di euro). Questo rapporto, denominato coefficiente di realizzazione, misura la capacit di spesa che il Ministero per i beni culturali ritiene di poter raggiungere nel 2005.
Il relatore d poi conto delle modifiche apportate dalla Nota di variazioni, con cui sono stati ridotti gli stanziamenti del Ministero che sono ora pari, in conto competenza, a 2.245,2 milioni di euro, di cui 1.562,3 milioni per spese correnti e 667,2 per spese in conto capitale.
Passando ad illustrare le parti di competenza del disegno di legge finanziaria, il relatore osserva anzitutto che l'articolo 2 dispone per ciascun anno del triennio 2005-2007 un limite, fissato nella misura del 2 per cento, all'incremento della spesa delle amministrazioni pubbliche. A tal fine, nell'elenco n. 1, sono individuati i soggetti tenuti a rispettare tale limite, fra i quali, oltre evidentemente al Ministero, vi sono gli enti produttori di servizi culturali (Accademia della Crusca, CONI, ETI, Fondazioni) nonch enti autonomi lirici ed istituzioni concertistiche assimilate.
Il comma 4, introdotto con emendamento approvato dalla Camera dei deputati, prevede poi che la spesa complessiva effettuata dalle amministrazioni pubbliche per studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione non possa superare, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, la spesa sostenuta per la medesima finalit nell'anno 2004.
L'articolo 16 reca la disciplina relativa ai rinnovi contrattuali per il personale delle amministrazioni statali e non statali. Al riguardo, il relatore segnala che il comma 1 stabilisce un incremento pari a 56 milioni di euro delle risorse destinate dalla precedente legge finanziaria alla contrattazione collettiva nazionale relativa al biennio 2004-2005.
Quanto all'articolo 17, esso reca disposizioni in materia di assunzioni a tempo determinato di personale nella Pubblica Amministrazione, che - in gran parte - confermano la disciplina gi prevista nella precedente legge finanziaria. Con particolare riferimento al Ministero per i beni culturali, il relatore segnala peraltro che il comma 2 autorizza la prosecuzione dei contratti a tempo determinato attualmente in essere, fra cui quelli relativi al personale che assicura l'apertura quotidiana con orari prolungati di musei, gallerie, aree archeologiche, biblioteche ed archivi di Stato.
L'articolo 36 introduce invece norme in materia di conservazione dei beni culturali di particolare rilievo. In particolare, il comma 1 dispone che i beni culturali immobili, appartenenti allo Stato nonch - a seguito di una modifica introdotta dalla Camera dei deputati - alle regioni e agli enti locali, che necessitino di interventi di restauro, possono essere dati in uso a soggetti privati individuati mediante procedimento ad evidenza pubblica (comma 3). Questi ultimi si impegnano a pagare un canone di concessione, stabilito dalla soprintendenza competente, nonch ad assicurare interventi di restauro e conservazione.
Il comma 2 stabilisce poi che le spese sostenute per i richiamati interventi sono detraibili dal canone di concessione e che il concessionario tenuto ad assicurare la fruizione del bene da parte del pubblico.
Il comma 3 stabilisce che l'elenco dei beni culturali che possono essere dati in concessione sia definito con apposito decreto ministeriale, su proposta del Direttore regionale competente, e che l'individuazione del concessionario avviene mediante procedimento ad evidenza pubblica.
Si tratta di una disciplina di estremo interesse, prosegue il relatore, soprattutto in considerazione della notevole quantit di beni culturali che abbisognano di urgenti, quanto onerosi, interventi di conservazione, e che, fra l'altro, consente di risparmiare risorse pubbliche.
Il relatore osserva peraltro che dette disposizioni, pur risultando in linea di massima coerenti con la disciplina recata dal Codice dei beni culturali, con particolare riferimento agli articoli 106 (che prevede la concessione d'uso dei beni culturali a singoli richiedenti, per finalit compatibili con la loro destinazione culturale), 107 e 115 (che disciplina la gestione delle attivit di valorizzazione dei beni culturali), potrebbero trarre beneficio da un maggiore coordinamento con le richiamate norme del Codice.
La disciplina recata risulta del resto anche in linea con la normativa previgente allo stesso Codice, ovvero con la cosiddetta "legge Ronchey" (n. 433 del 1992) nonch con il Testo unico dei beni culturali (decreto legislativo n. 490 del 1999).
Il relatore illustra infine l'articolo 41, comma 20, che introduce una norma di salvaguardia per i beni culturali interessati dalla procedura di alienazione del demanio e del patrimonio pubblico, disposta dall'articolo medesimo.
Passando al dettaglio delle tabelle allegate al disegno di legge finanziaria, egli si sofferma anzitutto sulla Tabella A, relativa agli stanziamenti del Fondo speciale di parte corrente per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio di riferimento, osservando che essa reca un accantonamento complessivo di 1,6 milioni di euro per il 2005, di 1,1 milioni di euro per 2006 e 0,36 milioni di euro per il 2007. Al riguardo, comunica che, ai sensi della relazione illustrativa del disegno di legge finanziaria, detto accantonamento risulta finalizzato per i disegni di legge quadro sulla qualit architettonica, (nn. 2867 e 1695) e in materia di beni e attivit culturali e di sport (n. 2980), attualmente all'esame della Commissione, nonch per il provvedimento diretto ad assicurare l'equiparazione ai cimiteri di guerra dei monumenti sacrari di Leonessa e di Medea. Rileva inoltre che fra le finalizzazioni stata inclusa anche quella relativa al provvedimento sull'istituzione del museo di storia contemporanea Giacomo Matteotti, bench esso sia gi divenuto legge.
Segnala inoltre che, tra le finalizzazioni elencate dalla relazione governativa per gli accantonamenti di parte corrente di altri Ministeri, sono inclusi i seguenti interventi relativi al settore dei beni culturali: misure speciali di tutela e valorizzazione delle citt italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO (Ministero dell'economia e delle finanze); disposizioni in materia di societ e associazioni sportive dilettantistiche e istituzione del Museo della moda (Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca); interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport (Ministero delle infrastrutture e trasporti).
Quanto alla Tabella B, recante il Fondo speciale di conto capitale per la copertura dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2005-2007, il relatore osserva che essa recava, prima dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, un accantonamento di 29,6 milioni di euro per il 2005; di 44,2 milioni di euro per il 2006 e di 18 milioni di euro per il 2007.
A seguito delle modifiche introdotte alla Camera dei deputati, tuttavia, l'accantonamento complessivo stato ridotto a soli 15 milioni di euro per il 2005, mentre sono stati soppressi quelli relativi al 2006 e al 2007.
Tra le finalizzazioni indicate nella relazione illustrativa del disegno di legge finanziaria sono inclusi la legge quadro sulla qualit architettonica, nonch interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport.
Il relatore segnala inoltre che, tra le finalizzazioni indicate dalla relazione governativa per gli accantonamenti di parte capitale del Ministero dell'economia e delle finanze, figurano misure speciali di tutela e valorizzazione delle citt italiane inserite nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Passando alla Tabella C, recante gli stanziamenti la cui quantificazione annuale demandata alla legge finanziaria, essa recava, anche in questo caso prima delle modifiche introdotte alla Camera, uno stanziamento complessivo di 538,79 milioni di euro per il triennio 2005-2007, con una riduzione di 7,4 milioni rispetto al bilancio a legislazione vigente. Dopo l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, gli stanziamenti relativi al Ministero sono stati ridotti a 537,83 milioni per ciascuna annualit del triennio 2005-2007.
Con riferimento agli accantonamenti in detta Tabella, il relatore registra con rammarico l'ennesima pesante riduzione del Fondo unico dello spettacolo (FUS), pari a circa 9 milioni di euro rispetto alla legislazione vigente.
Quanto alla Tabella F, recante rimodulazione di quote per il triennio 2005-2007 delle leggi di spesa in conto capitale pluriennali, essa prevede, fra l'altro, i seguenti interventi: nel settore n. 7, relativo all'editoria, sono accantonati 2,6 milioni di euro per il 2005 a favore dell'editoria libraria di elevato valore culturale; nel settore n. 24, relativo all'impiantistica sportiva, previsto uno stanziamento pari a 3,5 milioni di euro per il triennio di riferimento, in relazione agli interventi per i giochi olimpici invernali che si terranno a Torino nel 2006; nel settore n. 27, recante interventi diversi, il relatore segnala infine 42,5 milioni di euro per il 2005 in relazione alla legge n. 291 del 2003, nonch 4 milioni di euro per il 2005 per Cinecitt Holding e il Centro sperimentale di cinematografia.
Conclusivamente, il relatore raccomanda l'espressione di un rapporto favorevole sulla base delle suesposte considerazioni.

Il PRESIDENTE ringrazia il relatore Favaro per la sua relazione introduttiva e rinvia il dibattito sulla Tabella 14 e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria ad altra seduta.

Il seguito dell'esame congiunto quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16.





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