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Commissione VII Senato - seduta del 24 novembre 2004 seduta pomeridiana (Bilancio di previsione)
2004-11-24

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)

MERCOLED 24 NOVEMBRE 2004
345 Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI
indi del Vice Presidente
BEVILACQUA

Intervengono il ministro per i beni e le attivit culturali Urbani e il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta inizia alle ore 15,05.

IN SEDE CONSULTIVA

(3224 e 3224-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007 e relativa Nota di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
- (Tabb.7 e 7-bis) Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca per l'anno finanziario 2005
- (Tabb.14 e 14-bis) Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2005
(3223) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005), approvato dalla Camera dei deputati
(Rapporti alla 5a Commissione. Seguito dell'esame congiunto e rinvio. Seguito e conclusione dell'esame delle Tabelle 14 e 14-bis e delle connesse parti del disegno di legge finanziaria. Rapporto favorevole con osservazioni. Seguito dell'esame e rinvio delle Tabelle 7 e 7-bis e delle connesse parti del disegno di legge finanziaria)

Riprende l'esame congiunto, sospeso nell'odierna seduta antimeridiana, nel corso della quale - ricorda il PRESIDENTE - si era conclusa la discussione generale sulle Tabelle 14 e 14-bis del disegno di legge di bilancio, recante lo stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali, nonch delle connesse parti del disegno di legge finanziaria.
Il Presidente avverte indi che sono stati presentati gli ordini del giorno nn. 1, 2, 3 e 4, al disegno di legge finanziaria, pubblicati in allegato al presente resoconto. Non sono invece pervenuti emendamenti.

In sede di replica agli intervenuti nel dibattito, il relatore FAVARO (FI) illustra uno schema di rapporto favorevole con osservazioni - nel quale dichiara di accogliere i principali rilievi emersi nel corso del dibattito - del seguente tenore:
"La Commissione, esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2005, nonch le parti connesse del disegno di legge finanziaria,
considerato che il Ministero ha gi introdotto importanti misure di razionalizzazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali del settore e pertanto non certo opportuno comprimere ulteriormente dette spese senza provocare evidenti disagi agli utenti, agli operatori economici, nonch danni all'immagine stessa del Paese, anche in considerazione della particolare rilevanza che il patrimonio culturale italiano riveste a livello mondiale,
premesso di condividere gli obiettivi prioritari individuati nella Nota preliminare allo stato di previsione
esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni, riferite al disegno di legge finanziaria.
1. Si raccomanda anzitutto vivamente di non introdurre un nuovo blocco delle assunzioni, onde consentire la ripresa del reclutamento del personale tecnico-scientifico ed assicurare il necessario ricambio generazionale.
2. Si suggerisce l'opportunit di svolgere una ricognizione della spesa pubblica allargata sui beni culturali, che tenga conto del concorso di spesa da parte delle regioni e degli enti locali, oltre che dei contributi europei. Ci, al fine di addivenire ad un'efficace razionalizzazione delle spese, in termini di rapporto fra spesa pubblica e sua resa sulla valorizzazione del patrimonio.
3. Con riferimento all'articolo 17, comma 2, che autorizza la prosecuzione dei contratti a tempo determinato attualmente in essere, fra cui quelli relativi al personale che assicura l'apertura quotidiana dei musei con orari prolungati, si esprime soddisfazione per la concessione della proroga. Si raccomanda tuttavia vivamente - come peraltro gi in occasione delle manovre finanziarie degli anni passati - di reperire risorse indonee ad un definitivo inquadramento in ruolo di detto personale anzich procedere con proroghe annuali.
4. Con riferimento all'articolo 36, che dispone norme in materia di conservazione dei beni culturali di particolare rilievo, si esprime un giudizio positivo, soprattutto in considerazione della notevole quantit di beni culturali che abbisognano di urgenti, quanto onerosi, interventi di conservazione. Si invita tuttavia ad introdurre norme di salvaguardia in ordine alla selezione del concessionario, alla fissazione di limiti temporali e alla definizione di adeguate garanzie per assicurare l'effettiva fruizione pubblica dei beni, nonch ad operare un maggiore coordinamento con la discplina recata dal Codice dei beni culturali.
5. Con riferimento alle Tabelle A e B allegate al disegno di legge finanziaria, si esprime rammarico per la scarsezza dei fondi accantonati in favore di provvedimenti legislativi da adottarsi in corso d'anno nel settore dei beni e delle attivit culturali e si esprime l'auspicio che essi possano essere incrementati nel corso dell'esame della manovra finanziaria.
6. Con riferimento alla Tabella C allegata al disegno di legge finanziaria, si esprime rammarico per l'ennesima riduzione del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), nell'auspicio che nel corso dell'esame della manovra finanziaria possano essere reperite nuove risorse per rimediare a tale decurtazione".

Con riferimento agli ordini del giorno, egli invita il Governo ad accogliere come raccomandazione gli ordini del giorno nn. 1, 2 e 4. Quanto all'ordine del giorno n. 3, subordina il proprio parere favorevole ad una riformulazione diretta ad impegnare il Governo ad effettuare prioritariamente una ricognizione sulla distribuzione dell'organico del Ministero presso le soprintendenze, al fine di individuare, ed eventualmente correggere, le eventuali sperequazioni.

Il ministro URBANI, intervenendo a sua volta in sede di replica, invita la Commissione ad esprimere una valutazione complessiva sulle risorse destinate al settore dei beni culturali che afferiscono a quello che definisce il "bilancio consolidato" del Dicastero, senza limitarsi esclusivamente agli ammontari previsti nei documenti di bilancio.
Occorre infatti considerare anzitutto, prosegue, sia le risorse, pari al 3 per cento degli investimenti in infrastrutture, destinate alla Societ ARCUS S.p.A. per la realizzazione di investimenti nel settore, sia gli ulteriori stanziamenti, pari al 2 per cento dei medesimi investimenti, che il Governo intende introdurre, attraverso apposita iniziativa emendativa, nel corso dell'esame della manovra di bilancio. Si tratta di una iniziativa estremamente importante, tanto pi che queste ulteriori risorse potranno essere utilizzate anche per coprire spese di funzionamento e gestione e non solo per investimenti infrastrutturali.
N va dimenticata, osserva il Ministro, la previsione, recata nella precedente finanziaria, che ha esteso a tutto il settore dei beni culturali la possibilit di utilizzare parte delle risorse disponibili presso il credito sportivo per finanziare gli interessi derivanti dall'accensione di mutui. Si sono cos rese disponibili ingenti risorse che non sarebbe stato altrimenti possibile erogare sulla base dei trasferimenti tradizionali al settore.
Nel "bilancio consolidato" del Dicastero, prosegue il Ministro, devono essere contemplate altres le crescenti donazioni ed elargizioni liberali, che consentiranno - a titolo esemplificativo - di finanziare un piano straordinario di tutela e restauro per la zona di Ercolano.
Con riferimento al settore cinema, egli si sofferma poi sul Fondo di investimento realizzato con l'apporto di istituti bancari sulla base di una iniziativa promossa da Cinecitt Holding, che assicura finanziamenti complementari rispetto a quelli previsti dal Fondo unico dello spettacolo (FUS), pari a circa 56 milioni di euro.
Il Ministro sottolinea altres che per il prossimo anno il settore potr contare anche sulle ingenti risorse delle istituende fondazioni per la gestione museale, che egli stima pari a circa 50-80 milioni di euro. In proposito, ricorda che nel corrente anno stata creata la Fondazione per il Museo egizio, della quale sottolinea l'importante riscontro a livello nazionale.
Egli rileva indi che se si tiene in considerazione il "bilancio consolidato" del Ministero, non si pu certo affermare che le risorse siano diminuite nel corso della legislatura. Pur riconoscendo che gli stanziamenti complessivi non sono completamente adeguati rispetto alle effettive necessit del Ministero, anche in considerazione dell'eredit lasciata dal precedente Governo (quando il rapporto fra le spese del Dicastero ed il PIL era pari allo 0,17 per cento, a fronte dell'attuale 0,18), sottolinea che le risorse registrano quest'anno un notevole aumento. Il crescente bilancio, egli prosegue, consentir pertanto di sostenere un programma di valorizzazione e sviluppo del Ministero, necessario per dare effettiva attuazione, fra l'altro, alla disciplina recata dal Codice dei beni culturali.
Quanto agli ordini del giorno, il Ministro dichiara di accoglierli tutti come raccomandazioni.

La senatrice ACCIARINI (DS-U) dichiara di insistere per la votazione degli ordini del giorno. Coglie altres l'occasione per rilevare che, almeno sulla base dei dati contenuti nei documenti di bilancio, la situazione in cui versano i Beni culturali assai pi preoccupante di quanto non la descriva il Ministro.

Dopo che il PRESIDENTE ha accertato la presenza del numero legale ai sensi dell'articolo 30, comma 2, del Regolamento, la Commissione approva, con separate votazioni, gli ordini del giorno nn. 1 e 2.

Con riferimento all'ordine del giorno n. 3, il relatore FAVARO insiste per una sua riformulazione, nei termini suesposti.

Dopo che il senatore TESSITORE (DS-U) e la senatrice ACCIARINI (DS-U) hanno dichiarato di accogliere tale riformulazione, introducendo nel dispositivo un esplicito impegno nei confronti del Governo ad effettuare una ricognizione sulla distribuzione del personale nelle varie soprintendenze, il PRESIDENTE pone in votazione l'ordine del giorno n. 3, che risulta accolto come modificato, cos come - con separata votazione - l'ordine del giorno n. 4.

Si passa alla votazione del rapporto favorevole, con osservazioni, illustrato dal relatore.

Per dichiarazione di voto interviene la senatrice SOLIANI (Mar-DL-U), la quale sottolinea anzitutto che il quadro delineato nella manovra di bilancio colpisce pesantemente il settore dei beni culturali. In proposito ella richiama le stesse osservazioni incluse nello schema di rapporto illustrato dal relatore ed in particolare l'accorato richiamo alla necessit di procedere al reclutamento del personale ministeriale e ad assicurare il ricambio generazionale e il rammarico per i tagli operati al Dicastero.
In quest'ottica, la senatrice stigmatizza le dichiarazioni rese dal Ministro, il quale - a suo avviso - si limita a fare rinvio al prossimo anno finanziario, mostrando cos di non avere adeguata consapevolezza che il suo Dicastero sta assumendo un ruolo residuale.
Pur apprezzando quindi le osservazioni recate nello schema di rapporto, dichiara di non poter esprimere un voto favorevole e presenta unitamente ai senatori Acciarini, Manieri, Cortina, Betta, Togni, D'Andrea, Tessitore, Modica, Pagano, Vittoria Franco e Monticone uno schema di rapporto contrario, nel quale sono esplicitati i bisogni del Paese nel settore dei beni culturali, del seguente tenore:

"La Commissione 7^ del Senato,
esaminati lo stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno finanziario 2005, nonch le parti connesse del disegno di legge finanziaria,
considerato che:
sul piano istituzionale, si tende a risolvere la crisi della "democrazia di bilancio" rendendo sempre meno rilevante l'esame parlamentare dei documenti di bilancio e pi ampia la discrezionalit dell'Esecutivo nel modificare, per via amministrativa, le residue decisioni parlamentari in materia;
il Parlamento non dispone ancora oggi di dati completi sulla manovra di bilancio, nonostante il disegno di legge finanziaria sia stato presentato alle Camere il 30 settembre scorso;
non appaiono chiari neppure i conti relativi all'anno 2004, importanti sia per determinare il deficit tendenziale, relativo al 2005, da correggere, che lo stock del debito da ridurre nel corso del prossimo anno;

si esprimono le seguenti osservazioni:
anche quest'anno risultano evidenti i tagli ai fondi destinati al sostegno del settore culturale: in termini assoluti, rispetto all' assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2004 risulta una diminuzione di 44 milioni di euro;
per il personale assunto a tempo determinato, prevista la possibilit di prorogare il contratto del personale gi in sede fino al 31 dicembre 2005;
vale qui la pena di ricordare che, nel caso del Ministero per i beni e le attivit culturali, questa previsione, oltre a impedire nuovi concorsi per l'assunzione di personale tecnico scientifico di cui indiscutibile il bisogno, rende necessario, agli occhi del Governo, il rinnovo dei contratti a tempo determinato dei lavoratori precari fino al 31 dicembre 2005 e che, trattandosi almeno del quinto rinnovo, questa decisione pone l'Italia fuori dalle norme europee in materia di contratti a termine;
il Fondo unico per lo spettacolo, drasticamente ridimensionato gi attraverso la 'manovrina' di luglio (decreto-legge n. 168 del 2004), con un taglio di circa 20 milioni di euro, subisce un'ulteriore riduzione di 9 milioni di euro. Il progressivo assottigliamento degli stanziamenti statali, di fatto, si aggiunge ad una situazione gi gravemente compromessa che sta mettendo in ginocchio tutto lo spettacolo italiano. Nel corso di questo anno si sono verificate pi di una volta situazioni di tale crisi finanziaria che hanno rischiato di portare al vero e proprio collasso realt artistiche in tutto il paese. E' appena il caso di ricordare, poi, le sofferenze dei settori della prosa, della danza e della musica;
la previsione del tetto del 2 per cento delle spese, interpretata, nel caso del Ministero per i beni e le attivit culturali, in senso ancor pi restrittivo: il bilancio del Ministero, ben lungi dall'aumentare del 2 per cento, subisce - come abbiamo detto - un taglio di 44 milioni di euro rispetto alla scorsa legge finanziaria, che si va a sommare al taglio complessivo di pi di 125 milioni di euro deciso in sede di 'manovrina';
la drastica riduzione degli investimenti finanziari e il disimpegno programmatico del Governo nel settore cultura vede un grottesco tentativo di delineare una politica di tutela e valorizzazione dei beni culturali attraverso la disposizione dell'articolo 36 della finanziaria 2005. Non si comprende come il Governo possa pensare di attuare in questo modo politiche e strumenti che dovrebbero essere gi previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio da poco approvato dall'Esecutivo e contrariamente all'articolo 9 della Costituzione che assegna alla Repubblica la tutela del patrimonio culturale italiano;
bene ricordare al Governo e allo stesso Ministro per i beni e le attivit culturali che il patrimonio culturale italiano uno dei maggiori produttori di reddito del nostro Paese, attraverso il turismo e attraverso l'export del marchio Italia. Purtroppo, per, al patrimonio culturale non viene restituito, in termini economici, che una parte infinitesimale di ci che rende al Paese;
in questo quadro, l'articolo 41 prevede la dismissione dei beni demaniali statali demandando all'Agenzia del demanio la possibilit di alienare i beni con 'trattativa privata' e non per mezzo delle aste pubbliche, alterando i pi elementari principi di trasparenza e correttezza della pubblica amministrazione. La previsione della salvaguardia delle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al comma 20 dell'articolo 41, sembra poco chiara e troppo generica per essere un valido strumento di controllo e protezione della speciale natura giuridica del bene culturale e storico artistico;
chiaro che, anche per i beni culturali, la scelta dell'Esecutivo sia quella del mantenimento dello status quo dei finanziamenti come prima condizione necessaria per innescare un processo di involuzione del ruolo pubblico per la cultura. Infatti, meno risorse pubbliche a disposizione vuol dire: indebolimento delle strutture scientifiche e tecniche del Ministero, meno professionalit disponibili, diminuzione della qualit della fruizione pubblica, diminuzione dei livelli di tutela, impossibilit di programmare seriamente le attivit di valorizzazione del patrimonio culturale.

Tutto ci considerato, la Commissione esprime parere contrario".

In particolare, ella stigmatizza, da un lato, come il disegno di legge finanziaria ponga un limite all'incremento delle spese pari all'1,4 per cento e, dall'altro, che - rispetto alla legge di assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2004 - nel bilancio si registri una riduzione pari a 44 milioni di euro.
Ci testimonia, a suo giudizio, un evidente disimpegno del Governo nel settore, mentre occorrerebbe una politica di sviluppo e di espansione a favore del settore ed in particolare dei musei, degli archivi e delle biblioteche.
Si determina cos, prosegue, uno spreco dell'intelligenza, della creativit e delle risorse culturali del Paese, a fronte di una domanda di fruizione culturale in crescita.
In particolare critica i tagli al FUS, che non considerano gli effetti benefici, anche in termini occupazionali, della promozione della cultura.
Quanto alla previsione di riservare ai beni culturali un ulteriore 2 per cento degli investimenti in infrastrutture per il 2005, ella avverte che con ogni probabilit nel 2005 non saranno realizzate grandi opere.
Con riferimento alla disciplina recata dall'articolo 36 del disegno di legge finanziaria, che consente di attribuire in uso a soggetti privati beni culturali immobili che necessitano di interventi di restauro, ella sottolinea che essa conferma il disimpegno del Governo nel settore.
Avviandosi a concludere, avverte che i Beni culturali devono essere considerati come una risorsa per lo sviluppo del Paese, a differenza di quanto accade nella manovra finanziaria in esame.
Coglie altres l'occasione per rilevare infine che nell'impianto complessivo dei documenti di bilancio si determina una difficolt ulteriore delle regioni e degli enti locali, che negli ultimi anni hanno tentato di essere protagonisti anche nel settore dei beni culturali.

La senatrice Vittoria FRANCO (DS-U), intervenendo per dichiarazione di voto contraria sullo schema di rapporto del relatore, rileva anzitutto come dal medesimo schema emergano chiari segni di sofferenza, anche da parte della maggioranza, nei confronti dei documenti di bilancio.
Con riferimento all'intervento del Ministro, ella si rallegra per i toni ottimistici, che tuttavia - a suo avviso - non rispondono alle criticit del settore, come testimoniano, fra l'altro, le difficolt che incontrano musei importanti, come il Museo Pitti di Firenze, a reperire risorse per proseguire la propria attivit istituzionale.
Con riferimento alla previsione del tetto di spesa del 2 per cento per le pubbliche amministrazioni, ella stigmatizza la circostanza che per il Ministero in esame essa sia applicata in modo persino restrittiva, atteso che il Ministero non superer la soglia dell'1,4 per cento. Va poi considerato il taglio di 44 milioni di euro del bilancio del Dicastero, al quale occorre sommare, prosegue, la decurtazione di oltre 125 milioni di euro operata con il decreto-legge n. 168 del 2004.
Quanto agli stanziamenti derivanti dal 3 per cento degli investimenti nelle infrastrutture, ella chiede inoltre al Ministro di conoscere con esattezza gli importi riferiti all'anno in corso.

Dopo un breve intervento del ministro URBANI, il quale precisa che tale importo stato pari a 116 miliardi, la senatrice Vittoria FRANCO (DS-U) stigmatizza altres l'ennesima decurtazione al FUS, pari a circa 9 milioni di euro. Si tratta, ella avverte, di una scelta insopportabile, tanto pi in considerazione del suo drastico ridimensionamento avvenuto con il richiamato decreto-legge n. 168, che determin tagli pari a 20 milioni di euro. Al riguardo, lamenta che si stia mettendo in ginocchio lo spettacolo italiano, come testimonia la situazione di sofferenza che contraddistingue, in particolare, i teatri di prosa, di danza e di sperimentazione.
Le scelte assunte con la manovra finanziaria, prosegue la senatrice, sottendono una concezione della cultura come lusso o spreco, senza tener conto della necessit di predisporre politiche pubbliche nel settore.
Relativamente all'ulteriore proroga dei contratti a tempo determinato attualmente in essere del personale del Ministero, ella critica che si sia giunti al quinto anno, in violazione delle norme europee.
Critica poi la mancanza di ricambio nella dirigenza e nel personale tecnico-scientifico.
Nell'esprimere compiacimento per la mancata previsione del ventilato condono delle opere d'arte, che si augura non sia riproposto nel prosieguo dell'esame dei provvedimenti in titolo, ella critica altres la disposizione recata all'articolo 36. In particolare ella esprime contrariet per l'assenza di effettivi limiti e vincoli nei confronti del concessionario del bene pubblico, con particolare riferimento alla garanzia che il restauro sia compiuto in modo adeguato, nonch di garanzie per la pubblica fruizione.
Quanto all'articolo 41, lamenta che l'alienazione del demanio pubblico sia demandata a trattativa privata e che il riferimento al Codice dei beni culturali, recato al comma 20 del medesimo articolo, non assicuri un'effettiva salvaguardia per i beni culturali.

Anche il senatore CORTIANA(Verdi-U), nel preannunciare voto contrario sullo schema di rapporto del relatore, critica l'articolo 36, in materia di conservazione dei beni culturali. In particolare, senza contestare la logica del ricorso al contributo privato, che anzi egli ha sostenuto con riferimento, ad esempio, all'edilizia scolastica, il senatore lamenta la mancanza di coordinamento tra tale disposizione e la stessa disciplina recata dal Codice dei beni culturali, all'articolo 106. Al riguardo occorre, a suo avviso, assicurare che i privati procedano agli interventi conservativi, senza tuttavia modificare la funzione del bene culturale.

Il senatore BETTA (Aut) dichiara di non poter esprimere un voto favorevole sullo schema di rapporto, riconoscendo tuttavia al Ministro la capacit di riuscire ad operare in modo efficace pur in assenza di adeguate risorse.
Dalle audizioni svolte nel corso dell'indagine conoscitiva sullo spettacolo, nonch dai dati dell'Istat recentemente diffusi sul teatro, sulla musica, sul cinema e sull'arte, egli avverte infatti che emerge un quadro critico del settore, che suggerirebbe idonee politiche di sostegno da parte del Governo, non limitate alle situazioni di eccellenza.
Coglie infine l'occasione per esprimere preoccupazione e piena contrariet per la ventilata ipotesi di un'ulteriore restrizione dei proventi derivanti dalla quota statale dell'8 per mille dell'IRPEF, destinata al settore dei beni culturali. Tali fondi hanno infatti consentito agli enti locali e ad altri istituti privati (come ad esempio quelli religiosi) di adottare misure di tutela dei beni culturali, che altrimenti non avrebbero potuto realizzare.

Il senatore DELOGU (AN) interviene per dichiarare il proprio voto favorevole sullo schema di rapporto del relatore, rilevando che il tema della scarsit delle risorse accomuna tutti i settori della Pubblica Amministrazione.
Dichiara infine di apprezzare in particolare la replica del Ministro ed in particolare la sua soddisfazione con riferimento al "bilancio consolidato".

Il senatore GABURRO (UDC) annuncia a sua volta il convinto voto favorevole del suo Gruppo sullo schema di rapporto del relatore. Coglie peraltro l'occasione per sollecitare il Ministro a prevedere l'emanazione di un regolamento di esecuzione per meglio specificare alcune parti della disciplina recata dal Codice.

La Commissione approva infine lo schema di rapporto favorevole con osservazioni del relatore, con conseguente preclusione dello schema di rapporto contrario presentato dai senatori Soliani ed altri.

Il PRESIDENTE dichiara indi aperto il dibattito sulle Tabelle 7 e 7-bis, recanti lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, e sulle connesse parti del disegno di legge finanziaria.

Il senatore CORTIANA (Verdi-U) segnala preliminarmente l'incongruenza della rubrica dell'articolo 3 del disegno di legge finanziaria, che recita: "Bilancio dello Stato".

Ne prende atto il PRESIDENTE, il quale - riservandosi un approfondimento - osserva peraltro che trattasi di argomento che pi opportunamente dovr essere sollevato in sede di Commissione bilancio.

Il senatore TESSITORE (DS-U) esprime anzitutto rammarico e sincero disappunto per la perdita di centralit della scuola e dell'universit nell'ambito della manovra finanziaria, che appare assai povera sotto il profilo dello sviluppo e dell'innovazione.
Pur dando atto al Ministro di aver saputo tenere gli ambiti di sua competenza al riparo dagli assai pi pesanti tagli che hanno investito, quanto meno in termini relativi, altri Dicasteri, e nell'auspicio che la situazione resti invariata anche alla luce del "maxiemendamento" che il Governo si accinge a presentare al Senato, osserva infatti che tale condizione non sufficiente per il rilancio del Paese. L'attuale manovra finanziaria segue infatti ad altre, che hanno fra l'altro determinato la riduzione degli investimenti, la contrazione degli insegnamenti, il blocco delle assunzioni.
Con particolare riferimento al settore della scuola, egli osserva che il mantenimento della consistenza numerica dell'organico di diritto ai dati dell'anno scolastico 2004-2005, pari a circa 741.000 unit, consolida la riduzione di oltre 30.000 unit avvenuta negli ultimi anni. Ci tanto pi preoccupante, alla luce del piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato che il Governo dovrebbe presentare entro il 31 gennaio prossimo.
Particolare preoccupazione destano poi le norme relative all'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria. A tale riguardo, che pure rappresenta un profilo di estremo rilievo ai fini dell'internazionalizzazione del sistema scolastico, critica la scelta di attribuire detto insegnamento ai docenti di classe.
Soprattutto nei confronti dell'et dell'infanzia, si tratta infatti di un profilo di alta specificit, che non pu essere soddisfatto con la mera conoscenza della lingua, tanto pi che la norma non chiarisce quali siano i requisiti richiesti ai docenti preposti, n da chi siano attestati. Anche la legge n. 53 prevedeva del resto corsi di formazione, sulla cui effettiva consistenza egli chiede ragguagli. In particolare, chiede se essi siano tenuti a carico del Fondo per l'offerta formativa, le cui disponibilit sono tuttavia decrescenti dal 1999 ad oggi.
Sul piano finanziario, la legge n. 53 prevedeva poi oltre 8.000 milioni di euro per il piano quinquennale di investimenti nella scuola. Il comma 8 dell'articolo 16 reca tuttavia appena 110 milioni di euro a tal fine che, sommati ai 90 milioni di euro stanziati dalla legge finanziaria per il 2004, assommano ad appena il 2,1 per cento della cifra complessiva. Ci, nonostante che nel prossimo mese di marzo scadano i termini per l'esercizio della delega prevista dalla legge.
Osserva infine che in alcune aree territoriali del Paese, come ad esempio quella di Napoli, caratterizzate da una situazione di vera e propria emergenza criminale, occorre - oltre ad un'efficace azione repressiva - anche un significativo impegno in termini di prevenzione, a partire proprio dagli investimenti nel sistema scolastico.
Passando ai temi dell'universit, riconosce che vi sia stato un incremento di fondi che sono tuttavia assai ben poca cosa rispetto all'incremento dei costi. Molte universit hanno infatti dovuto ridurre del 50-60 per cento i fondi di cofinanziamento della ricerca. Si avverte pertanto una diffusa sensazione di mancanza di prospettive e di preoccupazione per l'avvenire, soprattutto nei giovani. A tale specifico proposito, giudica intollerabile l'enorme quantit di idonei che non hanno potuto essere chiamati dalle universit e che vivono pertanto una pesantissima condizione di incertezza per il proprio futuro.
Chiede infine un chiarimento definitivo sul blocco delle assunzioni che - bench non espressamente previsto nel disegno di legge finanziaria attualmente in esame - sembrerebbe invece profilarsi dal combinato disposto di diversi articoli.
Conclude ribadendo le proprie preoccupazioni a fronte dell'assenza di innovazione e sviluppo nei settori-chiave dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, che rischia di condannare il Paese al declino.

La senatrice ACCIARINI (DS-U) premette di voler incentrare il proprio intervento sulla questione degli insegnanti, che spesso sono considerati solo come un numero, ed addirittura in esubero. Incombe inoltre la minaccia di ulteriori tagli, per coprire scelte di altro tipo. Si tratta tuttavia di un indirizzo che pesa enormemente sulle sorti complessive della scuola italiana, che pure sta cercando di adeguarsi al mutato contesto fra mille difficolt.
Le poche disposizioni relative agli insegnanti contenute nel disegno di legge finanziaria in esame, prosegue, confermano questi timori, con particolare riferimento alla rigidit degli organici, che conferma le riduzioni operate in passato, e all'aggiornamento dei docenti, che rischia di risolversi nelle provocatorie agevolazioni per l'acquisto di personal computer.
Passando ad esaminare le disposizioni relative all'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria, ella lamenta poi la mancata valorizzazione della professionalit articolata dei docenti, soffermandosi in particolare sulla frequenza obbligatoria dei corsi di formazione imposta a tutti i docenti privi dei necessari requisiti. Ci risulta tanto meno condivisibile, alla luce di altre disposizioni quali l'istituzione di un tutor prevista dal decreto legislativo n. 59, al di fuori della cornice individuata nella legge delega.
Anche con riferimento ai docenti precari, il disegno di legge finanziaria non sembra offrire risposte soddisfacenti. Manca infatti del tutto un impegno qualificante, atto a sostenere il previsto piano di assunzioni. Ci testimonia, ancora una volta, la scarsa considerazione del Governo nei confronti degli insegnanti, che si ripercuote a danno dell'intero Paese.
Infine, ella critica la scelta del ministro Moratti di ridurre la partecipazione degli insegnanti agli organi collegiali, tanto pi a fronte del sempre maggiore impegno loro richiesto.

Il senatore FAVARO (FI) sottolinea anzitutto che i documenti di bilancio confermano l'impegno del Governo e della sua maggioranza nei settori della scuola, dell'universit e della ricerca, come testimonia la circostanza che gli stanziamenti complessivi per detti settori vengono incrementati, nonostante le contingenti difficolt economiche.
Al di l delle dichiarazioni allarmanti, prosegue, i finanziamenti per la scuola sono infatti passati da 35.787 milioni di euro nel 2001 a 40.269 milioni di euro nel 2005. Se tale incremento non stato percepito, ci dipende - a suo avviso - in gran parte dalla circostanza che si dovuto far fronte alla difficile eredit del precedente Governo.
In proposito, cita l'articolo 8 della legge n. 124 del 1999, diretta a trasferire nei ruoli dello Stato il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) dipendente dagli enti locali, che - nelle intenzioni - non avrebbe dovuto determinare oneri per lo Stato. Al riguardo, egli stigmatizza peraltro la schizofrenia politica che condusse all'approvazione di tale norma contestualmente alla modifica del Titolo V della Costituzione, che decentrava invece in favore delle regioni le competenze in materia scolastica tanto da determinare la sentenza n. 13 della Corte costituzionale secondo cui lo Stato non pi competente sul personale scolastico.
A causa di una interpretazione estensiva della legge n. 124, sono stati altres trasferiti allo Stato i contratti stipulati dagli enti locali per l'affidamento del servizio di pulizia delle scuole, ivi compresi quelli stipulati per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili.
Ci ha portato - prosegue il senatore - ad un incremento degli organici del personale ATA per complessive 30.000 unit e ad una conseguente maggiore spesa pari a 579 milioni di euro annui a partire dal 2001.
Inoltre, il subentro nei contratti d'appalto per il servizio di pulizia ha comportato, rispetto alle risorse finanziarie trasferite allo Stato dagli enti locali per il periodo 2000-2004, una differenza pari a 543 milioni di euro, che stato necessario coprire.
Ricorda indi che per la stabilizzazione dei lavoratori impegnati in progetti socialmente utili presso gli istituti scolastici statali, il precedente Governo stipul una convenzione quadro con quattro consorzi, della durata di sei anni, la cui copertura finanziaria era tuttavia limitata all'anno 2002. Per gli anni 2003, 2004 e 2005 si cos provveduto alla copertura dei relativi oneri con appositi stanziamenti iscritti nelle leggi finanziarie per quasi 400 milioni di euro annui.
Il senatore si sofferma poi su un documento OCSE sulla scuola, che peraltro non ha avuto la necessaria attenzione da parte della stampa, da cui emerge che l'Italia spende complessivamente di pi per la scuola rispetto alla media degli altri Paesi sviluppati, nonostante abbia gli insegnanti tra i meno pagati e, purtroppo, gli studenti meno preparati. Tutto ci solleva interrogativi sulle scelte di spesa, tenuto conto che i ragazzi italiani sono quelli che passano pi ore sui banchi.
Al riguardo, d conto delle spese per alunno delle scuole elementari, pari a 6.783 dollari (rispetto ad una media OCSE di 4.850), nonch delle retribuzioni dei maestri che restano ben sotto la media dei Paesi industrializzati: 27.726 dollari per un insegnante con 15 anni di esperienza (rispetto a una media OCSE di 31.366 dollari).
Dopo aver sottolineato che la situazione analoga nella scuola secondaria, il senatore rileva che lo studente italiano costa di pi perch lo Stato paga, in modo non del tutto soddisfacente, un numero molto elevato di insegnanti. L'alto numero di insegnanti determina per l'Italia il pi basso rapporto alunni-docenti. Ne consegue, afferma, che i problemi della scuola italiana non sono solo finanziari, ma afferiscono anche a scelte e a misure di razionalizzazione, che il Governo ha ben compreso approvando una riforma complessiva della scuola sulla quale l'Unione europea ha espresso un parere nettamente positivo.
In tale direzione vanno dunque i molteplici stanziamenti per la scuola, che sono finalizzati all'attuazione della riforma in atto, ivi inclusi il potenziamento delle iniziative per la formazione del personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario. Obiettivo del Governo infatti quello di incrementare il livello qualitativo del personale docente, adeguando la sua entit al numero degli alunni e degli istituti, seguendo, del resto, il processo gi avviato, almeno in teoria, dal Governo precedente.
Fra i principali obiettivi a cui sono indirizzati gli stanziamenti, egli ricorda altres l'istituzione di un sistema di valutazione nazionale che consenta di monitorare costantemente gli effetti della riforma e il funzionamento del mondo della scuola. In proposito, ricorda il decreto legislativo che istituisce il Servizio nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione ed il riordino dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione (INVALSI) ed auspica che siano redatte analisi puntuali sulla produttivit del sistema scolastico.
Per quanto riguarda il personale, si sofferma poi sui principali obiettivi raggiunti per l'inizio dell'anno scolastico 2004-2005, ricordando anzitutto le 15.000 assunzioni (12.500 insegnanti e 2.500 personale A.T.A.), che si aggiungono alle 62.000 effettuate nell'estate del 2001, conseguendo in tal modo, in tre anni, una riduzione complessiva del precariato del 30 per cento.
Rammenta indi i 1.300 nuovi dirigenti scolastici nominati, l'attivazione di procedure per il reclutamento di altri 1.500 dirigenti scolastici, l'incremento degli insegnanti nella prima classe della scuola secondaria di primo grado per la seconda lingua comunitaria (pari a 2.000 unit), nella scuola dell'infanzia (pari a 1.200 unit), nella scuola primaria per gli anticipi (pari a 3.500 unit), per l'inglese (pari a 1.700 unit).
Osserva poi che il numero complessivo dei posti di sostegno aumentato in media di circa 2.000 unit all'anno, passando da 74.000 unit nell'anno scolastico 2002-2003 a oltre 79.000 unit nell'anno scolastico 2003-2004, al quale va aggiunta un'ulteriore crescita di oltre 3.000 posti per l'anno scolastico 2004-2005.
Entrando nel merito delle disposizioni recate dal disegno di legge finanziaria, sottolinea che esse dimostrano come i settori della scuola, della formazione e della ricerca siano importanti per la maggioranza.
In particolare, egli esprime vivo apprezzamento per la mancata conferma del blocco delle assunzioni per il personale delle universit, previsto nelle ultime due finanziarie, nonch per il sensibile incremento rispetto all'ultimo biennio del Fondo per il finanziamento ordinario delle universit.
Giudica altres positivamente l'assenza di limiti di spesa per le universit e gli enti di ricerca per consulenze, nonch gli stanziamenti per l'edilizia universitaria.
Quanto agli interventi per la ricerca, afferma che essi sono coerenti con le "Linee guida" per la politica scientifica e tecnologica, tenendo presente non solo la ricerca di base ma anche la collaborazione tra il sistema delle imprese e il sistema pubblico di ricerca, che imprescindibile, come stato possibile apprezzare nel corso di un recente sopralluogo effettuato in Giappone da una delegazione della Commissione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla ricerca. Gli stanziamenti per la ricerca scientifica, ricorda, sono stati del resto ridotti a seguito dell'approvazione, nel corso dell'esame alla Camera dei provvedimenti di bilancio, di una proposta emendativa relativa ai saldi complessivi.
In proposito, propone che essi siano riportati alla consistenza originaria (1.652 milioni di euro). Del resto, osserva, nel settore della ricerca l'Italia sconta un ritardo storico, come hanno dimostrato anche le audizioni svolte nel corso della richiamata indagine conoscitiva. E' pertanto assolutamente prioritario affrontare questa vera e propria emergenza nazionale, se non si vuole essere tagliati fuori dal processo di crescita legato all'innovazione scientifica e tecnologica.
Si tratta, egli rileva, di un problema di risorse e di organizzazione del sistema, che rende imprescindibile la valorizzazione delle strutture universitarie nella loro autonomia e il riordino, peraltro in atto, degli enti di ricerca.
Conclusivamente, egli ribadisce - richiamandosi a quanto affermato dallo stesso relatore - che, rispetto alla legge finanziaria del 2001, risultano aumentati gli stanziamenti per il Fondo per il finanziamento universitario, per il Fondo per il diritto agli studi universitari, per il Fondo per la programmazione e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca, nonch per il Fondo per le universit non statali legalmente riconosciute.
Conferma pertanto che tali cifre dimostrano l'impegno del Governo e della sua maggioranza in favore della scuola, della ricerca nonostante la sfavorevole congiuntura economica.

La senatrice SOLIANI (Mar-DL-U) dichiara invece di compiere una valutazione di segno opposto, ritenendo che mai prima d'ora l'Italia sia stata in condizioni tanto preoccupanti. N le promesse del Presidente del Consiglio di abbassare il prelievo fiscale, del resto inevitabilmente legate a modifiche al Patto di stabilit europeo e pertanto di difficile avvenire, sarebbero sufficienti a rilanciare il Paese.
I settori dell'istruzione, dell'universit e della ricerca soffrono quindi in modo particolare l'inadeguatezza della manovra finanziaria presentata, che risulta del tutto priva di cenni sullo sviluppo. In attesa del "maxiemendamento" del Governo, non si pu infatti non constatare che tali settori non sono pi al centro delle prospettive del Paese.
Si tratta, a suo giudizio, di una politica cieca, che pone a rischio il futuro di una intera generazione.
La riforma del ministro Moratti sulla scuola non pu del resto essere attuata proprio per mancanza di adeguati finanziamenti. I 110 milioni di euro disposti dal disegno di legge finanziaria per sostenere il piano di investimenti non sono infatti significativi, tanto pi a fronte dei tagli subiti. Ci conferma, a suo avviso, la fine delle ambizioni dell'Esecutivo, ed in particolare del ministro Moratti, a governare lo sviluppo del sistema.
Il disegno di legge finanziaria comporta invece un impoverimento delle famiglie, come testimonia fra l'altro la scomparsa del finanziamento destinato ai libri di testo, con conseguente incremento degli oneri per l'istruzione.
D'altra parte, gli enti locali - stretti fra federalismo immaginario da un lato e neocentralismo dall'altro - si trovano in difficolt per l'erogazione dei servizi di supporto.
Ella chiede poi chiarimenti in ordine alla prosecuzione del tempo pieno per il prossimo anno scolastico, atteso che gi l'anno scorso si era prospettata una limitazione del servizio in assenza di nuove risorse.
Quanto all'insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria, ella ricorda che gi nel 1998 tale insegnamento era impartito nell'89 per cento delle classi III, IV e V; successivamente esso era stato esteso nelle classi I e II oltre che nella scuola dell'infanzia. Nella legislatura di Centro Sinistra, sono stati pertanto formati 20.000 docenti attraverso il progetto "Lingue 2000", secondo una strategia di lungo periodo che stata bloccata nel 2001 proprio per ragioni economiche.
Ella depreca quindi la scelta di tagliare oltre 7.000 insegnanti specializzati nell'insegnamento della lingua inglese, affidando l'insegnamento della lingua straniera ai docenti di classe, secondo criteri di natura meramente economica. Tali criteri comportano infatti, a suo avviso, una rinuncia alla qualit dell'istruzione.
Risultano parimenti interrotti i finanziamenti a progetti qualificanti quali le biblioteche nelle scuole, l'istruzione negli ospedali, lo sviluppo tecnologico multimediale, i gruppi di lavoro presso i provveditorati, l'integrazione dell'handicap, la tutela della salute.
Anche la conferma degli organici di diritto risulta insufficiente rispetto all'incremento degli alunni.
Altre sono invece le strategie che dovrebbero essere perseguite. Il documento OCSE prima richiamato sulla scuola stigmatizza ad esempio, fra l'altro, l'invecchiamento del personale docente in Europa ed in Italia. La manovra finanziaria avrebbe potuto dunque essere l'occasione per una grande strategia di formazione del personale scolastico. In assenza di risorse, risulta invece problematico anche il sostegno al piano di investimenti previsto dalla legge n. 53, che risulta drammaticamente sottofinanziato. Altri profili appaiono poi carenti: l'orientamento per contrastare la dispersione scolastica, la formazione continua degli adulti, gli investimenti per la scolarizzazione degli immigrati.
N i fondi destinati all'edilizia risultano sufficienti per un rilancio del diritto allo studio.
In tale quadro, appare sempre pi lontano il raggiungimento degli obiettivi posti al Consiglio europeo di Lisbona e l'Italia sembra avviata su un percorso di triste declino.

Il senatore GABURRO (UDC) osserva che, nonostante le difficili condizioni economiche che caratterizzano non solo l'Italia ma i principali Paesi europei, la manovra di bilancio assegna alla scuola, all'universit e alla ricerca un ammontare di risorse in sia pur moderata crescita rispetto all'anno scorso.
pur vero che la stessa maggioranza vorrebbe una crescita pi elevata, in primo luogo a favore della qualit degli insegnanti. In tal senso, attende pertanto con fiducia il decreto attuativo dell'articolo 5 della legge n. 53. In alcune aree del Paese, fra cui ad esempio il Nord-est, si stanno peraltro gi sperimentando iniziative assai positive sulla formazione continua degli insegnanti, sotto forma di corsi di alta formazione offerti da alcune universit senza oneri per lo Stato, che hanno segnato uno straordinario successo di adesioni, ben al di l delle aspettative delle stesse universit.
Passando al contenuto dei documenti in esame, egli rileva poi positivamente l'assenza del blocco delle assunzioni per il personale docente e non docente delle universit che era stato previsto nelle ultime due finanziarie.
Egli esprime altres apprezzamento a nome del proprio Gruppo per le risorse previste in particolare dall'articolo 18. Sollecita peraltro il Governo ad affrontare, senza ulteriori rinvii, altri aspetti che siano in grado di migliorare e completare il quadro di avviamento intrapreso. In particolare, cita l'obiettivo di garantire l'effettiva libert di educazione. In questo senso, la legge n. 62 del 2000 costituisce, a suo avviso, l'inizio di un cammino positivo, ma mostra alcuni limiti di incompiutezza ed ambiguit. Da un lato, ad essa non sono infatti seguiti alcuni effetti del tutto logici e naturali, compresi quelli finanziari, conseguenti all'espletamento di un pubblico servizio da parte delle scuole paritarie. Dall'altro, sono assegnate borse di studio inadeguate a coprire le spese di istruzione presso le scuole paritarie, soprattutto nella fascia di gratuit.
A quattro anni dall'entrata in vigore della legge n. 62, e dopo l'apprezzabile relazione del Ministro al Parlamento in materia, egli ritiene dunque indispensabile e non ulteriormente rinviabile un sostegno pi concreto alle scuole non statali, nell'ambito del sistema scolastico integrato.
La scuola, e quindi anche la parit, non appartengono infatti a suo avviso ad alcuna parte politica, ma rappresentato un patrimonio comune.
La piena ed effettiva libert del resto garantita in tutti gli Stati europei, ivi comprese le nuove democrazie dell'Europa centro orientale. La situazione italiana pertanto un residuato ideologico, caratterizzato da un deficit di libert.
Il pluralismo istituzionale invece garanzia di maggior efficienza ed economicit, in quanto il confronto stimola sempre sotto il profilo culturale, organizzativo ed economico.
Una effettiva parit metterebbe inoltre le scuole non statali, e in particolare quelle cattoliche, in condizione di privilegiare gli studenti e le famiglie a reddito pi basso.
N va dimenticato che la scuola paritaria partecipa al sistema pubblico integrato allo stesso titolo della scuola di Stato.
Egli comunica infine di aver presentato, insieme ad un gruppo di senatori, un nuovo disegno di legge per un'effettiva libert di educazione.
Pur comprendendo la difficile congiuntura economica ed accettando una logica di gradualit e solidariet con la maggioranza, chiede quindi un segnale politico significativo attraverso un incremento, sia pur non elevato, dell'unit previsionale di base relativa al Fondo per l'integrazione delle scuole non statali.

Il seguito dell'esame congiunto quindi rinviato.

CONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI

Il PRESIDENTE informa che la Commissione convocata domani mattina alle ore 9,30 per la conclusione dell'esame dei documenti di bilancio.

Prende atto la Commissione.

La seduta termina alle ore 17,20.



ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE N. 3223
(sulle parti relative al MBAC)




0/3223/1/7
ACCIARINI, Vittoria FRANCO, PAGANO, MODICA, TESSITORE, SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, CORTIANA, MANIERI

"La 7a Commissione permanente del Senato,

in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2005,

premesso che:

la Tabella C comporta un'ulteriore riduzione del Fondo unico per lo spettacolo (FUS),
il FUS diminuisce costantemente dalla legge finanziaria per il 2002
si tratta di una diminuzione composta da tagli propriamente detti, dalla mancata rivalutazione rispetto al tasso inflattivo e dal diminuito potere di acquisto dell'euro,
solo nell'ultimo anno il FUS stato drasticamente ridimensionato prima attraverso la 'manovrina' di luglio (decreto-legge n. 168 del 2004), con un taglio di circa 20 milioni di euro, ed ora subisce un'ulteriore riduzione di 9 milioni di euro,
il progressivo assottigliamento degli stanziamenti statali, di fatto, si aggiunge ad una situazione gi gravemente compromessa che sta mettendo in ginocchio tutto lo spettacolo italiano,
nel corso di questo anno si sono verificate pi di una volta situazioni di tale crisi finanziaria che hanno rischiato di portare al vero e proprio collasso realt artistiche in tutto il Paese,

impegna il Governo

a reperire le risorse finanziarie necessarie ad adeguare gli stanziamenti alle reali necessit o almeno a riportarli alle previsioni della legge finanziaria per il 2001".

_________________


0/3223/2/7
ACCIARINI, PAGANO, TESSITORE, MODICA, Vittoria FRANCO, CORTIANA, D'ANDREA, SOLIANI, MONTICONE, MANIERI

"La 7a Commissione permanente del Senato,

in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2005,

premesso che:

l'articolo 2 dispone per ciascun anno del triennio 2005-2007 un limite all'incremento della spesa delle amministrazioni pubbliche fissato nella misura del 2 per cento,
tale previsione, nel caso del Ministero per i beni e le attivit culturali, si traduce nel rischio concreto della 'bancarotta' del Ministero e di una parte consistente delle istituzioni di cultura italiane nonch nel collasso economico di settori industriali di rilievo e prestigio come la cinematografia italiana,
al 'tetto' previsto dal disegno di legge finanziaria per il 2005 si devono sommare i tagli ai fondi destinati al sostegno del settore culturale che, in termini assoluti, rispetto alle autorizzazioni di cassa previste per l'esercizio finanziario 2004, fanno registrare una diminuzione di 44,75 milioni di euro,
la percentuale di incremento attribuita al bilancio del Ministero per i beni e le attivit culturali per il 2005 dell'1,4 per cento contro il 3 per cento che era stato fissato per l'esercizio finanziario 2004 e che pertanto all'Amministrazione per i beni e le attivit culturali viene nei fatti negato di godere dell'intera quota percentuale possibile di incremento, perdendo inoltre l'1,6 per cento rispetto alla scorsa legge finanziaria,
tutto questo accade avendo gi subito, grazie al decreto-legge n. 168 del 2004, riduzioni dell'autorizzazione di spesa pari a 136 milioni di euro,
tutti i fattori di taglio si vanno quindi sovrapponendo gli uni sugli altri, provocando una condizione molto vicina al collasso;

impegna il Governo

a reperire le risorse necessarie all'assolvimento delle funzioni istituzionali del Ministero per i beni e le attivit culturali ed a riportare gli stanziamenti almeno ai livelli previsti prima della legge finanziaria per il 2002".
_________________

0/3223/3/7
TESSITORE, ACCIARINI, Vittoria FREANCO, MODICA, PAGANO, SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, CORTIANA, MANIERI

"La 7a Commissione permanente del Senato,

in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2005,

premesso che:

l'articolo 2 dispone per ciascun anno del triennio 2005-2007 un limite all'incremento della spesa delle amministrazioni pubbliche fissato nella misura del 2 per cento,
le norme previste dall'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e nella cosiddetta delega ambientale, comporteranno, per le soprintendenze regionali e le soprintendenze territoriali di settore uno straordinario aggravio del carico di lavoro,
noto che gli organici del Ministero per i beni e le attivit culturali sono da tempo insufficienti anche solo per svolgere i compiti e le funzioni derivanti dalle attivit di ordinaria amministrazione,
questa annosa insufficienza di risorse umane altres aggravata dal blocco delle assunzioni a tempo indeterminato determinato dal predetto tetto del 2 per cento per gli stanziamenti di spesa nella pubblica amministrazione in generale e presso il Ministero per i beni e le attivit culturali in particolare,
la necessit di riattivare il turn over all'interno del Ministero si pone ormai come esigenza inderogabile

impegna il Governo

a reperire le risorse necessarie a garantire l'adeguata dotazione organica di personale tecnico-scientifico e di personale di supporto per l'espletamento dei compiti previsti nel decreto legislativo n. 42 del 2004 e per l'adempimento delle norme contenute nella delega ambientale".

_________________

0/3223/3/7 (nuovo testo)
TESSITORE, ACCIARINI, Vittoria FREANCO, MODICA, PAGANO, SOLIANI, D'ANDREA, MONTICONE, CORTIANA, MANIERI

"La 7a Commissione permanente del Senato,

in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2005,

premesso che:

l'articolo 2 dispone per ciascun anno del triennio 2005-2007 un limite all'incremento della spesa delle amministrazioni pubbliche fissato nella misura del 2 per cento,
le norme previste dall'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e nella cosiddetta delega ambientale, comporteranno, per le soprintendenze regionali e le soprintendenze territoriali di settore uno straordinario aggravio del carico di lavoro,
noto che gli organici del Ministero per i beni e le attivit culturali sono da tempo insufficienti anche solo per svolgere i compiti e le funzioni derivanti dalle attivit di ordinaria amministrazione,
questa annosa insufficienza di risorse umane altres aggravata dal blocco delle assunzioni a tempo indeterminato determinato dal predetto tetto del 2 per cento per gli stanziamenti di spesa nella pubblica amministrazione in generale e presso il Ministero per i beni e le attivit culturali in particolare,
la necessit di riattivare il turn over all'interno del Ministero si pone ormai come esigenza inderogabile

impegna il Governo

ad effettuare una ricognizione sulla distribuzione del personale nelle varie soprintendenze e a reperire le risorse necessarie a garantire l'adeguata dotazione organica di personale tecnico-scientifico e di personale di supporto per l'espletamento dei compiti previsti nel decreto legislativo n. 42 del 2004 e per l'adempimento delle norme contenute nella delega ambientale".

_________________
0/3223/4/7
Vittoria FRANCO, ACCIARINI, MODICA, PAGANO, TESSITORE, CORTIANA, D'ANDREA, SOLIANI, MONTICONE, MANIERI

"La 7a Commissione permanente del Senato,

in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2005,

premesso che:

l'articolo 17 reca disposizioni in materia di assunzioni a tempo determinato di personale nella pubblica amministrazione e, al comma 2, autorizza la prosecuzione dei contratti a tempo determinato attualmente in essere, fra cui quelli relativi al personale che assicura l'apertura quotidiana di musei, gallerie, aree archeologiche, biblioteche ed archivi di Stato,
da diversi anni, il Ministero per i beni e le attivit culturali si avvale di tale personale per svolgere attivit di guardiania, di custodia e di assistenza presso musei e siti museali italiani,
la presenza di questo personale ha permesso negli ultimi anni l'apertura pomeridiana, serale e festiva di musei, gallerie, scavi e siti culturali,
dal momento dell'assunzione a tempo determinato di questo personale, non vi sono stati ulteriori concorsi e dunque proprio questo personale che permette tuttora i prolungamenti di apertura ed, in alcuni casi, la stessa apertura ordinaria dei siti culturali statali italiani,
la scadenza del contratto, gi prevista per il prossimo 31 dicembre, stata prorogata al 31 dicembre del 2005, lasciando quei lavoratori nell'incertezza del loro futuro professionale e il patrimonio culturale statale nell'indeterminatezza per quanto concerne la possibilit di essere fruibile nel migliore dei modi

impegna il Governo

a definire misure per la progressiva immissione nel triennio 2005-2007 del personale suddetto nei ruoli organici del Ministero, attraverso procedure concorsuali selettive, previa intesa con il Ministro della funzione pubblica, sulla base di un programma di assunzioni da sottoporre all'approvazione della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e del Ministero dell'economia e delle finanze".



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