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N. 3223 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
2004-11-30

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA







DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Ministro delleconomia e delle finanze

(SINISCALCO)

(V. Stampato Camera n. 5310-bis)

approvato dalla Camera dei deputati il 17 novembre 2004

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 18 novembre 2004







DISEGNO DI LEGGE


Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE
FINANZIARIO

Art. 1.

(Risultati differenziali del bilancio
dello Stato)

1. Per lanno 2005, il livello massimo del saldo netto da finanziare resta determinato in termini di competenza in 49.138 milioni di euro, al netto di 5.494 milioni di euro per regolazioni debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui allarticolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, ivi compreso lindebitamento allestero per un importo complessivo non superiore a 2.000 milioni di euro relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2005, resta fissato, in termini di competenza, in 244.138 milioni di euro per lanno finanziario 2005.

2. Per gli anni 2006 e 2007 il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente legge, determinato, rispettivamente, in 40.307 milioni di euro ed in 23.999 milioni di euro, al netto di 3.572 milioni di euro per lanno 2006 e 3.176 milioni di euro per lanno 2007, per le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato determinato, rispettivamente, in 234.307 milioni di euro ed in 209.499 milioni di euro. Per il bilancio programmatico degli anni 2006 e 2007, il livello massimo del saldo netto da finanziare determinato, rispettivamente, in 43.000 milioni di euro ed in 39.000 milioni di euro ed il livello massimo del ricorso al mercato determinato, rispettivamente, in 281.000 milioni di euro ed in 246.000 milioni di euro.
3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o ristrutturare passivit preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.
4. Per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, le maggiori entrate rispetto alle previsioni derivanti dalla normativa vigente sono interamente utilizzate per la riduzione del saldo netto da finanziare, salvo che si tratti di assicurare la copertura finanziaria di interventi urgenti ed imprevisti necessari per fronteggiare calamit naturali, improrogabili esigenze connesse con la tutela della sicurezza del Paese, situazioni di emergenza economico-finanziaria ovvero riduzioni della pressione fiscale finalizzate al conseguimento degli obiettivi indicati nel Documento di programmazione economico-finanziaria.

Titolo II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA

Capo I

SPESE DELLE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI

Art. 2.

(Limite allincremento delle spese delle pubbliche amministrazioni)

1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti in sede di Unione europea, indicati nel Documento di programmazione economico-finanziaria e nelle relative note di aggiornamento, per il triennio 2005 - 2007 la spesa complessiva delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato, individuate per lanno 2005 nellelenco 1 allegato alla presente legge e per gli anni successivi dallISTAT con proprio provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 31 luglio di ogni anno, non pu superare il limite del 2 per cento rispetto alle corrispondenti previsioni aggiornate del precedente anno, come risultanti dalla Relazione previsionale e programmatica.

2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano alle spese per gli organi costituzionali, per interessi sui titoli di Stato, per prestazioni sociali in denaro connesse a diritti soggettivi e per trasferimenti allUnione europea a titolo di risorse proprie.
3. Le amministrazioni di cui al comma 1, oltre ad applicare le specifiche disposizioni di cui agli articoli successivi, adottano comportamenti coerenti con quanto previsto nel comma 1.

Art. 3.

(Bilancio dello Stato)

1. Al fine di assicurare il concorso del bilancio dello Stato al raggiungimento degli obiettivi di cui allarticolo 2, per il triennio 2005 - 2007 gli stanziamenti iniziali di competenza e di cassa delle spese aventi impatto diretto sul conto economico consolidato delle pubbliche amministrazioni, tranne quelli di cui al comma 2 dellarticolo 2 nonch quelli connessi ad accordi internazionali gi ratificati, a limiti di impegno gi attivati e a rate di ammortamento mutui, possono essere incrementati entro il limite del 2 per cento rispetto alle corrispondenti previsioni iniziali del precedente esercizio ridotte ai sensi del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, intendendosi corrispondentemente rideterminate le relative autorizzazioni di spesa mediante rimodulazione nei successivi esercizi. Le dotazioni di competenza e di cassa del bilancio dello Stato sono conseguentemente ridotte secondo quanto previsto nellelenco 2 allegato alla presente legge. Per gli stanziamenti relativi ad oneri di personale si fa riferimento alla dinamica tendenziale complessiva dei relativi livelli di spesa.

2. Per il triennio 2005-2007, le riassegnazioni di entrate e lutilizzo dei fondi di riserva per spese obbligatorie e dordine e per spese impreviste non possono essere superiori a quelli del precedente esercizio incrementati del 2 per cento. Nei casi di particolare necessit e urgenza, il predetto limite pu essere superato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze, da comunicare alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei conti.
3. Le dotazioni indicate nella Tabella C allegata alla presente legge sono rideterminate, nella medesima Tabella, in coerenza con i limiti di cui al presente articolo.
4. Fermo quanto stabilito per gli enti locali dallarticolo 6, comma 22, della presente legge, la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei allamministrazione sostenuta per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 dalle pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, esclusi le universit, gli enti di ricerca e gli organismi equiparati, non deve essere superiore a quella sostenuta nellanno 2004. Laffidamento di incarichi di studio o di ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei allamministrazione in materie e per oggetti rientranti nelle competenze della struttura burocratica dellente, deve essere adeguatamente motivato ed possibile soltanto nei casi previsti dalla legge ovvero nellipotesi di eventi straordinari. In ogni caso, latto di affidamento di incarichi e consulenze di cui al periodo precedente deve essere trasmesso alla Corte dei conti. Laffidamento di incarichi in assenza dei presupposti di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilit erariale.
5. Per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, le pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non possono effettuare spese di ammontare superiore al 90 per cento della spesa sostenuta nellanno 2004, come rideterminata ai sensi del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, per lacquisto, la manutenzione, il noleggio e lesercizio di mezzi di trasporto. Ai fini di cui al periodo precedente, le medesime pubbliche amministrazioni sono tenute a trasmettere, entro il 31 marzo 2005, al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una relazione da cui risulti la consistenza dei mezzi di trasporto a disposizione e la loro destinazione. In caso di mancata trasmissione della relazione nei termini suddetti, le pubbliche amministrazioni inadempienti non possono effettuare, relativamente alle spese di cui al primo periodo, pagamenti in misura superiore al 50 per cento della spesa complessiva sostenuta nellanno 2004.
6. Sulla base di effettive, motivate e documentate esigenze delle amministrazioni competenti, il Ministro delleconomia e delle finanze pu, con proprio decreto, stabilire che le disposizioni di cui al primo periodo del comma 5 non si applicano alle spese sostenute da specifiche amministrazioni ovvero a specifiche tipologie di mezzi di trasporto. Contestualmente alla loro adozione, i decreti di cui al primo periodo, corredati da apposite relazioni, sono trasmessi alle Camere.
7. Entro il 30 giugno 2005, il Ministro delleconomia e delle finanze trasmette alle Camere una relazione concernente lo stato di attuazione degli interventi di cui ai commi 5 e 6 in cui si evidenzino i risultati conseguiti in termini di riduzione della spesa.

Art. 4.

(Limitazione ai pagamenti)

1. Per lanno 2005, il concorso al raggiungimento degli obiettivi di cui allarticolo 2, per i settori di intervento di cui alle lettere a), b) e c), garantito anche mediante la limitazione dei pagamenti a favore dei soggetti beneficiari negli ammontari indicati:

a) strumenti di intervento finanziati con i fondi di cui agli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289: 6.550 milioni di euro, ivi compresi gli interventi di cui alle lettere b) e c) per complessivi 1.850 milioni di euro;

b) fondo investimenti-incentivi alle imprese del Ministero delle attivit produttive: 2.750 milioni di euro, ivi comprese le risorse erogate dal Fondo innovazione tecnologica e gli interventi finanziati con gli strumenti di cui alla lettera a);
c) interventi della legge obiettivo finanziati dalla legge 1 agosto 2002, n. 166, articolo 13, comma 1, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti: 450 milioni di euro, ivi inclusi gli interventi finanziati con gli strumenti di cui alla lettera a).

2. Al fine di assicurare il rispetto dei limiti di cui al comma 1, i soggetti che gestiscono le risorse ivi indicate trasmettono trimestralmente al Ministero delleconomia e delle finanze - Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, le informazioni sullammontare delle somme erogate per singolo strumento e intervento aggiornando le previsioni relative ai trimestri successivi.

3. Fermo restando il limite complessivo dei pagamenti di cui al comma 1, pari a 7.900 milioni di euro, al fine di garantire gli obiettivi di spesa del Fondo per le aree sottoutilizzate per lintero territorio nazionale, di cui alla revisione di met periodo del Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 per le regioni dellobiettivo 1, prevista dallarticolo 14 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, i predetti limiti settoriali possono essere modificati con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, in relazione allandamento dei pagamenti. Per le stesse finalit le amministrazioni centrali si conformano allobiettivo di destinare al Mezzogiorno almeno il 30 per cento della spesa ordinaria in conto capitale. Le amministrazioni centrali, nellesercizio dei diritti dellazionista nei confronti delle societ di capitali a prevalente partecipazione pubblica diretta o indiretta, adottano le opportune direttive per conformarsi ai princpi di cui al presente comma.

Art. 5.

(Disposizioni sulla tesoreria)

1. A modifica di quanto stabilito dallarticolo 32, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il triennio 2005-2007 i soggetti titolari di conti correnti e di contabilit speciali aperti presso la Tesoreria dello Stato, fatta eccezione per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, gli enti locali di cui allarticolo 2, commi 1 e 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli enti previdenziali, gli enti del Servizio sanitario nazionale, le societ Poste Italiane Spa e Ferrovie dello Stato Spa, i conti intestati allUnione europea e quelli riguardanti interventi di politica comunitaria, i conti intestati ai fondi di rotazione individuati ai sensi dellarticolo 93, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nonch i conti istituiti nellanno precedente quello di riferimento, non possono effettuare prelevamenti dai rispettivi conti aperti presso la Tesoreria dello Stato superiori allimporto cumulativamente prelevato alla fine di ciascun bimestre dellanno precedente aumentato del 2 per cento.

2. I soggetti interessati possono richiedere al Ministero delleconomia e delle finanze deroghe al vincolo di cui al comma 1 per effettive e motivate esigenze. Laccoglimento della richiesta ovvero leventuale diniego, totale o parziale, disposto con determinazione dirigenziale. Le eccedenze di spesa riconosciute in deroga devono essere riassorbite; nelle more del riassorbimento possono essere effettuate solo le spese previste per legge o derivanti da contratti perfezionati, nonch le spese indifferibili la cui mancata effettuazione comporta un danno. I prelievi delle amministrazioni periferiche dello Stato sono regolati con provvedimenti del Ministro delleconomia e delle finanze.

Art. 6.

(Patto di stabilit interno per
gli enti territoriali)

1. Ai fini della tutela dellunit economica della Repubblica, le regioni, le province, i comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nonch le comunit montane, le comunit isolane e le unioni di comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti concorrono, in armonia con i princpi recati dallarticolo 2, alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2005-2007 con il rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo, che costituiscono princpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

2. Per gli stessi fini di cui al comma 1:

a) per lanno 2005, il complesso delle spese correnti e delle spese in conto capitale, determinato ai sensi del comma 4, per ciascuna provincia, per ciascun comune con popolazione superiore a 3.000 abitanti, per ciascuna comunit montana con popolazione superiore a 10.000 abitanti non pu essere superiore alla corrispondente spesa annua mediamente sostenuta nel triennio 2001-2003, incrementata dell11,5 per cento limitatamente agli enti locali che nello stesso triennio hanno registrato una spesa corrente media pro-capite inferiore a quella media pro-capite della classe demografica di appartenenza e incrementata del 10 per cento per i restanti enti locali. Per le comunit isolane e le unioni di comuni di cui al comma 1 lincremento dell11,5 per cento. Per lindividuazione della spesa media del triennio si tiene conto della media dei pagamenti, in conto competenza e in conto residui, e per lindividuazione della popolazione, ai fini dellappartenenza alla classe demografica, si tiene conto della popolazione residente calcolata secondo i criteri previsti dallarticolo 156 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilita la spesa media pro-capite per ciascunadelle classi demografiche di seguito indicate:
1) province con popolazione fino a 400.000 abitanti;

2) province con popolazione superiore a 400.000 abitanti;
3) comuni da 3.000 a 4.999 abitanti;
4) comuni da 5.000 a 9.999 abitanti;
5) comuni da 10.000 a 19.999 abitanti;
6) comuni da 20.000 a 59.999 abitanti;
7) comuni da 60.000 a 99.999 abitanti;
8) comuni da 100.000 a 249.999 abitanti;
9) comuni da 250.000 a 499.999 abitanti;
10) comuni da 500.000 abitanti ed oltre;
11) comunit montane con popolazione superiore a 10.000 e fino a 50.000 abitanti;
12) comunit montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti;

b) per gli anni 2006 e 2007 si applica la percentuale di incremento del 2 per cento alle corrispondenti spese correnti e in conto capitale determinate per lanno precedente in conformit agli obiettivi stabiliti dal presente articolo.
3. Per gli stessi fini di cui al comma 1, per lanno 2005, il complesso delle spese correnti e delle spese in conto capitale, determinato ai sensi del comma 4, per ciascuna regione a statuto ordinario non pu essere superiore al corrispondente ammontare di spese dellanno 2003 incrementato del 4,8 per cento. Per gli anni 2006 e 2007 si applica la percentuale di incremento del 2 per cento alle corrispondenti spese correnti e in conto capitale determinate per lanno precedente in conformit agli obiettivi stabiliti dal presente articolo.

4. Il complesso delle spese di cui ai commi 2 e 3 calcolato, sia per la gestione di competenza che per quella di cassa, quale somma tra le spese correnti e quelle in conto capitale al netto delle:

a) spese di personale, cui si applica la specifica disciplina di settore;

b) spese per la sanit per le regioni che sono disciplinate dallarticolo 25;
c) spese derivanti dallacquisizione di partecipazioni azionarie e di altre attivit finanziarie, dai conferimenti di capitale e dalle concessioni di crediti;
d) spese per trasferimenti destinati alle amministrazioni pubbliche individuate in applicazione dellarticolo 2;
e) spese connesse agli interventi a favore dei minori soggetti a provvedimenti dellautorit giudiziaria minorile;
f) spese per calamit naturali per le quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza nonch quelle sostenute dai comuni per il completamento dellattuazione delle ordinanze che dichiarano lo stato di emergenza emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri.

5. Limitatamente allanno 2005 il complesso delle spese di cui al comma 4 calcolato anche al netto delle spese in conto capitale cofinanziate dai fondi europei.

6. Gli enti possono eccedere i limiti di spesa stabiliti dai commi 2 e 3 solo per spese di investimento e nei limiti dei proventi derivanti da alienazione di beni immobili, mobili, nonch delle erogazioni a titolo gratuito e liberalit. Le regioni possono destinare le nuove entrate alla copertura degli eventuali disavanzi di gestione accertati nel settore sanitario.
7. Le spese in conto capitale degli enti locali che eccedono il limite di spesa stabilito dal presente articolo possono essere anticipate a carico di un apposito fondo istituito presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti Spa. Il fondo dotato per lanno 2005 di euro 250 milioni. Le anticipazioni sono estinte dagli enti locali entro il 31 dicembre 2006 e i relativi interessi, determinati e liquidati sulla base di quanto previsto ai commi 2, 3 e 4 dellarticolo 6 del decreto del Ministro delleconomia e delle finanze 5 dicembre 2003, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2003, valutati in 10 milioni di euro, sono a carico del bilancio statale. Le anticipazioni sono corrisposte dalla Cassa depositi e prestiti Spa direttamente ai soggetti beneficiari secondo indicazioni e priorit fissate dal CIPE. Gli enti locali comunicano al CIPE e alla Cassa depositi e prestiti Spa, entro il 31 gennaio 2005, le spese che presentano le predette caratteristiche e, ove ad esse connessi, i progetti a cui si riferiscono, nonch le scadenze di pagamento e le coordinate dei soggetti beneficiari.
8. Fermo restando quanto previsto ai commi 6 e 7, al fine di promuovere lo sviluppo economico e per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle funzioni degli enti locali, autorizzata la spesa di euro 201.500.000 per lanno 2005, di euro 176.500.000 per lanno 2006 e di euro 170.500.000 per lanno 2007 per la concessione di contributi statali al finanziamento di interventi diretti a tutelare lambiente e i beni culturali. Possono accedere ai contributi gli interventi realizzati dagli enti locali nei rispettivi territori per il risanamento e il recupero dellambiente e per la tutela dei beni culturali.
9. Il Ministro delleconomia e delle finanze individua con proprio decreto gli interventi e gli enti locali destinatari dei contributi di cui al comma 8 e provvede allerogazione delle risorse stanziate sulla base dei progetti preliminari, da presentare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
10. Al fine di consentire il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di stabilit interno, anche secondo i criteri adottati in contabilit nazionale, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti e le comunit montane con popolazione superiore a 50.000 abitanti trasmettono trimestralmente al Ministero delleconomia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilit interno nel sito www.pattostabilit.rgs.tesoro.it, le informazioni riguardanti sia la gestione di competenza che quella di cassa, attraverso un prospetto e con le modalit definiti con decreto del predetto Ministero, di concerto con il Ministero dellinterno, sentiti la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e lISTAT.
11. Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono tenuti a predisporre entro il mese di febbraio una previsione di cassa cumulata e articolata per trimestri del complesso delle spese come definite dal comma 4 coerente con lobiettivo annuale, che comunicano, le province e i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti al Ministero delleconomia e delle finanze attraverso il sistema web, e i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 30.000 abitanti alle Ragionerie provinciali dello Stato competenti per territorio. Il collegio dei revisori dei conti dellente locale verifica, entro il mese successivo al trimestre di riferimento, il rispetto dellobiettivo trimestrale e la sua coerenza con lobiettivo annuale e, in caso di inadempienza, ne d comunicazione sia allente che al Ministero delleconomia e delle finanze, per le province e i comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti attraverso il predetto sistema web, e alle Ragionerie provinciali dello Stato competenti per territorio per i comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 30.000 abitanti. I comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti e le comunit montane con popolazione superiore a 10.000 abitanti predispongono, entro il mese di marzo, una previsione di cassa semestrale alla cui verifica e comunicazione alle Ragionerie provinciali dello Stato competenti per territorio provvede il revisore dei conti dellente. A seguito dellaccertamento del mancato rispetto dellobiettivo trimestrale, o semestrale, gli enti sono tenuti nel trimestre, o nel semestre, successivo a riassorbire lo scostamento registrato intervenendo sui pagamenti, computati ai sensi del comma 4, nella misura necessaria a garantire il rientro delle spese nei limiti stabiliti. Restano ferme per il mancato conseguimento degli obiettivi annuali le disposizioni recate dai commi 12, 13, 14 e 15.
12. Per gli enti locali, lorgano di revisione economico-finanziaria previsto dallarticolo 234 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, verifica il rispetto degli obiettivi annuali del patto, sia in termini di competenza che di cassa, e in caso di mancato rispetto ne d comunicazione al Ministero dellinterno sulla base di un modello e con le modalit che verranno definiti con decreto del Ministero dellinterno, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze.
13. Gli enti locali che non hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilit interno stabiliti per lanno precedente non possono a decorrere dallanno 2006:

a) effettuare spese per acquisto di beni e servizi in misura superiore alla corrispondente spesa dellultimo anno in cui si accertato il rispetto degli obiettivi del patto di stabilit interno, ovvero, ove lente sia risultato sempre inadempiente, in misura superiore a quella del penultimo anno precedente ridotta del 10 per cento. Per gli enti locali soggetti al patto di stabilit interno dallanno 2005 il limite commisurato, in sede di prima applicazione, al livello delle spese dellanno 2003;

b) procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo;
c) ricorrere allindebitamento per gli investimenti.

14. La disposizione di cui al comma 13 si applica anche nel 2005 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti che non hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilit interno per lanno 2004.

15. A decorrere dallanno 2006, i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere dagli enti di cui al comma 1 con istituzioni creditizie e finanziarie per il finanziamento degli investimenti devono essere corredati da apposita attestazione da cui risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilit interno per lanno precedente. Listituto finanziatore o lintermediario finanziario non possono procedere al finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione, che deve essere acquisita anche per lanno 2005 con riferimento agli obiettivi del patto di stabilit interno delle province e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
16. Gli enti di nuova istituzione nellanno 2005, o negli anni successivi, sono soggetti alle regole del presente articolo dallanno in cui disponibile la base di calcolo su cui applicare gli incrementi di spesa stabiliti al comma 4.
17. Attraverso le loro associazioni, le province, i comuni e le comunit montane concorrono al monitoraggio sullandamento delle spese. Le comunicazioni previste dai commi 10, 11 e 12 sono trasmesse anche allUnione delle province dItalia (UPI), allAssociazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e allUnione nazionale comuni, comunit ed enti montani (UNCEM), per via telematica.
18. Per gli esercizi 2005, 2006 e 2007, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano concordano, entro il 31 marzo di ciascun anno, con il Ministero delleconomia e delle finanze, il livello delle spese correnti e in conto capitale, nonch dei relativi pagamenti, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica per il periodo 2005-2007. In caso di mancato accordo si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.
19. Per gli enti locali dei rispettivi territori provvedono alle finalit di cui al presente articolo le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi delle competenze alle stesse attribuite dai rispettivi statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione. Qualora le predette regioni e province autonome non provvedano entro il 31 marzo di ciascun anno, si applicano, per gli enti locali dei rispettivi territori, le disposizioni di cui al presente articolo.
20. Resta ferma la facolt delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano di estendere le regole del patto di stabilit interno nei confronti degli enti ed organismi strumentali.
21. Sono abrogate le disposizioni recate dallarticolo 29 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come modificato e integrato dagli articoli 1-quater e 1-quinquies del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2003, n. 116, limitatamente alle regole del patto di stabilit interno previsto per gli enti territoriali per gli anni 2005 e successivi e le altre disposizioni in materia non compatibili con le disposizioni recate dalla presente legge.
22. Laffidamento da parte degli enti locali di incarichi di studio o di ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei allamministrazione, deve essere adeguatamente motivato con specifico riferimento allassenza di strutture organizzative o professionalit interne allente in grado di assicurare i medesimi servizi, ad esclusione degli incarichi conferiti ai sensi della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. In ogni caso latto di affidamento di incarichi e consulenze di cui al periodo precedente deve essere corredato della valutazione dellorgano di revisione economico-finanziaria dellente locale e deve essere trasmesso alla Corte dei conti. Laffidamento di incarichi in difformit alle previsioni di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilit erariale. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano agli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
23. Per lanno 2005, i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere destinati al finanziamento di spese correnti entro il limite del 50 per cento.
24. Allarticolo 204 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole: nuovi mutui sono inserite le seguenti: e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato e le parole: 25 per cento sono sostituite dalle seguenti: 12 per cento;

b) dopo il comma 2, inserito il seguente:

2-bis. Le disposizioni del comma 2 si applicano, ove compatibili, alle altre forme di indebitamento cui lente locale acceda.
25. Gli enti che alla data di entrata in vigore della presente legge superino il limite di indebitamento di cui al comma 1 dellarticolo 204 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dal comma 24 del presente articolo, sono tenuti a ridurre il proprio livello di indebitamento entro i seguenti termini:
a) un importo annuale degli interessi di cui al citato comma 1 dellarticolo 204 non superiore al 20 per cento entro la fine dellesercizio 2008;

b) un importo annuale degli interessi di cui al citato comma 1 dellarticolo 204 non superiore al 16 per cento entro la fine dellesercizio 2010;
c) un importo annuale degli interessi di cui al citato comma 1 dellarticolo 204 non superiore al 12 per cento entro la fine dellesercizio 2013.

26. Allarticolo 101 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: quattro anni sono sostituite dalle seguenti: due anni;

b) al comma 4, le parole: quattro anni sono sostituite dalle seguenti: due anni.

27. In vigenza di disposizioni che stabiliscono un regime di limitazione delle assunzioni di personale a tempo indeterminato, sono consentiti trasferimenti per mobilit, anche intercompartimentale, tra amministrazioni sottoposte al regime di limitazione, nel rispetto delle disposizioni sulle dotazioni organiche e, per gli enti locali, purch abbiano rispettato il patto di stabilit interno per lanno precedente.

28. In caso di mobilit presso altre pubbliche amministrazioni, con la conseguente cancellazione dallalbo, nelle more della nuova disciplina contrattuale, i segretari comunali e provinciali appartenenti alle fasce professionali A e B possono essere collocati, analogamente a quanto previsto per i segretari appartenenti alla fascia C, nella categoria o area professionale pi alta prevista dal sistema di classificazione vigente presso lamministrazione di destinazione, previa espressa manifestazione di volont in tale senso.
29. Allarticolo 10, comma 10, lettera c), del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, le parole: lire 50.000 e lire 150.000 sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: euro 51,65 e euro 516,46.
30. Per gli anni 2005, 2006 e 2007 consentita la variazione in aumento dellaliquota delladdizionale comunale allimposta sul reddito delle persone fisiche ai soli enti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non si siano avvalsi della facolt di applicare la suddetta addizionale. Laumento deve comunque essere limitato entro la misura complessiva dello 0,1 per cento. Per gli enti diversi da quelli di cui al primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui allarticolo 2, comma 21, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, si applicano fino al 31 dicembre 2006.
31. Ai fini del comma 2 dellarticolo 4 del decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, istituito per lanno 2005, presso lo stato di previsione del Ministero dellinterno, il fondo per il rimborso agli enti locali delle minori entrate derivanti dallabolizione del credito dimposta con una dotazione di 10 milioni di euro. Con regolamento emanato ai sensi dellarticolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellinterno, sono dettate le disposizioni per lattuazione della disposizione di cui al presente comma e per la ripartizione del fondo.
32. Allarticolo 3, comma 51, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, il secondo periodo soppresso.

Art. 7.

(Fondo per incentivare linsediamento
nei piccoli comuni)

1. Per lanno 2005 istituito, presso il Ministero delleconomia e delle finanze, con finalit di riequilibrio economico e sociale, il fondo per linsediamento nei comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, sottodotati ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2005.

2. Il fondo di cui al comma 1 finalizzato, oltre a quanto previsto dal medesimo comma 1, al riequilibrio insediativo, quindi allincentivazione dellinsediamento nei centri abitati di attivit artigianali e commerciali, al recupero di manufatti, edifici e case rurali per finalit economiche e abitative, al recupero degli antichi mestieri.
3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro dellinterno definisce con proprio decreto i criteri di ripartizione e le modalit per laccesso ai finanziamenti di cui al presente articolo.

Art. 8.

(Altri enti)

1. Per il triennio 2005-2007, gli enti indicati nellelenco 1 di cui al comma 1 dellarticolo 2, ad eccezione delle Casse di previdenza di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509, e successive modificazioni, e 10 febbraio 1996, n. 103, e successive modificazioni, delle altre associazioni e fondazioni di diritto privato e degli enti del sistema camerale, possono incrementare per lanno 2005 le proprie spese, al netto delle spese di personale, in misura non superiore allammontare delle spese dellanno 2003 incrementato del 4,5 per cento. Per gli anni 2006 e 2007 si applica la percentuale di incremento del 2 per cento alle corrispondenti spese determinate per lanno precedente con i criteri stabiliti dal presente articolo. Per le spese di personale si applica la specifica disciplina di settore. Agli enti indicati negli articoli 6 e 25 della presente legge, nonch nellarticolo 3, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, si applica la disciplina ivi prevista.

Art. 9.

(Disposizioni in materia di finanza
regionale e locale)

1. Con riferimento alla perdita di gettito realizzata dalle regioni a statuto ordinario per gli anni 2003 e successivi, a seguito della riduzione dellaccisa sulla benzina non compensata dal maggior gettito delle tasse automobilistiche, come determinato dallarticolo 17, comma 22, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, viene riconosciuto limporto di euro 342,583 milioni. Detto importo ripartito tra le regioni entro il 30 aprile 2005, con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e integra i trasferimenti soppressi di cui allarticolo 1, comma 1, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, ai fini dellaliquota definitiva da determinare entro il 31 luglio 2005 ai sensi dellarticolo 5, comma 3, del medesimo decreto legislativo n. 56 del 2000, come, da ultimo, sostituito dallarticolo 3, comma 2, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191. Il decreto predisposto sulla base della proposta delle regioni da presentare in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

2. Ai fini della determinazione dellaliquota definitiva di cui al comma 1 si tiene altres conto dei trasferimenti attribuiti per lanno 2004 alle regioni a statuto ordinario in applicazione dellarticolo 70 della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Il fondo di cui al citato articolo 70 soppresso.
3. Il Fondo di cui allarticolo 52, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, utilizzato anche per lesercizio delle funzioni conferite agli enti territoriali ai sensi dellarticolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
4. Sulla base di quanto disposto dai commi 21 e 22 dellarticolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, linizio ovvero la ripresa della decorrenza degli effetti, nel primo periodo di imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2004, concerne anche quelle maggiorazioni dellaliquota dellimposta regionale sulle attivit produttive che siano state deliberate dalle regioni, antecedentemente al 31 dicembre 2003, in difformit rispetto a quanto previsto dalla normativa statale. Resta ferma, altres, lapplicazione del predetto comma 22 dellarticolo 2 della legge n. 350 del 2003 alle disposizioni regionali in materia di IRAP diverse da quelle riguardanti la maggiorazione dellaliquota, nonch, unitamente al comma 23 del medesimo articolo, alle disposizioni regionali in materia di tassa automobilistica; le regioni possono modificare tali disposizioni nei soli limiti dei poteri loro attribuiti dalla normativa statale di riferimento ed in conformit con essa.
5. Sono autorizzate, a carico di somme a qualsiasi titolo spettanti, le compensazioni degli importi a credito e a debito di ciascuna regione, connessi alle perdite di entrata realizzate dalle stesse per effetto delle disposizioni recate dallarticolo 17, comma 22, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, indicate, solo a questo fine, nella tabella di riparto approvata con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze sulla base della proposta presentata dalle regioni in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Tale compensazione sar effettuata dal Ministero delleconomia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, in quattro rate annuali di eguale importo a partire dallesercizio 2005.
6. I trasferimenti erariali per lanno 2005 di ogni singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate dallarticolo 31, comma 1, primo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
7. Per lanno 2005, lincremento delle risorse, pari a 340 milioni di euro, derivante dal reintegro della riduzione dei trasferimenti erariali conseguente alla cessazione dellefficacia delle disposizioni di cui allarticolo 24, comma 9, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, attribuito, quanto ad euro 260 milioni, a favore degli enti locali per confermare i contributi di cui allarticolo 3, commi 27, 35, secondo periodo, 36 e 141, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e quanto ad 80 milioni di euro in favore dei comuni di cui allarticolo 9, comma 3, del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244.
8. Le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale e comunale al gettito dellimposta sul reddito delle persone fisiche di cui allarticolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, gi confermate per lanno 2004 dallarticolo 2, comma 18, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono prorogate per lanno 2005.
9. Larticolo 3, comma 1, lettera a), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e larticolo 2, comma 21, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che hanno disposto la sospensione degli effetti degli aumenti delle addizionali allimposta sul reddito delle persone fisiche per i comuni e le regioni e della maggiorazione dellaliquota dellimposta regionale sulle attivit produttive, si interpretano nel senso che tali sospensioni si applicano solamente agli aumenti approvati con atto deliberativo nella forma di provvedimento amministrativo e non a quelli approvati dalle regioni con proprio provvedimento legislativo.
10. Gli enti locali di cui allarticolo 2, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, hanno facolt di utilizzare le entrate derivanti dal plusvalore realizzato con lalienazione di beni patrimoniali, inclusi i beni immobili, per il rimborso della quota di capitale delle rate di ammortamento dei mutui.
11. In deroga alle disposizioni dellarticolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente lefficacia temporale delle norme tributarie, i termini per laccertamento dellimposta comunale sugli immobili che scadono il 31 dicembre 2004 sono prorogati al 31 dicembre 2005, limitatamente alle annualit dimposta 2000 e successive.

Capo II

DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI OPERAZIONI FINANZIARIE

Art. 10.

(Aperture di credito)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) allarticolo 42, comma 2, la lettera h) sostituita dalla seguente:
h) contrazione di mutui e aperture di credito non previste espressamente in atti fondamentali del consiglio ed emissioni di prestiti obbligazionari;
b) allarticolo 204, comma 2, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
a) lammortamento non pu avere durata inferiore ai cinque anni;

b) la decorrenza dellammortamento deve essere fissata al 1 gennaio dellanno successivo a quello della stipula del contratto. In alternativa, la decorrenza dellammortamento pu essere posticipata al 1 luglio seguente o al 1 gennaio dellanno successivo e, per i contratti stipulati nel primo semestre dellanno, pu essere anticipata al 1 luglio dello stesso anno;

c) dopo larticolo 205 inserito il seguente:
Art. 205-bis (Contrazione di aperture di credito) 1. Gli enti locali sono autorizzati a contrarre aperture di credito nel rispetto della disciplina di cui al presente articolo.

2. Le spese per investimenti finanziate con il contratto di apertura di credito si considerano impegnate allatto della stipula del contratto stesso e per lammontare dellimporto del progetto o dei progetti definitivi o esecutivi finanziati; alla chiusura dellesercizio le somme oggetto del contratto di apertura di credito costituiscono residui attivi.
3. Il ricorso alle aperture di credito possibile solo se sussistono le condizioni di cui allarticolo 203, comma 1, e nel rispetto dei limiti di cui allarticolo 204, comma 1, calcolati con riferimento allimporto complessivo dellapertura di credito stipulata.
4. Lutilizzo del ricavato delloperazione sottoposto alla disciplina di cui allarticolo 204, comma 3.
5. I contratti di apertura di credito devono, a pena di nullit, essere stipulati in forma pubblica e contenere le seguenti clausole e condizioni:

a) la banca tenuta ad effettuare erogazioni, totali o parziali, dellimporto del contratto in base alle richieste di volta in volta inoltrate dallente e previo rilascio da parte di questultimo delle relative delegazioni di pagamento ai sensi dellarticolo 206. Lerogazione dellintero importo messo a disposizione al momento della contrazione dellapertura di credito ha luogo nel termine massimo di tre anni ferma restando la possibilit per lente locale di disciplinare contrattualmente le condizioni economiche di un eventuale utilizzo parziale;

b) gli interessi sulle aperture di credito devono riferirsi ai soli importi erogati. Lammortamento di tali importi deve avere una durata non inferiore a cinque anni con decorrenza dal 1 gennaio o dal 1 luglio successivi alla data dellerogazione;
c) le rate di ammortamento devono essere comprensive, sin dal primo anno, della quota capitale e della quota interessi;
d) unitamente alla prima rata di ammortamento delle somme erogate devono essere corrisposti gli eventuali interessi di preammortamento, gravati degli ulteriori interessi decorrenti dalla data di inizio dellammortamento e sino alla scadenza della prima rata;
e) deve essere indicata la natura delle spese da finanziare e, ove necessario, avuto riguardo alla tipologia dellinvestimento, dato atto dellintervenuta approvazione del progetto o dei progetti definitivi o esecutivi, secondo le norme vigenti;
f) deve essere rispettata la misura massima di tasso applicabile alle aperture di credito i cui criteri di determinazione sono demandati ad apposito decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro dellinterno, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

6. Le aperture di credito sono soggette, al pari delle altre forme di indebitamento, al monitoraggio di cui allarticolo 41 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nei termini e modalit previsti dal relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Ministro delleconomia e delle finanze 1 dicembre 2003, n. 389. I modelli per la comunicazione delle caratteristiche finanziarie delle singole operazioni di apertura di credito sono pubblicati in allegato al decreto di cui alla lettera f) del comma 5;
d) allarticolo 207, dopo il comma 1, inserito il seguente:
1-bis. A fronte di operazioni di emissione di prestiti obbligazionari effettuate congiuntamente da pi enti locali, gli enti capofila possono procedere al rilascio di garanzia fideiussoria riferita allinsieme delle operazioni stesse. Contestualmente gli altri enti emittenti rilasciano garanzia fideiussoria a favore dellente capofila in relazione alla quota parte dei prestiti di propria competenza. Ai fini dellapplicazione del comma 4, la garanzia prestata dallente capofila concorre alla formazione del limite di indebitamento solo per la quota parte dei prestiti obbligazionari di competenza dellente stesso.
2. Per la gestione del fondo di ammortamento del debito di cui allarticolo 41, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, non si applica il principio di accentramento di ogni deposito presso il tesoriere stabilito dagli articoli 209, comma 3, e 211, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

3. Allarticolo 41, comma 2, primo periodo, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, sono soppresse le parole: e contrarre mutui e le parole: o dellaccensione.

Art. 11.

(Rinegoziazione mutui)

1. Lo Stato, le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali sono tenuti a provvedere, se consentito dalle clausole contrattuali, alla conversione dei mutui con oneri di ammortamento anche parzialmente a carico dello Stato in titoli obbligazionari di nuova emissione o alla rinegoziazione, anche con altri istituti, dei mutui stessi, in presenza di condizioni di rifinanziamento che consentano una riduzione del valore finanziario delle passivit totali. Nel valutare la convenienza delloperazione di rifinanziamento si dovr tenere conto anche delle commissioni. In caso di mutuo a tasso fisso, per la verifica delle condizioni di rifinanziamento, lo Stato o lente pubblico interessato osservano regolarmente i tassi di mercato e si attivano allorch il tasso swap con scadenza pari alla vita media residua del mutuo sia inferiore al tasso del mutuo di almeno un punto percentuale.

2. Gli stanziamenti di bilancio previsti per il pagamento dei mutui con oneri integralmente o parzialmente a carico dello Stato sono proporzionalmente adeguati ai nuovi piani di ammortamento conseguenti alla conclusione delle operazioni di conversione o rinegoziazione dei mutui di cui al comma 1.
3. Ai fini dellattuazione di quanto stabilito dai commi 1 e 2 lente pubblico tenuto a trasmettere, entro trenta giorni dal perfezionamento delle operazioni di cui al comma 1, allamministrazione statale interessata, la relativa documentazione contrattuale, compresi i piani di ammortamento o di rimborso.
4. In caso di nuove emissioni di titoli obbligazionari con rimborso del capitale in ununica soluzione alla scadenza, necessario che al momento dellemissione venga costituito un fondo di ammortamento del debito o conclusa una operazione di swap per lammortamento dello stesso, secondo quanto disposto dallarticolo 2 del regolamento di cui al decreto del Ministro delleconomia e delle finanze 1 dicembre 2003, n. 389.

Art. 12.

(Contabilizzazione debito e gestione
di attivi finanziari)

1. Al fine del consolidamento dei conti pubblici rilevanti per il rispetto degli obiettivi adottati con ladesione al patto di stabilit e crescita le rate di ammortamento dei mutui attivati dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dagli enti locali e dagli altri enti pubblici ad intero carico del bilancio dello Stato sono pagate agli istituti finanziatori direttamente dallo Stato.

2. Per le stesse finalit di cui al comma 1 e con riferimento agli enti pubblici diversi dallo Stato, il debito derivante dai mutui iscritto nel bilancio dellamministrazione pubblica che assume lobbligo di corrispondere le rate di ammortamento agli istituti finanziatori, ancorch il ricavato del prestito sia destinato ad unamministrazione pubblica diversa. Lamministrazione pubblica beneficiaria del mutuo, nel caso in cui le rate di ammortamento siano corrisposte agli istituti finanziatori da unamministrazione pubblica diversa, iscrive il ricavato del mutuo nelle entrate per trasferimenti in conto capitale con vincolo di destinazione agli investimenti. Listituto finanziatore, contestualmente alla stipula delloperazione di finanziamento, ne d notizia allamministrazione pubblica tenuta al pagamento delle rate di ammortamento che, unitamente alla contabilizzazione del ricavato delloperazione tra le accensioni di prestiti, provvede alliscrizione del corrispondente importo tra i trasferimenti in conto capitale al fine di consentire la regolazione contabile delloperazione.
3. Le amministrazioni pubbliche sono tenute ad adeguarsi alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 con riferimento alle nuove operazioni finanziarie.
4. Il Ministero delleconomia e delle finanze - Dipartimento del tesoro procede alla gestione delle nuove posizioni finanziarie attive di sua competenza.


Art. 13.

(Superamento della tesoreria unica
e altre disposizioni finanziarie)

1. Al fine di sperimentare gli effetti del superamento del sistema di tesoreria unica il Ministro delleconomia e delle finanze, sentiti la Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e il Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, individua con proprio decreto una regione, tre province, tre comunit montane, sei comuni e tre universit nei quali durante lanno 2005 i trasferimenti statali e le entrate proprie affluiscono direttamente ai tesorieri degli enti. Lindividuazione degli enti, salvo che per la regione, viene effettuata assicurando la rappresentativit per aree geografiche; gli enti sono comunque individuati tra quelli che possono collegarsi, tramite i loro tesorieri, al sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici (SIOPE) istituito ai sensi dellarticolo 28, commi 3, 4 e 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. La rilevazione per via telematica riguarda i dati contabili sia ai fini del calcolo del fabbisogno di cassa sia ai fini del calcolo dellindebitamento netto. Con il predetto decreto vengono altres definiti i criteri, le modalit e i tempi della sperimentazione. In relazione ai risultati registrati la sperimentazione pu essere estesa, nel corso dello stesso anno 2005, ad altri enti.

2. Larticolo 213 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sostituito dal seguente:

Art. 213 (Gestione informatizzata del servizio di tesoreria) 1. Qualora lorganizzazione dellente e del tesoriere lo consentano il servizio di tesoreria pu essere gestito con modalit e criteri informatici e con luso di ordinativi di pagamento e di riscossione informatici, in luogo di quelli cartacei, le cui evidenze informatiche valgono a fini di documentazione, ivi compresa la resa del conto del tesoriere di cui allarticolo 226.

2. La convenzione di tesoreria di cui allarticolo 210 pu prevedere che la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese possano essere effettuati, oltre che per contanti presso gli sportelli di tesoreria, anche con le modalit offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari.
3. Gli incassi effettuati dal tesoriere mediante i servizi elettronici interbancari danno luogo al rilascio di quietanza o evidenza bancaria ad effetto liberatorio per il debitore; le somme rivenienti dai predetti incassi sono versate alle casse dellente, con rilascio della quietanza di cui allarticolo 214, non appena si rendono liquide ed esigibili in relazione ai servizi elettronici adottati e comunque nei tempi previsti nella predetta convenzione di tesoreria.

3. Ai fini della razionalizzazione e della semplificazione dellattivit amministrativa, con decreto da adottare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro degli affari esteri emana disposizioni per la semplificazione della gestione finanziaria degli uffici allestero.


Art. 14.

(Norme per il contrasto e la prevenzione delluso illecito di finanziamenti pubblici)

1. Per il contrasto e la prevenzione del rischio di utilizzazione illecita di finanziamenti pubblici, tutti gli enti e le societ che fruiscono di finanziamenti a carico di bilanci pubblici o dellUnione europea, anche sotto forma di esenzioni, incentivi o agevolazioni fiscali, in materia di avviamento, aggiornamento e formazione professionale, utilizzazione di lavoratori, sgravi contributivi per personale addetto allattivit produttiva, devono dotarsi entro il 31 ottobre 2005 di specifiche misure organizzative e di funzionamento idonee a prevenire il rischio del compimento di illeciti nel loro interesse o a loro vantaggio, nel rispetto dei princpi previsti dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, predisposte ovvero verificate ed approvate dallente di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2003, secondo tariffe, predeterminate e pubbliche, determinate sulla base del costo effettivo del servizio, attribuite allo stesso ente mediante riassegnazione ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, n. 469. Dellavvenuta adozione delle misure indicate al primo periodo viene data comunicazione al competente comitato di coordinamento finanziario regionale, per ladozione delle rispettive iniziative ispettive e di verifica nei confronti dei soggetti che non risultino avere adottato le citate misure organizzative e di funzionamento. Dallattuazione del presente articolo non possono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 15.

(Disposizioni in materia di assicurazioni contro i rischi in agricoltura a seguito di calamit naturali)

1. Al fine di incentivare il passaggio dal sistema contributivo-indennizzatorio per danni allagricoltura al sistema assicurativo contro i danni, lautorizzazione di spesa di cui allarticolo 1, comma 3, lettere b) e c), del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, Fondo di solidariet nazionale - interventi indennizzatori, ridotta di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006 e il corrispondente importo destinato agli interventi agevolativi per la stipula di contratti assicurativi contro i danni in agricoltura alla produzione e alle strutture, di cui allarticolo 1, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, Fondo di solidariet nazionale - incentivi assicurativi.

2. Allarticolo 15 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, il comma 3 sostituito dal seguente:

3. Per la dotazione finanziaria del Fondo di solidariet nazionale-incentivi assicurativi destinato agli interventi di cui allarticolo 1, comma 3, lettera a), si provvede ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Per la dotazione finanziaria del Fondo di solidariet nazionale - interventi indennizzatori, destinato agli interventi di cui allarticolo 1, comma 3, lettere b) e c), si provvede a valere sulle risorse del Fondo di protezione civile, come determinato ai sensi dellarticolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, nel limite stabilito annualmente dalla legge finanziaria.
3. Per gli stessi fini di cui al comma 1, per lanno 2005 la dotazione del Fondo per la riassicurazione dei rischi, istituito presso lIstituto per studi, ricerche e informazioni sul mercato agricolo (ISMEA), ai sensi dellarticolo 127, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, incrementata di 50 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro da destinare preferenzialmente agli interventi di riassicurazione relativi ai fondi rischi di mutualit.

4. Per gli interventi previsti allarticolo 66, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, la dotazione del Fondo di investimento nel capitale di rischio, previsto dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 22 giugno 2004, n. 182, incrementata per lanno 2005 di 50 milioni di euro.

Capo III

INTERVENTI IN MATERIA DI
PERSONALE E ORGANIZZAZIONE
AMMINISTRATIVA

Art. 16.

(Oneri contrattuali)

1. Ai fini di quanto disposto dallarticolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le risorse per la contrattazione collettiva nazionale previste dallarticolo 3, comma 46, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, a carico del bilancio statale, sono incrementate, a decorrere dallanno 2005, di 56 milioni di euro.

2. Le risorse previste dallarticolo 3, comma 47, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, per corrispondere i miglioramenti retributivi al personale statale in regime di diritto pubblico sono incrementate, a decorrere dallanno 2005, di 22 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195.
3. Le somme di cui ai commi 1 e 2, comprensive degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dellimposta regionale sulle attivit produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, costituiscono limporto complessivo massimo di cui allarticolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. A decorrere dal 2005, stanziata la somma di un milione di euro da destinare alla copertura delle spese connesse alla responsabilit civile e amministrativa per gli eventi dannosi, non dolosi, causati a terzi dal personale delle Forze armate nello svolgimento delle proprie attivit istituzionali.
4. Per il personale dipendente dalle amministrazioni diverse da quelle statali trova applicazione larticolo 3, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
5. In aggiunta a quanto stabilito dai commi 1, 2, 3 e 4, con successivo provvedimento potranno essere riconosciuti ulteriori incrementi ove siano individuate, contestualmente, le corrispondenti misure di contenimento dei fattori incrementali della spesa di personale delle pubbliche amministrazioni.
6. Il decreto del Presidente della Repubblica 25 agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 225 del 24 settembre 2004, concernente le piante organiche degli enti di ricerca, si intende applicabile anche allIstituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2003.

Art. 17.

(Personale a tempo determinato)

1. Per lanno 2005, le amministrazioni di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono avvalersi di personale a tempo determinato, ad eccezione di quanto previsto dallarticolo 108 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite della spesa media annua sostenuta per le stesse finalit nel triennio 1999-2001. La spesa per il personale a tempo determinato in servizio presso il Corpo forestale dello Stato nellanno 2005, assunto ai sensi della legge 5 aprile 1985, n. 124, non pu superare quella sostenuta per lo stesso personale nellanno 2004. Le limitazioni di cui al presente comma non trovano applicazione nei confronti del personale infermieristico del Servizio sanitario nazionale. Le medesime limitazioni non trovano altres applicazione nei confronti delle regioni e delle autonomie locali. Gli enti locali che per lanno 2004 non abbiano rispettato le regole del patto di stabilit interno non possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Per il comparto scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale trovano applicazione le specifiche disposizioni di settore.

2. I Ministeri per i beni e le attivit culturali, della giustizia, della salute e lAgenzia del territorio sono autorizzati ad avvalersi, sino al 31 dicembre 2005, del personale in servizio con contratti di lavoro a tempo determinato, prorogati ai sensi dellarticolo 3, comma 62, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Il Ministero delleconomia e delle finanze pu continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre 2005 del personale utilizzato ai sensi dellarticolo 47, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
3. Possono essere prorogati fino al 31 dicembre 2005 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dagli organi della magistratura amministrativa nonch i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dallINPS, dallINPDAP e dallINAIL gi prorogati ai sensi dellarticolo 1 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, i cui oneri continuano ad essere posti a carico dei bilanci degli enti predetti.
4. LAgenzia per la protezione dellambiente e per i servizi tecnici (APAT) pu continuare ad avvalersi, sino al 31 dicembre 2005, del personale in servizio nellanno 2004 con contratto a tempo determinato o con convenzione o con altra forma di flessibilit e di collaborazione nel limite massimo di spesa complessivamente stanziata per lo stesso personale nellanno 2004 dalla predetta Agenzia. I relativi oneri continuano a fare carico sul bilancio dellAgenzia. Il Centro nazionale per linformatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) autorizzato a prorogare, fino al 31 dicembre 2005, i rapporti di lavoro del personale con contratto a tempo determinato in servizio nellanno 2004. I relativi oneri continuano a fare carico sul bilancio del Centro.
5. Al fine di consentire il completamento e laggiornamento dei dati per la rilevazione dei cittadini italiani residenti allestero, i rapporti di impiego a tempo determinato stipulati ai sensi dellarticolo 2, comma 1, della legge 27 maggio 2002, n. 104, possono proseguire nellanno 2005 fino al completamento dellultimo rinnovo semestrale autorizzato ai sensi dellarticolo 1-bis del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 122.
6. Le procedure di conversione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato dei contratti di formazione e lavoro di cui allarticolo 3, comma 63, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, possono essere effettuate unicamente nel rispetto delle limitazioni e delle modalit previste dalla normativa vig

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=122000


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