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VII Commissione Camera - seduta del 1 dicembre 2004 (Ratifica Convenzione europea sul paesaggio)
2004-12-01

Ratifica Convenzione europea sul paesaggio.
C. 5373 Governo e abb.
(Parere alle Commissioni riunite III e VIII).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere il proprio parere alle Commissioni Affari esteri e Ambiente sul disegno di legge di ratifica della Convenzione europea sul paesaggio.
Adottata in seno al Consiglio d'Europa e aperta alla firma a Firenze il 20 ottobre 2000, la Convenzione è stata firmata da 29 Stati e ratificata da 14, entrando in vigore il 1o marzo 2004.
Fa presente che la Convenzione, al fine di garantire ai cittadini europei un paesaggio di qualità e contestualmente incentivare uno sviluppo sostenibile che coniughi adeguatamente tutela del paesaggio e attività economiche, promuove l'adozione, a tutti i livelli di governo, di politiche e misure di protezione, gestione e organizzazione dei paesaggi europei, incentivando l'interazione e la cooperazione nazionale ed internazionale in questo campo e proponendo misure volte a formulare politiche del paesaggio, intese quali insieme di orientamenti e strategie che perseguono tali finalità.
Osserva poi che l'aspetto più significativo della Convezione è indubbiamente rappresentato dalla considerazione del paesaggio, nella più larga accezione del termine, quale componente fondamentale dell'identità europea e del suo patrimonio naturale e culturale. Secondo una visione che porta a riconoscerlo come parte integrante della vita delle popolazioni ed elemento imprescindibile della loro stessa qualità di vita, il paesaggio è definito «come parte di territorio, così come è percepito dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni».
Si superano quindi le tradizionali concezioni del paesaggio, imperniate sulla rigida distinzione tra i valori naturali e quelli identitari, che sono in realtà - come riconosciuto dalla Convenzione - profondamente interconnessi, aderendo a una sua concezione globale, come confermato peraltro dalla previsione dell'applicabilità della Convenzione a tutto il territorio, nei suoi spazi naturali, rurali, urbani e periurbani, compresi sia i paesaggi per così dire «eccezionali» che quelli della vita quotidiana e quelli degradati.
Nell'incentivare dunque i Paesi a porre in essere azioni efficaci per la tutela del paesaggio, dalle zone di pregio a quelle soggette a fenomeni di degrado o eventualmente aggredite da fenomeni di abusivismo edilizio, evidenzia che si introduce un concetto innovativo di tutela che si estende a tutto il territorio e non si limita a singole categorie di beni ambientali ed è ispirata al principio di sussidiarietà, incoraggiando in tal modo le politiche locali in materia.
Considera rilevante anche la previsione che i Paesi si impegnino nell'attuazione di politiche di protezione e gestione del paesaggio, attivando - per la loro efficace definizione e realizzazione - anche apposite procedure di partecipazione pubblica, che coinvolgano le autorità locali e gli altri soggetti operanti in tale ambito, e integrando la tutela del paesaggio in tutte le politiche del territorio, anche a carattere sociale, culturale ed economico.
Reputa altresì significativa la previsione dell'impegno dei Paesi ad accrescere la sensibilizzazione dei diversi attori sociali rispetto ai valori paesaggistici, anche promuovendo la formazione di specialisti del settore, nonché programmi interdisciplinari di formazione e appositi insegnamenti, volti all'educazione ai valori del paesaggio e a un'approfondita conoscenza delle sue caratteristiche, in ambito scolastico e universitario.
Segnala l'accento posto sulla cooperazione tra i Paesi aderenti alla Convenzione, anche al fine di realizzare uno scambio reciproco delle esperienze di ricerca e di attività inerenti al paesaggio e di procedere all'elaborazione di programmi comuni di valorizzazione del paesaggio. La promozione delle politiche paesaggistiche è rafforzata anche dall'introduzione di un meccanismo premiale per le autorità locali e regionali e le organizzazioni non governative che si siano distinte nella messa in campo di misure esemplari e durevoli volte alla tutela e all'organizzazione dei paesaggi.
Al fine poi di garantire la più ampia applicazione della Convenzione, si prevede che il monitoraggio sulla sua attuazione sia effettuato da appositi Comitati intergovernativi del Consiglio d'Europa costituti da esperti in tematiche culturali ed ambientali.
Ritiene che la Convenzione si caratterizzi insomma per la centralità riconosciuta alle politiche paesaggistiche che, in virtù di un approccio innovativo, sono ripensate come strumenti che, attraverso una valorizzazione globale, e non più rigidamente settoriale, del territorio, intendono contribuire al miglioramento della qualità di vita delle popolazioni europee e al loro benessere.
Sottolinea quindi la sua notevole importanza, tanto più che essa appare pienamente coerente con il dettato dell'articolo 9 della Costituzione - anche nella formulazione che assumerà all'entrata in vigore dell'integrazione prevista dal progetto di legge costituzionale discusso poche settimane fa - e con l'interpretazione evolutiva del concetto di paesaggio elaborata dalla Corte costituzionale, inteso quale bene primario della collettività. Osserva che la ratifica della Convenzione varrà altresì a rafforzare la cogenza delle disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio che ad essa si sono ispirate.
Alla luce di tali considerazioni, propone di esprimere parere favorevole sul disegno di legge in esame.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, 2 dicembre 2004.



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