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Relazione illustrativa e relazione tecnica al Decreto 3227 per l'Ordine Mauriziano di Torino
2004-12-13

Onorevoli Senatori. – Il presente decreto-legge contiene interventi straordinari e misure urgenti volti al risanamento economico dell’Ordine Mauriziano.

Lo storico Ordine, ente ospedaliero di rilevanza costituzionale, è, com’è noto, titolare dell’ospedale Umberto I di Torino, che costituisce uno dei principali presìdi ospedalieri della regione Piemonte, inserito a pieno titolo nell’ambito del sistema sanitario nazionale. L’Ente svolge, altresì, attività sanitaria presso l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro (IRCC) di Candiolo (TO), indicato dalla stessa regione, nell’ambito del progetto organizzativo della rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, come polo oncologico con afferenza all’intero territorio regionale per le specialità dallo stesso trattate.
Le vicende finanziarie del suddetto ente hanno pertanto più volte destato preoccupazione e allarme nell’opinione pubblica. È noto, infatti, che il grave dissesto finanziario in cui versa l’Ordine Mauriziano, ammontante a circa 350 milioni di euro, è tuttora persistente, nonostante le significative misure di risanamento tempestivamente avviate dal commissario straordinario.
Inoltre, la situazione debitoria dell’Ente e l’incertezza sul suo futuro hanno indotto i creditori a promuovere numerose azioni esecutive – pignoramenti presso terzi e immobiliari – ed il tesoriere a ridurre le anticipazioni di cassa nonché a sospendere l’erogazione dei finanziamenti già deliberati.
Per effetto di tale situazione, alcuni dei beni destinati alla vendita per il ripianamento del disavanzo sono stati pignorati, con conseguente vanificazione della possibilità di procedere alla alienazione, mentre le entrate correnti, come il finanziamento sanitario da parte della regione Piemonte, decurtate dai numerosi pignoramenti, non sono più sufficienti a garantire il pagamento delle forniture di materiale sanitario indispensabili per perseguire le attività di ricovero e cura dei due presìdi ospedalieri dell’Ordine, nonché, a breve, a permettere il pagamento degli stipendi al personale dipendente (circa 2.000 unità).
A fronte della gravissima situazione e sulla base del protocollo d’intesa già approvato tra l’Ordine Mauriziano e la regione Piemonte, quest’ultima, in risposta alle polemiche degli ultimi mesi, si è impegnata al rilancio dell’ente attraverso l’erogazione di un contributo straordinario di 50 milioni di euro e siglando un’apposita Convenzione con la quale viene confermato per il triennio 2003-2006 il finanziamento annuale di 120 milioni di euro.
Per attuare, tuttavia, il definitivo risanamento dell’Ente, consentendogli nel futuro di svolgere la propria attività nel delicato settore dei servizi sanitari, sono tuttavia necessari ulteriori e più incisivi interventi.
La posizione dell’Ordine Mauriziano è stata, pertanto, sottoposta ad una approfondita valutazione, così come richiesto anche dal Consiglio di Stato nel parere reso il 2 settembre 2004, in ordine al regolamento per l’individuazione degli enti indispensabili.
Il provvedimento d’urgenza affronta, quindi, anche sotto il profilo strutturale, il futuro dell’ente, preoccupandosi, da un lato, di garantire la prosecuzione dell’attività sanitaria dell’Ordine Mauriziano; dall’altro, di avviare le procedure finalizzate al risanamento economico dello stesso, anche mediante l’utilizzazione dei beni facenti parte del suo patrimonio disponibile attraverso la costituzione di un’apposita fondazione.
In particolare, con l’articolo 1, in conformità al disposto della XIV disposizione transitoria della Costituzione, si prevede la conservazione dell’Ente Ordine Mauriziano, di seguito denominato «Ente» quale «ente ospedaliero» in attesa che la regione Piemonte ne disciplini, con apposita legge regionale, la natura giuridica e l’inserimento nel proprio ordinamento giuridico sanitario.
Con norma transitoria si prevede altresì, che l’Ente, costituito dai presìdi ospedalieri dell’Umberto I di Torino e dell’Istituto per la ricerca e la cura del cancro (IRCC) di Candiolo, nelle more dell’adozione di specifiche norme da parte della regione, continui a svolgere la propria attività nel rispetto delle disposizioni previste dal vigente statuto e dalla legge 5 novembre 1962, n. 1596.
Con l’articolo 2 viene, invece, regolamentata la destinazione del rimanente patrimonio immobiliare e mobiliare dell’Ente, formato da beni di rilevante valore storico-artistico-culturale e da altre unità immobiliari e agrarie.
Il suddetto patrimonio, con esclusione dei presìdi ospedalieri Umberto I e IRCC di Candiolo, viene trasferito alla Fondazione Mauriziana, costituita a norma dello stesso articolo.
La Fondazione succede in tutti i rapporti attivi e passivi dell’Ente, ivi compresi quelli contenziosi, ad eccezione dei rapporti di lavoro relativi al personale impiegato nelle attività ospedaliere, e nelle situazioni debitorie e creditorie maturate dall’Ente fino alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Viene, altresì, precisato che l’Ente prosegue nei contratti di somministrazione di beni e servizi connessi all’esercizio dell’attività dei due presìdi ospedalieri, mentre sono trasferite alla Fondazione le obbligazioni pecuniarie sorte dagli stessi contratti per le prestazioni e le forniture eseguite prima della data di entrata in vigore del presente provvedimento.
L’amministrazione del patrimonio, e cioè dei beni mobili ed immobili così trasferiti, costituisce lo scopo della Fondazione che dovrà provvedere, da un lato, alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio culturale e, dall’altro, al risanamento del dissesto finanziario in cui attualmente versa l’Ordine Mauriziano, anche attraverso la dismissione dei beni facenti parte del patrimonio disponibile; tali impegni sono comunque svolti nel rispetto delle norme dettate dal Codice dei beni culturali, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
La Fondazione inoltre partecipa ad altra Fondazione che sarà costituita per la valorizzazione del patrimonio culturale di pertinenza sabauda esistente nella regione Piemonte, indicando, a tale fine, in una allegata tabella, i beni di particolare importanza storica-artistica che saranno conferiti in uso alla Fondazione Mauriziana per la stessa partecipazione. Infine, viene conservata allo Stato una funzione di «vigilanza» sulla prima Fondazione, demandando ad un decreto del Ministro dell’interno, da adottarsi con il concerto dei Ministri dell’economia e delle finanze e per i beni e le attività culturali, l’approvazione del relativo statuto.
L’articolo 3, in analogia a quanto già disposto dall’articolo 2, commi 2 e seguenti, del decreto-legge 1º ottobre 1999, n. 341, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 1999, n. 453 (disposizioni urgenti per l’Azienda Policlinico «Umberto I» e per l’Azienda «S. Andrea di Roma»), e dall’articolo 248 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, appresta una serie di misure straordinarie ed urgenti necessarie a consentire la piena ed efficace realizzazione delle finalità che il provvedimento intende raggiungere.
Si prevede, pertanto, che per un periodo di ventiquattro mesi (cioè, per il periodo di tempo occorrente ad addivenire all’incasso del contributo straordinario da parte della regione Piemonte e alla vendita dei beni patrimoniali disponibili trasferiti alla Fondazione, con un ricavato presunto di 240 milioni realizzabile in un periodo di cinque anni) siano sospese le azioni esecutive nei confronti della Fondazione stessa per debiti già contratti dall’Ordine Mauriziano e viene, altresì, sospeso il decorso degli interessi moratori sui debiti insoluti alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Con ulteriori disposizioni è stata, inoltre, attribuita al legale rappresentante della Fondazione la possibilità di definire transattivamente le pretese creditorie, con determinazione delle percentuali di pagamento e dei tempi di liquidazione. A garanzia dei creditori e per assicurare stabilità e certezza all’entità della massa passiva, è previsto che i creditori esclusi possano proporre ricorso al Ministero dell’interno alla cui vigilanza era sottoposto l’Ordine Mauriziano a norma dell’articolo 2 della citata legge n. 1596 del 1962.
Infine, con norma transitoria, per evitare un infruttuoso decorso del tempo, si prevede che, in attesa dell’adozione dello statuto della Fondazione e dell’insediamento dei relativi organi ordinari le funzioni attribuite al rappresentante legale della Fondazione siano esercitate da un Commissario straordinario appositamente nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

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Analisi tecnico-normativa

Il presente decreto-legge intende garantire la sopravvivenza dell’Ente Ordine Mauriziano, di seguito denominato «Ente», al quale resta la titolarità dei presìdi ospedalieri Umberto I di Torino ed Istituto per la ricerca e la cura del cancro (IRCC) di Candiolo (TO); successivamente la regione Piemonte ne disciplinerà, con apposita legge la natura giuridica e l’integrazione nel rispetto ordinamento sanitario.

La restante parte del patrimonio immobiliare e mobiliare è trasferita alla Fondazione Mauriziana, costituita con il presente decreto, con il compito di gestire tale patrimonio, garantendone la conservazione e la valorizzazione dei beni di interesse culturale e nel contempo l’utilizzo volto al risanamento economico dell’Ente; viene comunque assicurato il rispetto delle disposizioni previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Per il risanamento finanziario dell’Ente, il decreto-legge apporta, altresì, una serie di misure economiche urgenti, necessarie ad evitare il rischio di un irreparabile pregiudizio anche alla prosecuzione dell’attività sanitaria di ricovero e cura già esercitato dall’Ente.
A tale fine il provvedimento apporta, altresì, una serie di misure economiche urgenti, necessarie ad evitare il rischio di un irreparabile pregiudizio anche alla prosecuzione dell’attività sanitaria di ricovero e cura già esercitate dall’Ente.
Il presente decreto-legge è adottato in conformità al disposto contenuto nella XIV disposizione transitoria della Costituzione ed è aderente ai principi di cui all’articolo 117 della Costituzione, che include la tutela della salute tra le materie di legislazione concorrente.
Il provvedimento non si pone in contrasto con alcuna normativa comunitaria ed è stato adottato in conformità a quanto già previsto dal decreto-legge 1º ottobre 1999, n. 341, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 1999, n. 453, e dall’articolo 248 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.






http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=121894


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