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Senato - seduta del 15 dicembre 2004 (Finanziaria - intervento del sen. D'Andrea)
2004-12-15

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA
714a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MERCOLED 15 DICEMBRE 2004
(Pomeridiana)
_________________
Presidenza del presidente PERA,
indi del vice presidente FISICHELLA
e del vice presidente MORO
Seguito della discussione del disegno di legge:
(3223) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005) (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento)
Seguito della discussione della questione di fiducia


*D'ANDREA (Mar-DL-U). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori rappresentanti del Governo, in corso la discussione generale su un maxiemendamento presentato alla legge finanziaria, per la verit interamente sostitutivo del disegno di legge stesso, sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.
un maxiemendamento formato da quasi 600 commi, molto spesso di difficilissima lettura, e anche in questo caso, salvo qualche limitatissima correzione o integrazione positiva - mi riferisco agli stanziamenti per il terremoto del 1980, che inopinatamente erano stati esclusi dallelenco delle calamit nel quale pi volte tornano le evocazioni dei recenti eventi sismici pur meritevoli di intervento, rispetto al quale peraltro stata prevista direttamente in legge una quota di ripartizione non pienamente convincente tra le Regioni interessate, o ad alcune misure per gli ammortizzatori sociali, di cui prima ha parlato a lungo il collega Montagnino o ancora a qualche limitatissimo intervento per la spesa sanitaria - non si di fronte ad un miglioramento del testo precedente, ma ad un ulteriore peggioramento oltre ogni pessimistica previsione.
stato persino cancellato un emendamento dellUDC che prevedeva listituzione di una Commissione di monitoraggio sugli andamenti della finanza pubblica, approvato in Commissione bilancio, evidentemente solo per continuare a "manovrare" indisturbati.
Si passati, signor Ministro per i rapporti con il Parlamento, dalla finanza creativa alla finanza illusoria, alimentata da abili giochi di prestigio, per non dire la verit agli italiani e per eludere i controlli europei ed internazionali ed provocatorio che lei abbia indicato tra le ragioni del ricorso al voto di fiducia il numero eccessivo degli emendamenti dellopposizione.
GIOVANARDI, ministro per i rapporti con il Parlamento. Ho parlato degli emendamenti in generale.
D'ANDREA (Mar-DL-U). Qualche collega della maggioranza lo ha pappagallescamente ripetuto in questAula, ma non ci credete neanche voi. una bugia troppo grande per trovare credito. Ci si sforzati come opposizione di proporre un disegno alternativo per il contenimento della spesa pubblica e per linversione della tendenza negativa delleconomia nazionale. Si rimanda da questo punto di vista alla relazione di minoranza presentata dal senatore Giaretta.
Non avete voluto prestarci ascolto. Non avete voluto neanche accogliere la priorit per i siti UNESCO per la redazione dei programmi di cui ai nuovi commi 30 e 31; a questo proposito scomparsa persino ogni concertazione con il sempre pi silente Ministro dei beni e delle attivit culturali, forse consapevole dellesproprio formale e sostanziale, delle competenze e del patrimonio, che sta progressivamente subendo.
Abbiamo apprezzato di pi il sottosegretario Vegas che, in Commissione, obbligando la maggioranza a ritirare gli emendamenti, ha onestamente ammesso che lobiettivo di fondo era di difendere una manovra difficile, nelle condizioni di bilancio date, dallassalto alla diligenza di fine anno.
In ogni caso, la scelta di porre la fiducia certamente lespressione del disagio di una maggioranza che alla Camera andata sotto addirittura sulla quantificazione del saldo netto, per essere poi costretta ad approvare una finanziaria che ancora non esisteva; e ora in Senato viene partorito un simulacro di manovra, impacchettato tra inibizioni o sterilizzazioni dellattivit emendativa della Commissione bilancio e paternalistiche assicurazioni da parte del Governo di provvedere con il maxiemendamento, senza peraltro - basta verificare il testo attentamente - superare o almeno ridurre le contraddizioni tra i tagli di spesa e le previsioni di nuovi stanziamenti, che talvolta sembrano ispirati da una vera e propria schizofrenia contabile.
Cos il clamore con il quale viene annunciata lassunzione di 2.500 appartenenti alle forze dellordine fa il paio con il taglio nelle spese di funzionamento delle stesse, rilevato gi ieri dal senatore Giaretta. Oppure lennesimo blocco delle assunzioni per gli enti di ricerca, con tanti saluti anche per i concorsi gi espletati, si aggiunge al taglio degli organici, salvo poi prevedere - chiss perch, francamente non labbiamo capito - il finanziamento dellattivit di un osservatorio per landamento creditizio nel Mezzogiorno, inopinatamente incardinato nellambito del CNR, fatte salve le competenze e le professionalit che il CNR esprime ed sicuramente in grado di garantire.
Nel caso degli enti locali, si tagliano impietosamente i trasferimenti, si inibiscono le nuove assunzioni e si limita al massimo il turnover, salvo poi autorizzare la prosecuzione dei contratti a tempo determinato, per precarizzare ulteriormente il lavoro nella pubblica amministrazione.
Abbiamo svolto questa discussione, signor Presidente, nella quasi totale assenza dei colleghi della maggioranza, inclusi il relatore e il Presidente della Commissione bilancio. Mi si opporr che costoro non erano tenuti formalmente ad essere presenti; su questo ho qualche dubbio; ma non largomento della mia riflessione. Ritengo comunque che il Presidente della Commissione bilancio e il relatore della manovra sulla quale ci accingiamo ad esprimere il giudizio ultimo dovrebbero essere sempre interessati almeno ad ascoltare e a confrontarsi. Ma capisco il loro imbarazzo: hanno voluto evitare il rimorso. Ma allora dovrebbero tapparsi gli occhi e le orecchie, non dovrebbero pi ascoltare la radio o guardare la televisione, non dovrebbero pi leggere i giornali, perch, attraverso quei pur limitati spazi di informazione, da ogni parte, si levano critiche di fondo e radicali allattivit del Governo in materia finanziaria e di sviluppo, che oggi noi possiamo solo rilanciare in questa sede, senza necessit di amplificarle ulteriormente, perch risultano gi espresse in maniera molto netta.
I colleghi della maggioranza parteciperanno disciplinatamente a un voto di fiducia che serve a salvare la loro coscienza. Potranno dire infatti che avrebbero voluto emendare ma stata messa la fiducia. Potranno dirlo ai loro elettori, a quelli che si sarebbero aspettati pi attenzione per la spesa sociale o per lattivit di sostegno alle imprese, per gli enti locali, per la ricerca o per luniversit. Voteranno una manovra che non supera neanche i rilievi critici che allinizio di ottobre furono sollevati allinterno della stessa maggioranza, anche con la pantomima delle minacce di dimissioni di qualche Ministro o Vice ministro (di cui non abbiamo pi trovato traccia nei giorni successivi), o della presa di distanza di questa o di quella forza, evidentemente ispirata piuttosto dalla necessit di aprire un altro tipo di trattativa che di ottenere significative modifiche nella politica economica del Governo. In effetti, compensazioni e aggiustamenti sono intervenuti pi sul piano degli assetti di Governo, che su quello pi nobile delle scelte del Governo.
Per la verit, manca ancora qualche zolletta di zucchero, che sar distribuita ai recalcitranti: una manciata di nuovi Sottosegretari che, come una sorta di premio per i pi buoni, verr posta sotto lalbero di Natale, in luogo della cenere e del carbone delle elezioni anticipate, minacciate qualche settimana fa dal presidente Berlusconi se non fossero cessate le resistenze al taglio delle tasse.
Ma sotto lalbero i pacchi dono ci saranno solo per loro, non per il Paese. Lanno che verr, per la stragrande maggioranza degli italiani, sar pi amaro di quello che si sta concludendo. I prezzi continueranno a salire, le tariffe a crescere, i salari reali a diminuire. Il disavanzo continuer a sfuggire al nostro controllo, lo sviluppo continuer a stagnare e forse ad arretrare.
Continueremo ad essere il fanalino di coda quanto a crescita dei 25 Stati dellUnione Europea. Il presente non offrir nessun motivo di conforto e per il futuro sar pure peggio, come non mai avvenuto finora. Laspettativa di una migliore condizione di vita da parte delle generazioni successive, una costante fino ad oggi dal dopoguerra, si bruscamente interrotta.
La fondata speranza si trasformata prima in una pallida illusione ed ora in un evidente miraggio, destinato a dissolversi mano a mano che ci si avviciner alla meta. questo laspetto pi preoccupante, signor Presidente. State rubando il futuro al Paese, con la miope adesione allidea della riduzione delle entrate. Attraverso la riduzione della progressivit della tassazione state precludendo la strada alla riqualificazione della spesa in direzione degli investimenti, soprattutto in ricerca ed innovazione, sul capitale umano, a sostegno delle purtroppo timide prospettive di rilancio dello sviluppo e delle ancora non del tutto espresse potenzialit di un Mezzogiorno che progressivamente stato defraudato di tutte le misure di sostegno aggiuntivo e differenziato e che stato cos ostacolato nel suo attivo concorso alla crescita del Paese, come aveva cominciato a fare, negli ultimi sei anni grazie alle misure introdotte alla fine della legislatura trascorsa. Un Mezzogiorno che viene esposto ora, improvvidamente, alla tempesta di una nuova geografia economica profondamente cambiata, di fronte alla quale il Governo annaspa e balbetta, tra aperture eccessive ai mercati e proposte di antistorici dazi doganali che danneggerebbero peraltro gi le nostre aziende che esportano ed investono altrove, pi che proteggerci dalle importazioni. Di tuttaltra apertura dette prova qualche secolo fa persino la Repubblica Serenissima - lo ricordo ai colleghi della Lega - che seppe accettare e vincere la sfida dei nuovi mercati.
Basterebbe invece, signor Presidente, come avevamo proposto per esempio con emendamenti per il distretto del salotto dellarea murgiana appulo-lucana e cominciato a fare con il settore tessile e quello automobilistico, predisporre strumenti per sollevare la crisi ed iniziative per rilanciare la competitivit; una parola questa scomparsa dal vocabolario governativo, pur in presenza di protocolli e patti sottoscritti a pi riprese tra organizzazioni imprenditoriali e sindacati nel passivo imbarazzo del Governo. la denuncia espressa ancora ieri da Montezemolo, rispetto alla quale certo non rappresenta una consolazione ribattere, come hanno fatto alcuni esponenti del Governo, che i mali vengono da lontano. cos. Ma quello che assurdo aver bloccato la strategia di intervento avviata nella passata legislatura e di averla sostituita con un acritico ed irresponsabile affidarsi esclusivo alle forze del mercato. Invece, come ha chiesto il vice presidente della Confindustria Pistorio, ci vuole una strategia decennale, ambiziosa e impegnativa, nella quale mobilitare tutte le energie del Paese. Ma pensiamo davvero di farlo cos, con questa che di fatto lultima finanziaria della legislatura? Siamo molto al di sotto delle promesse elettorali del 2001 - questo a noi potrebbe importare poco - ma soprattutto molto al di sotto delle necessit del Paese - e questo ci importa molto di pi - dellUnione Europea, di cui dovremo tornare a far parte da protagonisti, e del futuro che abbiamo il dovere di costruire per il bene dei nostri figli. (Applausi dai Gruppi DS-U, Verdi-U e Mar-DL-U. Congratulazioni).



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