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Commissione VII - Resoconto del 22/12/ 2004: Salvaguardia del patrimonio culturale ebraico
2004-12-22



SEDE REFERENTE
Mercoled 22 dicembre 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta comincia alle 14.35.

Sull'ordine dei lavori.

Ferdinando ADORNATO, presidente, propone un'inversione dell'ordine del giorno, nel senso di far precedere all'esame degli atti di governo quello degli altri punti previsti per la seduta odierna.

La Commissione concorda.

Salvaguardia del patrimonio culturale ebraico.
C. 4981 Di Teodoro.
(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione di un nuovo testo).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 28 settembre 2004.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rileva come, in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, sia emerso un generalizzato orientamento favorevole alla rapida approvazione del provvedimento in esame, anche ricorrendo alla sede legislativa. Esprime quindi l'auspicio che si possano tempestivamente realizzare le condizioni per il trasferimento di sede.

Ernesto MAGGI (AN), relatore, nel condividere gli auspici del presidente, propone di adottare, per il seguito dell'esame, un nuovo testo da lui elaborato. Tale testo si differenzia da quello iniziale unicamente nella parte relativa alla copertura degli oneri, che sono fatti gravare, nell'ambito del Fondo speciale di conto capitale, sull'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze, invece che su quello del Ministero per i beni e le attivit culturali, considerata l'esiguit delle risorse a disposizione di tale ultimo ministero.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione adotta il nuovo testo predisposto dal relatore (vedi allegato 1).

Ferdinando ADORNATO, presidente, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti a luned 27 dicembre 2004, alle ore 18.30.

La Commissione concorda.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che, ove entro il termine test stabilito non siano stati presentati emendamenti, il nuovo testo in esame sar trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva. Ci dovrebbe consentire l'acquisizione dei relativi pareri entro i primi venti giorni di gennaio e, auspicabilmente, il perfezionarsi dei requisiti per il trasferimento in sede legislativa e l'approvazione del provvedimento entro la fine dello stesso mese di gennaio.
Rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta, riservandosi di trasmettere alla Presidenza della Camera la richiesta di trasferimento in sede legislativa, non appena perfezionati i requisiti di cui all'articolo 92, comma 6, del Regolamento.
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Disposizioni in materia di testi scolastici e norme per la conservazione dei beni culturali. Contributo al Museo della Shoah.
C. 5310-ter Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione di un nuovo testo).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, il 15 dicembre 2004.

Antonio PALMIERI (FI), relatore, intende preliminarmente rivolgere i suoi auguri al deputato Chiaromonte, auspicandone il sollecito ritorno all'attivit parlamentare.

Ferdinando ADORNATO, presidente, si associa al deputato Palmieri nel formulare gli auspici di un sollecito ritorno del deputato Chiaromonte all'attivit parlamentare, testimoniando come l'intera Commissione avverta la sua mancanza ed esprimendo alta stima nei suoi confronti, in considerazione della sua competenza, della sua attitudine al dialogo, che prescinde da logiche di appartenenza politica, e del suo costante impegno per il bene delle istituzioni.
Ritiene doveroso sottolineare come le modalit con cui ella ha sempre svolto il suo lavoro parlamentare rappresentino un ottimo esempio, purtroppo non abbastanza frequente, di quello spirito di aperto e rispettoso confronto tra opinioni diverse la cui importanza per il bene del paese stata pi volte sottolineata con forza anche dal Capo dello Stato.

Il sottosegretario Valentina APREA si associa agli auguri e alle considerazioni del deputato Palmieri e del presidente.

Antonio PALMIERI (FI), relatore, passando al provvedimento all'ordine del giorno, propone di adottare, per il seguito dell'esame, un nuovo testo da lui elaborato.
Il testo, al di l dell'individuazione della necessaria copertura finanziaria per il contributo al Museo della Shoah, si caratterizza per il fatto di proporre la soppressione dell'articolo relativo ai libri scolastici on line. Rimarca al riguardo come lo svolgimento delle audizioni e il dibattito fin qui svolto abbiano fatto maturare la condivisa opinione che un intervento legislativo in tale ambito possa considerarsi sostanzialmente superfluo, considerato che la sua reale finalit - quella di favorire la diffusione nelle scuole di nuovi strumenti informatici, ad integrazione e non in sostituzione dei libri di testo tradizionali - pu essere efficacemente in via amministrativa: ricorda infatti, in tal senso, che sono gi stati siglati appositi accordi tra Ministero e editori volti alla sperimentazione relativa all'utilizzo degli strumenti informatici all'interno delle scuole, di cui previsto l'inizio dal 2005.

Si riserva peraltro, nel proporre la soppressione dell'articolo, di presentare nel seguito dell'esame un ordine del giorno che impegni il Governo a garantire la pi ampia applicazione di tale attivit sperimentale, stante il suo indubbio rilievo ai fini del miglioramento dell'offerta formativa scolastica.

Formula altres l'auspicio che la Commissione proceda, d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, ad apposite attivit di approfondimento e di monitoraggio in ordine all'utilizzo degli strumenti informatici, quali mezzi di supporto della didattica, da parte delle scuole italiane, e prospetta inoltre l'opportunit di svolgere un'indagine conoscitiva sul costo dei libri di testo, che permetta, acquisito un esaustivo panorama informativo, di contemperare le diverse esigenze in materia della comunit docente, degli studenti e delle famiglie, nonch dei soggetti imprenditoriali operanti nel settore.

Nel ribadire quindi che n la maggioranza n il Governo hanno mai ritenuto che i nuovi strumenti informatici possano sostituire o ridurre l'essenziale ruolo educativo e formativo svolto dai libri di testo tradizionali, ma piuttosto esprimono la convinzione che essi possano rappresentare un valido supporto all'apprendimento didattico e contribuire all'innalzamento del livello qualitativo della scuola italiana, esprime infine l'auspicio che sul nuovo testo da lui proposto si possa registrare un ampio consenso da parte di tutti i gruppi parlamentari, in modo da assicurare la sollecita approvazione delle altre norme contenute nel provvedimento, la cui importanza da tutti riconosciuta.

Ferdinando ADORNATO, presidente, assicura che sottoporr all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, la proposta di procedere allo svolgimento di un'indagine conoscitiva sui temi indicati dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione adotta il nuovo testo predisposto dal relatore (vedi allegato 2).

Ferdinando ADORNATO, presidente, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti a marted 18 gennaio 2005, alle ore 15.

La Commissione concorda.

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.45.
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RISOLUZIONI
Mercoled 22 dicembre 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta comincia alle 14.45.

7-00508 Garagnani: Valorizzazione della tradizione culturale italiana nelle scuole.
(Discussione e rinvio).

La Commissione inizia la discussione.

Fabio GARAGNANI (FI) illustrando la risoluzione in titolo, rileva come la giusta preoccupazione di favorire una reale integrazione degli immigrati nel nostro paese ponga il problema della salvaguardia delle tradizione culturale e della identit del popolo italiano. Ritiene che negli ultimi tempi si sia assistito nelle scuole di ogni ordine e grado ad un sostanziale venir meno di ogni riferimento alla tradizione giudaico-cristiana, in nome di un presunto rispetto per altre religioni presenti nel territorio nazionale.
Evidenzia quindi che la risoluzione in discussione ha l'obiettivo di ricordare che la storia del popolo italiano si rif in tutte le sue manifestazioni alla tradizione cristiana e che la scuola, come momento essenziale per la formazione dei cittadini, ha il dovere di ricordare questo dato essenziale, che non vuol dire mancanza di rispetto per i non cittadini bens rivendicazione del proprio passato.

Ritiene evidente che minoranze faziose politicamente ideologizzate stiano approfittando di questo momento di crisi della societ italiana ed europea per imporre una visione della societ che rischia di destabilizzarla dalle fondamenta.
Da questo punto di vista, a suo avviso, la vicenda dei presepi, alla ribalta in questi giorni, come in un passato recente le polemiche sui crocefissi, non sono che la punta dell'iceberg di una offensiva mirante ad espellere dall'ordinamento scolastico italiano ogni riferimento alla nostra tradizione culturale.


Il sottosegretario di Stato Valentina APREA, espressa piena condivisione in ordine ai contenuti della risoluzione in titolo, ritiene che l'avvio di una discussione su tali temi sia quanto mai opportuno, specie alla luce del dibattito in atto nel paese in ordine alle delicate problematiche afferenti la coesistenza e il rispetto delle diverse religioni all'interno delle scuole italiane.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.

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ATTI DEL GOVERNO
Mercoled 22 dicembre 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'universit e la ricerca Valentina Aprea.

La seduta inizia alle 14.50.

Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro.
Atto n. 439.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Emerenzio BARBIERI (UDC), relatore, ricorda preliminarmente che il provvedimento in esame il quarto decreto attuativo della riforma scolastica disposta dalla cosiddetta legge Moratti che giunge alle Camere, dopo i decreti legislativi n. 59 del 2004, sulla scuola dell'infanzia e il primo ciclo dell'istruzione, e n. 286 del 2004, sul servizio nazionale di valutazione, gi emanati, e lo schema di decreto concernente il diritto-dovere all'istruzione, attualmente all'esame della Commissione. Sono invece ancora in corso di elaborazione i provvedimenti sul secondo ciclo dell'istruzione e sulla formazione iniziale degli insegnanti.
Osserva che il provvedimento in esame interviene in materia di alternanza scuola-lavoro, dando attuazione dell'articolo 4 della n. 53 del 2003, che ha conferito al Governo una delega per disciplinare la possibilit di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro. Tale possibilit, secondo quanto previsto dalla legge delega, riguarda gli studenti di almeno quindici anni, e si realizza in collaborazione tra l'istituzione scolastica o formativa e le imprese, le rispettive associazioni di rappresentanza e le camere di commercio. Finalit specifica dell'intervento quella di assicurare agli studenti l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. La legge prevede inoltre che siano assicurate specifiche forme di riconoscimento dei compiti svolti dal docente incaricato dei rapporti con le imprese e del monitoraggio degli allievi che si avvalgono dell'alternanza scuola-lavoro.
Prima di passare all'illustrazione dell'articolato, ricorda che - nelle more della predisposizione del decreto - in sede di Conferenza unificata si definito un accordo per la realizzazione di una offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale, che anticipa in qualche modo l'alternanza scuola-lavoro di cui allo schema in esame. A tale accordo, che risale al giugno 2003, ne sono seguiti altri due nel 2004, che hanno definito gli standard formativi minimi relativi alle competenze di base e le modalit per la certificazione e il riconoscimento dei crediti formativi conseguiti.
Illustra quindi il contenuto degli undici articoli di cui il provvedimento si compone, rilevando in primo luogo che l'articolo 1 definisce il concetto di alternanza scuola-lavoro riprendendo quanto stabilito in proposito dal citato articolo 4 della legge n. 53. Accogliendo una proposta emersa in sede di Conferenza unificata, si prevede che la responsabilit del percorso spetta all'istituzione scolastica o formativa. Il percorso di alternanza scuola-lavoro, secondo quanto stabilito dal comma 2 del medesimo articolo 1, si realizza tramite apposite convenzioni con i soggetti privati sopra richiamati e non costituisce comunque rapporto individuale di lavoro. Il comma 3 esclude le scuole militari dall'applicazione del decreto.
L'articolo 2 individua le finalit dei percorsi di alternanza: attuazione di modalit di apprendimento flessibile; arricchimento della formazione con competenze spendibili nel mondo del lavoro; valorizzazione delle vocazioni individuali; rafforzamento dell'interazione tra le istituzioni scolastiche e formative, il mondo del lavoro e il territorio.
L'articolo 3 disciplina dettagliatamente le modalit di realizzazione dei percorsi: si prevede che le istituzioni scolastiche stipulino convenzioni con i soggetti disponibili ad accogliere i giovani nelle proprie strutture, nei limiti delle risorse finanziarie assegnate a tal fine. Le convenzioni regolano anche la tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti (comma 4). La definizione dei criteri generali cui le convenzioni devono fare riferimento rinviata a un successivo decreto ministeriale, adottato d'intesa con la Conferenza unificata e sulla base delle indicazioni di un apposito Comitato per lo sviluppo, il monitoraggio e la valutazione del sistema di alternanza (che, secondo la relazione tecnico-finanziaria, si dovrebbe riunire 5 volte all'anno ed essere composto da 25 unit in rappresentanza di regioni, parti sociali, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche coinvolte e da qualificati esperti del settore). Con le medesime modalit sono definiti anche le risorse finanziarie, i requisiti dei soggetti interessati e il modello di certificazione per la spendibilit a livello nazionale delle competenze e per il riconoscimento dei crediti.
L'articolo 4 detta norme sull'organizzazione didattica, prevedendo l'alternanza tra periodi di formazione in aula e periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro. Le esperienze di lavoro possono avvenire anche in imprese simulate, che le istituzioni scolastiche progettano e attuano nell'ambito delle convenzioni. Si specifica che le esperienze lavorative possono essere svolte anche in periodi diversi da quelli fissati dal calendario delle lezioni e fanno parte integrante dei percorsi formativi personalizzati. Nella loro realizzazione, si devono seguire criteri di gradualit e tenere adeguatamente conto degli obiettivi formativi delle istituzioni di riferimento (commi da 2 a 4). espressamente previsto (comma 5) che le esperienze lavorative per i soggetti disabili devono promuoverne l'autonomia e l'inserimento nel mondo del lavoro.
L'articolo 5 detta norme sulla funzione tutoriale, prevedendo le figure del docente tutor, interno all'istituzione scolastica, e del tutor esterno. I tutors sono responsabili della promozione delle competenze degli studenti e del raccordo tra istituzione, mondo del lavoro e territorio. L'articolo rinvia alla contrattazione collettiva la quantificazione di uno specifico compenso aggiuntivo da attribuire al tutor interno, in attuazione di quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 4 della legge-delega, cui si sopra accennato.
L'articolo 6 detta norme su valutazione, certificazione e riconoscimento dei crediti relativi alle competenze acquisite nei periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, mentre l'articolo 7 disciplina la possibilit di realizzare percorsi integrati tra le istituzioni scolastiche e le istituzioni scolastiche e formative del sistema dell'istruzione e formazione professionale (si ricorda che analoga possibilit gi prevista dall'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 257 del 2000, attuativo dell'articolo 68 della legge n. 144 del 1999, che prevede che le istituzioni scolastiche possano realizzare percorsi formativi integrati in convenzione con agenzie di formazione professionale o con altri soggetti idonei, pubblici e privati).
L'articolo 8 reca una norma di salvaguardia delle competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, mentre l'articolo 9 destina 10 milioni di euro per l'anno 2004 e 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2005, a valere sul Fondo per l'offerta formativa, alla realizzazione degli interventi del decreto. Secondo la relazione tecnico-finanziaria, tali risorse consentiranno l'attivazione di 2.272 corsi l'anno. Ulteriori risorse saranno poi destinate alle finalit del decreto dalle regioni, in attuazione dell'articolo 68 della legge n. 144 del 1999 (relativo all'obbligo di frequenza di attivit formative fino al diciottesimo anno di et), ed eventualmente dal Ministero per le attivit produttive, secondo quanto disposto in attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettera b), della legge n. 53 (che prevede appositi incentivi alle imprese) ovvero da altri enti pubblici e privati, compresa l'Unione europea.
Il coordinamento delle competenze dei soggetti interessati e lo svolgimento di attivit di interesse comune realizzato attraverso accordi da stipulare in sede di Conferenza unificata (articolo 10). Infine, l'articolo 11, prevede che, fino all'emanazione dei decreti di cui all'articolo 3, i percorsi in alternanza si attuino secondo la disciplina vigente - quella in materia di tirocini pratici e stage prevista dall'articolo 18 della legge n. 196 del 1997 ed attuata con il decreto ministeriale 25 marzo 1998, n. 142.
Segnala quindi, per quanto attiene alla procedura che ha condotto all'adozione dello schema in esame, che su di esso non stata raggiunta la prescritta intesa in sede di Conferenza unificata. Rileva che, come gi avvenuto per lo schema sul diritto-dovere all'istruzione, le regioni e gli enti locali hanno espresso riserve, pi che sulla formulazione testuale delle norme in esame, sulla quantificazione delle risorse destinate all'attuazione del provvedimento e, pi in generale, sul quadro finanziario in cui esso si inserisce: in sede di Conferenza unificata stato infatti richiesto un approfondimento sul piano programmatico degli interventi finanziari e formalizzata la non condivisione della quantificazione degli oneri operata dalla relazione tecnica. Evidenzia quindi che il Governo - considerata l'essenziale importanza del provvedimento ai fini della riforma della scuola - ha ritenuto necessario avvalersi della facolt riconosciutagli dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo n. 281 del 1997 e procedere comunque alla deliberazione dello schema ed alla sua trasmissione alle Camere, nonostante la mancata intesa. In relazione alle obiezioni delle regioni, il Ministero ha rilevato che il piano programmatico rappresenta un intervento volto a sostenere il quadro complessivo della riforma e non pu quindi condizionare l'emanazione dei singoli decreti, e che comunque sono individuate risorse sufficienti all'attuazione del provvedimento.

Nel riservarsi la successiva valutazione di ulteriori profili problematici che dovessero emergere nel corso delle audizioni informali, gi programmate in sede di Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, e del dibattito in Commissione, ritiene necessario segnalare due aspetti che appaiono comunque meritevoli di particolare attenzione.
Il primo quello delle risorse finanziarie.

Al proposito, rileva che, come segnalato, l'articolo 9 individua risorse - peraltro, forse un po' esigue - a valere sul Fondo dell'offerta formativa, con una scelta che appare da valutare sia nel merito, sia dal punto di vista della sua correttezza formale.

Su questo secondo piano, ricorda infatti che la legge n. 440 del 1997 prevede una procedura specifica e flessibile per la quantificazione annuale delle risorse da destinare a ciascuna delle finalit da essa previste. La predeterminazione con legge della destinazione delle risorse relative agli anni successivi al 2004 sembra irrigidire le modalit di attuazione della legge n. 440, ponendosi forse in contrasto anche con la disciplina di contabilit (ma su questo aspetto si pronuncer pi specificamente la Commissione bilancio). Quanto al merito, sottolinea l'esigenza di un chiarimento in ordine alla scelta di utilizzare il Fondo per l'offerta formativa invece delle risorse previste dalla legge finanziaria per l'attuazione della riforma scolastica, anche in rapporto alla discrasia che si registra tra la relazione illustrativa del provvedimento, che richiama gli stanziamenti previsti nella legge finanziaria per l'attuazione della riforma, e il testo, che fa invece riferimento al Fondo per l'offerta formativa.

Il secondo aspetto su cui ritiene necessario un chiarimento quello dei decreti ministeriali previsti dall'articolo 3, decreti di primaria importanza, dato che sono chiamati a definire i criteri per la stipula delle convenzioni, ad assegnare le risorse finanziarie e a individuare i requisiti dei soggetti interessati ad ospitare i giovani nei percorsi di alternanza. Al proposito, ritiene da verificare l'adeguatezza e la validit di tale strumento normativo rispetto al riparto di competenza tra Stato e regioni definito dal nuovo Titolo V della Costituzione, soprattutto in relazione all'incidenza della disciplina in esame sulla materia della formazione professionale (di competenza esclusiva delle regioni, e quindi di per s sottratta ad interventi normativi di livello regolamentare dello Stato).
Vero che l'adozione dei decreti dovr avvenire d'intesa con la Conferenza unificata. Tuttavia, ritiene necessario valutare con particolare attenzione le indicazioni delle regioni e degli enti locali su questo punto, considerata la delicatezza della questione e l'esigenza di evitare che si creino controverse sovrapposizioni con le competenze costituzionalmente riconosciute alle regioni, anche considerate le innovazioni che dovrebbero essere introdotte dalla riforma costituzionale all'esame del Parlamento, come pure l'esigenza di evitare frizioni con le regioni, anche in relazione alla ormai prossima scadenza elettorale.
Si riserva quindi di formulare una proposta di parere alla luce di quanto emerger nel corso delle audizioni informali e del dibattito in Commissione.

Ferdinando ADORNATO, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.
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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Predisposizione del programma dei lavori per il periodo gennaio-marzo 2005 e del calendario dei lavori per il periodo dal 10 al 28 gennaio 2005.

L'ufficio di presidenza si riunito dalle 15 alle 15.05.

www.camera.it


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