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PROGETTO DI LEGGE - N. 153 - VIII Commissione - Seguito dell'esame e rinvio
2004-09-22

Governo del territorio.

Testo unificato C. 153 Bossi, C. 442 Vigni, C. 677 Martinat, C. 1065 Pecoraro Scanio, C. 3627 Mantini, C. 3810 Sandri, C. 3860 Lupi, C. 4707 Vendola.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 21 luglio 2004.

Pietro ARMANI, presidente, avverte che la Commissione passerà oggi all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 3 del testo unificato delle proposte di legge in titolo (vedi allegato 2).

Tino IANNUZZI (MARGH-U), intervenendo sulle modalità di svolgimento dei lavori della Commissione, segnala l'opportunità di anticipare l'esame dello schema di decreto di ripartizione del fondo per gli investimenti per la difesa del suolo e la tutela ambientale, previsto al successivo punto all'ordine del giorno, al fine di consentire ai deputati della Commissione di disporre del tempo necessario ad esporre le proprie posizioni sul merito di un provvedimento di tale rilevanza.

Maurizio Enzo LUPI (FI), relatore, con riferimento alla richiesta avanzata dal deputato Iannuzzi, osserva che, considerata la lunga sospensione dell'esame del provvedimento a causa della pausa estiva, la Commissione dovrebbe, invece, più opportunamente iniziare in modo spedito con la discussione degli emendamenti presentati al testo unificato. In particolare, propone che la discussione abbia inizio con l'esame dell'articolo 3, anche in considerazione dei problemi di minore rilievo posti da questa ultima disposizione.

Pietro ARMANI (AN), presidente, alla luce delle considerazioni svolte, ritiene che la Commissione possa proseguire i propri lavori in base all'ordine del giorno già fissato, assicurando comunque tempi adeguati alla trattazione del successivo punto previsto in calendario.

La Commissione prende atto.

Alfredo SANDRI (DS-U), intervenendo per una ulteriore questione di carattere preliminare, sottopone all'attenzione della Commissione l'ipotesi di sospendere, almeno per il momento, l'esame del provvedimento sul governo del territorio, in considerazione del fatto che la Camera dei deputati sta discutendo una riforma costituzionale che produrrà un impatto immediato sulle materie affrontate dal provvedimento in esame e, in particolare, dall'articolo 3, che concerne gli interventi speciali dello Stato. Segnala inoltre che il Governo ha annunciato pubblicamente l'imminente predisposizione di un provvedimento, la cosiddetta «legge obiettivo per le città», che dovrebbe essere presentato alle Camere come collegato alla prossima legge finanziaria. In base alle informazioni apparse sugli organi di stampa, tale intervento normativo non è finalizzato ad allocare le risorse a favore di programmi precedentemente avviati, ma individua risorse e procedure innovative, destinate a programmi speciali per una riqualificazione complessiva in ambito urbano. Il nuovo provvedimento, dunque, non solo riguarderà il procedimento amministrativo, ma avrà ripercussioni sull'intera politica urbanistica.
Per tutte le ragioni esposte, ritiene pertanto consigliabile la sospensione dell'esame del testo unificato, affinché la Commissione non lavori su un provvedimento destinato ad essere superato a breve con l'approvazione della legge finanziaria. In generale, sottolinea l'importanza che la Commissione disponga di un quadro di certezze completo in ordine a tutti gli elementi utili a valutare il merito del provvedimento, anche in considerazione del fatto che le modifiche apportate all'articolo 1, relativo alla definizione di governo del territorio, hanno drasticamente ridotto l'impatto del provvedimento, limitandolo all'ambito dell'urbanistica. Qualora tale richiesta non fosse accolta, preannuncia la possibile decisione, da parte dei gruppi di opposizione, di non partecipare alle ulteriori sedute dedicate all'esame del testo unificato delle proposte di legge in titolo.

Maurizio Enzo LUPI (FI), relatore, pur comprendendo le considerazioni svolte dal deputato Sandri, auspica che i gruppi di opposizione non modifichino il proprio orientamento circa la necessità che il Parlamento assicuri al Paese una legge-quadro sul governo del territorio, finalità che è largamente condivisa e richiesta dalle stesse regioni, dalla società civile e da tutti gli operatori interessati. Per quanto riguarda il raccordo tra la discussione, attualmente in corso in Assemblea, sulla riforma costituzionale e il provvedimento all'esame della Commissione, sottolinea che la definizione di governo del territorio, quale formulata nell'articolo 1, svolge una funzione di connessione tra varie competenze. Ribadisce dunque l'intenzione della maggioranza di procedere speditamente con l'esame del testo unificato e fa presente che non sussistono interferenze con il lavoro che sta portando avanti il Governo, con il quale peraltro sussiste un proficuo rapporto di collaborazione. Rileva infine che il provvedimento in esame rappresenta una legge di principi e non può ledere in alcun modo le competenze del Governo ad intervenire sugli stessi temi con ulteriori e più immediati strumenti.

Il Viceministro Ugo MARTINAT concorda con quanto esposto dal relatore in ordine alla necessità di proseguire celermente nell'esame del provvedimento. Per quanto riguarda l'intervento del deputato Sandri, rileva altresì che sembrerebbe potersi desumere un orientamento favorevole dei gruppi di opposizione nei confronti della cosiddetta «legge obiettivo per le città», come d'altra parte risulterebbe anche da recenti dichiarazioni rilasciate a favore del prospettato intervento normativo dal Sindaco di Roma, oltre che da altri sindaci vicini alla minoranza parlamentare. Al riguardo osserva che, qualora i deputati dell'opposizione non dovessero concordare con tale giudizio positivo, si potrebbe segnalare uno scollamento tra il Parlamento ed i rappresentanti degli enti locali. Ribadisce infine che il testo unificato sul governo del territorio costituisce una legge-quadro di grande rilievo, che non inciderà su altri provvedimenti attinenti a materie analoghe.

Tino IANNUZZI (MARGH-U) ricorda che la Commissione nella seduta di oggi è chiamata ad approfondire i contenuti dell'articolo 3 del testo unificato, che contiene una norma di principio finalizzata ad attribuire allo Stato il compito di disporre interventi speciali sulla materia del governo del territorio, in relazione ad obiettivi precisi e concreti. L'intervento del deputato Sandri pone dunque una questione di merito, avente un risvolto politico rilevante in previsione di un provvedimento finalizzato all'obiettivo, peraltro pienamente condivisibile, di una politica di rilancio delle città. Per questo motivo, è essenziale poter apprendere dal rappresentante del Governo i contenuti specifici di tale provvedimento, sia per quanto riguarda la misure normative, che per quel che concerne le misure fiscali. Si tratta infatti di un tipo di comunicazione che investe la correttezza dei rapporti istituzionali tra Parlamento e Governo.

Mauro CHIANALE (DS-U) ribadisce che la posizione del suo gruppo si limita a cercare di scongiurare il protrarsi di un dibattito improduttivo e sterile sulla materia oggetto del provvedimento. Infatti, ritiene che non sia necessario procedere



alla stesura di una legge-quadro, se comunque la discussione deve essere limitata alla definizione di aspetti rientranti nella programmazione urbanistica, restando escluso l'intero oggetto trattato dal codice dei beni culturali. Fa presente che, in caso contrario, si rischia una collisione con quanto la cosiddetta «legge obiettivo per le città» provvederà a introdurre o modificare rispetto alle scelte adottate in questa sede.

Fabrizio VIGNI (DS-U), intervenendo per un chiarimento sulle dichiarazioni formulate dal relatore e dal Viceministro Martinat, sottolinea che i gruppi di opposizione non hanno in alcun modo modificato il proprio convincimento sulla necessità di predisporre una legge di principi sul governo del territorio. Il provvedimento al quale, però, la Commissione sta lavorando, non introduce, a suo avviso, norme per il governo del territorio, né lo riguarda in modo diretto.
Sottolinea inoltre che un ulteriore punto di fondo è che il Governo ha annunciato un disegno di legge autonomo, da collegare alla legge finanziaria, per il rilancio delle città. Premessa dunque la piena condivisione in ordine a questo obiettivo, fa presente che mancano gli elementi per poter giudicare il merito di tale provvedimento, ancora non disponibile e sul quale il Viceministro Martinat dovrebbe essere in grado di fornire ulteriori elementi chiarificatori. A questo punto, infatti, diventa imprescindibile comprendere se la prospettata iniziativa legislativa intaccherà in tutto o in parte il testo unificato delle proposte di legge sul governo del territorio.

Pietro ARMANI (AN), presidente, nel ribadire la necessità che la Commissione prosegua nell'esame del provvedimento in titolo, avverte che si passerà ora all'acquisizione dei pareri da parte del relatore e del Governo e che, in tale sede, il Viceministro Martinat potrà valutare l'opportunità di replicare alle questioni poste dai deputati sinora intervenuti.

Maurizio Enzo LUPI (FI), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Iannuzzi 3.6 e sull'emendamento Parolo 3.5, a condizione che sia riformulato nel senso di prevedere, dopo le parole «calamità naturali», l'inserimento delle parole «e la riqualificazione ambientale dei territori danneggiati». Invita quindi al ritiro degli emendamenti Verro 3.2 e 3.3 e Antonio Barbieri 3.1. Esprime infine parere contrario sull'emendamento Lion 3.4 e sull'articolo aggiuntivo Sandri 3.01.

Il Viceministro Ugo MARTINAT esprime parere conforme a quello del relatore. Precisa altresì di voler cogliere l'occasione dell'esame degli emendamenti presentati all'articolo 3, per confermare che l'iniziativa legislativa allo studio degli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non sarà in contrasto con il provvedimento all'esame della Commissione, la quale potrà valutare il testo della proposta non appena esso verrà elaborato e trasmesso alle Camere.

Alfredo SANDRI (DS-U), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento Iannuzzi 3.6, osserva che un reale interesse del relatore ad un'ampia convergenza sul provvedimento dovrebbe comportare la piena disponibilità a fornire ogni utile elemento conoscitivo, prima che la Commissione proceda alla votazione della disposizione sugli interventi speciali dello Stato. Tale esigenza risulta ancora più pressante, se si considera che la «legge obiettivo» ha modificato in modo sostanziale la normativa vigente. In particolare, ritiene che il Governo dovrebbe quanto meno chiarire se la prospettata «legge obiettivo per le città» andrà ad incidere sulla impostazione del rapporto tra settore pubblico e settore privato.

La Commissione approva quindi l'emendamento Iannuzzi 3.6.

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del deputato Verro; si intende che abbia rinunciato al proprio emendamento 3.2.

Tino IANNUZZI (MARGH-U), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento Lion 3.4, sottolinea che occorre la massima chiarezza ogni qual volta sussista la competenza dello Stato a promuovere la perequazione degli squilibri territoriali. Ribadisce quindi l'importanza del profilo del dissesto idrogeologico, rilevando a tal fine con soddisfazione come la Commissione abbia approvato all'unanimità il suo emendamento 3.6.

Mauro CHIANALE (DS-U) sottolinea la rilevanza delle questioni poste dall'emendamento Lion 3.4, che rendono peraltro più urgente un chiarimento da parte del Viceministro Martinat in ordine all'iniziativa legislativa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti più volte richiamata.

La Commissione respinge quindi l'emendamento Lion 3.4.

Ugo PAROLO (LNFP) accoglie la proposta di riformulazione del proprio emendamento 3.5, come prospettata dal relatore (vedi allegato 2).

La Commissione approva l'emendamento Parolo 3.5 (nuova formulazione).

Pietro ARMANI, presidente, constata l'assenza del deputato Verro; si intende che abbia rinunciato al proprio emendamento 3.3.

Antonio BARBIERI (FI) ritira il proprio emendamento 3.1.

Alfredo SANDRI (DS-U), intervenendo sul proprio articolo aggiuntivo 3.01, osserva che esso pone un punto importante da mettere a confronto con la materia trattata all'articolo 6, relativa alle dotazioni territoriali ed alla fissazione degli standard urbanistici. Osserva al riguardo che la differenza tra il punto di vista dei gruppi di opposizione e quello del relatore consiste nello stabilire se debba essere o meno lo Stato a dover fissare gli standard entro cui vengono circoscritti i piani regolatori. Infatti, a giudizio dei gruppi di opposizione, è da ritenere essenziale che gli standard minimi di qualità siano omogenei su tutto il territorio nazionale e, dunque, siano dettati dallo Stato. Di conseguenza, non appare condivisibile l'impostazione del testo della maggioranza, che attribuisce tale compito ai piani regolatori dei comuni.

Ugo PAROLO (LNFP), pur non condividendo sul piano tecnico la proposta di articolo aggiuntivo Sandri 3.01, considera fondate le perplessità avanzate dai gruppi di opposizione. Ricorda peraltro che alcuni deputati del suo gruppo sono già intervenuti in precedenti sedute, per sottolineare che l'articolo 6 non è ben definito e che il compito della fissazione degli standard minimi di qualità non può spettare ai comuni, ma alle regioni, secondo un criterio di aree omogenee. Ritiene infatti che il pericolo da scongiurare non sia quello della disomogeneità della disciplina sul territorio nazionale, ma quello di incorrere nella inadeguatezza delle amministrazioni locali a svolgere un ruolo così delicato.

Maurizio Enzo LUPI (FI) rileva la propria disponibilità a migliorare il testo del provvedimento, osservando tuttavia che occorre cogliere l'occasione di dare piena applicazione al principio di sussidiarietà.

Mauro CHIANALE (DS-U), alla luce delle considerazioni del relatore, propone di accantonare l'esame dell'articolo aggiuntivo Sandri 3.01.

Maurizio Enzo LUPI (FI) insiste affinché la Commissione si esprima sulla proposta emendativa in esame, riservandosi peraltro una riconsiderazione della materia in occasione dell'esame dell'articolo 6.

La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Sandri 3.01

Pietro ARMANI, presidente, secondo quanto convenuto in precedenza al fine di consentire tempi adeguati di esame del successivo punto all'ordine del giorno, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.55.

http://web.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/frsmcdin.asp?percboll=/_dati/leg14/lavori/bollet/2004


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