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N. 3223 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale - artt. 17 - 44
2004-11-30

Art. 17.

(Personale a tempo determinato)

1. Per lanno 2005, le amministrazioni di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono avvalersi di personale a tempo determinato, ad eccezione di quanto previsto dallarticolo 108 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite della spesa media annua sostenuta per le stesse finalit nel triennio 1999-2001. La spesa per il personale a tempo determinato in servizio presso il Corpo forestale dello Stato nellanno 2005, assunto ai sensi della legge 5 aprile 1985, n. 124, non pu superare quella sostenuta per lo stesso personale nellanno 2004. Le limitazioni di cui al presente comma non trovano applicazione nei confronti del personale infermieristico del Servizio sanitario nazionale. Le medesime limitazioni non trovano altres applicazione nei confronti delle regioni e delle autonomie locali. Gli enti locali che per lanno 2004 non abbiano rispettato le regole del patto di stabilit interno non possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Per il comparto scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale trovano applicazione le specifiche disposizioni di settore.

2. I Ministeri per i beni e le attivit culturali, della giustizia, della salute e lAgenzia del territorio sono autorizzati ad avvalersi, sino al 31 dicembre 2005, del personale in servizio con contratti di lavoro a tempo determinato, prorogati ai sensi dellarticolo 3, comma 62, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Il Ministero delleconomia e delle finanze pu continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre 2005 del personale utilizzato ai sensi dellarticolo 47, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
3. Possono essere prorogati fino al 31 dicembre 2005 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dagli organi della magistratura amministrativa nonch i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dallINPS, dallINPDAP e dallINAIL gi prorogati ai sensi dellarticolo 1 del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, i cui oneri continuano ad essere posti a carico dei bilanci degli enti predetti.
4. LAgenzia per la protezione dellambiente e per i servizi tecnici (APAT) pu continuare ad avvalersi, sino al 31 dicembre 2005, del personale in servizio nellanno 2004 con contratto a tempo determinato o con convenzione o con altra forma di flessibilit e di collaborazione nel limite massimo di spesa complessivamente stanziata per lo stesso personale nellanno 2004 dalla predetta Agenzia. I relativi oneri continuano a fare carico sul bilancio dellAgenzia. Il Centro nazionale per linformatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) autorizzato a prorogare, fino al 31 dicembre 2005, i rapporti di lavoro del personale con contratto a tempo determinato in servizio nellanno 2004. I relativi oneri continuano a fare carico sul bilancio del Centro.
5. Al fine di consentire il completamento e laggiornamento dei dati per la rilevazione dei cittadini italiani residenti allestero, i rapporti di impiego a tempo determinato stipulati ai sensi dellarticolo 2, comma 1, della legge 27 maggio 2002, n. 104, possono proseguire nellanno 2005 fino al completamento dellultimo rinnovo semestrale autorizzato ai sensi dellarticolo 1-bis del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 122.
6. Le procedure di conversione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato dei contratti di formazione e lavoro di cui allarticolo 3, comma 63, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, possono essere effettuate unicamente nel rispetto delle limitazioni e delle modalit previste dalla normativa vigente per lassunzione di personale a tempo indeterminato. I rapporti in essere instaurati con il personale interessato alla predetta conversione sono comunque prorogati al 31 dicembre 2005.
7. Per lanno 2005 per gli enti di ricerca, lIstituto superiore di sanit, lIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, gli istituti zooprofilattici sperimentali, lAgenzia per i servizi sanitari regionali, lAgenzia italiana del farmaco, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, lAgenzia spaziale italiana, lEnte per le nuove tecnologie, lenergia e lambiente, il CNIPA, nonch per le universit e le scuole superiori ad ordinamento speciale, sono fatte comunque salve le assunzioni a tempo determinato e la stipula di contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lattuazione di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica ovvero di progetti finalizzati al miglioramento di servizi anche didattici per gli studenti, i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli enti o del Fondo di finanziamento degli enti o del Fondo di finanziamento ordinario delle universit.
8. I comandi del personale della societ Poste italiane Spa e dellIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato, di cui dallarticolo 3, comma 64, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono prorogati al 31 dicembre 2005.

Art. 18.

(Disposizioni in materia
di organizzazione scolastica)

1. Per la proroga delle attivit di cui allarticolo 78, comma 31, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, autorizzata, per lanno 2005, la spesa di 375 milioni di euro.

2. Per lanno scolastico 2005-2006, la consistenza numerica della dotazione del personale docente in organico di diritto non potr superare quella complessivamente determinata nel medesimo organico di diritto per lanno scolastico 2004-2005.
3. Linsegnamento della lingua straniera nella scuola primaria impartito dai docenti della classe in possesso dei requisiti richiesti o da altro docente facente parte dellorganico di istituto sempre in possesso dei requisiti richiesti. Possono essere attivati posti di lingua straniera da assegnare a docenti specialisti solo nei casi in cui non sia possibile coprire le ore di insegnamento con i docenti di classe o di istituto. Al fine di realizzare quanto previsto dal presente comma, sono attivati corsi di formazione, nellambito delle annuali iniziative di formazione in servizio del personale docente, la cui partecipazione obbligatoria per tutti i docenti privi dei requisiti previsti per linsegnamento della lingua straniera.
4. Per lattuazione del piano programmatico di cui allarticolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53, autorizzata, a decorrere dallanno 2005, lulteriore spesa complessiva di 110 milioni di euro per i seguenti interventi: anticipo delle iscrizioni e generalizzazione della scuola dellinfanzia, iniziative di formazione iniziale e continua del personale, interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione del diritto-dovere di istruzione e formazione.
5. Per la realizzazione di interventi di edilizia e per lacquisizione di attrezzature didattiche e strumentali di particolare rilevanza da parte delle istituzioni di cui allarticolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, autorizzata a decorrere dallanno 2005 la spesa di 10 milioni di euro.

Art. 19.

(Divieto di estensione dei giudicati
e altre norme processuali)

1. Per il triennio 2005-2007 fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, di adottare provvedimenti per lestensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, in materia di personale delle amministrazioni pubbliche.

2. Allarticolo 61 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo il comma 1 inserito il seguente:

1-bis. Le pubbliche amministrazioni comunicano alla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero delleconomia e delle finanze lesistenza di controversie relative ai rapporti di lavoro dalla cui soccombenza potrebbero derivare oneri aggiuntivi significativamente rilevanti per il numero dei soggetti direttamente o indirettamente interessati o comunque per gli effetti sulla finanza pubblica. La Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica, dintesa con il Ministero delleconomia e delle finanze, pu intervenire nel processo ai sensi dellarticolo 105 del codice di procedura civile.
3. Dopo larticolo 63 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inserito il seguente:
Art. 63-bis. (Intervento dellARAN nelle controversie relative ai rapporti di lavoro). 1. LARAN pu intervenire nei giudizi innanzi al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, aventi ad oggetto le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, al fine di garantire la corretta interpretazione e luniforme applicazione dei contratti collettivi. Per le controversie relative al personale di cui allarticolo 3, derivanti dalle specifiche discipline ordinamentali e retributive, lintervento in giudizio pu essere assicurato attraverso la Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica, dintesa con il Ministero delleconomia e delle finanze.

4. La dotazione del Fondo di cui allarticolo 3, comma 149, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, incrementata di un milione di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006.

Capo IV

INTERVENTI IN MATERIA
PREVIDENZIALE E SOCIALE

Art. 20.

(Gestioni previdenziali)

1. Ladeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato, ai sensi rispettivamente dellarticolo 37, comma 3, lettera c), della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, e dellarticolo 59, comma 34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, stabilito per lanno 2005:

a) in 532,37 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi, della gestione speciale minatori, nonch in favore dellEnte nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS);

b) in 131,55 milioni di euro in favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui alla lettera a), della gestione esercenti attivit commerciali e della gestione artigiani.

2. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 1, gli importi complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per lanno 2005 in 15.740,39 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 1, lettera a), e in 3.889,53 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 1, lettera b)

3. I medesimi complessivi importi di cui ai commi 1 e 2 sono ripartiti tra le gestioni interessate con il procedimento di cui allarticolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento di cui al comma 1, lettera a), della somma di 1.059,08 milioni di euro attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni a completamento dellintegrale assunzione a carico dello Stato dellonere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati anteriormente al 1 gennaio 1989, nonch al netto delle somme di 2,36 milioni di euro e di 54,78 milioni di euro di pertinenza, rispettivamente, della gestione speciale minatori e dellENPALS.

Art. 21.

(Trasferimenti allINPS)

1. Ai fini della copertura dei maggiori oneri derivanti dallassunzione, a carico del bilancio dello Stato, del finanziamento della gestione di cui allarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, riferiti agli esercizi finanziari precedenti lanno 2004, per un importo pari a 7.581,83 milioni di euro, sono utilizzate:

a) le somme trasferite dal bilancio dello Stato allINPS ai sensi dellarticolo 35, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, a titolo di anticipazione sul fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali risultate, nel loro complesso, eccedenti sulla base dei bilanci consuntivi per le esigenze delle predette gestioni, evidenziate nella contabilit del predetto Istituto ai sensi dellarticolo 35, comma 6, della predetta legge n. 448 del 1998, per un ammontare complessivo non superiore a 5.700 milioni di euro;

b) le somme che risultano, sulla base del bilancio consuntivo dellanno 2003, trasferite alla predetta gestione dellINPS in eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e provvidenze varie, ivi comprese le somme trasferite in eccedenza per il finanziamento degli oneri di cui allarticolo 49, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e fatto salvo quanto previsto dal decreto-legge 14 aprile 2003, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 giugno 2003, n. 133, per un ammontare complessivo pari a 307,51 milioni di euro;
c) le risorse trasferite allINPS e accantonate presso la medesima gestione, come risultanti dal bilancio consuntivo dellanno 2003 del predetto Istituto, in quanto non utilizzate per i seguenti scopi:

1) finanziamento delle prestazioni economiche per la tubercolosi di cui allarticolo 3, comma 14, della citata legge n. 448 del 1998, per un ammontare complessivo pari a 804,98 milioni di euro;

2) finanziamento degli oneri per pensionamenti anticipati di cui allarticolo 8 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, e allarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per un ammontare complessivo pari a 457,71 milioni di euro;
3) finanziamento degli oneri per lassistenza ai portatori di handicap grave di cui allarticolo 80, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per un ammontare complessivo pari a 300,66 milioni di euro;
4) finanziamento degli oneri per i trattamenti di integrazione salariale straordinaria previsti da disposizioni diverse, per un ammontare complessivo pari a 10,97 milioni di euro.

2. Il complesso degli effetti contabili delle disposizioni di cui al comma 1 sulle gestioni dellINPS interessate definito con la procedura di cui allarticolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Ai fini del finanziamento dei maggiori oneri a carico della Gestione per lerogazione delle pensioni, assegni e indennit agli invalidi civili, ciechi e sordomuti di cui allarticolo 130 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, valutati in 1.326 milioni di euro per lesercizio 2004 e 827 milioni di euro a decorrere dal 2005:

a) per lesercizio 2004, concorrono, per un importo complessivo di 780 milioni di euro, le risorse derivanti da:
1) i minori oneri accertati nellattuazione dellarticolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, concernente incremento delle pensioni in favore di soggetti disagiati, per un ammontare complessivo pari a 245 milioni di euro;

2) i minori oneri accertati nellattuazione dellarticolo 3, comma 14, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, concernente prestazioni economiche per la tubercolosi, per un ammontare complessivo pari a 70 milioni di euro;
3) i minori oneri accertati nellattuazione dei commi 2 e 3 dellarticolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, concernenti rispettivamente assistenza ai portatori di handicap grave e contribuzione figurativa in favore di sordomuti e invalidi,per un ammontare complessivo pari a 160 milioni di euro;
4) i minori oneri, rispetto alla somma di 872,8 milioni di euro prevista dalla legge 31 dicembre 1991, n. 415, e dalla legge 23 dicembre 1992, n. 500, per il finanziamento della gestione di cui allarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, accertati nellattuazione delle norme in materia di pensionamenti anticipati, per un ammontare complessivo pari a 305 milioni di euro;

b) a decorrere dallanno 2005, sono utilizzate le risorse derivanti da:
1) i minori oneri accertati nellattuazione del citato articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per un ammontare complessivo pari a 245 milioni di euro;

2) i minori oneri accertati nellattuazione del citato articolo 3, comma 14, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, per un ammontare complessivo pari a 277 milioni di euro;
3) i minori oneri, rispetto alla somma di 872,8 milioni di euro prevista dalle citate leggi 31 dicembre 1991, n. 415, e 23 dicembre 1992, n. 500, per il finanziamento della gestione di cui allarticolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, accertati nellattuazione delle norme in materia di pensionamenti anticipati, per un ammontare complessivo pari a 305 milioni di euro.

Art. 22.

(Modifiche allarticolo 118 della legge
23 dicembre 2000, n. 388)

1. Allarticolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, ultimo periodo, sono soppresse le parole: progressivamente e;

b) al comma 1, dopo lultimo periodo aggiunto il seguente: Nel finanziare i piani formativi di cui al presente comma, i fondi si attengono al criterio della redistribuzione delle risorse versate dalle aziende aderenti a ciascuno di essi, ai sensi del comma 3;
c) il comma 3 sostituito dal seguente:

3. I datori di lavoro che aderiscono ai fondi effettuano il versamento del contributo integrativo, di cui allarticolo 25 della legge n. 845 del 1978, e successive modificazioni, allINPS, che provvede a trasferirlo, per intero, una volta dedotti i meri costi amministrativi, al fondo indicato dal datore di lavoro. Ladesione ai fondi fissata entro il 31 ottobre di ogni anno, con effetti dal 1 gennaio successivo; le successive adesioni o disdette avranno effetto dal 1 gennaio di ogni anno. LINPS, entro il 31 gennaio di ogni anno, a decorrere dal 2005, comunica al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e ai fondi la previsione, sulla base delle adesioni pervenute, del gettito del contributo integrativo, di cui allarticolo 25 della legge n. 845 del 1978, e successive modificazioni, relativo ai datori di lavoro aderenti ai fondi stessi nonch di quello relativo agli altri datori di lavoro, obbligati al versamento di detto contributo, destinato al Fondo per la formazione professionale e per laccesso al Fondo sociale europeo (FSE), di cui allarticolo 9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. Lo stesso Istituto provvede a disciplinare le modalit di adesione ai fondi interprofessionali e di trasferimento delle risorse agli stessi mediante acconti bimestrali nonch a fornire, tempestivamente e con regolarit, ai fondi stessi, tutte le informazioni relative alle imprese aderenti e ai contributi integrativi da esse versati. Al fine di assicurare continuit nel perseguimento delle finalit istituzionali del Fondo per la formazione professionale e per laccesso al FSE, di cui allarticolo 9, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con moficazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, rimane fermo quanto previsto dal secondo periodo del comma 2 dell articolo 66 della legge 17 maggio 1999, n. 144.

Art. 23.

(Asili nido aziendali)

1. Il Fondo di rotazione per gli asili nido aziendali, di cui allarticolo 91, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, incrementato, per lanno 2005, di 10 milioni di euro.

2. Al comma 1 dellarticolo 91 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, dopo le parole: datori di lavoro che realizzano, nei luoghi di lavoro, servizi di asilo nido e micronidi sono inserite le seguenti: con gestione interna o esterna.

Art. 24.

(Fondo nazionale
per le politiche giovanili)

1. Nellambito del Fondo nazionale per le politiche sociali di cui allarticolo 59, comma 44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, destinata una quota di 500.000 euro per lanno 2005 per listituzione di un Fondo speciale al fine di promuovere le politiche giovanili finalizzate alla partecipazione dei giovani sul piano culturale e sociale nella societ e nelle istituzioni, mediante il sostegno della loro capacit progettuale e creativa e favorendo il formarsi di nuove realt associative nonch consolidando e rafforzando quelle gi esistenti.

2. Il 70 per cento delle quote del Fondo di cui al comma 1 destinato al finanziamento dei programmi e dei progetti del Forum nazionale dei giovani, con sede in Roma. Il restante 30 per cento ripartito tra i Forum dei giovani regionali e locali proporzionalmente alla presenza di associazioni e di giovani sul territorio.

Capo V

INTERVENTI NEL SETTORE
SANITARIO

Art. 25.

(Interventi nel settore sanitario)

1. Per garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2005-2007 il livello complessivo della spesa del Servizio sanitario nazionale, al cui finanziamento concorre lo Stato, determinato in 88.250 milioni di euro per lanno 2005, 90.014 milioni di euro per lanno 2006 e 91.813 milioni di euro per lanno 2007. I predetti importi ricomprendono anche quello di 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni indicati, a titolo di ulteriore finanziamento a carico dello Stato per lospedale Bambino Ges.

2. Resta fermo lobbligo in capo allAgenzia italiana del farmaco di garantire per la quota a proprio carico, ai sensi dellarticolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, il livello della spesa farmaceutica stabilito dalla legislazione vigente. Nellambito delle annuali direttive del Ministro della salute allAgenzia incluso il conseguimento dellobiettivo del rispetto del predetto livello della spesa farmaceutica. Al fine di conseguire il contenimento della spesa farmaceutica, lAgenzia italiana del farmaco stabilisce le modalit per il confezionamento ottimale dei farmaci, almeno per le patologie pi rilevanti, relativamente a dosaggi e numero di unit posologiche, individua i farmaci per i quali i medici possono prescrivere confezioni davvio per terapie usate per la prima volta verso i cittadini, al fine di evitare prescrizioni quantitativamente improprie e pi costose, e di verificarne la tollerabilit e lefficacia, e predispone lelenco dei farmaci per i quali sono autorizzate la prescrizione e la vendita per unit posologiche.
3. Al fine di garantire che lobiettivo del raggiungimento dellequilibrio economico finanziario da parte delle regioni sia conseguito nel rispetto della garanzia della tutela della salute, ferma restando la disciplina dettata dallarticolo 54 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per le prestazioni gi definite dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell8 febbraio 2002, e successive modificazioni, anche al fine di garantire che le modalit di erogazione delle stesse siano uniformi sul territorio nazionale, con regolamento adottato ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della salute, che si avvale della commissione di cui allarticolo 4-bis, comma 10, del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono fissati gli standard qualitativi (strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito) e quantitativi di cui ai livelli essenziali di assistenza, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Con la medesima procedura sono individuati le tipologie di assistenza e i servizi, relativi alle aree di offerta individuate dal vigente Piano sanitario nazionale. In fase di prima applicazione gli standard sono fissati entro il 30 giugno 2005.
4. Alla determinazione delle tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali, assunte come riferimento per la valutazione della congruit delle risorse a disposizione del Servizio sanitario nazionale, provvede, con proprio decreto, il Ministero della salute, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Gli importi tariffari, fissati dalle singole regioni, superiori alle tariffe massime restano a carico dei bilanci regionali. Entro il 30 marzo 2005, con decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si procede alla ricognizione e alleventuale aggiornamento delle tariffe massime. Con la medesima modalit si procede allaggiornamento biennale delle tariffe massime entro il 31 dicembre di ogni secondo anno a decorrere dallanno 2005.
5. Ferma restando la facolt delle singole regioni di procedere, per il governo dei volumi di attivit e dei tetti di spesa, alla modulazione, entro i valori massimi nazionali, degli importi tariffari praticati per la remunerazione dei soggetti erogatori pubblici e privati, vietata, nella remunerazione del singolo erogatore, lapplicazione alle singole prestazioni di importi tariffari diversi a seconda della residenza del paziente, indipendentemente dalle modalit con cui viene regolata la compensazione della mobilit sia intraregionale che interregionale. Sono nulli i contratti e gli accordi stipulati con i soggetti erogatori in violazione di detto principio.
6. Laccesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto al comma 1, rispetto al livello di cui allaccordo Stato-regioni dell8 agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 7 settembre 2001, per lanno 2004, rivalutato del 2 per cento su base annua a decorrere dal 2005, subordinato alla stipula di una specifica intesa tra Stato e regioni ai sensi dellarticolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, che contempli ai fini del contenimento della dinamica dei costi:

a) gli adempimenti gi previsti dalla vigente legislazione;

b) i casi nei quali debbano essere previste modalit di affiancamento dei rappresentanti dei Ministeri della salute e delleconomia e delle finanze ai fini di una migliore definizione delle misure da adottare;
c) ulteriori adempimenti per migliorare il monitoraggio della spesa sanitaria nellambito del Nuovo sistema informativo sanitario;
d) il rispetto degli obblighi di programmazione a livello regionale, al fine di garantire leffettivit del processo di razionalizzazione delle reti strutturali dellofferta ospedaliera e della domanda ospedaliera, con particolare riguardo al riequilibrio dellofferta di posti letto per acuti e per lungodegenza e riabilitazione, alla promozione del passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno, nonch alla realizzazione degli interventi volti alla prevenzione, coerentemente con il Piano sanitario nazionale;
e) il vincolo di crescita delle voci dei costi di produzione, con esclusione di quelli per il personale cui si applica la specifica normativa di settore, secondo modalit che garantiscano che, complessivamente, la loro crescita non sia superiore, a decorrere dal 2005, al 2 per cento annuo rispetto ai dati previsionali indicati nel bilancio dellanno precedente, al netto di eventuali costi di personale di competenza di precedenti esercizi;
f) in ogni caso, lobbligo in capo alle regioni di garantire in sede di programmazione regionale, coerentemente con gli obiettivi sullindebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, lequilibrio economico-finanziario delle proprie aziende sanitarie, aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie ed Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia in sede di preventivo annuale che di conto consuntivo, realizzando forme di verifica trimestrale della coerenza degli andamenti con gli obiettivi dellindebitamento netto delle amministrazioni pubbliche e prevedendo lobbligatoriet delladozione di misure per la riconduzione in equilibrio della gestione ove si prospettassero situazioni di squilibrio, nonch lipotesi di decadenza del direttore generale.

7. Al fine del rispetto dellequilibrio economico-finanziario, la regione, ove si prospetti sulla base del monitoraggio trimestrale una situazione di squilibrio, adotta i provvedimenti necessari. Qualora dai dati del monitoraggio del quarto trimestre si evidenzi un disavanzo di gestione a fronte del quale non sono stati adottati i predetti provvedimenti, ovvero essi non siano sufficienti, con la procedura di cui allarticolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il Presidente del Consiglio dei ministri diffida la regione a provvedervi entro il 30 aprile dellanno successivo a quello di riferimento. Qualora la regione non adempia, entro i successivi trenta giorni il presidente della regione, in qualit di commissario ad acta, approva il bilancio di esercizio consolidato del Servizio sanitario regionale al fine di determinare il disavanzo di gestione e adotta i necessari provvedimenti per il suo ripianamento.

8. In caso di mancato adempimento agli obblighi di cui al comma 6 precluso laccesso al maggiore finanziamento previsto per gli anni 2005, 2006 e 2007, con conseguente immediato recupero delle somme eventualmente erogate.
9. Al fine di garantire il rispetto degli obblighi di cui al comma 6, ciascuna regione provvede a disciplinare appositi meccanismi di raccordo tra le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, attribuendo a questi ultimi il compito di segnalare tempestivamente alle strutture competenti a livello regionale le situazioni di inefficienza gestionale e organizzativa che costituiscono violazione degli obiettivi di contenimento della dinamica dei costi di cui al presente articolo.
10. La regione interessata, nelle ipotesi indicate ai commi 7 e 8, anche avvalendosi del supporto tecnico dellAgenzia per i servizi sanitari regionali, procede ad una ricognizione delle cause ed elabora un programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario regionale, di durata non superiore al triennio. I Ministri della salute e delleconomia e delle finanze e la singola regione stipulano apposito accordo che individui gli interventi necessari per il perseguimento dellequilibrio economico, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza e degli adempimenti di cui alla intesa prevista dal comma 6. La sottoscrizione dellaccordo condizione necessaria per la riattribuzione alla regione interessata del maggiore finanziamento anche in maniera parziale e graduale, subordinatamente alla verifica della effettiva attuazione del programma.
11. Con riferimento agli importi indicati al comma 1, relativamente alla somma di 1.000 milioni di euro per lanno 2005, 1.200 milioni di euro per lanno 2006 e 1.400 milioni di euro per lanno 2007, il relativo riconoscimento alle regioni resta condizionato, oltre che agli adempimenti di cui al comma 6, anche al rispetto da parte delle regioni medesime dellobiettivo per la quota a loro carico sulla spesa farmaceutica previsto dallarticolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
12. Al fine di consentire in via anticipata lerogazione dellincremento del finanziamento a carico dello Stato:

a) in deroga a quanto stabilito dallarticolo 13, comma 6, del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, il Ministero delleconomia e delle finanze, per gli anni 2005, 2006 e 2007, autorizzato a concedere alle regioni a statuto ordinario anticipazioni con riferimento alle somme indicate al comma 1, al netto di quelle indicate al comma 11, da accreditare sulle contabilit speciali di cui allarticolo 66 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in essere presso le tesorerie provinciali dello Stato, nella misura pari al 95 per cento delle somme dovute alle regioni a statuto ordinario a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario, quale risulta dalla deliberazione del CIPE per i corrispondenti anni, al netto delle entrate proprie regionali;

b) per gli anni 2005, 2006 e 2007, il Ministero delleconomia e delle finanze autorizzato a concedere alle regioni Sicilia e Sardegna anticipazioni nella misura pari al 95 per cento delle somme dovute a tali regioni a titolo di finanziamento della quota indistinta quale risulta dalla deliberazione del CIPE per i corrispondenti anni, al netto delle entrate proprie e delle partecipazioni delle medesime regioni;
c) allerogazione dellulteriore 5 per cento o al ripristino del livello di finanziamento previsto dal citato accordo Stato-regioni dell8 agosto 2001 per lanno 2004, rivalutato del 2 per cento su base annua a decorrere dal 2005, nei confronti delle singole regioni si provvede a seguito della verifica degli adempimenti di cui ai commi 6 e 11;
d) nelle more della deliberazione del CIPE e della proposta di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 4 dellarticolo 2 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, nonch della stipula dellintesa di cui al comma 6, le anticipazioni sono commisurate al livello del finanziamento corrispondente a quello previsto dal riparto per lanno 2004 in base alla deliberazione del CIPE, rivalutato del 2 per cento su base annua a decorrere dal 2005;
e) sono autorizzati, in sede di conguaglio, eventuali recuperi che dovessero rendersi necessari anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti alle regioni per gli esercizi successivi.

Art. 26.

(Rideterminazione della misura delle sanzioni per infrazioni al divieto di fumare e riassegnazione a singole amministrazioni per scopi predeterminati dei proventi delle sanzioni medesime)

1. Le sanzioni amministrative per infrazioni al divieto di fumare, previste dallarticolo 51, comma 7, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sono aumentate del 10 per cento.

2. I proventi delle sanzioni amministrative per infrazioni al divieto di fumare inflitte, a norma dellarticolo 51, comma 7, della legge 16 gennaio 2003, n. 3, da organi statali affluiscono al bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati, limitatamente ai maggiori proventi conseguiti per effetto degli aumenti di cui al comma 1, ad appositi capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero della salute per il potenziamento degli organi ispettivi e di controllo, nonch per la realizzazione di campagne di informazione e di educazione alla salute finalizzate alla prevenzione del tabagismo e delle patologie ad esso correlate.
3. Resta ferma lautonoma, integrale disponibilit da parte delle singole regioni, ai sensi degli articoli 17, terzo comma, e 29, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, dei proventi relativi alle infrazioni di cui al comma 1, accertate dagli organi di polizia locali, come tali ad esse direttamente attribuiti.

Capo VI

FINANZIAMENTO DEGLI
INVESTIMENTI

Art. 27.

(Razionalizzazione dei processi operativi nella pubblica amministrazione centrale)

1. Al fine di migliorare lefficienza operativa della pubblica amministrazione e per il contenimento della spesa pubblica, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuati le applicazioni informatiche e i servizi per i quali si rendono necessarie razionalizzazioni ed eliminazioni di duplicazioni e sovrapposizioni. Il CNIPA stipula contratti-quadro per lacquisizione di applicativi informatici e per lerogazione di servizi di carattere generale riguardanti il funzionamento degli uffici con modalit che riducano gli oneri derivanti dallo sviluppo, dalla manutenzione e dalla gestione.

2. Le pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, sono tenute ad avvalersi, uniformando le procedure e le prassi amministrative in corso, degli applicativi e dei servizi di cui al comma 1, salvo i casi in cui possano dimostrare, in sede di richiesta di parere di congruit tecnico-economica di cui allarticolo 8 dello stesso decreto legislativo, che la soluzione che intendono adottare, a parit di funzioni, risulti economicamente pi vantaggiosa.
3. Ai fini di cui al comma 1, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuati interventi di razionalizzazione delle infrastrutture di calcolo, telematiche e di comunicazione delle amministrazioni di cui al comma 2.
4. Le pubbliche amministrazioni diverse da quelle di cui al comma 2 possono avvalersi dei servizi di cui al medesimo comma 2, secondo modalit da definire in sede di Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
5. Ai fini della copertura delle spese necessarie per lo svolgimento dei compiti di cui al comma 2, possono essere assegnati al CNIPA finanziamenti a carico del Fondo di finanziamento per i progetti strategici nel settore informatico di cui allarticolo 27, comma 2, della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
6. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i cedolini per il pagamento delle competenze (buste paga) del personale delle amministrazioni di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, purch sia gi in possesso di caselle di posta elettronica fornite dallamministrazione, sono trasmessi, tenuto conto del diritto alla riservatezza, esclusivamente per via telematica allindirizzo di posta elettronica assegnato a ciascun dipendente. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro per linnovazione e le tecnologie, sono emanate le relative norme attuative.
7. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli uffici cassa delle amministrazioni, anche periferiche, dello Stato sono organizzati sulla base di procedure amministrative informatizzate. Tutti i contatti con il personale dipendente e con gli uffici, anche di altra amministrazione, avvengono utilizzando modalit di trasmissione telematica dei dati. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro per linnovazione e le tecnologie, sono emanate le relative norme attuative.

Art. 28.

(Attivit in materia ambientale)

1. Per lanno finanziario 2005 e successivi, il Ministro delleconomia e delle finanze, su proposta del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, autorizzato a provvedere con propri decreti alla riassegnazione alle pertinenti unit previsionali di base dello stato di previsione del Ministero dellambiente e della tutela del territorio delle somme da versare in entrata per revoche ed economie dei finanziamenti di cui alla legge 8 ottobre 1997, n. 344, adottate con provvedimento del Ministero competente, e con lo stesso destinate alla realizzazione di interventi finalizzati allo stesso progetto strategico inseriti negli accordi di programma quadro da stipulare con le regioni territorialmente interessate.

2. Al fine di garantire la prosecuzione delle iniziative di sostegno allo sviluppo economico gi adottate e per il completamento delle dotazioni infrastrutturali gi programmate, autorizzata la prosecuzione degli interventi previsti dallarticolo 52, comma 59, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e dallarticolo 3, comma 2-ter, secondo periodo, del decreto-legge 24 settembre 2002, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 265, nei limiti delle risorse finanziarie per tali finalit rispettivamente appostate e disponibili, che a tale fine vengono versate allentrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate negli anni successivi, fino al completamento delle iniziative contemplate nelle citate disposizioni di legge.

Art. 29.

(Disincentivi al cambio
di destinazione urbanistica)

1. La richiesta di cambio di destinazione urbanistica delle aree o dei manufatti industriali interessati da processi di delocalizzazione dellintero processo produttivo, soprattutto quando essi comportino perdita di posti di lavoro, determina la cessazione del diritto acquisito dallimpresa ad eventuali benefici concessi dallo Stato per il sostegno e il miglioramento del processo produttivo medesimo.

Art. 30.

(Disposizioni in materia di protezione civile)

1. Al fine di favorire lavvio di un regime assicurativo volontario per la copertura dei rischi derivanti da calamit naturali sui fabbricati a qualsiasi uso destinati, istituito un apposito Fondo di garanzia la cui gestione affidata alla Concessionaria di servizi assicurativi pubblici (CONSAP Spa). Per le predette finalit autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per lanno 2005. Con apposito regolamento emanato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri delle attivit produttive e delleconomia e delle finanze, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e lIstituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, che si esprimono entro trenta giorni, e acquisito successivamente il parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari da esprimere entro trenta giorni dalla data di trasmissione del relativo schema, sono definite le forme, le condizioni e le modalit di attuazione del predetto Fondo, nonch le misure volte a incentivare lo sviluppo delle coperture assicurative in questione, in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e prevedendo lesclusione dellintervento del Fondo per i danni prodotti dalle calamit naturali a fabbricati abusivi, ivi compresi i fabbricati abusivi per i quali, pur essendo stata presentata la domanda di definizione dellillecito edilizio, non sono stati corrisposti interamente loblazione e gli oneri accessori.

2. Il Dipartimento della protezione civile autorizzato ad erogare ai soggetti competenti contributi per la prosecuzione degli interventi e dellopera di ricostruzione nei territori colpiti da calamit naturali per i quali intervenuta la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dellarticolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Le modalit di utilizzo dei contributi sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dintesa con il Ministro delleconomia e delle finanze. Alla ripartizione dei contributi si provvede con ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri, adottate ai sensi dellarticolo 5, comma 2, della citata legge n. 225 del 1992, destinando il 5 per cento delle risorse complessive alla realizzazione del piano di ricostruzione del comune di San Giuliano di Puglia, ai sensi dellarticolo 4 dellordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 10 aprile 2003, n. 3279, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2003. Per le finalit di cui al presente comma autorizzata la spesa annua di 50 milioni di euro per 15 anni, a decorrere dallanno 2005.

Art. 31.

(Rifinanziamento di misure a sostegno dellinnovazione e delle tecnologie, inclusi la diffusione della televisione digitale, laccesso a larga banda ad INTERNET e lo sviluppo delle comunicazioni)

1. Il Fondo di cui allarticolo 27, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, destinato alla copertura delle spese relative al progetto promosso dal Dipartimento per linnovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri denominato PC ai giovani, diretto ad incentivare lacquisizione e lutilizzo degli strumenti informatici e digitali tra i giovani che compiono sedici anni nel 2005, nonch la loro formazione, fino allesaurimento delle disponibilit del Fondo stesso. Le modalit di attuazione del progetto, nonch di erogazione degli incentivi stessi, sono disciplinate con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro per linnovazione e le tecnologie, emanato ai sensi dellarticolo 27, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

2. I benefici di cui allarticolo 4, comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, concessi ai docenti con le modalit di cui al decreto del Ministro per linnovazione e le tecnologie 3 giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 15 luglio 2004, sono prorogati a tutto lanno 2005.
3. Nel corso dellanno 2005, i benefici di cui al comma 2 sono concessi anche al personale dirigente e al personale non docente delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado e delle universit statali, nonch al personale dirigente, docente e non docente delle scuole paritarie di ogni ordine e grado, delle universit non statali e delle universit telematiche riconosciute ai sensi del decreto del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca 17 aprile 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2003. Le modalit attuative del presente comma sono definite ai sensi dellultimo periodo del comma 11 dellarticolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
4. I dipendenti delle pubbliche amministrazioni possono acquistare un personal computer usufruendo di una riduzione di costo ottenuta in esito ad una apposita selezione di produttori o distributori operanti nel settore informatico, esperita, previa apposita indagine di mercato, dalla Concessionaria servizi informatici pubblici (CONSIP Spa).
5. La sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui allarticolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, istituita con decreto del Ministro delle attivit produttive e del Ministro per linnovazione e le tecnologie 15 giugno 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2004, integrata della somma di 40 milioni di euro per lanno 2005, 40 milioni di euro per lanno 2006 e 20 milioni di euro per lanno 2007. Tali somme possono essere altres utilizzate, limitatamente a quelle non impegnate al termine di ciascun anno, per altri interventi del Fondo di cui al presente comma. Le caratteristiche degli interventi del Fondo di cui al presente comma sono rideterminate con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle attivit produttive, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in linea con quanto richiesto in seguito allapprovazione della nuova disciplina di Basilea sui requisiti minimi di capitale per le banche. I commi 25, 26, 27 e 61-ter dellarticolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono abrogati.
6. Le risorse del Fondo centrale di garanzia per il credito navale di cui allarticolo 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261, sono destinate, per un importo di sessanta milioni di euro, al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui allarticolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
7. Lintervento di cui al comma 1 dellarticolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, rifinanziato, per lanno 2005, per limporto di 110 milioni di euro. Il contributo, la cui misura fissata in euro 70, si applica ai contratti stipulati a decorrere dal 1 dicembre 2004. Le procedure per lassegnazione dei contributi stabilite, relativamente allanno 2004, dagli articoli 1, 2, 3 e 7 del decreto del Ministro delle comunicazioni 30 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2004, sono estese, in quanto compatibili, ai contributi di cui al presente comma.
8. Lintervento di cui al comma 2 dellarticolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, rifinanziato, per lanno 2005, per limporto di 30 milioni di euro. Il contributo si applica ai contratti stipulati a decorrere dal 1 dicembre 2004 nella misura di euro 50, elevata ad euro 75 qualora laccesso alla rete fissa da parte dellutente ricada nei comuni il cui territorio sia ricompreso nelle aree di cui allobiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, e comunque in quelli con popolazione inferiore a diecimila abitanti.

Art. 32.

(Strumento flessibile per lattrazione di
investimenti nelle aree sottoutilizzate)

1. Al fine di rafforzare lattrazione di nuovi investimenti nelle aree sottoutilizzate, Sviluppo Italia Spa autorizzata a concedere agevolazioni alle imprese capaci di produrre effetti economici addizionali e durevoli e tali da generare esternalit positive sul territorio.

2. Le agevolazioni di cui al comma 1 consistono in: a) un contributo in conto interessi a valere su mutui di durata non inferiore a cinque anni e non superiore a dieci, concessi da istituti autorizzati allesercizio dellattivit bancaria ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385. previsto un pre-ammortamento di durata non superiore a tre anni a decorrere dalla stipula del contratto di finanziamento. Il mutuo agevolato pu coprire fino al 50 per cento degli investimenti ammissibili; nonch b) un contributo in conto capitale fino al limite massimo del 20 per cento degli investimenti ammissibili; c) partecipazioni temporanee al capitale sociale, in misura non superiore al 15 per cento del capitale sociale delle imprese beneficiarie. Il cumulo delle agevolazioni concedibili non pu superare i vigenti limiti massimi di intensit di aiuto.
3. Le agevolazioni di cui al comma 2 sono finanziate a valere sul Fondo di cui allarticolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. A tale fine lelenco degli strumenti che confluiscono nel Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui allallegato 1 della citata legge n. 289 del 2002, esteso agli interventi previsti dal presente articolo.
4. Con delibera del CIPE, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti le procedure di assegnazione e riprogrammazione delle risorse del Fondo destinate agli interventi previsti al comma 1 nonch le condizioni e i limiti delle agevolazioni di cui al comma 3.
5. Lefficacia delle disposizioni di cui al presente articolo subordinata, ai sensi dellarticolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunit europea, alla preventiva approvazione da parte della Commissione europea.

Art. 33.

(Promozione di fondi comuni di investimento attraverso capitale pubblico nelle
aree sottoutilizzate)

1. Al fine di favorire lafflusso di capitale di rischio verso piccole e medie imprese innovative localizzate nelle aree sottoutilizzate, il Dipartimento per linnovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei ministri pu sottoscrivere e alienare quote di uno o pi fondi comuni di investimento, in misura non superiore al 50 per cento del patrimonio, promossi e gestiti da una o pi societ di gestione del risparmio (SGR) previste dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Tali SGR saranno individuate dal citato Dipartimento, dintesa con il Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione e con il Dipartimento del tesoro del Ministero delleconomia e delle finanze, con procedure competitive, anche in deroga alle vigenti norme di legge e di regolamento sulla contabilit generale dello Stato, nel rispetto delle norme comunitarie applicabili, assicurando che lorganizzazione e la gestione dei fondi siano coerenti con le finalit pubbliche ed eventualmente prevedendo a tale fine la presenza di un rappresentante della pubblica amministrazione negli organi di gestione dei fondi.

2. Alla copertura degli oneri derivanti dallattuazione del presente articolo si provvede mediante le risorse previste dalla legge 30 giugno 1998, n. 208, e stanziate con delibera del CIPE n. 20 del 29 settembre 2004, punto 4.1.2, in attuazione dellarticolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

Capo VII

ALTRI INTERVENTI

Art. 34.

(Gestioni liquidatorie)

1. Gli immobili di cui allarticolo 9, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, ivi compresi quelli individuati dal decreto dirigenziale del 10 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 luglio 2003, possono essere alienati anche nellambito dellattivit di gestione della liquidazione gi affidata a societ direttamente controllata dallo Stato ai sensi di quanto previsto dallarticolo 9, comma 1-bis, lettera c), del medesimo decreto-legge.

2. Allarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1-bis, lettera c), secondo periodo, le parole: La societ si avvale sono sostituite dalle seguenti: La societ pu avvalersi anche;

b) al comma 1-bis, lettera c), dopo il secondo periodo inserito il seguente: , altres, facolt della societ di procedere alla revoca dei mandati gi conferiti.

3. Con riguardo a tutte le liquidazioni di cui al comma 1-ter dellarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, la societ, direttamente controllata dallo Stato, di cui al comma 1-bis, lettera c), del medesimo articolo 9 del citato decreto-legge n. 63 del 2002, esercita ogni potere finora attribuito allIspettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti e pu procedere alla revoca degli incarichi di Commissario liquidatore in essere.

4. Lufficio stralcio di cui allarticolo 119 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 31 marzo 1979, soppresso; le residue funzioni sono svolte dalle regioni interessate.
5. Congiuntamente al Ministro delleconomia e delle finanze, la societ direttamente controllata dallo Stato, di cui al comma 1-bis, lettera c), dellarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, riferisce annualmente alle Camere sullo stato della liquidazione degli enti pubblici, di cui alla legge 4 dicembre 1956, n. 1404, per i quali la liquidazione stessa non sia stata esaurita entro il 31 dicembre 2005.

Art. 35.

(Disposizioni diverse)

1. Le risorse del fondo di cui allarticolo 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono complessivamente destinate alle attivit previste ai commi 61, 68, 76 e 77 del citato articolo 4 della legge n. 350 del 2003, nonch alle attivit di cui al comma 5 del presente articolo. Il relativo riparto stabilito con decreto del Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze.

2. Allarticolo 2, comma 8, del decreto-legge 12 agosto 1983, n. 371, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 ottobre 1983, n. 546, le parole: dallAIMA sono sostituite dalle seguenti: dallAgenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e dagli altri organismi pagatori istituiti ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 e le parole: mercato agricolo sono sostituite dalle seguenti: settore agricolo.
3. Le risorse del fondo di cui al comma 1 possono essere utilizzate anche per la formazione, in materia di internazionalizzazione, di studenti italiani e stranieri. A tale fine il Ministero delle attivit produttive pu promuovere protocolli di intesa con le universit e le associazioni imprenditoriali di categoria e pu avvalersi della collaborazione dellIstituto nazionale per il commercio estero.
4. Per lanno 2005 confermato il Fondo di riserva di 1.200 milioni di euro per provvedere ad eventuali esigenze connesse con la proroga delle missioni internazionali di pace. Il Ministro delleconomia e delle finanze provvede ad inviare al Parlamento copia delle deliberazioni relative allutilizzo del Fondo e di esse viene data formale comunicazione alle competenti Commissioni parlamentari.
5. Al fine di assicurare lefficace svolgimento delle attivit di cui allarticolo 17 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, lIstituto per la promozione industriale (IPI) adotta, dintesa con il Ministero delle attivit produttive, appositi programmi pluriennali. I relativi finanziamenti, ai sensi dellarticolo 14 della legge 5 marzo 2001, n. 57, e dellarticolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono determinati, a decorrere dallanno 2005, in 25 milioni di euro annui, intendendosi corrispondentemente ridotte le autorizzazioni di spesa di cui allarticolo 52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, per 16,5 milioni di euro ed allarticolo 60, comma 3, della legge n. 289 del 2002 per 8,5 milioni di euro.
6. Il fondo di cui allarticolo 145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, deve intendersi destinato al settore della nautica da diporto, nella misura e con le modalit disciplinate dal combinato disposto della lettera c) del comma 14 dellarticolo 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e del comma 13 dellarticolo 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
7. Al fine di incentivare lo sviluppo economico nelle aree sottoutilizzate del Paese, con particolare riferimento a quelle meridionali, il Consiglio nazionale delle ricerche costituisce un Osservatorio sul mercato creditizio regionale procedendo, dintesa con le corrispondenti strutture di ricerca delle amministrazioni regionali, alla elaborazione di studi di fattibilit per favorire la creazione di banche a carattere regionale. A tale fine autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dal 2005.
8. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio 2005, stabilito un incremento delle tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione di cui allarticolo 18 della legge 1 dicembre 1986, n. 870, in modo da assicurare, su base annua, maggiori entrate pari a 24 milioni di euro a decorrere dallanno 2005. Una quota delle predette maggiori entrate, pari ad euro 20 milioni per lanno 2005, e ad euro 12 milioni a decorrere dallanno 2006, riassegnata allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la copertura degli oneri di cui allarticolo 2, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190.

Art. 36.

(Disposizioni in materia di conservazione dei beni culturali)

1. I beni culturali immobili dello Stato, delle regioni e degli enti locali, per luso dei quali attualmente non corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere dati in uso a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dal competente organo periferico preposto alla tutela. Il concessionario si impegna a realizzare a proprie spese gli interventi di restauro e conservazione indicati dal predetto ufficio.

2. Dal canone di concessione vengono detratte le spese sostenute dal concessionario per il restauro entro il limite massimo del canone stesso. Il concessionario obbligato a rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalit e i tempi stabiliti nellatto di concessione o in apposita convenzione unita allatto stesso.
3. I beni culturali che possono formare oggetto di tali concessioni sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali su proposta del Direttore regionale competente. Lindividuazione del concessionario avviene mediante procedimento ad evidenza pubblica.

Art. 37.

(Interventi in materia di giustizia)

1. Allarticolo 10, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: il processo di valore inferiore a euro 1.100 e sono soppresse.

2. I commi 1 e 2 dellarticolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono sostituiti dal seguente:

1. Il contributo unificato dovuto nei seguenti importi:
a) euro 30 per i processi di valore fino a 1.100 euro;

b) euro 70 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonch per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
c) euro 170 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 340 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 500 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 800 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.110 per i processi di valore superiore a euro 520.000.

3. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto pari a euro 200. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo ridotto della met. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto pari a euro 120.

4. Larticolo 46, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, sostituito dal seguente:

1. Le cause e le attivit conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di euro 1.033,00 e gli atti e i provvedimenti ad esse relativi sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato, secondo gli importi previsti dallarticolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni.
5. Le somme derivanti dal maggior gettito di cui ai precedenti commi sono versate al bilancio dello Stato, per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero della giustizia per il pagamento di debiti pregressi nonch per ladeguamento delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari.

6. Allarticolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374, aggiunto, in fine, il seguente comma: 4-ter. Le indennit previste dal presente articolo non possono superare in ogni caso limporto di euro 72.000 lordi annui. La disposizione del presente comma si applica anche ai giudici tributari.
7. I veicoli giacenti presso i custodi a seguito dellapplicazione di provvedimenti di sequestro dellautorit giudiziaria, anche se non confiscati, sono alienati, anche ai soli fini della rottamazione, mediante cessione al soggetto titolare del deposito ove ricorrano le seguenti condizioni:

a) siano ritenute cessate, con ordinanza dellautorit giudiziaria da comunicare allavente diritto alla restituzione, le esigenze che avevano motivato ladozione del provvedimento di sequestro;

b) siano immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni e siano privi di interesse storico e collezionistico;
c) siano comunque custoditi da oltre due anni alla data del 1 luglio 2002;
d) siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione allavente diritto alla restituzione dellordinanza di cui alla lettera a) senza che questi abbia provveduto al ritiro.

8. La cessione disposta, anche in assenza di documentazione in ordine allo stato di conservazione, sulla base di elenchi predisposti dalla cancelleria o dalla segreteria nei quali i veicoli sono individuati secondo il tipo, il modello e il numero di targa o di telaio.

9. Allalienazione e alle attivit ad essa funzionali e connesse procede una commissione costituita presso i tribunali e presso i tribunali per i minorenni, secondo modalit stabilite con decreto del Ministero della giustizia di concerto con le altre amministrazioni interessate.
10. Lalienazione del veicolo si perfeziona con la notifica al custode acquirente del provvedimento, eventualmente relativo ad elenchi di veicoli, dal quale risulta la determinazione allalienazione da parte dellufficio giudiziario competente.
11. Il provvedimento di alienazione comunicato allautorit giudiziaria che aveva disposto il sequestro.
12. Il provvedimento altres comunicato al pubblico registro automobilistico competente, il quale provvede, senza oneri, allaggior

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=122000


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