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N. 3223 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale - artt. 34 - 44
2004-11-30

Capo VII

ALTRI INTERVENTI

Art. 34.

(Gestioni liquidatorie)

1. Gli immobili di cui allarticolo 9, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, ivi compresi quelli individuati dal decreto dirigenziale del 10 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 luglio 2003, possono essere alienati anche nellambito dellattivit di gestione della liquidazione gi affidata a societ direttamente controllata dallo Stato ai sensi di quanto previsto dallarticolo 9, comma 1-bis, lettera c), del medesimo decreto-legge.

2. Allarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1-bis, lettera c), secondo periodo, le parole: La societ si avvale sono sostituite dalle seguenti: La societ pu avvalersi anche;

b) al comma 1-bis, lettera c), dopo il secondo periodo inserito il seguente: , altres, facolt della societ di procedere alla revoca dei mandati gi conferiti.

3. Con riguardo a tutte le liquidazioni di cui al comma 1-ter dellarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, la societ, direttamente controllata dallo Stato, di cui al comma 1-bis, lettera c), del medesimo articolo 9 del citato decreto-legge n. 63 del 2002, esercita ogni potere finora attribuito allIspettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti e pu procedere alla revoca degli incarichi di Commissario liquidatore in essere.

4. Lufficio stralcio di cui allarticolo 119 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 31 marzo 1979, soppresso; le residue funzioni sono svolte dalle regioni interessate.
5. Congiuntamente al Ministro delleconomia e delle finanze, la societ direttamente controllata dallo Stato, di cui al comma 1-bis, lettera c), dellarticolo 9 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, riferisce annualmente alle Camere sullo stato della liquidazione degli enti pubblici, di cui alla legge 4 dicembre 1956, n. 1404, per i quali la liquidazione stessa non sia stata esaurita entro il 31 dicembre 2005.

Art. 35.

(Disposizioni diverse)

1. Le risorse del fondo di cui allarticolo 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono complessivamente destinate alle attivit previste ai commi 61, 68, 76 e 77 del citato articolo 4 della legge n. 350 del 2003, nonch alle attivit di cui al comma 5 del presente articolo. Il relativo riparto stabilito con decreto del Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze.

2. Allarticolo 2, comma 8, del decreto-legge 12 agosto 1983, n. 371, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 ottobre 1983, n. 546, le parole: dallAIMA sono sostituite dalle seguenti: dallAgenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e dagli altri organismi pagatori istituiti ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 e le parole: mercato agricolo sono sostituite dalle seguenti: settore agricolo.
3. Le risorse del fondo di cui al comma 1 possono essere utilizzate anche per la formazione, in materia di internazionalizzazione, di studenti italiani e stranieri. A tale fine il Ministero delle attivit produttive pu promuovere protocolli di intesa con le universit e le associazioni imprenditoriali di categoria e pu avvalersi della collaborazione dellIstituto nazionale per il commercio estero.
4. Per lanno 2005 confermato il Fondo di riserva di 1.200 milioni di euro per provvedere ad eventuali esigenze connesse con la proroga delle missioni internazionali di pace. Il Ministro delleconomia e delle finanze provvede ad inviare al Parlamento copia delle deliberazioni relative allutilizzo del Fondo e di esse viene data formale comunicazione alle competenti Commissioni parlamentari.
5. Al fine di assicurare lefficace svolgimento delle attivit di cui allarticolo 17 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 1995, n. 104, lIstituto per la promozione industriale (IPI) adotta, dintesa con il Ministero delle attivit produttive, appositi programmi pluriennali. I relativi finanziamenti, ai sensi dellarticolo 14 della legge 5 marzo 2001, n. 57, e dellarticolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono determinati, a decorrere dallanno 2005, in 25 milioni di euro annui, intendendosi corrispondentemente ridotte le autorizzazioni di spesa di cui allarticolo 52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, per 16,5 milioni di euro ed allarticolo 60, comma 3, della legge n. 289 del 2002 per 8,5 milioni di euro.
6. Il fondo di cui allarticolo 145, comma 40, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, deve intendersi destinato al settore della nautica da diporto, nella misura e con le modalit disciplinate dal combinato disposto della lettera c) del comma 14 dellarticolo 22 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e del comma 13 dellarticolo 80 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
7. Al fine di incentivare lo sviluppo economico nelle aree sottoutilizzate del Paese, con particolare riferimento a quelle meridionali, il Consiglio nazionale delle ricerche costituisce un Osservatorio sul mercato creditizio regionale procedendo, dintesa con le corrispondenti strutture di ricerca delle amministrazioni regionali, alla elaborazione di studi di fattibilit per favorire la creazione di banche a carattere regionale. A tale fine autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dal 2005.
8. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio 2005, stabilito un incremento delle tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione di cui allarticolo 18 della legge 1 dicembre 1986, n. 870, in modo da assicurare, su base annua, maggiori entrate pari a 24 milioni di euro a decorrere dallanno 2005. Una quota delle predette maggiori entrate, pari ad euro 20 milioni per lanno 2005, e ad euro 12 milioni a decorrere dallanno 2006, riassegnata allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la copertura degli oneri di cui allarticolo 2, commi 3, 4 e 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190.

Art. 36.

(Disposizioni in materia di conservazione dei beni culturali)

1. I beni culturali immobili dello Stato, delle regioni e degli enti locali, per luso dei quali attualmente non corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere dati in uso a soggetti privati con pagamento di un canone fissato dal competente organo periferico preposto alla tutela. Il concessionario si impegna a realizzare a proprie spese gli interventi di restauro e conservazione indicati dal predetto ufficio.

2. Dal canone di concessione vengono detratte le spese sostenute dal concessionario per il restauro entro il limite massimo del canone stesso. Il concessionario obbligato a rendere fruibile il bene da parte del pubblico con le modalit e i tempi stabiliti nellatto di concessione o in apposita convenzione unita allatto stesso.
3. I beni culturali che possono formare oggetto di tali concessioni sono individuati con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali su proposta del Direttore regionale competente. Lindividuazione del concessionario avviene mediante procedimento ad evidenza pubblica.

Art. 37.

(Interventi in materia di giustizia)

1. Allarticolo 10, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: il processo di valore inferiore a euro 1.100 e sono soppresse.

2. I commi 1 e 2 dellarticolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono sostituiti dal seguente:

1. Il contributo unificato dovuto nei seguenti importi:
a) euro 30 per i processi di valore fino a 1.100 euro;

b) euro 70 per i processi di valore superiore a euro 1.100 e fino a euro 5.200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonch per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile;
c) euro 170 per i processi di valore superiore a euro 5.200 e fino a euro 26.000 e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace;
d) euro 340 per i processi di valore superiore a euro 26.000 e fino a euro 52.000 e per i processi civili e amministrativi di valore indeterminabile;
e) euro 500 per i processi di valore superiore a euro 52.000 e fino a euro 260.000;
f) euro 800 per i processi di valore superiore a euro 260.000 e fino a euro 520.000;
g) euro 1.110 per i processi di valore superiore a euro 520.000.

3. Per i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto pari a euro 200. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo ridotto della met. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo dovuto pari a euro 120.

4. Larticolo 46, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, sostituito dal seguente:

1. Le cause e le attivit conciliative in sede non contenziosa il cui valore non eccede la somma di euro 1.033,00 e gli atti e i provvedimenti ad esse relativi sono soggetti soltanto al pagamento del contributo unificato, secondo gli importi previsti dallarticolo 13 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni.
5. Le somme derivanti dal maggior gettito di cui ai precedenti commi sono versate al bilancio dello Stato, per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero della giustizia per il pagamento di debiti pregressi nonch per ladeguamento delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari.

6. Allarticolo 11 della legge 21 novembre 1991, n. 374, aggiunto, in fine, il seguente comma: 4-ter. Le indennit previste dal presente articolo non possono superare in ogni caso limporto di euro 72.000 lordi annui. La disposizione del presente comma si applica anche ai giudici tributari.
7. I veicoli giacenti presso i custodi a seguito dellapplicazione di provvedimenti di sequestro dellautorit giudiziaria, anche se non confiscati, sono alienati, anche ai soli fini della rottamazione, mediante cessione al soggetto titolare del deposito ove ricorrano le seguenti condizioni:

a) siano ritenute cessate, con ordinanza dellautorit giudiziaria da comunicare allavente diritto alla restituzione, le esigenze che avevano motivato ladozione del provvedimento di sequestro;

b) siano immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni e siano privi di interesse storico e collezionistico;
c) siano comunque custoditi da oltre due anni alla data del 1 luglio 2002;
d) siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione allavente diritto alla restituzione dellordinanza di cui alla lettera a) senza che questi abbia provveduto al ritiro.

8. La cessione disposta, anche in assenza di documentazione in ordine allo stato di conservazione, sulla base di elenchi predisposti dalla cancelleria o dalla segreteria nei quali i veicoli sono individuati secondo il tipo, il modello e il numero di targa o di telaio.

9. Allalienazione e alle attivit ad essa funzionali e connesse procede una commissione costituita presso i tribunali e presso i tribunali per i minorenni, secondo modalit stabilite con decreto del Ministero della giustizia di concerto con le altre amministrazioni interessate.
10. Lalienazione del veicolo si perfeziona con la notifica al custode acquirente del provvedimento, eventualmente relativo ad elenchi di veicoli, dal quale risulta la determinazione allalienazione da parte dellufficio giudiziario competente.
11. Il provvedimento di alienazione comunicato allautorit giudiziaria che aveva disposto il sequestro.
12. Il provvedimento altres comunicato al pubblico registro automobilistico competente, il quale provvede, senza oneri, allaggiornamento delle relative iscrizioni.
13. Al custode riconosciuto, in deroga alle tariffe previste dagli articoli 59 e 276 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, un importo complessivo forfettario, comprensivo del trasporto, determinato, per ciascuno degli anni di custodia, nel modo seguente:

a) euro 6 per ogni mese o frazione di esso per i motoveicoli e i ciclomotori;

b) euro 24 per ogni mese o frazione di esso per gli autoveicoli e i rimorchi di massa complessiva inferiore a 3,5 tonnellate, per le macchine agricole e operatrici;
c) euro 30 per ogni mese o frazione di esso per gli autoveicoli e i rimorchi di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

14. Gli importi sono progressivamente ridotti del 20 per cento per ogni anno o frazione di esso successivo al primo di custodia del veicolo, salva leventuale intervenuta prescrizione delle somme dovute.

15. Le somme complessivamente dovute sono corrisposte in cinque ratei annui costanti a decorrere dallanno 2006.
16. Alle procedure di alienazione o rottamazione gi avviate e non ancora concluse e alle relative istanze di liquidazione dei compensi, comunque presentate dai custodi, si applicano, qualora esse concernano veicoli in possesso dei requisiti cui al comma 7, le disposizioni di cui ai commi da 7 a 15.
17. Allarticolo 82, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, le parole: e previo parere del consiglio dellordine, sono soppresse.
18. Larticolo 30, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sostituito dal seguente:

1. La parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per lassegnazione o la vendita di beni pignorati, anticipa i diritti, le indennit di trasferta e le spese di spedizione per la notificazione eseguita su richiesta del funzionario addetto allufficio, in modo forfettizzato, nella misura di euro 8,00, eccetto che nei processi previsti dallarticolo unico della legge 2 aprile 1958, n. 319, e successive modificazioni, e in quelli in cui si applica lo stesso articolo.
19. La tabella di cui allallegato n. 1 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, abrogata.

Titolo III

DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI ENTRATA

Art. 38.

(Redditi immobiliari. Lotta al sommerso)

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) allarticolo 6, primo comma:
1) dopo la lettera e) inserita la seguente:
e-bis) denunce di inizio attivit presentate allo sportello unico comunale per ledilizia, permessi di costruire e ogni altro atto di assenso comunque denominato in materia di attivit edilizia rilasciato dai comuni ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, relativamente ai soggetti dichiaranti, agli esecutori e ai progettisti dellopera;
2) alla lettera g-ter), dopo le parole: contratti di somministrazione di energia elettrica, sono inserite le seguenti: di servizi telefonici, di servizi idrici e del gas,;
b) allarticolo 7:
1) al primo comma, le parole: riguardanti gli atti di cui alla lettera g) dellarticolo 6 sono sostituite dalle seguenti: contenuti negli atti di cui alle lettere e-bis) e g) del primo comma dellarticolo 6;

2) al quinto comma, aggiunto, in fine, il seguente periodo: Al fine dellemersione delle attivit economiche, con particolare riferimento allapplicazione dei tributi erariali e locali nel settore immobiliare, gli stessi soggetti devono comunicare i dati catastali identificativi dellimmobile presso cui attivata lutenza;
3) il sesto comma sostituito dal seguente:

Le banche, la societ Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le societ di gestione del risparmio, nonch ogni altro operatore finanziario, fatto salvo quanto disposto dalla lettera g-quater) del primo comma dellarticolo 6 per i soggetti non residenti, sono tenuti a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui qualsiasi operazione di natura finanziaria;
4) lundicesimo comma sostituito dal seguente:
Le comunicazioni di cui ai commi dal primo allottavo del presente articolo sono trasmesse esclusivamente per via telematica. Le modalit e i termini delle trasmissioni nonch le specifiche tecniche del formato dei dati sono definite con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate;
5) al dodicesimo comma, le parole: il Ministro delle finanze sono sostituite dalle seguenti: il Direttore dellAgenzia delle entrate.

2. Ai fini dellapplicazione delle disposizioni previste dallarticolo 7, quinto comma, ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, come modificato dal numero 2) della lettera b) del comma 1 del presente articolo, a decorrere dal 1 aprile 2005 le aziende, gli istituti, gli enti e le societ richiedono i dati identificativi catastali allatto della sottoscrizione dei relativi contratti; per i contratti in essere le medesime informazioni sono acquisite dai predetti soggetti solo in occasione del rinnovo ovvero della modificazione del contratto stesso.

3. Con provvedimento di concerto dei Direttori delle Agenzie delle entrate e del territorio, sono stabilite le informazioni analitiche che individuano univocamente le unit immobiliari, da acquisire con riferimento ai contratti di cui al comma 9.
4. La revisione parziale del classamento delle unit immobiliari site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, e il corrispondente valore medio catastale ai fini dellapplicazione dellimposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dallanalogo rapporto relativo allinsieme delle microzone comunali, richiesta dai comuni agli Uffici provinciali dellAgenzia del territorio. Per i calcoli di cui al precedente periodo, il valore medio di mercato aggiornato secondo le modalit stabilite con il provvedimento di cui al comma 8. LAgenzia del territorio, esaminata la richiesta del comune e verificata la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale con provvedimento del Direttore dellAgenzia medesima.
5. I comuni, constatata la presenza di immobili non dichiarati in catasto ovvero la sussistenza di situazioni di fatto non coerenti con i classamenti catastali, richiedono ai titolari di diritti reali sulle unit immobiliari interessate la presentazione di atti di aggiornamento redatti ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701. La richiesta, contenente gli elementi constatati, tra i quali, qualora accertata, la data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, notificata ai soggetti interessati e comunicata, con gli estremi di notificazione, agli Uffici provinciali dellAgenzia del territorio. Se i soggetti interessati non ottemperano alla richiesta entro novanta giorni dalla notificazione, gli Uffici provinciali dellAgenzia del territorio provvedono, con oneri a carico dellinteressato, alla iscrizione in catasto dellimmobile non accatastato ovvero alla verifica del classamento delle unit immobiliari segnalate, notificando le risultanze del classamento e la relativa rendita. Si applicano le sanzioni previste per le violazioni dellarticolo 28 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni.
6. Le rendite catastali dichiarate o comunque attribuite a seguito della notificazione della richiesta del comune di cui al comma 5 producono effetto fiscale, in deroga alle vigenti disposizioni, a decorrere dal 1 gennaio dellanno successivo alla data cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale, indicata nella richiesta notificata dal comune, ovvero dal 1 gennaio dellanno di notifica della richiesta del comune.
7. Gli importi minimo e massimo della sanzione amministrativa prevista dallarticolo 28 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 1939, n. 1249, come modificati dallarticolo 8, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 1989, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 1989, n. 384, sono elevati rispettivamente a euro 258 e a euro 2.066.
8. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia del territorio, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono stabilite, previa intesa con la Conferenza Stato-citt ed autonomie locali, le modalit tecniche e operative per lapplicazione delle disposizioni di cui ai commi 5 e 6.
9. Al comma 3 dellarticolo 70 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, sono aggiunti i seguenti periodi: A decorrere dal1 gennaio 2005, per gli immobili censiti nel catasto fabbricati, la superficie di riferimento non pu in ogni caso essere inferiore all80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138; per gli immobili gi denunciati, i comuni modificano dufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio con i dati forniti dallAgenzia del territorio, secondo modalit di interscambio stabilite con provvedimento del Direttore della predetta Agenzia, sentita la Conferenza Stato-citt ed autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, i soggetti di cui allarticolo 63, se intestatari catastali, provvedono, a richiesta del comune, a presentare allUfficio provinciale dellAgenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le modalit stabilite dal regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per leventuale conseguente modifica, al comune, della consistenza di riferimento.
10. Al testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni, dopo larticolo 52 inserito il seguente:

Art. 52-bis. (Liquidazione dellimposta derivante dai contratti di locazione) 1. La liquidazione dellimposta complementare di cui allarticolo 42, comma 1, esclusa qualora lammontare del canone di locazione relativo ad immobili, iscritti in catasto con attribuzione di rendita, risulti dal contratto in misura non inferiore al 10 per cento del valore dellimmobile determinato ai sensi dellarticolo 52, comma 4, e successive modificazioni. Restano comunque fermi i poteri di liquidazione dellimposta per le annualit successive alla prima.

11. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, dopo larticolo 41-bis inserito il seguente:

Art. 41-ter. (Accertamento dei redditi di fabbricati) 1. Le disposizioni di cui agli articoli 32, primo comma, numero 7), 38, 40 e 41-bis non si applicano con riferimento ai redditi di fabbricati derivanti da locazione dichiarati in misura non inferiore ad un importo corrispondente al maggiore tra il canone di locazione risultante dal contratto ridotto del 15 per cento e il 10 per cento del valore dellimmobile.

2. In caso di omessa registrazione del contratto di locazione di immobili, si presume, salva documentata prova contraria, lesistenza del rapporto di locazione anche per i quattro periodi dimposta antecedenti quello nel corso del quale accertato il rapporto stesso; ai fini della determinazione del reddito si presume, quale importo del canone, il 10 per cento del valore dellimmobile.
3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, il valore dellimmobile determinato ai sensi dellarticolo 52, comma 4, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni.

12. Le disposizioni degli articoli 52-bis del testo unico delle disposizioni concernenti limposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e 41-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotti, rispettivamente, dai commi 10 e 11 del presente articolo, non trovano applicazione nei confronti dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati o rinnovati a norma degli articoli 2, comma 3, e 4, commi 2 e 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431.

13. Il modello per la comunicazione di cui allarticolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59,convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191, approvato con decreto interdirigenziale del Ministero dellinterno e della Agenzia delle entrate, reso disponibile gratuitamente, in modalit telematica, dalla predetta Agenzia; la comunicazione effettuata, anche avvalendosi degli intermediari di cui allarticolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonch degli uffici dellAgenzia delle entrate, con la compilazione in formato elettronico del relativo modello e con la sua trasmissione, in modalit telematica, alla predetta Agenzia, che provvede, con la medesima modalit, a dare avviso di ricevimento. LAgenzia delle entrate, secondo intese con il Ministero dellinterno, ordina i dati contenuti nelle comunicazioni per la loro successiva trasmissione telematica al predetto Ministero. La presentazione per la registrazione degli atti di cessione di cui al predetto articolo 12 del decreto-legge n. 59 del 1978 tiene luogo della comunicazione di cui al medesimo articolo 12.
14. Lobbligo di comunicazione di cui al comma 13 trova applicazione anche nei riguardi dei soggetti che esercitano abitualmente attivit di intermediazione nel settore immobiliare; la comunicazione dovuta per le cessioni di cui i predetti soggetti hanno diretta conoscenza, per avervi concorso ovvero assistito in ragione della loro attivit, e, relativamente a quelle diverse dalle cessioni in propriet, anche per le cessioni di durata inferiore al mese. In caso di violazione dellobbligo di cui al precedente periodo, si applica la sanzione amministrativa di cui al quarto comma dellarticolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191; in caso di seconda violazione, il sindaco del comune in cui operano i soggetti di cui al primo periodo, su segnalazione dellAgenzia delle entrate, dispone nei riguardi dei medesimi soggetti la sospensione per un mese della loro attivit.
15. I contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento, di unit immobiliari ovvero di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati.

Art. 39.

(Contrasto allevasione in materia di IVA)

1. Allarticolo 3, comma 2, primo periodo, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, le parole: a lire 50 milioni sono sostituite dalle seguenti: ad euro 10.000.

2. Allarticolo 8-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 4 inserito il seguente:
4-bis. Entro il termine previsto per la presentazione della comunicazione di cui ai precedenti commi, il contribuente presenta lelenco dei soggetti titolari di partita IVA nei cui confronti sono state emesse fatture nellanno cui si riferisce la comunicazione nonch lelenco dei soggetti titolari di partita IVA da cui sono state ricevute fatture. Per ciascun soggetto deve essere indicato limporto complessivo delle operazioni effettuate, al netto delle relative note di variazione, con la evidenziazione dellimponibile, dellimposta nonch dellimporto delle operazioni non imponibili e di quelle esenti. Sono esonerati dagli obblighi previsti dal presente comma i contribuenti esonerati dallobbligo di presentazione della dichiarazione, ai sensi dellarticolo 8, comma 1. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono individuati gli elementi informativi da indicare negli elenchi previsti dal presente comma nonch le modalit per la presentazione, esclusivamente in via telematica, degli stessi;
b) il comma 6 sostituito dal seguente:
6. Per lomissione della comunicazione ovvero degli elenchi, nonch per linvio degli stessi con dati incompleti o non veritieri restano applicabili le disposizioni previste dallarticolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

3. Allarticolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, come modificato dallarticolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2004, n. 224, dopo il comma 1-bis inserito il seguente:

1-ter. Ai fini dellapplicazione dellarticolo 53, comma 3, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, i soggetti di imposta trasmettono attraverso lo sportello telematico dellautomobilista di cui al comma 1, entro il termine di quindici giorni dallacquisto, il numero identificativo intracomunitario o, in presenza di successivi passaggi interni precedenti limmatricolazione, il codice fiscale del fornitore, nonch il numero di telaio degli autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi acquistati. La comunicazione altres effettuata, entro il termine di quindici giorni dalla vendita, anche in caso di cessione intracomunitaria o di esportazione dei medesimi veicoli.
4. Con decreto del Capo del Dipartimento per i trasporti terrestri e per i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Direttore dellAgenzia delle entrate sono stabiliti i contenuti e le modalit delle comunicazioni di cui al comma 3.

5. Con la convenzione prevista dallarticolo 1, comma 1-bis, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, definita la procedura di trasmissione telematica allAgenzia delle entrate delle informazioni inviate dai soggetti di imposta ai sensi del comma 3.
6. Allarticolo 1, comma 1, lettera c), del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, aggiunto il seguente periodo: Nella prima ipotesi, il cedente o prestatore deve comunicare allAgenzia delle entrate, esclusivamente per via telematica entro il giorno 16 del mese successivo, i dati contenuti nella dichiarazione ricevuta.
7. Ai fini del necessario coordinamento delle attivit di controllo, da attuare secondo quanto disposto dallarticolo 63, secondo e terzo comma, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, lAgenzia delle entrate condivide con gli altri organi preposti ai controlli in materia di imposta sul valore aggiunto le informazioni risultanti dalle dichiarazioni, di cui allarticolo 1, comma 1, lettera c), del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17.
8. Allarticolo 7 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 4 inserito il seguente:

4-bis. punito con la sanzione prevista nel comma 3 il cedente o il prestatore che omette di inviare, nei termini previsti, la comunicazione di cui allarticolo 1, comma 1, lettera c), ultimo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, o la invia con dati incompleti o inesatti.
9. Chiunque omette di inviare, nei termini previsti, la comunicazione di cui allarticolo 1, comma 1, lettera c), ultimo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, introdotto dal comma 6, o la invia con dati incompleti o inesatti, responsabile in solido con il soggetto acquirente dellimposta evasa correlata allinfedelt della dichiarazione ricevuta.

10. Il Direttore dellAgenzia delle entrate determina, con suo provvedimento, i contenuti e le modalit della comunicazione di cui al comma 6.
11. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo larticolo 60, inserito il seguente:

Art. 60-bis (Solidariet nel pagamento dellimposta). 1. Con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, su proposta degli organi competenti al controllo, sulla base di analisi effettuate su fenomeni di frode, sono individuati i beni per i quali operano le disposizioni dei commi 2 e 3.

2. In caso di mancato versamento dellimposta da parte del cedente relativa a cessioni effettuate a prezzi inferiori al valore normale, il cessionario, soggetto agli adempimenti ai fini del presente decreto, obbligato solidalmente al pagamento della predetta imposta.
3. Lobbligato solidale di cui al comma 2 pu tuttavia documentalmente dimostrare che il prezzo inferiore dei beni stato determinato in ragione di eventi o situazioni di fatto oggettivamente rilevabili o sulla base di specifiche disposizioni di legge e che comunque non connesso con il mancato pagamento dellimposta.

Art. 40.

(Accertamento e riscossione)

1. A decorrere dal periodo dimposta in corso al 1 gennaio 2005, introdotto listituto della pianificazione fiscale concordata cui possono accedere i titolari di reddito dimpresa e gli esercenti arti e professioni. Ladesione alla pianificazione fiscale determina la definizione preventiva, per un triennio, della base imponibile caratteristica dellattivit svolta e comporta la limitazione dei poteri di accertamento da parte dellamministrazione finanziaria.

2. Non possono aderire alla pianificazione fiscale i titolari di reddito dimpresa e gli esercenti arti e professioni che:

a) si sono avvalsi dei regimi forfetari di determinazione dellimponibile o dellimposta, per il periodo dimposta in corso al 1 gennaio 2003;

b) non erano in attivit al 1 gennaio 2002;
c) hanno dichiarato ricavi o compensi di importo superiore a 5.164.569 euro nel periodo dimposta in corso al 1 gennaio 2003. A tale fine non si tiene conto dei ricavi e dei compensi di cui allarticolo 85, comma 1, lettere c), d) ed e), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;
d) hanno omesso la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi per i periodi dimposta in corso al 31 dicembre 2002 e al 31 dicembre 2003.

3. Ladesione alla pianificazione fiscale si perfeziona con laccettazione di importi, proposti ad ogni contribuente dallAgenzia delle entrate, che definiscono per un triennio la base imponibile caratteristica dellattivit svolta, esclusi gli eventuali componenti positivi o negativi di reddito di carattere straordinario.

4. La proposta individuale formulata sulla base di elaborazioni operate dallanagrafe tributaria che tengono conto delle risultanze dellapplicazione degli studi di settore, dei dati sullandamento delleconomia nazionale per distinti settori economici di attivit, della coerenza dei componenti negativi di reddito e di ogni altra informazione disponibile riferibile al contribuente.
5. Ladesione alla proposta comunicata dal contribuente entro trenta giorni dal suo ricevimento; nel medesimo termine, la proposta pu essere altres definita in contraddittorio con il competente ufficio dellAgenzia delle entrate, esclusivamente nel caso in cui il contribuente sia in grado di documentare una evidente infondatezza della stessa, sulla base dellesistenza di:

a) significative variazioni degli elementi strutturali nellesercizio dellattivit rispetto a quelli presi a base per la formulazione della proposta;

b) dati ed elementi presi a base per la formulazione della proposta divergenti sensibilmente, allatto della definizione.

6. Per i periodi dimposta oggetto di pianificazione, relativamente al reddito caratteristico dimpresa o di arti o professioni:
a) sono inibiti i poteri spettanti allamministrazione finanziaria sulla base delle disposizioni di cui allarticolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni;

b) esclusa laliquota del 23 per cento, quella marginale applicabile ai fini dellimposta sul reddito, nonch quella applicabile ai fini dellimposta sul reddito delle societ, sono ridotte di 4 punti percentuali, per la parte di reddito dichiarato eccedente quello definito;
c) esclusa lapplicazione dei contributi previdenziali per la parte di reddito dichiarato eccedente quello definito; resta salva la facolt di effettuare i versamenti su base volontaria.

7. Ai fini dellimposta sul valore aggiunto, allammontare degli eventuali maggiori ricavi o compensi da dichiarare rispetto a quelli risultanti dalle scritture contabili si applica, tenendo conto della esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali, laliquota media risultante dal rapporto tra limposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume daffari dichiarato.

8. Per i periodi dimposta oggetto di pianificazione sono inibiti i poteri spettanti allamministrazione finanziaria in base alle disposizioni di cui agli articoli 54, secondo comma, secondo periodo, e 55, secondo comma, numero 3), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.
9. In caso di mancato rispetto della pianificazione, da comunicare nella dichiarazione dei redditi, lAgenzia delle entrate procede ad accertamento parziale in ragione del reddito oggetto dellaccordo nonch, per limposta sul valore aggiunto, in ragione del volume daffari corrispondente ai ricavi o compensi caratteristici a base dellaccordo, salve le ipotesi di documentati accadimenti straordinari e imprevedibili; in tale ultima ipotesi trova applicazione il procedimento di accertamento con adesione previsto dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.
10. Linibizione dei poteri di cui ai commi 6, lettera a), e 8 non opera qualora sia constatata lemissione o lutilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Nei confronti dei medesimi soggetti non operano i benefici di cui al comma 6, lettere b) e c).
11. Con regolamento del Ministro delleconomia e delle finanze, da adottare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuate le singole categorie di contribuenti nei cui riguardi progressivamente, nel corso del triennio, trova applicazione la pianificazione fiscale concordata, sono definite le modalit di attuazione dei criteri di cui al comma 4 e sono emanate le relative norme di attuazione; con il medesimo regolamento, ai fini della progressiva entrata a regime della pianificazione fiscale concordata, sono altres individuate le categorie di contribuenti che possono definire i redditi mediante la esclusiva accettazione degli importi proposti per uno o due periodi dimposta.
12. Con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate sono definite le modalit di invio delle proposte, anche in via telematica, direttamente al contribuente ovvero per il tramite degli intermediari di cui allarticolo 3, commi 2-bis e 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, nonch le modalit di adesione.
13. Gli studi di settore previsti allarticolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono soggetti a revisione, sentite le associazioni professionali e di categoria ai sensi del comma 1 del medesimo articolo 62-bis, entro il quarto anno successivo a quello di entrata in vigore dello studio di settore ovvero dellultima revisione del medesimo; in ogni caso le risultanze degli studi di settore sono aggiornate ogni anno, con provvedimento del Direttore dellAgenzia delle entrate, sulla base delle elaborazioni dellISTAT che individuano, in relazione ai dati di contabilit nazionale, indici differenziati per settore, territorio e dimensione dei soggetti interessati. Tali indici sono forniti dallISTAT alla Agenzia delle entrate entro il mese di gennaio di ciascun anno; il provvedimento del Direttore della predetta Agenzia, sentite le associazioni professionali e di categoria, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 marzo dello stesso anno e ha effetto con riferimento ai redditi del periodo di imposta in corso al 31 dicembre dellanno precedente.
14. Negli articoli 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 51 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate, rispettivamente, le seguenti modificazioni:

a) al citato articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, al primo comma, numero 5), dopo le parole: richiedere, possono essere richiesti e devono essere fornite sono inserite le seguenti: anche telematicamente; al primo comma, numero 7), dopo le parole: richiedere, possono essere richiesti e deve essere inviata sono inserite le seguenti: anche telematicamente;

b) al citato articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, al secondo comma, numero 5), dopo le parole: richiedere, possono essere richiesti e devono essere fornite sono inserite le seguenti: anche telematicamente; al secondo comma, numero 7), dopo le parole: richiedere, possono essere richiesti e deve essere inviata sono inserite le seguenti: anche telematicamente.

15. Al fine di una maggiore efficienza, efficacia ed effettivit dellistituto della pianificazione fiscale concordata, al primo periodo del comma 1 dellarticolo 41-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole da: gli uffici delle imposte fino a: delle imposte dirette sono sostituite dalle seguenti: i competenti uffici dellAgenzia delle entrate, qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche nonch dalle segnalazioni effettuati dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale ovvero da un ufficio della medesima Agenzia ovvero di altre Agenzie fiscali;
b) dopo le parole: non spettanti, sono inserite le seguenti: nonch lesistenza di imposte o di maggiori imposte non versate, escluse le ipotesi di cui agli articoli 36-bis e 36-ter,;

c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: , ovvero la maggiore imposta da versare, anche avvalendosi delle procedure previste dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.

16. Al quinto comma dellarticolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole da: lufficio dellimposta fino a: indirette sugli affari sono sostituite dalle seguenti: i competenti uffici dellAgenzia delle entrate, qualora dagli accessi, ispezioni e verifiche nonch dalle segnalazioni effettuati dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione regionale ovvero da un ufficio della medesima Agenzia ovvero di altre Agenzie fiscali;

b) dopo le parole: lesistenza di corrispettivi sono inserite le seguenti: o di imposta;
c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: , nonch limposta o la maggiore imposta non versata, escluse le ipotesi di cui allarticolo 54-bis, anche avvalendosi delle procedure previste dal decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.

17. Al comma 181 dellarticolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, primo periodo dellalinea, le parole: alle altre categorie reddituali sono sostituite dalle seguenti: alle medesime o alle altre categorie reddituali, nonch con riferimento ad ulteriori operazioni rilevanti ai fini dellimposta sul valore aggiunto,.

18. Allarticolo 70 della legge 21 novembre 2000, n. 342, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: alle categorie reddituali diverse da quelle che hanno formato oggetto degli accertamenti stessi sono sostituite dalle seguenti: alle medesime o alle altre categorie reddituali nonch con riferimento ad ulteriori operazioni rilevanti ai fini dellimposta sul valore aggiunto;

b) al comma 2, le parole da: qualora fino a: indipendentemente sono sostituite dalle seguenti: indipendentemente dalla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi e.

19. I commi 2 e 3 dellarticolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sono abrogati. La disposizione del periodo precedente ha effetto a decorrere dal periodo dimposta in corso al 31 dicembre 2004.

20. Allarticolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1:
1) le parole: il primo periodo sono sostituite dalle seguenti: i periodi;

2) le parole: nella dichiarazione dei redditi sono sostituite dalle seguenti: nelle dichiarazioni di cui allarticolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni,;
3) le parole: per adeguare i ricavi o i compensi sono sostituite dalle seguenti: per adeguare gli stessi, anche ai fini dellimposta regionale sulle attivit produttive,;

b) al comma 2:
1) le parole da: Per il primo periodo dimposta fino a: revisione del medesimo, sono sostituite dalle seguenti: Per i medesimi periodi dimposta di cui al comma 1,;

2) le parole: pu essere sono sostituite dalla seguente: ;
3) le parole: di presentazione della dichiarazione dei redditi sono sostituite dalle seguenti: del versamento a saldo dellimposta sul reddito; i maggiori corrispettivi devono essere annotati, entro il suddetto termine, in unapposita sezione dei registri di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, e riportati nella dichiarazione annuale.

21. In esecuzione dellarticolo 6, comma 5, della legge 27 luglio 2000, n. 212, lAgenzia delle entrate comunica mediante raccomandata con avviso di ricevimento ai contribuenti lesito dellattivit di liquidazione, effettuata ai sensi dellarticolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata. La relativa imposta o la maggiore imposta dovuta, a decorrere dal periodo dimposta 2001, versata mediante modello di pagamento, di cui allarticolo 19 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, precompilato dallAgenzia. In caso di mancato pagamento entro il termine di trenta giorni dal ricevimento dellapposita comunicazione si procede alliscrizione a ruolo, secondo le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, con lapplicazione della sanzione di cui allarticolo 13, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e degli interessi di cui allarticolo 20 del predetto decreto n. 602 del 1973, a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della predetta comunicazione.

22. Ai commi 2 e 1, rispettivamente, degli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, e successive modificazioni, con riferimento alle dichiarazioni presentate dal 1 gennaio 1999, sono aggiunte, in fine, le seguente parole: e gli interessi sono dovuti fino allultimo giorno del mese antecedente a quello dellelaborazione della comunicazione.
23. Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dopo larticolo 10 inserito il seguente:

Art. 10-bis. (Omesso versamento di ritenute certificate). 1. punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto dimposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo dimposta.
24. Allarticolo 49, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, dopo le parole: costituisce titolo esecutivo sono aggiunte le seguenti: ; il concessionario pu altres promuovere azioni cautelari e conservative, nonch ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

25. Allarticolo 19 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera a), dopo le parole: alla consegna del ruolo ovvero, sono inserite le seguenti: per i ruoli straordinari, entro il secondo mese successivo, nonch,;

b) al comma 4, dopo le parole: di segnalare azioni cautelari ed esecutive sono inserite le seguenti: nonch conservative ed ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore.

26. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) allarticolo 12, comma 3, dopo la parola: contribuente, sono inserite le seguenti: la specie del ruolo,;

b) allarticolo 19, comma 4-bis, le parole: ad espropriazione forzata sono sostituite dalle seguenti: alla riscossione coattiva; nel medesimo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: secondo le disposizioni di cui al titolo II del presente decreto;
c) allarticolo 25, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: , a pena di decadenza, entro lultimo giorno del quinto mese successivo a quello di consegna del ruolo, ovvero entro lultimo giorno del secondo mese successivo alla consegna se la cartella relativa ad un ruolo straordinario.

27. Al decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) allarticolo 8, comma 2, terzo periodo, le parole: garanzia con le modalit di cui allarticolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sono sostituite dalle seguenti: idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria; al medesimo articolo 8, dopo il comma 3, inserito il seguente:
3-bis. In caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate successive, se il garante non versa limporto garantito entro trenta giorni dalla notificazione di apposito invito, contenente lindicazione delle somme dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, il competente ufficio dellAgenzia delle entrate provvede alliscrizione a ruolo delle predette somme a carico del contribuente e dello stesso garante;
b) allarticolo 15, comma 2, le parole: commi 2 e 3 sono sostituite dalle seguenti: commi 2, 3 e 3-bis.

28. Allarticolo 48, comma 3, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, le parole: garanzia secondo le modalit di cui allarticolo 38-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 sono sostituite dalle seguenti: garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria; al medesimo articolo 48, dopo il comma 3 inserito il seguente:

3-bis. In caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate successive, se il garante non versa limporto garantito entro trenta giorni dalla notificazione di apposito invito, contenente lindicazione delle somme dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, il competente ufficio dellAgenzia delle entrate provvede alliscrizione a ruolo delle predette somme a carico del contribuente e dello stesso garante.
29. Le disposizioni del comma 25, lettera a), e del comma 26, lettere a) e c), si applicano con riferimento ai ruoli resi esecutivi successivamente al 1 gennaio 2005.

30. Ferme restando le attribuzioni e i poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, nonch quelli previsti dagli articoli 51 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, per la riscossione dei crediti indebitamente utilizzati in tutto o in parte, anche in compensazione ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, lAgenzia delle entrate pu emanare apposito atto di recupero motivato da notificare al contribuente con le modalit previste dallarticolo 60 del citato decreto n. 600 del 1973. La disposizione del periodo precedente non si applica alle attivit di recupero delle somme di cui allarticolo 1, comma 3, del decreto-legge 20 marzo 2002, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 maggio 2002, n. 96, e allarticolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27.
31. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute entro il termine assegnato dallufficio, comunque non inferiore a sessanta giorni, si procede alla riscossione coattiva con le modalit previste dal decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.
32. La competenza allemanazione degli atti di cui al comma 30, emessi prima del termine per la presentazione della dichiarazione, spetta allufficio nella cui circoscrizione il domicilio fiscale del soggetto per il precedente periodo dimposta.
33. In deroga alle disposizioni dellarticolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, i termini di decadenza per liscrizione a ruolo previsti dallarticolo 17, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, sono prorogati al 31 dicembre 2006 per le dichiarazioni presentate nellanno 2003.
34. In deroga alle disposizioni di cui allarticolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il versamento dellimposta comunale sugli immobili si esegue utilizzando esclusivamente il modello di pagamento unificato di cui allarticolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, dintesa con lAssociazione nazionale dei comuni italiani, sono stabilite la misura dei compensi per la riscossione, nonch le modalit di rendicontazione e di riversamento.
35. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo larticolo 75 inserito il seguente:

Art. 75-bis. (Dichiarazione stragiudiziale del terzo). 1. Il concessionario, prima di procedere ai sensi degli articoli 543 e seguenti del codice di procedura civile, pu chiedere a soggetti terzi, debitori del soggetto che iscritto a ruolo, di indicare per iscritto, anche solo in modo generico, le cose e le somme da loro dovute al creditore.

36. effettuato mediante ruolo il recupero delle somme dovute, per inadempimento, dallincaricato del servizio di intermediazione allincasso ovvero dal garante del debitore di entrate riscosse ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

37. La durata delle concessioni del servizio nazionale della riscossione e degli incarichi di commissario governativo, delegato provvisoriamente alla riscossione, prorogata al 31 dicembre 2005.

Art. 41.

(Demanio e patrimonio pubblico)

1. Nellambito delle attivit volte al riordino, alla razionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, lAgenzia del demanio autorizzata, con decreto dirigenziale del Ministero delleconomia e delle finanze, a vendere a trattativa privata, anche in blocco, le quote indivise di beni immobili, i fondi interclusi nonch i diritti reali su immobili, dei quali lo Stato proprietario ovvero comunque titolare. Il prezzo di vendita stabilito secondo criteri e valori di mercato, tenuto conto della particolare condizione giuridica dei beni e dei diritti. Il perfezionamento della vendita determina il venire meno delluso governativo, delle concessioni in essere nonch di ogni altro eventuale diritto spettante a terzi in caso di cessione.

2. Le aree che appartengono al patrimonio e al demanio dello Stato, sulle quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni hanno realizzato le opere di urbanizzazione di cui allarticolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, sono trasferite in propriet, a titolo oneroso, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, al patrimonio indisponibile del comune che le richiede, con vincolo decennale di inalienabilit.
3. La richiesta di trasferimento di cui al comma 2 presentata alla filiale dellAgenzia del demanio territorialmente competente, corredata dalle planimetrie e dagli atti catastali che identificano le aree oggetto di trasferimento.
4. Il corrispettivo del trasferimento di cui al comma 2 determinato secondo i parametri fissati nellelenco 3 allegato alla presente legge. I parametri sono aggiornati annualmente, a decorrere dal 1 gennaio 2006, nella misura dell8 per cento.
5. Le somme dovute dai comuni per loccupazione delle aree di cui al comma 2, non versate fino alla data di stipulazione dellatto del loro trasferimento, sono corrisposte, contestualmente al trasferimento, in misura pari a un terzo degli importi di cui allelenco 3 allegato alla presente legge, per ogni anno di occupazione, nei limiti della prescrizione quinquennale. Con il trasferimento delle aree si estinguono i giudizi pendenti, promossi dallamministrazione demaniale e comunque preordinati alla liberazione delle aree di cui al comma 2, e restano compensate fra le parti le spese di lite.
6. I beni immobili che non formano oggetto delle procedure di dismissione disciplinate dal decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, di valore non superiore a 200.000 euro, individuati con i decreti di cui allarticolo 1, comma 1, dello stesso decreto-legge n. 351 del 2001, possono essere alienati direttamente dallAgenzia del demanio a trattativa privata, se non aggiudicati in vendita, al prezzo pi alto, a seguito di procedura di invito pubblico ad offrire, di durata non inferiore al mese, esperito telematicamente attraverso il sito INTERNET della medesima Agenzia.
7. Le alienazioni di cui al comma 6 non sono soggette alla disposizione di cui al comma 113 dellarticolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, concernente il diritto di prelazione degli enti locali territoriali. Non sono altres soggette alla disposizione di cui al periodo precedente le alienazioni effettuate direttamente dalla Agenzia del demanio a trattativa privata, a seguito di asta pubblica deserta, aventi ad oggetto immobili di valore inferiore a 500.000 euro; in caso di valore pari o superiore al predetto importo, il diritto di prelazione esercitato dallente locale entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione della determinazione a vendere, e delle relative condizioni, da parte dellAgenzia del demanio.
8. Relativamente agli immobili di cui al comma 6 fatto salvo il diritto di prelazione in favore dei concessionari, dei conduttori nonch dei soggetti che si trovano comunque nel godimento dellimmobile oggetto di alienazione, a condizione che gli stessi abbiano soddisfatto tutti i crediti richiesti dallamministrazione competente.
9. Le disposizioni agevolative previste dalla normativa vigente in favore di enti locali territoriali e di enti pubblici e privati, in materia di utilizzo di beni immobili di propriet statale sono applicate in regime di reciprocit in favore delle amministrazioni dello Stato che a loro volta utilizzano, per usi governativi, immobili di propriet degli stessi enti.
10. Il regio decreto-legge 10 settembre 1923, n. 2000, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473, abrogato.
11. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli alloggi di cui allarticolo 2 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, sono trasferiti in propriet, a titolo gratuito e nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano al momento del loro trasferimento, ai comuni nel cui territorio gli stessi sono ubicati. I comuni procedono, entro centoventi giorni dalla data della volturazione, allaccertamento di eventuali difformit urbanistico-edilizie. Le disposizioni del presente comma non si applicano agli alloggi realizzati in favore dei profughi ai sensi dellarticolo 18 della legge 4 marzo 1952, n. 137.
12. Dopo il comma 13-bis dellarticolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono aggiunti i seguenti:

13-ter. In sede di prima applicazione dei commi 13 e 13-bis, il Ministero della difesa, Direzione generale dei lavori e del demanio, di concerto con lAgenzia del demanio, individua entro il 31 gennaio 2005 beni immobili comunque in uso allAmministrazione della difesa, non pi utili ai fini istituzionali, da dismettere e, a tale fine, consegnare al Ministero delleconomia e delle finanze e, per esso, allAgenzia del demanio.

13-quater. Gli immobili individuati e consegnati ai sensi del comma 13-ter entrano a far parte del patrimonio disponibile dello Stato per essere assoggettati alle procedure di valorizzazione e di dismissione di cui al decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e di cui ai commi da 6 a 8. Gli immobili individuati sono stimati a cura dellAgenzia del demanio nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano.
13-quinquies. Una quota fino al 100 per cento del valore determinato ai sensi del comma 13-quater finalizzata al soddisfacimento delle esigenze del Ministero della difesa. A tale fine la Cassa depositi e prestiti Spa concede al Ministero della difesa, entro trenta giorni dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 13-ter, anticipazioni finanziarie della quota come sopra determinata, pari al valore degli immobili individuati, e comunque per un importo complessivo non superiore a 954 milioni di euro. Le condizioni generali ed economiche delle anticipazioni sono stabilite in conformit con le condizioni praticate sui finanziamenti della gestione separata di cui allarticolo 5, comma 8. Il Ministro delleconomia e delle finanze provvede al rimborso delle somme anticipate e dei connessi oneri finanziari a valere sui proventi delle dismissioni degli immobili.
13-sexies. Le anticipazioni concesse dalla Cassa depositi e prestiti Spa, entro il limite di cui al comma 13-quinquies, in relazione al valore degli immobili conferiti allAgenzia del demanio dal Ministero della difesa, sono versate allentrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al medesimo Dicastero su appositi fondi relativi ai consumi intermedi e agli investimenti fissi lordi, da ripartire, nel corso della gestione, sui capitoli interessati, con decreto del Ministro della difesa da comunicare, anche con evidenze informatiche, al Ministero delleconomia e delle finanze, tramite lUfficio centrale del bilancio, nonch alle Commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei conti.
13-septies. A valere sulle somme riassegnate al Ministero della difesa a seguito delle procedure di valorizzaz

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=14&id=122000


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