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Interrogazione n. 2-01419: Recenti trasferimenti di diversi responsabili delle soprintendenze al patrimonio storico-artistico e demoantropologico
2005-01-20

PRESIDENTE. L'onorevole Motta ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01419 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 10).

CARMEN MOTTA. Signor Presidente, i primi firmatari di questa interpellanza, la sottoscritta e gli onorevoli Marcora e Tedeschi, hanno appreso dalla stampa locale di Parma, in data 28 dicembre 2004, del trasferimento presso la soprintendenza di Siena della soprintendente di Parma, dottoressa Lucia Fornari Schianchi.

Al suo posto è stata nominata la dottoressa Giovanna Damiani, vicedirettore della galleria di arte moderna di Palazzo Pitti, che non conosciamo e di cui non mettiamo certo in discussione competenza e professionalità: lo vogliamo dire con grande chiarezza per evitare equivoci di sorta.

Tale interpellanza non è stata, quindi, presentata per una questione attinente a personalismi. Crediamo, invece, che questo caso di trasferimento rientri in un quadro nazionale di spostamenti e di nomine attuati dal ministero, che hanno determinato l'assegnazione di molte sedi a reggenti con evidenti e, a nostro avviso, scontate conseguenze di precarietà ed instabilità. Ciò in un momento in cui, invece, riteniamo che interventi e progetti di tutela in ambito storico, artistico e culturale nel nostro paese avrebbero bisogno, al contrario, di certezze sia sul piano delle responsabilità gestionali sia su quello delle risorse economiche a ciò destinate.

Tali nomine di reggenti riguardano, tra l'altro, la totalità delle sedi della regione Emilia-Romagna (dalla quale proveniamo) e, in particolare, le sedi di Parma, Modena e Bologna. Riteniamo che questa scelta sia coerente e funzionale, perché si inserisce nella riforma del Ministero per i beni e le attività culturali promossa dal ministro Urbani.

Vorrei richiamare alcuni dati di carattere generale che confermano questo nostro convincimento. Quella attuata è una riforma di grandi annunci e di grandi promesse, ma che, a nostro parere, anziché rafforzare il lavoro tecnico, scientifico e culturale che dovrebbe predominare nell'ambito delle soprintendenze a tutela e valorizzazione del patrimonio delle città e dei territori, distrae risorse umane e finanziarie, peraltro ridottissime, per implementare esclusivamente l'aspetto procedimentale.

A questo punto, vorrei citare un esempio. Nelle direzioni generali regionali vi è stata un'ampia immissione di quadri e amministrativi, i quali credo conoscano i costi di restauro e di vincolo, ma non so se conoscano molto di più.

Ritengo, peraltro, che a ciascuno ovviamente vada riconosciuto il proprio mestiere.
Vi è poi un secondo punto: l'indebolimento degli uffici periferici dei musei piccoli e anche grandi, perché non è stata prevista alcuna risorsa a sostegno dell'attività principale e primaria di questi istituti.
Al riguardo, ricordo che molti istituti (tali questioni vengono segnalate a noi parlamentari) non riescono nemmeno a pagare il costo delle utenze. Ciò va imputato al cosiddetto decreto «taglia spese» del luglio 2004, che ha ridotto del 46 per cento le spese di funzionamento e del 26 per cento quelle di investimento.
L'ultima legge finanziaria ha operato un ulteriore taglio del 10 per cento; i fondi speciali collegati al lotto sono stati ridotti sensibilmente, quasi della metà, e anche il fondo speciale dell'8 per mille ha subito una riduzione. Tutto ciò è avvenuto per finanziare la spesa corrente.

Un altro aspetto da sottolineare è che è stata data grande enfasi alla riforma, che è stata definita una vera e propria rivoluzione. Per noi si tratta di una rivoluzione in negativo, perché si ragiona solo per presunti grandi obiettivi, smantellando, però, quella rete diffusa su tutto il territorio che ha caratterizzato fino ad ora le strutture di questo ministero.
Gli ultimi casi - li cito soltanto per puntualità - sono quelli della sovrintendenza ai beni archeologici di Roma e della direzione degli Uffizi di Firenze. Mancano le risorse perché la scelta di fronte alla quale si trova il ministero è tra l'assunzione di tecnici, architetti e ingegneri, sicuramente necessari, e il finanziamento delle proroghe speciali. È un bel dilemma, sul quale si misura il livello di tutela di cui vogliamo dotarci.

Da ultimo, l'annullamento delle funzioni dirigenziali e tecnico-scientifiche e l'assegnazione di reggenze ad personam sono l'oggetto di cui ci stiamo occupando con questa interpellanza e l'aspetto, in questo caso, più importante. Non si applica più da anni la legge relativa al corso-concorso per la selezione dei dirigenti.
Sono state abbandonate, quindi, regole di certezza e procedure che forniscono garanzie in termini di trasparenza e di qualità tecnico-professionali. Si è provveduto a riempire il ministero di consulenti, con un accentramento burocratico mai visto prima, mentre, ovviamente, in quest'aula si parlava di devoluzione e di federalismo.

Al ministero sono stati nominati 46 dirigenti centrali, rispetto agli 8 precedenti già in servizio.
Questa riforma del vertice del Ministero per i beni e le attività culturali è costata, secondo quanto dichiarato e reso pubblico dalle organizzazioni sindacali, 1.358.967,25 euro (pari a circa 2.313.000.000 di vecchie lire). Ricordo che doveva essere a costo zero.

Per ritornare al trasferimento della dottoressa Lucia Fornari Schianchi - ciò fa da quadro generale rispetto a quanto è avvenuto -, vogliamo specificare con grande chiarezza che non siamo per l'inamovibilità dei funzionari pubblici, compresi, dunque, i sovrintendenti.
Lo diciamo con grande chiarezza.
Sono stati introdotti, lo sappiamo, i contratti di tipo privatistico e, quindi, scaduto il contratto di un dirigente, è molto probabile (e forse, in certi casi, auspicabile) che cambi sede lo stesso anche per accrescere, ovviamente, l'esperienza della nostra classe dirigente.

Tuttavia, dobbiamo anche specificare che il contratto della dottoressa Fornari Schianchi scadeva il 31 dicembre 2005,
nella sede di Parma. Quindi, la sede, secondo la logica contrattuale, doveva essere Parma.
Oppure ci sbagliamo? Dunque, quali sono le motivazioni che hanno determinato questa eccezione? Ci risulta che la dottoressa Fornari Schianchi non sia stata preventivamente consultata; non che questo fosse un obbligo, ma ritengo che si tratti di una questione di riguardo verso una dirigente di così lungo servizio, che ha sicuramente prestato il proprio lavoro con grande dedizione e passione.
Il trasferimento le è stato comunicato telefonicamente dal ministero all'antivigilia di Natale, senza specificare quale fosse la nuova sede. Dopo affannosa ricerca e su ovvia richiesta di delucidazioni da parte della dottoressa, si è saputo che la sede cui era destinata era la Toscana e, in particolare, Siena, sede peraltro - intendiamoci - prestigiosa, ossia che richiede sicuramente competenze e adeguate capacità.

La dottoressa Fornari Schianchi ha dichiarato pubblicamente che la sua sorpresa e la sua insoddisfazione non riguardano tanto la sua persona, quanto la funzione culturale da lei ricoperta. Infatti, è noto che questo trasferimento pone dei problemi, che riteniamo seri, per la realizzazione della mostra sul Correggio, prevista per il 2006 in occasione del IX centenario della cattedrale di Parma.

A tale mostra la dottoressa Fornari Schianchi sta lavorando intensamente da tempo e non si può pensare, onestamente, che un cambio a percorso avviato non crei problemi.

A questo punto vorrei citare le dichiarazioni alla stampa locale di Parma dell'onorevole Sgarbi, candidato alla presidenza del comitato per la mostra sul Correggio, il quale specifica che non è stata ancora sciolta l'ambiguità sulla questione del comitato promotore e cioè se sarà quello del Parmigianino, del quale è stato presidente, o quello per le celebrazioni della cattedrale. Il 2006, signor sottosegretario, è molto vicino e il trasferimento aggrava ulteriormente queste già dichiarate incertezze.

Inoltre, la dottoressa Fornari Schianchi ha un lungo e qualificatissimo curriculum e sappiamo che ciò conta molto nell'allestimento di eventi di rilievo nazionale ed internazionale. Sicuramente è valso per la mostra sul Parmigianino e siamo convinti che sarebbe valso anche per la mostra sul Correggio.
Vale per le relazioni, le competenze, le conoscenze che possono facilitare la realizzazione al più alto livello qualitativo di iniziative così importanti per il territorio nel quale sono realizzate e per il livello nazionale. Infatti, vi è una ricaduta positivissima dove tali mostre vengono fatte, ma credo che il lustro valga per tutta la nazione.

Dunque, perché da parte del Ministero non lasciare almeno concludere alla dottoressa Fornari Schianchi un percorso avviato con un intenso lavoro per ottenere, come nel caso della mostra sul Parmigianino, un risultato positivo per Parma e per il nostro paese? Peraltro, non stiamo parlando di un periodo indefinito, ma di un anno e mezzo. Il rispetto del contratto lo avrebbe in parte permesso perché - ripeto - scadeva il 31 dicembre 2005. Ancora di più sarebbe servito per seguire il progetto fino alla sua completa realizzazione. Il trasferimento non poteva avvenire nel 2006?

Interpelliamo il ministro perché preoccupati non tanto di una persona ma di ciò che il trasferimento comporta, quali deputati del territorio, sul nostro territorio. È per questo che vogliamo conoscere le ragioni che presiedono alla decisione del trasferimento della titolare della soprintendenza di Parma e Piacenza.

Inoltre, vorremmo sapere se il ministro, qui rappresentato dal sottosegretario Bono, non intenda recedere dalla suddetta decisione in considerazione dei progetti avviati dalla soprintendenza di Parma e Piacenza. Non si tratta soltanto di quelli riguardanti la mostra sul Correggio ma di molti altri che attendono di essere realizzati con celerità, efficacia e sicurezza nell'interesse di tutti.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali, onorevole Bono, ha facoltà di rispondere.

NICOLA BONO, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Signor Presidente, in riferimento al quesito posto dagli onorevoli interpellanti circa i recenti trasferimenti di diversi responsabili di uffici periferici e l'assegnazione di molte sedi a reggenti, si fa presente che, in base alla normativa vigente, l'amministrazione ha un preciso limite entro il quale può stipulare contratti di diritto privato per affidare la direzione di uffici a dirigenti esterni all'amministrazione medesima, limite che è in rapporto percentuale con l'organico dei dirigenti di ruolo della medesima qualifica professionale.

Una volta superato tale limite percentuale, l'amministrazione che, come è noto, non può procedere all'indizione di concorsi per il reclutamento di nuovi dirigenti, stanti i limiti di spesa pubblica fissati in materia, può coprire le sedi dirigenziali vacanti solo ricorrendo alle reggenze.
È peraltro da aggiungere che il ricorso all'istituto della reggenza non è affatto sintomatico di una diversa capacità professionale o di un diverso livello scientifico dei funzionari individuati per l'affidamento dei rispettivi incarichi.

Per quel che riguarda in particolare il trasferimento ad altra sede della dottoressa Fornari Schianchi, si rappresenta che la dottoressa, in virtù dell'esperienza e della professionalità maturate nella direzione della sede di Parma, è stata assegnata alla sede di Siena, altrettanto prestigiosa e destinataria di consistenti finanziamenti per impegnativi interventi di restauro, che richiedono la presenza di un dirigente esperto e capace.
D'altro canto, per la sede di Parma l'avvicendamento rappresenta anche l'occasione per dare nuovo impulso ed un'ancora più ampia valorizzazione alle realtà museali esistenti, nel segno della continuità con l'attività già precedentemente svolta dalla dottoressa Fornari Schianchi.

PRESIDENTE. L'onorevole Martora, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

LUCA MARCORA. Mi dichiaro completamente insoddisfatto e penso di interpretare anche il parere dei miei colleghi. La risposta è debole ed insufficiente, e non risolve le problematiche, che così ampiamente l'onorevole Motta aveva illustrato.

Quale bisogno c'era di sostituire la professoressa Fornari Schianchi?

Questo ci dovete spiegare, perché se il problema era quello di mettere un «reggente», perché, non essendoci i soldi, c'è un blocco delle assunzioni, chiediamo allora per quale motivo avete dato corso a questa iniziativa.

Se il problema era quello di trovare una persona qualificata, con un lungo curriculum, da mandare a Siena, forse sarebbe stato il caso di consultare l'interessata (ma questo potrebbe anche non essere importante).

Ad ogni modo, per quale motivo andare a prendere questa persona in una realtà locale, come quella di Parma e Piacenza, che forse è ancora più bisognosa di persone così qualificate, con una così lunga esperienza?


L'onorevole Motta ha citato i due principali eventi culturali, che caratterizzeranno la città di Parma nel prossimo periodo:
il IX centenario della fondazione della cattedrale e la mostra sul Correggio. Si tratta di due iniziative che richiedono delle competenze, delle capacità, delle esperienze, quindi una professionalità, che sicuramente la professoressa Fornari Schianchi possedeva. Non si capisce allora per quale motivo la si è trasferita. Non si capisce inoltre, sottosegretario, la sua risposta in merito alla scarsità di risorse finanziarie in dotazione al ministero e al blocco delle assunzioni, proprio perché lei non ci ha detto per quale motivo la professoressa è stata trasferita.

D'altro canto, dobbiamo dire che il suo contratto, di natura privatistica, scadeva il 31 dicembre 2005 (questo va ribadito); pertanto, la sua cessazione anticipata di un anno avrebbe dovuto scaturire da una motivazione forte, che lei però, sottosegretario, non ci ha fornito.
Purtroppo, abbiamo il timore che dietro questo trasferimento ci siano ben altre motivazioni. Ovviamente nulla quaestio sulla professionalità e sulle competenze della persona che sostituirà la professoressa Fornari Schianchi, ma il fatto è che lei, sottosegretario, non ha assolutamente risposto alla nostra interrogazione.

La questione è che non ci sono motivazioni per questo trasferimento, avvenuto un anno prima della scadenza del contratto, con la conseguenza di lasciare scoperta una sede così importante come quella di Parma e Piacenza, soprattutto in relazione ai due eventi che le ho appena citato, che avrebbero richiesto, fra l'altro, una continuità ed una certezza, proprio perché la Fornari Schianchi aveva già, naturalmente, iniziato a lavorare a questi importanti appuntamenti che ci saranno nel 2006.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.

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