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II Commissione - Governo del territorio. Testo unificato C. 153 Bossi ed abb.
2005-01-27

CAMERA DEI DEPUTATI - XIV LEGISLATURA - Gioved 27 gennaio 2005


Resoconto della II Commissione permanente
(Giustizia)

Governo del territorio. Testo unificato C. 153 Bossi ed abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.



Italico PERLINI (FI), relatore, osserva che, secondo quanto previsto dall'articolo 1, il testo unico in esame ha l'obiettivo, in adempimento dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, di stabilire i principi fondamentali in materia di governo del territorio, intendendosi con tale espressione l'insieme delle attivit conoscitive, valutative, regolative, di programmazione, di localizzazione e di attuazione degli interventi, anche di vigilanza e di controllo, volte a perseguire la tutela e valorizzazione del territorio.
Gli articoli successivi determinano la ripartizione delle competenze in tale materia tra lo Stato le regioni le province ed i comuni improntando tali rapporti ai principi di sussidiariet, cooperazione e partecipazione.
Per quanto di competenza della Commissione Giustizia, osserva che l'articolo 4 dispone, al comma 2, che nella definizione degli accordi di programma tra tali enti sono stabilite le responsabilit, le sanzioni e le relative modalit di attuazione in caso di inadempimento degli impegni assunti dai soggetti pubblici.
A tal proposito osserva che appare inopportuno il riferimento contenuto in tale norma alle sanzioni derivanti dall'inadempimento degli obblighi assunti negli accordi di programma in quanto appare pi pertinente far riferimento alle conseguenze derivanti da tali inadempimenti.
Gli articoli successivi disciplinano in maniera completa i principi cui gli enti locali devono adeguarsi nella definizione dei piani urbanistici attraverso la predisposizioni delle necessarie dotazioni di attrezzature, servizi pubblici e di interesse pubblico o generale ed inoltre vengono regolamentate tutte le attivit in materia edilizia.
L'articolo 11 infine delega il Governo ad emanare, entro diciotto mesi dalla entrata in vigore del provvedimento in esame, uno o pi decreti legislativi volti a definire un regime fiscale speciale per gli interventi di fiscalit urbanistica secondo i principi ivi dettati.
In conclusione formula una proposta di parere favorevole con osservazione (vedi allegato 2).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Riassetto normativo del settore dell'autotrasporto di persone e cose.
C. 5197 Governo, approvato dal Senato, ed abb.
(Parere alla IX Commissione).
(Esame e conclusione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pier Paolo CENTO, presidente, in sostituzione del relatore onorevole Lucidi impossibilitato a partecipare alla seduta odierna, osserva che il provvedimento in esame, gi approvato dal Senato, reca una delega al Governo per il riassetto normativo del settore dell'autotrasporto di persone e di cose.
In particolare l'articolo 1 definisce l'oggetto della delega ed i relativi aspetti procedurali, prevedendo il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge per l'adozione di uno o pi decreti legislativi, il parere delle competenti commissioni parlamentari sui relativi schemi, la possibilit di emanare disposizioni integrative e correttive entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge.
L'oggetto della delega individuato con riferimento a tre aree di intervento: servizi automobilistici interregionali di competenza statale; liberalizzazione regolata dell'attivit di autotrasporto, e contestuale raccordo con la disciplina delle condizioni e dei pezzi dei servizi di autotrasporto merci per conto terzi; organizzazione e funzioni delle strutture e degli organismi pubblici operanti nel settore dell'autotrasporto merci.
L'articolo 2 detta i princpi e criteri direttivi generali cui devono essere uniformati i decreti legislativi di cui all'articolo




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1, nonch principi e criteri direttivi specifici in relazione alle tre aree di intervento sopra individuate.
Come princpi e criteri direttivi generali ricorda: il riordino delle normative e il loro adeguamento alla disciplina comunitaria, in un'ottica di mercato aperto e concorrenziale; la salvaguardia della concorrenza fra le imprese operanti nei settori dell'autotrasporto di merci e dell'autotrasporto di viaggiatori; tutela della sicurezza della circolazione e della sicurezza sociale; coordinamento con la recente normativa comunitaria in materia di qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri, e con l'apparato sanzionatorio di cui all'articolo 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni patente a punti).
Quanto ai princpi e criteri direttivi specifici, il progetto di legge in esame stabilisce, con riferimento al riordino delle disposizioni in materia di servizi automobilistici interregionali (articolo 2, comma 2, lettera a)), con particolare riferimento alla competenza della Commissione giustizia, la riformulazione dell'apparato sanzionatorio, con riferimento, in particolare, alla previsione di sanzioni amministrative a carico delle imprese per la perdita dei requisiti necessari al rilascio dell'autorizzazione per l'esercizio dei servizi, per il mancato rispetto delle condizioni e prescrizioni contenute nell'autorizzazione, per gli adempimenti formali di carattere documentale (numero 4).
Per la liberalizzazione dell'esercizio dell'attivit di autotrasporto e per il riordino della disciplina dei prezzi del servizio (articolo 2, comma 2, lettera b), il progetto di legge, per quanto di competenza della Commissione giustizia, prevede, tra i principi e criteri direttivi: la responsabilit soggettiva del vettore ai sensi della normativa vigente e, ove accertata, del committente, del caricatore e del proprietario delle merci, i quali agiscono nell'esercizio di un'attivit di impresa o di pubbliche funzioni, per la violazione delle disposizioni sulla sicurezza della circolazione, per quanto riguarda, in particolare, il carico dei veicoli, i tempi di guida e di riposo dei conducenti e la velocit massima consentita (numero 3); la previsione, di regola, della forma scritta per i contratti di trasporto (numero 4); la previsione della nullit degli effetti derivanti da comportamenti diretti a far gravare sul vettore il peso economico delle sanzioni a carico del committente per effetto delle violazioni di cui al numero 3) (numero 5).
A tal proposito osserva che, dal combinato disposto dei numeri 4) e 6) dell'articolo 2, comma 2, lettera b), non si desume in maniera inequivoca se, per il contratto di trasporto di merci, la forma scritta sia richiesta ad substantiam ovvero ad probationem, sia perch ci non detto espressamente utilizzandosi invece una terminologia (di regola) che si presta ad interpretazioni non univoche, sia perch al numero 6) sembra presupporsi, almeno in alcuni casi, la validit dei contratti a prescindere dalla forma.
Inoltre, si evidenzia che al numero 5) dell'articolo 2, comma 2, lettera b), sarebbe opportuno riferire la nullit non agli effetti derivanti da comportamenti diretti a far gravare sul vettore il peso economico delle sanzioni a carico del committente per effetto delle violazioni previste al numero 3, ma ai patti intercorsi tra le parti, volti a far gravare sul vettore il peso economico di dette sanzioni.
L'articolo 3 reca l'abrogazione di una disposizione del decreto-legge n. 256/2001 (articolo 3), con la quale, mediante interpretazione di una disposizione gi vigente, stato stabilito che la prevista annotazione sulla copia del contratto di trasporto di alcuni dati, a pena di nullit, non comporta l'obbligatoriet della forma scritta del contratto di trasporto previsto dall'articolo 1678 del codice civile, ma rileva soltanto nel caso in cui per la stipula di tale contratto le parti abbiano scelto la forma scritta.
L'articolo 3 stabilisce quindi la decadenza, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, delle azioni da esercitare (sulla base della disposizione abrogata), prevedendo contestualmente,




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per la composizione di tali controversie, la facolt delle parti di procedere, di comune accordo, in sede arbitrale. Il collegio si esprime entro novanta giorni dalla sua investitura.
Per le azioni gi esercitate data facolt alle parti di ricorrere alla composizione in sede extragiudiziale (si intende per tale, ad esempio, la composizione presso i collegi arbitrali istituiti presso le camere di commercio).
A tal proposito osserva che l'articolo 3 presenta una formulazione che potrebbe prestarsi a dubbi interpretativi con riferimento all'ambito della decadenza dall'esercizio di nuove azioni giurisdizionali e alla possibilit di risolvere in sede extragiudiziale le controversie gi instaurate.
Per tali motivi formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 3).

Vincenzo SINISCALCHI (DS-U) annuncia il proprio voto contrario alla proposta di parere formulata.

La Commissione respinge la proposta di parere del relatore.

Pier Paolo CENTO, presidente, a seguito della reiezione della proposta di parere da lui presentatae non essendo state presentate proposte di parere alternative, ritiene che non vi siano le condizioni per la formulazione di una diversa proposta di parere e propone pertanto che la Commissione non esprima il parere sul provvedimento in oggetto.

La Commissione concorda.

La seduta termina alle 13.50.


SEDE REFERENTE
Gioved 27 gennaio 2005. - Presidenza del presidente Gaetano PECORELLA.

La seduta comincia alle 13.50.

Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
C. 3744/B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Ciro FALANGA (FI), relatore, osserva che l'unica disposizione del provvedimento modificata nel corso dell'esame presso il Senato costituita dall'articolo 4, norma che detta i principi e i criteri direttivi che il Governo deve rispettare nell'esercizio della delega per l'emanazione delle misure di sostegno degli organi amministrativi delle Casse di previdenza dei due ordini professionali. In particolare si provveduto ad integrare il contenuto della lettera a), specificando che, nel processo di unificazione delle Casse, eventuali modifiche dei regimi previdenziali non possono comportare effetti peggiorativi sui risultati finanziari delle gestioni previdenziali rispetto alla normativa vigente. Ritiene che la norma in questione sia ultronea poich, trattandosi di soggetti di diritto privato, la loro unificazione regolata dal Codice civile, come ebbe gi ad evidenziare nel corso dell'esame in prima lettura.
In considerazione della notevole attesa da parte degli ordini professionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri per il provvedimento in esame, propone di rendere il pi spedito possibile l'iter del provvedimento, del resto solo marginalmente modificato rispetto al testo approvato dalla Camera. Pertanto propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti gi per l'inizio della prossima settimana.

Gaetano PECORELLA, presidente, comunicando che il provvedimento potrebbe essere calendarizzato in Assemblea gi nella prima decade di febbraio, concordando la Commissione, fissa il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 10 di marted 1o febbraio.




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Nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.55.


AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:


SEDE REFERENTE

Istituzione del ruolo dei magistrati di complemento.
C. 5163 Vitali, C. 921 Lumia, C. 1531 Fragal, C. 1735 Angela Napoli, C. 1780 Misuraca e C. 1912 Gazzara.

Norme in materia di azione di prevenzione patrimoniale e di attribuzioni del procuratore nazionale e del procuratore distrettuale antimafia.
C. 3577 Lumia, C. 733 Siniscalchi e C. 4758 Fragal.

Abrogazione degli articoli del codice penale concernenti i reati in materia di libert di opinione.
C. 2443 Pisapia, C. 3402 Cento e C. 5490 Lussana.


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/frsmcdin.asp?percboll=/_dati/leg14/lavori/bollet/2005


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