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IX Commissione - Governo del territorio. Testo unificato C. 153 e abbinati.
2005-02-02

Governo del territorio. Testo unificato C. 153 e abbinati.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con una condizione).
Mercoled 2 febbraio 2005


La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto


Marcello MEROI (AN), relatore, ricorda che la Commissione chiamata ad esprimere all'VIII Commissione (Ambiente) il parere sul testo unificato delle proposte di legge in materia di governo del territorio (C. 153 Bossi e abbinate) come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell'esame in sede referente.
Illustra quindi brevemente il provvedimento, che consta di 11 articoli. L'articolo 1 ne chiarisce la finalit, che quella di fissare i princpi fondamentali in materia di governo del territorio. Al riguardo, ricorda che il governo del territorio materia che l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione attribuisce alla competenza legislativa concorrente dello Stato e delle regioni, e nella quale spetta quindi alle regioni la potest legislativa, salvo che per la determinazione dei princpi fondamentali, che riservata alla legislazione dello Stato. Il governo del territorio definito nel provvedimento in esame come l'insieme delle attivit volte a perseguire la tutela e la valorizzazione del territorio, la disciplina degli usi e delle trasformazioni dello stesso e la mobilit in relazione ad obiettivi di sviluppo del territorio, e comprende altres l'urbanistica, l'edilizia, i programmi infrastrutturali, la difesa del suolo, nonch la cura degli interessi pubblici funzionalmente collegati a tali materie, con esclusione della tutela dei beni culturali e del paesaggio.
L'articolo 2 individua le funzioni dello Stato, che sono esercitate attraverso politiche generali e settoriali inerenti la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, l'assetto del territorio e la promozione dello sviluppo economico-sociale, e per le quali lo Stato adotta atti di indirizzo e programmi di intervento. In particolare, sono esercitate dallo Stato le funzioni amministrative relative alla identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale in ordine all'articolazione delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale, oltre che in ordine alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema e alla difesa del suolo. Sono altres esercitate dallo Stato le funzioni relative al Governo del territorio in ordine alle esigenze di tutela delle competenze istituzionali delle forze armate e di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
L'articolo 3 prevede interventi speciali dello Stato per diverse finalit, quali la rimozione delle condizioni di squilibrio territoriale, economico e sociale, la rilocalizzazione di insediamenti esposti al rischio di calamit naturali o di dissesto idrogeologico e la riqualificazione ambientale.
L'articolo 4 stabilisce che i rapporti tra le istituzioni e quelli tra le istituzioni e gli altri soggetti interessati debbano ispirarsi ai principi di sussidiariet, differenziazione ed adeguatezza. Prevede altres un largo ricorso a misure concertative di vario genere per il coordinamento dei diversi soggetti istituzionali coinvolti nel governo del territorio, quali le intese e gli accordi procedimentali o di programma, le linee-guida e le sedi di concertazione stabili; nonch il ricorso preferenziale all'atto negoziale, piuttosto che a quello autoritativo, nell'esercizio delle funzioni amministrative connesse al governo del territorio.
L'articolo 5 individua nel comune l'ente preposto alla pianificazione urbanistica e il soggetto primario titolare delle funzioni di governo del territorio, e nel piano urbanistico lo strumento di disciplina complessiva del territorio. Alle regioni spettano diverse funzioni, quali la individuazione degli ambiti territoriali e dei contenuti della pianificazione del territorio e la promozione della cooperazione e dell'aggregazione tra enti locali. Il territorio ripartito, ai fini della pianificazione, in urbanizzato e non urbanizzato, e nell'ambito di quest'ultimo si distingue tra aree destinate all'agricoltura, aree di pregio ambientale e aree extraurbane a destinazione non agricola di riserva urbanistica.
L'articolo 6 si sofferma sulle dotazioni territoriali, stabilendo che nei piani urbanistici deve essere garantita sul territorio la dotazione necessaria di infrastrutture e servizi pubblici e di interesse pubblico e generale. Si prevede, tra l'altro, che la previsione di inedificabilit di un'area o di destinazione di un'area a opere e infrastrutture




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pubbliche contenuta nel piano urbanistico decada se non attuata entro cinque anni; il vincolo preordinato all'esproprio pu essere reiterato una sola volta e al proprietario dovuto un indennizzo pari a un terzo dell'ammontare dell'indennit di espropriazione del bene.
L'articolo 7 disciplina il procedimento di predisposizione ed approvazione del piano urbanistico, prevedendo che siano assicurate adeguate forme di pubblicit, di consultazione e di partecipazione dei cittadini e delle associazioni e categorie economiche e sociali.
L'articolo 8 disciplina l'attuazione del piano urbanistico, che avviene con piano operativo o con intervento diretto, sulla base di progetti compatibili con gli obiettivi definiti nel piano strutturale.
L'articolo 9 prevede che con legge regionale siano definite le misure di salvaguardia che devono essere deliberate nelle more dell'approvazione degli atti di contenuto operativo del piano urbanistico.
L'articolo 10 tratta dell'attivit edilizia da parte dei privati, con riguardo al permesso di costruire, del quale si prevede la natura onerosa e la sostituibilit, nei casi individuati dalle regioni, con la denuncia di inizio attivit.
L'articolo 11, infine, delega il Governo ad emanare decreti legislativi per definire un regime fiscale speciale per gli interventi di fiscalit urbanistica e per il recupero e la riqualificazione dei centri urbani.
Con riferimento alle materie di pi specifica competenza della IX Commissione richiama, in particolare, la disciplina dettata dalla legge n. 84 del 1994, con specifico riferimento alla pianificazione portuale e allo strumento specifico del Piano regolatore portuale, definito e disciplinato dall'articolo 5 della medesima legge. In proposito, ricorda che nel corso dell'ampia ed approfondita indagine conoscitiva sull'assetto del settore portuale, che la IX Commissione sta svolgendo dal 23 ottobre 2003, tale aspetto stato richiamato da pi parti quale uno dei principali nodi sui quali occorrerebbe un intervento normativo volto ad introdurre tempi certi, maggiori elementi di semplificazione nelle procedure e forme pi marcate di integrazione e di sinergia con gli enti locali nell'interesse del porto e dello sviluppo del territorio. Ritiene pertanto che, nell'ambito del parere da esprimere alla VIII Commissione, potrebbe essere richiamata l'opportunit di valutare l'introduzione di possibili soluzioni normative anche con riferimento a tale specifico aspetto.
In conclusione, nell'esprimere una valutazione favorevole del provvedimento, si riserva di formulare una proposta di parere al termine del dibattito.

Ettore ROSATO (MARGH-U) condivide le considerazioni del relatore in merito all'opportunit di inserire nel parere per la VIII Commissione un richiamo alle questioni specificamente portuali, a cominciare da quelle relative alle procedure di dragaggio, ricordando come sollecitazioni in tal senso siano pervenute alla Commissione in particolare nel corso dell'indagine conoscitiva sull'assetto del settore portuale, test richiamata anche dal relatore, e delle missioni di studio che si stanno svolgendo in tale ambito. Al riguardo, fa presente che il provvedimento in esame offre l'occasione per valutare la possibilit di intervenire sulla disciplina portuale fin da subito, cos da risolvere tali questioni - che hanno un carattere di particolare urgenza - in attesa che il Senato completi l'esame della riforma della legge n. 84 del 1994 e trasmetta il testo alla Camera.

Eugenio DUCA (DS-U) ricorda che nel corso dell'indagine conoscitiva sull'assetto del settore portuale emerso come la competenza alla pianificazione territoriale in ambito portuale sia fortemente contesa da regioni, province e comuni, che rivendicano, ciascuno per s, un ruolo pi incisivo e vorrebbero ridurre il ruolo dell'Autorit portuale.
Alla luce di ci, esprime il timore che il provvedimento in esame - omettendo di specificare che la competenza per l'adozione del piano regolatore portuale resta in capo agli organismi individuati dall'articolo 5 della legge n. 84 del 1994 - possa




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essere interpretato nel senso che tale competenza si intenda trasferita agli enti locali, con tacita abrogazione della diversa previsione della legge n. 84. Invita pertanto il relatore a segnalare, nella sua proposta di parere, la necessit di modificare il provvedimento in titolo inserendovi una specifica previsione volta a fare espressamente salve le procedure e le competenze relative al piano regolatore portuale previste dalla legge n. 84.

Marcello MEROI (AN), relatore, pur ritenendo che il provvedimento in esame non possa dar adito all'interpretazione paventata dal deputato Duca, si dichiara disponibile ad inserire il rilievo nella sua proposta di parere. Formula quindi una proposta di parere favorevole con una osservazione (vedi allegato 1).

Eugenio DUCA (DS-U) ritiene che l'osservazione dovrebbe pi opportunamente essere trasformata in condizione, onde conferire al rilievo una maggior forza.

Ettore ROSATO (MARGH-U) si associa all'osservazione del deputato Duca.

Marcello MEROI (AN), relatore, riformula la propria proposta di parere favorevole (vedi allegato 2), nel senso prospettato dai deputati Duca e Rosato.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore, come riformulata.

Previdenza degli spedizionieri doganali.
Nuovo testo base C. 1578 e abbinati.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Giorgio BORNACIN (AN), relatore, ricorda che la XI Commissione sta esaminando, dal 10 aprile 2002, la sua proposta di legge n. 1578, recante norme in materia di previdenza degli spedizionieri doganali, alla quale sono state successivamente abbinate le proposte di legge Mazzarello n. 3221, Campa n. 3734 e Illy n. 3737. Ricorda quindi che la Commissione Trasporti oggi chiamata ad esprimere il parere sul nuovo testo elaborato dal relatore presso la Commissione di merito e adottato quale testo base nell'ambito del procedimento di esame delle suddette proposte di legge.
Illustra quindi brevemente il provvedimento in esame, che si propone di risolvere un problema rimasto aperto in seguito alla soppressione del Fondo previdenziale e assistenziale degli spedizionieri doganali. Infatti la legge n. 230 del 1997, nel sopprimere il Fondo e disporre il passaggio degli spedizionieri all'INPS, non ha definito la posizione dei lavoratori che non avevano ancora maturato il requisito per l'accesso al pensionamento e che sono rimasti disoccupati a seguito del sostanziale venir meno della figura dello spedizioniere doganale.
Al riguardo, dopo aver ricordato che la categoria stata duramente colpita dalla caduta delle frontiere intracomunitarie, fa presente che, in base alla normativa vigente, i periodi di contribuzione presso il Fondo non sono cumulabili con quelli maturati presso l'INPS, con la conseguenza che un certo numero di lavoratori - tra i 400 e i 500 - non possono accedere al pensionamento di anzianit pur essendo in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla normativa generale.
Per superare questa incongruenza, l'articolo 1 del testo in esame prevede che sia concesso il trattamento pensionistico di anzianit agli spedizionieri doganali gi iscritti al rispettivo albo professionale (istituito dalla legge n. 1612 del 1960) i quali abbiano un'anzianit contributiva minima di quarant'anni oppure abbiano cinquantotto anni di et e un'anzianit contributiva minima di trentacinque anni, ancorch maturata, in entrambi i casi, in periodi non coincidenti, presso diverse forme obbligatorie di previdenza. I relativi trattamenti pensionistici sono erogati dall'INPS come gi previsto per gli altri trattamenti pensionistici gi erogati dal




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Fondo per gli spedizionieri doganali dall'articolo 3 della legge n. 230 del 1997.
altres previsto che il requisito dei trentacinque anni di anzianit contributiva con cinquantotto anni di et possa essere aggiornato, in modo da mantenerlo omogeneo ai requisiti previsti dalla legge n. 243 del 2004, che, com' noto, reca norme in materia pensionistica e deleghe al Governo nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile e per il riordino degli enti di previdenza ed assistenza obbligatoria. fatta comunque salva l'applicazione, se pi favorevole, dei requisiti di pensionamento previsti all'articolo 59, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
L'articolo 2 del testo in esame reca la copertura finanziaria del provvedimento.
Pertanto, tenuto conto dei contenuti e delle finalit del provvedimento ed esaminati i profili di competenza della IX Commissione, propone di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 10.05.


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si riunito dalle 13.40 alle 13.50.


SEDE REFERENTE
Mercoled 2 febbraio 2005. - Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN. - Interviene il sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti Paolo Mammola.

La seduta comincia alle 13.50.

Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale.
Nuovo testo unificato C. 3053 Ferro, C. 4358 De Laurentiis, C. 4815 Rosato, C. 4928 Sanza, C. 4957 Raffaldini e C. 5057 Pasetto.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 gennaio 2005.

Giorgio BORNACIN, presidente, ricorda che la scorsa settimana stato avviato l'esame degli emendamenti e articoli aggiuntivi presentati al nuovo testo unificato delle abbinate proposte di legge in materia di trasporto pubblico locale, adottato dalla Commissione il 1o dicembre scorso.
Ricorda, in particolare, che stato espresso il parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 1 e che, in tale ambito, il relatore ha chiesto l'accantonamento degli identici emendamenti Raffaldini 1.4, Gibelli 1.7 e Pasetto 1.10, affinch sia possibile svolgere un esame sistematico insieme con il successivo emendamento Gibelli 6.9.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sul suo emendamento 1.1, identico all'emendamento Pasetto 1.8, chiarisce che la proposta di sopprimere l'articolo 1 del testo unificato nasce dalla convinzione che il provvedimento in esame - se davvero intende semplicemente integrare e correggere dove occorre il quadro normativo delineato dal decreto legislativo n. 422 del 1997 - non ha bisogno di essere introdotto da enunciazioni di principio, che anzi potrebbero entrare in conflitto con i principi stabiliti dalla riforma del 1997, che devono essere mantenuti fermi: aprire nuovamente il capitolo dei principi espone al rischio di rimettere in discussione la riforma del 1997, il che sarebbe di danno al comparto in quanto rappresenterebbe una nuova inversione di rotta e di indirizzo.
Quindi, nel richiamare il proprio intervento del 17 gennaio scorso, sottolinea come il testo unificato presenti numerosi punti di interferenza le regioni, intervenendo in materie che prima il decreto legislativo n. 422 e poi il nuovo titolo V




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della Costituzione hanno attribuito alle regioni e agli enti locali. Fa del resto presente che le regioni hanno in pi occasioni e fin dall'inizio dell'esame segnalato alla Commissione, anche nella documentazione consegnata in occasione delle audizioni che si sono svolte sulla materia, che il provvedimento presenta numerosi profili di dubbia costituzionalit per quanto attiene al riparto delle competenze tra lo Stato e gli enti territoriali. Da questo punto di vista, in effetti, gi l'articolo 1 del testo unificato giustifica le preoccupazioni delle regioni: in nome della concorrenza e del mercato, che sono materie di competenza dello Stato, sono infatti introdotte norme di fatto lesive dell'autonomia regionale nel settore del trasporto pubblico locale.
Rileva, inoltre, che il testo unificato sostanzialmente elude uno dei principi fondamentali stabiliti dal decreto legislativo n. 422 del 1997, vale a dire quello del superamento dell'assetto monopolistico del comparto del trasporto pubblico attraverso gare ad evidenza pubblica, previo un periodo transitorio adeguato, ma non illimitato, e in vista di un assetto di mercato liberalizzato ancorch regolamentato. Il testo unificato tradisce in sostanza tale orientamento, di fatto rinviando sine die l'indizione delle gare. In questo modo la disciplina del 1997 - che in quanto norma speciale dovrebbe costituire il riferimento normativo unico del settore, come definitivamente previsto dalla legge n. 308 del 2004, recante delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione - viene non semplicemente integrata o corretta per porre rimedio ad alcuni circoscritti problemi di applicazione che si sono evidenziati nel tempo, bens completamente snaturata e riscritta.
In sintesi, ritiene che nell'attuale versione il provvedimento in esame presenti il duplice difetto di invadere la sfera di autonomia costituzionalmente garantita delle regioni e di snaturare la disciplina del 1997, che dovrebbe mantenere invece la sua funzione di quadro, e quindi rischi - per questo secondo aspetto - di mettere il settore di nuovo in fibrillazione, ingenerando cio nuova confusione per quanto riguarda il quadro normativo di riferimento e l'indirizzo che si vuole imprimere al mercato del trasporto pubblico locale in Italia.
Da tali considerazioni discende la proposta di soppressione dell'articolo 1 del testo unificato, che ha contenuti di principio in potenziale contrasto con quelli del decreto n. 422 e che fa obbligo alle regioni di adeguarvisi, con ci dando per scontato quel che in discussione, vale a dire che il provvedimento intervenga su una materia non riservata alle regioni.

Andrea GIBELLI (LNFP) dichiara il voto di astensione del suo gruppo sugli identici emendamenti Raffaldini 1.1 e Pasetto 1.8. L'astensione motivata da un'esigenza di coerenza: fa infatti presente che il suo gruppo ha presentato alcune proposte emendative riferite a successivi articoli del provvedimento - che sono ispirate dalla stessa preoccupazione manifestata dal deputato Raffaldini - quella di invadere l'autonomia delle regioni - ma nel contempo cercano di individuare soluzioni costruttive nell'ambito del testo unificato in esame.

La Commissione respinge gli identici emendamenti Raffaldini 1.1 e Pasetto 1.8.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sul suo emendamento 1.2, chiarisce che esso volto a semplificare la formulazione dell'articolo 1, che allo stato appare ridondante. Si tratta di una proposta ispirata al pi generale convincimento che il provvedimento in esame debba essere semplificato e ridimensionato nelle ambizioni, oltre che - come ha gi detto - al timore che il richiamo magniloquente al mercato e alla tutela della concorrenza serva a mascherare un ingiustificabile e inaccettabile intervento in una materia riservata alle regioni qual quella del trasporto pubblico locale.

La Commissione respinge l'emendamento Raffaldini 1.2.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sul suo emendamento 1.3, identico




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all'emendamento Pasetto 1.9, osserva che il secondo periodo dell'articolo 1 del testo unificato esemplifica perfettamente le ragioni di timore che ha gi illustrato: si fa infatti obbligo alle regioni di adeguare le proprie legislazioni entro e non oltre sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Una tale imposizione costituisce, a suo avviso, un'inaccettabile intromissione nella sfera di autonomia delle regioni, alle quali - oggi che la Costituzione le pone sul piano di parit con lo Stato - non si pu imporre di legiferare entro una scadenza determinata, tanto meno su una materia delicata e complessa qual quella in esame.

Ettore ROSATO (MARGH-U), intervenendo sugli identici emendamenti Raffaldini 1.3 e Pasetto 1.9, del quale ultimo cofirmatario, esprime il timore che i contrasti su norme come questa del secondo periodo dell'articolo 1 finiscano con il rallentare fortemente l'iter del provvedimento.
Nel merito, fa presente che la riforma del titolo V della Costituzione ha stabilito paletti molto precisi in tema di rapporti tra lo Stato e le regioni, alla luce dei quali devono ritenersi inaccettabili prescrizioni lesive dell'autonomia delle regioni come quella in discussione. Al riguardo, ricorda di aver suggerito gi alcuni mesi fa di accantonare l'esame dell'articolo 1, che investe i principi e le finalit, fino a che sia stato compiutamente definito il contenuto del provvedimento nel suo insieme, a conclusione della fase emendativa. Allo stato, nonostante le enunciazioni dell'articolo 1, il testo unificato non propone affatto un intervento limitato alla misura strettamente necessaria al conseguimento dell'equilibrio di mercato e della concorrenza nel trasporto pubblico locale. Rinnova quindi ora, a maggior ragione, la proposta di accantonamento dell'articolo 1 in attesa di avere un quadro chiaro del provvedimento che risulter dalla fase emendativa.

Giorgio BORNACIN, presidente, ricorda che il relatore ha chiesto nel corso dell'ultima seduta l'accantonamento degli identici emendamenti Raffaldini 1.4, Gibelli 1.7 e Pasetto 1.10, volti a sopprimere l'inciso entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa che rappresenta l'aspetto maggiormente controverso secondo quanto emerso dagli interventi test svoltisi.

La Commissione respinge gli identici emendamenti Raffadini 1.3 e Pasetto 1.9.

Ettore ROSATO (MARGH-U), intervenendo sull'emendamento Pasetto 1.11, del quale cofirmatario, chiarisce che esso, alla luce delle considerazioni da lui gi sviluppate, intende quanto meno attenuare l'impatto della norma sull'autonomia delle regioni, prevedendo che esse possono provvedere all'adeguamento delle rispettive leggi regionali entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge. Ribadisce infatti che, fintantoch non sia stato chiaramente delineato il contenuto del provvedimento, non pensabile stabilire l'obbligo per le regioni di adeguare i propri ordinamenti ai principi stabiliti dal provvedimento stesso, e tanto meno entro un termine rigoroso.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sull'emendamento Pasetto 1.11, dichiara di condividerne la finalit, rilevando come esso preveda l'adeguamento delle legislazioni regionali come una facolt, e non un obbligo, per le regioni. L'emendamento in esame propone quindi una formulazione pi rispettosa dell'autonomia delle regioni.
D'altra parte, ricorda che la riforma del 1997 ha previsto in capo alle regioni la possibilit di procedere autonomamente, determinando cos una situazione di forte differenziazione da regione a regione. Ignorare tale situazione, imponendo dall'alto un vincolo comune, non pu che accrescere ulteriormente il dannoso stato di incertezza in cui versano gli operatori del settore, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. In particolare sarebbe un errore costringere ad un passo indietro quelle realt che, precorrendo il




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percorso delineato dalla riforma del 1997, hanno gi avviato o addirittura concluso le gare. Ribadisce quindi che, considerata la variet delle situazioni locali e la complessit e delicatezza delle questioni in gioco, opportuno procedere oggi ad un intervento normativo il pi possibile semplice e circoscritto, che non rimetta del tutto in discussione quanto stato fatto finora.

La Commissione respinge l'emendamento Pasetto 1.11.

Giorgio BORNACIN, presidente, alla luce della richiesta in tal senso avanzata dal relatore nella scorsa seduta, propone l'accantonamento degli identici emendamenti Raffaldini 1.4, Gibelli 1.7 e Pasetto 1.10, in vista di un loro esame in correlazione con l'emendamento Gibelli 6.9.

La Commissione concorda.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sul suo emendamento 1.5, chiarisce che esso nasce dalle preoccupazioni da lui fin qui manifestate. L'emendamento volto a introdurre espressamente nel testo unificato una clausola di salvaguardia delle procedure di gara ad evidenza pubblica gi avviate o concluse. Nel ricordare le rassicurazioni fatte dal relatore nella scorsa seduta in ordine al fatto che condivide il principio dell'emendamento, ma non la collocazione della clausola all'articolo 1, si dice convinto che la clausola debba invece essere collocata proprio nell'articolo 1, in quanto in tale articolo che sono enunciati i principi alla luce dei quali tutto il provvedimento dovr essere interpretato. Sottolinea quindi che la conservazione delle gare avviate o espletate equivale in definitiva alla conservazione della riforma del 1997: poich questo un punto di principio, bene che sia affrontato nell'articolo 1. Torna infine ad esprimere il timore che il provvedimento in esame, cos come stato definito, produca nel comparto un effetto fortemente regressivo.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, ribadisce di condividere il principio contenuto nell'emendamento Raffaldini 1.5, come ha gi chiarito nella scorsa seduta, ma di ritenere che esso dovrebbe esser fatto valere pi correttamente all'articolo 2, comma 1, capoverso 3 bis, come del resto fa anche l'analogo emendamento Raffaldini 2.3.

Franco RAFFALDINI (DS-U) ritiene, per le ragioni che ha gi spiegato, che il principio debba essere espresso anche e gi nell'articolo 1.

La Commissione respinge l'emendamento Raffaldini 1.5.

Giuseppe DETOMAS (Misto-Min.linguist.) auspica l'approvazione del suo emendamento 1.6, che si fa carico di una precisazione a suo avviso assolutamente essenziale, come dimostra l'esperienza. L'emendamento prevede infatti espressamente che, nell'applicazione della normativa in esame, siano fatte salve le competenze attribuite alle regioni a statuto speciale e dalle province autonome dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, di riforma del titolo V della Costituzione, nonch dai rispettivi statuti, che sono leggi costituzionali a loro volta, in modo che sia chiaro che, ove il provvedimento in esame sia in contrasto con tali previsioni, prevalgono queste ultime.

Franco RAFFALDINI (DS-U), intervenendo sull'emendamento Detomas 1.6, osserva che esso ripropone il problema del rispetto delle autonomie regionali, con particolare attenzione alle regioni a statuto speciale. L'ordinamento costituzionale del quale con ragione si invoca il rispetto per le regioni a statuto speciale lo stesso che ha trasferito a tutte le regioni, anche quelle a statuto ordinario, la competenza in materia di trasporto pubblico locale. In tale materia le regioni sono quindi oggi titolari esclusive della potest legislativa, come prevede il nuovo titolo V della Costituzione. Il testo unificato tenta quindi a suo avviso di ricondurre surrettiziamente




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allo Stato una competenza che la Costituzione gli ha tolto.

Ettore ROSATO (MARGH-U), intervenendo sull'emendamento Detomas 1.6, rileva come esso entri nel merito delle questioni fondamentali e osserva che negare la ragionevolezza dell'emendamento, mettendo in discussione le competenze costituzionalmente garantite delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, equivarrebbe a mettersi su una strada impervia.

Andrea GIBELLI (LNFP), intervenendo sull'emendamento Detomas 1.6, chiede al rappresentante del Governo di motivare il parere contrario sull'emendamento. Il principio che esso enuncia infatti evidentemente fuori discussione, ma ci non toglie che possa essere enunciato: del resto prassi costante, ancorch criticabile sotto il profilo della qualit legislativa, ribadire espressamente nelle leggi anche i principi pi evidenti quando rispetto ad essi sussista l'esigenza di rassicurare una parte della societ civile sulla piena volont di rispettarli.
Auspica pertanto che il Governo riveda il suo parere sull'emendamento in esame e si esprima in favore di esso.

Il sottosegretario Paolo MAMMOLA ricorda che da pi parti e continuamente provengono al legislatore sollecitazioni affinch presti la massima attenzione alla qualit della legislazione. Nella fattispecie, essendo quello in esame un progetto di legge ordinaria, del tutto fuori discussione che la norma sia subordinata alle previsioni costituzionali e di rango costituzionale. L'enunciazione dell'inciso proposto dall'emendamento Detomas pertanto superfluo.

Giuseppe DETOMAS (Misto-Min.linguist.) fa presente che si tratta di una formula rituale che il Comitato per la legislazione - a quanto gli risulta - non ha mai stigmatizzato. Evidenzia, d'altra parte, che l'inciso non superfluo dal momento che capita spesso che venga data applicazione alle norme che fanno riferimento alle regioni in generale anche con riferimento alle regioni a statuto speciale e alle province autonome, costringendo queste ultime a ricorrere in giudizio, anche davanti alla Corte Costituzionale, per veder riconosciute le proprie ragioni.

Ettore ROSATO (MARGH-U) si associa alle considerazioni del deputato Detomas, facendo altres presente che all'articolo 4 comma 1, secondo periodo, del testo unificato si richiamano espressamente anche le province autonome, il che dimostra che non astratto il rischio che il provvedimento invada le autonomie speciali.

La Commissione respinge l'emendamento Detomas 1.6.
La Commissione passa all'esame degli emendamenti e dell'articolo aggiuntivo riferiti all'articolo 2.

Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), relatore, prima di esprimere i pareri sui singoli emendamenti riferiti all'articolo 2, fa presente - in considerazione della particolare complessit degli emendamenti presentati e della materia su cui interviene tale articolo, caratterizzata da numerosi rinvii a termini temporali ed a disposizioni normative tutte collegate tra loro - di aver predisposto l'emendamento 2.222 (vedi allegato 3) nel quale viene definito un testo dei capoversi 3-bis, 3-ter e 3-quater del comma 1 dell'articolo 2 che recepisce gran parte degli emendamenti riferiti a tali disposizioni.

Giorgio BORNACIN, presidente, avverte quindi che, qualora fosse approvato l'emendamento del relatore 2.222, risulterebbero conseguentemente assorbiti i seguenti emendamenti: Raffaldini 2.3 e 2.4; gli identici Meroi 2.23 e Pasetto 2.26; Rosato 2.27; 2.17 del relatore; gli identici Raffaldini 2.5 e Rosato 2.28; Gibelli 2.19; gli identici Raffaldini 2.6 e Pasetto 2.29; Rosato 2.30; Raffaldini 2.12.
Sarebbero viceversa messi in votazione tutti i restanti emendamenti riferiti all'articolo 2, a condizione che vengano riformulati




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in modo da essere riferibili al nuovo testo, con particolare riferimento alla diversa numerazione dei capoversi.
Quindi, essendo imminente l'inizio della chiama dei deputati per l'elezione di due giudici della Corte costituzionale, rinvia l'espressione dei pareri e il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.30.


AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non stato trattato:

Disposizioni per la realizzazione di strutture per la nautica da diporto su aree private.
C. 4067 Muratori.


ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari di gioved 27 gennaio 2005, a pagina 118, seconda colonna, alla terza, quarta e quinta riga, le parole: Interviene il Sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i trasporti Giovanni Ricevuto sono sostituite dalle seguenti Intervengono i Sottosegretari di Stato per le Infrastrutture e i trasporti Paolo Ugg e Giovanni Ricevuto.

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari di marted 1o febbraio 2005, a pagina 83, seconda colonna, alla venticinquesima riga, dopo il nome Tidei aggiunto il seguente: Gibelli.



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18-09-2018
Il Ministro Bonisoli: abolire la storia dell'arte

16-09-2018
Le mozioni dell'VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale

14-09-2018
Manifesto della mostra sulle leggi razziali e il loro impatto in un liceo triestino.La censura del Comune

12-09-2018
Bando Premio Silvia Dell'orso: il 30 settembre scadono i termini per candidarsi

03-09-2018
Appello per la salvaguardia dellArchivio e del patrimonio culturale delle Acciaierie di Piombino

24-08-2018
A due anni dal terremoto in centro Italia

08-08-2018
Comitato per la Bellezza. Altro palazzone di 6 piani in piena riserva naturale del Litorale romano

24-07-2018
Da Emergenza Cultura: San Candido (BZ), uno sfregio che si poteva e doveva evitare

21-07-2018
Inchiesta de "L'Espresso" di Francesca Sironi: Il ministro Alberto Bonisoli e la scuola offshore

20-07-2018
Associazione Nazionale Archeologi. MIBAC: il titolo non è unopinione!

08-07-2018
Su Eddyburgh un intervento di Maria Pia Guermandi sull'Appia Antica

13-06-2018
Disponibile la relazione di Giuliano Volpe sull'attività del Consiglio Superiore

12-06-2018
Lettera aperta al Sig. Ministro dei Beni Culturali dott. Alberto Bonisoli: Per un futuro all'archeologia italiana

04-06-2018
Dalla rete: sul nuovo governo e sul nuovo ministro dei Beni culturali

19-05-2018
Sul contratto M5S - Lega vi segnaliamo...

17-05-2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini

15-05-2018
Sulla Santa Bibiana di Bernini: intervento di Enzo Borsellino

13-05-2018
Premio Francovich 2018 per il miglior museo/parco archeologico relativo al periodo medievale

04-05-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni" abbiamo pubblicato un contributo di Franco Pedrotti sul depuratore della piana di Pescasseroli: una sconfitta del protezionismo italiano

01-05-2018
Archistorie: rassegna di films sull'architettura dell'Associazione Silvia Dell'Orso

30-04-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni", abbiamo pubblicato un contributo di Vittorio Emiliani: Appena 11 giardinieri per Villa Borghese. Ma l'erba "privata" non è meglio

26-04-2018
Roma. Il nuovo prato di piazza di Spagna non regge, il concorso ippico migra al Galoppatoio

21-04-2018
Anna Somers Cocks lascia The Art Newspaper. Intervista su "Il Giornale dell'Arte"

04-04-2018
VIII edizione del Premio Silvia Dell'Orso: il bando (scadenza 30/9/2018)

29-03-2018
Comitato per la Bellezza: A Palazzo Nardini chiedono già affitti altissimi ai negozi

25-03-2018
Lettera aperta di Archeologi Pubblico Impiego - MiBACT ai Soprintendenti ABAP

25-03-2018
A Foggia dal 5 aprile rassegna Dialoghi di Archeologia

23-03-2018
Comitato per la Bellezza e Osservatorio Roma: Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

17-03-2018
Comunicato ANAI sul tema delle riproduzioni fotografiche libere

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