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XI Commissione - Governo del territorio. Testo unificato C. 153 e abbinate.
2005-02-02

XI Commissione

Governo del territorio. Testo unificato C. 153 e abbinate.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Pieralfonso FRATTA PASINI (FI), relatore, rileva come la VIII Commissione Ambiente, lo scorso 19 gennaio 2005, abbia approvato un testo unificato relativo alla nuova disciplina per il governo del territorio, che consiste nell'insieme delle attività conoscitive, valutative, regolative, di programmazione, di localizzazione e di attuazione degli interventi, nonché di vigilanza e di controllo, volte a perseguire la tutela e la valorizzazione del territorio, la disciplina degli usi e delle trasformazioni dello stesso e la mobilità in relazione a obiettivi di sviluppo del territorio. Il governo del territorio comprende altresì l'urbanistica, l'edilizia, i programmi infrastrutturali, la difesa del suolo, nonché la cura degli interessi pubblici funzionalmente collegati a tali materie, con esclusione della tutela dei beni culturali e del paesaggio.
La potestà legislativa in materia di governo del territorio spetta alle regioni, ad esclusione degli aspetti direttamente incidenti sull'ordinamento civile e penale, sulla tutela dei beni culturali e del paesaggio, sulla tutela della concorrenza, nonché sulla garanzia di livelli uniformi di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Sono esercitate dallo Stato le funzioni amministrative relative all'identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale in ordine alla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, alla difesa del suolo e all'articolazione delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale, in armonia con le politiche definite a livello comunitario, nazionale e regionale e in coerenza con le scelte di sostenibilità economica e ambientale.
I cosiddetti interventi speciali dello Stato, attuati prioritariamente attraverso gli strumenti di programmazione negoziata, consistono in programmi di intervento volti a rimuovere condizioni di squilibrio territoriale, economico e sociale, a promuovere la rilocalizzazione di insediamenti




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esposti al rischio di calamità naturali o di dissesto idrogeologico e la riqualificazione ambientale dei territori danneggiati, nonché a superare situazioni di degrado ambientale e urbano. Il comune è l'ente preposto alla pianificazione urbanistica ed è il soggetto primario titolare delle funzioni di governo del territorio.
Le regioni, nel rispetto delle competenze e funzioni delle province, individuano gli ambiti territoriali e i contenuti della pianificazione del territorio, fissando regole di garanzia e di partecipazione degli enti territoriali ricompresi nell'ambito da pianificare. Il piano urbanistico è lo strumento di disciplina complessiva del territorio comunale e deve ricomprendere e coordinare, con opportuni adeguamenti, ogni disposizione o piano settoriale o di area vasta concernente il territorio medesimo. Esso recepisce le prescrizioni e i vincoli contenuti nei piani paesaggistici, nonché quelli imposti ai sensi delle normative statali in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio.
Nell'ambito del territorio non urbanizzato si distingue tra aree destinate all'agricoltura, aree di pregio ambientale e aree extraurbane a destinazione non agricola di riserva urbanistica. Nelle aree destinate all'agricoltura e nelle aree di pregio ambientale, la nuova edificazione è consentita solo per opere e infrastrutture pubbliche e per servizi per l'agricoltura, l'agriturismo e l'ambiente. Nelle aree di riserva urbanistica, la nuova edificazione è consentita solo se finalizzata al soddisfacimento del fabbisogno di edilizia sociale o qualora non esistano alternative alla riorganizzazione funzionale della edificazione esistente, previa valutazione di compatibilità ambientale. Nella formazione del piano urbanistico priorità va riservata al recupero, alla ristrutturazione, all'adeguamento del patrimonio immobiliare esistente, anche attraverso adeguati incentivi fiscali. Il testo regola anche i piani urbanistici, l'attività edilizia, la fiscalità urbanistica e per il recupero e la riqualificazione dei centri urbani.
Non sono contenute nel testo disposizioni sul personale, che erano presenti nella proposta di legge C. 677, che prevedeva l'istituzione del Centro nazionale di promozione, raccolta e interpretazione delle informazioni relative al territorio. Si sarebbe trattato di un organo operante presso la Direzione generale del coordinamento territoriale del Ministero dei lavori pubblici. A livello regionale avrebbero invece operato i centri regionali delle informazioni territoriali. La dotazione organica di tali organismi era rimessa ad interventi successivi. Tale disposizione non è stata ripresa nel testo approvato dalla VIII Commissione.
Formula pertanto una proposta di parere di nulla osta, data l'assenza di profili attinenti alle competenze della Commissione.

Emerenzio BARBIERI (UDC), apprezzata la relazione svolta, rileva tuttavia come, in base alla lettera delle norme regolamentari, la Commissione non debba necessariamente attenersi alle materie di propria competenza nell'espressione del suo parere. Ritiene pertanto opportuno valutare il provvedimento in esame nel suo complesso, rilevando i difetti e le contraddizioni del testo in esame. Sottolinea in proposito come appaia di assai poco chiara lettura il testo dell'articolo 2, comma 4, con riferimento alle competenze istituzionali delle forze incaricate della difesa nazionale e della gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché per quanto attiene al «metodo della cooperazione, mediante intese, accordi procedimentali e comitati tecnici per la concertazione». Ritiene che, non essendo chiaro il significato di tale «metodo della cooperazione», sia necessaria un'operazione di ripulitura del testo, che altrimenti risulterebbe difficilmente applicabile e produrrebbe inevitabilmente contenzioso tra gli enti locali e i diversi soggetti istituzionali.
Rileva altresì, con riferimento all'articolo 4, comma 5, come la formulazione «le regioni possono concordare con le singole amministrazioni dello Stato» non possa ritenersi corretta dovendosi fare riferimento non alle singole amministrazioni ma allo Stato unitariamente inteso. Ritiene che manchi di buon senso anche




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l'articolo 4, comma 7, in quanto, l'eventuale mancanza di un criterio unico in materia di informazioni cartografiche determinerebbe inutili dispendi di denaro.
All'articolo 5, in materia di pianificazione del territorio, inoltre, si prevede che le regioni individuino gli ambiti territoriali nel rispetto delle competenze e delle funzioni delle province: rileva in proposito come spesso i confini delle province non corrispondano a quelli delle realtà produttive e sociali. All'ultimo periodo del secondo comma dell'articolo 5, si prevede altresì che le regioni favoriscano l'aggregazione dei comuni, senza tuttavia prevedere adeguate misure di carattere fiscale per perseguire tale obiettivo.
Rilevato pertanto come il provvedimento in esame preveda un appesantimento complessivo delle procedure amministrative e burocratiche in materia di governo del territorio, in contraddizione con gli obiettivi di semplificazione della Casa delle libertà, ritiene che la Commissione debba esprimere un parere contrario sul testo in esame.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ribadito che a suo avviso le Commissioni hanno piena libertà di espressione sulla materia sottoposta al loro esame in sede consultiva, rileva come effettivamente l'articolo 2, comma 4, pur perseguendo l'obiettivo di tutelare le competenze istituzionali delle forze incaricate della difesa nazionale e della sicurezza pubblica, sia scritto in maniera inappropriata e possa determinare difficoltà di applicazione. Rileva peraltro come, per responsabilità di tutte le forze politiche, il cosiddetto processo federalistico abbia comportato modifiche di rango costituzionale che determinano appesantimenti delle normative e delle procedure amministrative.
Quanto all'articolo 5, in materia di pianificazione del territorio, ricorda come, con pari responsabilità del centrodestra e del centrosinistra, si sia recentemente prevista l'istituzione di nuove province. Ciò comporta un'ulteriore frattura del governo del territorio, in senso contrario alle esigenze di riaccorpamento anche attraverso la leva fiscale, la quale tuttavia dovrebbe coinvolgere i diversi livelli territoriali. Si associa pertanto alle considerazioni del deputato Barbieri in ordine alle difficoltà determinate dal rispetto delle competenze territoriali, rilevando tuttavia come il relativo quadro normativo rappresenti un dato imprescindibile di cui tenere conto.

Cesare CAMPA (FI) rileva come, in base all'impostazione del deputato Barbieri e del presidente, la Commissione avrebbe bisogno di un congruo spazio di tempo per l'approfondimento di tutte le questioni poste dal provvedimento in esame; ritiene pertanto che, in ragione dei ristretti margini di tempo disponibili, in base ai quali sono stati organizzati i lavori, sia preferibile attenersi all'impostazione del relatore, limitandosi nell'espressione del parere alla materia di stretta competenza della Commissione. In caso contrario, dovrebbero essere assicurati tempi adeguati per l'approfondimento di tutte le importanti questioni poste dal provvedimento.

Roberto GUERZONI (DS-U) rileva come, pur non essendo effettivamente previsto sul piano letterale che le Commissioni debbano limitarsi nell'espressione dei loro pareri alle materie di propria competenza, un'impostazione secondo esse si esprimessero in ogni caso sul complesso dei provvedimenti loro assegnati comporterebbe un'altra organizzazione dei lavori per consentire il necessario approfondimento. Nel caso del provvedimento in esame, per esempio, sfugge necessariamente alla Commissione la sua storia, il relativo dibattito, la normativa in materia urbanistica e di pianificazione del territorio, pur risultando ad esempio evidente che il comma 4 dell'articolo 2 riguarda note e specifiche esigenze. Ritiene pertanto opportuno che la Commissione, nel suo parere, si limiti ad esprimersi sulle materie di propria competenza.

Cesare CAMPA (FI) ritiene che le ultime considerazioni del deputato Guerzoni relative al comma 4 dell'articolo 2 siano illazioni tutte da dimostrare.




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Dario GALLI (LNFP), rilevato come siano condivisibili le osservazioni del deputato Campa relative all'esigenza di attenersi nel parere alla materia di competenza, anche nella considerazione che ogni deputato è libero di esprimersi sul contenuto dei provvedimenti nel corso dell'esame in Assemblea - di cui la Commissione non può essere una sorta di replica di dimensioni più ridotte -, osserva, con riferimento ai rilievi svolti in materia di federalismo, che esso è finalizzato proprio a rendere più semplice la vita dei cittadini. Ciò tuttavia può non avvenire nel caso in cui non si sia disposti ad abbandonare determinati dogmi di stampo centralistico. Rilevato come la stessa impostazione centralistica non abbia dato prove positive sul piano della finanza pubblica, ricorda come le realtà italiane, anche dei piccoli comuni, siano caratterizzate da storie e tradizioni profondamente differenziate: ritiene pertanto debba porsi attenzione non tanto ai modelli astratti, quanto al necessario buon senso nella loro concreta applicazione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rilevato come la realtà di fatto di un limitato tempo a disposizione della Commissione per l'espressione del parere non possa indurlo a modificare la propria opinione generale secondo la quale ogni Commissione è sovrana nella propria facoltà di esprimere liberamente il parere sui provvedimenti assegnati in sede consultiva, ritiene che, nel caso del provvedimento in esame, si possa dare mandato al relatore di definire entro la seduta di domani una proposta di parere nella cui premessa si specifichi la ristrettezza del tempo a disposizione della Commissione, le perplessità emerse relativamente all'applicazione delle norme in esame in materia di interconnessione delle competenze dei diversi livelli istituzionali, la scarsa chiarezza del testo.

Pieralfonso FRATTA PASINI (FI), relatore, ribadito come a suo avviso la Commissione debba esprimere il parere con riferimento alla materia di propria competenza, dichiara che, nelle attuali condizioni, non è in grado di approfondire adeguatamente entro domani tutte le questioni sollevate nel corso del dibattito con riferimento all'intero testo in esame.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, specifica che la sua richiesta al relatore è di fare riferimento, nella premessa del parere, a questioni non di merito ma metodologiche in ordine all'esigenza di evitare che le Commissioni siano poste nelle condizioni di esprimere pareri fittizi.

Pieralfonso FRATTA PASINI (FI), relatore, dichiara la propria disponibilità a definire una proposta di parere per la seduta di domani, evidenziando in premessa le questioni di carattere metodologico richiamate dal presidente.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.


AVVERTENZA
I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:


SEDE CONSULTIVA

Interventi per la tutela del risparmio.
Testo unificato C. 2436 e abbinate.

Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato.
Testo unificato C. 193 e abbinate.

Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
C. 3744-B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.


SEDE REFERENTE

Lavoro prestato all'estero.
C. 1129 Benvenuto, C. 4365 Maninetti.
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Governo del territorio.
Testo unificato C. 153 e abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Nulla osta).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta di ieri.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che il deputato Campa sostituirà il relatore, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna.

Cesare CAMPA (FI), relatore, formula una proposta di nulla osta richiamando le




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questioni evidenziate nel corso del dibattito (vedi allegato 1).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
C. 3744-B, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere alla II Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame.

Dario GALLI (LNFP), relatore, rileva come il testo del disegno di legge di delega, già approvato dalla Camera, è stato poi modificato dal Senato unicamente con riferimento dall'articolo 4, norma che detta i principi e i criteri direttivi che il Governo deve rispettare nell'esercizio della delega per l'emanazione delle misure di sostegno degli organi amministrativi delle Casse di previdenza dei due ordini professionali. In particolare si è provveduto ad integrare il contenuto della lettera a), specificando che, nel processo di unificazione delle Casse, eventuali modifiche dei regimi previdenziali non possono comportare effetti peggiorativi sui risultati finanziari delle gestioni previdenziali rispetto alla normativa vigente.
Ritiene pertanto sussistano i presupposti per l'espressione di un parere favorevole.

Cesare CAMPA (FI) sottolinea come il provvedimento in esame offra l'occasione per apportare una necessaria correzione normativa. Rileva infatti come la legge 22 maggio 1997, n. 132, abbia previsto nuovi requisiti per l'iscrizione al registro dei revisori contabili (il diploma universitario o la laurea); tale legge fa salvi i diritti degli iscritti negli albi dei ragionieri e periti commerciali alla data di entrata in vigore della legge, che sono stati iscritti su semplice richiesta, senza sostenere esami. Tuttavia, per chi ha sostenuto l'esame di accesso all'albo dei ragionieri dopo il 22 maggio 1997, non basta la semplice iscrizione all'albo per essere automaticamente riconosciuti anche come revisori contabili; il legislatore infatti non ha tenuto conto dei soggetti che avevano maturato i requisiti con la vecchia normativa (diploma di ragioniere e tirocinio biennale presso un revisore) e sostenuto l'esame di abilitazione con la nuova normativa (nuovo esame di Stato presso l'università). Quindi, questi soggetti, per avere diritto all'iscrizione al registro dei revisori dovrebbero ripeterel'iter (diploma universitario o laurea più tirocinio triennale ed esame di Stato) previsto dalla nuova normativa: si tratta di una vera e propria discriminazione, soprattutto se si considera che in passato erano stati iscritti ai revisori anche soggetti senza specifiche competenze né titoli, solo perché avevano ricoperto la funzione di sindaco in piccole società o cooperative.
Propone pertanto di aggiungere, nel parere della Commissione, un'osservazione tendente ad invitare la Commissione di merito a valutare l'opportunità che, al comma 2 dell'articolo 6 della legge 13 maggio 1997, n. 132, sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono altresì esonerati dall'esame coloro che essendo in possesso, alla data di entrata in vigore della presente legge, dei requisiti per sostenere l'esame di abilitazione per l'esercizio della professione di ragioniere e perito commerciale, si siano successivamente iscritti al relativo albo professionale».

Dario GALLI (LNFP), relatore, apprezzate le considerazioni del deputato Campa, rileva tuttavia come, ai sensi dell'articolo 70, comma 2, del regolamento, per i progetti già approvati dalla Camera e rinviati dal Senato, la Camera sia chiamata a deliberare soltanto sulle modifiche apportate dal Senato e sugli emendamenti ad esse conseguenti. Ritiene pertanto possano sussistere difficoltà di ordine procedurale per l'inserimento nel testo in esame della formulazione proposta dal deputato Campa.




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Roberto GUERZONI (DS-U), tenute presenti le difficoltà di ordine procedurale richiamate dal relatore, dichiara di condividere il merito della proposta del deputato Campa, fondata su una giusta esigenza.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che, pur sussistendo le richiamate norme procedurali, sia opportuno fare riferimento alla questione posta dal deputato Campa nel parere della Commissione.

Dario GALLI (LNFP), relatore, condivise le considerazioni del presidente, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Interventi per la tutela del risparmio.
Testo unificato C. 2436 e abb.
(Parere alle Commissioni riunite VI e X).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Cesare CAMPA (FI), relatore, rileva come il testo unificato elaborato dalle Commissioni riunite VI Finanze e X Attività produttive sia composto da 42 articoli e si articoli in sei titoli, rispettivamente riguardanti modifiche alla disciplina delle società per azioni (articoli da 1 a 5), disposizioni in materia di conflitti d'interessi e disciplina delle attività finanziarie (articoli da 6 a 14), disposizioni in materia di revisione dei conti (articolo 15), disposizioni concernenti le autorità di vigilanza (articoli da 16 a 27) e modifiche alla disciplina in materia di sanzioni penali e amministrative (articoli da 28 a 36); il titolo VI (articoli da 37 a 42) contiene le disposizioni transitorie e finali.
Il risparmio non rappresenta solo la salute del reddito pro capite di un paese, ma il corretto rapporto tra nuove risorse ed equilibrio del sistema economico-produttivo. Senza risparmio non può vivere in alcun modo l'impresa, e il risparmio garantisce l'equilibrio del sistema che non può prescindere dalla stabilità e dalla fiducia. In altre parole il delicato processo dello sviluppo e quindi della ricchezza a disposizione delle famiglie, ruota attorno alla capacità di preservare parte del reddito, rispettando però la porzione delle risorse da riservare ai consumi. È evidente che alla base di questo complesso e delicatissimo meccanismo ci deve essere la fiducia verso gli strumenti e gli attori che conducono i risparmiatori alle scelte e alla gestione degli investimenti. Un processo che in Italia per imporsi ha dovuto superare le anomalie che sono intrinseche al sistema finanziario e produttivo. La nostra Borsa è una delle più limitate nel numero d'imprese quotate, mentre la stragrande maggioranza delle aziende rimane fuori da questo meccanismo, limitandosi alla gestione del capitale familiare. Solo da una decina di anni, Piazza Affari conosce la mediazione di titoli per volumi importanti. Per buona parte del XX secolo il sistema economico italiano è stato un sistema sotto il controllo pubblico, sia per quanto riguarda le imprese manifatturiere, sia per quanto riguarda il sistema bancario. L'area dell'impresa privata è stata confinata alle piccole e medie imprese, nate nel secondo dopoguerra nel periodo del miracolo economico seguito alla fine dell'autarchia, alla liberalizzazione degli scambi e all'ingresso dell'Italia nel Mercato Comune Europeo.
Le imprese private sono sempre vissute in una condizione di concorrenza con le grandi imprese pubbliche che potevano, grazie ai finanziamenti dello Stato, esercitare una concorrenza talvolta sleale rispetto alle imprese private. Esse hanno difeso la loro autonomia restando piccole e evitando di accedere alla Borsa nella quale sarebbero state soggette al rischio di una presa di controllo da parte delle imprese pubbliche. Il risparmio è stato canalizzato verso i titoli di Stato che garantivano rendimenti elevati in condizioni di minor rischio, risparmio che veniva utilizzato per i bisogni del sistema




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industriale pubblico. Le imprese, dal momento che la Borsa si era atrofizzata, si sono rivolte al credito bancario, soprattutto a quello delle banche commerciali che spesso hanno finito per finanziare le immobilizzazione delle aziende. Questa situazione del settore del risparmio, unito alla espansione rapidissima dello Stato sociale, ha reso meno necessaria la nascita dei fondi comuni di investimento, dei fondi pensione e di tutte le strutture finanziarie che sono la caratteristica tipica dei mercati finanziari anglosassoni.
La fine del sistema e la rapida caduta dei rendimenti dei titoli di Stato, perché i governi dei fine anni '90 hanno potuto beneficiare del notevole ridimensionamento dell'inflazione a livello internazionale, ha reso disponibile il risparmio per impieghi diretti sul mercato finanziario, ma a fronte di una notevole offerta di denaro, le possibilità di un suo impiego in titoli di buona qualità è stata relativamente modesta. Così a partire dal 1993 vi è stata una trasformazione delle banche che non operano nel solo campo dei prestiti a medio termine ma anche nella intermediazione dando luogo agli sviluppi piuttosto caotici di cui i risparmiatori hanno fatto cattiva esperienza. Proprio quando i risparmiatori si erano avvicinati al mondo delle intermediazioni finanziarie, la fiducia è stata turbata da una serie di crac che hanno investito 800 mila operatori per un totale di perdite di 36 miliardi 500 milioni di euro. I collassi della Parmalat e della Cirio sono stati solo gli ultimi in ordine di tempo, ma sfortunatamente non i più rilevanti, anche se gli strali si sono concentrati su questi due colossali crac, basti pensare a quello dei bond argentini che da soli hanno causato perdite a 400 mila risparmiatori per 15 miliardi di euro. Una quota enorme pari, da sola, a metà delle intere perdite dovute a una serie di disastri finanziari. Per dare una reale dimensione di queste sfortunate avventure finanziarie, è sufficiente compiere con un minimo sforzo di fantasia questa proiezione: i risparmi bruciati avrebbero coperto due cospicue manovre finanziarie, oppure due terzi dell'esubero del debito pubblico permesso dal Patto di stabilità europeo.
È evidente che queste tragedie finanziarie hanno pesato non solo sui redditi dei risparmiatori, ma sulla catena dello sviluppo che è composta da risparmio-investimenti-produzione-consumi e come ultimo anello i tributi fiscali che a loro volta sono il volano dell'attività e della presenza dello Stato. Una vera calamità dal momento che a risentirlo è stato l'intero sistema economico, per cui le ripercussioni hanno superato i margini degli 800 mila risparmiatori colpiti direttamente e hanno investito soprattutto i milioni di italiani che appartengono agli strati più deboli.
Se s'intende dare avvio a una buona legge che dia ai cittadini soddisfacenti prospettive di sicurezza, è necessario richiamare alle loro responsabilità non solo gli organi di controllo, ma soprattutto gli istituti di credito e gli operatori finanziari, la cui competenza e professionalità in queste circostanze sono state aleatorie. Un'azione di messa in sicurezza che non può essere solo garantita da una legge, ma anche da un apparato che permetta di recuperare quella fiducia indispensabile per un sistema economico avanzato, e che i recenti terremoti finanziari hanno gravemente minato.
Le modificazioni alla disciplina delle società per azioni, contenute nel titolo I, intervengono sull'organizzazione e sui poteri degli organi d'amministrazione e di controllo delle società per azioni (principalmente di quelle con azioni quotate in mercati regolamentati) nonché sulla disciplina dell'azione di responsabilità e di taluni istituti previsti in favore dei soggetti che detengono partecipazioni di minoranza nel capitale sociale. Viene altresì introdotta una disciplina speciale riguardante i rapporti tra le società italiane e le società estere aventi sede legale negli Stati i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della costituzione, della situazione patrimoniale e della gestione finanziaria delle società. Per quanto specificamente riguarda l'organizzazione delle società




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quotate, si è inteso in primo luogo valorizzare l'interesse delle minoranze a verificare la correttezza e la regolarità della gestione societaria.
Tra queste disposizioni, segnala l'articolo 2, che contiene le disposizioni relative agli organi di controllo. In particolare, il potere di stabilire le modalità per l'elezione di un membro effettivo del collegio sindacale e del consiglio di sorveglianza da parte dei soci di minoranza, attualmente rimesso all'atto costitutivo della società, viene trasferito alla Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB). Viene affrontato anche il problema del cumulo degli incarichi, limitatamente ai soggetti che esercitano incarichi di controllo presso le società con azioni quotate o diffuse fra il pubblico in misura rilevante. Mentre infatti l'idoneità professionale dei soggetti cui sono attribuiti gli incarichi d'amministrazione attiene all'interesse della società, per quanto riguarda i titolari degli incarichi di controllo ricorre anche un interesse pubblico affinché la scelta cada su soggetti cui l'eccesso di occupazioni non impedisca di adempiere effettivamente alle funzioni di controllo.
L'articolo 152 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria è modificato, allo scopo di consentire all'organo di controllo la denunzia al tribunale, ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile, nel caso in cui sussista fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione della società o di una o più società controllate, indipendentemente dal fatto che le irregolarità denunziate siano tali da poter recare danno alla società o alle sue controllate. L'articolo 3 modifica l'articolo 2393 del codice civile attribuendo anche al collegio sindacale il potere di promuovere, con la maggioranza dei due terzi dei componenti, l'azione di responsabilità nei riguardi degli amministratori, e prevedendo che, qualora la deliberazione sia assunta all'unanimità, essa comporti la revoca degli amministratori contro cui è proposta.
Il Titolo II riguarda la disciplina delle attività finanziarie, e affronta in questo contesto la materia dei conflitti d'interessi, sia nella gestione delle società, sia nel rapporto fra banche e imprese, sia nella gestione di patrimoni e nella prestazione di servizi d'investimento. Tra le disposizioni inserite in tale titolo, con riferimento alle competenze della Commissione, segnala l'articolo 13, che reca numerose modificazioni al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria. Con un complesso di modificazioni all'articolo 31 del testo unico viene riformata l'organizzazione dell'Albo unico nazionale dei promotori finanziari, che viene ridenominato Albo unico dei promotori finanziari, prevedendosene l'articolazione in sezioni territoriali e rimettendosene la tenuta - attualmente assegnata alla CONSOB - a un organismo costituito dalle associazioni rappresentative dei promotori e dei soggetti abilitati, avente personalità giuridica, forma associativa e dotato di autonomia, e finanziato con contributi e altre somme determinate e riscosse, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attività, a carico degli iscritti e dei richiedenti l'iscrizione. L'organismo cura la tenuta dell'albo, indìce le prove valutative per l'iscrizione, verifica i requisiti dei richiedenti e provvede alle iscrizioni. Esso opera nel rispetto dei princìpi e dei criteri stabiliti con regolamento dalla CONSOB, e sotto la vigilanza della medesima.
Ulteriori disposizioni intervengono sulla disciplina dei mercati regolamentati. In particolare, viene introdotto l'articolo 117-ter, che disciplina la cosiddetta «finanza etica». Deve essere la CONSOB, previa consultazione con le associazioni di categoria e sentita la Banca d'Italia, a determinare, con proprio regolamento, le caratteristiche delle società emittenti che consentano di qualificare come etico l'investimento nei relativi titoli quotati in mercati regolamentati. La CONSOB tiene prioritariamente in considerazione, oltre che l'integrale applicazione, da parte delle società emittenti, dei codici di autodisciplina redatti dalle associazioni di categoria, l'adozione, da parte delle medesime società, di sistemi di certificazione di processo




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o di prodotto ispirati a criteri di sostenibilità ambientale e sociale e fondati sui più avanzati standard comunitari e internazionali elaborati in materia di responsabilità sociale d'impresa. In caso di utilizzo improprio, in qualsiasi tipo di comunicazione rivolta al pubblico, della qualificazione etica riferita agli investimenti nelle società, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a trecentomila euro e la pubblicazione del provvedimento sanzionatorio adottato dalla CONSOB su almeno due quotidiani, di cui uno economico, aventi diffusione nazionale.
Particolare rilievo hanno anche le disposizioni sulla tutela preventiva del risparmio (articolo 13-ter). A tal fine, il promotore finanziario o i dipendenti di banche, delle poste o di società di assicurazione preposti al servizio di assistenza agli investimenti hanno specifici obblighi di informazione nei confronti del cliente, in relazione soprattutto agli elementi essenziali del prodotto finanziario (costi e rischi patrimoniali e adeguatezza dell'operazione in rapporto alla situazione finanziaria dell'investitore) prima della sua sottoscrizione. Inoltre, i promotori, se dipendenti di banca, non possono ricevere dall'investitore alcuna forma di compenso ovvero di finanziamento. Salvi i casi di dolo o colpa grave, il reato di falsa comunicazione e la violazione dell'obbligo di fornire per iscritto le prescritte informazioni all'investitore sono puniti con una multa fino a cinquantamila euro. Di particolare interesse appare l'articolo 14, sull'informazione al mercato in materia di attribuzione di azioni ai dipendenti. Al più volte ricordato testo unico sull'intermediazione finanziaria (decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58), è aggiunto l'articolo 145-bis, in base al quale qualora una società approvi un piano di attribuzione di azioni a componenti del consiglio d'amministrazione ovvero del consiglio di gestione, a dipendenti o a collaboratori non legati alla stessa da rapporti di lavoro subordinato, ovvero a componenti del consiglio d'amministrazione ovvero del consiglio di gestione, a dipendenti o a collaboratori di altre società appartenenti al medesimo gruppo, prima dell'esecuzione dell'operazione devono essere pubblicate, per cura del consiglio d'amministrazione, su almeno due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico, le informazioni concernenti le ragioni che motivano l'adozione del piano; i soggetti destinatari del piano; le modalità e le clausole di attuazione del piano, specificandosi se la sua attuazione è subordinata al verificarsi di condizioni e, in particolare, al conseguimento di risultati determinati; le modalità per la determinazione dei prezzi o dei criteri per la determinazione dei prezzi per la sottoscrizione o per l'acquisto delle azioni; i vincoli di disponibilità gravanti sulle azioni ovvero sui diritti di opzione attribuiti, con particolare riferimento ai termini entro i quali sia consentito o vietato il successivo trasferimento alla stessa società o a terzi.
Il Titolo III, in materia di revisione dei conti, modifica a sua volta il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Tra le disposizioni di rilievo, segnala le modifiche agli articoli 159 e 160 di tale testo unico, laddove l'incarico (ordinariamente attribuito dall'assemblea) ha durata non inferiore a tre né superiore a sei esercizi e non può essere rinnovato se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione del precedente. La CONSOB esercita funzioni di vigilanza su tali incarichi e può vietarne l'esecuzione qualora accerti l'esistenza di una causa d'incompatibilità, ovvero qualora rilevi che la società cui è affidato l'incarico non è tecnicamente idonea ad esercitarlo, in relazione alla sua organizzazione ovvero al numero degli incarichi già assunti. Essa poi dispone d'ufficio la revoca dell'incarico di revisione contabile qualora rilevi una causa d'incompatibilità ovvero qualora siano state accertate gravi irregolarità nello svolgimento dell'attività di revisione.
La CONSOB stabilisce con regolamento i criteri generali per la determinazione del corrispettivo per l'incarico di revisione contabile. La corresponsione del compenso non può comunque essere subordinata ad alcuna condizione relativa all'esito della




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revisione, né la misura di esso può dipendere in alcun modo dalla prestazione di servizi aggiuntivi da parte della società di revisione. L'incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non può essere esercitato dalla medesima persona per un periodo eccedente tre esercizi sociali, né questa persona può assumere nuovamente tale incarico, relativamente alla revisione dei bilanci della medesima società o di società da essa controllate, ad essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo, neppure per conto di una diversa società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente. Inoltre, coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una società, i soci, gli amministratori e i componenti degli organi di controllo della società di revisione alla quale è stato conferito l'incarico di revisione e delle società da essa controllate o ad essa collegate o che la controllano non possono esercitare funzioni di amministrazione o controllo nella società che ha conferito l'incarico di revisione e nelle società da essa controllate, ad essa collegate o che la controllano, né possono prestare lavoro autonomo o subordinato in favore delle medesime società, se non sia decorso almeno un triennio dalla scadenza o dalla revoca dell'incarico. La misura della retribuzione dei dipendenti delle società di revisione che partecipano allo svolgimento delle attività di revisione non può essere in alcun modo determinata, neppure parzialmente, dall'esito delle revisioni da essi compiute né dal numero degli incarichi di revisione ricevuti o dall'entità dei compensi per essi percepiti dalla società.
Il Titolo IV contiene le disposizioni concernenti le autorità di vigilanza, elencate nell'articolo 16. Esse sono: la Banca d'Italia, la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP), la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato e devono individuare, nel rispetto della reciproca indipendenza, forme di coordinamento per l'esercizio delle competenze ad esse attribuite. Un apposito comitato di coordinamento è presieduto a turnazione dal Governatore della Banca d'Italia e dai presidenti della Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP), della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP) e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il Ministro dell'economia e delle finanze può chiedere la convocazione del comitato per comunicazioni rilevanti per l'attività delle Autorità. Le Autorità non possono reciprocamente opporsi il segreto d'ufficio.
Per la trasparenza delle condizioni contrattuali dei fondi pensione, viene modificato il decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124. Per le condizioni di polizza dei contratti di assicurazione sulla vita, si prevede l'obbligo di comunicazione alla CONSOB, in luogo della COVIP. Inoltre, in conformità agli indirizzi generali del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, la CONSOB (e non più la COVIP) definisce, d'intesa con la COVIP e con le autorità di vigilanza dei soggetti abilitati a gestire le risorse dei fondi, schemi-tipo di contratti tra i fondi e i gestori, autorizza preventivamente le convenzioni sulla base della corrispondenza ai criteri previsti dalla legge e provvede affinché i fondi assicurino la trasparenza nei rapporti con i partecipanti e nelle comunicazioni periodiche rivolte agli iscritti circa l'andamento amministrativo e finanziario dei fondi medesimi, formulando le prescrizioni necessarie, determinando i modi di pubblicità e vigilando sulla loro attuazione.
Per il suo rilievo istituzionale, va poi segnalato l'articolo 25, sulla durata della carica del Governatore della Banca d'Italia, ove si stabilisce che lo statuto della Banca d'Italia stabilisce, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, limiti temporali alla carica di Governatore della Banca. È richiamato l'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, in virtù del




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quale le modifiche dello statuto della Banca sono deliberate dall'assemblea straordinaria dei partecipanti e sono approvate dal Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.
Il Titolo V si occupa delle modifiche alle sanzioni penali e amministrative. Il Titolo VI, recante le disposizioni transitorie e finali, contiene l'articolo 37, che sopprime la Commissione permanente per la vigilanza sull'istituto di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca, di cui all'articolo 110 del testo unico approvato con regio decreto 28 aprile 1910, n. 204, è soppressa.
Le Commissioni riunite non hanno previsto norme sul trasferimento di personale e delle dotazioni, sopprimendo anzi l'articolo 38, a ciò dedicato.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.25.


SEDE REFERENTE
Mercoledì 2 febbraio 2005. - Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI.

La seduta comincia alle 14.25.

Attività subacquee ed iperbariche.
C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini.
(Seguito dell'esame e rinvio - Adozione del testo base).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 24 giugno 2003.

Angelo SANTORI (FI), relatore, propone di adottare come testo base per il proseguimento della discussione il testo unificato elaborato dal Comitato ristretto (vedi allegato 3).

La Commissione concorda.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.30.


AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:


COMITATO RISTRETTO
Tutela professionale dei lavoratori del settore dello spettacolo, intrattenimento e svago.
C. 132 Sciacca, C. 2632 Mazzoni e C. 4709 Gasperoni.


SEDE CONSULTIVA

Norme per la tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato.
Testo unificato C. 193 e abb.

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ALLEGATO 1

Governo del territorio (Testo unificato C. 153 e abb.)


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La XI Commissione (Lavoro pubblico e privato),
sottolineato che l'esame in sede consultiva sul testo unificato delle proposte di legge n. 153 e abbinate, recante norme sul governo del territorio, ha fatto emergere notevoli perplessità sulla funzionalità dei criteri di ripartizione delle competenze tra Stato, Regioni ed enti locali, troppo spesso prevedendo meccanismi farraginosi e con ampie aree di sovrap-posizione di intervento dei vari livelli istituzionali;
invitata la Commissione di merito ad uno sforzo - pur nell'ambito delle competenze costituzionalmente previste - per una semplificazione della definizione dei vari livelli di competenza,
esprime


NULLA OSTA
all'ulteriore corso del provvedimento.




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ALLEGATO 2

Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (C. 3744-B approvato dalla Camera e modificato dal Senato).


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La XI Commissione (Lavoro pubblico e privato),
esaminato il disegno di legge n. 3744-B, di delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, approvato dalla Camera e modificato dal Senato,
esprime


PARERE FAVOREVOLE
sottolineando la necessità di integrare la legge 13 maggio 1997, n. 132, concernente nuove norme in materia di revisori contabili, esonerando dall'esame coloro che, essendo alla data di entrata in vigore della legge citata già in possesso dei requisiti per sostenere l'esame di abilitazione per l'esercizio della professione di ragioniere e perito commerciale, si sono successivamente iscritti al relativo albo professionale.




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ALLEGATO 3

Attività subacquee ed iperbariche (C. 1219 Arrighi e C. 1698 L. Martini).


TESTO UNIFICATO ADOTTATO COME TESTO BASE

Capo I
LEGGE QUADRO SULL'ORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ SUBACQUEE


Art. 1.
(Oggetto e finalità).

1. La presente legge stabilisce i principi fondamentali in materia di lavori subacquei ed iperbarici e di servizi di carattere turistico-ricreativo, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione e in conformità con i principi della normativa dell 'Unione europea. Sono fatte salve le competenze delle Regioni, a statuto speciale e non, delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di attività subacquee ed iperbariche svolte a titolo professionale, individuate dai rispettivi statuti.
2. L'attività subacquea è libera. Lo Stato e le Regioni, di concerto con i comuni interessati, nell'ambito delle rispettive competenze, garantiscono la libera concorrenza, la trasparenza e la libertà d'impresa, anche tutelando la parità di condizioni per l'accesso alle strutture nonché l'adeguatezza della qualità dei servizi agli utenti, assicurando le informazioni ad essi relativi.


Art. 2.
(Ambito di applicazione).

1. Con il termine di attività subacquee si intende identificare quelle attività svolte, con o senza l'ausilio di autorespiratori, in ambiente iperbarico, acqueo o gassoso; si distinguono in due differenti settori, con finalità diverse:
a) lavori subacquei ed iperbarici, effettuati da operatori subacquei ed imprese di lavori subacquei ed iperbarici, regolamentati nel capo II della presente legge;
b) servizi subacquei di carattere turistico-ricreativo, effettuati da istruttori subacquei, guide subacquee, centri di immersione e di addestramento subacqueo, organizzazioni didattiche subacquee, regolamentati nel capo III della presente legge.


Capo II
OPERATORI SUBACQUEI ED IPERBARICI PROFESSIONALI, IMPRESE SUBACQUEE ED IPERBARICHE


Art. 3.
(Definizioni).

1. Sono operatori subacquei ed iperbarici professionali coloro i quali compiono, a titolo professionale, anche se in modo non esclusivo o non continuativo, lavori subacquei o iperbarici in mare ed in acque interne, a profondità con pressione superiore a quella atmosferica, oppure a pressione atmosferica con l'ausilio di appositi mezzi, strutture o veicoli subacquei.




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2. Sono imprese subacquee o iperbariche le imprese che eseguono lavori subacquei o iperbarici, incluse quelle che producono impianti iperbarici.


Art. 4.
(Elenco regionale degli operatori subacquei ed iperbarici professionali).

1. Presso gli assessorati competenti delle Regioni è istituito l' elenco degli operatori subacquei ed iperbarici professionali. L'elenco è trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. È fatto divieto a chiunque non sia iscritto nel predetto elenco di svolgere a titolo professionale, anche in modo non esclusivo e non continuativo, qualsiasi attività di operatore subacqueo ed iperbarico.
3. L'iscrizione accolta in una Regione consente all'operatore di esercitare la sua attività su tutto il territorio nazionale e dell'Unione europea.


Art. 5.
(Qualifiche professionali).

1. L'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 4, avviene nelle seguenti qualifiche professionali:
a) operatore di alto fondale, che effettua immersioni oltre i 50 metri di profondità con il supporto di impianti iperbarici;
b) operatore di basso fondale, che effettua immersioni sino alla profondità di 50 metri;
c) operatore tecnico iperbarico che è addetto alla manovra delle camere iperbariche ed agli impianti di saturazione anche in ambiente clinico;
d) operatore scientifico subacqueo, che svolge attività di ricerca scientifica o di archeologia subacquea.


Art. 6.
(Requisiti per l'iscrizione nell'elenco regionale).

1. Ai fini dell'iscrizione nell'elenco regionale sono necessari i seguenti requisiti:
a) maggiore età;
b) cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione europea. Sono equiparati i cittadini extracomunitari che hanno regolarizzato la loro posizione ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dalla legge 30 luglio 2002, n. 189;
c) diploma della scuola dell'obbligo o titoli equivalenti, ivi compresi quelli conseguiti all'estero e riconosciuti;
d) certificato di abilitazione professionale all'attività, rilasciato da istituti legalmente riconosciuti;
e) idoneità medica psico-attitudinale, attestata da certificato rilasciato da medico specialista in medicina del nuoto e delle attività subacquee, ovvero perfezionato in medicina subacquea. Sono riconosciuti i certificati rilasciati da medici specializzati in fisiopatologia del lavoro subacqueo.


Art. 7.
(Elenco regionale delle imprese subacquee ed iperbariche).

1. Presso gli assessorati competenti delle Regioni è istituito l'elenco delle imprese subacquee ed iperbariche. L'elenco è trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
2. Per ottenere 1'iscrizione nel predetto elenco le imprese devono possedere i seguenti requisiti:
a) un sistema di sicurezza, con procedure che garantiscano la sicurezza dei




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lavoratori in conformità alle leggi vigenti in materia, e con il rispetto dell'ambiente;
b) un sistema di qualità, in conformità alle norme comunitarie;
c) stipula di una polizza di assicurazione per responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti ai lavoratori e ai terzi nello svolgimento delle attività subacquee ed iperbariche inclusa l'attività in immersione.

3. L'iscrizione accolta in una Regione consente all'impresa di effettuare lavori subacquei su tutto il territorio nazionale e dell'Unione europea.
4. È fatto divieto ai soggetti non iscritti nell'elenco di svolgere le attività di cui all'articolo 3, comma 2.


Art. 8.
(Norme di sicurezza).

1. Le imprese subacquee ed iperbariche hanno l'obbligo di accertare che l'attività lavorativa sia svolta nel rispetto delle norme di sicurezza di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché delle prescrizioni stabilite dalla presente legge; le stesse rispondono in solido, in caso di inosservanza delle predette norme e prescrizioni, con gli operatori subacquei ed iperbarici di cui si avvalgono o che sono loro dipendenti.
2. Gli operatori subacquei ed iperbarici che esercitano la propria attività a titolo di imprenditore individuale e i lavoratori di pendenti dalle imprese di cui all'articolo 7 sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento teorico-pratico con particolare riguardo alle innovazioni di tecniche di supporto cardio-respiratorio avanzato e nell'ambito della sicurezza.
3. Le imprese subacquee ed iperbariche sono tenute a garantire agli operatori subacquei ed iperbarici loro dipendenti la frequenza dei predetti corsi.
4. È demandato alle Regioni il compito di definire le modalità per le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo.


Art. 9.
(Attrezzature ed equipaggiamenti).

1. Tutte le attrezzature, gli equipaggiamenti collettivi ed individuali, gli impianti e le apparecchiature complementari usate o pronte ad essere usate nell'attività subacquea ed iperbarica, devono essere conformi alle normative europee; inoltre, qualora prescritto dalle vigenti disposizioni in materia, devono essere collaudati, certificati ed utilizzati secondo le prescrizioni di collaudo.
2. Alle imprese subacquee ed iperbariche, che effettuano immersioni di lavoro oltre i 12 metri, è fatto obbligo di assicurare la presenza nel cantiere di una camera iperbarica munita di pre-camera e di indicare un medico specializzato in medicina subacquea. Le stesse imprese hanno l'obbligo di tenere un registro delle attrezzature e degli equipaggiamenti di loro proprietà, in cui devono essere annotati tutti i dati attinenti al collaudo, alla manutenzione ed all'utilizzo nell'attività subacquea ed iperbarica.
3. In caso di omessa tenuta del registro di cui al comma 2 del presente articolo, o di inefficienza delle attrezzature o degli impianti usati per l'attività subacquea ed iperbarica, la Capitaneria di Porto e la Direzione Provinciale del lavoro possono procedere, in base alle gravità ed omissioni, alla temporanea sospensione dell'attività dell'impresa ed al sequestro delle attrezzature. Nei casi più gravi, la regione interessata, su segnalazione della Capitaneria di Porto o della Direzione Provinciale del lavoro, dispone la cancellazione dell'impresa dall'elenco di cui all'articolo 7.


Art. 10.
(Libretto individuale).

1. È istituito il libretto individuale degli operatori subacquei ed iperbarici. Nel sud
detto




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libretto devono essere annotate l'idoneità medica, eventuali infortuni e l'iter delle immersioni effettuate, certificate dal datore di lavoro.
2. La tenuta del libretto di cui al comma 1 del presente articolo, è affidata all'operatore subacqueo ed iperbarico, che è obbligato ad esibirlo al responsabile di cantiere o agli organi abilitati per legge.


Art. 11.
(Modalità di iscrizione).

1. È demandato alle Regioni il compito di definire le modalità d'iscrizione agli elenchi regionali di cui agli articoli 4 e 7.


Art. 12.
(Disposizioni transitorie).

1. In sede di prima applicazione della presente legge possono iscriversi all'elenco di cui all'articolo 4 tutti gli operatori subacquei ed iperbarici professionali con età superiore ai limiti di accesso ai corsi professionali che, entro sei mesi dalla data di istituzione dell'elenco stesso, dimostrino di avere operato in modo prevalente nelle specifiche attività corrispondenti alle predette qualifiche, attraverso la presentazione del libretto individuale correttamente compilato e certificato.
2. In sede di prima applicazione della presente legge, le imprese potranno continuare ad operare sino a dodici mesi dall'istituzione dell'elenco di cui all'articolo 7, in deroga al divieto di cui al medesimo articolo 7, comma 4.
3. Possono ottenere l'iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 7 le imprese che dimostrino, entro il medesimo termine e con le stesse modalità di cui al comma 1 del presente articolo, di avere operato in modo prevalente, per almeno tre anni, nel settore dei lavori subacquei ed iperbarici, ovvero nelle specifiche attività di cui all'articolo 3, comma 2.


Art. 13.
(Disposizioni per particolari categorie di operatori).

1. Gli operatori subacquei ed iperbarici delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, compreso il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, e della Croce rossa italiana, sono considerati a tutti gli effetti operatori subacquei ed iperbarici ai sensi e per gli effetti dell'articolo 3, comma 1 della presente legge.
2. Le attività di cui al comma 1 del presente articolo vengono regolamentate dalle stesse amministrazioni di appartenenza anche in deroga alle disposizioni della presente legge.


Capo III
(Servizi subacquei turistico-ricreativi).
ISTRUTTORI SUBACQUEI, GUIDE SUBACQUEE, CENTRI DI IMMERSIONE E DI ADDESTRAMENTO SUBACQUEO, ORGANIZZAZIONI DIDATTICHE SUBACQUEE


Art. 14.
(Definizioni).

1. Per immersione subacquea a scopo turistico e ricreativo si intende l'insieme delle attività ecosostenibili, effettuate da una o più persone e finalizzate all'addestramento, ad escursioni subacquee libere o guidate, studio del mare e delle sue forme di vita diurna e notturna, effettuazione di riprese video e fotografiche, nonché qualunque altra iniziativa riconducibile all'utilizzazione, da parte della persona, del proprio tempo libero. Tali attività, se effettuate con autorespiratore, possono essere svolte solo da persone in possesso di un brevetto subacqueo, rispettando i limiti di profondità, procedure e standard operativi stabiliti dall'organizzazione certificante. Sono escluse dalle disposizioni




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della presente legge le attività subacquee di tipo agonistico.
2. Per brevetto subacqueo si intende un attestato di addestramento, rilasciato esclusivamente da un istruttore subacqueo ed emesso dall'organizzazione didattica subacquea a cui l'istruttore stesso appartiene, previa frequentazione del relativo corso teorico pratico.
3. È istruttore subacqueo chi, in possesso di corrispondente brevetto, rilasciato dalle organizzazioni didattiche di cui al comma 6, insegna a persone singole e a gruppi, anche in modo non esclusivo e non continuativo, le tecniche dell'immersione subacquea a scopo ricreativo, in tutti i suoi livelli e specializzazioni. L'istruttore subacqueo può svolgere anche l'attività di guida subacquea.
4. È guida subacquea chi, in possesso di corrispondente brevetto, assiste l'Istruttore nell'addestramento di singoli o gruppi e accompagna in immersione singoli o gruppi di persone, anche in modo non esclusivo e non continuativo.
5. Sono centri d'immersione e di addestramento subacqueo le imprese che operano nel settore dei servizi turistico-ricreativi subacquei, offrendo supporto all'immersione ed all'addestramento subacqueo didattico o ricreativo, in virtù di risorse di tipo logistico, organizzativo e strumentale.
6. Sono organizzazioni didattiche subacquee le imprese o associazioni, italiane o estere, che abbiano come oggetto sociale principale, ancorché non esclusivo, l'attività di formazione per l'addestramento alle immersioni subacquee, dal livello d'ingresso a quello di istruttore, così come la fornitura di materiali didattici e servizi ad istruttori, guide e centri subacquei.


Art. 15.
(Elenco regionale degli operatori subacquei del settore turistico-ricreativo).

1. Presso gli assessorati competenti delle Regioni è istituito l'elenco degli operatori subacquei del settore turistico-ricreativo, suddiviso nelle seguenti sezioni:
a) istruttori subacquei;
b) guide subacquee;
c) centri di immersione e di addestramento subacqueo;
d) associazioni no profit.


Art. 16.
(Esercizio dell'attività di istruttore subacqueo e guida subacquea).

1. L'attività di istruttore subacqueo e di guida subacquea è subordinata all'iscrizione nella specifica sezione dell'elenco regionale di cui all'articolo 15, e può essere svolta:
a) all'interno dei centri di immersione e di addestramento subacqueo;
b) all'interno delle associazioni no profit;
c) in modo autonomo.

2. Ai fini dell'iscrizione nell'elenco regionale le guide e gli istruttori subacquei devono possedere i seguenti requisiti:
a) maggiore età;
b) cittadinanza italiana o di altro stato membro dell'Unione Europea. Sono equiparati i cittadini extracomunitari che hanno regolarizzato la loro posizione secondo la vigente normativa;
c) godimento dei diritti civili e politici, salvo che non sia intervenuta riabilitazione;
d) diploma della scuola dell'obbligo, o titoli equipollenti se conseguiti all'estero;
e) brevetto di istruttore subacqueo o di guida subacquea rilasciato, al tern1ine di un apposito corso e previo superamento del relativo esame teorico e pratico, esclusivamente da una organizzazione didattica iscritta nell'elenco nazionale di cui al successivo articolo 19;




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f) copertura assicurativa individuale mediante polizza di responsabilità civile per i rischi derivanti alle persone dalla partecipazione alle attività svolte;
g) idoneità medica attestata da certificato rilasciato da medico specialista in medicina del nuoto e delle attività subacquee, ovvero esperto in medicina subacquea, oppure perfezionato in medicina subacquea.


Art. 17.
(Esercizio dell'attività di centro di immersione e di addestramento subacqueo).

1. L'apertura e l'esercizio dell'attività dei centri di immersione e di addestramento subacqueo è subordinata all'iscrizione nella specifica sezione dell'elenco regionale di cui all'articolo 15. Ai fini dell'iscrizione i centri devono possedere i seguenti requisiti:
a) iscrizione presso la Camera di commercio;
b) partita IVA;
c) disponibilità di una sede per lo svolgimento delle attività teoriche;
d) disponibilità di attrezzature specifiche per le immersioni, conformi alle normative europee, laddove previsto, ed in perfetto stato di funzionamento;
e) disponibilità di attrezzature di primo soccorso, con requisiti conformi alle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonché di personale addestrato al primo soccorso. A tal fine i relativi corsi effettuati dalle organizzazioni didattiche subacquee iscritte nell'elenco nazionale di cui al successivo articolo 19, sono ritenuti validi ai sensi della decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
f) copertura assicurativa mediante polizza di responsabilità civile per rischi derivanti a dipendenti, collaboratori, persone e cose, per incidenti connessi alle attività svolte.

2. I centri che svolgono attività stagionale, possono essere iscritti agli elenchi regionali degli operatori del turismo subacqueo purché il periodo di apertura non sia inferiore a centoventi giorni continuativi.
3. I centri di immersione e di addestramento subacquei, nell'esercizio della propria attività devono avvalersi di guide e istruttori iscritti nell'apposita sezione dell'elenco di una regione italiana.


Art. 18.
(Associazioni no profit).

1. Le associazioni no profit a carattere nazionale, regionale e locale che svolgono anche attività di centro di immersione in modo continuativo, esclusivamente per i propri associati, per esercitare l'attività devono essere iscritte nella specifica sezione dell'elenco regionale di cui all'articolo 15.
2. Ai fini dell'iscrizione all'elenco regionale degli operatori del turismo subacqueo, queste associazioni devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) atto costitutivo registrato e statuto;
b) codice fiscale;
c) disponibilità di una sede per lo svolgimento delle attività teoriche;
d) disponibilità di attrezzature specifiche per le immersioni, conformi alle normative europee, laddove previste, ed in perfetto stato di funzionamento;
e) disponibilità di attrezzature di primo soccorso, con requisiti conformi alle disposizioni della decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
f) copertura assicurativa mediante polizza di responsabilità civile per rischi derivanti a dipendenti, collaboratori, persone e cose, per incidenti connessi alle attività svolte.

3. I centri che svolgono attività stagionale, possono essere iscritti agli elenchi




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regionali degli operatori del turismo subacqueo purché il periodo di apertura non sia inferiore a centoventi giorni continuativi.


Art. 19.
(Elenco nazionale delle Organizzazioni Didattiche per le attività subacquee del settore turistico-ricreativo).

1. Presso il Ministero delle attività produttive è istituito l'elenco nazionale delle organizzazioni didattiche che si dedicano all'addestramento delle attività subacquee per il settore turistico-ricreativo. Alle organizzazioni didattiche iscritte nell'elenco è demandato e riconosciuto il compito di organizzare tale addestramento, direttamente oppure attraverso i propri istruttori, emettendo a convalida l



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