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VII Commissione Senato - seduta dell'8 febbraio 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali)
2005-02-08

IN SEDE REFERENTE

(3276) Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'universit e la ricerca, per i beni e le attivit culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilit dei pubblici dipendenti, nonch per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione

(Esame e rinvio)


Riferisce alla Commissione il presidente relatore ASCIUTTI (FI), il quale sottolinea anzitutto che il decreto-legge in titolo, caratterizzandosi principalmente per disposizioni nei settori dell'universit e dei beni culturali, stato correttamente assegnato a questa Commissione per l'esame di merito. Osserva tuttavia che esso reca anche norme in materia di opere strategiche, di mobilit dei pubblici dipendenti nonch di adempimenti fiscali, su cui giudica estremamente prezioso il contributo che vorranno rendere le Commissioni chiamate ad esprimersi in sede consultiva.

Entrando indi nel merito delle disposizioni di stretta pertinenza della Commissione, rileva che l'articolo 1 d attuazione a quanto disposto dalla legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005) la quale, all'articolo 1, comma 105, stabilisce che le universit sono chiamate a redigere programmi triennali relativi al fabbisogno di personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo.

Nello specifico, la norma in esame dispone che le universit sono tenute a sottoporre al Ministero detti programmi triennali entro il prossimo 31 marzo.

Al riguardo, pur condividendo l'esigenza di definire rapidamente i fabbisogni di personale dei singoli atenei, egli giudica opportuno che detta definizione sia maggiormente correlata ad obiettivi di carattere generale, per il miglioramento del servizio universitario. Pertanto, quanto meno a partire dal 2006, suggerisce che siano definite delle linee generali, cui far corrispondere eventuali variazioni di fabbisogno, fra le quali cita - a titolo esemplificativo - l'accesso e il mantenimento agli studi per i capaci e meritevoli ancorch privi di mezzi, l'aumento della formazione di livello universitario e comunque professionale superiore, il potenziamento della ricerca di base, lo sviluppo dei rapporti fra universit e sistema produttivo nazionale, l'internazionalizzazione degli studi universitari, il miglioramento dei servizi destinati agli studenti, la razionalizzazione dell'offerta formativa, l'accesso dei giovani alla docenza universitaria, la convergenza con i sistemi di alta formazione europei.

Il comma 2 dell'articolo 1 riduce poi ad un anno di servizio il periodo necessario per la conferma dei ricercatori, che l'attuale normativa prevede essere pari ad un triennio.

Con tale intervento, il Presidente relatore rileva che il Governo intende introdurre un incentivo per i ricercatori, anche nell'ottica di contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli all'estero. Oltre ad offrire maggiore stabilit, la riduzione del periodo di prova assicura infatti un miglioramento del trattamento economico, ponendosi cos nell'ottica di riconoscimento del ruolo strategico svolto dai ricercatori, che dovr, a suo giudizio, rappresentare senz'altro l'asse portante della riforma dello stato giuridico dei docenti universitari attualmente all'esame presso l'altro ramo del Parlamento.

Per quanto concerne l'articolo 2, esso reca disposizioni nel settore della ricerca.

In particolare, il comma 1 autorizza il Ministero a concedere idonea garanzia per il rimborso del prestito erogato dalla Banca europea degli investimenti (BEI) alla Societ Sincrotrone di Trieste per la realizzazione del progetto di laser ad elettroni liberi.

Il comma 2 destina inoltre alla medesima Societ una quota del Fondo per il funzionamento degli enti di ricerca, per un importo annuo non inferiore a 14 milioni di euro, al fine di sostenere la competitivit internazionale della struttura.

Si tratta, prosegue il Presidente relatore, di misure importanti, tanto pi in considerazione, da un lato, del ruolo strategico che il Sincrotrone svolge nel settore della ricerca e, dall'altro, della difficile situazione finanziaria nella quale esso versa da tempo.

In proposito, ricorda il costante impegno della Commissione a favore della fisica della materia, che ha condotto fra l'altro a svolgere un sopralluogo ai Laboratori di Grenoble.

Relativamente al comma 3, esso autorizza il Ministro dell'istruzione a ricostituire il Consiglio direttivo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), rimodulandone la composizione. Al riguardo, egli ricorda che il decreto legislativo n. 381 del 1999 (all'articolo 3, comma 4) prevedeva sette membri, nominati dal Ministro dell'istruzione, dei quali due designati dal Consiglio scientifico nazionale, peraltro mai istituito, uno dal Ministro responsabile per il coordinamento della protezione civile, come noto non contemplato nell'attuale compagine governativa, e uno dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome.

Rispetto alla composizione definita dal richiamato decreto legislativo n. 381, i membri del Consiglio direttivo sono ora ridotti a cinque, venendo meno i due componenti designati dal Consiglio scientifico nazionale, la cui fonte normativa (ovvero l'articolo 4 del decreto legislativo n. 204 del 1998) stata peraltro abrogata dal decreto legislativo n. 127 del 2003 di riforma del CNR. Segnala inoltre che i due componenti nominati dal Ministro dell'istruzione su altrui designazione, lo sono ora su impulso, rispettivamente, del Presidente del Consiglio dei ministri e della Conferenza Stato-regioni.

Passando a considerare le disposizioni che riguardano il settore dei beni culturali, si sofferma sull'articolo 3, diretto a prorogare anche per l'anno 2005 la disciplina recata all'articolo 3 del decreto-legge n. 72 del 2004 (recante interventi per contrastare la pirateria informatica, nonch a sostegno delle attivit cinematografiche e dello spettacolo), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2004, che consente la pronta utilizzazione delle risorse assegnate all'ARCUS Spa per interventi a favore dei beni e delle attivit culturali, nonch dello spettacolo a valere sulla quota, pari al 3 per cento, degli investimenti per le infrastrutture.

Egli d indi conto del comma 2, che incrementa di un ulteriore 2 per cento tale quota, a conferma dell'intenzione del Governo di assicurare idonee risorse nei confronti di uno dei settori strategici per il nostro Paese.

Quanto al comma 3, esso modifica l'articolo 12 del decreto legislativo n. 28 del 2004, di riordino del settore cinematografico, attraverso l'inserimento di un nuovo comma 3-bis (lettera a)). In particolare, esso stabilisce che le disposizioni relative alla regolamentazione dei fondi rotativi degli interventi finanziari dello Stato (contemplate dall'articolo 72 della legge finanziaria per il 2003) non si applichino al Fondo per la produzione, la distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche. Egli sottolinea che il Governo giudica tale inserimento opportuno in considerazione della peculiarit delle forme di sostegno pubblico nei confronti dei progetti e delle iniziative cinematografiche che si devono basare sulla qualit artistica e culturale, nonch sul successo di pubblico.

Sempre al comma 3, le lettere b) e c) modificano, a loro volta, il comma 6 e il comma 7 dell'articolo 12 del richiamato decreto legislativo n. 28 del 2004, stabilendo, rispettivamente, che i rientri degli stanziamenti assegnati dal Fondo siano riassegnati allo stesso, previo versamento all'entrata del bilancio dello Stato, e che le risorse del medesimo Fondo siano versate su un'apposita contabilit speciale.

L'articolo 4, comma 1, stanzia poi una somma, pari a 12 milioni di euro per l'anno 2005, al fine di garantire la prosecuzione di molteplici attivit relative alla conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale, nonch alla prevenzione di incendi, installazione di sistemi antifurto e di ulteriori misure di prevenzione nei locali adibiti a sedi museali, gallerie, biblioteche e Archivi di Stato.

Al comma 2, altres prorogata la validit delle convenzioni stipulate dal Ministero per i beni culturali per l'affidamento delle richiamate attivit, fino all'espletamento delle procedure di evidenza pubblica per l'individuazione di altri soggetti.

L'articolo 5 detta indi norme relative alla mobilit dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, modificando il comma 7 dell'articolo 23-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001.

Fra le principali novit, rileva il Presidente relatore, si stabilisce in particolare che i dipendenti pubblici possano - nell'ambito di appositi protocolli d'intesa - essere assegnati temporaneamente, oltre che ad imprese private, anche ad altre pubbliche amministrazioni.

Tale intervento, ad avviso dell'Esecutivo, risulta importante al fine di risolvere talune carenze di organico in determinati settori della pubblica amministrazione, anche alla luce del blocco delle assunzioni presso le amministrazioni statali.

Viene poi chiarito che, qualora i dipendenti siano chiamati ad operare presso imprese private, a queste ultime ricade l'onere del corrispondente trattamento economico, e non solo del compenso aggiuntivo, cos come era previsto dalla precedente versione della medesima norma.

L'articolo 6 interviene sulla disciplina dei commissari straordinari per le opere strategiche, contemplata all'articolo 13 del decreto-legge n. 67 del 1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 1997, recante disposizioni urgenti per favorire l'occupazione.

In particolare, il Presidente relatore sottolinea che le modifiche apportate con l'atto in titolo sono dirette ad adeguare la richiamata normativa alle novit introdotte con la riforma del Titolo V della Costituzione, con particolare riguardo alla necessit di riconoscere le competenze degli enti locali anche in tale settore. Nello specifico, viene definito il loro necessario coinvolgimento nei procedimenti di rilievo sub-regionale che possono concludersi con l'intervento dei commissari straordinari al fine di assicurare la tempestiva esecuzione delle opere di rilevante interesse nazionale.

L'articolo 7 reca inoltre alcune modificazioni all'articolo 1, comma 300, della legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005), in materia di adempimenti fiscali relativi ad imposte di bollo e tasse di concessione governativa con l'obiettivo di garantire fra l'altro la loro semplificazione.

Su queste disposizioni, cos come del resto su quelle recate dagli articoli 5 e 6, ribadisce di ritenere senz'altro opportuno attendere l'orientamento delle Commissioni competenti in tali settori chiamate ad esprimersi in sede consultiva.

L'articolo 8 reca infine le norme di copertura finanziaria.

In considerazione dell'importanza e dell'urgenza soprattutto di talune disposizioni, in particolare di quelle che consentiranno di procedere alle assunzioni di personale universitario, nonch di quelle che assicurano risorse per interventi nel settore dei beni culturali, egli sollecita sin d'ora una rapida conclusione dell'esame onde scongiurare un'eventuale decadenza del decreto-legge.

In proposito, ricorda conclusivamente che nel corso dell'Ufficio di Presidenza svoltosi lo scorso mercoled 2 febbraio stato convenuto di concludere la discussione generale sul provvedimento entro la seduta gi convocata per gioved 10 febbraio alle ore 15 ed stato fissato il termine per la presentazione di emendamenti per venerd, 11 febbraio, alle ore 12.00.

Prende atto la Commissione.

Il PRESIDENTE dichiara indi aperta la discussione generale.

Il senatore TESSITORE (DS-U), senza entrare nel merito dell'esistenza dei requisiti di necessit e urgenza prescritti dalla Costituzione per il ricorso al decreto-legge, giudica anzitutto discutibile e pericoloso un intervento estemporaneo su settori strategici per il tessuto organizzativo del nostro Paese, come ad esempio l'universit, senza che esso si inserisca nell'ambito di un contesto di sistematicit.

A titolo esemplificativo, egli cita l'abolizione del ruolo universitario operata nel 1994, che avvenne senza adeguata ponderazione delle sue conseguenze in termini di accentuazione degli aspetti di localismo.

Entrando nel merito dell'articolato, egli dichiara di non nutrire un orientamento contrario nei confronti della disposizione che riduce ad un anno il periodo di prova per la conferma dei ricercatori, ancorch ritiene che essa sia motivata da ragioni di carattere prettamente clientelare. In proposito, giudica preminente la necessit di tener conto dell'inadeguatezza del trattamento economico riservato ai ricercatori a fronte dell'importanza del lavoro svolto.

Sarebbe stato tuttavia preferibile a suo giudizio che il Governo avesse evitato di inserire tale misura in un provvedimento di urgenza, per consentire invece sulla questione una discussione pacata ed articolata, senza far prevalere aspetti elettoralistici e clientelari, e nell'ottica di assicurare sistematicit agli interventi nel settore universitario.

Coglie poi l'occasione per esprimere perplessit sulla conciliabilit della riduzione del periodo di prova con le disposizioni recate dal disegno di legge, relativo allo status giuridico dei docenti universitari, attualmente all'esame dell'altro ramo del Parlamento, il quale intende - fra l'altro - istituire la figura di professore aggiunto.

Dopo aver ancora una volta deplorato l'assenza di un approccio sistematico e complessivo alle tematiche universitarie, preannuncia sin d'ora l'intenzione di presentare iniziative emendative dirette a risolvere l'annosa questione dei ricercatori provenienti dai ruoli dei tecnici laureati, con riferimento al mancato riconoscimento del periodo prestato precedentemente in tali ruoli.

Quanto alla programmazione dei fabbisogni di personale dei singoli atenei, pur giudicandola positivamente soprattutto dopo le conseguenze nefaste degli anni nei quali si protratto il blocco delle assunzioni, esprime perplessit in merito alle modalit con cui essa dovr realizzarsi. In particolare, egli stigmatizza la scelta del termine, previsto per il prossimo 31 marzo, entro cui le universit sono tenute a sottoporre al Ministero i programmi triennali, che giudica inadeguato soprattutto per i grandi atenei, che sono chiamati ad acquisire su tali atti l'orientamento di un numero elevato di organismi universitari.

Il senatore coglie poi l'occasione per deplorare la scelta di protrarre, in sostanza, il blocco delle assunzioni attraverso l'invito che il Ministro ha rivolto alle universit a non dar seguito alle procedure concorsuali gi bandite, in attesa della definizione dei richiamati programmi triennali.

Ricordando altres i contenuti del decreto ministeriale n. 15 del 27 gennaio scorso, relativo alla verifica del possesso dei requisiti minimi dei corsi di studio, egli esprime preoccupazione in ordine all'effettivo rispetto del principio di autonomia degli atenei.

Al riguardo, giudica negativamente la circostanza che il decreto n. 15 stabilisca che l'eventuale iscrizione di studenti in corsi di studio che non risultano possedere i requisiti minimi comporti la revoca dell'autorizzazione ministeriale al rilascio del relativo titolo di studio, e la conseguente impossibilit dell'inserimento degli studenti nell'Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati.

Tornando alla disposizione recata all'articolo 1, comma 2, che riduce ad un anno il periodo di conferma per i ricercatori in attesa della riforma dello stato giuridico del personale docente, il senatore lamenta poi il riferimento a una disciplina transitoria. In particolare, osserva che in passato tutti i tentativi compiuti per il riordino del sistema sono falliti anche a causa delle normative transitorie che definivano il passaggio dal vecchio al nuovo sistema.

Quanto al settore dei beni culturali, pur condividendo la necessit di individuare ulteriori risorse, esprime preoccupazione per la scelta di assegnare i finanziamenti direttamente alla ARCUS Spa, la quale opera interventi discrezionali.

In proposito, ricorda le critiche suscitate dal finanziamento al settore del cinema, dovute proprio alla discrezionalit dell'intervento, che ha scontentato non solo gli altri settori dello spettacolo ma anche taluni operatori cinematografici.

Auspica inoltre una sollecita conclusione dell'indagine conoscitiva che la Commissione ha avviato sui problemi dello spettacolo, ricordando l'opportunit di fornire un contributo al settore, che dovr affiancare gli esiti del tavolo di lavoro avviato dal ministro Urbani.

Il senatore conclude stigmatizzando altres le disposizioni recate dall'articolo 5, sulla mobilit dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonch dall'articolo 6, in materia di commissari straordinari per le opere strategiche.

Nel condividere l'opportunit di interventi sistematici nel settore universitario, il presidente relatore ASCIUTTI (FI) d conto della propria iniziativa diretta a accelerare l'avvio dell'esame in Aula dell'affare assegnato in materia di universit. Al riguardo invita l'opposizione a fare altrettanto, sostenendo, in sede di Conferenza dei Capi gruppo, l'inserimento di detto provvedimento nel calendario dei lavori dell'Aula.

Il senatore TESSITORE (DS-U) afferma di aver gi operato in tal senso con il proprio Gruppo.

Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore MORO (LP) sottolinea anzitutto che il contenuto recato dall'articolo 7, in materia di imposte di bollo e tasse di concessione governativa, rappresenta una misura diretta ad accrescere la pressione tributaria pi che una semplificazione degli adempimenti.

Nel ritenere poi che sarebbe senz'altro pi opportuno un esame dell'articolo da parte della Commissione finanze, auspica idonee iniziative dirette a promuoverne lo stralcio e la successiva riassegnazione alla Commissione competente per i profili tributari.


Il senatore CORTIANA (Verdi-U) si sofferma in particolare sull'articolo 6, relativo alla nomina dei commissari straordinari per le opere strategiche. Al riguardo, ricorda che detta norma motivata dal Governo con l'intento di adeguare la normativa vigente al nuovo Titolo V della Costituzione. Il nuovo assetto costituzionale invece, a suo avviso, del tutto aggirato dalla disciplina proposta, che prevede un coinvolgimento delle regioni e degli enti locali solo su aspetti esecutivi e rispetto a progetti gi definiti.

Perplessit suscita altres, a suo giudizio, la previsione, di cui alla lettera c) del comma 1 del medesimo articolo 6, secondo cui il commissario straordinario pu essere abilitato ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante. In tal modo, osserva, sono infatti superate tutte le norme previste nell'ordinamento per garantire la trasparenza delle procedure.

Preannuncia conseguentemente la presentazione di emendamenti su questo punto.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.



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