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VII Commissione Senato - seduta del 10 febbraio 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali)
2005-02-10

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)



GIOVED 10 FEBBRAIO 2005

358 Seduta



Presidenza del Presidente

ASCIUTTI



Interviene il vice ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Caldoro.



La seduta inizia alle ore 15.



IN SEDE REFERENTE

(3276) Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'universit e la ricerca, per i beni e le attivit culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilit dei pubblici dipendenti, nonch per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione

(Seguito dell'esame e rinvio)



Riprende l'esame, sospeso nella seduta di ieri, nel corso della quale - ricorda il presidente relatore ASCIUTTI (FI) - era proseguito il dibattito sull'atto in titolo.



Ha indi la parola il senatore VALDITARA (AN), il quale dichiara la disponibilit del proprio Gruppo a sostenere il provvedimento, atteso che in esso sono presenti talune disposizioni particolarmente urgenti, come ad esempio quella all'articolo 1, comma 1, in materia di programmazione del fabbisogno di personale universitario. In particolare, giudica pressante la necessit di inserire in un quadro programmatico le assunzioni di tale personale, come testimonia il fenomeno, che definisce esplosivo, del numero dei vincitori di concorso. Al riguardo, ricorda che nel solo 2004 si sono registrati oltre 6.660 vincitori di concorso, ai quali vanno peraltro aggiunte le idoneit per la prima e la seconda fascia, per complessivi 9.000 idonei.

Dal gennaio 2005, prosegue il senatore, risultano inoltre gi banditi concorsi per 480 nuovi posti.

Ci premesso, ritiene tuttavia indispensabile che si chiarisca che la valutazione rimessa al Ministero, ai sensi della medesima disposizione, riguarda esclusivamente la compatibilit finanziaria delle assunzioni programmate. In proposito, egli preannuncia sin d'ora l'intenzione di presentare un'apposita proposta emendativa.

Quanto al termine, stabilito per il 31 marzo prossimo, entro il quale gli atenei sono chiamati a presentare il piano triennale per le assunzioni, egli ritiene che potrebbe rivelarsi adeguato qualora fosse chiaro che esso deve essere finalizzato ad una valutazione di tipo finanziario. Giudicherebbe tuttavia preferibile che, in sede di prima applicazione della disciplina, si prevedesse una programmazione annuale, e non triennale, atteso che quest'ultima presupporrebbe una certezza delle entrate degli atenei per i prossimi tre anni, che non ancora stata definita. Al riguardo, tiene tuttavia a precisare che si tratta di valutazione che deve essere rimessa al Ministro.

Coglie altres l'occasione per anticipare la presentazione di un apposito ordine del giorno diretto ad impegnare il Governo ad evitare un'eccessiva dilatazione del blocco delle procedure concorsuali. Si tratta, egli prosegue, di una priorit del proprio Gruppo politico, che si pone peraltro in linea con le assicurazioni che lo stesso Ministro ha fornito.

Pi precisamente, egli ritiene importante che si proceda alla pronta assunzione dei vincitori di concorso, nonch ad autorizzare, entro un breve periodo dalla presentazione dei programmi triennali relativi al fabbisogno di personale, la pubblicazione di bandi di concorso per nuovi posti, sulla base delle esigenze degli atenei.

Il senatore auspica poi che l'attivit di programmazione del fabbisogno di personale sia svolta con approfondimento e seriet, al fine di ripristinare le necessarie condizioni di trasparenza.

Con riferimento alla riduzione ad un anno del periodo necessario per la conferma dei ricercatori (articolo 1, comma 2), dichiara indi di condividere la finalit di assicurare ai ricercatori un trattamento economico migliore. Avrebbe ritenuto tuttavia preferibile un incremento diretto della loro retribuzione.

Risulta infatti, a suo avviso, difficile poter esprimere una valutazione compiuta sull'attivit svolta dai ricercatori, avendo come base di giudizio un solo anno di servizio.

Si tratta - egli prosegue - di perplessit che non rappresentano tuttavia un ostacolo per esprimere un orientamento complessivo favorevole nei confronti del provvedimento.

Conclude auspicando inoltre che il contenuto del decreto-legge non si accresca, nel corso dell'esame delle proposte emendative, con l'inserimento di disposizioni che non siano riconducibili alle caratteristiche proprie della decretazione d'urgenza.



Poich nessun altro senatore chiede la parola in discussione generale, il PRESIDENTE dichiara chiusa tale fase procedurale.



In sede di replica agli intervenuti nel dibattito, ha la parola il vice ministro CALDORO, il quale dopo aver premesso di condividere i contenuti della relazione svolta dal presidente Asciutti, si sofferma anzitutto sull'articolo 1, comma 1. In particolare, sottolinea la necessit di procedere ad un intervento di programmazione delle procedure di reclutamento del personale universitario, come testimoniano i dati in possesso del Ministero.

Il Vice ministro sottolinea, in proposito, che sono stati sino ad ora banditi concorsi per 6.665 posti da parte delle universit, che non hanno ancora dato luogo alle conseguenti assunzioni.

Egli rileva altres che, allo stato attuale, i concorsi conclusi hanno condotto a 3.456 vincitori e, nel solo 2005, risultano gi banditi concorsi per 480 posti.

Complessivamente, egli prosegue, sono destinati ad essere inseriti nel sistema universitario circa 6.660 unit, che diventano oltre 9.000 se si considera che i concorsi per ordinario e associato prevedono una doppia idoneit.

Ad essi, andranno peraltro sommate le oltre 2.300 unit di idonei, che hanno superato concorsi svolti negli anni 2001-2003, per un totale complessivo di pi di 11.300 unit, che, a suo avviso, superano la disponibilit di posti complessiva dell'intero sistema, cos come calcolata nel rispetto del limite massimo del 90 per cento del Fondo per il finanziamento ordinario delle universit.

Tale situazione, egli avverte, denuncia una mancanza di programmazione, alla quale il Governo intende porre rimedio.

Coglie poi l'occasione per esprimere apprezzamento per la proposta del Presidente relatore diretta a correlare la definizione dei fabbisogni di personale con obiettivi di carattere generale del sistema universitario.

Quanto alle perplessit manifestate nel dibattito in merito alla riduzione ad un anno del periodo necessario per la conferma dei ricercatori (articolo 1, comma 2), egli tiene a precisare che la conferma rappresenta un'attivit in gran parte automatica, anche in considerazione della validit dei curriculum scientifici dei giovani ricercatori.

Nel condividere poi con il senatore Tessitore la necessit di procedere ad un approccio sistematico delle questioni universitarie, ritiene che ci non possa impedire interventi che rivestano caratteri di effettiva urgenza.

Con riferimento poi all'adeguatezza del termine entro il quale le universit saranno tenute a sottoporre al Ministero i programmi triennali di definizione del fabbisogno di personale, egli ritiene che gli atenei siano in grado di rispettare tale scadenza, come peraltro emerso in sede di tavolo tecnico di consultazione istituito fra il Ministero e gli atenei.

Il Vice ministro conclude richiamando l'attenzione sull'importanza degli interventi a favore del Sincrotrone di Trieste, che assicurano risorse aggiuntive a sostegno dello sviluppo della ricerca in Italia.



Agli intervenuti nel dibattito replica altres il presidente relatore ASCIUTTI (FI), ribadendo che il decreto-legge contempla prevalentemente norme di competenza della Commissione istruzione, pur recando anche talune norme che investono le competenze di altre Commissioni.

Al riguardo, ritiene peraltro sconsigliabile la riassegnazione del provvedimento a pi Commissioni riunite, come da taluni ventilato, in considerazione del notevole appesantimento procedurale che ne deriverebbe. Piuttosto, qualora qualche Commissione ritenesse di voler esaminare nel merito alcune delle norme contenute,

egli si dichiara non contrario in linea di principio ad eventuali proposte emendative dirette a sopprimere dette disposizioni al fine di una loro contestuale riassegnazione presso un'altra Commissione.

Conclude esprimendo infine l'auspicio che non siano presentate proposte emendative tali da rischiare di snaturare il contenuto del provvedimento, anche al fine di evitarne la decadenza come gi avvenuto al decreto-legge n. 280 del 2004.



Il seguito dell'esame quindi rinviato.



La seduta termina alle ore 15,25.



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