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Commissioni Riunite V e VII Camera - seduta del 9 marzo 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali
2005-03-09

Commissioni Riunite V e VII - Resoconto di mercoledì 9 marzo 2005

SEDE REFERENTE
Mercoledì 9 marzo 2005. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Intervengono il viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca Guido Possa e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Cosimo Ventucci.

La seduta comincia alle 14.45.

DL 7/2005: Disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali e per il completamento di grandi opere strategiche.
C. 5697 Governo, approvato dal Senato.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Ferdinando ADORNATO, presidente, avverte che, secondo i contatti informali intercorsi, nella prossima riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo dovrebbe essere assunta la decisione di anticipare al prossimo lunedì 14 marzo 2005 l'avvio della discussione in Assemblea sul provvedimento in titolo, attualmente prevista per il 21 marzo.
Considerata la particolare complessità del provvedimento, il cui ambito di intervento è stato assai significativamente ampliato al Senato, ritiene che le Commissioni non dispongano di tempi sufficienti per procedere, nel corso dell'esame in sede referente, a un reale approfondimento delle molte questioni aperte. Peraltro, anche a una prima disamina dei suoi contenuti, appare ragionevole ritenere che il provvedimento debba essere modificato in più punti, anche al fine di diminuirne l'eterogeneità e di evitare una eccessiva frammentazione degli interventi, anche di carattere finanziario, eventualmente sopprimendo le disposizioni che possono più opportunamente essere esaminate in altri provvedimenti. Ove si giunga quindi alla decisione di modificare il testo in esame, considerata la necessità, che ritiene da tutti condivisa, di evitare la decadenza del decreto, occorre organizzare i lavori in modo da consentirne la trasmissione al Senato perché proceda a un nuova lettura entro la prossima settimana.
A tal fine, concordemente con il presidente della V Commissione, i lavori delle Commissioni dovrebbero essere improntati alla massima tempestività, svolgendo l'intero esame preliminare nella seduta in corso e procedendo alla votazione di eventuali emendamenti e al conferimento del mandato ai relatori nella mattina di domani, giovedì 10 marzo 2005. Osserva che in tal modo le esigenze di modifica rappresentate dai diversi gruppi, nonché dagli stessi relatori e dal Governo, potranno essere fatti valere, ai fini della discussione in Assemblea, in sede di Comitato dei nove, preannunciando che il Comitato potrebbe riunirsi sia nel pomeriggio di lunedì 14 marzo che nella mattina di martedì 15 marzo, compatibilmente con l'organizzazione dei lavori dell'Assemblea.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ritiene particolarmente difficile procedere ad un'opera di riduzione e accorpamento degli interventi che renda effettivamente accettabile il provvedimento in esame. Peraltro, ritiene che il percorso procedurale delineato dal presidente sia l'unico che possa rendere possibile un almeno parziale miglioramento del testo, condividendo l'esigenza di procedere a una selezione e a un accorpamento degli interventi in esso contenuti. Annuncia pertanto che il suo gruppo non presenterà emendamenti nel corso dell'esame in sede referente, ma solo ai fini della discussione in Assemblea, esprimendo peraltro l'auspicio che i lavori del Comitato dei nove conducano effettivamente a una significativa rivisitazione del provvedimento.

Antonio PALMIERI (FI) condivide il percorso procedurale proposto dal presidente.

Andrea COLASIO (MARGH-U) ritiene anch'egli ragionevole la proposta del presidente, ritenendo che essa possa favorire l'emergere di interventi condivisi per ridurre l'eterogeneità di un testo che, accanto ad alcuni interventi del tutto condivisibili - come quelli in materia di fondazioni lirico-sinfoniche e associazioni sportive dilettantistiche - presenta non pochi profili che destano perplessità.

Ferdinando ADORNATO, presidente, desidera esprimere un ringraziamento per l'atteggiamento costruttivo dei gruppi di opposizione.

Gaspare GIUDICE (FI), relatore per la V Commissione, rinviando alla documentazione predisposta dai competenti uffici, ricorda che il decreto-legge in esame, trasmesso dal Senato in data 7 marzo 2005, reca, accanto a disposizioni di un certo rilievo, norme che appaiono avere carattere localistico o microsettoriale, a scapito dell'omogeneità del provvedimento, e che, conseguentemente, anche la valutazione sull'ammissibilità delle proposte emendative che saranno presentate non risulterà agevole. In particolare, rileva che molti degli interventi di spesa possono essere ricondotti a coerenza inserendoli in un quadro più compiuto ed organico. In tal senso, ricorda che la Commissione bilancio, anche in occasione dell'esame della Legge finanziaria per il 2005, ha lavorato per individuare procedure idonee a consentire la definizione degli interventi a favore di specifiche realtà territoriali senza tuttavia gravare i testi di legge di un sovraccarico di misure riferite a singole situazioni. Ritiene pertanto che il lavoro già compiuto possa essere utilizzato per superare l'impressione di eccessiva frammentarietà che può ravvisarsi in numerose delle norme di spesa inserite nel corso dell'esame in prima lettura al Senato. Per quanto riguarda le disposizioni del decreto-legge che presentano profili problematici di carattere finanziario, rileva, in particolare, che l'articolo 1 riduce da tre anni a un anno il periodo per il giudizio di idoneità per la conferma in ruolo dei ricercatori universitari. Al riguardo, appare necessario un chiarimento in ordine alla possibilità che dall'anticipata conferma in ruolo dei ricercatori possano derivare, a carico della finanza pubblica, ulteriori oneri quali, ad esempio, costi per studi, dotazioni di fondi per la ricerca, indennità aggiuntive per supplenze ed insegnamenti. Quanto agli oneri relativi ai maggiori costi connessi all'anticipo della conferma di vincitori di concorsi non ancora conclusi (2.056 soggetti), è opportuno che il Governo confermi la concreta possibilità che le procedure si concludano entro il 30 giugno 2005, e, conseguentemente, che il relativo maggior costo inizi ad incidere dal secondo semestre del 2006 (al termine dell'anno per il giudizio di idoneità previsto dalla nuova disciplina), atteso che un'eventuale anticipazione di tale termine determinerebbe un' anticipazione, nel corso del 2006, della decorrenza del relativo onere. L'articolo 1-bis dispone un incremento pari al 7 per cento dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5 della legge n. 243 del 1991, concernente le università e gli istituti non statali legalmente riconosciuti; prevedendo che al relativo onere si provveda mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 537 del 1993 come determinata dalla tabella C allegata alla legge finanziaria per il 2005. Segnala la necessità che l'autorizzazione di spesa e la relativa copertura finanziata siano formulate esplicitamente e non nei termini percentuali come previsto dal testo. Ricorda inoltre, che l'incremento disposto dalla norma per le risorse di cui all'articolo 5 della legge n. 243 del 1991 è superiore al taglio che delle medesime è stato disposto durante l'esame della legge finanziaria per il 2005. Per quanto concerne l'articolo 1-ter, comma 2, chiede al rappresentante del Governo di chiarire se la norma secondo la quale il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede a finanziare o cofinanziare i programmi delle università di cui al comma 1 possa determinare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Qualora la disposizione in esame attribuisca per la suddetta finalità risorse ulteriori rispetto a quelle previste dalla legislazione vigente, la norma configurerebbe una copertura su capitolo di bilancio non consentita dalla vigente normativa contabile. Inoltre, la norma sembra prospettare una copertura a decorrere dall'anno 2007 e, pertanto, non temporalmente allineata ai programmi di durata triennale di cui al comma 1.
Quanto all'articolo 1-quinquies, che autorizza la Scuola di Ateneo per l'alta formazione europea «Jean Monnet» della Seconda Università di Napoli ad integrare il proprio autonomo organico e, a decorrere dall'anno 2005, ad espletare corsi di laurea magistrale nei limiti dei Fondi assegnati dall'articolo 1, comma 278, della legge n. 311 del 2004, rileva l'opportunità che il Governo chiarisca se le risorse residue a valere su tale autorizzazione di spesa siano sufficienti a far fronte ai nuovi interventi senza pregiudicare la realizzazione di quelli previsti a legislazione vigente.
Segnala, poi, la necessità che il Governo fornisca chiarimenti in merito ai criteri sottostanti la quantificazione dell'onere a regime di 141.000 euro annui, di cui all'articolo 1-sexies, concernente l'accorpamento dell'istituto musicale di Ceglie Messapico al conservatorio statale di Lecce.
Ricorda poi che l'articolo 2, comma 1, autorizza il Ministero dell'economia e delle finanze a concedere, nel limite di 60 milioni di euro, la garanzia per il rimborso del capitale e degli interessi maturati sulle linee di credito attivate dalla società Sincrotrone di Trieste S.p.A. All'eventuale onere si provvede mediante utilizzo del Fondo delle spese obbligatorie e d'ordine ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, numero 2), della legge n. 468 del 1978, con imputazione nella apposita unità previsionale di base 3.2.4.2. «Garanzie dello Stato», iscritta nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005 e corrispondenti unità previsionali per gli esercizi successivi. Ricorda che, nel corso dell'esame al Senato, il rappresentante del Governo ha affermato che la probabilità dell'esborso dello Stato è circostanza del tutto residuale, tenuto conto della solvibilità della società Sincrotrone S.p.A. Appare comunque opportuno acquisire una conferma in tal senso da parte del Governo. Quanto alla formulazione della clausola di copertura finanziaria, segnala l'opportunità di un chiarimento in ordine al fatto che dalla stessa possa prefigurarsi l'utilizzo delle risorse iscritte alla predetta unità previsionale di base sopra indicata, come eventualmente integrata con il ricorso al fondo
per le spese obbligatorie e d'ordine, ovvero l'imputazione degli oneri direttamente a carico delle risorse del predetto fondo per le spese obbligatorie e d'ordine, modalità di copertura in contrasto con la vigente disciplina contabile. In merito al comma 2 del medesimo articolo 1, rileva che la norma non indica esplicitamente la decorrenza degli oneri derivanti dall'integrazione del contributo alla società Sincrotrone di Trieste S.p.A. È altresì necessario un chiarimento del Governo anche in merito alla natura delle spese indicate allo stesso comma 2, posto che queste sono coperte a valere su risorse di conto capitale.
Rileva inoltre l'opportunità di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla natura degli oneri autorizzati dall'articolo 2-bis recante un contributo all'azienda ospedaliera Ospedali civici di Sciacca. Chiede poi che il Governo chiarisca se il contributo straordinario previsto in favore del Consiglio nazionale delle ricerche per la prosecuzione delle attività di ricerca scientifica in Karakorum e Himalaya, dall'articolo 2-ter possa essere ricondotto, come più generalmente viene fatto per le spese concernenti la ricerca scientifica, alla tipologia delle spese di conto capitale. La copertura finanziaria indicata, inoltre, dovrebbe essere riformulata alla stregua di una vera e propria riduzione di autorizzazione di spesa. Dal punto di vista formale, inoltre, la copertura di cui al comma 2 dovrebbe essere riferita più precisamente all'ultimo periodo del comma 1 e non genericamente al medesimo comma.
Segnala poi che l'articolo 3, comma 1, stabilisce che per l'utilizzazione delle risorse da assegnare alla Società ARCUS Spa ai sensi dell'articolo 60, comma 4, della legge n. 289 del 2002 continuino ad applicarsi per l'anno 2005, fino alla data di entrata in vigore del regolamento previsto dal medesimo comma 4, le disposizioni di cui all'articolo 3 del decreto-legge n. 72 del 2004. Chiede in proposito un chiarimento del Governo in merito alla opportunità di inserire, analogamente a quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 60 della legge n. 289 del 2002, una disposizione che rimetta ad un decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottare di concerto con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze, la definizione dei criteri e delle modalità per l'utilizzo e la destinazione della quota percentuale prevista. Con riferimento al comma 2-bis del medesimo articolo 3, segnala l'esigenza di un chiarimento da parte del Governo in ordine alla congruità dello stanziamento indicato a far fronte ai nuovi oneri senza pregiudicare gli interventi previsti a legislazione vigente, anche alla luce del fatto che la legge finanziaria per il 2005 ha destinato al Fondo unico per lo spettacolo risorse per un ammontare inferiore a quello previsto dalla tabella C allegata alla legge finanziaria per il 2004.
L'articolo 3-bis modifica le finalità degli interventi previsti dalle voci n. 50 e n. 94 della tabella A allegata alla legge n. 291 del 2003. Ricorda che le risorse alle quali si fa riferimento sono iscritte nel capitolo di bilancio 7848 (ex 3326) dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e sono già state impegnate con riferimento agli esercizi 2003 e 2004. Ciò premesso, appare, quindi, opportuno che il Governo confermi se le modifiche disposte dalla norma in esame qualora si riferiscano esclusivamente alla finalità degli interventi e non ai soggetti destinatari dei contributi, non comportino profili problematici dal punto di vista finanziario. Con riguardo, invece, alla lettera a) del comma 8 dell'articolo 3-bis, appare opportuno un chiarimento del Governo in quanto la disposizione non modifica, limitatamente all'anno 2003, la finalità dell'intervento, ma assegna il contributo, anziché al Comune di Piana degli Albanesi, al Ministero dei beni e delle attività culturali. Il Governo dovrebbe, altresì, chiarire che gli interventi che verrebbero finanziati al comma 18 dell'articolo 3-bis hanno tutti natura di conto capitale. Il comma 25 dell'articolo 3-bis pone l'onere derivante dalle disposizioni di cui al comma 24, concernenti le società e le associazioni sportive dilettantistiche, pari a 1 milioni di euro a decorrere dall'anno 2005, a carico dei fondi speciali di parte corrente per il triennio 2005-2007. Al riguardo, rileva l'esigenza di acquisire l'avviso del Governo in ordine alla congruità dell'onere previsto e alla eventualità di prefigurare lo stesso anziché come limite di spesa in termini di mera previsione, posto che l'onere stesso appare correlato con l'applicazione alle federazioni sportive e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI della disciplina fiscale di cui agli articoli 61, comma 3, del decreto legislativo n. 276 del 2003 e 67, comma 1, lettera m), secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi.
L'articolo 4, tra le altre cose, proroga non oltre il 31 dicembre 2005 le convenzioni stipulate dal Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi dell'articolo 20 della legge n. 196 del 1997, dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 468 del 1997, e dell'articolo 1 del decreto-legge n. 510 del 1996. Al relativo onere si provvede mediante la riduzione di precedenti autorizzazioni di spesa. Al riguardo chiede che il Governo chiarisca, al fine di verificare la congruità delle risorse finalizzate alla proroga delle convenzioni in esame e di accertare se la natura delle prestazioni e dei servizi garantiti attraverso le convenzioni sia compatibile con la fissazione di un limite massimo di spesa. In merito ai profili di copertura finanziaria, appare necessario acquisire l'avviso del Governo in merito alla disponibilità nel Fondo per l'occupazione di adeguate risorse a far fronte ai nuovi interventi senza pregiudicare la realizzazione di quelli già previsti, alla disponibilità di adeguate risorse nel Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi di natura corrente da destinare agli interventi del presente provvedimento senza compromettere la funzionalità del Fondo medesimo, alla congruità della copertura indicata rispetto alla vigente disciplina contabile, posto che il Fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente di cui all'articolo 9-ter, della legge n. 468 del 1978, appare predisposto per integrare le dotazioni delle leggi permanenti di natura corrente indicate nella tabella C allegata alla legge finanziaria.
Quanto agli articoli 5 e 5-ter, il Governo dovrebbe fornire chiarimenti in ordine agli eventuali effetti finanziari derivanti dalle predette disposizioni posto che l'articolo 5-ter pare estendere la platea dei soggetti ammessi alla restituzione dei contributi versati.
L'articolo 6-bis dispone che, nelle more della stipula del contratto di servizio pubblico 2002-2003 tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Trenitalia Spa, l'ammontare delle somme da corrispondere per l'anno 2003 in relazione agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, previsti dalla vigente normativa comunitaria, è accertato, in via definitiva e senza dare luogo a conguagli, in misura pari a quella complessivamente prevista per lo stesso anno e per lo stesso contratto dal bilancio di previsione dello Stato. Al riguardo, appare necessario che il Governo chiarisca a quali entità relative all'esercizio 2003 si faccia riferimento, quali risorse non ancora pagate il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato a pagare in forza di tale norma, a quali scadenze si faccia riferimento all'ultimo periodo del comma 1 con riferimento alla corresponsione alla società Ferrovie delle somme spettanti. Sarebbe necessario valutare l'opportunità che sia indicato espressamente l'ammontare degli importi da corrispondere alla società Ferrovie dello Stato a valere sulle somme derivanti dall'esercizio 2003 non ancora pagate e chiarire se le scadenze cui il testo fa riferimento siano quelle eventualmente previste dal contratto di servizio.
Quanto all'articolo 6-ter, recante disposizioni concernenti l'ANAS, segnala che la disposizione appare di contenuto analogo al comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 16 del 2005, di cui è attualmente in corso l'esame presso la Commissione bilancio. Questa ultima norma, infatti, prevede la concessione di anticipazioni a valere sulle somme residue dell'esercizio 2004 per un ammontare di 450 milioni di euro, oltre ad una anticipazione di somme di conto capitale per ulteriori 200 milioni di euro. Appare necessario, inoltre, chiarire a quali stanziamenti si riferisca la norma in oggetto, posto che le somme iscritte in competenza per l'esercizio 2004 risultano interamente impegnate e, quanto a 170 milioni di euro, già pagate nel medesimo esercizio.
L'articolo 6-quinquies autorizza un limite di impegno pari a 2.940.000 euro della durata di tredici anni a decorrere dal 2005 per far fronte agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 53 della legge n. 448 del 2001. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 36, comma 2, della legge n. 166 del 2002, utilizzando quanto a euro 1.020.000 il limite di impegno per il 2003 e quanto a euro 1.920.000 il limite di impegno per l'anno 2004. In relazione alla natura degli oneri in esame segnala, in primo luogo, l'esigenza di riformulare la clausola di copertura finanziaria in termini di limite massimo di spesa e non di mera previsione di spesa come nella attuale formulazione, sostituendo le parole «valutato in» con le seguenti: «pari a».
Segnala, inoltre, l'opportunità che il Governo fornisca elementi conoscitivi in merito all'entità delle risorse che vengono destinate dall'articolo 6-sexies al Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore del trasporto aereo, corrispondenti al maggior gettito atteso dall'incremento di 1 euro dell'addizionale sui diritti d'imbarco, e in ordine alle modalità applicative della disposizione.
L'articolo 7 reca disposizioni in materia di tasse di concessioni governative, imposte di bollo, imposte di registro ipotecarie e catastali. La relazione tecnica non esplicita analiticamente i parametri utilizzati e le successive elaborazioni effettuate per pervenire alla stima complessiva del maggior gettito netto; infatti, non è nota la percentuale di riduzione applicata all'incremento di gettito per tenere conto di un possibile effetto di contrazione delle operazioni imponibili a seguito dell'incremento delle tariffe. La relazione, inoltre, non afferma espressamente che nel calcolo del maggior gettito per il 2005 si sia tenuto conto dell'efficacia degli aumenti dal 1o febbraio 2005. In linea generale, è inoltre necessario un chiarimento circa il gettito atteso per gli anni 2005 e 2006 quale effetto del complesso delle norme esaminate. Tale gettito, fissato in misura uguale per ciascuno dei due esercizi, è calcolato in 1.120 milioni di euro. Tale obiettivo, tuttavia, non appare coerente con quanto disposto dalle norme in esame. Infatti, gli aumenti introdotti si applicano nel 2005 per 11 mensilità, mentre quelli rinviati ad un successivo decreto decorrono dal 1o giugno 2005 e, quindi, troveranno applicazione nell'anno per 7 mensilità. Pertanto, tenuto conto delle previsioni della norma originaria, recata dalla legge finanziaria, o nel 2005 si otterrà un incremento di gettito di ammontare inferiore rispetto a quello fissato, o nel 2006 si otterrà un maggior gettito di ammontare superiore, salvo che non si provveda ad un ridimensionamento delle tariffe delle imposte in questione a decorrere dal 1o gennaio del 2006.
L'articolo 7-bis pone a carico del bilancio del comune di Campione d'Italia i maggiori costi dell'assistenza sanitaria ai propri cittadini, rispetto alla disponibilità del Servizio sanitario regionale. A tal fine, la norma dispone l'assegnazione a tale comune della somma di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2005. Appare necessario che il Governo chiarisca se gli oneri per la finanza pubblica derivanti dalla norma in esame siano configurabili come un limite massimo di spesa annua ovvero siano soggetti a variazione in relazione ai costi effettivi del servizio.
Sono poi necessari chiarimenti sulla destinazione delle disponibilità del Fondo per il personale delle ferrovie dello Stato di cui all'articolo 7-ter al fine di valutare la congruità della copertura. Se, infatti, il Fondo fosse diretto al soddisfacimento di diritti soggettivi, la copertura realizzata mediante la fissazione di un tetto di spesa non sarebbe compatibile con la finalità della norma. In merito ai profili di copertura finanziaria, segnala che l'utilizzo delle risorse dell'accantonamento del Fondo speciale di parte corrente di competenza del Ministero degli affari esteri appare in contrasto con il disposto di cui all'articolo 11-ter, comma 1, lettera a), della legge n. 468 del 1978 che vieta l'utilizzo in difformità dei fondi predisposti per provvedimenti in adempimento di obblighi internazionali. Sul punto appare opportuno acquisire l'avviso del Governo.
L'articolo 7-quater, recante disposizioni in materia di controversie relative alla soppressa azienda universitaria Policlinico Umberto I, riproduce una disposizione di analoga portata contenuta nel decreto-legge n. 280 del 2004, decaduta per mancata conversione. A tale proposito, chiede che il Governo chiarisca i possibili effetti finanziari della norma, con riguardo in particolare ai procedimenti esecutivi relativi ad eventuali crediti vantati da pubbliche amministrazioni nei confronti della soppressa Azienda universitaria. L'articolo 7-sexies autorizza poi la spesa di 2.800.000 euro per l'anno 2005 per l'aggiornamento degli schedari consolari al fine di pervenire all'unificazione dei dati dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero e degli schedari consolari. Al relativo onere si provvede a valere sull'accantonamento di parte corrente del Fondo speciale relativo al Ministero degli affari esteri. In considerazione del fatto che gli accantonamenti iscritti nei Fondi speciali per l'adempimento di obblighi internazionali non possono essere utilizzati per finalità difformi, appare necessario che il Governo confermi se l'utilizzo di tali risorse possa ricondursi alle finalità precedentemente richiamate ovvero se non pregiudichi l'adempimento dei predetti obblighi.
L'articolo 7-septies reca interventi urgenti per i giochi olimpici invernali «Torino 2006». Al fine di escludere ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, rileva l'opportunità di un chiarimento da parte del Governo in ordine al fatto che la previsione di cui al comma 3 - secondo la quale la nuova società si avvale, per la realizzazione delle iniziative ad essa assegnate, degli enti e degli organismi pubblici - non determini aggravi di spesa a carico dei medesimi enti ed organismi ivi previsti. Il comma 6 del medesimo articolo dispone la copertura dell'onere derivante dall'attuazione del comma 1, il quale dispone l'erogazione di un contributo di 80 milioni di euro ad una società a capitale interamente pubblico controllata da Sviluppo Italia S.p.a. mediante utilizzo di quota parte delle risorse disponibili sul Fondo per gli interventi strutturali di politica economica di cui al comma 5 dell'articolo 10 del decreto-legge n. 282 del 2004, convertito con modificazioni dalla legge n. 307 del 2004. Tale clausola presenta talune problematicità in quanto, il comma 1, nel disporre l'assegnazione del contributo, non specifica l'esercizio finanziario per il quale la medesima è autorizzata. Inoltre, il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica risulta iscritto per memoria nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005, alla unità previsionale di base 4.1.5.15, capitolo n. 3075, senza alcun importo di competenza. Ricorda, inoltre, che una quota pari a 2 miliardi di euro a valere sulle somme che affluiranno al Fondo sopra richiamato, valutate in 2,215 miliardi di euro, è già destinata alla copertura delle minori entrate derivanti, per l'anno 2005, dalla riduzione della pressione fiscale. Pertanto, potrebbero utilizzarsi per finalità di copertura soltanto le risorse che eventualmente dovessero eccedere tale importo. Stante il fatto che attualmente non sussistono risorse sul Fondo, e poiché la loro futura consistenza potrà essere accertata solo a seguito della scadenza dei termini cui si è fatto riferimento in precedenza, appare necessario che il Governo chiarisca se la copertura della disposizione in esame possa considerarsi rispondente alla vigente disciplina contabile, ovvero non presenti, allo stato, caratteri di aleatorietà e indeterminatezza. Ciò in considerazione anche del fatto che il testo non stabilisce un termine per l'erogazione del contributo.
L'articolo 7-octies, dispone che, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame, i comuni rideterminino, ove occorra, con efficacia a decorrere dall'esercizio 2005, la misura del canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari, secondo i criteri stabiliti dall'articolo 62, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 446 del 1997. Su tale disposizione è necessario che il Governo chiarisca gli eventuali effetti finanziari in quanto la norma, pur prevedendo una procedura speciale per il 2005, con decorrenza anticipata degli aumenti tariffari eventualmente deliberati nei termini previsti, sembra limitare la facoltà dei comuni di disporre incrementi tariffari per gli esercizi successivi al 2005. In tal caso la norma apparirebbe suscettibile di limitare l'autonomia finanziaria dei comuni, riducendo la possibilità di modulare l'andamento del gettito del canone in base alle proprie esigenze di spesa. Rileva, inoltre, l'opportunità di un chiarimento del Governo sulla compatibilità della proroga dal 31 dicembre 2004 al 30 aprile 2006 della sperimentazione del reddito minimo di inserimento, prevista dall'articolo 7-undecies, con l'invarianza degli stanziamenti già previsti.
Quanto all'articolo 7-duodecies, recante proroghe di trattamenti di CIGS, appaiono necessari chiarimenti in ordine alla possibilità che residuino disponibilità nel Fondo per l'occupazione a copertura di tale proroga.
L'articolo 7-terdecies dispone che il Ministero del lavoro per l'esercizio delle proprie funzioni si avvale di Italia Lavoro Spa previa stipula di un'apposita convenzione; il comma 3 pone l'onere derivante dalla assegnazione della somma di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 a Italia Lavoro S.p.a. a carico del Fondo per l'occupazione. La norma imputa genericamente gli oneri da coprire al Fondo per l'occupazione, senza provvedere, come invece richiesto dall'articolo 11-ter, comma 1, lettera b), della legge n. 468 del 1978, alla riduzione dell'autorizzazione di spesa che alimenta il fondo medesimo. Appare pertanto opportuno indicare l'autorizzazione di spesa ridotta, come da ultimo rifinanziata, per il triennio 2005-2007, dalla Tabella D della legge n. 311 del 2004 (finanziaria per il 2005). Chiede inoltre al rappresentante del Governo di chiarire la disponibilità di risorse per la realizzazione degli interventi già previsti, a carico del Fondo per l'occupazione, per i citati esercizi, al fine di escludere che la nuova destinazione di spesa possa compromettere la realizzazione di programmi già programmati o avviati. L'articolo 7-duodevicies dispone che per i centri di responsabilità amministrativa afferenti ai Ministri senza portafoglio, il limite di spesa stabilito per l'anno 2004, al quale le pubbliche amministrazioni devono attenersi per quanto concerne gli oneri relativi a studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei all'amministrazione, come stabilito dall'articolo 1, comma 9, del decreto legge n. 168 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 191 del 2004, può essere superato in casi eccezionali. Al riguardo, è opportuno un chiarimento riguardo alla portata della norma, che si riferisce peraltro ad un esercizio già concluso. In particolare, andrebbero acquisiti chiarimenti circa l'effettiva possibilità sul piano tecnico contabile di effettuare compensazioni tra unità previsionali di base appartenenti a differenti centri di responsabilità. Appare poi opportuno che il Governo chiarisca se l'onere di 3.100.000 euro, previsto dall'articolo 7-vicies per le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della resistenza e della guerra di liberazione, sia relativo a tutte le iniziative che saranno realizzate nel triennio 2005-2007, ovvero sia riferito alle sole iniziative da porre in essere nell'anno 2005 a carico del Fondo speciale di parte corrente per il triennio 2005-2007 di competenza del Ministero della giustizia. Al riguardo, appare necessario valutare l'opportunità che venga chiarito che l'onere autorizzato dalla disposizione in esame si configuri come limite massimo di spesa. Gli articoli 7-vicies quater e vicies quinquies prevedono, a decorrere dal 1o gennaio 2006, la sostituzione al momento del rilascio, o in caso di rinnovo, del supporto cartaceo con il formato elettronico per i seguenti documenti: visto, permesso di soggiorno, passaporto, carta d'identità. Tali norme appaiono suscettibili di determinare maggiori oneri, soprattutto per l'anno in corso e per il successivo, per investimenti tecnologici, gestione e manutenzione, anche a carico delle Amministrazioni pubbliche cui compete il rilascio delle suddette carte valori. Infatti all'IPZS dovrebbe spettare la sola attività di produzione dei documenti elettronici. Appare opportuno che il Governo fornisca chiarimenti relativamente all'incremento dell'importo da corrispondersi da parte dei richiedenti per il rilascio di alcune tipologie di documenti. Infatti, in assenza di una puntuale quantificazione dell'onere da porre a carico del bilancio dello Stato, in connessione all'aumento dei trasferimenti correnti al Poligrafico dello Stato, resta impregiudicata l'entità del contributo, la cui determinazione è infatti rimessa ad un decreto ministeriale. È, altresì, opportuno, che il Governo chiarisca gli eventuali effetti finanziari derivanti dall'articolo 7-vicies sexies anche in relazione al collocamento in posizione soprannumeraria del personale ivi previsto.
L'articolo 8 pone gli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 1, comma 2, pari a euro 29.248.636 per l'anno 2005, euro 44.366.700 per l'anno 2006, euro 45.436.965 per l'anno 2007, euro 28.333.439 per l'anno 2008 e euro 18.783.436 a decorrere dall'anno 2009, a carico dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 537 del 1993, come determinata dalla tabella C della legge n. 311 del 2004. Al riguardo, premesso che la tabella C allegata alla legge finanziaria per il 2005, stanzia, per il finanziamento ordinario dell'università, 6.983,9 milioni di euro per l'anno 2005, 6.935,4 milioni di euro per l'anno 2006, e 6.957,7 milioni di euro per l'anno 2007, appare necessario che il Governo chiarisca i seguenti aspetti: se le risorse che la norma in esame destina alle finalità dell'articolo 1, comma 2, possano pregiudicare gli interventi ordinari e straordinari già previsti a carico del citato fondo; se sia compatibile con la vigente disciplina contabile, imputare la copertura di spese permanenti e determinate nel loro importo a valere su una autorizzazione di spesa la cui quantificazione e copertura per ogni triennio è rimessa annualmente alla legge finanziaria; se, in considerazione della tipologia degli oneri, gli stessi siano qualificabili in termini di limite massimo di spesa ovvero non debbano essere configurati come previsione; se non sia opportuno prevedere in via cautelativa l'inserimento di una clausola di salvaguardia nel caso in cui, in sede di attuazione delle disposizioni in commento, si dovessero verificare oneri eccedenti rispetto alla previsione.

Il sottosegretario Cosimo VENTUCCI ricorda che i profili problematici di carattere finanziario segnalati dal relatore sono già stati affrontati nel corso dell'esame del provvedimento al Senato.

Gaspare GIUDICE (FI), relatore per la V Commissione, ricorda che l'attuale assetto istituzionale prevede un'assoluta equiparazione tra l'esame in prima e in seconda lettura da parte delle Camere, e, pertanto, il ruolo della Camera non può assolutamente subire un ridimensionamento in forza della circostanza che il provvedimento è già stato approvato dal Senato. Fa comunque presente di avere avanzato, nel suo intervento, richieste di chiarimento aggiuntive rispetto a quelle già avanzate nel corso dell'esame in sede consultiva presso la Commissione bilancio del Senato, esame che ricorda di aver preso in attenta considerazione nella predisposizione della sua relazione.

Paolo SANTULLI (FI), relatore per la VII Commissione, dopo aver rilevato che il Senato ha ampiamente modificato ed integrato il testo in titolo, in origine composto da 9 articoli, introducendo 52 nuovi articoli al suo interno, sottolinea che il provvedimento reca una pluralità di disposizioni che in vario modo investono i diversi settori di competenza della Commissione Cultura.
Nel merito, sottolinea il particolare rilievo delle disposizioni relative alla dirigenza scolastica, rilevando come le medesime pongano congrua soluzione alla problematica attinente al conferimento di tali incarichi, sanando la posizione di soggetti privi di adeguati requisiti, in tal modo indicando organici e compiuti percorsi procedurali che superano quella situazione di incertezza attualmente esistente, cui aveva peraltro cercato di ovviare, in modo a suo giudizio inappropriato, apposita disposizione del decreto legge n. 280 del 2005 successivamente decaduto. Ritiene altresì significativa la norma tesa a modificare la disciplina delle associazioni sportive dilettantistiche.
Passando ad illustrare, sia pure sommariamente, i contenuti delle parti di competenza della VII Commissione, segnala in primo luogo, per quanto riguarda il settore dell'università, che l'articolo 1, in relazione a una apposita previsione della legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005), precisa che i programmi triennali del fabbisogno di personale delle università devono essere inviati al Ministero dell'istruzione entro il 31 marzo 2005 e prevede anche la riduzione a un anno del periodo, attualmente triennale, per il giudizio di conferma dei ricercatori universitari.
L'articolo 1-bis, introdotto dal Senato, incrementa del 7 per cento per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, l'autorizzazione di spesa per la concessione dei contributi in favore delle università e degli istituti superiori non statali.
L'articolo 1-ter, parimenti introdotto dal Senato, detta nuove norme per la programmazione e valutazione del sistema universitario a partire dal 2006, prevedendo in particolare che le università si dotino di programmi triennali, sottoposti a valutazione e anche a monitoraggio periodico da parte del competente Ministero. Si procede alla contestuale abrogazione di alcuni articoli del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25 che attualmente disciplina la materia.
L'articolo 1-quater, introdotto dal Senato, autorizza l'erogazione di un contributo di 1,5 milioni di euro per l'anno 2007 alle Accademie di belle arti non statali.
Rileva che sono state poi introdotte durante l'esame al Senato ulteriori due disposizioni, di rilievo minore, che riguardano specificamente due istituzioni universitarie nazionali.
In particolare, l'articolo 1-quinquies prevede che la Scuola di Ateneo per l'alta formazione europea «Jean Monnet» della Seconda Università di Napoli possa, nell'ambito del programma triennale del fabbisogno di personale approvato per la Seconda Università di Napoli, utilizzare i fondi assegnati dalla legge finanziaria 2005, ed altresì attivare, a decorrere dal 2005, corsi di laurea magistrale e realizzare iniziative di alta formazione europea, congiuntamente con enti pubblici e privati, italiani e stranieri, nell'area euro-mediterranea.
L'articolo 1-septies, a sua volta, stabilisce che a decorrere dall'anno accademico 2005-2006, l'Istituto musicale pareggiato di Ceglie Messapico (Brindisi) sia accorpato al Conservatorio statale di musica di Lecce come sezione staccata. La norma rimette ad una convenzione tra il Ministero dell'istruzione, l'università e la ricerca ed il comune di Ceglie Messapico le modalità e termini del passaggio e prevede l'erogazione di 141 mila euro annui, a decorrere dal 2005.
Osserva che diversi articoli introdotti dal Senato intervengono poi in materia di personale scolastico. In tal senso, fa presente che l'articolo 1-septies stabilisce che, a decorrere dall'anno scolastico 2006-2007, non siano più conferiti nuovi incarichi di presidenza, fatta salva la conferma degli incarichi già conferiti e che ai posti vacanti di dirigente scolastico si provveda mediante incarico di reggenza. È inoltre previsto che sia bandito un apposito corso-concorso riservato a coloro che abbiano maturato, entro l'anno scolastico 2005-2006, almeno un anno di incarico di presidenza al fine di coprire - in via prioritaria - i posti vacanti all'inizio dell'anno scolastico 2006-2007, ferma restando la disciplina autorizzatoria in vigore in materia di programmazione del fabbisogno di personale di cui all'articolo 39 della legge 23 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, nonché i vincoli di assunzione del personale delle pubbliche amministrazioni previsti dalla normativa vigente.
L'articolo 1-novies, che prevede che gli aspiranti, incaricati di presidenza, ma privi del requisito prescritto del triennio di incarico, ammessi con riserva al concorso riservato per dirigente scolastico indetto con decreto direttoriale del 17 dicembre 2002 e che abbiano superato l'esame finale, siano inseriti a domanda in coda alle graduatorie, con il punteggio conseguito nel predetto esame. È inoltre statuito che i posti messi a concorso nelle singole regioni e non coperti per assenza di idonei, compreso il personale testé indicato, siano ripartiti, con decreto del competente direttore generale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tra le regioni nel cui ambito sono risultati idonei nelle graduatorie.
L'articolo 1-decies modifica una sezione della Tabella di valutazione dei titoli per la determinazione dell'ultimo scaglione delle graduatorie permanenti dei docenti nelle scuole di ogni ordine e grado, definita da ultimo dal decreto-legge n. 97 del 2004, convertito con modificazioni dalla legge n. 143 del 2004, attribuendo un punteggio doppio al servizio prestato dai docenti negli istituti penitenziari e abolendo le altre fattispecie di favore previste in precedenza (insegnamenti in scuole di montagna e isole minori) e l'articolo 1-undicies, aggiunge una lettera a tale Tabella, così come riformulata dall'articolo 1-decies, reintroducendo il punteggio doppio per l'insegnamento nelle scuole elementari di montagna.
Per quel che attiene il settore della ricerca, segnala che l'articolo 2 prevede che il Ministero dell'economia possa concedere garanzie alla società Sincrotrone di Trieste per la realizzazione del progetto di laser a elettroni liberi. Alla stessa società viene riconosciuto un contributo ordinario per il funzionamento per un importo non inferiore a 14 milioni di euro. Inoltre, il Ministro dell'istruzione viene autorizzato a ricostituire il consiglio direttivo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in attesa del riordino dell'Istituto.
L'articolo 2-ter, introdotto dal Senato, che assegna al Consiglio nazionale delle ricerche un contributo straordinario di 1.350.000 euro per ciascuno degli anni del triennio 2005-2007 per attività di ricerca scientifica internazionale in Karakorum e Himalaya relativi al giubileo del K2 e nel quadro del «partenariato internazionale» promosso dalle Nazioni Unite.
Quanto ai beni e alle attività culturali, evidenzia che l'articolo 3 contiene in primo luogo interventi relativi alla Società per lo sviluppo dell'arte della cultura e dello spettacolo-ARCUS Spa, prevedendo in particolare che continuino ad applicarsi anche per il 2005 le modalità di funzionamento, indicate dal decreto-legge n. 72 del 2004, convertito con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2004, e inoltre aumentando di un ulteriore 2 per cento la percentuale degli stanziamenti per le infrastrutture da destinare alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attività culturali.
Sono poi introdotte disposizioni di modifica del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 28, recante riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche, sostanzialmente volte a garantire la migliore operatività e funzionalità del Fondo per le attività cinematografiche.
Viene altresì esteso, in via di opzione, alle attività dello spettacolo il regime di semplificazione delle modalità di certificazione degli incassi per titoli di ingresso e abbonamenti.
Sono infine recate misure volte a tutelare le opere dell'ingegno protette da copyright rese disponibili attraverso reti telematiche.
L'articolo 3-ter, introdotto dal Senato, modifica la disciplina vigente in materia di fondazioni lirico-sinfoniche attraverso vari interventi volti ad ottimizzare la gestione ed a favorire il contenimento dei costi per gli allestimenti e per il personale. A tal fine è disposto il coordinamento tra le fondazioni e sono dettate norme in materia di contrattazione nazionale e integrativa. Sono altresì limitate le assunzioni per il triennio 2005-2007 e novellati alcuni articoli del decreto legislativo n. 367 del 1996, recante disciplina generale delle fondazioni.
L'articolo 4-bis, parimenti introdotto dal Senato, dispone in merito alla conservazione degli atti della Presidenza del Consiglio dei ministri.
L'articolo 7 vicies-semel, introdotto dal Senato, autorizza e finanzia l'organizzazione di manifestazioni celebrative per il sessantesimo anniversario della Resistenza e della guerra di liberazione.
Ritiene poi opportuno richiamare l'attenzione sull'articolo 3-bis, introdotto dal Senato, che prevede una serie di interventi di carattere ordinamentale e finanziario in materia di beni e attività culturali, musica, spettacolo e sport, riproponendo peraltro alcune disposizioni del disegno di legge, di cui è primo firmatario il presidente della Commissione istruzione del Senato Asciutti, recante interventi in materia di beni e attività culturali e di sport, all'esame della medesima Commissione in sede deliberante.
In merito al settore dello sport, segnala che sono recate alcune modifiche alla disciplina giuridica delle associazioni sportive dilettantistiche prevista dall'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003, prevedendosi, in particolare, l'introduzione della definizione di società e associazioni sportive dilettantistiche come «società e associazioni che svolgono attività sportiva senza fine di lucro mediante sportivi non professionisti con carattere di continuità nell'ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che sono riconosciute, ai fini sportivi, dal CONI e sono affiliate ad una o più Federazioni sportive nazionali o discipline sportive associate o ad un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. È poi inserito tra i contenuti obbligatori degli statuti delle associazioni sportive dilettantistiche l'obbligo di conformarsi alle norme e direttive del CONI, e agli statuti ed ai regolamenti della Federazione sportiva o della disciplina sportiva associata o dell'ente di promozione sportiva di affiliazione.
Si demanda inoltre ad una deliberazione del CONI la disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre società e associazioni sportive dilettantistiche nell'ambito della medesima disciplina sportiva.
Sono infine estesi ai rapporti di lavoro instaurati dalle federazioni sportive, dalle discipline associate e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, le disposizioni agevolative di carattere lavorativo e fiscale, che già si applicano alle associazioni sportive dilettantistiche.
Sempre in riferimento alla materia dello sport, segnala infine l'articolo 7-septies, introdotto dal Senato, che reca interventi urgenti per i Giochi olimpici invernali di Torino 2006, assegnando un contributo di 80 milioni di euro per l'anno 2005 ad una società a capitale pubblico controllata da Sviluppo Italia Spa, avente la funzione di assumere e coordinare le iniziative finalizzate al più efficace espletamento dei compiti del Comitato organizzatore di tali giochi.

Arnaldo MARIOTTI (DS-U), con riferimento alle affermazioni del sottosegretario Ventucci, ricorda che il testo attuale del provvedimento risulta per tre quarti costituito da modifiche inserite nel corso dell'esame al Senato. La relazione tecnica predisposta inizialmente dal Governo non è pertanto più utilizzabile. Segnala che, in una simile situazione, il rappresentante del Ministero dell'economia continua a disertare i lavori della Commissione bilancio, come è avvenuto nella seduta appena conclusasi e dedicata all'esame del decreto-legge n. 16 del 2005, e come si è ripetuto in questa seduta.

Il sottosegretario Cosimo VENTUCCI conviene con la necessità di un intervento del rappresentante del Ministero dell'economia nel corso dell'esame del provvedimento. Ricorda comunque che ben 18 articoli del provvedimento riproducono già norme contenute nel decreto-legge n. 280 del 2004, decaduto perché non convertito nei termini previsti dalla Camera.

Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), dopo aver ribadito la propria condivisione del percorso procedurale delineato dal presidente, ritiene fondamentale sfrondare il testo in esame delle disposizioni non aventi carattere di priorità ed urgenza, anche al fine di restituire dignità al medesimo, dotandolo di una fisionomia improntata ad organicità.
Nel giudicare in particolare apprezzabile l'esigenza segnalata dal presidente di accorpare in un'unica disposizione gli interventi di carattere finanziario, ritiene che si riproponga ancora una volta, come accade sistematicamente in occasione dell'esame del disegno di legge finanziaria, l'annosa problematica del controverso rapporto sussistente tra gli interventi di natura strategica e quelli aventi connotazione eminentemente localistica.
Sottolineando quindi l'opportunità di porre l'attenzione esclusivamente su determinati punti del testo in esame attentamente selezionati, reputa necessario espungere dal medesimo in primo luogo la disposizione relativa ai ricercatori universitari, peraltro mancante di copertura finanziaria, considerato che è all'esame della Commissione Cultura il disegno di legge sullo stato giuridico dei professori universitari. Al fine quindi di evitare confusione in tale delicata materia e potenziali sovrapposizioni normative, ritiene che la questione dei ricercatori universitari debba essere attentamente approfondita in occasione dell'esame di tale disegno di legge.
Esprime altresì notevoli perplessità in ordine alla disposizione che incrementa del 7 per cento, per gli anni 2005-2007, l'autorizzazione di spesa per la concessione dei contributi in favore delle università e degli istituti superiori non statali, facendo inoltre presente che la CRUI ha sottolineato la mera virtualità di tale aumento, che sarebbe in effetti assorbito dalle spese di natura stipendiale. Manifesta anche sconcerto in ordine al fatto che l'incremento in oggetto concerne esclusivamente le istituzioni universitarie non statali, con discutibile esclusione di quelle aventi natura statale.
Giudica inoltre assolutamente inadeguate e atte ad ingenerare notevole confusione le disposizioni che prevedono la reintroduzione del punteggio doppio per l'insegnamento nelle scuole elementari di montagna e che affrontano la questione relativa al conferimento di incarichi di presidenza. Ritiene che si sia in presenza di discutibili sanatorie che introducono incertezza nei settori di riferimento, provocandone un'autentica disgregazione, senza dare alcuna adeguata risposta alle problematiche in esse presenti.
Ritiene peraltro che debbano essere espunte, stante la loro assoluta incongruità, le disposizioni attinenti alle fondazioni lirico-sinfoniche. Manifesta rammarico e preoccupazione in ordine al previsto contenimento delle spese e al blocco delle assunzioni nel comparto ed esprime notevoli rilievi critici in ordine alle intervenute modifiche sulla gestione di tali fondazioni, ritenendole improntate ad un discutibile dirigismo: si assiste infatti, a suo giudizio, ad una indebita ingerenza del Governo nella nomina del consiglio di amministrazione delle medesime.
Ritiene che non solo tali fondazioni, ma l'intero settore dello spettacolo dal vivo, debbano essere oggetto, come peraltro sottolineato dal ministro Urbani nella recente audizione tenutasi presso la Commissione Cultura, di una innovativa politica che indichi percorsi tesi a garantirne la piena valorizzazione, anche attraverso congrui finanziamenti che compensino le gravi decurtazioni cui si è assistito negli ultimi anni, che hanno penalizzato notevolmente la vitalità di tale importante comparto della vita culturale nazionale.

Giovanni LOLLI (DS-U) esprime netta contrarietà in ordine alle disposizioni recate dall'articolo 3-bis in materia di sport, ritenendo in particolare priva di senso ed estremamente penalizzante per le associazioni sportive dilettantistiche, la prevista modifica della disciplina giuridica delle medesime, che devono necessariamente svolgere attività sportiva nell'ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che sono riconosciute dal medesimo. Pur comprendendo che la finalità perseguita dalla norma è di evitare che agevolazioni fiscali siano fruite da soggetti diversi dalle associazioni dilettantistiche, ritiene che sia assolutamente privo di senso e ingiustificato il fatto che non possano quindi considerarsi tali associazioni che esercitano attività sportive nell'ambito delle discipline non regolamentate dal CONI.
Ritiene poi estremamente penalizzante per tali associazioni dilettantistiche il fatto che debbano introdurre obbligatoriamente negli statuti la previsione dell'obbligo di conformarsi alle norme e direttive del CONI, con la conseguenza di una necessaria modifica dei medesimi, che naturalmente comporta costi non indifferenti.
Nel ritenere parimenti severa la previsione del divieto per gli amministratori delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire cariche sociali in altre società nell'ambito della medesima disciplina sportiva, ritiene singolare che ciò sia previsto soltanto per tali associazioni e non per quelle sportive professionistiche.
Alla luce di tali rilievi critici, preannuncia infine la presentazione di proposte emendative tese alla soppressione di tali disposizioni.

Marino ZORZATO (FI) rileva come gli interventi dei colleghi della Commissione cultura confermino l'esigenza di apportare modifiche al testo del provvedimento, che, sulla base delle intese intercorse tra i presidenti delle due Commissioni, cui ha fatto riferimento il presidente Adornato, dovranno essere compiute nel corso della discussione in Assemblea. In particolare, concorda con l'esigenza di far confluire i diversi interventi microsettoriali in un'unica disposizione che autorizzi l'erogazione di finanziamenti nel settore dei beni culturali per interventi che saranno individuati, con modalità da definire, successivamente. Risulta inoltre necessario intervenire anche nel merito di alcune disposizioni.
Per procedere in questo modo, risulta però necessario acquisire la disponibilità del Governo a consentire un'ulteriore lettura del provvedimento da parte del Senato. Propone poi, proprio al fine di approfondire i profili problematici del testo, che una riunione del Comitato dei nove possa tenersi già nella mattina di lunedì.

Ferdinando ADORNATO, presidente, anche in relazione alle considerazioni del deputato Zorzato, sottolinea che la proposta da lui avanzata anche a nome del presidente della V Commissione è volta a consentire un esame più ordinato e costruttivo: essa mira quindi a far emergere un accordo sul metodo da utilizzare per giungere a licenziare il provvedimento in esame in tempo utile ad evitare la sua decadenza, ma ciò non implica evidentemente che si debba raggiungere anche un accordo sostanziale nel merito dei singoli interventi da esso recati, la cui valutazione specifica è naturalmente rimessa alla normale dialettica dei rapporti tra i gruppi. Sul piano del merito, l'unica indicazione che si sente di dare è che appare a suo avviso necessario procedere a una riduzione della pluralità degli interventi previsti, ma è evidente che l'ampiezza di tale intervento dovrà essere definito nel seguito della discussione, e principalmente in sede di Comitato dei nove. Quanto ai tempi in cui tale organismo si riunirà, avverte che essi saranno determinati, d'intesa tra le presidenze delle due Commissioni, in relazione all'organizzazione dei lavori dell'Assemblea sia per la discussione generale sia per le votazioni.

Emerenzio BARBIERI (UDC) esprime l'auspicio che il Governo si adoperi per evitare discrasie nel suo rapporto con la maggioranza parlamentare che lo sostiene, sottolineando come dovrebbe risultare evidente che il testo in esame, nella sua attuale formulazione, non può certo suscitare particolare entusiasmo. Nel merito, dichiara in particolare di concordare sull'inopportunità, segnalata dal deputato Grignaffini, di affrontare in questa sede questioni - quali quelle relative ai ricercatori o alla valutazione del servizio prestato nelle scuole di montagna - che potrebbero più opportunamente essere trattate in altri provvedimenti.

Fabio GARAGNANI (FI) condivide le perplessità dei deputati Emerenzio Barbieri e Grignaffini, in particolare per quanto riguarda l'intervento relativo ai ricercatori.

Antonio PALMIERI (FI) desidera in particolare segnalare, tra gli interventi che a suo giudizio sono connotati da effettiva necessità e urgenza e che quindi non dovrebbero essere espunti dal testo, quelli concernenti le disposizioni contro la cosiddetta «pirateria audiovisiva».

Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare, e propone di fissare alle ore 18 di oggi il termine per la presentazione di emendamenti in Commissione.

Le Commissioni concordano.

Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che nella seduta di domani, alle ore 10, le Commissioni dovrebbero procedere alla votazione del mandato ai relatori.

Gaspare GIUDICE (FI), relatore per la V Commissione, nel concordare con l'organizzazione dei lavori prospettata dal presidente, rileva che comunque le Commissioni non potranno procedere al conferimento del mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea in assenza dei chiarimenti richiesti al Ministero dell'economia. Il rappresentante del Governo dovrà pertanto garantire che tali chiarimenti verranno forniti nella seduta di domani.

Il sottosegretario Cosimo VENTUCCI si impegna a sollecitare il Ministero dell'economia affinché un rappresentante di tale dicastero possa prendere parte alla seduta di domani. Ritiene infatti che solo da tale dicastero possano pervenire alle Commissioni i chiarimenti richiesti.

Ferdinando ADORNATO, presidente, esprime il vivo auspicio che il competente rappresentante del Governo possa effettivamente intervenire alla seduta di domani.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta di domani, alle ore 10.

La seduta termina alle 15.40.



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