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Camera - seduta del 14 marzo 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali)
2005-03-14

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 601 del 14/3/2005

Discussione del disegno di legge: S. 3276 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'universit e la ricerca, per i beni e le attivit culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilit dei pubblici dipendenti, nonch per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280 (Approvato dal Senato) (5697) (ore 16,37).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge, gi approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'universit e la ricerca, per i beni e le attivit culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilit dei pubblici dipendenti, nonch per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280.


(Discussione sulle linee generali - A.C. 5697)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che i presidenti dei gruppi parlamentari dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo ne hanno chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto altres che le Commissioni V (Bilancio) e VII (Cultura) si intendono autorizzate a riferire oralmente.
Il relatore per la V Commissione, onorevole Giudice, ha facolt di svolgere la relazione.

GASPARE GIUDICE, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, prima di procedere all'illustrazione dei contenuti del provvedimento al nostro esame, desidero richiamare la vostra attenzione su alcune questioni di carattere procedurale che attengono all'ordinato svolgimento dell'attivit parlamentare ed al rapporto tra Governo e Parlamento.
Come si pu evincere da una rapida lettura del provvedimento, il testo trasmesso dal Senato si compone di numerosissime disposizioni di contenuto scarsamente omogeneo. Si pone in sostanza il problema dell'uso ragionevole dello strumento della decretazione.
L'esperienza dimostra che un distorto utilizzo dello strumento del decreto-legge non assicura risposte adeguate, ma contribuisce ad alimentare il disordine e la frammentariet dell'assetto normativo. quindi indispensabile che, in primo luogo, il Governo faccia la sua parte presentando testi di contenuto omogeneo e garantendo una costante partecipazione ai lavori parlamentari in modo da permettere una continua interlocuzione. Allo stesso tempo necessario che i due rami del Parlamento assumano orientamenti uniformi nell'applicazione delle regole sulla verifica dell'estraneit di materia nelle proposte emendative.
Occorre quindi richiamare il Senato ad un maggiore senso di responsabilit su questa vicenda. Al riguardo preannuncio l'intenzione della Commissione di presentare una proposta emendativa volta a ridurre ad organicit alcuni interventi di spesa riguardanti singole situazioni, in una logica di coerenza e compatibilit complessiva. In tal senso potr essere utile far riferimento al lavoro gi svolto in occasione della legge finanziaria per l'anno in corso. In questo modo si potr alleggerire il testo di un numero non irrilevante di disposizioni localistiche e microsettoriali.
Ancora maggiore importanza riveste l'altro aspetto accennato, vale a dire l'esigenza di una costante partecipazione del Governo ai lavori parlamentari. Nel caso del provvedimento in discussione, la mancata partecipazione dei rappresentanti del Ministero dell'economia alle sedute della Commissione ha di fatto precluso la possibilit di svolgere un'accurata istruttoria; in pratica, stato impedito alle Commissioni di esercitare la funzione, specificamente affidata dal regolamento alla sede referente, di approfondimento delle problematiche sottese al testo in esame. Ci vale a maggior ragione per la Commissione bilancio la quale, stante il compito ad essa spettante di verifica delle quantificazioni, degli oneri e delle relative modalit di copertura, non pu fare a meno di avvalersi della continua interlocuzione con il Governo, in specie con il ministro dell'economia e delle finanze.
Le Commissioni si sono viste costrette a votare il mandato ai relatori senza aver acquisito i necessari elementi di informazione, soltanto per consentire la calendarizzazione del provvedimento all'ordine del giorno dell'Assemblea gi a partire dalla giornata odierna e l'introduzione delle necessarie modifiche al testo che, altrimenti, non sarebbe stata possibile.
Ricordo tuttavia che, alla luce del senso di responsabilit dei rappresentanti di tutti i gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, il Governo si impegnato a fornire ogni chiarimento richiesto nel corso della discussione in Assemblea. bene che questo impegno risulti chiaramente dai nostri lavori. Non infatti assolutamente tollerabile un comportamento come quello assunto dal Ministero dell'economia e delle finanze, tanto pi incomprensibile in quanto si tratta di un provvedimento di iniziativa governativa.
Ricordo che al Governo sono stati chiesti chiarimenti in merito agli effetti finanziari derivanti da alcune disposizioni sulla natura delle spese indicate e sulla congruit degli importi autorizzati per far fronte a taluni interventi di spesa. In particolare, richiamo brevemente i principali profili problematici di carattere finanziario.
Per quanto riguarda l'articolo 1, necessario un chiarimento in ordine alla possibilit che dall'anticipata conferma in ruolo dei ricercatori, di cui al comma 2, possano derivare a danno della finanza pubblica ulteriori oneri non strettamente correlati a quelli stipendiali.
Sono necessari chiarimenti anche in ordine all'eventuale onerosit dell'articolo 1-ter, comma 2, secondo il quale il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca provvede a finanziarie e cofinanziare i programmi delle universit. La norma, peraltro, sembra prospettare una copertura a decorrere dall'anno 2007, non temporalmente allineata ai programmi di durata triennale, di cui al comma 1, che dovrebbero essere finanziati a decorrere dal 2006.
Per quanto concerne l'articolo 4, opportuno acquisire l'avviso del Governo in ordine alla congruit della copertura a valere sul fondo di riserva per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente, di cui all'articolo 9-ter della legge n. 468 del 1978, posto che tale fondo dovrebbe integrare le dotazioni delle leggi permanenti di natura corrente, indicate nella tabella C allegata alla legge finanziaria.
Sarebbe necessario, altres, valutare l'opportunit che sia indicato espressamente, all'articolo 6-bis, l'ammontare degli importi da corrispondere alla societ Ferrovie dello Stato, a valere sulle somme derivanti dall'esercizio 2003 non ancora pagate, e chiarito se le scadenze cui il testo fa riferimento siano quelle eventualmente previste dal contratto di servizio.
Quanto all'articolo 6-ter, recante disposizioni concernenti l'ANAS, segnalo che la disposizione appare di contenuto analogo al comma 4 dell'articolo 1 del decreto-legge n. 16 del 2005, anch'esso all'esame dell'Assemblea a partire della giornata odierna. Pertanto, da questo punto di vista, credo che vada espunto dal provvedimento in oggetto.
L'articolo 7 reca disposizioni in materia di tasse, concessioni governative, imposte di bollo, imposte di registro ipotecari e catastali. Ricordo che, nel corso dell'esame presso le Commissioni riunite, si segnalata la necessit di acquisire elementi di analisi in ordine ai parametri utilizzati e alle successive elaborazioni effettuate per pervenire alla stima complessiva del maggior gettito netto derivante dalla disposizione.
Sono, altres, necessari chiarimenti sulla destinazione delle disponibilit del fondo per il personale delle Ferrovie dello Stato, di cui all'articolo 7-ter, al fine di valutare la congruit delle coperture. Se, infatti, il fondo fosse diretto al soddisfacimento di diritti soggettivi, la copertura realizzata mediante la fissazione di un tetto di spesa potrebbe risultare non compatibile con la finalit della norma stessa.
Quanto all'articolo 7-septies, necessario acquisire un chiarimento sulla congruit della copertura, a valere sul fondo per gli interventi strutturali di politica economica di cui al comma 5 dell'articolo 10 del decreto-legge n. 282 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 307 del 2004, posto che tale fondo risulta iscritto per memoria nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005 senza alcun importo di competenza, in quanto lo stanziamento sar iscritto solo dopo che risulteranno versati gli importi corrispondenti alla seconda e alla terza rata dell'oblazione relativa al condono edilizio.
opportuno inoltre acquisire l'avviso del Governo in ordine all'eventualit che dagli articoli 7-vicies quater e 7-vicies quinquies possano derivare maggiori oneri, soprattutto per l'anno in corso e per quello successivo, per investimenti tecnologici, gestione e manutenzione, anche a carico delle amministrazioni pubbliche cui compete il rilascio delle carte valori.
Desidero infine ricordare alcuni dei rilievi avanzati nei pareri espressi dalle Commissioni competenti in sede consultiva. In particolare, la Commissione affari costituzionali ha formulato una condizione volta a sopprimere, all'articolo 5, comma 1-quinquies, la disposizione che consente l'inquadramento nella fascia superiore anche ai dirigenti e ai funzionari laureati appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche non statali, purch essi abbiano ricoperto per tre anni incarichi di funzione dirigenziale di livello generale, pur non essendo inquadrati nel ruolo dei dirigenti dello Stato. La Commissione ambiente ha, fra l'altro, rilevato la necessit che venga soppresso l'articolo 6-ter.
Nel prosieguo dei lavori, in primo luogo nell'ambito del Comitato dei diciotto, valuteremo come e in che misura accogliere, da parte delle Commissioni di merito, i rilievi cui ho fatto cenno.

PRESIDENTE. Il relatore per la VII Commissione, onorevole Santulli, ha facolt di svolgere la relazione.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, necessario ricordare che il decreto-legge in esame, composto originariamente di 9 articoli, stato ampiamente modificato dal Senato, che ha introdotto 52 ulteriori articoli. Integrando la relazione dell'onorevole Giudice, mi limiter a soffermarmi su alcuni aspetti che rientrano nella competenza della Commissione cultura. Per quanto riguarda l'universit, si segnalano i seguenti articoli.
L'articolo 1, in relazione all'articolo 1, comma 105, della legge n. 311 del 2004 (legge finanziaria per il 2005), precisa che i programmi triennali del fabbisogno di personale delle universit devono essere inviati al Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca entro il 31 marzo 2005, e prevede altres la riduzione ad un anno del periodo, attualmente triennale, per il giudizio di conferma dei ricercatori universitari.
L'articolo 1-bis, introdotto dal Senato, incrementa del 7 per cento per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 l'autorizzazione di spesa per la concessione dei contributi in favore delle universit e degli istituti superiori non statali.
L'articolo 1-ter, parimenti introdotto dal Senato, detta nuove norme per la programmazione e valutazione del sistema universitario a partire dal 2006, prevedendo, in particolare, che le universit si dotino di programmi triennali, sottoposti a valutazione e a monitoraggio periodici da parte del competente ministero. Si procede altres alla contestuale abrogazione di alcuni articoli del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25, che attualmente disciplina la materia.
L'articolo 1-quater, ugualmente introdotto dal Senato, autorizza l'erogazione di un contributo di 1, 5 milioni di euro per l'anno 2007 alle accademie di belle arti non statali.
Sono state altres introdotte, durante l'esame da parte del Senato, due ulteriori disposizioni di rilievo minore, che riguardano specificamente altrettante istituzioni universitarie nazionali.
In particolare, l'articolo 1-quinquies prevede che la Scuola di ateneo per l'alta formazione europea Jean Monnet della seconda universit di Napoli possa, nell'ambito del programma triennale del fabbisogno di personale approvato per tale universit, utilizzare i fondi assegnati dalla legge finanziaria per il 2005 ed altres attivare, a decorrere dal 2005, corsi di laurea magistrale ed organizzare iniziative di alta formazione europea, congiuntamente con enti pubblici e privati, italiani e stranieri, nell'area euro-mediterranea.
L'articolo 1-sexies, a sua volta, stabilisce che a decorrere dall'anno accademico 2005-2006 l'Istituto musicale pareggiato di Ceglie Messapico, in provincia di Brindisi, sia accorpato al Conservatorio statale di musica di Lecce in qualit di sezione staccata. La norma rimette ad una convenzione tra il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca ed il comune di Ceglie Messapico la definizione delle modalit e dei termini del passaggio e prevede l'erogazione di 141 mila euro annui a decorrere dal 2005.
Diversi articoli introdotti dal Senato intervengono inoltre in materia di personale scolastico.
In tal senso, va ricordato innanzitutto l'articolo 1-septies, che stabilisce che, a decorrere dall'anno scolastico 2006-2007, non siano pi conferiti i nuovi incarichi di presidenza, fatta salva la conferma degli incarichi gi conferiti, e che ai posti vacanti di dirigente scolastico si provveda mediante incarico di reggenza. inoltre previsto che sia bandito un apposito corso-concorso, riservato a coloro che abbiano maturato entro l'anno scolastico 2005-2006 almeno un anno di incarico di presidenza, al fine di coprire in via prioritaria i posti vacanti all'inizio dell'anno scolastico 2006-2007, ferma restando la disciplina autorizzatoria in vigore in materia di programmazione del fabbisogno di personale, di cui all'articolo 39 della legge n. 449 del 23 dicembre 1997, e successive modificazioni, nonch i vincoli di assunzione del personale delle pubbliche amministrazioni previsti dalla normativa vigente.
L'articolo 1-novies prevede, sempre in materia di dirigenti scolastici, che gli aspiranti incaricati di presidenza, ma privi del requisito prescritto del triennio di incarico, ammessi con riserva al concorso riservato per dirigente scolastico, indetto con decreto direttoriale del 17 dicembre 2002, che abbiano superato l'esame finale, siano inseriti, a domanda, in coda alle graduatorie con il punteggio conseguito nel predetto esame. inoltre statuito che i posti messi a concorso nelle singole regioni e non ricoperti per assenza di idonei, compreso il personale test indicato, siano ripartiti, con decreto del competente direttore generale del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, tra le regioni nel cui ambito siano risultati idonei nelle graduatorie.
Con questi due ultimi articoli si tenta di porre fine e, soprattutto, ordine nel cosiddetto precariato dei presidi della scuola.
L'articolo 1-decies modifica una sezione della tabella di valutazione dei titoli per la determinazione dell'ultimo scaglione delle graduatorie permanenti dei docenti nelle scuole di ogni ordine e grado, definite, da ultimo, dal decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, attribuendo un punteggio doppio al servizio prestato dai docenti degli istituti penitenziari e abolendo le altre fattispecie di favore previste in precedenza (insegnamenti in scuole di montagna e isole minori). Sarebbe opportuno, a mio avviso, rivedere la scelta compiuta al Senato, sopprimendo il punteggio doppio e introducendo, ex novo, un'ipotesi per il servizio prestato negli istituti penitenziari. Si dovrebbe, in pratica, confermare quanto abolito al Senato e, di converso, abolire quanto introdotto in quella sede.
L'articolo 1-undecies aggiunge una lettera alla tabella cos come riformulata dall'articolo 1-decies, reintroducendo il punteggio doppio per l'insegnamento nelle scuole elementari di montagna. Anche in questo caso, ritengo opportuno che la modifica apportata dal Senato sia soppressa.
Per quanto attiene al settore della ricerca, si segnala, anzitutto, l'articolo 2, che prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze possa concedere garanzie alla societ Sincrotrone di Trieste per la realizzazione del progetto di laser a elettroni liberi. Alla stessa societ viene riconosciuto un contributo ordinario per il funzionamento, per un importo non inferiore a 14 milioni di euro. Inoltre, il ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca viene autorizzato a ricostituire il consiglio direttivo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in attesa del riordino dell'istituto stesso.
L'articolo 2-ter, introdotto al Senato, assegna al Consiglio nazionale delle ricerche un contributo straordinario pari ad un milione e 350 mila euro, per ciascuno degli anni del triennio 2005, 2006 e 2007, per attivit di ricerca scientifica internazionale in Karakorum ed Himalaya, relative al giubileo del K2 e nel quadro del partenariato internazionale promosso dalle Nazioni Unite.
Quanto ai beni e alle attivit culturali, si evidenziano alcune disposizioni.
Anzitutto, si segnala l'articolo 3, che contiene, in primo luogo, interventi relativi alla societ per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo, Arcus Spa, prevedendo, in particolare, che continuino ad applicarsi, anche per il 2005, le modalit di funzionamento indicate nel decreto-legge n. 72 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2004. inoltre incrementata di un ulteriore 2 per cento la percentuale degli stanziamenti per le infrastrutture, da destinare alla spesa per la tutela e gli interventi a favore dei beni e delle attivit culturali.
Sono poi introdotte disposizioni di modifica al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, recante riforma della disciplina in materia di attivit cinematografiche, sostanzialmente volte a garantire la migliore operativit e funzionalit del fondo per le attivit cinematografiche. Viene altres esteso in via di opzione alle attivit dello spettacolo il regime di semplificazione delle modalit di certificazione degli incassi per titoli di ingresso ed abbonamenti. Sono infine previste misure volte a tutelare le opere dell'ingegno protette da copyright, rese disponibili attraverso reti telematiche.
L'articolo 3-ter, sempre introdotto dal Senato, modifica la disciplina vigente in materia di fondazioni lirico-sinfoniche, attraverso vari interventi volti ad ottimizzare la gestione ed a favorire il contenimento dei costi per gli allestimenti e per il personale. A tal fine, viene disposto il coordinamento tra le fondazioni e sono dettate norme in materia di contrattazione nazionale integrativa. Sono, altres, limitate le assunzioni per il triennio 2005-2007 e novellati alcuni articoli del decreto legislativo n. 367 del 1996, recante disciplina generale delle fondazioni.
Al riguardo, in questa parte sarebbe opportuno introdurre ulteriori modifiche, relativamente alla vigilanza delle fondazioni lirico-sinfoniche, consentendo la designazione, accanto al membro nominato con la qualifica di presidente del collegio dei revisori dal Ministero dell'economia e delle finanze, di un altro componente del Ministero per i beni e le attivit culturali, che rappresenta direttamente l'autorit vigilante di tali enti, proprio per creare un collegamento con i revisori.
L'articolo 4-bis, parimenti introdotto dal Senato, dispone in merito alla conservazione degli atti della Presidenza del Consiglio dei ministri.
L'articolo 5-sexies definisce alcune modifiche all'articolo 3 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, che riguarda la composizione ed il rinnovo della commissione di vigilanza sul doping per la tutela della salute nello sport. Al riguardo, si ritiene necessario colmare una evidente disparit di trattamento introdotta dal Senato tra medesime pubbliche amministrazioni in merito alla rinnovabilit dei membri.
Occorre poi porre l'attenzione sull'articolo 3-bis, sempre introdotto dal Senato, che prevede una serie di interventi di carattere ordinamentale e finanziario in materia di beni ed attivit culturali (musica, spettacolo e sport), riproponendo peraltro alcune disposizioni del disegno di legge n. 2980 (di iniziativa del senatore Asciutti ed altri), recante interventi in materia di beni e attivit culturali e di sport, all'esame della VII Commissione del Senato in sede deliberante.
In particolare, i commi da 3-ter a 3-septies dell'articolo 3 intendono adeguare la tutela della propriet intellettuale dei settori tradizionali della comunicazione (cinema, musica ed editoria) in relazione alla sempre pi diffusa fruizione dei contenuti digitali. Essi rappresentano il risultato dei lavori delle commissioni interministeriali sui contenuti digitali nell'era di Internet e costituiscono il perfezionamento della normativa gi introdotta con la legge n. 128 del 2004. Le disposizioni in questione costituiscono il fondamento del cosiddetto Patto di Sanremo contro la pirateria, gi sottoscritto da tre ministri e da vari rappresentanti dei settori interessati.
In merito allo sport, si segnala che sono recate alcune modifiche alla disciplina giuridica delle associazioni sportive dilettantistiche, previste dall'articolo 90 della legge finanziaria per il 2003, prevedendo, in particolare, l'introduzione della definizione di societ ed associazioni sportive dilettantistiche come societ e associazioni che svolgono attivit sportiva senza fini di lucro, mediante sportivi non professionisti, con carattere di continuit nell'ambito delle discipline regolamentate dal CONI, riconosciute ai fini sportivi da quest'ultimo e affiliate ad una o pi federazioni sportive nazionali o a discipline sportive associate o ad un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI medesimo. A tale proposito, si segnala che sarebbe opportuno rivedere tale scelta.
poi inserito tra i contenuti obbligatori degli statuti delle associazioni sportive dilettantistiche l'obbligo di conformarsi alle norme e alle direttive del CONI e agli statuti e ai regolamenti della federazione sportiva o della disciplina sportiva associata o dell'ente di promozione sportiva di affiliazione. A questo riguardo sarebbe opportuno escludere da tali obblighi le associazioni sportive scolastiche.
Si demanda, inoltre, ad una deliberazione del CONI la disciplina del divieto per gli amministratori di ricoprire cariche sociali in altre societ e associazioni sportive dilettantistiche nell'ambito della medesima disciplina sportiva; anche questa scelta, a mio giudizio, andrebbe rivista soprattutto in considerazione di quello che si consente alle societ sportive professionistiche.
Sono, altres, estesi ai rapporti di lavoro instaurati dalle federazioni sportive e dalle discipline associate e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI le disposizioni agevolative di carattere lavorativo e fiscale che gi si applicano alle associazioni sportive dilettantistiche.
Sempre in riferimento alla materia dello sport, si segnala, infine, l'articolo 7-septies, introdotto dal Senato, che reca interventi urgenti per i Giochi olimpici invernali di Torino 2006, assegnando un contributo di 80 milioni di euro per l'anno 2005 ad una societ a capitale pubblico controllata da Sviluppo Italia Spa avente la funzione di assumere e coordinare le iniziative finalizzate al pi efficace espletamento dei compiti del comitato organizzatore dei Giochi olimpici.

PRESIDENTE. Ha facolt di parlare il rappresentante del Governo.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, desidero ringraziare il relatore per la VII Commissione, onorevole Santulli, che in maniera chiara ha illustrato molto del contenuto di questo disegno di legge di conversione. Al collega relatore faccio inoltre presente che ho preso nota delle sue osservazioni formulate sul merito del provvedimento.
Ringrazio anche il relatore per la V Commissione, onorevole Giudice, nel cui intervento ho colto sia una cortese ramanzina rivolta al Governo a non legiferare in modo disorganico, sia la sollecitazione, rivolta al ministro dell'economia e delle finanze, ad utilizzare in Parlamento, soprattutto in Commissione bilancio, almeno uno dei suoi cinque sottosegretari e almeno uno dei suoi viceministri. Il presidente Giancarlo Giorgetti, presente in aula, si rende conto perfettamente di ci che sto dicendo in questo momento; e su tale questione mi trovo ovviamente d'accordo.
Quello al nostro esame un disegno di legge di conversione che, come ha sostenuto il relatore per la VII Commissione, onorevole Santulli, prende le mosse in Consiglio dei ministri con nove articoli e giunge in questa sede con ben 52 proposte. A questo proposito, l'esperienza, che mi vede spesso presente in quest'aula, mi fa osservare come gli uffici decisionali dei vari ministeri, in presenza di un provvedimento in procinto di giungere all'esame dell'Assemblea, vi si buttino sopra a capofitto. Questo non lo ritengo un fatto negativo; allo stesso tempo, per, sono convinto che l'assetto attuale della nostra pubblica amministrazione abbia bisogno di una rivisitazione. L'importante che non si facciano cose affrettate, come ha giustamente fatto notare l'onorevole Giudice con riferimento a norme che, essendo gi contenute in provvedimenti in itinere o gi approvati, si sovrappongono ad altre, finendo cos per creare una certa confusione e un certo discredito.
Come rappresentante del Governo, debbo per dire che il Parlamento tutto, maggioranza ed opposizione, si dimostrato sempre vigile nell'esame dei provvedimenti nelle opportune sedi. Di questo desidero ringraziare sia la V Commissione sia le altre.
Questa sera il ministro dell'economia e delle finanze fornir in sede di Comitato dei diciotto le risposte richieste, e domani mattina sar presente, come richiesto, il rappresentante del suddetto ministero, in sede di Comitato dei diciotto.

PRESIDENTE. iscritto a parlare l'onorevole Morgando. Ne ha facolt.

GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, il mio intervento sar breve per due ragioni.
La prima che la parte importante della discussione ancora di l da venire. Stiamo proponendo considerazioni in buona parte scontate mentre da tutti, anche adesso dal sottosegretario, viene preannunciato che si entrer nel vivo in Comitato dei diciotto e nel successivo esame in Assemblea. Prendo atto che, nel corso del brevissimo esame da parte delle Commissioni riunite, stato assunto un impegno e che, anche stasera, stata ribadita la volont di intervenire per migliorare il provvedimento. Dunque, poich la parte interessante verr dopo, preferisco non dilungarmi in questa sede.
Il mio intervento sar breve anche perch, in caso contrario, sarei costretto a ripetere molte delle osservazioni gi formulate dal relatore per la V Commissione, onorevole Giudice. Naturalmente, non entrer nei dettagli; ma cosa ci ha detto, fondamentalmente, il collega Giudice? Egli ha detto - ed io condivido - che il provvedimento in esame fa schifo (abbiate pazienza e scusatemi per la franchezza)!
La motivazione generale quella che ripetiamo da tempo: ormai, la modalit largamente prevalente del nostro modo di legiferare il decreto-legge. Francamente, questo non il sistema migliore per fare buone leggi!
Nel caso di specie, poi, oltre al fatto che siamo costretti a convertire l'ennesimo decreto-legge, c' anche da considerare l'incredibile sarabanda di nuovi argomenti che sono stati inseriti nel provvedimento. La settimana scorsa non avevo potuto seguire i lavori delle Commissioni perch avevo impegni fuori Roma. Ebbene, quando ho cominciato ad esaminare il testo delle Commissioni per verificarne il contenuto, sono rimasto inorridito. Com' stato ricordato da uno dei relatori, si passati dai nove articoli del testo governativo a ben sessantuno: i nove originari pi cinquantadue!
Questo risultato non da imputare al destino imperscrutabile: la maggioranza ed il Governo gestiscono i provvedimenti decidendone i contenuti e l'iter. Non che vi sia un Parlamento contro il Governo: c' una tecnica legislativa - di cui sono prevalentemente responsabili il Governo e la maggioranza - che ci sta portando in situazioni come questa: da nove articoli a sessantuno! Per gli appassionati di statistica, aggiunger che nel provvedimento hanno trovato posto centosei argomenti di competenza di sedici ministeri e della Presidenza del Consiglio. Quindi, il provvedimento non va bene e, francamente, ho qualche difficolt a capire come potremo modificarlo per renderlo pi accettabile (come da parte di tutti stato detto).
Il relatore per la V Commissione, onorevole Giudice, ha affermato, altres, che il metodo con cui stato discusso il provvedimento inaccettabile. Tralascio stare le considerazioni che attengono al tempo: si detto che si doveva fare in fretta perch era necessario migliorare il disegno di legge per trasmetterlo al Senato. Anch'io ritengo che abbiamo fatto bene a concentrare tutto in due sedute. Tuttavia, faccio presente che, nelle predette sedute, di merito non si quasi mai parlato! Andate a rileggere i resoconti sommari e vi accorgerete che, se non fosse stato per gli interventi di due deputati dell'opposizione, di considerazioni relative alla sostanza del provvedimento non vi sarebbe traccia!
Quindi, sotto il profilo temporale, ci che successo pu anche andare bene. Non va bene il modo in cui si discusso. Il sottosegretario ha fatto un ampio mea culpa ed ha preannunciato che stasera o domani mattina le cose cambieranno, ma sulle questioni fondamentali, in special modo sugli effetti del provvedimento per la finanza pubblica, il Governo si reso latitante e non si sono visti n il ministro dell'economia e delle finanze n i suoi sottosegretari: dal ministero dell'economia nessuno si fatto vedere, nessuno ha dato risposte!
Faccio rilevare che il relatore per la V Commissione, onorevole Giudice, ha proposto trentaquattro osservazioni relative alla quantificazione degli oneri ed alle modalit di copertura. Ebbene, intervenendo per conto di altri, il sottosegretario ha fornito risposta soltanto ad otto osservazioni. Speriamo che a tutte le altre rispondano, stasera o domattina, i sottosegretari per l'economia e le finanze!
Quindi, esiste un problema legato al metodo, al contenuto e alla tecnica legislativa.
Il provvedimento in esame contiene limiti gravissimi rispetto ai quali esprimiamo chiaramente la nostra opposizione. Ovviamente, tali limiti rendono difficilmente digeribili anche le iniziative positive contenute nel provvedimento, vale a dire la proroga degli ammortizzatori sociali, l'autorizzazione ai comuni a proseguire nella sperimentazione del reddito minimo di inserimento, la soluzione del problema (non solo per i torinesi, ma per tutti gli italiani) del finanziamento delle olimpiadi invernali del 2006. Naturalmente, questi elementi positivi, annegati nel marasma di molti articoli e di altrettante materie, non sono sufficienti ad indurci a modificare il nostro giudizio sul decreto-legge.
Vorrei limitarmi a ricordare una questione particolarmente significativa in questo marasma legislativo. Lo scorso dicembre, abbiamo approvato un disegno di legge finanziaria molto complicato, composto da circa 500 commi ed un unico articolo. In particolare, il comma 300, in tempi di retorica sulla riduzione delle tasse, prevedeva l'aumento di una serie di imposte (di registro, di bollo, ipotecarie, catastali e via dicendo), peraltro, attraverso un meccanismo che violava l'articolo 23 della Costituzione, in quanto affidava ad un provvedimento amministrativo la determinazione di norme in materia fiscale (aliquote). In sede di discussione del disegno di legge finanziaria, sollevammo queste critiche al comma 300. Ed ora, a due mesi di distanza dall'approvazione del disegno di legge finanziaria, con questo decreto-legge dobbiamo modificare il comma 300. Certamente, risolviamo il problema dal punto di vista formale (mi riferisco all'articolo 23 della Costituzione), disciplinando, attraverso una norma legislativa, gli aumenti dei bolli, dei diritti catastali eccetera, ma non lo risolviamo dal punto di vista dei contenuti. Ci particolarmente paradossale, ove si consideri che il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto sulla competitivit. Sappiamo bene che il perno delle misure sulla competitivit sar l'incentivazione dell'innovazione del paese e della ricerca. Per colmo di ridicolo, con questo provvedimento, aumentiamo in modo significativo gli oneri per la registrazione dei brevetti. La capacit del sistema innovativo del paese di registrare brevetti uno degli elementi fondamentali che sono individuati come condizione per la nostra competitivit e, naturalmente, con questo decreto-legge facciamo in modo che registrare brevetti o fare le traduzioni costi molto pi di prima (provate a fare l'elenco degli aumenti previsti nella lunga tabella che occupa una pagina intera: vi sono anche quelli relativi ai diritti per la registrazione dei brevetti).
Ho richiamato questo esempio per dire che bisognerebbe fare un po' di attenzione e coordinare le decisioni che si prendono attraverso i provvedimenti con il dibattito nel paese e con le iniziative che si vogliono porre in essere attraverso altri interventi legislativi, a meno che non si sia costretti a muoversi in modo disordinato per le difficili condizioni della finanza pubblica. Ma - ahim - il provvedimento in esame le render ancora pi difficili per una ragione molto banale. Quando si mette in campo un provvedimento cos complicato si perde il controllo. Si prevedono oneri quantificati in modo inadeguato (si tratta di quantificazioni molto basse) e coperture calcolate in modo sbagliato. Naturalmente, ci produrr degli effetti sullo stato della finanza pubblica ed aggraver una situazione che all'attenzione della pubblica opinione.
Mi auguro che il lavoro di questi giorni possa migliorare i contenuti di questo provvedimento secondo le linee e gli impegni che tutti stiamo dichiarando di voler rispettare (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. iscritto a parlare l'onorevole Raffaldini. Ne ha facolt.

FRANCO RAFFALDINI. Signor Presidente, il provvedimento in oggetto consta di 136 pagine e, nel corso dell'esame condotto dal Senato, si passati da 9 a 61 articoli, talch se nel frattempo, per renderlo corrispondente ai nuovi contenuti, si fosse voluto aggiornarne il titolo, quest'ultimo avrebbe dovuto riempire circa una pagina e mezzo.
Un volume che, per cos dire, gareggia con quello dell'ultima legge finanziaria; lo stesso sottosegretario ha ringraziato i relatori per avere illustrato molti dei contenuti del provvedimento, implicitamente riconoscendo come non siano riusciti ad illustrarli tutti. Insomma, si tratta di un mostro legislativo che perviene al nostro esame senza che, d'altra parte, vi sia la possibilit, per la Camera dei deputati, di un'adeguata discussione e di una valutazione ragionata. Sembra quasi, per cos esprimermi, un sacco scaricato e caricato tal quale, anche se noto come, nelle stesse relazioni, siano contenuti elementi di forte disagio nonch una serie di proposte di modifica.
Si passa da grandi temi, quali l'universit e la ricerca, ad altri, quali l'aumento delle tasse; con il provvedimento, infatti, vengono aumentate le tasse, le imposte di bollo, di registro, ipotecarie e catastali, i tributi speciali catastali, le tasse sulle concessioni governative, addirittura i diritti di imbarco passeggeri sugli aeromobili; ad ogni provvedimento che perviene al nostro esame, aumentiamo continuamente le tasse sui biglietti aerei.
Si aggiungono, poi, una pletora di disposizioni che riassumo velocissimamente. Riguardano le carte valori, gli schedari consolari, le controversie relative al Policlinico Umberto I, l'assistenza sanitaria per i cittadini di Campione d'Italia, le case da gioco, l'Agensud, le fondazioni lirico-sinfoniche, gli ospedali civili riuniti di Sciacca, la ricerca in alta quota, chiese e castelli, l'associazione dilettantistica Audax-Sanrocchese di Gorizia, la rotatoria di Chions, il bocciodromo di Frugarolo, l'istituto musicale di Ceglie Messapico, e via dicendo.
Vorrei, per, soffermarmi su un tema particolare che mi permette di dare l'idea di quali provvedimenti, in queste settimane, avremo dinanzi al nostro esame; abbiamo oggi questo provvedimento e, a seguire, un altro decreto-legge, un altro cosiddetto decreto antismog (che per non ha a che vedere con lo smog). Infine, gi preannunciato, il provvedimento sulla competitivit. Per, ad una considerazione generale, non si rinviene il filo che li collega.
Infatti, signor Presidente, intervengo su questo testo soffermandomi in particolare sulla parte riguardante le infrastrutture, le cosiddette grandi opere strategiche; successivamente, interverr anche sul cosiddetto decreto antismog. In questi giorni, infine, tanto si parlato del decreto-legge e del disegno di legge sulla competitivit. Ebbene, ho cercato di analizzare attentamente queste misure ma mi sono trovato in una situazione surreale. Infatti, ogni singolo provvedimento ha un contenuto che non corrisponde al titolo ovvero all'obiettivo del provvedimento medesimo; inoltre, ogni provvedimento viene contraddetto da quello precedente o da quello successivo. Insomma, una sorta di confusione generale in cui non si sa dove trovare una risposta precisa.
Tutto ci mi fa ricordare quel magistrale racconto di Gogol che descriveva le vicissitudini di un cittadino che, volendo ottenere un chiarimento su una pratica, si rivolge ad un ufficio pubblico, situato in un grande palazzo di dodici piani. Egli fa una lunga fila allo sportello 1 e, quando il suo turno, l'impiegato risponde che il problema non di sua competenza, e suggerisce al cittadino di rivolgersi all'ufficio n. 2, al secondo piano.
Il cittadino, allora, sale le scale, si mette in fila, ma, quando il suo turno, l'impiegato gli risponde che non ha competenza sul problema, e gli consiglia di rivolgersi all'ufficio n. 3, al terzo piano. Il cittadino sale le scale, si mette in fila ed al suo turno la risposta come quella di prima, con l'invito perentorio di rivolgersi all'ufficio n. 1, vale a dire al primo cui si recato.
Si cos inventato il moto perpetuo dell'incompetenza e della vacuit: si continua a girare tra gli stessi sportelli, senza tuttavia ottenere una risposta.
Un fenomeno analogo si verifica proprio con i provvedimenti in esame. Ieri, ad esempio, il ministro Lunardi, intervenendo sul tema della competitivit, ha parlato di 750 milioni di euro destinati alle grandi opere. Servivano nuove risorse per 2 miliardi di euro, invece si tratta di 750 milioni di euro vecchi, perch vengono reperiti dalla legge n. 488 del 1992. Non vi , in altri termini, un euro in pi. Lo stesso discorso (ma non intendo soffermarmici) vale per l'insieme del provvedimento sulla competitivit. Il ministro Lunardi, inoltre, ha affermato che 48 miliardi di euro arriveranno non dal Governo, ma dalle ferrovie e dall'ANAS, i quali avrebbero presentato, la settimana scorsa, un piano di interventi che, da parte loro, sar possibile cantierare immediatamente. Vorrei osservare, tuttavia, che si tratta delle normali attivit, finanziate con risorse precedentemente stanziate, svolte da tali aziende.
Con riferimento all'ANAS, poi, che dovrebbe fornire alcuni miliardi di euro, possiamo leggere quanto scritto nella relazione presentata dal Governo al prossimo decreto-legge all'ordine del giorno. Si sostiene, infatti, che dobbiamo trasferire 200 milioni di euro, a valere sull'anno 2005, all'ANAS, perch tale anticipo necessario per non generare un blocco immediato di almeno il 40 per cento dei cantieri aperti con normali procedure di gara nel 2003 e nel 2004 (vale a dire per non bloccare le opere gi cantierate). A tali esigenze, si aggiunge anche il fatto che, da almeno sei mesi, l'ANAS non in grado di onorare gli stati di avanzamento dei lavori gi contabilizzati.
Ho citato la relazione di accompagnamento al provvedimento presentata dal Governo; dall'altra parte, invece, si dice di mettere in moto l'ANAS, che ci dar una barca di soldi! una bugia gigantesca! Questa la situazione: si passa da un provvedimento all'altro - come dicevo prima, da uno sportello di Gogol all'altro - e, alla fine, non c' nulla, c' solo un turbinio di chiacchiere!
Vorrei citare un altro esempio: la legge obiettivo, la quale avrebbe dovuto sveltire, accelerare e mettere il turbo alla realizzazione delle opere infrastrutturali. Ricordo che recentemente, a Torino, si svolto un importantissimo convegno, al quale ha partecipato anche il ministro Lunardi. In tale sede stato evidenziato quanto segue.
Se si confrontano i tempi per l'approvazione dei progetti relativi alle grandi opere prima e dopo il varo della cosiddetta legge obiettivo, risulta che il primo dei tre stadi della progettazione, il progetto preliminare, impiega mediamente 347 giorni con la normativa ordinaria; con la legge obiettivo, invece, impiega 671 giorni. Utilizzando la cosiddetta legge Merloni, per il progetto definitivo occorrono 642 giorni; per le opere della cosiddetta legge obiettivo, invece, ci vogliono 1072 giorni. Per il progetto esecutivo, infine, i giorni necessari sono 486, contro i 545 della legge obiettivo.
Non mi dilungo oltre. Si possono tirare le somme: si impiegano, con la legge obiettivo, per completare la progettazione nei suoi tre stadi, 2.288 giorni, pari a 6 anni e 98 giorni. Tali dati sono stati dimostrati dall'ANCE e dall'AGI, ossia le associazioni delle grandi imprese di costruzione, e Lunardi, in merito, ha risposto: vero, ma si trattato di un fatto calcolato, perch se non si fossero allungati i tempi, si sarebbe andati troppo velocemente, per cui ho preferito non fare nulla. Questa, sostanzialmente, stata la risposta del ministro Lunardi!
Vi poi la questione della qualit delle opere. Ci troviamo di fronte - sostengono gli operatori del settore - a patologie molto gravi, per cui il 57 per cento delle opere - e, tra esse, il 53 per cento di quelle strategiche - ha avuto bisogno di varianti al progetto originario, con un rallentamento ulteriore dei tempi.
Questa la situazione in cui siamo. Tra il 2003 ed il 2004, la riduzione delle risorse disponibili per le infrastrutture e per gli investimenti stata calcolata in misura pari al 30 per cento. Questa la realt!
La legge obiettivo non ha fatto altro che accelerare e moltiplicare le inaugurazioni, ma non l'apertura dei cantieri. I lampeggianti che si sono accesi sono quelli sulle auto ministeriali o del Presidente del Consiglio, mentre quelli sulle ruspe sono spenti, fino ad arrivare alla figura fatta con la recente inaugurazione del completamento del tratto autostradale Palermo-Messina, relativa solo ad una corsia e non a due; una corsia coperta velocemente da asfalto, perch non era pronta, e che oggi ha gi ceduto, determinando il blocco della circolazione. Siamo, insomma, simili a quei bambini che usano la maschera, il boccaglio e le pinne per fare il bagno nella vasca da bagno! Il Governo sa in quanta acqua nuotiamo, o no? Questo il problema serio che affrontiamo oggi con il provvedimento al successivo punto all'ordine del giorno e che affronteremo successivamente riguardo al grande tema della competitivit.
Sono temi sui quali noi dobbiamo dare, come paese, risposte urgenti, con passaggi decisivi. Noto, invece, una posizione non all'altezza, incapace di suggerire proposte adeguate. Nei prossimi giorni si parler di misure per la competitivit del sistema Italia. un concetto, quello della competitivit, che d l'idea di slancio, di tensione, di brio, ma al quale - almeno stando alle prime indiscrezioni giornalistiche - sembrano corrispondere provvedimenti gi stanchi.
Tra pochi mesi sar predisposta la quinta - ed ultima - legge finanziaria di questa legislatura, ma, per quanto riguarda i trasporti, le infrastrutture e le citt, il quadro ormai delineato, purtroppo, con chiarezza. Non si avuta una politica dei trasporti: la lavagna di Vespa, su cui Berlusconi ha tracciato tutte le opere, stata riarrotolata e messa da parte. Siamo, oggi, di fronte ad un fatto nuovo: non si tratta pi di ritardi o di distanza tra promesse fatte e realt. La situazione pi grave, ritengo, dati alla mano - che ho citato in precedenza -, che il Governo ha deciso di abbandonare il comparto e volgere lo sguardo da un'altra parte nel fine legislatura: quello, ad esempio, della riduzione fiscale. Sulle grandi opere il Governo ha buttato il ferro a fondo.
Il dramma che le opere sono bloccate, lo stesso paese bloccato, il ciclo degli investimenti, avviato a met degli anni Novanta, finito, senza che ne sia stato avviato un altro. Rimane, in tal modo, un sistema dei trasporti vulnerabile, fragile, squilibrato tra Nord e Sud, congestionato su molte direttrici nelle citt, non sostenibile ed insicuro. Esso lasciato a se stesso, in modo tale che si traduce in un freno all'espansione delle aree pi avanzate ed in un fattore di blocco dell'indispensabile sviluppo delle aree pi arretrate.
Il Governo ha smarrito i punti cardinali. Il primo punto l'Europa allargata ed impegnata in un processo di integrazione, in cui la prospettiva delle grandi reti strettamente legata alla modernit del sistema infrastrutturale dei trasporti italiani e della logistica.
Il secondo punto cardinale ad essere stato smarrito il Mediterraneo. Il Mediterraneo la porta aperta dell'Europa, luogo di incontro e di scambio tra i paesi che vi si affacciano. Pensiamo che, nel 2010, il partenariato euromediterraneo coinvolger 500 milioni di persone, che godranno di un libero scambio o che, invece, transiteranno nel Mediterraneo e pensiamo alle grandi economie del Far east e dell'Asia: chi li intercetter?
Il provvedimento ha smarrito il terzo punto cardinale: le citt e i porti, che sono i nodi che tengono legata la rete dei trasporti, su cui si concentrano i fenomeni di congestione e che, invece, possono essere il tramite di una mobilit innovativa, sostenibile e improcrastinabile.
Il provvedimento in discussione ha perso il punto cardinale dell'integrazione tra ferrovia, acqua e strada, tra le alte capacit e reti regionali, tra le grandi opere e la diffusa rete ordinaria, tra il nord e il sud d'Italia. Questo era il piano generale dei trasporti: altro che Ground zero!
Il provvedimento non coglie le opportunit, forse irripetibili, dei nuovi pesi e misure delle economie mondiali, del nuovo ciclo tecnologico internazionale, della vastit della diffusione della conoscenza e della ricerca applicate ai processi produttivi, dei messaggi chiarissimi che ci indicano i fenomeni demografici, delle nuove rotte dei flussi migratori, delle relazioni economiche, delle ragioni di scambio, dei ritmi della crescita e del declino. un mondo che - se mai lo ha fatto - non ci aspetta pi, ma apre una sfida che possiamo accettare o subire.
Di fronte a questo scenario, siamo qui a parlare del bocciodromo di Frugarolo! E, sotto il profilo interno, il provvedimento non coglie la condizione straordinaria, forse irripetibile, su tre livelli. Il primo: i flussi economici dovuti alla crescita dei paesi asiatici, che possono esaltare il ruolo del Mediterraneo e dell'Italia, che il cuore del Mediterraneo e dell'Europa, attraverso il suo sistema dei porti. Di fronte al problema del sistema dei porti ed a questo grande scenario, un articolo della legge finanziaria ha bloccato un miliardo di euro di investimenti!
In secondo luogo, la prossima entrata in esercizio della linea ad alta velocit Torino-Napoli raddoppier le capacit di trasporto e liberer le reti regionali e i nodi urbani che, a loro volta, moltiplicheranno la capacit ferroviaria. Il volto delle citt e dell'Italia potrebbe cambiare in pochi anni. Ebbene, avremo le reti e non avremo i treni! Infatti, non hanno pensato a comprare treni e materiale rotabile. Noi, in questa sede, proponiamo che si accenda un grande prestito internazionale, coinvolgendo Stato, regioni e privati, per acquistare materiale rotabile, prendendo ad esempio l'iniziativa assunta dalla regione Toscana.
Le reti europee che bloccano i colli di bottiglia, allargano le comunicazioni, le relazioni e gli scambi a tutto il continente: queste sono le grandi prospettive! Ma bisogna avere una politica estera dei trasporti affidabile e non un programma per il quale ci ridano dietro quando andiamo l!
Qui sta il tratto della nostra proposta: una proposta programmatica, non pigra, ma ambiziosa, che vuole misurarsi con la bella fatica di rimettere in marcia l'Italia. Non stiamo riducendoci alla rotatoria di Chions!
Il Governo, invece, blocca i punti pi importanti: blocca i porti e, al riguardo, abbiamo presentato emendamenti. Esso ha bloccato gli investimenti nei porti italiani, mettendo un tetto alle risorse; risorse che sono gi disponibili e, in molti casi, sono proprie e gi messe a gara.
Il Governo blocca le citt: non c' settimana che non vi sia il blocco delle citt a causa dell'inquinamento e della circolazione caotica. Il comparto del trasporto una questione nazionale che non va lasciata a se stessa. Ci sono gi studi e progetti riguardanti le citt, il trasporto locale, i piani urbani della mobilit o quella che voi chiamate addirittura la legge obiettivo per le citt: speriamo che non funzioni come la legge obiettivo nazionale! Si prevede che servirebbero 3 miliardi di euro l'anno, per dieci anni. Qui siamo a robette; qui siamo ai bocciofili!
Abbiamo a confronto i grandi scenari e il Governo di un grande paese, cui adesso dovremmo corrispondere, e le misure confuse di cui oggi dobbiamo discutere insieme.
Questi erano alcuni degli elementi che volevo sottolineare, sapendo che ci sarebbe bisogno di un piano speciale per le ferrovie al sud e che sarebbe da rivedere il fenomeno del finanziamento, perch sulla vicenda del project financing attraverso ISPA, la stessa comincia a dire che non c' pi ritorno di investimenti e di risorse. Tutto ci sta traballando, comincia a frenare e rischia di non funzionare bene.
Abbiamo grandi questioni aperte, come quella dello slancio sul campo della logistica, che oggi il settore fondamentale per aumentare il valore aggiunto. Questi temi incrociano la politica industriale e il problema della qualit del lavoro.
Mi sono soffermato su questo aspetto per cercare di non parlare solamente delle 126 pagine o dei 101 articoli del decreto-legge, che fanno pena e che dovrebbero far pena a un Governo di una grande nazione che vuole incrociare questi scenari.
Ho parlato, tra l'altro, solo dello scenario delle infrastrutture e dei trasporti. Ben altri problemi vi sono nei settori della cultura, della conoscenza, delle universit, del lavoro, del welfare, eccetera, che non intendo affrontare in questa sede. Ho voluto portare un esempio particolare affinch ci si capisse non nel generico ma nel concreto e per vedere come tra la nostra produzione legislativa (mi riferisco a quella del Governo) e i grandi problemi del paese vi sia uno iato infinito (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Constato l'assenza dell'onorevole Colasio, iscritto a parlare: s'intende che vi abbia rinunziato.
Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.



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