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Camera - seduta del 17 marzo 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali)
2005-03-17

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 3276 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280 (Approvato dal Senato) (5697) (ore 9,38).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l'università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione. Sanatoria degli effetti dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 280.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato votato, da ultimo, l'emendamento Milioto 1-septies.1.


(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 5697)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5697 sezione 1), nel testo recante le modificazioni apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 5697 sezione 2).
Ricordo che le proposte emendative presentate sono riferite agli articoli del decreto-legge, nel testo recante le modificazioni apportate dal Senato (vedi l'allegato A - A.C. 5697 sezione 3).
Ricordo inoltre che è stato presentato un emendamento riferito al titolo del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5697 sezione 4).
Ricordo, altresì, che è stato presentato un emendamento riferito all'articolo unico del disegno di legge di conversione (vedi l'allegato A - A.C. 5697 sezione 5).
Avverto, infine, che è stata chiesta la votazione nominale mediante procedimento elettronico.

....

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, con l'emendamento in esame ci limitiamo a richiedere il rispetto della legge per quanto riguarda la società Arcus spa. La legge istitutiva di tale società, infatti, prevedeva, dopo tre mesi dalla sua istituzione, l'emanazione di un regolamento per disciplinarne l'attività. Oggi, dopo due anni, questo regolamento non è stato emanato e, pertanto, chiediamo che ciò venga fatto.
Perché ci accaniamo affinché venga rispettata la legalità con riferimento a quanto previsto dalla legge istitutiva della società Arcus? Perché tale società potrebbe essere definita, sotto il profilo della sua trasparenza, come una specie di fondo nero estero su estero, nel quale affluiscono risorse per essere destinate ai beni e alle attività culturali, senza conoscerne i criteri di gestione.
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha avocato, rispetto alle competenze del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che è al cento per cento socio di tale società, la valutazione e la decisione in merito alle destinazione delle risorse.
La situazione è gravissima anche da un altro punto di vista. Il Governo, pensando di ricorrere ad altre risorse, in questo caso quelle gestite da Arcus, continua a decurtare risorse pubbliche dal settore dei beni e delle attività culturali. Taglia il FUS, con la previsione di fare affidamento su risorse aggiuntive.
A nostro avviso, però, le risorse provenienti da capitale devono essere aggiuntive e non sostitutive, come invece sostiene il Governo, ed, inoltre, prevediamo chi deve gestire, determinare tali risorse. Ci sembra che l'emanazione del regolamento garantisca un minimo di legalità per la gestione di questi fondi.
Inoltre, nel provvedimento si prevede che la quota di risorse destinate alla cultura, a valere sull'ammontare complessivo delle grandi opere, aumenti dal 3 al 5 per cento. Ai colleghi vorrei sottoporre una piccola considerazione matematica: il 3 o il 5 per cento di zero è sempre uguale a zero! Quindi, il problema non è quello di capire quale sia il tetto più opportuno. Concordiamo con la decisione di aumentare tale quota destinata ai beni culturali, ma ci interessa sapere a quanto essa ammonta, e con quale certezza, trasparenza o linea di indirizzo venga destinata a questo settore fondamentale (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 359
Maggioranza 180
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 193).


Prendo atto che l'onorevole Giovanni Bianchi non è riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 3.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per spiegare le motivazioni per le quali abbiamo presentato questo emendamento.
Con il comma 2 dell'articolo 3, viene prelevata una ulteriore quota del 2 per cento, rispetto a quella già prevista precedentemente, dai fondi destinati originariamente alle grandi infrastrutture. Tali infrastrutture, più volte propagandate dal Governo, non potranno essere realizzate perché, oltre ad un 3 per cento previsto in precedenza, viene decurtato un ulteriore 2 per cento dei fondi, che verrà destinato non solo al recupero dei beni monumentali - che costituirebbe un'azione al limite condivisibile -, ma allo spettacolo tout court, quindi alla realizzazione di film e di tutto ciò che riguarda lo spettacolo e la cultura, settore che nulla ha a che vedere con la destinazione originaria di tali fondi.
Chiedo ai colleghi della Commissione ambiente, che tanto si sono battuti per consentire la realizzazione delle infrastrutture promesse dal Governo Berlusconi, se tale modo di operare sia corretto. In particolare, se sia giusto utilizzare risorse originariamente destinate alla realizzazione di infrastrutture per la promozione di film e di attività culturali in genere. Chiedo inoltre agli amici della Casa delle libertà quale vantaggio politico possa produrre una scelta di questo genere, ben consci del fatto che, anche se il fondo dovesse essere incrementato, non mancheranno critiche da parte di un'azione culturale-politica che, certamente, non fa riferimento alla nostra area politica.
Vorrei sapere quale vantaggio politico vi sarà quando, da una parte, subiremo le critiche di chi appartiene al mondo dello spettacolo, che riterrà comunque insufficienti tali fondi e, dall'altra, non saremo in grado di realizzare quelle infrastrutture che continuamente promettiamo ai cittadini italiani.
Ricordo inoltre che, precedentemente, il fondo per le infrastrutture è già stato decurtato di altre quote importanti; ad esempio, per la messa in sicurezza delle grandi dighe, per fronteggiare terremoti ed emergenze. Questo fondo, dunque, viene oggi nuovamente saccheggiato con una finalizzazione che nulla ha a che vedere con l'attività per la quale originariamente è stato costituito.
Pertanto, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole su questo emendamento soppressivo che, di fatto, consentirebbe di mantenere solo la quota del 3 per cento del fondo destinato alle infrastrutture - così come originariamente previsto anche da altre leggi - per il recupero dei beni monumentali, senza l'ulteriore incremento del 2 per cento per la realizzazione di film e spettacoli in genere (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei brevemente richiamare l'attenzione dei colleghi. Trovo addirittura stupefacente che un deputato in quest'aula, durante l'iter di una legge, chieda a se stesso e ai suoi colleghi della maggioranza quale vantaggio si tragga dal punto di vista politico. Francamente ritengo che una siffatta concezione della politica, espressa in maniera così esplicita in quest'aula, sia lo specchio di come la maggioranza e il Governo affrontino i problemi sotto il profilo legislativo, al momento di compiere scelte che riguardano il paese.
Finalmente qualcuno ha avuto la franchezza di dire che le leggi si approvano per interessi personali, di partito e politici.

GIACOMO STUCCHI. Non è vero!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non credo che il collega della Lega abbia bisogno di difensori d'ufficio. A mio giudizio, non è esatto quello che l'onorevole Panattoni ha appena affermato.
Infatti, anche io sono indignato e pertanto interpreto le sue parole nel senso che bisognerebbe mettere fine ai sistemi utilizzati nel corso della prima Repubblica finanziando iniziative a prescindere, senza conoscerle bene (Commenti dei deputati del gruppo dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro).
Onorevoli colleghi, vi erano anche persone perbene durante la prima Repubblica. In fondo, io stesso faccio parte della prima Repubblica da sempre. Convengo che siate tutte persone perbene; tuttavia, nella prima Repubblica, all'interno della pubblica amministrazione, ho conosciuto persone perbene, ma anche non perbene; se lo volete, potrei fare anche l'elenco.
A mio avviso, piuttosto che destinare fondi prescindendo dallo sviluppo culturale, sarebbe preferibile focalizzare meglio gli obiettivi da perseguire. Le norme in oggetto non individuano tali obiettivi, ma si limitano a prevedere la possibilità di finanziare film, quando in proposito la cronaca degli ultimi anni è ricca di scandali su quello che è avvenuto; peraltro, non intendo citare titoli precisi perché si riderebbe troppo e, dal momento che l'aula è già stanca, si rischierebbe di fare troppa confusione.
Invece, si distoglie denaro pubblico che potrebbe servire alla modernizzazione del paese - mi riferisco, ad esempio, alla ricerca scientifica, indispensabile per essere competitivi - utilizzando sistemi da prima Repubblica.
Perché non si dovrebbe dire? Il debito pubblico non è aumentato a causa dei marziani, ma perché le casse dello Stato erano trattate alla stregua di quelle private per accontentare, omaggiare e fare regalie a qualcuno, secondo logiche di scambio.
Sinceramente ero convinto che tali metodi non trovassero più cittadinanza in Parlamento e nel Governo. Purtroppo, con grande amarezza e dolore sono costretto a ricredermi e vi posso assicurare che si tratta di un dolore molto partecipato. Durante quegli anni non vivevo all'estero, ma soffrivo, facendo forte opposizione contro quei metodi.
Pertanto, riscoprire che in taluni settori, nonostante l'impegno del Presidente del Consiglio e dei leader della maggioranza, nulla è cambiato sotto il sole, mi costringe ad esprimere con amarezza la necessità di compiere qualche riflessione. Infatti, se durante l'ultimo anno di legislatura, anziché perseguire il bene comune dei cittadini - magari non ancora tenuti in considerazione a causa dei tanti avvenimenti italiani, europei ed internazionali - si dovesse continuare in questa maniera, si percorrerebbe davvero una brutta strada.
Pertanto, mi auguro che i leader della Casa delle libertà richiamino i loro deputati e senatori a svolgere un'azione più accurata, attenta e sensibile per perseguire non gli interessi dei singoli gruppi, bensì il bene comune.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, intervengo, al pari del collega Parolo, per richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulla rilevanza della questione che stiamo affrontando: se, effettivamente, si può destinare fino al 5 per cento di quanto destinato alla legge n. 166 del 2002, vale a dire circa 20 mila miliardi, rischiamo di stanziare per questa posta fino a un massimo di 1000 miliardi. Occorre prestare attenzione al fatto che con 1000 miliardi si può realizzare un'opera infrastrutturale importante - ad esempio, un tratto di Pedemontana - che resta al servizio di tutta la collettività nazionale per i prossimi cinquanta o cento anni. Con la stessa cifra stanziata in queste improbabili attività cinematografiche italiane, rischiamo di produrre qualche film - il sindaco di Roma, Veltroni, è un grande esperto, viste le esperienze del passato - con il quale riempiremmo due volte la sala con 30-40 persone, oltre all'autore, agli attori e a qualche parente.
Cerchiamo di diventare un paese serio: togliamo i soldi alle cose inutili e mettiamoli dove servono (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colasio. Ne ha facoltà.

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per fare chiarezza e rispondere ai colleghi della Lega, che hanno sollevato un problema serio. Mi rivolgo al sottosegretario Pescante, che ha avuto la sventura di essere il latore, nella Commissione cultura, del documento che quantificava le risorse.
Non prendiamoci in giro: erroneamente, questo Governo aveva ritenuto che l'aliquota del 3 per cento sulle infrastrutture fosse pari, nei cinque anni di legislatura, a 2.550 milioni di euro. Sottolineo questa cifra: 2.550 milioni di euro. È stato commesso un piccolo errore: avete confuso l'intera tabella con la legge obiettivo. In realtà, la cifra è notevolmente minore, tanto è vero che nell'anno in corso essa è pari a 57 milioni di euro. Sottolineo ciò per amore di chiarezza: non stiamo sottraendo chissà quali risorse agli interventi infrastrutturali; stiamo sostenendo un concetto radicalmente diverso, vale a dire che è giusto correlare l'intervento infrastrutturale a una corretta politica sui beni culturali, dal momento che l'intervento infrastrutturale spesso e volentieri è invasivo di aree monumentali ed archeologiche. Ma, ripeto, stiamo parlando di qualcosa come 50 milioni di euro!
Vi è tuttavia un dramma politico, ricordato dalla collega Grignaffini. Quando, per due anni, il ministro Urbani ha dichiarato, su tutte le riviste specializzate, che finalmente questo Governo aveva ridefinito le strategie complessive sulle politiche del patrimonio culturale e dello spettacolo, ha affermato: è vero, mi tagliano le risorse ordinarie, ma contemporaneamente ho portato a casa 5.000 miliardi di vecchie lire a favore delle politiche culturali. Sventura volle che fosse il sottosegretario Pescante a presentare quel documento sbagliato, in cui avete sottoscritto tale impegno: è l'ennesimo impegno sbagliato! Non ve ne facciamo colpa, ma è bene fare chiarezza: il ministro Urbani ha accettato supinamente un taglio delle sue risorse ordinarie a fronte di 5.000 miliardi di vecchie lire che non esistono!
Riteniamo sia stata corretta l'iniziativa concertata dal ministro Urbani e dal ministro Lunardi, che ha definito una correlazione stretta di intervento tra infrastruttura e tutela del bene. Su questo siamo favorevoli, ma ciò che ci rammarica nel provvedimento in esame è la correlazione al ciclo elettorale, che non condividiamo: non potete fare un intervento modulato sul 2006! Se ritenete - mi rivolgo ai colleghi della Lega - che debba essere prevista un'ulteriore aliquota residua del 2 per cento sulla legge obiettivo - sono quattro soldi! - non potete modularla sulla scadenza elettorale! Si deve trattare di un principio regolativo, o, quanto meno, deve essere prevista una modulazione di tre o quattro anni.
Come ha sottolineato la collega Grignaffini, quanto alla definizione di un criterio regolativo, ricordo al collega Barbieri che questa Assemblea ha approvato una legge che prevede, come per il FUS, che la Arcus non possa operare senza criteri regolativi.
Ebbene, dov'è il provvedimento che rendiconta le modalità di allocazione delle risorse? Lo stiamo ancora aspettando e questo evidenzia una grave inadempienza del Governo. Dovremmo, allora, approvare, quanto meno, il regolamento poc'anzi citato, come suggerito dalla collega Grignaffini.
Ciò che ci lascia perplessi è che, purtroppo, si evoca la centralità della cultura, del patrimonio, ma, al contempo, prendiamo drammaticamente atto che le risorse aggiuntive per il progetto Arcus, pur meritorio, sono assolutamente inadeguate a far fronte ai tagli del FUS e alle decurtazioni sulle politiche di tutela del nostro patrimonio (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, desidero solo ricordare che dobbiamo ancora esaminare 215 proposte emendative.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 3.7, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 232
Astenuti 134
Maggioranza 117
Hanno votato sì 29
Hanno votato no 203).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.8, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 204).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.9, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato sì 169
Hanno votato no 187).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3.10, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 372
Astenuti 2
Maggioranza 187
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 191).


Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bulgarelli 3.11 e Pistone 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Intervengo a sostegno di una tesi assolutamente opposta a quella sostenuta da esponenti della maggioranza. Negli emendamenti al nostro esame è presente una richiesta assolutamente in controtendenza: un aumento della percentuale del fondo per la Arcus spa da destinare ai beni culturali.


PRESIDENZA DEL PRESIDENTE PIER FERDINANDO CASINI (ore 12,20)
GABRIELLA PISTONE. Alla società Arcus è destinato un fondo gestito congiuntamente al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Ebbene, si ritiene di aumentare del 2 per cento il fondo Arcus per i beni culturali, ma, contemporaneamente, si è già provveduto a tagliare le risorse al FUS con la giustificazione dell'esistenza proprio della Arcus spa. Allora, non solo le risorse sono insufficienti, ma la verità è che il fondo per le infrastrutture è una vostra invenzione. Non sarà certo la nostra parte politica ad avventurarsi contro le infrastrutture, contro gli ammodernamenti del nostro paese: non è certamente questa la nostra visione!
Il Fondo unico per lo spettacolo, che già esisteva, è stato danneggiato con tagli in maniera indecorosa da questo Governo e ora a ciò si deve far fronte con ulteriori finanziamenti, con percentuali assolutamente indefinite e senza poter conoscere i criteri di gestione di questi fondi.
Vorrei comprendere quale vantaggio politico si trae da tutto ciò. Ma qui non si tratta di vantaggio politico: le spese per la cultura non sono un debito pubblico, ma, piuttosto, sono degli investimenti per il paese, per la nostra formazione, per i nostri giovani! Se non comprendiamo questo, allora non abbiamo capito nulla! Forse voi della maggioranza dovreste recarvi all'estero e imparare cosa significhi cultura.
In Francia le nomine dei presidenti dei teatri stabili equivalenti ai nostri sono fatte dal Capo dello Stato: ciò tanto per dirvi quale importanza rivesta la cultura in altri paesi europei.
Vorrei che riuscissimo ad arrivare a quei livelli, anche per poter essere più orgogliosa del mio paese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3.11 e Pistone 3.12, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 198).


Prendo atto che l'onorevole Pistone non è riuscita a votare ed avrebbe voluto esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 3.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, approfitto dell'intervento per dire intanto che ci avrebbe fatto piacere che il ministro Urbani fosse stato presente alla discussione in aula, visto che si stanno affrontando questioni molto importanti per i finanziamenti alla cultura di questo paese: la sua assenza, sinceramente, ci dispiace molto.
Intervengo anche per dire, visto che di questo stiamo parlando, che sarebbe molto importante che il ministro Urbani si rendesse disponibile ad un'audizione in Parlamento sui gravi fatti che stanno avvenendo al teatro La Scala di Milano, dove si registra una situazione molto pesante,con i lavoratori di un teatro così importante e glorioso del nostro paese che stanno tenendo aperta una vertenza molto rilevante determinata dalle politiche sbagliate effettuate negli ultimi anni.
Ritengo che sarebbe un atto di grande responsabilità da parte del Governo rendersi disponibile ad affrontare tale questione nel corso di una audizione parlamentare, visto che riguarda non solo Milano e gli enti locali di quella città, ma l'intero paese ed il nostro patrimonio culturale. Credo che sarebbe doveroso svolgere tale discussione in Parlamento. A tale proposito, annuncio che chiederemo ufficialmente e formalmente presso la Commissione cultura un'audizione sul problema del teatro La Scala di Milano.
Le conclusioni che ho appena tratto non sono svincolate dagli argomenti che stiamo affrontando, ovvero la situazione molto grave in cui versa l'intero settore dello spettacolo e delle attività culturali, che è stato pesantemente penalizzato dalle politiche dell'attuale Governo attraverso le leggi finanziarie, che hanno apportato tagli pesantissimi al Fondo unico per lo spettacolo.
Colleghi, credo si tratti non di un problema di opposizione o di maggioranza, ma di tutto il paese. Ritengo, infatti, che, nel momento in cui, in un paese come il nostro, teatri stabili di fama internazionale non riescono più a disporre di una programmazione culturale importante e seria, né a garantire il funzionamento, né a pagare gli stipendi; nel momento in cui vengono sottratte risorse fondamentali ad istituzioni culturali così prestigiose e nel momento in cui interi settori, come quelli del teatro, della musica e del cinema, vengono gettati in una situazione di collasso (quale quella in cui si sta venendo a trovare l'importante e strategico settore di cui ho parlato), dovremmo un po' tutti assumerci le nostre responsabilità.
Noi siamo contrari ad Arcus: lo diciamo per una questione di chiarezza; lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. Riteniamo, infatti, che sottomettere le politiche culturali di questo paese ad una logica mercantile come quella di Arcus, sia un grosso errore.
L'emendamento presentato dal gruppo della Lega Nord rischia di aggiungere al danno la beffa. Imporre un'ulteriore penalizzazione, così come prevista in questo emendamento, ad un settore così pesantemente penalizzato da una politica sbagliata, ritengo costituisca un aggravio pericoloso.
Pur essendo contrari al meccanismo di Arcus, pensiamo, per responsabilità, sia importante prevedere in questo provvedimento l'accesso a tali finanziamenti anche al settore dello spettacolo; finanziamenti, voglio porlo in rilievo, vincolati ad un meccanismo contorto e sbagliato che contestiamo perché sulla carta è prevista la loro disponibilità che poi, nei fatti, non viene confermata. Finora di questo 3 per cento non abbiamo visto un'euro, sebbene il settore sia al collasso. Si tratta pertanto di una situazione drammatica che andrebbe affrontata con grande senso di responsabilità, ma questo purtroppo manca.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.

UGO PAROLO. Signor Presidente, con l'emendamento 3.14 a mia prima firma, noi del gruppo della Lega Nord Federazione Padana cerchiamo, se non altro, di porre un rimedio minimo in ordine a questa problematica. Chiediamo perlomeno di eliminare dal testo del provvedimento la previsione della destinazione degli ulteriori fondi, sottratti alle infrastrutture, a favore delle attività culturali e dello spettacolo.
Se questo emendamento sarà approvato, la quota dei fondi sottratti alle infrastrutture, pari al 5 per cento, andrebbe esclusivamente al recupero dei beni culturali ma non a finanziare lo spettacolo. A noi questa sembra una soluzione di compromesso dignitosa perché un conto è utilizzare i fondi infrastrutturali per recuperare i beni monumentali, altra cosa è invece utilizzare tali fondi per finanziare un film o uno spettacolo.
La maggioranza deve fare una scelta, la sinistra l'ha già fatta. Colleghi della maggioranza, come sapete, qualunque cosa votiamo la sinistra dirà comunque che noi siamo contro la cultura, che siamo contro lo spettacolo, che siamo contro la promozione culturale del nostro paese. In questo caso, la Casa delle libertà, il centrodestra, deve assumersi una responsabilità. In particolare, deve decidere se i fondi, sottratti alle infrastrutture, debbano essere destinati a realizzare la pedemontana lombarda oppure a finanziare un film di Moretti! Si deve decidere se quei fondi debbano essere destinati alla realizzazione di una metropolitana oppure a finanziare un film di Pieraccioni (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana). La Casa delle libertà deve decidere se con questi fondi si debba finanziare Dario Fo e Franca Rame per la realizzazione di uno spettacolo non guardabile (uso questo termine perché voglio essere gentile) oppure a realizzare un'infrastruttura utile alla nostra gente. Colleghi della maggioranza, questo è ciò che dobbiamo decidere! Se si vogliono realizzare le infrastrutture allora voi dovete votare a favore di questo mio emendamento, altrimenti i fondi saranno destinati a finanziare quei film e quegli spettacoli accennati prima (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 3.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 363
Astenuti 9
Maggioranza 182
Hanno votato sì 82
Hanno votato no 281).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 199).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Russo Spena 3.1, Colasio 3.15, Benvenuto 3.16, Bulgarelli 3.30 e Osvaldo Napoli 3.28, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 376
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 200).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3.19, Bulgarelli 3.20 e Pistone 3.21, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 371
Astenuti 1
Maggioranza 186
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 197).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.24, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 199).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3.23, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 193).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Dario Galli 3.25, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 371
Votanti 244
Astenuti 127
Maggioranza 123
Hanno votato sì 38
Hanno votato no 206).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Emerenzio Barbieri 3.2, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 208
Astenuti 168
Maggioranza 105
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 15).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3.-bis.14, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 363
Votanti 359
Astenuti 4
Maggioranza 180
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 189).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3-bis.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 371
Astenuti 3
Maggioranza 186
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 196).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-bis.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 196).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 3-bis.17 e Grignaffini 3-bis.18, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 384
Maggioranza 193
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 203).


Prendo atto che l'onorevole Emerenzio Barbieri ritira il suo emendamento 3-bis.10.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-bis.19, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 204).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-bis.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 384
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato sì 374
Hanno votato no 10).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-bis.31 e Pistone 3-bis.32, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 287
Astenuti 88
Maggioranza 144
Hanno votato sì 277
Hanno votato no 10).

Prendo atto che l'onorevole Camo non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Titti De Simone 3-bis.33 e 3-bis.201 delle Commissioni, accettati dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 384
Votanti 379
Astenuti 5
Maggioranza 190
Hanno votato sì 376
Hanno votato no 3).


Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.7, Pistone 3-ter.8, Strano 3-ter.9 e Colasio 3-ter.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, rivolgendomi a lei, debbo innanzitutto esprimere un rimpianto: se lei fosse stato Presidente del Senato e non della Camera, l'articolo 3-ter non figurerebbe nel testo al nostro esame (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Non metta limiti alla divina provvidenza, onorevole Grignaffini; non si sa mai (Applausi - Si ride)...!

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, stiamo esaminando un articolo che è materia impropria rispetto ai contenuti ed all'articolato del decreto-legge: mediante un emendamento presentato al Senato si è cercato di introdurre la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche all'interno di un decreto-legge di contenuto diverso!
Il nostro disaccordo non concerne soltanto la fretta che l'adozione di un decreto-legge comporta e l'approssimazione delle norme scritte nella concitazione di poche ore; non riguarda soltanto una modalità nefasta di legiferare che costringe a tornare più volte sulle norme e sui provvedimenti. Siamo in disaccordo anche perché alla radice dell'articolo 3-ter vi sono molti pensieri sbagliati e, tra questi, uno in particolare. Il retropensiero è: poiché gli enti lirici stanno attraversando una situazione di grave crisi, l'unica risposta che possiamo dare è quella di scaricare la crisi sul costo del lavoro e sul ruolo del personale artistico.
Questa è una prospettiva demenziale! Piuttosto, dobbiamo andare a verificare quali siano le ragioni e le motivazioni storiche che hanno provocato la crisi degli enti lirici. Sappiamo che la crisi c'è e sappiamo che esiste un deficit molto elevato. Tuttavia, bisognerebbe verificare quali enti lirici abbiano raggiunto l'obiettivo della parità di bilancio e quali, invece, abbiano bilanci caratterizzati da vistosi buchi, con ciò tentando di accertarne le motivazioni.
Rispondere in modo approssimativo con il blocco delle assunzioni e del turn over e con il «no» alla contrattazione integrativa, intervenire con norme dirigiste sul trattamento del personale e sul costo del lavoro è una prospettiva miope, sbagliata e che non risolve i problemi degli enti lirici!
Pertanto, abbiamo presentato emendamenti soppressivi - perché sarebbe bene che di questa materia si parlasse in altra sede - ed emendamenti sostitutivi che rinviano ad un tavolo, peraltro già attivo, al quale siedono i sindaci delle grandi città sedi di enti lirici, i sindacati, i sovrintendenti ed il ministero. È questa la sede idonea per la definizione, in tempi brevi, di una normativa di riordino di un settore che ha problemi di finanziamento, finalizzata al ripristino del plus da destinare agli enti lirici e ad assicurare la possibilità dell'intervento di capitali privati attraverso forme di defiscalizzazione.
C'è bisogno di tutte queste cose, ma non dell'articolo 3-ter (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, abbiamo presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 3-ter, perché siamo assolutamente contrari alla scelta di affrontare una materia così delicata attraverso un decreto-legge omnibus, monstrum, che si occupa dell'infinito mondo. Tutto ciò ci amareggia profondamente.
Le fondazioni lirico-sinfoniche per il nostro paese rappresentano un vanto, non un peso. Il mondo della musica ha dato lustro all'Italia nel mondo. Dunque, è molto triste constatare che la questione relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche viene discussa ed affrontata attraverso una mezza riforma, con un provvedimento che si occupa, tra le altre cose, di semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione, seppure importanti.
È molto difficile condividere con questo Governo l'impostazione che si vuol dare alla cultura in generale. Sarebbe stato saggio ritirare l'articolo 3-ter, per affrontare separatamente i particolari problemi della lirica, che non possono essere risolti a colpi d'ascia o, comunque, a suon di articoli e proposte emendative, ma con la delicatezza, la fermezza e la competenza che il settore richiede.
L'applicazione di questa norma non risolverà il problema, che pure esiste, anzi, causerà ulteriori e più gravi danni, perché depotenzierà il settore. Non sono stati risolti i problemi dei teatri dell'opera e della lirica con la mutazione della loro natura giuridica. Ritengo che si siano aggravati. In questi campi, la privatizzazione non è una soluzione e lo dimostra il persistente problema della Scala di Milano, che non fa piacere ad alcuno, men che meno a me. Far fuori Muti o altri personaggi di quel calibro non significa trovare delle soluzioni! Il problema esiste, è molto, molto grande e bisogna affrontarlo, ma non affermando che la cultura non serve o chiedendosi quale vantaggio giuridico la stessa possa recarci! La cultura porta lustro al paese nel mondo! Stiamo perdendo questo lustro, perché pensiamo di risolvere il problema della produzione artistica non sotto il profilo della sua gestione, ma attraverso la mortificazione dei lavoratori che fanno parte di questo mondo e che pagano in prima persona: i coristi, gli orchestrali, i corpi di ballo, le maestranze, i coreografi, gli scenografi, i musicisti. Non è retorica affermare che questo mondo ha fatto grande il nostro paese, dall'Asia alle Americhe latine, tant'è che la lirica è rimasta quella che era in passato.
Allora, ritengo che buon gusto e saggezza avrebbero voluto che Governo e Commissioni valutassero positivamente la proposta emendativa, che era di buonsenso. Una proposta soppressiva tesa a spostare la trattazione di questo capitolo in una sede propria - e non in un decreto cosiddetto omnibus - che avrebbe consentito di affrontare il tema con molta più delicatezza ed approfondimento.
Sono dell'avviso che la soluzione trovata scarichi tutte la responsabilità sulle diverse componenti artistiche e tecniche, responsabilità certamente non loro attribuibili in quanto tali...

PRESIDENTE. Onorevole Pistone...

GABRIELLA PISTONE. Ebbene, sono convinta che il nostro sistema - concludo, signor Presidente - sia sempre meno competitivo a livello europeo ed internazionale e ritengo che, a questo punto, dovremmo davvero essere consapevoli e convenire su questa proposta di buonsenso...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole, ma ha esaurito...

GABRIELLA PISTONE. Personalmente, sarei contenta di finanziare anche Zeffirelli o Giorgio Albertazzi; non facciamo distinzioni di parte: lo dico al collega Parolo, che nel suo intervento è stato di cattivo, pessimo gusto (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Comunisti italiani e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Titti De Simone. Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Signor Presidente, anche noi avremmo preferito uno stralcio della questione relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche, in quanto riteniamo non si possa affrontare in un decreto siffatto un tema tanto rilevante ed importante. Un tema che tra l'altro riguarda un settore strategico e, con esso, le sorti ed i destini di migliaia di lavoratori.
Stiamo discutendo di tale questione in modo molto sbagliato mentre si sta svolgendo uno sciopero nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche; sono istituzioni prestigiosissime, dal San Carlo di Napoli al Teatro dell'Opera di Roma, all'Accademia di Santa Cecilia. Ebbene, quanto proposto nell'articolo 3-ter del provvedimento rischia di essere gravemente dannoso per tali istituzioni.
Si tratta, peraltro, di disposizioni valutate negativamente da tutti i lavoratori e da moltissimi sovrintendenti; ciò, in quanto gli effetti di tale disciplina sulla vita delle fondazioni e dei teatri rischiano di essere molto dannosi. Riteniamo si sarebbe dovuta scegliere un'altra strada ovvero consentire che la discussione tornasse nella sua sede naturale, il tavolo trilaterale di confronto tra Ministero, sindacati e associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Tavolo che è stato già aperto ma il cui lavoro è stato vanificato con un colpo di mano di alcuni sovrintendenti le cui gestioni ed i cui bilanci - questo, infatti, è il punto politico - denunciano una incapacità di gestione cronica.
A quest'ultima, peraltro, non consegue una loro rimozione; costoro, anzi, godono di una credibilità tale da ottenere l'ascolto del Governo e da suggerire iniziative quali quella in discussione oggi in Assemblea. Iniziativa che ha l'unico scopo di scaricare gli effetti e gli errori di tali gestioni irresponsabili sulle spalle dei lavoratori, colpendo gli stessi e mettendo in ginocchio l'intero sistema.
Al riguardo, il provvedimento in esame, con l'articolo in questione, scarica la responsabilità dei deficit in questione proprio sui salari dei dipendenti, distruggendo la qualità artistica conquistata in decenni di lavoro e riducendo i nostri teatri a contenitori di eventi mediatici. Non si comprende per quale ragione si debba procedere in tale direzione; riteniamo, quindi, che bisognerebbe fermarsi in tempo e spostare la discussione in corso in altra sede, evitando di peggiorare una situazione già pesantemente compromessa.
Per tale motivo, invitiamo tutti i colleghi a votare a favore della soppressione dell'articolo 3-ter; francamente, è questione di buon senso.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. La ringrazio, Presidente.
Intervengo per chiederle di far controllare, con la prossima votazione, le tessere elettroniche di votazione dai deputati segretari.

PRESIDENTE. Certamente, onorevole.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strano. Ne ha facoltà.

NINO STRANO. Signor Presidente, intervenendo anche a nome di deputati eletti in altre città (compresa Catania), vorrei ricordare che, in sede di Commissioni, era stata presentata una proposta emendativa che prevedeva l'inserimento, tra le fondazioni considerate, anche di altri siti, tra cui il teatro Bellini di Catania, appartenente non solo alla regione siciliana, ma anche al Ministero per i beni e le attività culturali. Si tratta, infatti, di un teatro storico e di grandi tradizioni, ma che, al contrario di altri teatri (altrettanto validi, ma forse meno noti del nostro), non ha incontrato il favore del Governo.
Poiché in sede di Commissioni sono state respinte alcune proposte emendative - tra cui una in materia pensionistica per i tersicorei ed i ballerini delle fondazioni e dei teatri di tradizione -, personalmente non ritengo esaustivo l'articolo 3-ter.
Qualora l'atteggiamento del Governo non dovesse cambiare, pur preannunciando che non mi esprimerò a favore della soppressione di tale articolo, astenendomi pertanto dalla votazione delle proposte emendative in esame, vorrei tuttavia esprimere una forte critica nei confronti di una politica miope, che non osserva a trecentosessanta gradi il panorama relativo ai grandi teatri di tradizione in Italia. È possibile affermare, infatti, che il Bellini di Catania rientra a buon diritto tra tali teatri.
Vorrei stigmatizzare ancora una volta, infine, la mancanza di sensibilità verso i tersicorei ed i ballerini, i quali, nonostante il loro mestiere ultrausurante, sono costretti ad andare in pensione a 60 anni, e non a 48 o a 45, come avviene, invece, in altri paesi d'Europa (mi riferisco, ad esempio, alla Francia, che ha adottato tale provvedimento per l'Opera di Parigi).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.7, Pistone 3-ter.8, Strano 3-ter.9 e Colasio 3-ter.10, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 347
Votanti 343
Astenuti 4
Maggioranza 172
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 178).


Prendo atto che l'onorevole D'Agrò non è riuscito ad esprimere il proprio voto e che avrebbe voluto esprimerne uno contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 361
Votanti 360
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 189).


Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.12, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 352
Maggioranza 177
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 186).


Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Prendo atto altresì che l'onorevole Spina Diana avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Grignaffini 3-ter.13 e Pistone 3-ter.14, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 363
Maggioranza 182
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 185).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 356
Votanti 355
Astenuti 1
Maggioranza 178
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 184).


Prendo atto che l'onorevole Spina Diana avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.15, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 193).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.16, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 365
Maggioranza 183
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 194).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.17, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 366
Votanti 365
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 191).


Passiamo alla votazione dell'emendamento Angela Napoli 3-ter.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Angela Napoli. Ne ha facoltà.

ANGELA NAPOLI. Signor Presidente, intervengo per illustrare l'importanza dell'emendamento in esame, che non è di poco conto. Esso, infatti, è teso a porre un freno all'irresponsabile affarismo che occupa massimamente con elementi stranieri, spesso poco qualificati, persino i settori dello spettacolo a finalità e finanziamento pubblico. Esso si alimenta, inoltre, di cointeressenze finanziarie in frodi fiscali e di moltiplicazioni incontrollate di cachet alle agenzie di mediazione, in danno del lavoro degli italiani, mortificati nei valori e nello sviluppo professionale.
L'intervento pubblico, pur così oneroso e cospicuo per lo Stato e non sufficientemente controllato, diviene sempre più inadeguato e non finalizzato - neanche in parte - al lavoro ed all'arte degli italiani; finisce con il favorire l'elefantiasi di personale non necessario alle strutture artistiche e con l'incrementare il lavoro degli stranieri, proprio a discapito dei musicisti italiani in quei settori dell'arte che dovrebbero vederli protetti dal proprio Stato.
L'antidoto che suggerisco, con la presentazione del mio emendamento 3-ter.20, in attesa di una riorganizzazione legislativa più degna di uno Stato serio, moderno, ma responsabile, è quello di un'incentivazione minima di una politica di valorizzazione per gli artisti italiani, premiale e non coercitiva, che invogli almeno ad un'inversione di tendenza da parte degli operatori del settore più meritevoli ed onesti.
A copertura proporzionale del citato incremento aggiuntivo, prevedo una parallela disincentivazione - anch'essa, comunque, non superiore al 10 per cento - per quelle iniziative che non intendano adottare tale indicazione programmatica.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.20, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 357
Votanti 353
Astenuti 4
Maggioranza 177
Hanno votato sì 94
Hanno votato no 259).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Filippo Mancuso 3-ter.2, Bulgarelli 3-ter.18 e Titti De Simone 3-ter.19, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 357
Votanti 355
Astenuti 2
Maggioranza 178
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.21, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 373
Votanti 371
Astenuti 2
Maggioranza 186
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.22, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 369
Votanti 230
Astenuti 139
Maggioranza 116
Hanno votato sì 33
Hanno votato no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.3, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 356
Astenuti 9
Maggioranza 179
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 191).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.23, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 375
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 199).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.24, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 369
Astenuti 3
Maggioranza 185
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.25, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 369
Votanti 368
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3-ter.26 e Pistone 3-ter.27, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 364
Astenuti 1
Maggioranza 183
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.28, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 362
Votanti 361
Astenuti 1
Maggioranza 181
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 378
Maggioranza 190
Hanno votato sì 363
Hanno votato no 15).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bulgarelli 3-ter.29, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 351
Votanti 349
Astenuti 2
Maggioranza 175
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 187).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 3-ter.30, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 375
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colasio 3-ter.31, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 374
Astenuti 1
Maggioranza 188
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Titti De Simone 3-ter.32, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 368
Maggioranza 185
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 196).

Prendo atto che l'onorevole Gastaldi non è riuscito a votare.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 3-ter.202 delle Commissioni.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SANTULLI, Relatore per la VII Commissione. Signor Presidente, in questo emendamento vi è un errore materiale. Al quinto rigo, è scritto: «senza nuovi e maggiori oneri». La formulazione esatta è: «senza nuovi oneri o maggiori oneri».

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Santulli.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.202 delle Commissioni, nel testo corretto, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 367
Votanti 285
Astenuti 82
Maggioranza 143
Hanno votato sì 272
Hanno votato no 13).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.33, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 365
Votanti 358
Astenuti 7
Maggioranza 180
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 186).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.34, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 367
Astenuti 7
Maggioranza 184
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 193).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grignaffini 3-ter.35, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pistone 3-ter.37, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 370
Votanti 369
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 194).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Filippo Mancuso 3-ter.5 e Titti De Simone 3-ter.36, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 370
Maggioranza 186
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 195).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bulgarelli 3-ter.38 e Pistone 3-ter.39, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 349
Maggioranza 175
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Angela Napoli 3-ter.40, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 366
Maggioranza 184
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 190).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Filippo Mancuso 3-ter.6, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 373
Maggioranza 187
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3-ter.201 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 248
Astenuti 128
Maggioranza 125
Hanno votato sì 229
Hanno votato no 19).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bianchi Clerici 4.1, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 375
Votanti 360
Astenuti 15
Maggioranza 181
Hanno votato sì 48
Hanno votato no 312).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4-bis.200 delle Commissioni, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 374
Votanti 212
Astenuti 162
Maggioranza 107
Hanno votato sì 190
Hanno votato no 22).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Pistone 5.8 e Zanella 5.9, non accettati dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 376
Votanti 369
Astenuti 7
Maggioranza 185
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 198).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.100, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 377
Votanti 374
Astenuti 3
Maggioranza 188
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 199).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Antonio Leone 5.2, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 360
Votanti 352
Astenuti 8
Maggioranza 177
Hanno votato sì 29
Hanno votato no 323).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guerzoni 5.11, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 372
Votanti 367
Astenuti 5
Maggioranza 184
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 199).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.12, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 371
Votanti 368
Astenuti 3
Maggioranza 185
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 197).


Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 5.13, non accettato dalle Commissioni né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risu



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