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Senato - seduta n. 750 del 1 marzo 2005 (disposizioni urgenti per i beni culturali)
2005-03-01

Seguito della discussione del disegno di legge:

(3276) Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, recante disposizioni urgenti per l’università e la ricerca, per i beni e le attività culturali, per il completamento di grandi opere strategiche, per la mobilità dei pubblici dipendenti, nonché per semplificare gli adempimenti relativi a imposte di bollo e tasse di concessione (Relazione orale)



PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana del 24 febbraio il relatore ha svolto la relazione orale ed è stata dichiarata aperta la discussione generale.


MONTICONE (Mar-DL-U). Le disposizioni inerenti l'università e la ricerca sono prive, oltre che dei requisiti di necessità e urgenza, di quella sistematicità che invece sarebbe stata auspicabile in un momento di grande sofferenza per il sistema universitario. In particolare, la redazione dei programmi triennali relativi al fabbisogno di personale entro il 31 marzo appare fortemente limitante dell'autonomia universitaria se valutata alla luce del concomitante rinvio delle procedure concorsuali, così come la riduzione ad un anno del periodo necessario per la conferma dei ricercatori non soddisfa l'esigenza di una seria valutazione del lavoro di ricerca prima del passaggio a funzioni anche di docenza. (Applausi del senatore Mancino).


Presidenza del vice presidente FISICHELLA


TESSITORE (DS-U). Anziché muoversi sulla strada di interventi legislativi organici nel settore universitario, come lasciava presagire la discussione e l'approvazione in Commissione dell'affare assegnato in materia, il Governo ha preferito indirizzarsi verso un intervento legislativo parziale, confuso, caratterizzato altresì da palesi intenti elettoralistici. In particolare, la redazione dei programmi triennali da parte delle università, coniugandosi con il blocco delle procedure concorsuali di fatto disposto dal Ministro, si configura quale attacco all'autonomia universitaria così come la riduzione ad un anno del periodo necessario per la conferma dei ricercatori mostra la scarsa valutazione operata nei confronti dell'attività di ricerca, dequalificandola ulteriormente. Quanto le misure sui beni culturali, stigmatizza le scelte operate con riguardo al settore dello spettacolo e, in particolare, alle fondazioni liriche, che rischiano di destare nuove proteste nel settore. (Applausi dal Gruppo DS-U e Mar-DL-U e del senatore Marino).


BEVILACQUA (AN). Nel manifestare soddisfazione per il complesso delle disposizioni, con particolare riguardo a quelle in materia di università e ricerca, si sofferma sulle modificazioni accolte in Commissione, alcune delle quali meritano attenzione per il particolare rilievo sociale che rivestono. In particolare, sulla questione dei presidi incaricati, si offre una risposta, molta attesa dalla categoria dopo la mancata conversione del precedente decreto-legge, per consentire l'inserimento in graduatoria di coloro che erano stati ammessi con riserva al corso-concorso, anche se è opportuno prevedere ulteriori aggiustamenti durante l'esame da parte dell'Aula in modo da evitare discriminazioni. Positiva appare altresì l'abrogazione della disposizione recante il raddoppio del punteggio ai fini dell'inserimento in graduatoria per i docenti che hanno prestato servizio nelle scuole di montagna e nelle isole minori. Auspica inoltre che in sede di esame degli emendamenti sia affrontata la questione relativa al censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini nonché quella relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche


PASQUINI (DS-U). L'eterogeneità dei contenuti del provvedimento viola la legge n. 400 del 1988 e la legge di bilancio, non rispettando le prerogative del Senato. L'attribuzione dell'esame del provvedimento di conversione in sede referente alla Commissione istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport, sulla base della valutazione della prevalenza di una materia rispetto alle altre contenute nel decreto-legge, ha condotto la Commissione stessa, non competente per materia, ad esaminare l'articolo 7, che (peraltro in assenza di relazione tecnica) aumenta di oltre 3,5 miliardi di euro in tre anni il prelievo fiscale, in particolare sulle imprese. Questo articolo, che prevede tra l'altro un intervento successivo mediante decreto sulla stessa materia da parte del Ministro del tesoro, oltre a confermare che il Parlamento è sostanzialmente espropriato della legislazione fiscale, testimonia dell’assoluta incoerenza dell'azione politica del Governo che da un lato si appresta a stanziare risorse per favorire la competitività e dall'altra penalizza le imprese, aumentando il costo di registrazione dei brevetti, dei marchi industriali e delle licenze. Con questi provvedimenti che scaricano oneri sull'innovazione tecnologica, la ricerca e la produzione industriale si aggrava la prospettiva di declino industriale del Paese.


PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.


ASCIUTTI, relatore. Rinunciando alla replica, precisa che l'emendamento della Commissione sulle fondazioni liriche ha ricevuto il giudizio positivo delle sovrintendenze e delle fondazioni stesse.


VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ringraziando l'opposizione per i toni pacati della critica, riconosce che il decreto-legge, se verranno approvati gli emendamenti proposti dalla Commissione e dal Governo, aumenta notevolmente la sua portata, ma che tale forzatura si è resa necessaria per riportare, ad esempio, nell'articolato i contenuti del decreto-legge n. 280, recentemente decaduto per ragioni attinenti alla programmazione dei lavori del Parlamento.


PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione del disegno di legge n. 3276 ad altra seduta. Dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.


La seduta termina alle ore 11,10.



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