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Disegno di legge N. 3344 - Relazione illustrativa
2005-04-11

Onorevoli Senatori. Si illustrano di seguito gli articoli del decreto-legge:
Art. 1. - (Rafforzamento del sistema doganale, lotta alla contraffazione e sostegno allinternazionalizzazione del sistema produttivo). I commi 1 e 2 mirano al rilancio del sistema portuale italiano; infatti, tenuto conto che il 95 per cento circa dei traffici commerciali internazionali si svolge via mare, diventa preminente procedere ad una rivisitazione, nei porti, dellattivit doganale intesa nella sua accezione pi larga, vale a dire come momento doganale, cio sistema complesso che, sebbene finalizzato allo scopo di fare entrare o uscire una merce, si articola in tutta una serie di attivit svolte da soggetti diversi che, nella realt italiana, non sempre operano in modo coordinato.

In attesa che trovi definitiva applicazione il disposto dei commi 57, 58 e 59 dellarticolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che istituiscono e disciplinano lo sportello unico doganale, appare indispensabile procedere a forme di semplificazione e di coordinamento per le procedure di competenza delle altre amministrazioni al fine di:

armonizzare le metodologie dei controlli con lintroduzione di tecniche che consentano il controllo mirato;

eliminare le duplicazioni dei controlli stessi, previo opportuno coordinamento tra le amministrazioni interessate fino a prevedere la presentazione di certificazioni alternative;
informatizzare le procedure portuali ed il collegamento telematico tra tutti gli uffici, le amministrazioni e gli enti operanti nei porti, al fine di costituire banche-dati integrate che favoriscano lunificazione dei controlli, oggi diversificati e scoordinati, nonch di consentire, ove possibile, la trasmissione e la gestione elettronica dei dati.

Comma 3. Per evitare possibili danni alla competitivit del relativo settore pu essere utile un maggior controllo in occasione di passaggi intracomunitari di veicoli e, a tale fine, si ritiene necessario che anche lAgenzia delle dogane possa ricevere le informazioni trasmesse in via telematica dai soggetti di imposta, informazioni che il comma 380 dellarticolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005) attualmente limita allAgenzia delle entrate.

Comma 4. Nel contesto evolutivo del commercio internazionale, lAgenzia delle dogane svolge un ruolo primario ed articolato che abbraccia aspetti di varia natura, fra i quali meritano di essere segnalati:

la tutela fiscale ed erariale, sia nazionale sia comunitaria, inerente ai diritti doganali ed alle accise;

il presidio della regolarit della produzione, dei commerci e dei traffici di beni soggetti alle suddette discipline;
il contrasto ai traffici illeciti ed alle frodi, nella loro tipologia pi ampia;
la garanzia della sicurezza dei cittadini, in senso lato.

Per svolgere adeguatamente questo fondamentale ruolo, lAgenzia delle dogane, a partire dallanno 2001, si dotata di nuovi strumenti tecnici, fra i quali numero 28 apparecchiature scanner installate nei principali porti ed interporti italiani, rispetto alle quali necessario operare un potenziamento, anche in previsione dellallargamento della CSI (Container Security Initiative), nonch assicurare la costante e piena funzionalit delle apparecchiature gi installate.

Per la predetta operazione di potenziamento comprensiva della manutenzione complessiva del sistema, il comma 4 prevede lutilizzo da parte dellAgenzia delle dogane, entro il limite di ottanta milioni di euro, delle maggiori somme rispetto allesercizio precedente versate allItalia dallUnione europea e che, per effetto dellarticolo 3, comma 1, lettera i), n. 3, della legge 10 ottobre 1989, n. 349, sono disponibili per essere destinati alla acquisizione di mezzi tecnici e strumentali e finalizzati al potenziamento dellattivit di accertamento, ispettive e di contrasto alle frodi da parte dellamministrazione doganale.
Comma 5. Con tale disposizione si provvede allistituzione di un fondo, che successivamente sar ripartito con decreto del Ministero delleconomia e delle finanze, tra i dicasteri competenti, avente ad oggetto il sistema dinformazione visti, finalizzato al contrasto della criminalit organizzata e della immigrazione illegale attraverso lo scambio tra gli stati membri dellUnione europea di dati relativi ai visti.
Il comma 6 reca misure volte ad agevolare gli investimenti nelle attivit aggiuntive dellimpresa. Il maggiore incentivo costituito dallelevazione del limite massimo di intervento della SIMEST Spa (Societ italiana per le imprese allestero), ora fissato al 25 per cento, al 49 per cento.
Comma 7. Al fine di rafforzare la lotta alla contraffazione, la disposizione finalizzata ad evitare da un lato che limportazione, lesportazione, o la commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni possano trarre in inganno il consumatore, danneggiandolo o recando danno alla produzione nazionale e, dallaltro, che si proceda allacquisto di merce contraffatta, ove si abbia consapevolezza della dubbia provenienza della stessa. Ai sensi del comma 8, le somme derivanti dallapplicazione delle sanzioni sono destinate alla lotta alla contraffazione.
Con il comma 9, tenendo conto anche della recente sentenza della Corte di Cassazione, si interviene sulla citata legge n. 350 del 2003 ai fini di poter tutelare il made in Italy, sia tenendo conto del luogo di produzione dei prodotti (concetto di origine), sia avendo presente il produttore (concetto di provenienza).
Sempre sotto il profilo amministrativo, lampiezza dei fenomeni legati alla contraffazione induce a ritenere necessario un intervento di modifica dellarticolo 517 del codice penale (comma 10), al fine di inasprire le sanzioni in esso previste.
Con il comma 12 si intende dotare il controllo dei flussi di delocalizzazione produttiva di una misura volta a disincentivare, escludendo dai benefici previsti dalle leggi indicate nel comma citato, le imprese interessate ai suddetti fenomeni di delocalizzazione.
La disposizione recata dal comma 13 finalizzata a favorire il rientro in Italia delle imprese italiane che abbiano realizzato allestero le proprie strutture produttive, individuate anche sulla scorta dellelenco in possesso delle strutture tecniche degli uffici del Ministro per gli italiani nel mondo, promuovendo appositi contratti di localizzazione che consentono accordi operativi per la realizzazione mirata di infrastrutture materiali e immateriali, per la garanzia dei servizi amministrativi e di semplificazioni procedurali da parte degli enti locali e delle regioni.
Con il comma 14, si realizzano ipotesi migliorative delle norme disciplinanti le agevolazioni prestate dalla SIMEST Spa, in particolare nel caso in cui le imprese intendano investire nel campo della ricerca e della innovazione.
Da ultimo, il comma 15 prevede la possibilit, demandandone la concreta attuazione ad un decreto ministeriale, a favore dei funzionari delegati responsabili presso gli uffici allestero, di effettuare trasferimenti tra le aperture di credito disposte a loro favore: tali trasferimenti devono essere adeguatamente motivati e comunicati ai competenti uffici.

Art. 2. - (Disposizioni in materia fallimentare, processuale civile e libere professioni). Larticolo in esame detta le prime urgenti disposizioni finalizzate alla modifica della legge fallimentare - regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 - in ordine allistituto della revocatoria ed alla procedura di concordato preventivo.

In particolare, listituto della revocatoria fallimentare viene rimodulato, attraverso un intervento che, da un lato, precisa meglio i presupposti per lesercizio dellazione (oggi sovente fonte di incertezze applicative e di contrasti giurisprudenziali) e, dallaltro, inserisce una completa disciplina di esenzioni dalla revocatoria, al fine di evitare che situazioni che appaiono meritevoli di tutela siano invece travolte dallesercizio, spesso strumentale, delle azioni giudiziarie conseguenti allaccertata insolvenza del destinatario dei pagamenti.
Per quanto concerne il concordato preventivo, le nuove regole rendono i creditori divisibili in classi che rendono pi omogenea lespressione dei loro diversi interessi nellambito della procedura liquidatoria: il concordato diviene lo strumento attraverso il quale la crisi dellimpresa pu essere risolta anche attraverso accordi stragiudiziali che abbiano ad oggetto la ristrutturazione dellimpresa.
Con i commi 3 e 4 sono apportate rispettivamente modifiche al codice di procedura civile e alla legge 20 novembre 1982, n. 890, finalizzate ad aggiornare le norme rispetto ai moderni strumenti della comunicazione informatica e ad introdurre alcune novit per una maggiore celerit delle procedure di cui il sistema giustizia non potr non giovarsi in relazione alle esigenze della domanda di giustizia.
I commi 5 e 6 intervengono nella materia delle libere professioni, stabilendo al comma 5 che, qualora labilitazione professionale sia il requisito per linstaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, il lavoratore deve iscriversi ai relativi albi professionali, non potendo, in caso contrario avere titolo ad espletare le funzioni oggetto del contratto di lavoro. Si prevede che il tirocinio possa essere svolto anche presso amministrazioni e societ che si occupano di attivit nel settore professionale.
Al comma 6 vengono dettate disposizioni in ordine alla composizione delle commissioni per lesame di Stato, stabilendo che alla nomina di met dei commissari provveda lordine professionale.
Con il comma 7 si stabilisce il criterio della tutela degli interessi costituzionalmente rilevanti per listituzione di nuovi ordini professionali, mentre il comma 8 detta disposizioni in ordine al riconoscimento di associazioni costituite da professionisti che non esercitano attivit regolamentare.

Art. 3. - (Semplificazione amministrativa). Larticolo interviene, ai commi 1 e 2, in ordine alla legge 7 agosto 1990, n. 241, sostituendo larticolo 19.

Il comma 1 del nuovo articolo 19 mira ad ampliare le ipotesi nelle quali pu essere svolta una attivit senza richiedere alle pubbliche amministrazioni provvedimenti di licenza, autorizzazione, permesso ovvero liscrizione in albi o ruoli.
In particolare, una semplice dichiarazione dellinteressato (cittadino o impresa) sostituisce tutti i provvedimenti di natura abilitativa, nei casi in cui il rilascio degli stessi dipende esclusivamente dallaccertamento di requisiti previsti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale.
La norma, in considerazione degli obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia allUnione europea, esclude dalla liberalizzazione gli atti imposti dalla normativa comunitaria. Sono poi esclusi anche gli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte ad interessi particolarmente sensibili: difesa nazionale, pubblica sicurezza, amministrazione della giustizia, tutela della salute e della pubblica incolumit, dellamministrazione delle finanze e del patrimonio culturale e paesaggistico.
previsto, tra laltro, che la pubblica amministrazione non possa chiedere ai soggetti dichiaranti informazioni o certificazioni, quando le abbia gi in suo possesso o possa acquisirle direttamente presso altre pubbliche amministrazioni.
Linteressato pu svolgere lattivit oggetto della dichiarazione decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della denuncia. Peraltro, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione, lamministrazione pu verificare carenze nella dichiarazione e adottare provvedimenti interdittivi e di rimozione degli effetti.
Il novellato comma 3 dellarticolo 19 fa comunque salvo il potere dellamministrazione di agire in via di autotutela entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi di destinatari e controinteressati, come previsto in via generale dallarticolo 21-novies, comma 1, introdotto dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15, di modifica della legge n. 241 del 1990.
Infine, il comma 5 del nuovo articolo 19, stante la commistione di diritti soggettivi e interessi legittimi, attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative allapplicazione delle norme contenute nei commi 1, 2 e 3.
Con il comma 2 dellarticolo 3 si prevede la possibilit che il venditore richieda la prima registrazione dei veicoli al Pubblico registro automobilistico (PRA) attraverso lo sportello telematico dellautomobilista, con le modalit semplificate di sottoscrizione previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Con il comma 3 si provvede ad adeguare, conseguentemente il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358.
I commi da 4 a 6 trovano applicazione nei casi nei quali sia necessaria lautenticazione della sottoscrizione per i passaggi di propriet di beni mobili registrati e rimorchi ovvero in caso di costituzione di diritti di garanzia su tali beni, il cui valore non deve, per, superare i 25.000 euro.
In tali fattispecie, oggi viene effettuata esclusivamente dai notai, si prevede la possibilit che il servizio sia gratuito e possa essere prestato anche da alcune categorie di pubblici funzionari, dai funzionari e titolari degli sportelli telematici dellautomobilista e da funzionari dellAutomobile Club. Ci dovrebbe agevolare il cittadino nelle pratiche afferenti alla trascrizione degli atti e delle dichiarazioni suddette ed in ogni altro caso in cui la legge riconnette effetti giuridici alla presentazione degli stessi con sottoscrizione autenticata, in quanto sar possibile rivolgersi ad una platea pi ampia di soggetti legittimati ad apporre la necessaria autenticazione.
La disposizione in esame affida ad un decreto di natura regolamentare la concreta disciplina di tale facolt e prevede, altres, la possibilit che, attraverso lo strumento del regolamento, si estenda anche ad altri soggetti lo svolgimento di tale attivit di autenticazione della sottoscrizione.

Art. 4. - (Modificazioni alla legge 30 dicembre 2004, n. 311). Larticolo in esame prevede alcune modifiche allarticolo 1 della legge finanziaria 2005, legge 30 dicembre 2004, n. 311.

In particolare, con labrogazione del comma 82 si interviene sulle norme finalizzate al contrasto di atti illeciti per gli enti che utilizzano finanziamenti pubblici.
La modifica al comma 344 volta a stabilire che la decorrenza delle comunicazioni di cessione di fabbricati di cui al medesimo comma 344 e comma 345 sia collegato al decreto di approvazione del modello di comunicazione.
Con le modifiche al comma 362, si prevede, inoltre, che al Fondo per i pagamenti dei debiti di fornitura, istituito nello stato di previsione del Ministero delleconomia e delle finanze, siano riassegnate, previo versamento allentrata del bilancio dello Stato, anche le dotazioni relative a residui passivi perenti oltre che quelle in conto residui.
Infine, con la abrogazione al comma 540 si provvede allabrogazione delle disposizioni relative alla rideterminazione della rendita catastale di opifici e immobili costituiti per attivit industriale.

Art. 5. - (Interventi per lo sviluppo infrastrutturale). La disposizione al comma 1, individua, in coerenza con la normativa volta allaccelerazione della spesa per investimenti, una priorit nei finanziamenti erogati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica CIPE, anche sulla base delle risorse rese disponibili dalla riforma degli incentivi, individuandola negli interventi inclusi nel programma per le infrastrutture strategiche.

Con i commi da 2 e 3 si prevede che il CIPE destini una quota del fondo per le aree sottoutilizzate per la riqualificazione ed il miglioramento della dotazione delle infrastrutture materiali ed immateriali delle citt e delle aree metropolitane, in grado di accrescerne le potenzialit competitive.
In ordine allindividuazione degli obiettivi prevista una attivit propositiva dei comuni sulla base di criteri e procedure stabilite con un pregnante coinvolgimento delle regioni e comuni e del partenaritato istituzionale ed economico sociale di livello nazionale, secondo quanto previsto dalla delibera CIPE 29 settembre 2004, n. 20.
Il comma 4 dispone che, alla realizzazione delle infrastrutture che verranno realizzate con il project financing, possano essere destinati anche agli investimenti immobiliari degli enti previdenziali.
Con il comma 5, e seguenti, sono dettate disposizioni finalizzate a permettere unaccelerazione nella realizzazione delle opere ritenute strategiche ed urgenti; in particolare, a tale fine, vengono ritenute tali gli interventi relativi alle concessioni autostradali il cui iter di approvazione sia gi completato.
A tale fine, per ciascuno degli interventi viene nominato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, un Commissario straordinario cui vengono attribuiti le funzioni, i compiti ed i poteri previsti dal decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135. Qualora si tratti di opera di interesse regionale o interregionale la procedura di nomina o sostituzione coinvolge anche la regione o la provincia autonoma interessata, ovvero in caso sia di interesse interregionale, anche il sindaco della citt metropolitana.
I commissari hanno il precipuo compito di evitare o rimuovere gli ostacoli o ritardi per la realizzazione delle opere o nella fase di esecuzione delle stesse.
Nellottica dellaccelerazione, il comma 10, per quanto concerne la realizzazione dei terminali di gassificazioni gi autorizzati e classificati quali infrastrutture strategiche, assegna agli enti preposti alla concessione delle necessarie autorizzazioni e permessi il termine perentorio di sessanta giorni, decorsi i quali il Ministero delle attivit produttive provvede alla nomina di un commissario ad acta per i relativi adempimenti.
Il comma 12 detta disposizioni in ordine ai casi di risoluzione del contratto di appalto disposta dalla stazione appaltante ai sensi del regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, prevedendo che lappaltatore debba provvedere entro il termine assegnato allo sgombero delle aree di lavoro. In caso contrario la stazione appaltante provvede a ci addebitando i relativi costi allappaltatore.
Il comma 14 autorizza un contributo di cinque milioni di euro per quindici anni per la ricostruzione, riconversione e bonifica dellarea delle acciaierie di Genova-Cornigliano a carico del Fondo per gli interventi straordinari della Presidenza del Consiglio dei ministri che, per tale finalit, opportunamente reintegrato di tale cifra.
Con il comma 15 si prevede una proroga dei vincoli totali o parziali delle riserve idriche disposti in attuazione del piano regolatore generale degli acquedotti.
La disposizione, infine, recata dal comma 16 prevede la possibilit di utilizzare parte delle risorse assegnate dalla legge finanziaria per il 2003 - legge 27 dicembre 2002, n. 289 - per finanziamento degli interventi a titolo di mutuo agevolato anche per la realizzazione di incubatori per le imprese produttive.

Art. 6. - (Destinazione di quota parte del Fondo rotativo per investimenti in ricerca svolti congiuntamente da imprese e universit o enti pubblici di ricerca e per altre finalit di pubblico interesse). La disposizione interviene sullutilizzo del fondo rotativo per il sostegno alle imprese previsto dalla citata legge finanziaria 2005. In particolare, il comma 1 destina una quota pari ad almeno il 30 per cento della dotazione finanziaria di detto fondo al sostegno di attivit di ricerca e sviluppo delle imprese, il cui svolgimento affidato, anche congiuntamente, a soggetti della ricerca pubblica.

Lindividuazione concreta degli obiettivi e le modalit di utilizzo della quota parte del fondo rotativo affidata al programma nazionale di ricerca approvato annualmente dal CIPE.
La disposizione interviene, poi, sullutilizzo complessivo di detto fondo, individuando specifiche priorit nellutilizzo: in particolare vengono individuati come prioritari i progetti di investimento relativi agli interventi finalizzati ad innovazioni, attraverso tecnologie digitali, di prodotti, servizi e processi aziendali, a programmi di innovazione ecocompatibile finalizzati al risparmio energetico, alla realizzazione dei corridoi multimodali transeuropei.
Al comma 4 viene prevista la destinazione delle risorse di cui al comma 1 per la realizzazione di programmi strategici di ricerca aventi come soggetti imprese, universit ed enti pubblici di ricerca e che comprendano una destinazione di almeno il 10 per cento delle risorse per la formazione, la realizzazione o il potenziamento dei distretti tecnologici, lincentivazione degli investimenti in ricerca delle imprese con particolare attenzione a quelle di piccola e media dimensione.
Con il comma 5 si prevede la possibilit che il CIPE, su proposta dei Ministeri dellistruzione, delluniversit e della ricerca e delle attivit produttive, destini una quota del fondo per le aree sottoutilizzate al finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali ad elevato contenuto tecnologico nellambito dei distretti tecnologici, definendo contestualmente le caratteristiche delle iniziative da finanziare.
Il comma 6 dispone in ordine alla proroga delle convenzioni stipulate dal Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca in ordine alle attivit istruttorie per la concessione di incentivi, prevedendo che le stesse possano proseguire per un periodo non superiore alloriginaria durata e con una riduzione del corrispettivo di almeno il 20 per cento.
Il comma 7 definisce il coinvolgimento della Conferenza Stato-regioni in ordine alla definizione dei criteri ed indirizzi per la ripartizione tra le regioni e le province autonome del Fondo finalizzato alla costituzione di garanzie sul rimborso dei prestiti fiduciari ed alla corresponsione agli studenti meritevoli e bisognosi di contributi in conto interessi sui prestiti fiduciari stessi.
Con i commi 8 e seguenti, al fine di rafforzare linnovazione e la produttivit dei distretti e dei settori produttivi a livello territoriale, si prevede che il CIPE si costituisca in Comitato dello sviluppo, con modalit semplificate di funzionamento.
Tale Comitato, con il coinvolgimento delle parti sociali e su proposta dei Ministeri interessati, individua le priorit e la tempistica degli interventi settoriali, ne coordina i relativi interventi sulla base sia degli incentivi esistenti, anche mediante un loro riordino, ovvero proponendone di nuovi, sia con interventi in infrastrutture materiali ed immateriali, ovvero con altre forme, facendo ricorso alle modalit previste dallarticolo 2, comma 206, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Tali ultime modalit vengono peraltro utilizzate dal Comitato dello sviluppo con finalit di promozione del trasferimento tecnologico e del rafforzamento dellinnovazione delle imprese che si associano con universit, centri di ricerca ed istituti di istruzione e formazione per la predisposizione ed attuazione di progetti di sviluppo innovativo dei distretti produttivi e tecnologici.
La disposizione, da ultimo, prevede che il Comitato dello sviluppo coordini, per le finalit sopra individuate, gli strumenti e le risorse finanziarie esistenti in bilancio, il Fondo per le aree sottoutilizzate, nonch il fondo rotativo per il sostegno alle imprese.
Con le medesime procedure semplificate di funzionamento analoghe a quanto stabilito dal comma 8, il successivo comma 12 stabilisce la costituzione del CIPE in Comitato per lattrazione delle risorse, finalizzato al coordinamento e sviluppo delle iniziative per accrescere lattrazione di investimenti e persone di alta qualifica in Italia. Con i commi seguenti si prevede che allattuazione delle strategie e obiettivi generali provveda la societ Sviluppo Italia, utilizzando, anche lo strumento del contratto di localizzazione, gi disciplinato dalle delibere CIPE 19 dicembre 2002, n. 130, e 9 maggio 2003, n. 16, al cui finanziamento si provvede con quota parte del fondo aree sottoutilizzate.
Tale norma ha lobiettivo di attrarre non solo capitali per investimenti in produzione, servizi e ricerca, ma anche capitale umano di alto profilo professionale e culturale come, ad esempio, studenti, ricercatori e studiosi, professionalit in grado di apportare particolare valore al Paese.
Il Paese potr in tal modo:

rafforzare la propria capacit di attrarre investimenti esteri soprattutto migliorando la conoscenza allestero delle opportunit offerte agli investitori e potenziando lo strumento del contratto di localizzazione;

consolidare e rafforzare la presenza delle imprese estere gi operanti nel Paese;
migliorare la competitivit dei sistemi territoriali nei settori a pi elevato contenuto tecnologico, anche elevando lefficienza delle pubbliche amministrazioni e del sistema infrastrutturale;
attirare le direzioni strategiche delle imprese estere e i loro centri di ricerca e sviluppo, in quanto luoghi di creazione e di diffusione di nuove conoscenze e formazione di nuove professionalit;
attirare studenti stranieri e ricercatori di valore, anche agevolando il rientro di quelli italiani.

Art. 7. - (Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali). La norma intende chiarire che gli interventi per la realizzazione delle infrastrutture per la larga banda di cui al programma approvato con delibera CIPE 13 novembre 2003, n. 83 possono essere realizzati in tutte le aree sottoutilizzate e finanziate con una quota del Fondo aree sottoulitizzate, stabilita dal CIPE ed attuato dal Ministero delle comunicazioni per il tramite della societ Infratel Italia s.p.a. e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per il tramite della societ Innovazione Italia S.p.a.

Al comma 2 si provvede al rinnovo del contributo statale, per il triennio 2005-2007, a favore della fondazione Ugo Bordoni.
La disposizione recata al comma 3 finalizzata a contrastare la diffusione di apparecchi irregolari o illegali. Al termine dellanno 2004 erano legalmente autorizzati circa 140.000 apparecchi con vincite in denaro e circa 240.000 senza vincite in denaro. Stime dellAmministrazione dei Monopoli di Stato individuano in almeno 20-25.000 gli apparecchi che consentono vincite in denaro, operando illegalmente o irregolarmente dal punto di vista autorizzatorio, ed in almeno 40-45.000 gli apparecchi senza vincite in denaro che si trovano nelle medesime situazioni di non conformit alle autorizzazioni di legge.
Con la disposizione in esame si intendono utilizzare sistemi elettronici di identificazione e controllo che permettono lanalisi del software di gestione del gioco per controllare lesistenza di variazioni, anche minime rispetto a quanto certificato e depositato presso i Monopoli di Stato, al fine far emergere situazioni illegali o irregolari.

Art. 8.- (Riforma degli incentivi). La norma intende promuovere le relazioni tra banca e impresa e rafforzare il mercato del credito, il cui sviluppo, specie nel Sud, indispensabile per favorire la competitivit del sistema produttivo. Lintervento appare di particolare urgenza in vista di Basilea 2 (nuovo schema concernente la convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti patrimoniali per le banche attive a livello internazionale) e in presenza di una progressiva attenuazione delle intensit di aiuto, che rende improrogabile il ricorso alleffetto leva correlato agli incentivi in conto interessi.

La nuova regolamentazione si applica sia alle agevolazioni concesse ai sensi del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, sia a quelle disposte attraverso patti territoriali, contratti di programma e contratti darea che utilizzano le procedure di cui alle norme della citata legge n. 488 del 1992 per la determinazione delle agevolazioni accordate.
Il comma 1, alle lettere da a) a d), stabilisce le modalit del coinvolgimento degli istituti bancari per migliorare lallocazione delle risorse. Il coinvolgimento finanziario degli istituti far s che questi investiranno nelle imprese che, a medio-lungo termine, avranno capacit di restituzione (cio redditivit). Questo sistema di valutazione, oltre ad attenuare fenomeni distorsivi della concorrenza, permetter di selezionare investimenti pi competitivi che, con maggiore probabilit rispetto al sistema pregresso, daranno luogo a occupazione stabile e gettito fiscale. Il principio guida di cui al punto e) formula una indicazione di coerenza con la logica complessiva dello strumento: linsieme di parametri che (in aggiunta alla valutazione bancaria) determiner gli esiti delle graduatorie dovr cogliere fenomeni con caratteristiche specificate: coerenti in relazione agli obiettivi, misurabili e pienamente verificabili ex-post, ossia non suscettibili di espedienti formali tali da avvantaggiare i temerari in danno dei pi corretti.
Il comma 2 rimanda alla disciplina secondaria per la normativa di dettaglio, stabilendo alcuni criteri e princpi.
Il comma 3 stabilisce anche ai fini della prima applicazione che lambito di applicazione della disciplina esclude i contratti di programma che sono di imminente approvazione da parte del CIPE; lespressione formalmente attribuite si riferisce allintervenuta conclusione della seconda fase della procedura prevista al punto 7.2 della delibera n. 26 del 25 luglio 2003 e, cio, alla acquisizione della formale proposta del contratto di programma al CIPE da parte del Ministro delle attivit produttive. Ci allo scopo di non pregiudicare rilevanti investimenti di imminente attuazione.
Il comma 4 individua i soggetti preposti a svolgere le istruttorie con il nuovo regime e prevede una eccezione transitoria che tiene conto di un regime convenzionale gi in atto.
La disposizione contenuta nel comma 6 volta ad assicurare che, nel primo biennio, il volume di investimenti privati agevolati con le norme oggetto di riforma sia equivalente a quello medio agevolato negli anni 2003 e 2004, nonch a garantire che i risparmi conseguenti allapplicazione della riforma degli incentivi siano impiegati, nellambito degli strumenti finanziati con il Fondo per le aree sottoutilizzate, per incrementare i finanziamenti agli investimenti pubblici in infrastrutture, materiali e immateriali, cos da pervenire ad un miglior equilibrio tra le due componenti della spesa in conto capitale.
Con i commi 7 e seguenti, sono dettate disposizioni in ordine a modifiche al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, finalizzati, sostanzialmente, a rendere coerenti le agevolazioni alla normativa comunitaria per gli investimenti operati da giovani imprenditori agricoli, nonch ad ampliare il riferimento di et dei soggetti beneficiari degli interventi.

Art. 9. - (Dimensione europea per la piccola impresa e premio di concentrazione). Larticolo 9, prevede lerogazione di un credito di imposta pari al 50 per cento delle spese sostenute in studi e consulenze per le piccole e medie imprese rientranti nella definizione di microimprese, di cui alla raccomandazione della Commissione europea relative alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese del 6 maggio 2003, che partecipino a processi di concentrazione.

Il premio spetta a condizione che il processo di concentrazione o di aggregazione sia ultimato, avuto riguardo agli effetti civili, nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto e i ventiquattro mesi successivi; limpresa risultante al termine dei predetti processi deve comunque rientrare nella tipologia di piccola o media impresa; inoltre, tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione devono aver esercitato lattivit nellanno precedente alla data in cui ultimato il processo di concentrazione ed essere residenti in Stati membri dellUnione europea o dello Spazio economico europeo.
Il premio di concentrazione consiste in un credito di imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione, e condizionato alla trasmissione di unistanza allAgenzia delle entrate da parte dellimpresa derivante dalla concentrazione e spetta fino ad esaurimento dei fondi stanziati.

Art. 10. - (Disposizioni in materia di agricoltura). Il comma 1 reca modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; in particolare con la modifica dellarticolo 34, comma 2, lettera c), stante anche la modifica dellarticolo 2135 del codice civile, si intende rendere applicabili anche alle cooperative di trasformazione i benefici gi previsti per gli agricoltori, ivi comprese le cooperative di produzione; con la soppressione del comma 3 del citato articolo 34 si intende, ai fini dellindividuazione dellammissione ai benefici, prescindere da individuazioni di volumi massimi di affari entro i quali fruire del regime speciale dellIVA agricolo.

Con le ulteriori lettere si intendono favorire le cessioni tra agricoltura e sopprimere il divieto di separazione facoltativa delle attivit prevista dallarticolo 36 del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.
Con la lettera e) viene stabilito che tutti i contribuenti cui si rende applicabile il regime speciale agricolo, compresi i soggetti in regime di esonero, possono optare per lapplicazione dellIVA nei modi ordinari.
Il comma 2 reca alcune modifiche alle imposte relative alla produzione di alcool e birra, con effetto a decorrere dal 2005.
Con il comma 3 si prevede ladozione, entro il 31 dicembre 2005, di un decreto del Ministro delleconomia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, finalizzato a rideterminare le percentuali di compensazione applicabili ai prodotti agricoli per assicurare ulteriori maggiori entrate pari a 20 milioni di euro annui a decorrere dallanno 2006.
Ulteriori nuove entrate pari a 115 milioni di euro annui perverranno da una rimodulazione delle aliquote di accisa di cui al comma 2 per il tramite di un provvedimento del direttore dellAgenzia delle dogane, con effetto dallanno 2006.
Il comma 5 introduce lo strumento dei contratti di distretto, in connessione con i contratti di filiera, al fine di localizzare in maniera ancora pi efficiente lintervento a sostegno del settore agroalimentare.
Il comma 6 specifica che con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalit per lattivazione di contratti di distretto, prevedendo anche la possibilit di partecipazione attiva ai predetti contratti dei consorzi agrari di cui alla legge 28 ottobre 1999, n. 410.
Listituzione dei contratti di distretto non produce oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato in quanto le risorse ad esse destinate sono ricomprese allinterno dei fondi disponibili ai sensi dellarticolo 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Il comma 7 d attuazione al disposto dellarticolo 1, comma 512, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005), che ha previsto la gestione, da parte dell ISMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare), degli interventi operati dal Fondo interbancario di garanzia (FIG). Viene conseguentemente prevista la soppressione del FIG, dal momento che le sue funzioni ed i suoi rapporti giuridici attivi e passivi sono passati in capo allISMEA.
Il comma 8 prevede che la garanzia prestata da ISMEA, ai sensi dellarticolo 17 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, sia assistita anche dalla garanzia dello Stato, anche per un pi rigoroso rispetto del dettato degli Accordi di Basilea 2 da parte di ISMEA.
Il comma 9 fa confluire le risorse inutilizzate per la meccanizzazione dellagricoltura, di cui alla legge 27 ottobre 1966, n. 910, destinate originariamente al Fondo per il risparmio idrico ed energetico, allISMEA per rafforzare lintervento dellIstituto nellazione di garanzia finanziaria alle imprese agricole ed agroalimentari.
Con il comma 10 si stabilisce che il Ministero delle politiche agricole e forestali, allo scopo di favorire linternazionalizzazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari italiani promuova per il tramite della societ Buonitalia spa, un programma di azioni per garantire un migliore accesso ai mercati internazionali. Allattuazione di tali disposizioni, ivi inclusa lindividuazione delle effettive risorse finanziarie disponibili, si provvede con decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze.

Art. 11. - (Sostegno e garanzia dellattivit produttiva). Larticolo 11 incrementa di 100 milioni di euro, per lanno 2005, il Fondo rotativo nazionale per gli interventi nel capitale di rischio, istituito con il comma 106 dellarticolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004), con dotazione per il medesimo anno di 45 milioni di euro.

Sviluppo Italia Spa utilizza le risorse del citato Fondo per sottoscrivere o acquistare quote di capitale di imprese produttive che presentano nuovi programmi di sviluppo, ovvero quote di minoranza di fondi mobiliari chiusi che investono in tali imprese, secondo quanto stabilito dal CIPE e nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge n. 350 del 2003.
Con i commi 3, e seguenti, si prevede listituzione di apposito Fondo finalizzato a finanziare gli interventi consentiti dagli orientamenti dellUnione europea sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolt.
Il Fondo, con dotazione pari a 35 milioni di euro per lanno 2005, alimentato con parte delle risorse disponibili nel Fondo per interventi strutturali di politica economica, istituito con il comma 5 dellarticolo 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, nel quale confluiscono le entrate derivanti dalla proroga dei termini in materia di definizione di illeciti edilizi.
Il comma 5 prevede listituzione di un Comitato, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, con il compito di esercitare le attivit di coordinamento e monitoraggio degli interventi per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese. Per la valutazione e lattuazione di tali interventi il Comitato si avvale di Sviluppo Italia Spa.
Comma 6. Mediante una delibera CIPE, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, si provveder a dettare i criteri e le modalit per lattuazione delle sopraccitate disposizioni.
Con il comma 7 si provvede alla modifica del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Tale decreto intervenuto modificando la struttura e loperativit del Fondo centrale di garanzia per le imprese artigiane di cui allarticolo 2, comma 100, lettera b), della legge n. 662 del 1996, disponendo che il Fondo stesso operi esclusivamente attraverso la prestazione di cogaranzie e controgaranzie in favore dei confidi: la previsione di non contemplare le banche tra i beneficiari del Fondo centrale di garanzia per le imprese artigiane impedisce alle Piccole medie imprese artigiane di ottenere una garanzia diretta da parte del Fondo stesso su un proprio finanziamento bancario, senza che vi sia una contestuale copertura da parte di un confidi. Il Fondo divenuto, quindi, un organo di garanzia esclusivamente nei confronti dei consorzi di garanzia fidi; ne deriva che unimpresa per poter accedere alla copertura del Fondo dovrebbe:

a) divenire esclusivamente socia di un confidi;

b) sostenere dei costi di accesso al credito pi onerosi rispetto alla caso della garanzia diretta, in quanto oltre alla commissione per la controgaranzia del Fondo, la PMI dovrebbe sostenere anche la commissione dovuta al confidi.

Si tratta quindi di procedere ad un adeguamento dei Fondi pubblici di garanzia alle nuove regole di Basilea 2.

In primo luogo, opportuno ricordare che la copertura prevista dallarticolo 13, comma 28 del citato decreto-legge n. 269 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 326 del 2003, in realt una forma di riassicurazione del confidi e non una vera e propria controgaranzia riconosciuta in base ai princpi di Basilea 2. Difatti, allo stato attuale, in caso di default dellobbligato principale e del confidi, la banca non pu escutere il Fondo di garanzia; al contrario, il Comitato di Basilea ha previsto che la controgaranzia riconosciuta valida, ai fini di mitigazione del rischio di credito, solo qualora possa essere attivata dalla banca una volta verificatasi linsolvenza dellobbligato principale e del primo garante.
Inoltre, la nuova regolamentazione di vigilanza ha previsto che le garanzie dovranno diventare dirette, esplicite, incondizionate, irrevocabili e a prima richiesta, cio immediatamente escutibili al verificarsi dellinsolvenza dellobbligato principale. Data lassoluta importanza e lindifferibilit della questione, appare infine opportuno che ladeguamento del Fondo di garanzia alle nuove regole in materia di requisiti patrimoniali delle banche possa essere attuato con un provvedimento di natura non regolamentare. Solo procedendo in tempi rapidi alla suddetta riforma, il Fondo potr porsi come punto essenziale di riferimento per imprese, banche e confidi, nella non facile transizione verso lormai imminente traguardo rappresentato dallentrata in vigore del nuovo Accordo di Basilea sulla vigilanza bancaria (Basilea 2). Al riguardo, si rammenta che il recente Fondo di garanzia per il credito al consumo, istituito con decreto del Ministero delle attivit produttive in data 22 dicembre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2004 risponde ai requisiti imposti da Basilea 2.
Con il comma 8 si provvede allampliamento dellapplicabilit degli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale nei comuni individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, tenuto conto degli accordi intervenuti tra Governo, enti territoriali interessati e alle parti economiche e sociali, per individuare adeguate soluzioni a situazioni di crisi di particolare rilevanza. Con i successivi commi 9 e 10 viene definita lentit finanziaria del contributo straordinario e vengono dettate le necessarie disposizioni di copertura finanziaria a carico del Fondo aree sottoutilizzate.
La norma proposta, quindi, concorre allattuazione degli impegni presi dal Governo con un contributo straordinario di 50 milioni di euro per il 2005, 50 milioni di euro per il 2006, 85 milioni di euro per il 2007 e 65 milioni di euro per il 2008 attraverso unestensione degli interventi previsti dal decreto-legge 1 aprile 1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, secondo le procedure di cui allarticolo 1, commi 266 e 267 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
La copertura dellonere posta carico dellautorizzazione di spesa di cui allarticolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata ai sensi delle tabelle D e F della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
Con il comma 11 viene prorogata a tutto il 2010 lapplicazione delle condizioni tariffarie favorevoli per le forniture di energia elettrica alle imprese interessate da processi di sviluppo e di ristrutturazione produttiva.
Il comma 12 prevede lestensione, per il tramite di provvedimenti dellAutorit per lenergia elettrica ed il gas, delle condizioni tariffarie di cui al decreto del Ministro dellindustria, del commercio e dellartigianato del 19 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 16 febbraio 1996, n. 39, alle forniture di energia elettrica destinata alle produzioni dellalluminio, piombo argento e zinco e ciclo cloro soda per gli impianti gi esistenti in alcune zone della Sardegna.

Art. 12. - (Rafforzamento e il rilancio del settore turistico). Larticolo 12 persegue lo scopo di incentivare il turismo in ambito nazionale, risorsa sulla quale il nostro Paese deve fare sicuro affidamento. Pertanto, al fine rilanciare lItalia in ambito europeo e mondiale come Paese dalle grandi attrattive turistiche, archeologiche e culturali, il comma 1 istituisce un Comitato nazionale per il turismo, composto da figure istituzionali dello Stato e delle regioni e da rappresentanti delle principali associazioni di categoria, con compiti di coordinamento delle politiche di indirizzo del settore turistico.

Al comma 2, si prevede la trasformazione dellEnte nazionale italiano per il turismo (ENIT) in Agenzia nazionale del turismo italiana, sottoposta allattivit di indirizzo e vigilanza del Ministero delle attivit produttive.
LAgenzia, ente giuridico di diritto pubblico, dotata di autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione, e succede allENIT in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi.
LAgenzia, per il proprio funzionamento, dal punto di vista finanziario si avvale di contributi dello Stato, delle regioni e di altri enti pubblici, di contributi diversi e di proventi derivanti dalla gestione e dalla vendita di beni e servizi. Esclusivamente per lanno 2005, quale fase di avvio, viene prevista lerogazione di un contributo di 20 milioni di euro.
Con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dellarticolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988, si provvede allorganizzazione ed alla disciplina dellAgenzia, prevedendo la costituzione di un apposito Comitato tecnico-consultivo e dellOsservatorio nazionale del turismo.
Con i commi 8, e seguenti, si disciplina il progetto Scegli Italia, approvato dal Comitato dei Ministri per la Societ dellinformazione in data 16 marzo 2004, con lobiettivo di incrementare i flussi turistici nazionali ed internazionali mediante luso di tecnologie digitali, che in questo campo giocano un ruolo determinante.
In particolare, stata prevista e finanziata la realizzazione di una piattaforma digitale interattiva, denominata Italia.it (la cui prima versione dovr essere realizzata entro il mese di maggio 2005) che consente la promozione dellItalia, laggregazione delle strutture ricettive con funzioni di prenotazioni on-line, di gestione di contenuti informativi di qualit (e-content) e di erogazione di servizi avanzati. Lincarico di provvedere alla realizzazione e gestione di Italia.it stato conferito ad Innovazione Italia Spa, societ strumentale al Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri per linnovazione e le tecnologie, in raccordo con le iniziative delle regioni.
La norma necessaria data lurgenza di procedere allo sviluppo del progetto, per essere operativi, in vista della prossima stagione turistica e dei giochi olimpici invernali dellanno 2006.

Art. 13. - (Disposizioni in materia di previdenza complementare, per il potenziamento degli ammortizzatori sociali e degli incentivi al reimpiego, nonch conferma dellindennizzabilit della disoccupazione nei casi di sospensione dellattivit lavorativa). La disposizione, al comma 1, finalizzata ad indicare, come previsto dallart. 1, comma 42, della legge 23 agosto 2004, n. 243, le risorse necessarie a garantire la graduale attuazione delle deleghe legislative in materia di previdenza complementare previste dalla citata legge n. 243 del 2004.

In attesa della riforma organica degli ammortizzatori sociali, si disciplina:

al comma 2, lettera a), lelevazione della misura e della durata dellindennit ordinaria di disoccupazione con requisiti normali per i lavoratori non agricoli in relazione alle prestazioni in pagamento dal 1 aprile 2005 al 31 dicembre 2006. In particolare la durata massima del trattamento estesa a 7 mesi per i soggetti con et anagrafica inferiore a cinquanta anni e a 10 mesi per i soggetti con et anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e la percentuale di commisurazione alla retribuzione della predetta indennit elevata al 50 per cento per i primi sei mesi ed fissata al 40 per cento per i successivi tre mesi e al 30 per cento per gli ulteriori mesi (il decimo mese per i lavoratori con et pari o superiore a cinquanta anni);

al comma 2, lettera b), lincremento, per lanno 2005, per un importo pari a 150 milioni di euro (da 310 milioni di euro a 460 mln di euro), delle disponibilit finanziarie di cui allarticolo 1, comma 155, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, finalizzate a nuove concessioni o proroghe di ammortizzatori sociali nel caso di crisi occupazionali gestite attraverso accordi conclusi in sede governativa;
al comma 2, lettera c), al datore di lavoro che assume un lavoratore posto in mobilit in deroga alla vigente normativa (comma 155, articolo 1 della legge n. 311 del 2004) spettano gli sgravi contributivi (contribuzione per apprendisti per 18 mesi in caso di contratto a tempo indeterminato o 12 mesi per il tempo determinato, prorogabili a 24 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato, ai sensi dellarticolo 8, comma 2, e dellarticolo 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223) o lerogazione dellindennit di mobilit che sarebbe spettata al lavoratore, con determinati limiti fissati nella norma di riferimento (legge n. 223 del 1991, articolo 8, comma 4).

La norma prevede altres che in caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori posti in Cassa integrazione guadagni straordinari CIGS in deroga alla vigente normativa (comma 155, articolo 1, legge n. 311 del 2004) o posti in CIGS per crisi aziendale dovuta a cessazione di attivit (per 12 mesi ai sensi della legge n. 223 del 1991 articolo 1 o per ventiquattro mesi ai sensi dellarticolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004, n. 291) spettano al datore di lavoro i benefici previsti dallarticolo 4, comma 3, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148 convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, fino al 31 dicembre 2005; in questo secondo caso non si applicano, nel limite di spesa 10 milioni di euro, i limiti connessi alla fruizione per il lavoratore e allammissione per limpresa ai trattamenti CIGS e non si applicano le riduzioni connesse con lentit dei benefici.

Il pacchetto complessivo dei benefici non si applica, al fine di evitare comportamenti elusivi, nel caso in cui tra limpresa accipiente e limpresa di provenienza vi siano rapporti di collegamento o controllo;

al comma 2, lettera d), il riconoscimento di un incentivo per i trasferimenti dei lavoratori che accettino una sede di lavoro distante pi di 100 chilometri dal luogo di residenza. In favore di costoro si prevede l erogazione una tantum di una somma pari a una mensilit dellindennit di mobilit in caso di contratto a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi o pari a tre mensilit dellindennit di mobilit in caso di contratto a tempo indeterminato o determinato di durata superiore a 18 mesi;

per le finalit di cui alle lettere da b) a d) del comma 2, con il comma 3 si dispone un conseguente incremento di dotazione del Fondo per loccupazione;
al comma 4, il rifinanziamento, per 10 milioni di euro per lanno 2005, del fondo per lo sviluppo relativo agli interventi per la reindustrializzazione delle aree di crisi, prevedendo che nella selezione degli interventi il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto, d priorit alle crisi occupazionali che stanno emergendo nel Paese;
al comma 5, la copertura degli interventi di cui ai commi da 2 a 4;
al comma 6, la clausola di salvaguardia prevista dal decreto-legge 6 settembre 2002, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 ottobre 2002, n. 246;
al comma 7, la conferma del riconoscimento del trattamento ordinario di disoccupazione non agricola in favore dei lavoratori sospesi in conseguenza di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili allimprenditore o ai lavoratori.

Infatti, lindennizzabilit della disoccupazione a seguito della sospensione dellattivit lavorativa ha trovato applicazione sulla base delle istruzioni emanate dallIstituto nazionale della previdenza sociale (INPS) con circolare n. 53140 del 23 febbraio 1953, a seguito di direttiva del Ministero del lavoro.

In particolare lINPS ha disposto il pagamento dellindennit nei confronti dei lavoratori sospesi e subordinatamente allottemperanza delle norme sul collocamento, cos che lindennit riconosciuta ai lavoratori che, allatto della sospensione dellattivit lavorativa, facciano valere i requisiti di due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione. Nella prassi dellIstituto tale indennit non concessa nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale e non spetta nelle ipotesi di perdita e sospensione dello stato di disoccupazione disciplinate dalla normativa in materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro;

al comma 8, la conferma del riconoscimento del trattamento di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti ai soli dipendenti delle imprese del settore artigianato sospesi in conseguenza di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori non imputabili allimprenditore o ai lavoratori, la cui indennizzabilit stata operata a seguito della nota del Ministero del lavoro n. 105611 del 29 luglio 1998 e subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del venti per cento a carico degli enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva o alla somministrazione da parte degli stessi enti di attivit di formazione e qualificazione professionale, di durata non inferiore a 120 ore.
Le disposizioni di cui ai commi 7 e 8 non si applicano ai lavoratori dipendenti da aziende destinatarie di trattamenti di integrazione salariale, nonch nei casi di contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro a tempo parziale verticale.

Le complessive disposizioni dai commi da 7 a 12 sono quindi dirette a dare certezza:

a) agli eventi transitori, da definire con decreto interministeriale, sottostanti alle sospensioni di lavoro indennizzabili, determinando altres il numero massimo annuo di giornate indennizzabili;

b) ai criteri soggettivi di accesso alla prestazione;
c) allindividuazione dei casi di esclusione;
d) alla definizione del procedimento per lindividuazione dei lavoratori.

La disposizione di cui al comma 13, lettera a), si rende necessaria a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 51 del 13 gennaio 2005, che ha censurato la norma, ora oggetto di modifica, nella parte in cui non prevede strumenti idonei a garantire la leale collaborazione fra Stato e regioni con riguardo al concreto svolgimento sul territorio regionale della formazione professionale, mentre la modifica di cui al comma 13, lettera b), corrisponde ad una richiesta delle regioni che chiedono una maggiore presenza nellambito dellOsservatorio per la formazione continua.
Art. 14. - (Organizzazioni non lucrative di utilit sociale (ONLUS), associazioni di volontariato). Larticolo 14 introduce la deducibilit dal reddito delle persone fisiche e dei soggetti allimposta sulle societ delle liberalit in denaro o in natura erogate a favore delle Organizzazione non lucrative di utilit sociale (ONLUS), nonch delle associazioni di promozione sociale iscritte nellapposito registro nazionale.

In particolare, ai sensi del comma 1, le liberalit in argomento sono deducibili nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato e, comunque, nella misura massima di 70.000 euro annui. Inoltre, ai sensi del comma 2, lagevolazione pu essere concessa a condizione che il soggetto che beneficia delle liberalit rappresenti con completezza e analiticit, nelle proprie scritture contabili, le operazioni poste in essere nel periodo di gestione e rediga, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio, un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria.
La disposizione contenuta nel comma 3, attribuisce la facolt di continuare ad applicare larticolo 100, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Il comma 4 dispone che qualora il soggetto erogatore esponga nella propria dichiarazione dei redditi deduzioni operate in violazione dei presupposti di deducibilit la sanzione amministrativa nella misura dal cento al duecento per cento della maggior imposta o della differenza del credito sia maggiorata del 200 per cento.
Inoltre, ai sensi del comma 5, qualora la deduzione risulti indebita in ragione della riscontrata insussistenza, in capo allente beneficiario dellerogazione, dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico ovvero rappresentati ai soggetti erogatori delle liberalit, lente beneficiario e i suoi amministratori sono obbligati in solido con i soggetti erogatori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate.
Il comma 6 stabilisce, infine che la deducibilit delle liberalit in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS e delle associazioni di promozione sociale non pu cumularsi con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione o di detrazione di imposta da altre disposizioni di legge.
I commi 7 e 8 intervengono direttamente sul corpo del citato testo unico delle imposte sui redditi, e successive modificazioni, modificando gli articoli 10 e 100.
Il comma 7, alla lettera a), introduce, al comma 1 dellarticolo 10 del TUIR, dopo la lettera l-ter), la lettera l-quater), con la quale rende deducibili dalla determinazione del reddito complessivo le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di universit e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dellistruzione delluniversit e della ricerca, nonch degli enti parco regionali e nazionali.
Il comma 7, lettera b), interviene sul comma 2 dellarticolo 100 del citato testo unico delle imposte sui redditi, modificando le lettere a) e c).
Con lintervento alla lettera a) si evita il pericolo di sovrapposizione derivante dalla prevista sostituzione della lettera c).
La lettera c) rende integralmente deducibili dal reddito dimpresa le erogazioni liberali a favore di universit e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dellistruzione delluniversit e della ricerca, nonch degli enti parco regionali e nazionali.
Il comma 8 consente di esentare da tasse e imposte indirette, diverse da quella sul valore aggiunto, gli atti relativi ai trasferimenti a titolo gratuito a favore di universit e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca, nonch degli enti parco regionali e nazionali, infine, riduce del novanta per cento gli onorari notarili relativi agli atti di donazione di cui trattasi.






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