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VII Commissione Senato - seduta del 13 aprile 2005 (Fondo investimenti Ministero per i Beni culturali)
2005-04-13

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Relazione concernente la destinazione delle disponibilit del Fondo unico per gli investimenti dello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attivit culturali per l'anno 2005 (n. 460)

(Parere al Ministro per i beni e le attivit culturali, ai sensi dell'articolo 46, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Esame e sospensione )



Riferisce alla Commissione il senatore FAVARO (FI), il quale ricorda che l'esame dell'atto in titolo un adempimento annuale, conseguente alla legge finanziaria per il 2002, che ha previsto l'istituzione nello stato di previsione di ciascun Ministero di un Fondo per gli investimenti nel quale confluiscono gli stanziamenti individuati in allegato alla legge finanziaria.

Per i Beni culturali, la legge finanziaria per il 2005 ha stanziato euro 316.624.661 in termini di competenza ed euro 304.275.009 in termini di cassa. Si tratta, prosegue il relatore, di cifre sostanzialmente analoghe a quelle dello scorso anno (euro 323.624.661 in termini sia di competenza che di cassa) e ci va registrato favorevolmente, tanto pi che l'anno scorso si era invece registrato un decremento di circa il 7,3 per cento rispetto al 2003.

Entrando nel dettaglio della cifra complessivamente assegnata, egli rileva che essa composta, per la maggior parte, da interventi sul patrimonio culturale, per un importo pari a circa 230 milioni di euro (l'anno scorso la somma destinata a tale finalit era pari a 211 milioni di euro). Gli altri addendi sono: il Piano per l'arte contemporanea (per 5 milioni di euro), i contributi all'Opera del Duomo di Orvieto (per 206.000 euro), i contributi alle imprese editoriali (per 2,5 milioni di euro), gli interventi a carico del gioco del Lotto (per circa 77,5 milioni di euro) e la macroarea delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR (per oltre mezzo milione di euro). Rispetto all'anno scorso, rileva la corrispondenza degli importi destinati al Piano per l'arte contemporanea, all'Opera del Duomo di Orvieto, alle imprese editoriali e agli interventi a carico del gioco del Lotto. Segnala invece la scomparsa di alcune finalit, che in parte sono state tuttavia collocate altrove. Ad esempio, il finanziamento dei piani paesistici e la tutela del patrimonio archivistico confluito negli interventi sul patrimonio culturale. Per quanto riguarda la scomparsa della voce relativa alla tutela delle cose di interesse storico e artistico prevista dal testo unico n. 490 del 1999, si tratta invece di modifica evidentemente dovuta al superamento di tale strumento ad opera del Codice dei beni culturali e paesaggistici. Per quanto riguarda infine gli stanziamenti accantonati l'anno scorso per Genova capitale della cultura 2004 e per i danni causati nelle province di Ascoli Piceno e Macerata dal terremoto del 1997, essi non sono pi presenti in quanto sono evidentemente esaurite le rispettive finalit. Registra invece con favore l'introduzione della nuova finalit relativa alla macroarea delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR.

Passando al dettaglio dei 230 milioni destinati ad interventi sul patrimonio culturale, il relatore segnala che 178 milioni sono relativi al Piano annuale di spesa degli interventi dei lavori pubblici, approvato con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali in data 4 febbraio 2005. Peraltro, poich il decreto-legge n. 168 del 2004, recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica, ha ridotto la disponibilit dei capitoli di bilancio cui erano destinati i 178 milioni, il Ministero ha ritenuto opportuno accantonare sulla disponibilit del Fondo per gli investimenti dell'anno 2005 circa 20 milioni di euro al fine di consentire la completa realizzazione degli interventi programmati per l'anno 2004. Conseguentemente, l'importo di 178 milioni di euro si riduce a 158 milioni di euro.

Il summenzionato Piano annuale di spesa degli interventi pubblici stato peraltro finanziato, per 16 milioni di euro, con fondi imputabili a capitoli di parte corrente. Il Fondo per gli investimenti 2005 ha invece concorso per 154 milioni di euro, con un avanzo di circa 4 milioni rispetto alla suddetta disponibilit complessiva di 158 milioni.

Detti 4 milioni di euro sono stati destinati come segue: 800.000 euro sono stati accantonati per un fondo di emergenza di carattere internazionale; 2 milioni di euro sono stati destinati a lavori di restauro dell'ex Caserma Lamarmora; 350.000 euro sono stati assegnati per il completamento dei lavori dell'edificio ex Dogana del Complesso San Michele e 230.000 euro sono stati destinati alla realizzazione di uffici nell'ambito della Cripta Balbi. I restanti 840.000 euro costituiscono un fondo di riserva per ulteriori interventi su beni non statali e saranno assegnati in sede di approvazione del programma triennale dei lavori pubblici.

Fra gli altri addendi del totale di 230 milioni di euro destinati ad interventi sul patrimonio culturale, il relatore segnala i 26 milioni di euro destinati a interventi conservativi su beni culturali, ad iniziativa dei proprietari, ai sensi degli articoli 31 e 35 del Codice dei beni culturali e paesaggistici. Si tratta, ricorda, di interventi di restauro ad iniziativa del proprietario, certificati dal sovrintendente ai fini della concessione dei contributi pubblici (articolo 31), e del concorso statale alla spesa sostenuta dal proprietario su beni di particolare rilevanza (articolo 35).

Ancora, segnala gli ammontari destinati ad: acquisto di libri e documenti (per 8 milioni di euro); ricerca scientifica (25.000 euro); sistema cartografico e catalogazione di beni paesaggistici (mezzo milione di euro); qualit del paesaggio (160.000 euro); promozione dell'arte italiana all'estero (130.000 euro); incremento del patrimonio pubblico di arte contemporanea (130.000 euro); espropriazioni per pubblica utilit o prelazione dello Stato su beni di interesse artistico (11 milioni di euro); acquisto di materiale archivistico (2 milioni di euro); conservazione del patrimonio archivistico (1,3 milioni di euro); manutenzione e salvaguardia del patrimonio archivistico (1,3 milioni di euro); conservazione del patrimonio archivistico non statale (900.000 euro).

Il relatore rammenta infine che, negli anni precedenti, la Commissione ha ripetutamente sollecitato il Governo a reperire fondi aggiuntivi da destinare agli Archivi. Nella Relazione di quest'anno, registra con favore che detta sollecitazione stata recepita. Riservandosi di recepire le eventuali osservazioni che emergeranno nel dibattito, propone quindi conclusivamente l'espressione di un parere favorevole.



Il senatore MONTICONE (Mar-DL-U) conviene che l'atto in titolo presenti alcuni elementi positivi. Ad esempio, registra senz'altro con favore la scelta di destinare una parte delle risorse di quest'anno al completamento delle iniziative intraprese nel 2004 che, a seguito dei tagli subiti dal settore, non avrebbero altrimenti visto la luce. Condivide altres le azioni di tutela contro il deterioramento del patrimonio nazionale, da un lato, e la destinazione di risorse in favore degli archivi, dall'altro.

L'atto suscita tuttavia anche qualche perplessit. Con particolare riferimento alla Tabella n. 2, di riparto dei 230 milioni destinati al patrimonio culturale, egli rileva ad esempio la disparit tra le somme destinate ai beni statali e quelle destinate ai beni privati. I contributi per il restauro e la valorizzazione di monumenti di propriet non statale ammontano infatti ad oltre 26 milioni di euro, mentre per gli archivi le risorse stanziate non raggiungono il milione e mezzo. Pur nella consapevolezza che il patrimonio archivistico rappresenti solo una parte (ed anche modesta) del patrimonio nazionale, ritiene tuttavia indispensabile un segnale forte a favore dei beni statali, anche a tutela dell'identit nazionale.

Con riguardo alla destinazione di mezzo milione di euro alla macroarea delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR, osserva poi che in realt si tratta di una "microarea", stante l'esiguit delle risorse ad essa destinate. N va dimenticato che il disegno di legge sulla ricerca umanistica, da lui presentato confidando nel rispetto dell'impegno assunto dal Governo in occasione dell'approvazione del corrispondente disegno di legge sulla ricerca scientifica, ha invece registrato la relazione tecnica negativa del Ministero dell'economia per mancanza di fondi. Meglio sarebbe stato dunque, a suo giudizio, evitare di finanziare la predetta macroarea in questa sede, piuttosto che destinarle risorse cos scarse.

Dopo aver rilevato l'assoluta inconsistenza (appena 135.000 euro) delle spese per la promozione dell'arte italiana all'estero, prende indi atto delle somme destinate alle attivit di censimento e catalogazione dei beni paesaggistici, sottolineandone il rilievo a fini di tutela contro gli abusi.

Auspica conclusivamente che il relatore voglia tener conto di dette considerazioni nella redazione del parere che si accinge a sottoporre alla Commissione.



Il senatore TESSITORE (DS-U) esprime perplessit sulla scelta di procedere alla votazione sull'atto in titolo gi nella seduta di oggi, che testimonia del resto la valutazione riduttiva che la maggioranza compie sul provvedimento.

Nel merito, pur convenendo sull'importanza degli interventi sul patrimonio non statale, conviene con il senatore Monticone sull'esigenza di privilegiare nettamente il patrimonio pubblico.

Ritiene a sua volta irrisorie le cifre destinate alla promozione dell'arte italiana all'estero. Meglio sarebbe stato, a suo avviso, concentrare le gi scarse risorse su determinati settori, seguendo un rigoroso criterio di priorit anche di carattere pluriennale.

Conviene altres sulla inopportunit di definire "macroarea" quella delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR, in considerazione delle esigue risorse stanziate. Ci, tanto pi a fronte del rilievo che il settore riveste invece a livello nazionale.

Quanto al disegno di legge sulla ricerca umanistica, di cui ricorda di essere stato relatore alla Commissione, rammenta che l'esame fu interrotto a causa della contrariet non solo della Commissione bilancio, ma dello stesso Governo, nonostante la modestia degli oneri che ne conseguivano.

Manifesta pertanto il proprio disappunto, certamente non compensato dalla destinazione di fondi, peraltro scarsi, alla macroarea delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR.



Il senatore MODICA (DS-U) rileva anzitutto con stupore che i proventi della quota del Lotto riservata ai beni e alle attivit culturali sono identici a quelli dell'anno scorso, osservando che ci si pone in contrasto con qualunque probabilit statistica.

Lamenta inoltre che il Governo non abbia trasmesso una tabella di confronto delle somme stanziate quest'anno rispetto all'anno scorso, n una puntuale rendicontazione della quota dei proventi del Lotto destinata l'anno scorso a coprire gli oneri del decreto-legge n. 72 sulla pirateria informatica (cosiddetto "decreto Urbani").



Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il relatore FAVARO (FI) il quale conviene che i fondi destinati a sostegno della macroarea dei beni culturali del CNR siano esigui. Ritiene tuttavia che si tratti di un segnale importante in favore del settore. L'atto in titolo risulta del resto migliorato rispetto all'anno scorso, ad esempio sotto il profilo della tutela dei beni archivistici. Concorda invece con l'esigenza di tabelle di confronto fra gli stanziamenti dei diversi anni.

Su altri profili sollevati nel dibattito, ritiene invece competente a rispondere il rappresentante del Governo.

Avanza conclusivamente una proposta di parere favorevole con osservazioni pubblicato in allegato al presente resoconto.



Il seguito dell'esame quindi sospeso.


PARERE PROPOSTO DAL RELATORE ED ACCOLTO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO N. 460



"La Commissione, esaminata la Relazione in titolo,



premesso che:



essa consegue alla legge finanziaria per il 2002, che ha previsto l'istituzione nello stato di previsione di ciascun Ministero di un Fondo per gli investimenti nel quale confluiscono gli stanziamenti individuati in allegato alla legge finanziaria,

per i Beni culturali, la legge finanziaria per il 2005 ha stanziato euro 316.624.661 in termini di competenza ed euro 304.275.009 in termini di cassa, sostanzialmente confermando gli stanziamenti dello scorso anno,



valutate positivamente:



la scelta di accantonare, sulla disponibilit del Fondo per gli investimenti dell'anno 2005, circa 20 milioni di euro al fine di consentire la completa realizzazione degli interventi programmati per l'anno 2004 nonostante i tagli conseguenti al decreto-legge n. 168 del 2004, recante interventi urgenti per il contenimento della spesa pubblica,



la destinazione di risorse aggiuntive in favore del patrimonio archivistico, in linea con quanto richiesto dalla Commissione negli anni precedenti,





esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni.



1. Si sollecita l'impegno del Governo a reperire, gi dall'anno prossimo, risorse aggiuntive da destinare al settore, anche al fine di recuperare i tagli subiti negli ultimi anni.

2. Con specifico riferimento alla macroarea delle scienze umanistiche e dei beni culturali del CNR, si auspica un incremento delle relative risorse.

3. Si invita il Governo a corredare le prossime Relazioni sulla destinazione delle disponibilit del Fondo unico per gli investimenti con una Tabella di confronto rispetto agli stanziamenti degli anni precedenti".











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