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DDL 3344 - A.C. 5827, Commissioni Riunite I e V - Resoconto di giovedì 5 maggio 2005
2005-05-05

SULL’ORDINE DEI LAVORI

Commissioni Riunite I e V - Resoconto di giovedì 5 maggio 2005

SEDE REFERENTE
Giovedì 5 maggio 2005. - Presidenza del presidente della V Commissione Giancarlo GIORGETTI indi del vicepresidente della I Commissione Pietro FONTANINI indi del presidente della I Commissione Donato BRUNO. - Interviene il viceministro dell'economia e delle finanze Giuseppe Vegas.
La seduta comincia alle 14.
Decreto-legge 35/2005: Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.

C. 5827.
(Esame e rinvio). Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che il provvedimento in esame risulta iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire dalla giornata di lunedì 9 maggio. Ritiene pertanto che, in considerazione della ristrettezza dei tempi di esame, il termine per la presentazione degli emendamenti possa essere stabilito per le ore 15 di oggi, in modo da procedere alla votazione del mandato ai relatori già nel pomeriggio di oggi.
Il viceministro Giuseppe VEGAS avverte che il Governo ha intenzione di presentare un emendamento al disegno di legge di conversione, al fine di escludere i casi più gravi dalla prevista riduzione delle pene edittali per il reato di bancarotta fraudolenta. Ritiene però che l'emendamento non possa essere predisposto entro le 15 di oggi. Chiede quindi che il termine sia differito.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che il Governo può presentare emendamenti anche successivamente alla scadenza del termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione. Avverte poi che sta per avere inizio l'audizione dei rappresentanti della Corte dei conti. Sospende quindi la seduta che riprenderà alle ore 15.15.
La seduta, sospesa alle 14.05, riprende alle 15.25.
Il viceministro Giuseppe VEGAS, nel confermare che il Governo intende presentare un emendamento volto ad esplicitare che le pene edittali in caso di bancarotta non diminuirebbero nei casi più gravi, fa tuttavia presente che è necessario procedere ad un ulteriore approfondimento ai fini della predisposizione di tale proposta emendativa, la cui portata dovrebbe essere valutata anche nella riunione del Consiglio dei ministri già prevista per domani, venerdì 6 maggio 2005. Il Governo, pertanto, non è in grado, nella seduta odierna, di presentare l'emendamento preannunciato.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, alla luce dell'intervento del rappresentante del Governo, ritiene che, nella seduta odierna, i lavori delle Commissioni potrebbero essere limitati allo svolgimento delle sole relazioni e dell'esame preliminare. Le Commissioni tornerebbero quindi a riunirsi nella mattina di lunedì 9 maggio, attorno alle ore 11, per esaminare gli emendamenti già presentati nel termine testé scaduto nonché l'emendamento preannunciato dal Governo, che dovrebbe essere presentato non prima di domani. Esaminati gli emendamenti, le Commissioni dovrebbero procedere alla votazione del mandato ai relatori entro le ore 12 di lunedì 9 maggio. Fa presente in proposito che si farà carico di rappresentare al Presidente della Camera l'opportunità di iniziare l'esame del provvedimento in Assemblea in tempi compatibili con quelli necessari per la conclusione dell'iter in sede referente.
Alberto GIORGETTI (AN) lamenta l'evidente impossibilità, data la ristrettezza dei tempi a disposizione, per le Commissioni di procedere ad un esame compiuto del disegno di legge in esame, ritenendo a tale proposito una segnalazione al Presidente della Camera. Anche tenuto conto della necessità, per le Commissioni, di approfondire le questioni connesse all'emendamento preannunciato dal rappresentante del Governo, propone una modifica rispetto all'organizzazione dei lavori enunciata dal presidente della V Commissione, nel senso di differire lo svolgimento dell'esame degli emendamenti e il voto del mandato ai relatori alla seduta antimeridiana di martedì 10 maggio 2005. Rileva peraltro come una tale soluzione comporterebbe uno slittamento alla seduta pomeridiana di martedì dello svolgimento della discussione sulle linee generali in Assemblea, in tempo utile, comunque, per consentire al Governo, come preannunciato, di porre la questione di fiducia sul provvedimento, che potrebbe essere votata nella giornata di mercoledì 11 maggio 2005.
Giovanni RUSSO SPENA (RC) fa presente al rappresentante del Governo che sarebbe opportuno fare chiarezza in ordine alla portata dell'emendamento testé preannunciato, atteso che le questioni che, a suo avviso, richiedono un'approfondita riflessione non attengono soltanto, come sembra assumere lo stesso rappresentante del Governo, alla sola riduzione delle pene edittali per il reato di bancarotta, bensì riguardano anche altre fattispecie, ad esempio la modifica dei termini di prescrizione. Ritiene peraltro condivisibile la proposta del collega Alberto Giorgetti circa l'opportunità di differire a martedì 10 maggio 2005 la conclusione dell'esame in sede referente da parte delle Commissioni, atteso che ciò consentirebbe alle stesse di approfondire effettivamente i contenuti del preannunciato emendamento del Governo, senza peraltro ostacolare la possibilità per il Governo stesso di porre la questione di fiducia sul provvedimento.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, precisa che le eventuali decisioni che potranno essere assunte in ordine alla posticipazione dell'avvio della discussione in Assemblea non sono di competenza delle Commissioni in quanto spettanti alla Conferenza dei presidenti di gruppo. Assicura, tuttavia, che attesa la ragionevolezza delle richieste in tal senso formulate, si farà immediatamente carico di chiedere al Presidente della Camera se sia o meno percorribile l'ipotesi di differimento prospettata dall'onorevole Giorgetti.
Gianfranco MORGANDO (MARGH-U) in considerazione del fatto che il Governo ntende procedere ad ulteriori modifiche del testo del provvedimento, chiede al rappresentante del Governo e ai gruppi di maggioranza se vi sia la disponibilità ad affrontare alcune delle questioni recate dagli emendamenti dell'opposizione.
Maurizio SAIA (AN), relatore per la I Commissione, attesa la ristrettezza dei tempi assegnati alle Commissioni per l'esame del provvedimento, non ritiene che possano esservi margini rilevanti per l'introduzione di ulteriori modifiche, fermo restando, tuttavia, che una valutazione più compiuta in merito non può prescindere dalla valutazione della portata dell'emendamento preannunciato dal Governo.
Daniela GARNERO SANTANCHÈ (AN), relatore per la V Commissione, nel ritenere fondata la richiesta avanzata dal collega Morgando, auspica che nel corso dell'esame del provvedimento possano crearsi i presupposti per consentire anche una compiuta valutazione di talune questioni poste dagli emendamenti presentati.
Il viceministro Giuseppe VEGAS, con riferimento alla richiesta avanzata dall'onorevole Morgando, teme che un'eventuale estensione delle modificazioni da apportare al decreto-legge in esame, tale da andare oltre l'intervento puntuale già preannunciato in materia di pene edittali per il reato di bancarotta, potrebbe comportare difficoltà in ordine all'impianto generale del provvedimento. Fa presente peraltro che i gruppi di opposizione potrebbero valutare l'opportunità di riferire alcune proposte emendative al disegno di legge in materia di competitività, anch'esso all'esame delle Commissioni riunite affari costituzionali e bilancio.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ritiene comunque che la Commissione Bilancio, com'è suo costume e nell'ambito di valutazioni improntate a criteri di ragionevolezza, potrà procedere, d'accordo con la Commissione affari costituzionali e nei limiti del possibile, anche all'esame approfondite di talune questioni particolari poste negli emendamenti presentati dai gruppi di opposizione.

Michele VENTURA (DS-U) fa presente che il suo gruppo concorda con la proposta avanzata dal collega Giorgetti in ordine alla possibilità per le Commissioni di esaminare gli emendamenti e votare il mandato ai relatori nella giornata di martedì 11 maggio, in modo tale da consentire una compiuta valutazione della portata dell'emendamento preannunciato dal Governo, nonché delle altre proposte emendative presentate. A tale ultimo proposito, ritiene che ciascun gruppo potrebbe segnalare gli emendamenti che ritiene più rilevanti, al fine di consentire alle Commissione di focalizzare l'attenzione su particolari questioni.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ritiene che la proposta dell'onorevole Ventura, che comporta una sorta di autodisciplina da parte dei gruppi ai fini dell'esame degli emendamenti presentati possa essere condivisa e auspica che anche il rappresentante del Governo sia dello stesso avviso.
Maurizio SAIA (AN), relatore per la I Commissione, fa presente che, nell'ambito del provvedimento all'esame delle Commissioni riunite, le disposizioni che più direttamente investono profili di carattere ordinamentale, sono recate dall'articolo 1 del disegno di legge di conversione e dagli articoli 2 e 3 del decreto-legge. Con riferimento al comma 2 dell'articolo 1 del disegno di legge, osserva che esso, introdotto nel corso dell'esame presso il Senato, reca una delega al Governo per modificare il codice di procedura civile sulla base dei principi e criteri direttivi di cui al comma 3. Con il decreto legislativo, che dovrà osservare i principi e i criteri direttivi della delega nonché la normativa comunitaria, ai sensi degli articoli 76, comma primo, e 117, comma primo della Costituzione, il Governo è chiamato anche a realizzare il necessario coordinamento con «le altre disposizioni vigenti».
..................
Ciononostante, si rammarica per il fatto che il testo è stato trasmesso troppo tardi per cui, di fatto, è preclusa alla Camera la possibilità di una accurata istruttoria. Ciò rappresenta una grave violazione di quelle regole di correttezza istituzionale che dovrebbero ispirare i rapporti fra i due rami del Parlamento. Non è infatti ammissibile che attraverso forzature come quella che si è registrata in occasione del provvedimento in esame si pervenga in maniera surrettizia ad un superamento di fatto del bicameralismo, a scapito della Camera.

Su questo aspetto richiama l'attenzione dei colleghi ma soprattutto del Governo che non deve approfittare dei criteri meno rigorosi che sembrano essere adottati dal Senato per la valutazione dell'ammissibilità delle proposte emendative per costringere la Camera a ratificare decisioni assunte dall'altro ramo del Parlamento. È infatti evidente che accanto alle disposizioni di ampia portata e di notevole importanza cui ha fatto riferimento, sia pure sinteticamente, il provvedimento reca non poche misure di carattere localistico e microsettoriale, alcune delle quali difficilmente riconducibili all'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico sociale e territoriale che connota il provvedimento. In questo senso, si rivolge soprattutto alla Presidenza che si è costantemente distinta per l'impegno a tutela delle funzioni e del ruolo della Camera posto che l'ultimo anno di legislatura sarà molto impegnativo.

Per questo motivo, e anche in vista della prossima sessione di bilancio, a suo avviso, è necessario fare il possibile per colmare le distanze che attualmente sembrano separare Camera e Senato per quanto concerne il rispetto delle regole. Ciò vale, in particolare, per le regole che attengono all'ammissibilità delle proposte emendative. Ricorda che la Camera, anche quando ciò determinava un sacrificio per i deputati, si è sempre attenuta ad un rigoroso rispetto delle regole, mentre il Senato è parso, soprattutto nell'ultima fase, orientato ad assumere un atteggiamento meno rigoroso. È evidente che il rispetto reciproco costituisce un presupposto irrinunciabile per assicurare l'ordinato e proficuo svolgimento delle funzioni.

Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.20.

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