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Camera - Seduta del 18 maggio 2005 (interrogazione su Interventi urgenti per la salvaguardia e la fruizione del patrimonio artistico e culturale della citt di Napoli)
2005-05-18

Seduta della Camera 18 maggio 2005
....
(Interventi urgenti per la salvaguardia e la fruizione del patrimonio artistico e culturale della citt di Napoli - n. 3-04535)
PRESIDENTE. L'onorevole D'Antoni ha facolt di illustrare la sua interrogazione n. 3-04535

[D'ANTONI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
a Napoli, in particolare nel centro storico della citt, esiste un immenso patrimonio artistico e religioso, che dal terremoto del 1980 attende di tornare fruibile per i cittadini;
molti di questi antichi edifici versano in completo stato di abbandono e di degrado, tanto che si sono moltiplicati, negli ultimi mesi, episodi di grave vandalismo e di saccheggio;
tutto ci rappresenta un grave danno per l'immagine e l'economia della citt di Napoli. La criminalit e l'emarginazione sociale a Napoli, come in tutto il Mezzogiorno d'Italia, si combattono anche con i necessari investimenti per la salvaguardia e la fruibilit del patrimonio artistico. Dalla valorizzazione di questo patrimonio pu scaturire ricchezza e sviluppo per tutta la comunit, utilizzando gli edifici storici anche come sede di iniziative di socializzazione ed educazione civica per i giovani -:
quali interventi si intendano intraprendere urgentemente e quali stanziamenti si intendano utilizzare per sbloccare i lavori di restauro e garantire la salvaguardia e l'utilizzo pubblico del patrimonio architettonico e culturale della citt di Napoli. ]

SERGIO ANTONIO D'ANTONI. Signor Presidente, signor ministro, nota la situazione sociale napoletana, che presenta anche punte d'emergenza criminale di grande preoccupazione. altrettanto noto che bisogna compiere un intervento che abbia la forza di un recupero culturale, occupazionale e di sviluppo. Napoli possiede un grande patrimonio artistico e religioso. Bisogna recuperarlo alla fruibilit dei napoletani, e - soprattutto - di milioni di turisti.
Cosa sta facendo il Governo, in termini finanziari e di opere concrete, perch ci avvenga?

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facolt di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, il centro storico di Napoli patrimonio dell'umanit e l'Unesco lo ha riconosciuto. una realt importante. Il Ministero per i beni e le attivit culturali da tempo attivo, avendo posto in essere una serie di interventi finalizzati sia ad ampliare le conoscenze relative a questo patrimonio culturale sia a programmare attivit di conservazione e di rilancio di tali emergenze con il programma Urban o programma operativo regionale 2000-2006, con fondi ordinari dell'amministrazione, nonch finanziamenti straordinari di provenienza europea.
Quanto al primo profilo, si sottolinea che, negli ultimi anni, l'approfondimento di tali conoscenze storiche a Napoli ha portato all'ampliamento dei provvedimenti di dichiarazione di interesse culturale. Oggi sono sottoposti a tutela circa mille edifici.
Per quanto riguarda il secondo profilo, questo Ministero ha cercato di realizzare sul territorio le pi ampie convergenze possibili con le autorit locali, al fine di perseguire congiuntamente efficaci politiche di recupero e di valorizzazione.
In tale ottica si collocano i programmi di restauro elaborati, avviati e realizzati con il sussidio, oltre che del Ministero, anche dell'Unione europea, sulla base di un'iniziativa del 1996 conseguente alla prima Conferenza dell'Unesco, in virt della quale si individuato lo strumento della sovvenzione globale, che prevedeva il cofinanziamento di progetti per valorizzare aree degradate nel centro storico antico di Napoli.
Tali progetti, attuati dal 1992 al 2000, si inseriscono in un piano unitario che la sovrintendenza si impegnata a sostenere attraverso il programma integrato denominato Polis Musea. Particolare rilevanza stata attribuita all'interrelazione fra le attivit produttive e la riqualificazione dell'ambiente urbano. Tutti gli edifici monumentali inclusi in tale programma sono stati oggetto di importanti interventi di restauro, impiantistici e di allestimento, anche con riflessi occupazionali importanti.
Attualmente, con finanziamenti della regione e del fondo europeo, nell'ambito del programma operativo regionale 2000-2006, sono in fase di attuazione il progetto integrato Grande attrattore culturale Napoli ed il progetto integrato Napoli, che riguardano alcuni monumenti di particolare rilievo storico, fra i quali il Palazzo Reale e il Chiostro di Santa Chiara.
Sono, inoltre, in previsione, nell'ambito dei medesimi progetti sopra elencati, ulteriori interventi sul complesso dei Santi Severino e Sossio, sulla Chiesa di San Gregorio Armeno e quella di San Domenico Maggiore. Si tratta di interventi per i quali la fine dei lavori prevista per il 2008.
Infine, la competente direzione regionale del Ministero per i beni e le attivit culturali, nel piano di programmazione 2004-2006, ha provveduto a disporre il finanziamento, per il medesimo triennio, di una serie di interventi di restauro relativi ad immobili del centro storico. Si tratta del Duomo e della Chiesa di Sant'Anna a Capuana, la Chiesa di Santa Lucia al Monte, la Chiesa di San Pietro a Maiella, la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi, il Palazzo Diomede Caraffa di Maddaloni, la tomba di Virgilio, la Chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli, la Chiesa di Santa Maria della Sanit, la Chiesa del Ges Vecchio, la Chiesa di Santa Caterina a Formiello, il Pio Monte della Misericordia, la Chiesa di San Lorenzo Maggiore e la Chiesa dei Santi Apostoli.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte, appare evidente l'impegno del Ministero nel cercare di creare le condizioni per un'integrazione organica fra beni ed attivit, valori culturali ed economici, nella piena collaborazione e cooperazione fra tutte le istituzioni coinvolte, affinch la citt antica di Napoli sia un fondamentale punto di riferimento culturale ed economico, nonch di fruizione sia per i cittadini sia per un turismo in grado di apprezzare i tesori storici e artistici che Napoli racchiude.

PRESIDENTE. L'onorevole D'Antoni ha facolt di replicare.

SERGIO ANTONIO D'ANTONI. Inviterei il ministro e tutto il Governo a fare una passeggiata per i quartieri di Napoli per verificare con la loro visita lo stato e le condizioni in cui si trova questo patrimonio artistico e religioso. Da ci che abbiamo sentito sembrerebbe un grande cantiere; invece, purtroppo, non cos. Purtroppo, la gran parte di queste opere di restauro bloccata, gli stanziamenti sono finiti e il patrimonio in grande degrado.
Questo un modo - lo dico al ministro perch qui, ma lo dico in generale a questo Governo - di dire una cosa e farne un'altra, di dire una cosa cui, invece, i comportamenti reali non corrispondono. Ci, purtroppo, determina delle cadute complessive, in questo caso del patrimonio artistico, culturale e religioso e, in generale, delle condizioni del paese.
Pertanto, vi spingerei ad un'azione veramente forte, volta a recuperare questo patrimonio del Mezzogiorno, di Napoli e del suo centro storico.
Dopo l'intervento pressante del sindaco di Napoli e del sottoscritto, abbiamo ottenuto dal Ministero che si finanziassero i restauri di tre chiese. Speriamo che questi lavori finalmente partano. Vogliamo che tutto questo lavoro si estenda, perch siamo in presenza di qualcosa di grande e di maestoso che ci invidia tutto il mondo e che, purtroppo, non siamo in grado di utilizzare a fini economici, sociali, culturali e turistici, per dare una risposta forte per lo sviluppo e l'occupazione.
una carta da giocare, ma i ritardi che state accumulando sono spaventosi e credo che il paese non ve lo possa perdonare (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole D'Antoni. Ringrazio anche il Governo per le risposte e i colleghi che sono intervenuti.
Dal momento che sono presenti nelle tribune alcuni studenti, faccio presente anche a loro e alle insegnanti che questo un tipo di interrogazione diretta tra i parlamentari e il Governo. Quindi, sono presenti in aula solo coloro che hanno sollevato problemi che, pur essendo di carattere generale, riguardano la loro specifica competenza e la finalizzazione che essi danno alle risposte che il Governo deve fornire.
Questa la ragione per la quale l'aula appare deserta. Non crediate che vi sia disinteresse, ma il contrario. un rapporto tra il Governo e il Parlamento che si esaurisce in domande e risposte, auspicabilmente sintetiche, cosa che non sempre succede.
cos esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.



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