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Mozione (1-00344) per i parchi naturali
2005-05-25

Mozioni


IOVENE, GIOVANELLI, GASBARRI, ROTONDO, BASSO, DI GIROLAMO, DI SIENA, FLAMMIA, LONGHI, PAGLIARULO, GRUOSSO, VISERTA COSTANTINI, BRUTTI Paolo, BARATELLA, MARITATI, FASSONE, BATTAFARANO, BRUNALE, CHIUSOLI, BONFIETTI, PIATTI, STANISCI, MARINO, MARTONE, TOGNI, CREMA, DE ZULUETA, MODICA, TONINI, PILONI, MURINEDDU, MORANDO, VALLONE, BEDIN, DONADI, DE PETRIS, FALOMI, DONATI, DETTORI, ZANCAN, FABRIS, CORTIANA, BASILE, DE PAOLI, CAMBURSANO, Baio Dossi, FRANCO Vittoria, CADDEO, MACONI, LEGNINI, VITALI, GUERZONI, MASCIONI, MONTALBANO, BATTAGLIA Giovanni - Il Senato,

premesso che:

la legge 6 dicembre 1991, n. 394, recante "legge quadro sulle aree protette", ha dettato i principi per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette, al fine di garantire e promuovere la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese;

nel nostro paese i parchi nazionali, regionali, le aree naturali protette e quelle marine tutelano e valorizzano un ricco e variegato patrimonio naturale e paesaggistico con il compito primario di conservare la biodiversit ed allo stesso tempo di promuovere lo sviluppo sostenibile in funzione del miglioramento della qualit della vita di tutti i cittadini ed in primo luogo delle popolazioni residenti;

attualmente sono 23 i parchi nazionali istituiti, pi il parco nazionale della Val d'Agri e Lagonegrese (in attesa dei provvedimenti attuativi) e le aree poste sotto tutela occupano circa 1.300.000 ha di territorio;

il lavoro di sensibilizzazione svolto dai movimenti ambientalisti, l'attivit di quasi tutte le regioni italiane, che fin dagli anni Settanta hanno dato vita a parchi e riserve regionali, e la legge quadro sulle aree protette, legge 6 dicembre 1991, n. 394, collocano oggi il nostro paese ai primi posti in Europa in termini di quantit e di qualit delle aree tutelate;

in questi anni, in molte realt territoriali finora rimaste ai margini dei processi di crescita della societ, le aree naturali protette hanno rappresentato un positivo strumento per avviare nuovi ed originali percorsi di sviluppo locale fondati sullutilizzo razionale delle risorse naturali, culturali ed umane presenti e sul protagonismo delle comunit insediate, fornendo anche importanti opportunit di occupazione qualificata alle giovani generazioni;

dal punto di vista della gestione, allo stato attuale, otto enti non hanno un Presidente, sei sono commissariati, sei non hanno consiglio direttivo, due non sono ancora attivati, quasi tutti gli enti sono privi di Direttore regolarmente incaricato;

i parchi nazionali privi di Presidente sono il parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano (commissariato), il parco nazionale Arcipelago Toscano (commissariato), il parco nazionale del Circeo (commissariato), il parco nazionale delle foreste casentinesi (commissariato), il parco nazionale Gennargentu, il parco nazionale Monti Sibillini (commissariato) e il parco nazionale d'Aspromonte (commissariato);

i parchi nazionali privi di Consiglio direttivo sono il parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano, il parco nazionale Arcipelago Toscano, il parco nazionale del Circeo, il parco nazionale delle foreste casentinesi, il parco Nazionale Gennargentu, il parco nazionale Alta Murgia;

i parchi nazionali privi di Direttori regolarmente nominati sono il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e e Molise, il parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano, il parco nazionale Arcipelago di La Maddalena, il parco nazionale Arcipelago Toscano, il parco nazionale Asinara, il parco nazionale Aspromonte, il parco nazionale Sila, il parco nazionale del Circeo, il parco nazionale Dolomiti Bellunesi, il parco nazionale Cinque Terre, il parco nazionale foreste casentinesi, il parco nazionale Gargano, il parco nazionale Gennargentu, il parco nazionale Gran Paradiso, il parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, il parco nazionale Monti Sibillini, il parco nazionale Pollino, il parco nazionale Stelvio, il parco nazionale Val Grande;

i parchi nazionali con Direttori in carica sono il parco nazionale Majella, il parco nazionale Vesuvio e il parco nazionale del Cilento-Vallo di Diano, mentre per gli altri c' una situazione confusa, si va avanti ad incarichi temporanei, a coinvolgimenti di tecnici facenti funzione, senza garantire una qualit e una continuit di gestione;

dei sei parchi senza Consigli direttivi quattro sono commissariati e due senza Presidente;

pi volte negli anni passati la Corte costituzionale ha richiamato il Ministero dellambiente e per la tutela del territorio ad operare, in materia di aree protette, secondo il principio della pi ampia e leale cooperazione istituzionale tra lo Stato centrale, le regioni ed il sistema delle autonomie locali;

la legge 12 dicembre 1991, n. 394, ha di fatto riconosciuto lesigenza di improntare la politica nazionale a favore delle aree protette alla massima partecipazione e collaborazione tra tutte le articolazioni dello Stato prevedendo, in particolare, listituzione della Comunit del parco quale organo rappresentativo delle diverse istituzioni regionali e locali operanti nel territorio del parco, nonch listituto dellintesa tra il Ministero dellambiente e per la tutela del territorio e la Regione per la nomina del presidente dellente di gestione;

prevedendo lobbligo dellintesa per la nomina del Presidente il legislatore ha voluto rimarcare limportanza e la delicatezza di tale organo in quanto particolarmente impegnato a garantire larmonizzazione dei molteplici interessi rappresentati allinterno del Consiglio direttivo dellente;

risulta necessario, per consentire il buon funzionamento degli enti parco sopra richiamati, fissare preventivamente alcuni criteri e requisiti sulla base dei quali il Ministero dellambiente e per la tutela del territorio, dintesa con le regioni territorialmente interessate, possa meglio procedere prima alla designazione e, successivamente, al parere delle Commissioni parlamentari preposte, alla nomina dei presidenti degli enti parco;

appare indispensabile, data la crescente interazione esistente tra lattivit degli enti parco e quella delle regioni e degli enti locali interessati, ricercare in sede di Conferenza unificata Stato, regioni ed autonomie locali laccordo sui criteri ed i requisiti per la nomina dei Presidenti, ci anche per evitare in questo modo linsorgere di gravi e dannosi conflitti istituzionali che potrebbero pregiudicare il funzionamento degli stessi enti parco;

negli ultimi anni lo Stato ed il Ministero dell'ambiente e per la tutela del territorio hanno ridotto i finanziamenti al Fondo nazionale per i parchi nazionali e le aree protette di circa 4 milioni di euro: nel 2001 lo stanziamento ammontava a 62.491.284 euro;

per il 2005 sono stati stanziati 57.851.000 euro, con un taglio sensibile di un milione di euro rispetto a quanto previsto per il 2005 nella legge finanziaria 2004 (58.672.000);

diversamente negli anni precedenti i fondi a disposizione dei parchi nazionali erano cresciuti in modo esponenziale, passando dai circa 22 milioni e mezzo di euro del '96, ai 62 milioni e mezzo di euro del 2001;

questa riduzione negli stanziamenti in contraddizione con l'aumento del numero dei parchi e di aree protette, istituiti nella passata legislatura, ed avviati al loro pieno funzionamento in questi anni (dell'Appennino tosco-emiliano, della Sila e dell'Alta Murgia e cinque nuove aree marine protette);

a questo si aggiunga il ritardo con cui i finanziamenti vengono trasferiti agli enti, generalmente quasi alla fine dell'anno solare e, per non diventare residui, dovrebbero essere impegnati entro l'anno medesimo;

l'opportunit di ricorrere all'autofinanziamento non pu rappresentare una risposta al problema della riduzione delle risorse trasferite e l'autofinanziamento possibile solo in alcuni parchi;

per quanto attiene le esperienze di autofinanziamento si condivide che queste debbano diffondersi anche come verifica della capacit da parte dei parchi di offrire servizi qualificati ad una domanda di fruizione turistica e scolastica sempre pi motivata ed esigente. Tuttavia chiaro che lautofinanziamento pu essere solo parzialmente integrativo di una dotazione di risorse finanziarie pubbliche, che debbono continuare ad essere investite in queste aree quasi sempre montane e insulari. La conservazione dello straordinario patrimonio di biodiversit del nostro Paese un interesse nazionale al pari dell'istruzione, della sanit e dellenergia, anche in considerazione della diversit delle situazioni territoriali che vedono parchi pi portati allautofinanziamento, come le Cinque Terre ed il Vesuvio, e parchi meno portati, come il Pollino e lAspromonte;

considerato che il nostro paese nei prossimi anni chiamato a contribuire alla realizzazione degli obiettivi previsti dal sesto Programma comunitario di azione in materia ambientale, recentemente approvato dal Parlamento europeo, tra i quali sono anche compresi quelli della tutela, della conservazione e del ripristino dei sistemi naturali allo scopo di arrestare la perdita di biodiversit e delle risorse genetiche dellUnione europea;

rilevato che:

la Corte costituzionale ha pi volte ribadito in questi anni lesigenza imprescindibile che si sviluppi in questa materia la pi ampia e leale cooperazione istituzionale tra tutti gli attori pubblici coinvolti (Stato, Regione ed autonomie locali);

con la legge 9 dicembre 1998, n. 426, stata rafforzata lautonomia gestionale degli enti parco nazionali, accresciuto il ruolo della Comunit del Parco ed stata promossa la costituzione di specifici accordi di programma per lo sviluppo di azioni economiche sostenibili a favore dei sistemi territoriali dei parchi dellarco alpino, dellAppennino, delle isole e delle aree marine protette;

in questi anni il ministro Matteoli non ha avviato alcuna delle politiche di sistema previste dalla legge 426/98 per i parchi delle Alpi, dell'Appennino e delle isole minori,

impegna il Governo:

ad operare, ricercando in primo luogo la massima collaborazione e la concertazione con le regioni ed il sistema delle autonomie locali, per avviare la costruzione del "sistema nazionale delle aree protette", inteso come un insieme organico e coerente di progetti e di programmi nazionali volti a sviluppare ed a rendere pi efficaci le iniziative svolte dalle singole aree protette, sia nazionali che regionali, e per rafforzare le politiche di conservazione e di valorizzazione del patrimonio naturale del nostro paese in funzione della rete ecologica nazionale ed in una prospettiva di tipo europeo;

ad individuare, in accordo con le regioni ed il sistema delle autonomie locali, una sede istituzionale nazionale, che abbia carattere permanente, e nuovi strumenti di programmazione ambientale, territoriale e finanziaria, specificatamente riferiti al sistema delle aree protette ed attraverso i quali sviluppare ed articolare il principio della leale collaborazione istituzionale resasi oggi ancora pi necessaria ed urgente dopo la modifica del titolo quinto della Costituzione;

ad accrescere, a partire dalla prossima legge finanziaria per il 2006, di almeno il 20% le risorse economiche destinate alle spese di funzionamento degli enti di gestione delle aree protette di interesse nazionale ed a stanziare per il prossimo triennio 200 milioni di euro per cofinanziare i programmi di investimento sia delle aree protette nazionali, sia di quelle di interesse regionale;

a mettere a punto, insieme ai Ministri interessati ed alle regioni, gli accordi di programma previsti dalla legge n. 426/98 per lo sviluppo di azioni economiche soprattutto nel campo dellagricoltura, della forestazione e delle attivit di pesca sostenibili e di qualit, dellecoturismo, della divulgazione e delleducazione ambientale, a favore delle aree protette comprese nei grandi sistemi territoriali dellarco alpino, del bacino padano-veneto, dellAppennino, delle aree costiere e delle isole minori;

a promuovere la revisione delle attuali normative che presiedono allistituzione, al funzionamento ed alla gestione delle aree marine protette di interesse nazionale per favorire la piena integrazione tra terra e mare, la pi ampia concertazione istituzionale tra lo Stato, le regioni e le autonomie locali durante la fase istitutiva, in analogia a quanto gi previsto per i parchi nazionali e modificando anche la recente decisione, assunta attraverso la legge 31 luglio 2002, n. 179, che attribuisce agli enti gestori lonere finanziario per il personale necessario al loro funzionamento;

ad accelerare la realizzazione e lapprovazione, dintesa con le regioni, della Carta della natura e del Piano nazionale della biodiversit;

ad effettuare il previsto trasferimento agli enti parco nazionali ed alle regioni della gestione delle riserve naturali dello Stato comprese allinterno dei loro territori;

ad aggiornare le normative esistenti per favorire il rafforzamento dellautonomia e della responsabilit gestionale degli enti parco nazionali attraverso il superamento, per quanto concerne le loro modalit di funzionamento amministrativo, dellaggancio alla legge n.70/75 ;

a garantire, attraverso le necessarie modifiche delle normative esistenti, la partecipazione effettiva alla predisposizione ed alla gestione degli strumenti di pianificazione e di programmazione dei parchi nazionali dei principali portatori di interessi economici e sociali ed in particolare degli agricoltori e dei pescatori che operano nelle zone interessate dalle aree protette;

a procedere rapidamente alle nomine dei Consigli degli enti parco gi scaduti e ad accelerare le procedure per la nomina di quelli di prossima scadenza;

a provvedere, ai sensi dellart. 2, comma 25, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, alla nomina dei Direttori degli enti parco che ne sono sprovvisti;

a presentare alla Conferenza unificata Stato, regioni ed autonomie locali lintesa sui criteri ed i requisiti soggettivi per la nomina dei presidenti degli enti parco nazionali;

a sottoporre preventivamente allesame delle competenti Commissioni parlamentari le proposte dei criteri e dei requisiti soggettivi per le nomine dei presidenti degli enti parco prima che le stesse vengano sottoposte allesame della Conferenza unificata;

a promuovere, anche attraverso adeguati finanziamenti, le politiche di sistema previste dalla legge 426/98 per i parchi delle Alpi, dell'Appennino e delle isole minori.

(1-00344)

www.senato.it


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