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Interrogazione 4-08810 - TURRONI - politiche ambientali
2005-05-31

TURRONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso che:

su "Il Corriere della Sera" del 25 maggio 2005 apparsa una intervista al Ministro dell'ambiente e per la tutela del territorio Altero Matteoli nella quale egli replica ad alcuni dati contenuti nel primo Libro bianco sui parchi compilato dall'associazione ambientalista WWF;

il Libro bianco evidenzia il continuo ricorso ai commissariamenti nei parchi, una gestione improntata alla trasformazione delle aree protette in territorio dove investire per opere di alto impatto ambientale (piste e impianti da sci, strade, parcheggi, infrastrutture), volte a incentivare un turismo di massa incompatibile con la natura dei luoghi nonch la scarsa attenzione per le zone umide, lagunari e costiere, nonch un elevato grado di burocratizzazione e un eccessivo politicismo nelle nomine;

nella citata intervista il Ministro afferma, fra le altre cose, di ricorrere al commissariamento degli enti parco "perch sulle nomine non si trova accordo con le regioni" ed in riferimento all'anomala situazione che vede il Direttore del servizio conservazione natura del Ministero ricoprire contemporaneamente la carica di commissario di ben quattro parchi nazionali afferma: "Ci ho messo un mio uomo per rispetto. Un commissario di parte sarebbe stato uno sgarbo";

il Ministro ammette altres, in occasione della medesima intervista, di aver chiesto deroghe al divieto di portare armi nei parchi al fine di evitare problemi e lunghe deviazioni a chi deve passare armato nelle aree protette senza averne il permesso, ponendo quale sola condizione quella per cui "il fucile deve essere scarico";

sollecitato dall'intervistatore sull'abbattimento di 490 cervi nel parco dello Stelvio, il Ministro afferma che "La selezione sempre esistita" e comunque non sarebbe possibile trasferire altrove gli animali perch sembra che nessuno li vorrebbe;

il Ministro avrebbe dichiarato infine all'intervistatore del Corriere, in materia di finanziamenti per l'anno 2005, che i parchi "hanno mantenuto la stessa cifra" (43 milioni di euro);

una serie di vicende connesse alla gestione dei parchi confligge palesemente con l'asserita volont del Ministro di ricercare il consenso delle regioni, se vero ad esempio che nel parco del Cilento il Presidente in carica era stato rimosso e sostituito con un imprenditore edile gi parlamentare di Alleanza nazionale nonostante il parere opposto della regione Campania e se vero che quel medesimo presidente rimasto in carica solo grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato, che nel luglio 2003 ha respinto il ricorso del ministro Matteoli contro la sentenza del TAR di accoglimento del ricorso presentato dall'interessato e dalla regione Campania;

la Corte costituzionale, con sentenza n. 27 del 2004, ha annullato il decreto del Ministro dellambiente del 19 settembre 2002 di nomina del commissario straordinario dellente parco Arcipelago Toscano censurando il fatto che il Ministro non ha avviato e proseguito il procedimento per raggiungere lintesa con la regione;

in merito al carattere politico di talune nomine impossibile negare, solo per fare alcuni esempi, che al parco del Gargano sia stato nominato un avvocato, gi candidato di AN alle regionali e coordinatore di AN a Manfredonia; in Val Grande il leader di AN a Verbania; alla Maddalena uno dei dirigenti storici di AN a Nuoro; al Pollino un ex parlamentare di AN; alla Majella un ex presidente provinciale di AN e candidato del medesimo partito del Ministro alle regionali; alle Dolomiti bellunesi un ex sindaco di AN di Cibiana; al Circeo un ex sindaco di AN di Sabaudia. Aspetto ancor pi grave della appartenenza politica costituito dalla mancanza dei requisiti indispensabili richiesti dalla legge 394/91 e dalla palese incompetenza di taluni dei nominati;

in merito ai commissariamenti va notato che quasi un terzo dei parchi nazionali esistenti (esclusi i due mai divenuti operanti) attualmente commissariato e un solo commissario deve suddividersi fra quattro parchi nazionali (Appennino Tosco-emiliano, Monti Sibillini, dellAspromonte e foreste casentinesi);

per alcune aree protette il commissariamento perdura da anni mentre un terzo dei parchi stato commissariato con proroghe bimestrali a dispetto di numerose sentenze della Corte costituzionale e dell'unanime indirizzo parlamentare e nonostante il fatto che pi volte l'associazione delle aree protette (Federparchi) abbia segnalato al Ministero la necessit di superare i commissariamenti e ristabilire la normalit nella gestione di quegli enti;

in merito alle risorse, le cifre dimostrano che vi stato un drastico taglio dello stanziamento per le aree protette, passato da 58.672.000 euro del 2004 a 54.120.000 euro per il 2005, mentre i 43.000.000 assegnati ai parchi nel 2005 confermano (senza tener conto dell'inflazione) la cifra lorda dell'anno precedente, la quale era gi il frutto di un biennio di tagli consecutivi, a fronte di stime operate nel 2002 dallo stesso Ministero che quantificavano il fabbisogno reale in circa 77.000.000 di euro, rendendo cos impossibile ogni attivit di investimento e consentendo solo con grande difficolt la ordinaria amministrazione degli enti;

in riferimento al decreto del Presidente del Consorzio del parco nazionale dello Stelvio volto a consentire labbattimento di 490 cervi tra il 15 ottobre 2004 e il 15 gennaio 2005, va rilevato che tale abbattimento stato deciso, secondo numerose associazioni ambientaliste, senza che ne fosse accertata la necessit in violazione dellarticolo 11 della legge 394 del 91, che consente gli abbattimenti solo in caso di squilibri ecologici accertati, e dellarticolo 19 della legge 157/1992, che li consente solo dopo che sia stata accertata linefficacia dei metodi ecologici per evitare i danni;

in merito al favore espresso dal Ministro per il transito di armi nei parchi, esso si pone in aperta contraddizione con la legge quadro sulle aree protette (articoli 6, comma 4, 11, comma 3 , 22 e 30, comma 2, della legge 394 del 1991) che esplicitamente vieta l'introduzione di armi nei parchi, anche nel caso in cui l'arma venga trasportata scarica, chiusa nella sua custodia ed a bordo di un veicolo, durante l'attraversamento dell'area protetta da parte di soggetti diretti altrove, come confermato dalla deliberazione del Ministero dell'ambiente 2 dicembre 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 1997 e come confermato dalla sentenza della Cassazione n. 30 del 5 gennaio 2000;

la citata sentenza della Corte di cassazione (Sezione III, penale) ha infatti escluso l'applicabilit dell'art. 21, lett. g), della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in base al quale consentito il trasporto delle armi da caccia purch scariche e chiuse in custodia, anche in zone in cui vietata l'attivit venatoria, atteso che tale disposizione, riferendosi alle "altre" zone in cui opera il detto divieto, non vale relativamente ai luoghi specificamente indicati alle lettere da a) ad e) dello stesso art. 21 (tra i quali figurano i parchi nazionali e le riserve naturali), nei quali il divieto in questione si correla ad interessi ulteriori rispetto a quelli di mera protezione della fauna selvatica,

si chiede di sapere:

quale sia la valutazione del Governo circa la compatibilit tra l'importante incarico ministeriale del dottor Aldo Cosentino e la carica di commissario in ben quattro parchi nazionali, anche ai fini di un efficiente espletamento di tutte queste funzioni simultanee;

se non si ritenga che i commissariamenti, atti finalizzati al superamento di difficolt temporanee, quando durano molto a lungo, come sta accadendo per l'Arcipelago Toscano, i Monti Sibillini, il Tosco-emiliano e le foreste casentinesi, rappresentino un vulnus permanente alla collaborazione istituzionale;

se non si ritenga che la prassi di ricorrere reiteratamente ai commissariamenti al fine esplicito di superare il dissenso con le regioni interessate, lungi dall'essere una soluzione alle necessit del territorio protetto e delle comunit locali, rappresenti, divenendo uno strumento sistematico di gestione, un ostacolo alla soluzione di problemi connessi alla vita stessa degli enti, oltre a contraddire con un atto di imperio le necessit di gestione di un ente, qual il parco, articolato e complesso, che non pu prescindere dai rapporti con le amministrazioni e le popolazioni locali;

se non si ritenga che l'elevato livello di burocratizzazione e politicismo, unitamente alla incompetenza dei candidati prescelti e al ricorso a procedure di nomina che non tengono conto o sono in aperto dissenso con le regioni, costituisca un danno gravissimo alla piena e corretta funzionalit del sistema delle aree protette, riducendone la credibilit e pregiudicandone il rapporto con le comunit di riferimento;

se non si ritenga che le affermazioni del Ministro in merito all'introduzione di armi nelle aree protette siano in aperto contrasto con le finalit di protezione di valori ambientali superiori affermate dalla legge quadro sui parchi e ribadite dalla giurisprudenza penale, nonch con la lettera e lo spirito delle leggi vigenti;

se non si ritenga che un danno altrettanto, se non pi, grave e durevole al sistema delle aree protette sia apportato dalla costante e progressiva riduzione delle risorse disponibili, che ormai ammontano a meno di due terzi del fabbisogno stimato dal Ministero medesimo e dalla commercializzazione della natura, secondo un modello turistico intensivo che travolge ecosistemi e biodiversit delicatissimi;

se non si ritenga pi urgente, rispetto allo sfruttamento delle risorse naturali dei parchi anche a fini turistici, intraprendere iniziative urgenti per assicurare l'adozione in tutte le aree protette dei fondamentali strumenti di pianificazione e gestione (come il piano del parco, il regolamento, il piano pluriennale per lo sviluppo socio-economico delle comunit locali, il piano di gestione delle riserve naturali) che oggi mancano in buona parte delle aree in questione, rendendo assolutamente carente la programmazione e non misurabile lefficacia di gestione;

per quali motivi, a dispetto di tanta attenzione per la realizzazione di opere impattanti in molti ambienti tutelati in area montana ai fini di sfruttamento turistico, risultino trascurati molti habitat rari o minacciati, a cominciare dagli ambienti umidi, le coste, i fondali marini, i boschi planiziali e le aree umide;

se non si ritenga che il ministro Matteoli, anche alla luce delle ultime dichiarazioni, non possa pi offrire sufficienti garanzie affinch la scelta degli amministratori e dei dirigenti degli enti sia compiuta sulla base delle reali capacit e delle esperienze dei candidati, come richiesto dalla legge quadro sui parchi.



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