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Competitivit. Parte II : Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale (C. 5736 Governo).
2005-06-01

"Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale" (5736)


Commissioni Riunite I e V - Mercoled 1 giugno 2005



TESTO PREDISPOSTO DAI RELATORI, ADOTTATO QUALE TESTO BASE DALLE COMMISSIONI RIUNITE
................

Art. 5. (Legge obiettivo per le citt).

1. Il Governo, per promuovere lo sviluppo economico, individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta, strategici e di preminente interesse nazionale, ove attuare un programma di interventi in grado di accrescerne le potenzialit competitive a livello nazionale ed internazionale, con particolare riferimento al sistema europeo delle citt.
2. In sede di predisposizione del programma di cui al comma 1, il Governo procede secondo finalit di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, perseguendo i seguenti obiettivi:
a) sostenere iniziative di valorizzazione degli ambiti urbani e territoriali di area vasta, anche attraverso l'incremento della dotazione di infrastrutture anche immateriali e servizi, ottimizzando le esternalit generate dai processi di potenziamento infrastrutturali del territorio;
b) rafforzare i sistemi urbani e territoriali di area vasta anche attraverso la risoluzione dei problemi di mobilit conseguenti al traffico urbano e di attraversamento di merci e passeggeri;
c) ottimizzare le opportunit offerte dalla presenza di assi infrastrutturali transnazionali per caratterizzare gli ambiti territoriali come elementi di connessione transfrontaliera;
d) configurare un insieme di interventi, di funzioni e di attrezzature capaci di assicurare processi economici di sviluppo sostenibile e coniugare una molteplicit di soggetti pubblici e privati, attese sociali e interessi economici anche differenziati;
e) perseguire, secondo il principio di sussidiariet, l'efficienza allocativa delle risorse statali investite attraverso l'implementazione delle fonti finanziarie dei soggetti che partecipano alla realizzazione degli interventi.
3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti elabora le linee guida per la predisposizione del piano degli interventi di cui al comma 4. Le linee guida sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.
4. Al fine della predisposizione del programma, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle linee guida di cui al comma 3, d'intesa con ogni singola regione ovvero con le regioni interessate individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta strategici e di preminente interesse nazionale. L'elenco dei comuni abilitati a presentare proposte di piano pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Entro i successivi
centoventi giorni i comuni abilitati trasmettono le proposte di piano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed alla regione ovvero alle regioni competenti. Qualora il piano di interventi riguardi pi comuni, gli stessi si impegnano ad attivare ogni utile forma di coordinamento, individuando un soggetto promotore dell'iniziativa. Nella fase di attuazione del piano, i comuni si associano ai sensi di quanto previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ovvero possono costituire una societ ai sensi del comma 8.
5. Il piano degli interventi, al fine del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 2, pu anche prevedere l'adozione dei seguenti strumenti:
a) trasferimento di diritti edificatori e istituzione di apposito registro;
b) incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e di miglioramento della qualit urbana;
c) misure fiscali di competenza comunale sugli immobili e strumenti di incentivazione del mercato della locazione;
d) costituzione delle societ di cui al comma 8.
6. Ai piani, trasmessi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al CIPE che li approva, assicurata ogni idonea forma di pubblicit al fine di consentire la formulazione di osservazioni e pareri finalizzati al miglioramento dei piani medesimi. Le forme di pubblicit ed i soggetti legittimati alla formulazione di osservazioni e pareri sono indicati nelle linee guida di cui al comma 3.
7. I comuni, individuati ai sensi del comma 4, predispongono il piano definitivo degli interventi, anche attivando la partecipazione di proposte private e secondo l'intesa sottoscritta dalla Conferenza Stato-citt ed autonomie locali. Il piano trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ne cura l'istruttoria per l'invio al CIPE.
8. Per progettare, realizzare e gestire i piani di cui alla presente legge, i comuni possono costituire societ per azioni anche con la partecipazione della provincia, della regione, di altri enti ed amministrazioni pubblici e di soggetti privati secondo le disposizioni recate dal titolo V della parte I del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
9. I piani si attuano con la sottoscrizione di un accordo di programma quadro da parte dei soggetti competenti per l'attuazione.
10. Le attivit di accompagnamento, controllo e monitoraggio relative all'avanzamento fisico, finanziario e procedurale dei piani sono assicurate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che predispone una relazione annuale al Parlamento.
11. Agli oneri derivanti all'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si fa fronte con le risorse stanziate annualmente per le infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443.
12. Se e dal momento in cui la Regione siciliana e la regione Calabria esprimono la loro intesa al riguardo, risulta individuato come ambito di area vasta strategica e di preminente interesse nazionale, rispondente alle previsioni del comma 1, il territorio delle province di Messina e di Reggio Calabria. In esso gli interventi disciplinati dal presente articolo devono rispondere anche allo specifico scopo di adeguare le infrastrutture e gli assetti urbani in essere alle esigenze e alle opportunit inerenti alla realizzazione ed al funzionamento del collegamento stabile viario e ferroviario tra la Sicilia e il continente. All'interno di tale ambito risultano altres contestualmente individuate come altrettante, distinte aree urbane ai sensi del citato comma 1, le circoscrizioni territoriali dei comuni di Messina, Reggio Calabria, Villa S. Giovanni e Campo Calabro.

.....................
Art. 13. (Disposizioni in materia di realizzazione, acquisizione e adeguamento di beni immobili).
1. Per la realizzazione, l'acquisizione e l'adeguamento di opere pubbliche, le Amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere contratti di locazione finanziaria (leasing), previo espletamento di procedura ad evidenza pubblica ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modifiche e integrazioni.
2. Le attivit di progettazione, esecuzione e collaudo delle opere acquisite dalle Amministrazioni pubbliche mediante contratti di locazione finanziaria (leasing) sono realizzate, in rispetto alle disposizioni di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, ai sensi del decreto legislativo n. 157 del 1995, fatta eccezione per quanto espressamente disposto dal presente articolo.
3. Ai fini del presente articolo, si intendono per opere pubbliche gli edifici, gli impianti, le infrastrutture e qualsiasi altro tipo di costruzione di cui le Amministrazioni necessitino per lo svolgimento delle proprie funzioni.
4. Ai fini del presente articolo, si intendono per Amministrazioni aggiudicatrici i soggetti individuati nell'articolo 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni e integrazioni.
5. Le opere pubbliche da realizzare mediante ricorso allo strumento della locazione finanziaria sono inserite nell'elenco delle opere pubbliche predisposto dalle Amministrazioni aggiudicatrici ai sensi dell'articolo 14 della legge n. 109 del 1994.
6. Le opere pubbliche sono realizzate a cura e spese di un soggetto finanziatore iscritto nell'elenco degli intermediari finanziari di cui al decreto legislativo 14 settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni e integrazioni, e al decreto del Ministero del tesoro 6 luglio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1994.

7. La progettazione definitiva delle opere pubbliche a cura e spese delle Amministrazioni aggiudicatici, che vi provvedono secondo le modalit previste dall'articolo 17 della legge n. 109 del 1994 e dal decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999 n. 554, nonch in conformit al capitolato di gara e alle prescrizioni della normativa vigente in materia.
8. Il soggetto finanziatore, in sede di partecipazione alla gara ai sensi del comma 1, indica le imprese in possesso dei requisiti di qualificazione di cui all'articolo 8 della legge n. 109 del 1994 e al decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 29 febbraio 2000, alle quali intende affidare l'esecuzione dei lavori. In sede di partecipazione alla gara, il soggetto finanziatore indica altres il direttore dei lavori in possesso dei requisiti richiesti dalla legge n. 109 del 1994 e, nei casi previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori.
9. L'Amministrazione aggiudicatrice, ferme restando le competenze del direttore dei lavori di cui al precedente comma 6, nomina uno o pi verificatori delle opere con il potere di accedere al cantiere senza limitazioni e senza preavviso. Il verificatore competente all'accertamento della regolare e tempestiva esecuzione delle opere in relazione a ciascun singolo stato di avanzamento dei lavori.

Art. 14. Insediamenti turistici di qualit).
1. Al fine di promuovere lo sviluppo del turismo di qualit, i soggetti di cui al comma 4, di seguito denominati promotori, possono presentare, congiuntamente, alla regione interessata, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, proposte relative alla realizzazione di insediamenti turistici di qualit, anche tramite concessione di beni demaniali marittimi di durata massima di novanta anni ed anche mediante la riqualificazione di insediamenti e impianti turistici e alberghieri preesistenti.
2. Ai canoni di concessione per gli insediamenti di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 . La misura del canone determinata dall'atto di concessione. Una quota degli introiti dei canoni attribuita, nella misura del 10 per cento alla regione interessata e nella misura del 20 per cento al comune o ai comuni interessati, proporzionalmente al territorio compreso nell'insediamento. Per quanto non determinato dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 36 e seguenti del regio decreto 30 marzo 1942, n. 327.
3. Gli insediamenti turistici di qualit sono caratterizzati dall'elevato livello dei servizi erogati e di soddisfazione degli utenti, della qualit ambientale, dell'integrazione con il tessuto storico culturale del territorio circostante, dalla idoneit ad attrarre flussi turistici internazionali. La realizzazione e la gestione degli insediamenti per il turismo di qualit effettuata secondo le procedure di cui ai seguenti commi.
4. Possono presentare le proposte di cui al comma 1, realizzare e gestire gli insediamenti turistici di qualit i soggetti di cui all'articolo 10 della legge n. 109 del 1994, associati con gestori di servizi ed eventualmente consorziati e associati con enti finanziatori, nonch i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi, finanziari e gestionali, definiti da apposito regolamento da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle attivit produttive e il Ministro dell'economia e delle finanze.
5. Le proposte dovranno comprendere il piano finanziario degli investimenti, l'adeguamento del sistema complessivo dei servizi che interessano l'area, in particolare nel settore della mobilit, nonch la previsione di eventuali infrastrutture ed opere pubbliche connesse, e sono redatte secondo modelli definiti dal regolamento di cui al comma 4. La realizzazione di infrastrutture e servizi connessi pu essere affidata allo stesso soggetto realizzatore dell'insediamento turistico e titolare della concessione. In tal caso si applicano le disposizioni di cui all'articolo 104, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
6. Le proposte sono valutate dalla regione sotto il profilo della fattibilit e della qualit costruttiva, urbanistica ed ambientale, nonch della qualit progettuale, della funzionalit, del costo di gestione e di manutenzione, dei tempi di ultimazione dei lavori per la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture e opere pubbliche connesse.
7. La regione, entro trenta giorni dalla presentazione, verifica l'assenza di elementi ostativi e, esaminate le proposte stesse anche comparativamente, sentiti i promotori che ne facciano richiesta, provvede, entro i successivi sessanta giorni, ad individuare quelle che ritiene di pubblico interesse e a trasmetterne documentazione ai comuni e alle province competenti per territorio, al Ministero dell'economia e delle finanze, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero delle attivit produttive, al Ministero per i beni e le attivit culturali e a tutte le ulteriori amministrazioni competenti a rilasciare permessi ed autorizzazioni di ogni genere e tipo.
8. Le amministrazioni interessate rimettono le proprie valutazioni alla regione, al Ministero dell'economia e delle finanze e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa alla proposta, ovvero, in caso di procedura di evidenza pubblica ai sensi del successivo comma 11, entro trenta giorni dalla aggiudicazione. Entro lo stesso termine le amministrazioni interessate possono presentare motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni. Le proposte e richieste sono acquisite dalla regione, dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che promuovono la stipula fra le amministrazioni interessate di un accordo di programma, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La mancata presentazione, entro il termine previsto, di osservazioni o richieste di prescrizione ha l'effetto di assenso alla proposta.
La stipula dell'accordo di programma, sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato e consente la realizzazione e l'esercizio di tutte le opere, prestazioni e attivit previste nella proposta approvata, anche in deroga alla normativa vigente, nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento e delle normativa comunitaria, ivi compresa l'eventuale realizzazione di case da gioco. Gli enti locali provvedono all'adeguamento definitivo degli elaborati urbanistici di competenza ed hanno facolt di chiedere al soggetto realizzatore dell'insediamento, titolare della concessione di beni demaniali di porre a disposizione gli elaborati a tale fine necessari.
10. Nel caso di pi proposte relative alla stessa concessione di beni demaniali la regione, prima della stipula dell'accordo di programma, indice una gara da svolgere con il criterio dell'offerta economicamente pi vantaggiosa, ponendo a base di gara la proposta presentata dal promotore, secondo le procedure di cui all'articolo 37-quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109.
Art. 17. (Erogazioni liberali in materia di beni culturali).
1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato, da ultimo, dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 10, comma 1, dopo la lettera l-quater) aggiunta la seguente:
l-quinquies) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, per il perseguimento dei loro scopi istituzionali concernenti lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo.
Qualora siano fatte a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori oppure fondazioni e associazioni, costituite o partecipate in misura prevalente dal Ministero per i beni e le attivit culturali, le erogazioni liberali possono assumere la forma dell'accollo di debito, con le modalit stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze. Negli altri casi il Ministro per i beni e le attivit culturali individua a cadenza biennale, con proprio decreto, le categorie dei soggetti che possono beneficiare delle erogazioni, sulla base dei criteri stabiliti previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; stabilisce i tempi necessari affinch le erogazioni siano utilizzate per gli scopi previsti e vigila sull'impiego dei fondi erogati. Detti termini possono, per causa non imputabile al beneficiario, essere prorogati per una sola volta. Le erogazioni liberali non integralmente utilizzate nei termini assegnati affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato. Il Ministero per i beni e le attivit culturali certifica, a richiesta del soggetto erogante e sulla base delle informazioni acquisite al riguardo dal beneficiario, l'ammontare dell' erogazione e la sua utilizzazione; entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento comunica al Ministero dell' economia e delle finanze le informazioni acquisite in merito alle erogazioni effettuate entro il 31 dicembre dell'anno precedente;
b) all'articolo 100, comma 1, dopo le parole: per specifiche finalit di, inserita la seguente: cultura;
c) all'articolo 100, comma 2, lettera a), dopo le parole: perseguono esclusivamente, sono inserite le seguenti: o prevalentemente;
d) all'articolo 100, comma 2, le lettere f) e g) sono abrogate;
e) all'articolo 100, comma 2, la lettera m) sostituita dalla seguente:
m) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, per il perseguimento dei loro scopi istituzionali concernenti lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. Qualora siano fatte a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori oppure di fondazioni e associazioni, costituite o partecipate in misura prevalente dal Ministero per i beni e le attivit culturali, le erogazioni liberali possono assumere la forma dell'accollo di debito, con le modalit stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze. Negli altri casi, il Ministro per i beni e le attivit culturali individua a cadenza biennale, con proprio decreto, le categorie dei soggetti che possono beneficiare delle erogazioni, sulla base dei criteri stabiliti previo parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; stabilisce i tempi necessari affinch le erogazioni siano utilizzate per gli scopi previsti e vigila sull'impiego dei fondi erogati. Detti termini possono, per causa non imputabile al beneficiario, essere prorogati per una sola volta. Le erogazioni liberali non integralmente utilizzate nei termini assegnati affluiscono all'entrata del bilancio dello Stato. Il Ministero per i beni e le attivit culturali certifica, a richiesta del soggetto erogante e sulla base delle informazioni acquisite al riguardo dal beneficiario, l'ammontare dell' erogazione e la sua utilizzazione; entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento comunica al Ministero dell' economia e delle finanze le informazioni acquisite in merito alle erogazioni effettuate entro il 31 dicembre dell'anno precedente;
f) all'articolo 146, comma 1, le parole: gli oneri indicati alle lettere a), f) e g) sono sostituite dalle seguenti: gli oneri indicati alle lettere a), f), g) e l-quinquies).
...........
Art. 21. (Copertura finanziaria).
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, ad esclusione dell'articolo 10, comma 1, lettera d), numero 2, capoverso 2-quater, e dell'articolo 11, pari a 9,43 milioni di euro per l'anno 2005, a 34,83 milioni di euro per l'anno 2006 ed a 21,33 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007, si provvede, quanto a 9,43 milioni di euro per l'anno 2005, 30 milioni di euro per l'anno 2006 e 21,33 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007, mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dall'articolo 20 e, quanto a 4,83 milioni di euro per il 2006, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al fondo per interventi strutturali di politica economica di cui al comma 5 dell'articolo 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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