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VII Commissione Camera - seduta del 31 maggio 2005 (Comunicazioni del Ministro Buttiglione)
2005-05-31

PROCEDURE INFORMATIVE

Comunicazioni del Ministro per i beni e le attivit culturali sugli indirizzi generali della politica del suo dicastero



Il presidente ASCIUTTI d il benvenuto al ministro Buttiglione che interviene per la prima volta ai lavori della Commissione e lo ringrazia per la sua disponibilit. Prima di dargli la parola per le dichiarazioni programmatiche, coglie indi l'occasione della presenza del Ministro per riferire sul recente sopralluogo svolto da una delegazione della Commissione in Cina nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui beni culturali. Al riguardo, rammenta che il 2006 stato dichiarato - a seguito di un memorandum di intesa firmato nel dicembre scorso dal ministro degli affari esteri italiano Fini e dal ministro della cultura cinese Sun Jiazheng - anno dell'Italia in Cina e rappresenta pertanto una straordinaria opportunit per promuovere l'immagine italiana e attrarre flussi turistici ed investimenti. Occorre tuttavia identificare le manifestazioni-chiave e comunicarne sollecitamente l'articolazione alle autorit cinesi, onde consentire la necessaria programmazione. Invita pertanto il ministro Buttiglione a cogliere l'occasione della sua prossima visita in Cina per promuovere l'iniziativa, anche in raccordo con gli altri Ministeri interessati.

Nel corso del sopralluogo in Cina, prosegue il Presidente, la delegazione della Commissione ha poi potuto constatare gli ottimi risultati della collaborazione italo-cinese nel restauro del Padiglione della Suprema Armonia nella Citt Proibita. Analoga cooperazione in programma, ricorda, per il restauro di un tratto della Grande Muraglia. Anche in questo caso, invita il Ministro Buttiglione a cogliere l'occasione della visita in Cina per concludere il relativo Accordo.

Nell'esprimere l'auspicio che il Ministero possa farsi carico delle somme necessarie per la piena realizzazione degli eventi culturali connessi alla collaborazione fra l'Italia e la municipalit di Tianjin, citt natale del primo ministro cinese, rammenta infine che l'organismo statale cinese competente in materia di beni culturali ha sottolineato l'importanza del problema del contrabbando e auspicato che Italia e Cina (gi parti della Convenzione Unesco del 1970) firmino in materia uno specifico Accordo bilaterale.



Il ministro BUTTIGLIONE d innanzitutto assicurazioni dell'impegno del Ministero nei confronti del patrimonio culturale mondiale ed in particolare della Cina. Fa indi presente che l'Italia (il cui vasto patrimonio culturale ricomprende ben 4.700.000 beni catalogati, ai quali se ne aggiungono altri 600.000 ancora non schedati) vanta un'indiscussa competenza nel settore del restauro, su cui nessun altro Paese al mondo pu contare, ad eccezione della Citt del Vaticano.

L'Italia ha infatti saputo cogliere l'importanza di tale attivit che, sviluppatasi solo nel XIX secolo con l'obiettivo di riprodurre le opere d'arte, si poi progressivamente evoluta sulla base della comprensione che i beni culturali sono una realt stratificata ove possibile da recuperare, pi che da imitare. A conferma dell'indiscussa leadership nel settore, il Ministro ricorda infatti che l'UNESCO riconosce all'Italia il ruolo di "caschi blu" del restauro.

L'Italia del resto impegnata in diversi progetti di cooperazione per la tutela e il restauro del patrimonio culturale di altri Paesi, fra cui in primo luogo il recupero della cittadella di Bam in Iran, diretto - fra l'altro - ad accrescere le competenze delle maestranze locali in ordine alle migliori tecniche del settore. Proprio in considerazione dei complessi rapporti che intercorrono fra il mondo occidentale e l'Iran, il Ministro richiama l'importanza di tali iniziative, che - partendo dal recupero delle opere d'arte - offrono un'importante occasione di dialogo fra i popoli.

Si sofferma poi sull'impegno italiano in Cina, con particolare riferimento ai progetti di recupero - richiamati dal Presidente - della Citt Proibita e della Grande Muraglia. Quanto a quest'ultimo progetto, fa presente che la partecipazione italiana, volta al recupero di 72 metri dell'opera, risulta particolarmente preziosa, tanto pi in considerazione della circostanza che dovranno essere previamente definiti i criteri del restauro, i quali agevoleranno senz'altro il recupero della parte restante.

Passando a definire le principali funzioni del patrimonio culturale, il Ministro richiama anzitutto il ruolo di strumento di autocoscienza nazionale e di testimonianza storica della civilt, irrinunciabile dopo il venir meno delle ideologie.

Ci non toglie, egli prosegue, che i beni culturali siano anche un'importante risorsa per attrarre il turismo, che occorrerebbe tener presente specie a seguito del fenomeno della globalizzazione. Quest'ultimo infatti se, da un lato, offre vantaggi ai Paesi pi poveri, dall'altro, determina seri problemi nei Paesi pi ricchi (soprattutto negli strati meno abbienti della popolazione). Occorre pertanto cogliere l'occasione per potenziare l'occupazione negli ambiti dove l'Italia ha pi vantaggi competitivi ed meno esposta alla competizione internazionale, ovvero nei settori dei beni culturali nonch della scienza e della tecnica.

N va dimenticato - prosegue il Ministro - che, per sostenere il turismo e renderlo competitivo con altre realt quali la Spagna, alla bellezza del paesaggio e alla gradevolezza del clima deve essere aggiunto un impegno teso, da un lato, alla valorizzazione dei beni culturali e, dall'altro, alla lotta al crimine, nell'ottica di un "pacchetto" integrale di servizi.

Terza funzione del patrimonio culturale, egli rileva, quella di essere un vero e proprio biglietto da visita dell'Italia nel mondo, importante anche al fine di sostenere le esportazioni italiane, controbilanciando le consistenti importazioni da parte di taluni Paesi, come ad esempio proprio la Cina.

Dando altres conto dei principali strumenti a disposizione del suo Dicastero, il Ministro cita anzitutto il Codice dei beni culturali, adottato sulla base della delega contenuta nella legge n. 137 del 2002.

Non va poi dimenticato il nuovo assetto organizzativo del Dicastero, ora basato - a livello centrale - sul modello dipartimentale e - a livello periferico - sulle direzioni regionali, che ben si inseriscono nell'ottica federale.

Giunti nell'ultimo anno della legislatura, il suo impegno sar quindi quello di completare la condivisibile strumentazione definita dal precedente Ministro, anche al fine di superare taluni problemi applicativi riferiti, nello specifico, al richiamato Codice. Ad esempio, occorrer identificare criteri che garantiscano un bilanciamento fra le esigenze di tutela e valorizzazione dei beni culturali, da un lato, e la necessaria flessibilit nella realizzazione di opere pubbliche in presenza di reperti archeologici, dall'altro.

Sulla questione, ritiene indispensabile puntare, in prospettiva, a definire una normativa (quale quella recata dal decreto-legge n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 80 del 2005) che imponga una verifica preventiva dell'interesse archeologico delle aree coinvolte, da effettuarsi - mediante adeguata strumentazione - ancor prima di avviare le opere pubbliche, onde assicurare una valutazione dell'impatto archeologico.

Fra i compiti istituzionali, ritiene altres prioritario assicurare le condizioni per un'effettiva fruibilit del patrimonio culturale, ci che implica - fra l'altro - particolare attenzione all'individuazione e alla comunicazione al pubblico dei contenuti dell'opera d'arte. Nel ritenere infatti che i musei italiani attirano meno i visitatori rispetto alle loro potenzialit, sollecita iniziative in tal senso, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, gli enti locali ed il settore privato.

In proposito, giudica importanti le iniziative didattiche svoltesi nel corso della settimana dei beni culturali in Italia, che hanno coinvolto i giovani studenti - all'interno dei musei - in attivit di straordinario impatto educativo.

Quanto alle modalit di intervento prefigurate dal Codice e dirette ad accrescere la fruibilit dei beni culturali, il Ministro si sofferma indi sullo strumento delle Fondazioni. In proposito, d conto della proficua esperienza della "Fondazione museo delle antichit egizie di Torino", ottenuta grazie alla fattiva collaborazione fra lo Stato, la regione, la provincia, il comune, la Fondazione Cassa di risparmio di Torino ed il Banco San Paolo.

D poi conto di un progetto europeo per l'apertura, nei pressi del sito archeologico di Pompei, di un museo virtuale, nel quale viene ricostruita la citt prima della sua distruzione.

Oltre agli strumenti innovativi, peraltro a suo avviso opportuno continuare a puntare anche su quelli tradizionali, quali le visite guidate, che si gioverebbero senz'altro di una maggiore collaborazione con il Ministero dell'istruzione.

Non va tuttavia dimenticato, egli prosegue, il problema della carenza dei mezzi e del personale. Con specifico riferimento all'organico, stanti le attuali difficolt generali a procedere a nuove assunzioni, sar necessario ricorrere in misura significativa alle norme sulla mobilit, quali ad esempio quelle recate nel contratto sul pubblico impiego recentemente sottoscritto.

Relativamente alla questione dei dipendenti assunti con contratto a tempo determinato, rinnovato annualmente, ritiene indispensabile uno sforzo per assicurare loro maggiore stabilit, tanto pi in considerazione delle elevate competenze che essi hanno acquisito nel tempo.

Anche al fine di recuperare risorse aggiuntive, il Ministro giudica indi importante il ricorso ai servizi aggiuntivi, allo strumento della concessione, nonch - ribadisce - a quello delle Fondazioni.

Altrettanto preziose risultano altres la costituzione di (ovvero la partecipazione in) societ miste, a capitale prevalentemente pubblico, da parte del settore pubblico, nonch la ricerca di sponsor, nell'ottica di poter assicurare all'opera d'arte una possibile utilizzazione economica, purch essa non sia in contraddizione con la sua funzione primaria.

Dopo aver messo a disposizione della Commissione una documentazione riassuntiva sulle linee programmatiche per l'attivit del Ministero, egli dichiara di condividere l'impostazione di politica culturale del Presidente francese Chirac: da un lato, l'eccezione culturale, in virt della quale le politiche di sostegno e tutela del patrimonio artistico sono legittime in sede europea in quanto, contribuendo alla costruzione della memoria storica del Paese, non sono assimilabili agli altri servizi; dall'altro, l'esigenza di definire un'industria culturale europea, che consenta di competere ad armi pari con le altre realt mondiali, come ad esempio gli Stati Uniti. Quanto a quest'ultimo pilastro, cita l'esempio dell'industria cinematografica italiana che richiederebbe una legislazione finalizzata a valorizzare le indiscutibili potenzialit del settore a livello mondiale. Al riguardo, al fine di promuovere un'effettiva capacit di proiezione sui mercati internazionali, conclude sottolineando che dovrebbe essere riconosciuta adeguata importanza alle produzioni filmiche che coinvolgono l'industria italiana del cinema nel suo complesso, anche a prescindere dalla loro effettiva caratterizzazione nazionale.

Concluso l'intervento del Ministro, la senatrice ACCIARINI (DS-U) chiede che il dibattito sia rinviato ad altra seduta, onde consentire ai membri della Commissione di prendere visione della documentazione consegnata dal Ministro.

Si associa il senatore MONTICONE (Mar-DL-U).

Il presidente ASCIUTTI ringrazia pertanto il Ministro per le dichiarazioni rese e comunica che il dibattito rinviato ad altra seduta.

Il seguito della procedura informativa quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16.



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