LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

PDL. 5823 - Disposizioni in materia di riordino del territorio
2005-05-04

CAMERA DEI DEPUTATI
PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa dei deputati
MISURACA, AMATO Disposizioni in materia di riordino del territorio
Presentata il 4 maggio 2005


Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge, recante disposizioni per il riordino del territorio, particolarmente efficace per le aree di pregio (quali le coste) notevolmente interessate da una pesante attivit edificatoria, sia abusiva che autorizzata. Essa si basa sulla convinzione che una iniziativa valida nel lungo termine se riesce a coniugare gli aspetti paesaggistico-ambientali e quelli economici.
Pertanto, al fine di creare i presupposti per innescare un circolo virtuoso che possa avviare l'economia tutelando nel contempo l'ambiente, diviene fondamentale operare in un territorio risanato, nel quale sono stati gi eliminati i detrattori ambientali che lo hanno gravemente danneggiato.
Questa impostazione presuppone un salto di qualit nell'azione della pubblica amministrazione, che viene chiamata a svolgere un ruolo attivo e illuminato, implementando nella gestione del territorio i meccanismi della rottamazione gi sperimentati con l'industria automobilistica.
Ci possibile inserendo il diritto di quota volume che diviene l'idea cardine della proposta di legge e consente di creare un fondo comunale di volume edificabile al quale si pu attingere anche per la formazione degli strumenti urbanistici e per le seguenti finalit:
1) censimento dei volumi esistenti da demolire, con il supporto dei rilevamenti aerofotogrammetrici. obbligatorio censire i volumi abusivamente realizzati ed facolt dei proprietari conferire nel censimento i volumi muniti di regolare autorizzazione per la edificazione;
2) certificazione del volume censito e costituzione di un fondo di volume edificabile; 3) assegnazione delle quote volume ai relativi detentori in funzione del volume certificato;
4) costituzione da parte dei detentori delle quote volume di apposite societ di capitale aventi come scopo sociale il recupero e la valorizzazione del territorio, con particolare attenzione alla tutela dei beni paesaggistici rispettivamente tramite la demolizione degli edifici abusivi e la realizzazione di edifici regolarmente assentiti;
5) i cittadini che non dispongono di quote volume hanno diritto a intervenire (azionariato diffuso) tramite la acquisizione di buoni ordinari comunali che i comuni emetteranno per raccogliere i capitali necessari alla realizzazione del programma di riordino del territorio;
6) individuazione dei siti vocati all'ubicazione delle nuove strutture nell'ambito di appositi piani urbanistici redatti a cura dei comuni (alberghi, ristoranti, attivit per la ricezione turistica, alloggi, opifici, eccetera);
7) demolizione dei volumi esistenti a cura e a spese delle citate societ di capitale;
8) edificazione, a cura delle stesse societ di capitale, nei luoghi individuati dagli strumenti urbanistici;
9) adesione al regime delle quote volume: gratuita per i volumi regolarmente assentiti e pu essere incentivata con la sospensione del pagamento dell'imposta comunale sugli immobili per cinque anni; per i volumi abusivi sanabili l'oblazione ridotta del 90 per cento; per i volumi abusivi non sanabili, quindi per gli edifici da demolire, l'oblazione versata nella misura del 50 per cento.
Con l'introduzione delle quote volume si conferisce al sistema normativo quel grado di flessibilit necessario per uscire dalla rigida contrapposizione tradizionale tra demolizione (mai realizzata) e mantenimento (mai legalizzato) dell'edilizia abusiva in aree di pregio.
Questo atteggiamento del legislatore appare necessario al cospetto di una opinione pubblica sempre pi sensibile nei confronti della complessit dei fenomeni sociali, economici e culturali che stanno determinando trasformazioni profonde sul territorio e sull'ambiente.
A tale proposito utile osservare cosa stato fatto nei maggiori Paesi europei. Nelle culture pi evolute si tende a gestire il problema con continui aggiustamenti, senza cercare astratte formule risolutive. Le differenze tra il nostro e gli altri sistemi risiedono in fattori che potremmo definire di secondo livello rispetto al quadro normativo.
Tuttavia per ci che riguarda il contenuto delle leggi, l'Europa riserva maggiore attenzione verso le procedure attuative, piuttosto che nei confronti della ricerca di nuovi princpi o istituti amministrativi. Nei vari sistemi stata posta particolare attenzione nel chiarire esattamente i limiti e le funzioni della pianificazione generale rispetto a quelli della pianificazione attuativa. In tale senso il sistema italiano risulta molto arretrato. Ad esempio il piano regolatore generale oggi un istituto indefinito in molti suoi connotati essenziali. A seconda delle scelte dell'amministrazione esso diventa strumento di indirizzo o documento di dettaglio.
La differenza tra noi e le migliori realt europee non costituita dunque da leggi risolutive o da meccanismi tecnicamente perfetti quanto, piuttosto, da una attenzione costante a quelli che abbiamo chiamato problemi amministrativi di secondo livello: cura nel pensare i passaggi procedurali, organizzazione e pulizia dei testi di legge, funzionalit degli uffici, attenzione verso una equa tassazione per garantire la necessaria disponibilit finanziaria. Tutto ci determina la costante presenza dell'amministrazione nella vita sociale. Senza questa presenza della pubblica amministrazione non pensabile attendersi risultati di rilievo dalla pianificazione, quale che ne sia il livello tecnico di elaborazione.
Fra l'altro, se le regioni vogliono cogliere l'obiettivo di investire le risorse del Programma operativo regionale 2000-2006 si devono semplicemente creare le precondizioni per la loro spendibilit che di fatto si concretizzano in una agile e tempestiva gestione del territorio.
In questa ottica la questione del riordino del territorio assume un ruolo strategico. Ad esempio, per quanto attiene il riordino delle coste, l'introduzione delle quote volume nello scenario della normativa sul recupero ambientale consente di valorizzare aree di notevole pregio ambientale con la demolizione delle costruzioni sorte abusivamente, di garantire gli investimenti immobiliari comunque gi realizzati e di convertire i volumi abitativi esistenti con nuovi volumi produttivi prevalentemente nel settore turistico.

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
(Censimento dei fabbricati).
1. I comuni provvedono, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al censimento dei fabbricati esistenti realizzati abusivamente al fine di procedere alla loro demolizione. Entro tale termine fatto obbligo al responsabile dell'abuso, o a un suo rappresentante legale, di procedere, a mezzo di autocertificazione con le modalit previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, alla autodenuncia dei fabbricati da demolire e della relativa quantit di volume.
2. L'autodenuncia di cui al comma 1 determina la immediata depenalizzazione del reato e il contestuale avvio della procedura per la concessione, in regime di diritto di quota volume ai sensi dell'articolo 2, della stessa quantit di volume denunciato.
3. facolt dei proprietari conferire nel censimento gli edifici legittimamente costruiti o muniti di autorizzazione in sanatoria.
4. Per i controlli e le verifiche i comuni si avvalgono della cartografia e di tutti i rilevamenti disponibili presso i loro uffici tecnici e presso gli uffici provinciali e regionali competenti del territorio.
Art. 2.(Concessione del dirittodelle quote volume).
1. Entro due mesi dalla data di autodenuncia o dal conferimento volontario di cui all'articolo 1, i comuni procedono alla certificazione del volume dei fabbricati censiti, alla costituzione di un fondo di volume edificabile e alla contestuale assegnazione delle quote volume in misura pari al volume certificato.
2. La concessione del diritto delle quote volume agli assegnatari diviene definitiva dopo la notifica al comune della avvenuta rottamazione a mezzo demolizione degli edifici conferiti nel censimento.
Art. 3.(Societ immobiliari di quote volume).
1. Entro tre mesi dalla data di definizione del censimento di cui all'articolo 1, i comuni promuovono la costituzione da parte dei concessionari delle quote volume di apposite societ di capitale aventi come scopo sociale il recupero ambientale e paesaggistico nonch la valorizzazione degli investimenti impegnati negli immobili in oggetto rispettivamente tramite la demolizione degli edifici censiti e la realizzazione di altri edifici nei luoghi legittimamente individuati.
Art. 4.
(Emissione di buoni ordinari comunali per la costituzione delle societ immobiliari di quote volume).
1. I cittadini che non dispongono di quote volume hanno diritto a partecipare alle societ di capitale cui all'articolo 3 tramite l'acquisizione di buoni ordinari comunali che i comuni, entro il termine di cui al medesimo articolo 3, devono emettere per raccogliere i capitali necessari alla realizzazione del programma di riordino del territorio.
Art. 5.(Procedure per la edificazionein regime di quote volume).
1. I comuni pubblicano la cartografia tematica che individua i beni ambientali presenti nel proprio territorio, nonch le zone da rimettere a verde. Lungo le coste di tutto il territorio nazionale deve essere prevista una fascia verde della profondit di almeno 300 metri.
2. I comuni individuano, nell'ambito di piani urbanistici redatti appositamente per la edificazione in regime di quote volume, i siti vocati all'ubicazione dei nuovi edifici anche per la fruizione turistica dei beni culturali e ambientali di cui dispone il territorio della regione, e i siti per il deposito temporaneo degli sfabricidi che devono essere riutilizzati come materiali inerti.
3. L'assessorato regionale competente per il territorio e l'ambiente, di concerto con gli uffici centrali e periferici dell'assessorato regionale competente per i beni culturali e ambientali, approva i piani urbanistici di cui al comma 2 con procedura d'urgenza e assicurando la massima assistenza agli uffici comunali.
4. I comuni emettono, con priorit assoluta e con procedura d'urgenza, le concessioni edilizie e tutte le autorizzazioni richieste tempestivamente dalle societ di capitale di cui all'articolo 3.
5. Le societ di capitale di cui al comma 4, una volta ottenute le concessioni e le autorizzazioni previste dal medesimo comma, provvedono, a propria cura e spese, alla demolizione degli edifici i cui volumi sono stati conferiti nel censimento.
6. Completata la demolizione ai sensi del comma 5, le societ di capitale possono procedere, a propria cura e spese, alla edificazione dei nuovi edifici.
7. I comuni devono assicurare la massima assistenza durante le varie fasi di realizzazione degli interventi di demolizione e di nuova edificazione, fino alla emissione dei certificati di abitabilit e di agibilit dei nuovi edifici.
8. Ai sensi della presente legge tutti gli organi e gli uffici, anche non espressamente citati dalla medesima legge, sono tenuti comunque a concludere con urgenza gli adempimenti di propria competenza assicurando la massima celerit.
Art. 6.
(Oneri).
1. L'adesione al regime delle quote volume:
a) per i volumi regolarmente assentiti gratuita ed incentivata con la sospensione del pagamento dell'imposta comunale sugli immobili per cinque anni;
b) per i volumi abusivi sanabili, comporta il pagamento dell'oblazione ridotta del 90 per cento;
c) per i volumi abusivi non sanabili e da demolire, comporta il pagamento dell'oblazione ridotta del 50 per cento.

www.camera.it


news

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

15-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 15 OTTOBRE 2017

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

Archivio news