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Parere della XIV Commissione su C. 5901, 14/06/2005
2005-06-14

XIV Commissione - Resoconto di martedì 14 giugno 2005


Decreto-legge 63/05: Disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale e per la tutela del diritto d'autore.
C. 5901 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Andrea DI TEODORO (FI), relatore, osserva che nel testo originario, il decreto-legge in esame, che constava di due articoli, oltre a quello relativo all'entrata in vigore, era stato adottato stante la straordinaria necessità ed urgenza di potenziare ed ottimizzare l'attività del Governo in materia di politiche del Mezzogiorno, ampliando il ruolo di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e di realizzare un più efficace coordinamento, anche a livello internazionale, delle funzioni di contrasto delle attività illecite lesive della proprietà intellettuale.

Ricorda peraltro che nel corso dell'iter di conversione al Senato sono stati approvati undici articoli aggiuntivi, dieci dei quali riferiti al decreto-legge ed uno al disegno di legge di conversione. Tiene a sottolineare che si è trattato di un metodo di legiferare che non condivide, ma che è da accettare per le esigenze specifiche da soddisfare, inserite nel provvedimento in esame.

Sottolinea quindi che l'articolo 1 del decreto-legge attribuisce al Presidente del Consiglio dei ministri o ad un ministro da lui delegato le competenze concernenti lo sviluppo e le politiche di coesione nel Mezzogiorno; l'articolo 2, con il fine dichiarato di realizzare un più efficace coordinamento, anche a livello internazionale, delle funzioni di contrasto delle attività illecite lesive della proprietà intellettuale, affianca la Presidenza del Consiglio al Ministero per i beni e le attività culturali in alcune funzioni da esso svolte in materia di tutela del diritto d'autore. Aggiunge che l'articolo 2-bis estende alla campagna per i referendum abrogativi del 2005 le agevolazioni fiscali per l'acquisto di materiale elettorale e di spazi di comunicazione politica, attualmente previste per la propaganda svolta in occasione di elezioni politiche, regionali e amministrative.

Gli articoli da 2-ter a 2-quinquies prevedono invece, all'articolo 2-ter, l'obbligo per le stazioni appaltanti di opere pubbliche in aree di interesse archeologico di trasmettere al Soprintendente territorialmente competente, copia del progetto preliminare dell'intervento comprendente gli esiti delle indagini geologiche e archeologiche preliminari ai fini della verifica preventiva dell'interesse archeologico, le cui procedure sono dettagliatamente descritte nell'articolo 2-quater; l'articolo 2-quinquies prevede le norme per l'adeguamento delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano alle disposizioni in esame e reca una norma di invarianza finanziaria.

................................

................
Ricorda quindi che l'articolo 2-undecies esclude alcune categorie di monete, ritenute di limitato valore, dalle prescrizioni recate dal Codice dei beni culturali per i beni di particolare interesse storico-archeologico in caso di alienazione, commercio ed esportazione dal territorio dell'Unione Europea.

......................
Il provvedimento non presenta profili di contrasto con la normativa comunitaria, propone quindi di esprimere parere favorevole.

Domenico BOVA (DS-U) osserva che il decreto legge in esame si compone di due parti, la prima costituita dall'articolo 1 si riferisce al coordinamento ed alla verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale, nonché delle politiche di coesione, con riferimento alle aree del Mezzogiorno; la seconda, composta dall'articolo 2, composta da undici commi, reca invece norme relative al coordinamento delle politiche in materia di diritto d'autore.

Rileva che il provvedimento in esame, all'articolo 1, associa, quindi, un tema riguardante la coesione territoriale ed un altro completamente diverso, concernente, invece, la tutela del diritto d'autore, due materie estremamente eterogenee tra loro.
Segnala che per entrambe le materie appare veramente complicato riscontrare i requisiti di necessità e di urgenza che per Costituzione dovrebbero caratterizzare ogni decreto-legge e che per entrambe le materie ci sono diversi elementi critici. Aggiunge che per quanto riguarda il primo punto, il coordinamento e la verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale, nonché delle politiche di coesione, con riferimento alle aree del Mezzogiorno, sono attribuite al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero ad un Ministro da lui delegato.

Secondo il comma 2, per l'esercizio di queste funzioni, il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro da costui delegato utilizza anche le strutture organizzative del Dipartimento delle politiche di sviluppo e coesione presso il Ministero dell'economia e delle finanze, cui restano però attribuite le competenze, ivi comprese le relative risorse.
Dal contenuto della disposizione deduce quindi che al nuovo Ministro per lo sviluppo e le politiche di coesione viene attribuito il compito di coordinare gli strumenti di programmazione negoziata e l'utilizzo dei fondi comunitari, per il quale riceverà un'apposita delega del Presidente del Consiglio, ma il Dipartimento per le politiche di sviluppo nelle aree sottoutilizzate permarrà nel Dicastero del Ministro dell'economia.

Si chiede perciò di che cosa si occuperà in concreto visto che i Ministri dell'economia, delle attività produttive, delle infrastrutture e dell'istruzione, dai quali dipendono le politiche più necessarie al Mezzogiorno, conservano le proprie competenze; il raggio di azione del nuovo Ministro sembra, quindi, alquanto limitato.


Osserva inoltre che fino ad oggi non è stato fatto molto per il Mezzogiorno, secondo il Rapporto annuale 2004 del Dipartimento per le politiche di sviluppo sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, la quota della spesa effettiva in conto capitale del Mezzogiorno è progressivamente salita fino al 41,2 per cento nel 2001, per poi scendere al 39,4 nel 2002 ed al 37,8 nel 2003. Ricorda quindi che mentre durante i governi del centro-sinistra la quota di investimenti in quell'area ha toccato l'apice, con il Governo attuale la stessa è caduta rovinosamente. Ritiene quindi che la nomina di questo nuovo Ministro, con limitati poteri, non rassicura sul fatto che in futuro verrà fatto di più per il Mezzogiorno.

Non condivide inoltre le modifiche introdotte al diritto d'autore, in quanto restringono gli ambiti di autonomia e di libertà riconosciuti alla SIAE. Rileva infatti che l'intervento non ha alcuna finalità di contrasto ai fenomeni di pirateria multimediale, che effettivamente rappresenterebbero l'ambito su cui bisognerebbe intervenire.

Sottolinea che il decreto-legge, attribuendo al Presidente del Consiglio dei ministri la vigilanza diretta sull'assemblea dei soci e sul bilancio della SIAE, si pone invece in contrasto con l'esigenza di tutelare il diritto d'autore, che rappresenta un bene primario strettamente connesso alla libertà di espressione, di ricerca ed artistica.
Si tratta di una misura grave, in considerazione del conflitto di interesse che si verrebbe a determinare nei confronti del Presidente del Consiglio in carica, chiamato ad esercitare una funzione di controllo sul bilancio della Società alla quale è al tempo stesso tenuto a riconoscere corrispettivi per l'utilizzo di diritti d'autore da parte delle reti televisive di cui è proprietario.

.............Sulla base delle riflessioni esposte e non considerando il provvedimento idoneo né a sostenere lo sviluppo e la coesione territoriale né a tutelare adeguatamente il diritto d'autore, preannuncia, anche a nome dei deputati del suo gruppo, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

Gabriele FRIGATO (MARGH-U) si riserva di svolgere alcune considerazioni più approfondite sul merito del provvedimento nel corso del suo esame in Assemblea.

Pur senza voler formulare particolari considerazioni sui profili di compatibilità comunitaria, evidenzia invece alcuni rilievi sulla incompatibilità del provvedimento in esame con il dettato costituzionale.

Si tratta infatti di disposizioni che appaiono ampiamente in contrasto con quanto disciplinato dalla Costituzione in riferimento ai presupposti dell'adozione dei decreti-legge da parte dell'Esecutivo.
Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del suo gruppo, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

Flavio RODEGHIERO (LNFP) esprime, anche a nome dei deputati del suo gruppo, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.

Giorgio CONTE (AN) esprime, anche a nome dei deputati del suo gruppo, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/schedela/trovaschedacamera.asp?pdl=5901


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