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DDL 3400- C. 5901-a. Assemblea Se. n. 642 del 21/6/2005
2005-06-21


Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 642 del 21/6/2005

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 3400 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonch per la tutela del diritto d'autore. Disposizioni concernenti l'adozione di testi unici in materia di previdenza obbligatoria e di previdenza complementare (Approvato dal Senato) (5901) (ore 16,35).


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, gi approvato dal Senato: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonch per la tutela del diritto d'autore. Disposizioni concernenti l'adozione di testi unici in materia di previdenza obbligatoria e di previdenza complementare.
Ricordo che nella seduta di ieri si conclusa la discussione sulle linee generali.


(Esame di questioni pregiudiziali - A.C. 5901)

PRESIDENTE. Ricordo che sono state presentate le questioni pregiudiziali Leoni ed altri n. 1 e Zaccaria ed altri n. 2 (vedi l'allegato A - A.C. 5901 sezione 1).

Avverto che la questione pregiudiziale Zaccaria ed altri n. 2 si intende sottoscritta anche dall'onorevole Cusumano.
A norma dei commi 3 e 4 dell'articolo 40 e del comma 3 dell'articolo 96-bis del regolamento, sulle questioni pregiudiziali avr luogo un'unica discussione, nella quale potr intervenire, oltre ad uno dei proponenti per illustrare ciascuno degli strumenti presentati (purch appartenenti a gruppi diversi), un deputato per ciascuno degli altri gruppi.
A norma del comma 3 dell'articolo 40 del regolamento, i tempi di intervento sono di dieci minuti per ciascuno degli illustratori e di cinque minuti per i deputati di ognuno degli altri gruppi.
L'onorevole Leoni ha facolt di illustrare la sua questione pregiudiziale n. 1.

CARLO LEONI. Signor Presidente, come i colleghi sanno, la natura ed i requisiti di validit dei decreti-legge sono disciplinati dall'articolo 77 della Costituzione, che, in modo molto chiaro, limita l'adozione dei provvedimenti provvisori con forza di legge da parte del Governo a casi straordinari di necessit e d'urgenza.
La domanda che noi poniamo all' Assemblea la seguente: il decreto-legge in esame risponde, oppure no, ai requisiti prescritti dall'articolo 77 della Costituzione? La nostra risposta chiaramente negativa, perch l'estrema eterogeneit delle materie trattate nel decreto-legge in parola rende davvero non stringenti i requisiti di urgenza e di necessit che l'articolo 77 prevede.
Si dir - e sono io il primo a dirlo - che non la prima volta che ci si trova di fronte a provvedimenti di urgenza caratterizzati da siffatta eterogeneit di materia. Ebbene, ogni volta che ci troviamo davanti ad un caso del genere (molto spesso si tratta di proroghe di termini, ma anche di provvedimenti dello stesso tipo di quello che stiamo esaminando oggi), i nostri interlocutori del Governo e della maggioranza rispondono ai nostri rilievi con un'alzata di spalle, con un qualche imbarazzo e, talvolta, con il riconoscimento di un difetto e con l'impegno a non perseverare nell'errore in futuro. Ci nonostante, si continua a procedere nello stesso modo con una disinvoltura e - permettetemi di dirlo - con una protervia impressionanti.
Si continua ad operare in questo modo nonostante gli espliciti richiami del Presidente della Repubblica. Mi riferisco, in particolare, al messaggio del 29 marzo 2002, con il quale veniva rinviata alle Camere, ai sensi dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione, la legge di conversione del decreto-legge 25 gennaio 2002, n. 4, recante disposizioni urgenti finalizzate a superare lo stato di crisi per il settore zootecnico, per la pesca e per l'agricoltura. Il rinvio alle Camere avvenne, in quel caso, perch il Capo dello Stato rilev un'attinenza soltanto indiretta delle nuove norme introdotte nel corso dell'esame parlamentare alle disposizione dell'atto originario.
Caro Presidente, cari rappresentanti del Governo, cari colleghi, ci risiamo! Infatti, stiamo esaminando un disegno di legge di conversione di un decreto-legge nel quale si passa dall'archeologia alla numismatica, dai prodotti lattiero-caseari ai vitigni autoctoni, dal diritto d'autore e dal federalismo amministrativo agli enti di ricerca e via dicendo.
Inizialmente, il decreto-legge in oggetto era composto di soli due articoli (il terzo disciplinava l'entrata in vigore). Da due articoli si passati ad 11 e non a causa di un eccesso di disinvoltura dei senatori, magari perch si tentato un assalto alla diligenza, giacch dallo stesso Governo sono stati proposti al Senato altri quattro articoli, oltre ai due iniziali. Indubbiamente, la responsabilit di questo modo di legiferare da attribuire alla guida politica.
Chiediamo pertanto ai colleghi della maggioranza e dell'opposizione di esprimere un voto favorevole sulla questione pregiudiziale, perch questo modo di procedere assolutamente incostituzionale. Quella clamorosa eterogeneit che ho ricordato confligge con i requisiti previsti dall'articolo 77 della Costituzione.
Chiediamo il voto favorevole sulla questione pregiudiziale per dire basta a questo modo di legiferare del tutto irrispettoso della Costituzione, del buonsenso e dei rapporti distinti e chiari tra Governo e Parlamento.
Con questo atto, vogliamo lanciare un allarme. Siamo agli ultimi mesi della legislatura. La tentazione dell'assalto agli ultimi treni che passano si sta facendo molto forte nel Governo e nella maggioranza, ma attenzione colleghi! Si forzano le regole formali, che non sono mai un formalismo astratto, e le regole costituzionali, per avere un beneficio a breve termine, ma si determina un danno, si sparge veleno nei rapporti non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche tra Governo e Parlamento e nelle relazioni istituzionali.
Invitiamo i colleghi a votare a favore della questione pregiudiziale per dire al Governo di fermarsi con questo modo di legiferare. C' un altro modo ordinario per giungere gli stessi risultati, ma quello di concepire un decreto-legge come un treno che passa e al quale si pu aggiungere a piacimento qualsiasi vagone un sistema che confligge clamorosamente con il dettato costituzionale.
Per questo abbiamo presentato la questione pregiudiziale e chiediamo all'Assemblea di esprimere su di essa un voto favorevole.

PRESIDENTE. L'onorevole Zaccaria ha facolt di illustrare la sua questione pregiudiziale n. 2.

ROBERTO ZACCARIA. Signor Presidente, ancora una volta siamo di fronte ad un procedimento di conversione che si segnala per il marcato e forte contrasto con lo spirito e con la lettera delle disposizioni costituzionali.
La decretazione d'urgenza limitata dalla Costituzione e dalla legislazione vigente a casi di straordinaria necessit ed urgenza ed anche posto il limite della omogeneit del contenuto del provvedimento per evitare che l'azione del Governo possa sostituirsi del tutto alle Camere nella funzione legislativa che loro propria.
Il requisito della omogeneit, presente nella legge n. 400 del 1988 e nel regolamento della Camera (articolo 96-bis), risulta palesemente, vorrei dire, clamorosamente ignorato nel testo in esame.
Il provvedimento, infatti, spazia - basta scorrere rapidamente il testo - dalla disciplina del diritto d'autore alle misure per la coesione territoriale, dalle agevolazioni fiscali relative allo svolgimento dei referendum alla modifica di disposizioni di delega legislativa in materia di previdenza obbligatoria e complementare; ancora, nel disegno di legge si dispone anche in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico, di collezioni numismatiche, di enti di ricerca, di istruzione e di federalismo amministrativo. Ritengo che, un campionario di questo genere, nonostante i molti precedenti, noi non l'avessimo ancora visto! Ancora una volta, la mancanza di collegamento logico tra gli oggetti e la conseguente disomogeneit del testo sono state puntualmente sottolineate nel parere reso dal Comitato per la legislazione, ove si sottolineano non solo la mancanza di coerenza ed organicit nel testo, ma anche gli effetti che una su
approvazione avrebbe sul complesso dell'ordinamento.
Infatti, si procede ad abrogazioni che risultano incomplete in quanto lasciano in vigore disposizioni incompatibili con la disciplina di risulta, come per l'intervento in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico e per quello in materia di collezioni numismatiche. Ci potuto avvenire anche perch, come sempre pi frequente nel caso di provvedimenti di questo genere, il testo non corredato n dall'analisi tecnico-normativa n da quella di impatto di regolamentazione. Mi domando, dunque, perch tali prescrizioni continuino a far parte del nostro ordinamento se, sostanzialmente, vengono disattese in maniera sistematica.
Sull'incidenza generale dell'intervento dell'Esecutivo nel procedimento legislativo, ritengo sia utile ed opportuno richiamare i dati; dati peraltro citati soltanto la settimana scorsa, in questa Assemblea, dall'onorevole Boccia. Ebbene, negli ultimi tre mesi - e voglio sottolineare che ci si riferisce agli ultimi tre mesi - l'ottanta per cento dei progetti di legge esaminati sono stati disegni di legge di conversione dei decreti-legge; la circostanza dell'avvicinarsi della conclusione della legislatura apre inquietanti prospettive per i mesi a venire.
L'utilizzo della decretazione d'urgenza non pu costituire il mezzo normale per la realizzazione degli obiettivi pi diversi e pertanto disposizioni legislative e regolamentari affiancano i requisiti costituzionali della necessit e dell'urgenza e pongono come assolutamente perentorio il principio della omogeneit. Si badi bene, ci non costituisce un aspetto secondario n una questione di pura forma; si tratta, piuttosto, della necessaria rispondenza ad un'esigenza primaria in un sistema parlamentare, l'esigenza che, come per la potest delegata, il Governo incontri appositi limiti anche nella decretazione d'urgenza.
La conversione del decreto-legge sulla competitivit, approvato solo poche settimane fa, sembra, ahim, avere costituito una sorta di pericoloso precedente in materia ed oltremodo preoccupante che si voglia continuare a distorcere il ruolo dell'Esecutivo nel procedimento legislativo estendendo l'intervento del Governo oltre quanto previsto dalla Costituzione. Signor Presidente, si sta procedendo ad una modifica costituzionale palese - cui ha gi contribuito questa Assemblea - attraverso misure di rafforzamento dell'Esecutivo; ma questi atti, che quotidianamente osserviamo, non sono gi una anticipazione molto preoccupante di quel disegno di riforma costituzionale?
Il presente decreto pone problematiche nuove ed ulteriori; infatti, la disomogeneit del decreto rilevabile gi dal titolo e - aspetto che pi rileva - dalle disposizioni originarie inserite nel decreto. Mentre nel caso del decreto-legge sulla competitivit, era ravvisabile una sorta di omogeneit nel fine che legava insieme disposizioni pur tra loro diverse - e quindi si realizzava una omogeneizzazione appunto finalistica -, nel caso in esame manca anche un tale paravento. Infatti, nel decreto-legge, gi nel testo iniziale - prima che intervenga il procedimento di conversione con le relative delicate questioni (in particolare, legate alla prassi vigente in merito al Senato) -, sono presenti campi materiali assolutamente disomogenei, che non presentano alcun elemento comune: Mezzogiorno, da una parte; diritto d'autore, dall'altra. Sul punto, sembra opportuno ricordare come non possano in questo caso invocarsi interpretazioni dottrinarie, di per s anche discutibili, sulla natura specializzata o meno della legge di conversione, in quanto il problema dell'omogeneit esiste ab origine nel decreto.
Infatti, esso consiste di soli due articoli, di argomento completamente diverso ed in alcun modo assimilabile.
La citata disomogeneit del testo del decreto-legge in esame non sembra, ma in palese e clamoroso contrasto con le disposizioni recate dalla legge n. 400 del 1988, la quale, pur essendo una legge ordinaria, riveste carattere ordinamentale, come ribadito dal Presidente della Repubblica.

La disomogeneit del testo del provvedimento risulta estremizzata in sede di conversione, attraverso l'inserimento di articoli aggiuntivi - come ha gi evidenziato il collega Leoni - privi di qualsiasi tipo di connessione logica con le tematiche trattate all'interno del decreto-legge. Dai due articoli pi uno del testo iniziale, il Senato della Repubblica ci consegna 15 articoli che introducono tematiche assolutamente estranee rispetto al provvedimento originario.
Si pongono, inoltre - e mi avvio a concludere, signor Presidente -, questioni puntuali ed estremamente rilevanti, a partire dalla modifica di disposizioni di delegazione legislativa contenuta nell'articolo 2 del disegno di legge di conversione; cosa che, avvenendo in sede di conversione di un decreto-legge, costituisce una vera e propria forzatura giuridica.
Anche su tale punto, il parere del Comitato per la legislazione risulta chiaro e perentorio: il Comitato chiede la soppressione dell'articolo 2 del disegno di legge in esame, contenente le modifiche alle disposizioni di delega legislativa, ai fini della compatibilit con il regolamento della Camera, articoli 16-bis e 96-bis.
Il Comitato per la legislazione, inoltre, rileva che disposizioni del decreto-legge incidono su materie ordinamentali: si tratta di una condizione incompatibile con la sede di conversione di un decreto-legge. Vorrei portare un solo esempio. Il Comitato stesso richiama criticamente l'articolo 2-sexies del decreto-legge, con il quale si dispone la soppressione del comma 551 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2005, contestualmente al trasferimento alla competenza esclusiva del giudice amministrativo delle controversie riguardanti i prodotti lattiero-caseari.
In tal modo, infatti, si procede all'eliminazione della disposizione secondo cui tutti i provvedimenti amministrativi relativi a norme comunitarie sono sottoposti alla tutela ed ai rimedi del procedimento dinanzi al giudice ordinario, mentre le controversie di cui al primo comma dell'articolo 2-sexies del decreto-legge in esame costituiscono solo una parte (seppur cospicua) del pi vasto complesso dei provvedimenti amministrativi relativi a norme comunitarie.
Un intervento di questo tipo, signor Presidente, dal punto di vista dei principi veramente assai discutibile, poich modifica, in sede di conversione, le regole della giurisdizione.
Riprendendo, infine, le considerazioni svolte ancora una volta dall'onorevole Boccia, gi citate in precedenza, vorrei osservare che, negli ultimi mesi della legislatura, si assiste ad una sottile quanto inesorabile pressione sugli istituti garantistici, accompagnata da tentativi di forzare le regole. Proprio questo abbiamo di fronte: si tratta, infatti, di un tentativo di approfittare delle peculiari procedure concesse alla conversione dei decreti-legge per inserire supinamente disposizioni di ogni genere, per giunta nell'ambito di un procedimento che, per sua natura, dovrebbe rimanere estremamente tipizzato.
Mi scusi, signor Presidente, ma vorrei rilevare che, nonostante la mia breve esperienza in quest'aula, ormai ho parlato pi volte su tali argomenti; tuttavia, a questa realt, vale a dire a questa palese e ripetuta rottura della Costituzione, non intendo in alcun modo rassegnarmi (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mascia. Ne ha facolt.

GRAZIELLA MASCIA. Signor Presidente, intendo spendere solo poche parole, poich i colleghi Leoni e Zaccaria hanno gi ampiamente illustrato le ragioni che rendono il provvedimento in esame incompatibile con i presupposti di necessit ed urgenza, nonch con le caratteristiche che dovrebbero essere proprie di un decreto-legge.
Purtroppo, in questa Assemblea siamo costretti ad operare un richiamo all'articolo 77 della Costituzione in diverse occasioni; in particolare, come stato gi sottolineato, nel caso del provvedimento in esame sarebbe sufficiente leggere la rubrica dei diversi articoli per rendersi conto
dell'inesistenza di omogeneit: si passa, infatti, dal diritto d'autore ai vitigni, alle questioni lattiero-casearie a quant'altro, in violazione dei principi di necessit ed urgenza prescritti dall'articolo 77 della Costituzione.
Anche il Comitato per la legislazione, che non capisco per quale motivo facciamo lavorare, costretto, in diverse occasioni, a dover rilevare tali elementi: il criterio di omogeneit delle materie e la questione dell'urgenza, che vengono meno proprio nei termini in cui sono predisposti i provvedimenti.
Nonostante ci, noi non desistiamo, perch si tratta di una tra le garanzie non a caso previste dalla Costituzione e - sempre non a caso - richiamate in diverse occasioni dal Presidente della Repubblica. Quindi, anche se l'attuale maggioranza e l'attuale Governo hanno dimostrato di essere insensibili a detti elementi ed alle menzionate garanzie di carattere istituzionale e costituzionale, vogliamo sottolineare tale necessit e invitiamo l'Assemblea ad approvare le questioni pregiudiziali nn. 1 e 2.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zanettin. Ne ha facolt.

PIERANTONIO ZANETTIN. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le questioni pregiudiziali a prima firma degli onorevoli Leoni e Zaccaria sono finalizzate a non procedere nell'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 63 del 2005, per una supposta eterogeneit delle disposizioni recate dal provvedimento e per una asserita non sussistenza dei requisiti di necessit ed urgenza che, ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione, devono ricorrere ai fini della possibilit per il Governo di presentare al Parlamento provvedimenti provvisori con forza di legge.
Devo dire, signor Presidente, che non possiamo condividere tali sbrigative e strumentali conclusioni. Occorre, infatti, anzitutto far rilevare come il requisito della omogeneit delle disposizioni recate dai decreti-legge in esame non derivi da una apposita norma costituzionale, ma sia invece dettata dall'articolo 15, comma 3, della legge n. 400 del 23 agosto 1988, recante disciplina dell'attivit di Governo ed ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi del quale si dispone che i decreti-legge devono contenere misure di immediata applicazione ed il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.
La collocazione del principio di omogeneit delle disposizioni recate dai provvedimenti di urgenza solo nell'ambito di una fonte legislativa di rango ordinario non consente, pertanto, di configurare, nel caso di specie, una violazione dell'articolo 77 della Costituzione, proprio per l'assenza di un apposito parametro costituzionale. Sotto tale primo profilo - che i presentatori delle due questioni pregiudiziali ritengono problematico -, chi parla non ritiene che l'Assemblea debba accogliere la richiesta di non procedere all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge in discussione.
Occorre peraltro far rilevare che la maggior parte delle disposizioni ritenute eterogenee, come in precedenza ricordato anche dall'onorevole Leoni, sono state introdotte nel corso dell'esame del provvedimento al Senato della Repubblica e sono, quindi, il frutto di scelte politiche che l'altro ramo del Parlamento, nella sua autonomia costituzionalmente garantita, ha ritenuto opportuno adottare. A tal proposito, evidente che non si pu chiedere alla Camera dei deputati di rinunciare ad esaminare il disegno di legge di conversione solo per la circostanza che il Senato vi ha introdotto disposizioni considerate eterogenee. Ne verrebbe, con ci, inficiato il rapporto di leale collaborazione tra organi dello Stato e di autonomia dei due rami del Parlamento.
Detto ci, non si pu negare che, in linea generale, sussiste un problema di armonizzazione delle procedure e delle prassi vigenti presso i due rami del Parlamento, soprattutto sotto il profilo del diverso ambito entro il quale viene esercitato il vaglio di ammissibilit delle proposte emendative da parte dei Presidenti
delle due Assemblee legislative e, di conseguenza, dei presidenti delle rispettive Commissioni permanenti, atteso che un'eccessiva asimmetria in materia pu, in effetti, comportare - con riguardo, in particolare, ai decreti-legge - una minore ampiezza emendativa consentita ai deputati rispetto a quella riconosciuta ai senatori. Si tratta, tuttavia, come evidente, di una questione pi ampia rispetto alla finalit dell'odierno dibattito, che non pu in ogni caso essere portata a sostegno delle tesi sostenute dai presentatori delle questioni pregiudiziali in esame.
Quanto, infine, alla lamentata insussistenza dei presupposti di necessit ed urgenza, con riguardo alle disposizioni recate dal provvedimento in esame, si tratta di una valutazione di merito sulla quale si pu convenire o meno, ma che non ha mai costituito oggetto di rinvio da parte del Presidente della Repubblica o di dichiarazione di illegittimit costituzionale da parte della Corte costituzionale.
Invero, la stessa Corte costituzionale - da ultimo, nella sentenza n. 16 del 2002 ed anche richiamando le precedenti sentenze n. 398 del 1998, n. 330 del 1996 e nn. 29, 161 e 391 del 1995, nonch le ordinanze n. 90 del 1997 e n. 432 del 1996 - ha avuto modo di affermare che la mancanza dei presupposti sulla decretazione d'urgenza pu risolversi in un vizio dell'atto rilevabile in sede di giudizio di legittimit costituzionale solo quando essa appaia chiara e manifesta perch solo in questo caso il sindacato di legittimit della Corte non rischia di sovrapporsi alla valutazione di opportunit politica riservata al Parlamento.
Conclusivamente, signor Presidente, alla luce del complesso delle considerazioni sopra svolte, preannuncio il mio voto contrario sulle questioni pregiudiziali presentate (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Acquarone. Ne ha facolt.

LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le eccezioni di incostituzionalit che sono state illustrate ampiamente dai colleghi intervenuti; mi riferisco, in particolare, al due volte collega (perch parlamentare e professore), onorevole Zaccaria.
Vorrei, tuttavia, soffermare l'attenzione su una questione secca: la modifica introdotta dal Senato - mi riferisco all'articolo 2-sexies - che attribuisce tutte le controversie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, si pone in palese contrasto, senza possibilit di equivoco, con la pronuncia contenuta nella sentenza n. 204 del 2004 della Corte costituzionale, laddove quest'ultima ha chiarito che, a Costituzione vigente, non si pu parlare di attribuzione alla giurisdizione esclusiva per blocchi di materie, ma soltanto di una possibile estensione della materia dei diritti soggettivi. Nel testo ci non viene precisato: non si dice se questa materia attenga agli interessi legittimi, non si dice nulla in ordine al motivo di un'eventuale estensione della cognizione dei diritti soggettivi. Ne consegue che il primo giudice amministrativo che si trover a dovere giudicare una questione di questo tipo non potr che sollevare una questione di incostituzionalit, in quanto sul punto esiste una secca pronuncia della Corte costituzionale. Forse, basterebbe anche una modifica che precisasse la questione; ma, cos com', la norma palesemente incostituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Popolari-UDEUR).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Boato. Ne ha facolt.

MARCO BOATO. Signor Presidente, mi limito a preannunciare il voto favorevole su entrambe le questioni pregiudiziali di costituzionalit che ho sottoscritto e mi richiamo agli interventi test svolti dai colleghi Leoni, Zaccaria, Mascia ed anche a quello del collega Acquarone riguardante un tema pi specifico.
Condividendo gli interventi degli esponenti dell'opposizione intervenuti precedentemente, mi richiamo ad essi e - lo ripeto - preannuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulle questioni pregiudiziali Leoni ed altri n. 1 e Zaccaria ed altri n. 2.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti431
Maggioranza 216
Hanno votato s 208
Hanno votato no 223).


Prendo atto che l'onorevole Frigato non riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto favorevole. Prendo atto, altres, che l'onorevole German non riuscito a votare e che avrebbe voluto esprimere un voto contrario

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