LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

DDL 3400- C. 5901-a. Assemblea Sed. n. 642 del 21/6/2005
2005-06-21



Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Colasio 2-decies.1 e Cento 2-decies.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colasio. Ne ha facolt.

ANDREA COLASIO. Colleghi, stiamo discutendo di un articolato inserito nel decreto-legge che presenta aspetti a dir poco paradossali. Abbiamo elogiato - con grande onest politica - la presenza nel provvedimento in esame, pur con modalit improprie (avremmo preferito la procedura normale), della novellazione del codice dei beni culturali, anche per l'archeologia preventiva. Vi siete affidati a consulenti di vaglia: un provvedimento che crediamo vada nel senso della crescita culturale del nostro paese.
Avete fatto una cosa politicamente corretta e intelligente e vi siete affidati a dei consulenti (i dipartimenti di archeologia) di rango e di qualit congruenti con la storia espressa dal nostro paese. Ebbene, amico relatore e sottosegretario, perch introdurre una norma sulle collezioni numismatiche che potrebbe essere stata scritta da un tombarolo? Perch? Perch avete scritto questa norma che - ripeto - da tombarolo? Essa contraddice la storia e la cultura del nostro paese!
Insisto: noi abbiamo detto che riconosciamo l'intelligenza politica di una norma che importante. Spiegateci, non dico la necessit e l'urgenza di questa norma, ma almeno il significato politico e culturale. Io ritengo (e so che molti amici e colleghi anche della maggioranza concordano con me) che questa norma modifichi radicalmente il senso politico-culturale della tutela del nostro paese.
Con essa si fa una cosa ben strana: si modifica l'allegato A al codice dei beni culturali nella parte prescrittiva relativamente ad alcuni oggetti-beni culturali. Sostanzialmente, si introduce una distinzione tra monete antiche di pregio e monete di valore modesto; le prime restano tutelate per quanto concerne l'alienazione, il commercio e la possibilit di restituzione in caso di esportazione illecita, mentre non lo sono quelle di minor valore: per esse viene espunta la tutela!
Non vi alcun criterio per definire cos' di minor pregio: non vi un criterio scientifico! Vi invito a trovare un archeologo o un numismatico in grado di considerare valida questa norma: non lo troverete, perch non esiste un criterio con
cui si possa definire il minor pregio rispetto ad una moneta antica! Quale sarebbe tale criterio: la serialit? La moneta per definizione seriale, sottosegretario, e poi, lo sappiamo benissimo, per gli studi e le ricerche archeologiche la quantificazione e la serialit, dunque il numero di monete, rappresentano un indicatore di produzione monetaria e di logiche finanziarie. Dunque, non sottovalutare la rilevanza a fini storico-culturali della presenza nel nostro territorio di monete per definizione seriali rappresenta comunque un elemento di attenzione alla nostra storia ed alla nostra identit.
Noi non stiamo dicendo nulla di problematico rispetto ad una procedura che riteniamo sbagliata. Il codice, cos come strutturato, prevede una forma di tutela assolutamente condivisibile. Non riusciamo a capire quale sia il senso di questa riduzione drastica della tutela per quanto concerne le monete e le collezioni numismatiche: non ha alcun senso!
Credo che sarebbe comunque importante che da parte del Governo vi fosse un'attenzione verso un ordine del giorno che porrebbe quantomeno dei paletti.
Francamente, per, colleghi, non vedo la necessit e l'urgenza: soprattutto, andremmo ad aprire una falla all'interno di una cultura condivisa.
A tale proposito ricordo che il codice Urbani - lo dico ai colleghi di Alleanza nazionale - figlio della legge n. 1089 del 1939: stiamo parlando di Bottai! Si tratta di cose importanti! In quella legge venne definita una logica di tutela condivisa, che si intende modificare oggi con l'inserimento surrettizio di una norma che non ha alcun fondamento scientifico - lo ripeto - e che non all'altezza di questo Parlamento (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carli. Ne ha facolt.

CARLO CARLI. Signor Presidente, non abbiamo avuto prima alcuna riserva nel riconoscere ad alcune parti di questo provvedimento il loro valore e nell'esprimere al riguardo anche la nostra condivisione; per credo che, di fronte a questo articolo 2-decies, si debba non solo esprimere la nostra pi forte contrariet, ma aggiungere anche una qualificazione: una vergogna!
Signor sottosegretario, la conosco anche per la sua capacit di guardare con attenzione ai provvedimenti e di ascoltare. La invito fortemente a leggere (come avr certamente gi fatto) e a valutare questo articolo.
Questo articolo 2-decies, infatti, introduce delle norme che riducono fortemente la tutela del patrimonio numismatico, dando peraltro, nel campo della tutela, una definizione nuova in termini di valutazione che non appartiene alla storia e alla tradizione del nostro paese in ordine all'attribuzione del valore storico-artistico del nostro patrimonio.
Chiedo al sottosegretario Ventucci come sia possibile una previsione come la seguente: Le monete antiche e moderne di modesto valore o ripetitive o conosciute in molti esemplari o non considerate rarissime ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali. Ma come si fa a stabilire il modesto valore? Il modesto valore a cosa attribuito? attribuito ad un valore economico di mercato o ad un valore storico? A questo riguardo, faccio notare che nel patrimonio artistico non vi sono valori differenziati in ordine alla tutela: ci che da tutelare, va tutelato! La tutela non legata all'attribuzione di un valore economico ad un dato bene: esso semplicemente da tutelare!
Ora, introducendo la definizione prima citata, si crea un precedente che riveste, a mio avviso, una gravit inaudita, perch questa previsione, in questo caso adottata per le monete, un domani potrebbe essere estesa anche ad un'altra tipologia di patrimonio storico-artistico. E ci , a mio avviso, molto grave! Mi chiedo quale sia il motivo che ha condotto ad affrontare la materia della numismatica in questi termini profondamente sbagliati, e non invece facendo riferimento al codice dei beni culturali da poco in vigore. Voi su una materia che riveste una straordinaria importanza e che, come tale, richiede una valutazione adeguata intervenite con lo strumento del decreto-legge. Non solo, ma con la previsione di cui all'articolo 2-decies finite per dare spazio a chi fino ad oggi ha fatto commercio o ricerca di questi beni in maniera illegale - i cosiddetti tombaroli -, come ha ben evidenziato poc'anzi il collega Colasio.
Sottosegretario Ventucci, la invito, quindi, a spiegarci, secondo la sua interpretazione, che cosa significa la previsione di modesto valore o ripetitive che, se approvata - spero proprio di no -, diverr legge. Significa che se il numero di queste monete elevato, allora il valore delle stesse diminuisce? La tutela , quindi, legata al numero delle monete esistenti? Ma, come senz'altro saprete, il numero delle monete legato anche alle circostanze storiche e al periodo, e queste variabili sono importanti ai fini della valutazione complessiva del bene da tutelare. Com' quindi possibile che il numero sia considerato un elemento di discrimine per tutelare o meno un dato bene? Tale quesito lo sottopongo alla riflessione del sottosegretario Ventucci, al quale chiedo anche qual l'autorit preposta a valutare il modesto valore, e sulla base di quali criteri essa stabilisce il modesto valore.
Chi stabilisce che questi beni (non soltanto le monete) non sono considerati rarissimi? E in base a quali elementi, a quali conoscenze? Signor sottosegretario, la invito caldamente a riflettere.
Inoltre, la disposizione fa riferimento a monete antiche e moderne di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali. Francamente, anche questo...

PRESIDENTE. Onorevole Carli, devo invitarla a concludere.

CARLO CARLI. No, signor Presidente, questo un provvedimento...

PRESIDENTE. Onorevole Carli, sa com' il tempo: fatto cos!

CARLO CARLI. Ha ragione, signor Presidente, le chiedo scusa.
Mi consenta di invitare il relatore ed il Governo a valutare meglio il nostro emendamento volto a sopprimere l'articolo 2-decies, che consideriamo enormemente grave; anzi, io credo che esso rappresenti una vera e propria vergogna per il nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo)!

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Chiede la parola il rappresentante del Governo, che per lungo silenzio parea fioco!.
Ha facolt di parlare, sottosegretario Ventucci.

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, non sono intervenuto in questa sede perch quello che aveva da dire il Governo l'ha gi detto in Commissione. Tuttavia, non vorrei che l'onorevole Carli, preso dal compito che gli stato affidato stasera, facesse azioni di terrorismo.
Onorevole Carli, se ha letto la lettera A, numero 13, lettera b), dell'allegato A al codice dei beni culturali e del paesaggio, sa benissimo che in quel testo contenuta, in negativo, una previsione che, nel provvedimento in esame, formulata in positivo: non cambia niente, tanto vero che il Governo accetter - e non si limiter ad accogliere come raccomandazione - un ordine del giorno dell'onorevole Colasio con il quale il Ministero dei beni culturali ed ambientali sar impegnato ad agire nella materia de qua. Ribadisco che non cambia assolutamente nulla rispetto alle disposizioni vigenti.

PRESIDENTE. La ringrazio, signor sottosegretario.
Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici



emendamenti Amici 2-decies.1 e Cento 2-decies.5, non accettati dalla Commissione n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato s 179
Hanno votato no 215).


Passiamo alla votazione dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Roberto Barbieri. Ne ha facolt.

ROBERTO BARBIERI. Signor Presidente, leggendo l'articolo 1 del disegno di legge di conversione, non posso nascondere un certo stupore: un tema di primaria importanza per la politica e l'economia del nostro paese, qual il coordinamento dello sviluppo e della coesione territoriale, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno, vale a dire l'architettura istituzionale di uno degli oggetti pi importanti della politica economica e della politica industriale del nostro paese, viene relegato in un provvedimento omnibus!
Credo che agli occhi di chiunque abbia un po' di buon senso ci costituisca la dimostrazione concreta della confusione politica presente in questo Governo e nella maggioranza che lo sostiene: vi incapacit ad identificare le priorit della politica, a dare ad esse il giusto rilievo ed a mettere in campo le scelte conseguenti! Del resto, in questi anni, il Mezzogiorno stato completamente cancellato dalla nostra agenda politica, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: il sud si fermato e, con esso, si fermata anche l'Italia!
Colgo l'occasione che mi offerta da questa dichiarazione di voto, oltre che per segnalare la superficialit e l'insensibilit istituzionale con le quali il Mezzogiorno ed il coordinamento delle politiche territoriali vengono collocati nel provvedimento in esame, anche per denunciare i risultati della non politica.
Se andiamo con la mente a ci che successo tra il 1996 ed il 2001, quando si operato tra mille limiti e problemi, ricordiamo che il tasso di crescita del PIL nel Mezzogiorno si era portato, per la prima volta, su valori superiori a quelli del centro-nord.
Nel quinquennio 1996-2001, gli occupati erano aumentati di circa 360 mila unit. L'occupazione era cresciuta ad un tasso del 6 per cento sia nel sud sia nel centro-nord del paese. Addirittura, fra il 1996 ed il 2000 (cito i dati ISTAT; sono, quindi, assolutamente verificabili), la crescita delle esportazioni del sud aveva superato quella del centro-nord.
A cosa abbiamo assistito in questi quattro anni di attivit di un Governo che, nel provvedimento in esame, affronta il tema del Mezzogiorno? Abbiamo assistito a quello che definisco ripiegamento.
Nel 2003, quando la vostra politica ha iniziato a produrre i suoi effetti, il tasso di crescita del PIL meridionale tornato sui livelli molto modesti del centro-nord (assai modesti) che hanno portato il nostro paese alla recessione. La dinamica espansiva dell'occupazione si fermata nel 2002, dopo avere raggiunto nel 2001 il tetto massimo (+2,4 per cento). Nel 2003 e nel 2004 l'occupazione si contratta ad un ritmo dello 0,4 annuo. Il tasso di disoccupazione ha continuato a diminuire - ci viene presentato da questo Governo come risultato positivo -, ma pi per effetto dello scoraggiamento a presentarsi sul mercato del lavoro che non per la riduzione dei disoccupati.
Il Mezzogiorno l'area che registra la maggiore flessione nel livello degli ordinativi e dove pi accentuato il calo della produzione industriale; rallentano anche le esportazioni, che erano state l'elemento trainante negli anni precedenti.
Quindi, a problemi di struttura, che indubbiamente esistono (un eccessivo orientamento delle produzioni meridionali verso il mercato interno; produzioni esposte
alla concorrenza dei paesi emergenti; troppe piccole imprese e/o sottodimensionate), avete aggiunto gravissime responsabilit che vorrei elencare rapidamente: le risorse per il sud sono state ridimensionate (non basta creare questa finta architettura o ministri di cui conosciamo bene l'operato), creando anche incertezza sulla loro disponibilit (cito dati della Commissione bilancio e della legge finanziaria).
L'ultima legge finanziaria approvata da questo Parlamento ha stanziato per le aree del sud circa 8 miliardi per il 2007, ma ha tolto 5 miliardi dal 2005 e 4,5 miliardi dal 2006. Il volume delle agevolazioni si ridotto del 30 per cento tra il 2001 ed il 2003. A fine 2004 (ecco i vostri risultati) risultavano residui non spesi per pi di 18 miliardi di euro! Un delitto, Presidente! Aggiungo poi l'incapacit di individuare priorit (quando non si sa fare politica, non si individuano le priorit); ci ha condizionato l'utilizzo di strumenti per lo sviluppo infrastrutturale, come la legge obiettivo, che divenuta semplicemente un catalogo di sogni innumerevoli. Strutture come Sviluppo Italia, che ormai sono diventate carrozzoni che si occupano di tutto tranne...

PRESIDENTE. Onorevole Roberto Barbieri, la invito a concludere.

ROBERTO BARBIERI. Tali strutture hanno navigato senza rotta, non riuscendo ad impiegare cospicue disponibilit di capitale. E delle minori risorse a disposizione si fatto cattivo uso, privilegiando strumenti di incentivazione generica come la Tremonti-bis, peggiorando per di pi la fluidit di funzionamento. Le regioni sono state lasciate sole.
Credo che il Mezzogiorno avr bisogno di una nuova architettura istituzionale e di un coordinamento delle politiche per il Mezzogiorno, ma soprattutto di un progetto di contenuti di politica economica e politica industriale. Di questo ce ne occuperemo noi, quando governeremo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Carbonella. Ne ha facolt.

GIOVANNI CARBONELLA. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto sull'articolo 1, che francamente lascia sconcertati. Credevamo che la questione che stava a cuore al Governo, vale a dire il Mezzogiorno, meritasse una consapevolezza superiore a quella che - ahim - stata dimostrata nel corso di questi quattro anni.
Asserisco ci perch, con un solo articolo, ci si limita esclusivamente ad individuare un coordinamento delle politiche per il Sud da affidare o alla Presidenza del Consiglio o a qualche ministro delegato; francamente, oltre che bizzarra, tale soluzione sconfortante per le ragioni che da meridionali riteniamo debbano essere sostenute. Lo affermo con rammarico in quanto devo riconoscere che, non appena presentato, il provvedimento, pur insieme ad una certa dose di scetticismo, aveva tuttavia suscitato un particolare interesse. Si voleva verificare se il Governo, dopo avere cancellato la questione Sud dalla propria agenda politica, finalmente, in un rigurgito di memoria storica - oltre che politico-sociale ed economica - intendeva dare un segno tangibile della propria attenzione nei confronti di questa importante zona del paese. Dinanzi, invece, alla conferma di una ottusa e bieca disattenzione riguardo ai problemi che interessano il Sud - ma si tratta, piuttosto, degli stessi problemi del paese - dobbiamo, finalmente, sgombrare il campo dall'assioma che per anni ha caratterizzato i tanti protagonisti della vita politica e sociale di questo paese. Mi riferisco allo stereotipo del Sud come zona che deve essere assistita, quasi i meridionali siano quei piagnoni che non aspettano altro che stendere la mano per ricevere qualche prebenda; ebbene, ci stato cancellato in maniera sapiente - e, se mi consentite, anche orgogliosa - allorquando il Mezzogiorno ha mostrato, negli anni passati, di essere capace di camminare con le proprie gambe e di esprimere una propria progettualit,
disponendo di risorse umane ed intellettuali in grado di costruire il futuro con proprie idee ed intenzioni.
Tuttavia, si trattato di una breve stagione legata ai Governi di centrosinistra; allora, abbiamo potuto verificare come strumenti validi, sapientemente gestiti, davano, in questa parte d'Italia, risultati eccezionali. Si registrata in quella fase una inversione di tendenza dal punto di vista occupazionale; ma si tratt di un incremento dell'occupazione stabile che, diversa da quella odierna, precaria e frammentata, era legata a progetti e ad investimenti validi nel Sud, nonch ad un protagonismo sociale che accompagnava le idee e la voglia di riscatto manifestate dalle popolazioni meridionali.
Si sono previsti i patti territoriali, che facevano fare un salto culturale al Mezzogiorno, ma che sono serviti anche al Nord per capire come si poteva costruire sviluppo partendo dal basso, con le proprie energie e con le proprie risorse; si fatto ricorso alla programmazione negoziata; si sono fatte scelte importanti quali il bonus sull'occupazione o il credito di imposta o, ancora, le leggi sull'imprenditoria giovanile. Ebbene, tutto questo armamentario ha dato linfa alla capacit del Sud di emergere (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)... di dimostrare di essere in grado di camminare con le proprie gambe.
Invece, questo Governo in quattro anni ha riportato indietro l'orologio della storia (Una voce dai banchi del gruppo di Alleanza Nazionale: Basta!), ha cancellato il Mezzogiorno e, al di l delle chiacchiere e delle frivolezze contenute nelle varie leggi finanziarie, oggi ci troviamo un Sud non immobile ma che arretra. Un Sud che piange le proprie capacit bloccate (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza Nazionale)... Avete tarpato le ali ad una capacit creativa e progettuale, ad una capacit di proposizione di un Sud che invece rivendicava dignit. Con quattro leggi finanziarie e ora con questo provvedimento, voi confermate la vostra bieca ottusit nel non capire che il Sud, anzich una palla di piombo per lo sviluppo del paese, deve essere considerato come una grande risorsa.
E se vi affacciate sul Mediterraneo, allora scoprirete quali possibilit e quali grandi potenzialit vi siano (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...

PRESIDENTE. Onorevole Carbonella...

GIOVANNI CARBONELLA. ... non per dare al Sud una chance, ma per offrire al paese una risposta in termini generali (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)...

GIACOMO STUCCHI. Fermatelo!

GIOVANNI CARBONELLA. ... ai bisogni della sua economia. ci che, dal punto di vista della socialit, questa nazione merita (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-SDI-Unit Socialista - Applausi polemici dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1 del disegno di legge di conversione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato s 216
Hanno votato no 173).

www.camera.it


news

13-12-2017
Interrogazione parlamentare su libere riproduzioni. I casi di Napoli e Palermo

08-12-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 08 DICEMBRE 2017

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l'esperto:INTERVISTA - "Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

Archivio news