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DDL. 3400-b, Senato, sed. n. 826 del 23/06/2005
2005-06-23



Discussione e approvazione del disegno di legge:

(3400-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale, nonché per la tutela del diritto d'autore. Disposizioni concernenti l'adozione di testi unici in materia di previdenza obbligatoria e di previdenza complementare (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)(ore 11,07)


PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 3400-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

...............
MALAN, relatore. Signor Presidente, questo decreto-legge è in scadenza, in quanto porta la data del 26 aprile, e pertanto dev'essere convertito in legge oggi. La Camera ce lo ha restituito con alcune modifiche, che illustro sinteticamente.

Due modifiche marginali riguardano la disciplina della verifica preventiva dell'interesse archeologico, introdotta proprio qui al Senato: una concerne il termine entro cui il soprintendente può richiedere la sottoposizione dell'intervento a una procedura ulteriore di verifica dell'interesse archeologico, termine che passa da trenta giorni, così come lo avevamo approvato qui al Senato, a novanta giorni; un'altra modifica si riferisce alle modalità con cui il soprintendente stesso può richiedere le opportune integrazioni alle documentazioni fornite dall'impresa che si trova ad operare in una zona di interesse archeologico: anziché «per una sola volta», la Camera ha modificato la norma stabilendo che queste osservazioni vanno fatte «con modalità analitiche».

.......................
Per il resto, il testo approvato dal Senato è immutato.
MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
..........Il decreto-legge n. 63 del 2005 reca disposizioni nella materia dello sviluppo e della coesione territoriale, nonché per la tutela del diritto d'autore e per l'adozione di testi unici in materia previdenziale.

In sede di conversione presso la Camera dei deputati, è stata inserita una serie di disposizioni di contenuto eterogeneo, che spaziano dalle agevolazioni fiscali per lo svolgimento del referendum alla materia archeologica, all'Ufficio per il federalismo amministrativo, agli enti di ricerca.

La mancanza di una minima unità sistematica delle modifiche introdotte in sede di conversione evidenzia una prassi assolutamente distorsiva ed illegittima dell'istituto previsto dall'articolo 77 della Costituzione.

In particolare, onorevoli colleghi, appare censurabile utilizzare il disegno di legge di conversione del decreto-legge, il quale usufruisce di un regime di approvazione eccezionale, quanto a termini e modalità di discussione; regime che si spiega unicamente in ragione della sua «accessorietà» rispetto al decreto-legge.

Inserire i più eterogenei contenuti nella legge di conversione tradisce, quindi, la natura della legge di conversione, «legge speciale» che ammette i soli emendamenti strettamente collegati al contenuto del decreto-legge e che quindi partecipano della straordinaria necessità ed urgenza del decreto.

L'illegittimità della prassi dell'introduzione di contenuti eterogenei nelle leggi di conversione dei decreti-legge è stata, fra l'altro, apertamente censurata dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere del 29 marzo 2002.

La ristrettezza dei tempi che, ancora una volta, la Conferenza dei Capigruppo e la Presidenza del Senato mettono a disposizione dei Gruppi non mi dà l'opportunità di motivare meglio la pregiudiziale di costituzionalità, che, comunque, ho sottoposto succintamente all'Aula e della quale chiedo l'approvazione.
.................
DE PETRIS (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


DE PETRIS (Verdi-Un). .........
Il provvedimento, signor Presidente (ha perfettamente ragione il collega Manzione), contiene in modo inopinato - non è la prima volta, ma vogliamo porre di nuovo con forza la questione - una serie di interventi su materie assolutamente estranee al decreto-legge.

Vorrei sottolineare che una delle questioni che si sono volute affrontare nel decreto-legge, con una specie di blitz, nel corso del primo passaggio del provvedimento in Senato, riguarda una materia delicata e piena di problematiche: la vicenda delle quote latte, materia di certo assolutamente estranea al contenuto del decreto, per la quale ritengo non ricorrano assolutamente presupposti d'urgenza tali da dover essere inserita in un decreto-legge. Vi sono norme totalmente estranee alla materia e soltanto nel corso della seconda lettura del provvedimento in Senato, dopo le modifiche apportate dalla Camera, la Commissione competente ha potuto procedere all'esame ed esprimere un parere.
Ciò non è assolutamente più concepibile. È una prassi fin troppo consolidata, che contiene tutti i presupposti dell'incostituzionalità, soprattutto con riferimento a materie totalmente estranee che, oltretutto, non presentavano presupposti né d'urgenza, né di necessità perché le si inserisse in un decreto-legge.

CALVI (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALVI (DS-U). Signor Presidente, anch'io mi associo alle considerazioni che il collega Manzione ha svolto con la consueta chiarezza e dovizia di approfondimenti.

Anche a me questo provvedimento appare, per certi versi, anomalo. Certamente, contiene norme assolutamente eterogenee e difficilmente conciliabili tra loro.

Leggo che il decreto-legge reca disposizioni urgenti per lo sviluppo e la coesione territoriale (e ciò va bene), nonché per la tutela del diritto d'autore, e disposizioni concernenti l'adozione di testi unici in materia di previdenza obbligatoria e complementare. A me sembra che, in qualche modo, stiamo tornando indietro, anche se debbo dare atto - credo, con onestà intellettuale - che anche la scorsa legislatura fu ricca di provvedimenti nei quali vari temi venivano sovrapposti senza alcuna coerenza.

Ritengo che su questo punto bisogna essere molto fermi e rigorosi. Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che, intervenendo su materie tanto complesse e divergenti fra loro, crea certamente difficoltà di riflessione e discussione all'interno della stessa Aula.
..........

Si pone quindi il problema del coordinamento,.....CALVI (DS-U). Termino qui il mio intervento, signor Presidente.

FALOMI (Misto-Cant). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALOMI (Misto-Cant). ..........

Naturalmente, il giudizio dato dalla Presidenza del Senato sulla inammissibilità degli emendamenti è inappellabile e giustamente i parlamentari lo accettano, perché credo che ciò sia necessario per uno svolgimento ordinato dei nostri lavori. Per questo ci sorprende che provvedimenti, decreti-legge che contengono in modo evidente un insieme di materie eterogenee fra loro, non tutte segnate dai requisiti di necessità ed urgenza, possano essere portati alla nostra attenzione senza che da parte della Presidenza si sollevino obiezioni come quelle che spesso capita vengano sollevate - è capitato altre volte - anche nell'altro ramo del Parlamento, quando decreti-legge sono stati corretti cercando di ricondurre al principio della omogeneità della materia l'oggetto stesso del provvedimento.
Sono, queste, le ragioni evidenti che contrastano non solo con la prassi parlamentare, ma anche con i princìpi costituzionali.
Credo che le obiezioni sollevate dai colleghi siano fondate e che dunque l'Aula debba approvare la questione pregiudiziale, anche per evitare che in futuro si usino altri pesi e altre misure, a seconda delle convenienze politiche.

PRESIDENTE. Procediamo dunque alla votazione.
MANZIONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZIONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, vorrei lasciare agli atti la protesta per aver immaginato che in cinque minuti si potesse illustrare una questione pregiudiziale, svolgere una discussione generale, illustrare e votare gli emendamenti e arrivare alla dichiarazione di voto finale. È una vergogna. Voglio che resti agli atti. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e Verdi-Un). Neanche in Sud America si verificano cose del genere. Voglio che ciò resti agli atti, perché sono convinto di quello che dico, e chiedo la verifica del numero legale.

Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).(Numerosi senatori dell'opposizione segnalano luci accese sui banchi della maggioranza cui non corrisponderebbe la presenza di senatori).

ZANCAN (Verdi-Un). Non è possibile! È una vergogna!
PRESIDENTE.Colleghi, state seduti, per cortesia.
MANZIONE (Mar-DL-U). Non si gioca così! E no! (Il senatore Manzione si reca fin sotto i banchi della maggioranza).
IZZO (FI). Comincia a sederti al tuo posto. (Commenti del senatore Azzollini).
PRESIDENTE.Senatore Manzione, si rechi al suo posto.
MANZIONE (Mar-DL-U). Lei ha l'obbligo di controllare.
PRESIDENTE. Si rechi al suo posto. Il controllo della correttezza delle votazioni è in capo ai senatori Segretari.
MANZIONE (Mar-DL-U). Lei deve essere il Presidente di tutti!
PRESIDENTE.Senatore Manzione, non urli e parli con rispetto. (La senatrice segretario Dentamaro indica al Presidente una luce accesa sui banchi di AN cui non corrisponderebbe alcun senatore). Lì c'è il senatore Specchia. (Il senatore Specchia applaude).
DENTAMARO, segretario. Dica al senatore Specchia di non applaudire!
PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale.Chi approva la pregiudiziale…
DENTAMARO, segretario. Protesto formalmente…
PRESIDENTE.Senatrice Dentamaro…
MANZIONE (Mar-DL-U). È una vergogna! Lei non consente ai senatori Segretari di svolgere il loro lavoro. (Proteste della senatrice Dentamaro). Lei deve essere il Presidente di tutti.
PRESIDENTE.Senatore Manzione, la richiamo all'ordine.
MANZIONE (Mar-DL-U). No, no!
PRESIDENTE.Senatore Manzione, la richiamo all'ordine per la seconda volta.
MANZIONE (Mar-DL-U). Vergogna!
PRESIDENTE.Senatore Manzione, lei è espulso dall'Aula.
VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Fuori!
MANZIONE (Mar-DL-U). Non può impedire ai senatori Segretari…
PRESIDENTE. La prego di uscire.
MANZIONE (Mar-DL-U). No!
PRESIDENTE.Senatore Manzione, lei è espulso dall'Aula. Invito i senatori Questori a far eseguire l'ordine.
DALLA CHIESA (Mar-DL-U). Qui vige l'illegalità assoluta. (Gli assistenti parlamentari cercano di far uscire dall'Aula il senatore Manzione. Alcuni senatori del Gruppo della Margherita fanno cerchio intorno al senatore Manzione. Vive, reiterate proteste dai banchi dell'opposizione). È la libertà di tutti che dobbiamo difendere!
MANZIONE (Mar-DL-U). Vergogna! (Il senatore Manzione, colto da malore, si accascia tra i banchi e viene condotto fuori dall'Aula).
PRESIDENTE.Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11,21, è ripresa alle ore 11,37).
Onorevoli colleghi, desidero innanzitutto rassicurare tutti sulle condizioni di salute del collega Manzione, che ho appena incontrato. I medici dicono che la situazione è tranquilla e sotto controllo. Formulo a lui i migliori auguri, miei personali e di tutti voi. (Generali applausi).
Riprendiamo i nostri lavori, dichiarando che è stata respinta la questione pregiudiziale, avanzata dal collega Manzione. Pertanto, dichiaro aperta la discussione generale.
BRUTTI Massimo (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUTTI Massimo (DS-U). Signor Presidente, desidero esprimere a nome del Gruppo dei Democratici di Sinistra la soddisfazione, sia pure assai relativa, per le notizie che ella un momento fa ci ha dato sullo stato di salute del collega Manzione; è per noi un sollievo che non si tratti di un fatto grave come a prima vista ci era sembrato. Non si può tuttavia passare sotto silenzio il fatto che questo episodio è il risultato di situazioni ed avvenimenti che si sono verificati in quest'Aula.
In particolare, non può passare sotto silenzio il fatto che il collega Manzione aveva legittimamente espresso la sua protesta perché vi erano nei banchi luci segnalanti la presenza di senatori, mentre quei senatori non erano là a votare. Questo fatto, che riguarda - per quanto io abbia potuto capire, ma posso anche sbagliarmi - circa otto senatori della maggioranza, era stato segnalato con energia e ripetutamente dalla senatrice segretario Dentamaro.
È responsabilità del Presidente dell'Assemblea non aver tenuto conto che vi era una evidente sfasatura tra ciò che risultava dalle luci accese nei banchi e la presenza dei senatori in Aula; anzi, il Presidente in quel momento ha avuto modo di esprimere una censura assai dura ed ingiustificata nei confronti di un senatore che protestava perché la situazione seguita non era corretta.(Commenti dai banchi della maggioranza).
NOCCO (FI). Non è vero; è tutta una provocazione!
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi!
BRUTTI Massimo (DS-U). Mi dolgo vivamente, signor Presidente, di come la funzione di Presidente dell'Assemblea sia stata esercitata e del fatto che un collega abbia con dolore subìto un trauma... (Commenti dai banchi della maggioranza. Richiami del Presidente)… a causa della ingiustificata censura emessa nei suoi confronti dal Presidente dell'Assemblea. Poiché dobbiamo trascorrere qui ancora alcuni mesi, lavorando insieme, credo sarebbe giusto ed un segno di correttezza da parte del Presidente ammettere il suo errore. (Applausi dai Gruppi DS-U, Mar-DL-U e Verdi-Un).
NOCCO (FI). Ma quando mai!
BOCO (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, quando avvengono fatti come quelli di pochi minuti fa ovviamente tutti rimaniamo colpiti. (Commenti della senatrice Donati e del senatore Zancan). Ho sentito pronunciare parole gravi e insultanti. Quando una maggioranza non sa fare altro che un gioco con le tessere di voto, capisco il disagio. Voglio esplicitare un concetto, ed una cosa che molto mi duole, ma ritengo vi siano due responsabilità per quanto avvenuto: uno è il tentativo, discutibile, disperato, incessante di lavorare questa mattina palesemente senza numero legale. Stiamo lavorando ed effettuando le votazioni con un numero eccessivo di tessere, come sanno tutti i colleghi presenti in Aula avendo visto le votazioni effettuate e le luci accese. Questa è una delle due responsabilità.
La seconda responsabilità, signor presidente del Senato Pera, è tutta sua perché si può svolgere il suo ruolo in molti modi, ed io non ho la possibilità di giudicarlo. Ma indiscutibilmente lei ha dei doveri. In occasione di una delle nostre richieste - in cui le facevamo presente che vi sono i Senatori segretari incaricati di controllare le tessere, appunto - e mentre gli stessi senatori segretari le facevano presente la reale situazione, lei ha di fatto impedito che si accertasse quanto stava avvenendo, dichiarando chiusa la votazione.
Questo è gravissimo, intollerabile e lede il suo diritto e la sua possibilità di svolgere la sua funzione di garanzia di tutta l'Assemblea. Ha il dovere di difendere maggioranza ed opposizione, ma soprattutto la legalità dei lavori dell'Assemblea. Quando si assiste in modo sistematico a votazioni irregolari, come in questo caso, abbiamo solo il diritto di rivolgerci ai Senatori segretari dell'Assemblea che lei ha il dovere di ascoltare.
Lei non può fare quello che ha fatto finora, perché la responsabilità è tutta sulle sue spalle. Lei, signor Presidente del Senato, sta conducendo i lavori di questa Assemblea in modo sbagliato, in modo completamente sbagliato. Si può essere di parte, ma non lo può fare il Presidente del Senato!
Oggi in Aula non c'è il numero legale, ma per il gioco delle tessere risulta tale. Benissimo, fatelo! Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Ma lei ha il dovere di ascoltare i Segretari d'Aula e di riportare l'ordine qui dentro.
Quello che è avvenuto ricade tutto sulle sue responsabilità. Per questo motivo, Presidente, le dico con rammarico che oggi lei sta operando una pessima direzione dei lavori dell'Assemblea, una pessima Presidenza del Senato.
Spero che quanto è avvenuto - mi auguro che il senatore Manzione si riprenda al più presto - ci faccia almeno vedere ciò che sta avvenendo. Smettetela di comportarvi in questo modo! Se siete in numero legale, mantenetelo. Noi eserciteremo il nostro ruolo, ma smettete di perpetrare illegalità. Illegalità del genere non possono essere in alcun modo compiute in Aula e soprattutto la Presidenza del Senato non può coprirle.
Sono presenti i Segretari d'Aula. Lei, Presidente, quando sono finite tutte le contestazioni, ha il dovere di chiudere la votazione. Finora non ha mai fatto, in nessuna votazione, ciò che era suo dovere! (Applausi dai Gruppi Verdi-Un e DS-U).


MALAN (FI). Non è vero!
GIARETTA (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIARETTA (Mar-DL-U). Signor Presidente, non aggiungo nulla perché condivido pienamente le espressioni accorate e gravi che i senatori Brutti e Boco hanno rivolto all'Aula.
Ritengo opportuno prestare una maggiore attenzione anche da parte della maggioranza, dal momento che la condizione di salute del nostro collega Manzione non è affatto tranquillizzante. Vi invito, pertanto, ad essere più seri e rispettosi dei fatti che accadono in questa sede. Siamo abituati alla durezza della lotta politica, e mi guardo bene dall'individuare responsabilità, ma resta un fatto grave.
Signor Presidente, anch'io sono in Senato ormai da nove anni e spesso ci sono state contestazioni sulla presenza o meno in Aula del numero legale. Oggi, però, per la prima volta ho visto togliere la parola ad un segretario d'Aula che stava dimostrando la mancanza del numero legale. Questo fatto è di una gravità che non ha precedenti nei lavori di questa Assemblea.Pertanto, reputo opportuno riuscire a chiudere in modo decoroso l'incidente odierno. (Commenti del senatore Asciutti).
Signor Presidente, ero seduto sul mio banco ed ho assistito - per fortuna non comparirà nel resoconto stenografico di questa seduta - ad espressioni inaccettabili rivolte da alcuni senatori della maggioranza nei confronti dei colleghi Manzione e Dalla Chiesa, i quali stavano compiendo il loro dovere di senatori dell'opposizione. (Commenti dai Gruppi di FI e UDC).
Non potete minacciare i senatori!
RONCONI (UDC). Bugiardo! Bugiardo!
PRESIDENTE. Per favore, senatore Ronconi.
GIARETTA (Mar-DL-U). Non potete minacciare dei senatori con parole vergognose!
Signor Presidente, sono a sua disposizione, se lo riterrà opportuno, per riferirle in separata sede le parole proferite da senatori della maggioranza che ho ascoltato, che sono indegne di quest'Aula.Mi auguro che il senatore Manzione, al quale rivolgiamo tutti i nostri auguri, si ristabilisca pienamente.
Invito lei, signor Presidente, a voler garantire ancora, com'è necessario, e a maggior ragione oggi, la regolarità dei lavori di quest'Aula. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, Verdi-Un e DS-U).

PRESIDENTE. Vi informo, onorevoli senatori, che i medici mi hanno fatto sapere di aver disposto, per motivi precauzionali, il ricovero in ospedale del senatore Manzione.Naturalmente seguirò con attenzione l'evolversi della situazione.
BRUTTI Massimo (DS-U). Sospenda la seduta!
MARINI (Misto-SDI-US). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINI (Misto-SDI-US). Signor Presidente, non ho da aggiungere molte altre considerazioni a quanto già detto dai miei colleghi; solo ritengo che alcune notazioni vadano fatte in quest'Aula.

La prima riguarda il pericolo che noi stiamo per toccare il fondo nella correttezza dei lavori parlamentari e del rapporto dialettico tra maggioranza e opposizione. Già nella ripresa del dibattito, mi pare che non si possa riscontrare la correttezza necessaria da parte di molti colleghi, che scherzano dicano: mi pare che siamo molto lontani dal decoro che tutti dobbiamo a quest'Aula, al lavoro parlamentare, ma soprattutto siamo molto lontani dalla solidarietà che dobbiamo esprimere ad un collega che non sta bene e che ci auguriamo superi presto il momento di crisi che sta attraversando. L'atteggiamento di alcuni colleghi va fortemente stigmatizzato.

Vi chiedo con molta franchezza: pensate di fare così l'interesse del Paese? Pensate che vada condotta così la lotta politica? Pensate di rappresentare così un'idea liberale di gestione della società? Se pensate questo, debbo arrivare alla conclusione che da parte vostra o vi è molta ignoranza o vi è una superficialità che è pari all'ignoranza.

Quindi, vi prego, per lo meno in questo momento, abbiate il minimo decoro e quindi sappiate essere dignitosi.

Seconda questione, signor Presidente. Non ci siamo mai scandalizzati oltre misura del fenomeno dei cosiddetti pianisti; siamo stati anche oggetto di invettive da parte della stampa; il fenomeno è stato denunciato all'opinione pubblica; ma purtroppo questo fenomeno negativo si ripete. Ricordo, per la verità, che nella precedente legislatura, quando eravamo maggioranza, la Lega pose in essere un'azione forte perché questo fenomeno non avvenisse, e devo dare atto che allora, in parte, la Lega riuscì ad impedire la dilatazione del fenomeno dei cosiddetti pianisti. Molte volte ho scherzato con tanti colleghi della maggioranza in quanto fanno un uso largo di questo sistema, ne sono testimone, lo posso affermare e dichiarare alla stampa perché sono in grado di fare nomi e cognomi. Questa volta, però, si sta esagerando.

Allora, signor Presidente, qui ci dobbiamo mettere d'accordo: lei è il garante massimo di questa istituzione, non posso immaginare che non abbia gli strumenti per evitare che questo scorcio di legislatura diventi una fase nella quale delegittimeremo le nostre istituzioni democratiche; lei ha una grande responsabilità, se la deve assumere, non può lavarsene le mani. Pertanto, dev'essere, appunto, garante.

Negli ultimi tempi, in ordine a questioni importanti che hanno riguardato l'Italia e che hanno anche diviso il popolo italiano, le sue posizioni non le ho condivise, ma le ho rispettate perché è giusto che lei esprima liberamente le sue opinioni. Però qui non si tratta di una questione di opinioni: lei dev'essere garante della democrazia e del rispetto del Regolamento. E poiché lei sa, come sappiamo tutti, che vi è questo fenomeno dei pianisti, lo deve impedire. Se questo non dovesse avvenire, sappiate colleghi, sappia, signor Presidente, che si andrà a uno scontro durissimo, con denunce all'opinione pubblica in cui ognuno si assumerà le proprie responsabilità. (Applausi dai Gruppi Misto-SDI-US, DS-U, Mar-DL-U e Verdi-Un. Commenti del senatore Specchia).


SCHIFANI (FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHIFANI (FI). Signor Presidente, innanzitutto esprimo, a nome del mio Gruppo e - ritengo - a nome dell'intera maggioranza, l'auspicio e l'augurio di una pronta guarigione del collega Manzione, al quale formuliamo sentiti e sinceri auguri di tornare al più presto tra noi. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC e dai banchi del Governo).
Signor Presidente, si sono dette tante cose in questi interventi, è successo quello che non vedevamo per fortuna da parecchio tempo, cioè atteggiamenti che nulla hanno a che fare con il rispetto del ruolo parlamentare. Purtroppo devo riscontrare come alcuni segretari d'Aula, se pur sicuramente presi dalla foga, violando quello che dovrebbe essere il loro ruolo, hanno ritenuto di manifestare atteggiamenti di protesta…
LONGHI (DS-U). Vergogna!
ZANCAN (Verdi-Un). Vergognati! (Reiterati commenti del senatore Longhi. Richiami del Presidente).


PRESIDENTE. Senatore Longhi, per cortesia, non ricominciamo.

SCHIFANI (FI). …al di là di quelli che erano e che dovrebbero essere i normali ed ortodossi princìpi di comportamento.
Tutto ciò ha portato nuovamente quest'Aula ha trovarsi al centro di focosi atteggiamenti che offendono il ruolo del Parlamento.

Il Presidente del Senato in questi anni di legislatura ha garantito a quest'Aula, nella sua interezza, il corretto svolgimento delle sue funzioni e di questo continuiamo ad essergli grati. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC).

Purtroppo, in passato - ma anche oggi - vi sono stati atteggiamenti che ritengo oltremodo offensivi nei confronti non soltanto della persona di Marcello Pera ma del ruolo istituzionale della Presidenza del Senato. Credo che di questo dovremmo fare ammenda.
Vorrei ricordare come addirittura due anni or sono un esponente dell'opposizione sia andato al di là di ogni ragionevolezza di comportamento d'opposizione sostenendo che si doveva giungere ad atteggiamenti o a situazioni tali da incutere timore alla Presidenza del Senato, che doveva avere paura fisica ad entrare in quest'Aula. È una notizia riportata nei Resoconti e nei giornali; sono affermazioni che rimarranno negli atti della storia del Senato.

Non credo, colleghi dell'opposizione, che sia un gesto glorioso aggredire o tentare di aggredire il Presidente del Senato incutendogli tante e tali preoccupazioni da portarlo ad avere addirittura paura di entrare nell'Aula del Senato.

Avevamo dimenticato tali atteggiamenti, che oggi sono nuovamente esplosi. A me dispiace tornare agli eventi di questa giornata, però una cosa è protestare (ciò fa parte delle regole della democrazia, guai se non lo si potesse fare in quest'Aula che rappresenta il momento apicale della democrazia del Paese) altra è protestare offendendo il ruolo del Presidente del Senato, o lasciarsi andare ad espressioni offensive e non semplicemente di protesta nei confronti del Presidente del Senato.

Non ricordo - il presidente Mancino avrà l'autorevolezza, se sbaglio, di correggermi - che in passato l'autorevole presidenza del collega Nicola Mancino sia stata oggetto di epiteti da parte dell'allora opposizione.


GARRAFFA (DS-U). Perché era un Presidente bravo ed autorevole.


SCHIFANI (FI). Abbiamo protestato ma non abbiamo mai assunto posizioni e toni che potessero offendere la persona e questo grazie alla buona volontà di tutti noi e alla conduzione del presidente Mancino, autorevole come lo è stata quella del presidente Pera.

Signor Presidente, credo che in questo momento abbiamo il dovere di mantenere alto il prestigio di quest'Aula che per noi significa mantenere alto il prestigio della Presidenza del Senato e del suo Presidente. (Commenti dei senatori Boco e Zancan).
DAI BANCHI DELL'OPPOSIZIONE. E della legalità.
SCHIFANI (FI). Certo, anche della legalità.

Allora, colleghi dell'opposizione, se legalità deve essere - ed io mi appello alla legalità - legalità vuol dire anche togliere la scheda dei colleghi assenti che, pur non partecipando ai lavori, percepiscono la diaria. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC).

Se legalità deve essere, legalità vuol dire anche rispettare il ruolo dei segretari d'Aula, non spostarsi tra i banchi a cui non si appartiene per fare delle ispezioni che non competono ai singoli colleghi parlamentari, determinando un clima d'Aula tra i più tesi. La legalità deve essere a 360 gradi.

Ho la sensazione netta, colleghi, che durante gli incidenti il numero legale già si era dimostrato vi fosse, però siamo e saremo pronti a verificarlo in ogni momento. Fa parte delle regole dell'opposizione avvalersi della richiesta di verificare il numero legale come strumento di ostruzionismo; ci siamo sottoposti tante volte a queste verifiche, non ci sottrarremo certo ora.

Concludo, signor Presidente, formulando una proposta che mi auguro verrà condivisa da tutti i Capi gruppo presenti in quest'Aula.

Nella logica condivisa di una preoccupazione diffusa per la salute del collega Manzione, mi permetto di chiedere a questa Presidenza se ritiene opportuno, dopo aver votato il decreto-legge in esame che è in scadenza (quindi, abbiamo un dovere istituzionale da rispettare), valutare l'opportunità di sospendere i lavori di oggi in segno di solidarietà nei confronti di un collega che non sta bene.


TOFANI (AN). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


TOFANI (AN). Signor Presidente, credo che dovremmo tarare meglio gli eventi che si sono determinati questa mattina, facendo riferimento intanto ad un clima che già da ieri era presente in Aula. Già ieri, in una giornata pesante e impegnativa per tutti, maggioranza ed opposizione, si era creato un clima di tensione, di nervosismo. Comprendo benissimo che gli effetti di questo clima a volte possono non esaurirsi nella serata stessa e magari permanere. Con ciò voglio dire che anche questa mattina quel nervosismo continuava ad essere presente in Aula.

A me dispiace - parlo a nome del mio Gruppo - che il collega Manzione si sia sentito poco bene. Le notizie che lei ci dà, signor Presidente, ci rassicurano. Pertanto, riteniamo, quanto al fatto legato alla salute del collega, che tutto si sia concluso. Però un altro fatto non si è concluso: non si è cioè concluso quel contrasto violento che emerge laddove non c'è condivisione.

Non possiamo non ricordare quanto è accaduto qualche minuto fa in quest'Aula. Al di là della convinzione, che credo sia generale, di fare in modo che vi sia la più ampia legalità in quest'Aula, al di là della convinzione che è giusto che ogni senatore voti la propria scheda (e su questo non dobbiamo assolutamente né ragionare né fare sottolineature, perché è un dato incontrovertibile), non è corretto che si inveisca anche in presenza di argomenti che non hanno spessore politico (perché non lo hanno, in quanto non lo rappresentano), ma si esasperi solamente quella funzione, sia pure legittima, che è l'ostruzionismo.

Credo che gli incidenti di questa mattina siano stati vittima dell'ostruzionismo, essendosi alterato in tal modo il clima d'Aula. Se è vero, colleghi dell'opposizione, che parole inopportune sono state pronunciate da taluni colleghi della maggioranza, è altrettanto vero che parole ugualmente inopportune sono state dette dai colleghi dell'opposizione.

Allora, riportiamo tutto nel clima di un incidente che va sicuramente deprecato, ma non esaltato. Non carichiamo queste situazioni dicendo, come qualche collega ha fatto, di cercare di finire la legislatura in modo degno per far sì che non si determinino chissà quali eventi. Non si determina nulla, non si sta determinando nulla. Voi e noi - sono convinto - vogliamo terminare nel modo più sereno questa legislatura, prendendo atto però che quando vi sono provvedimenti politicamente non condivisi che stessi vanno avanti, questi, vanno considerati nel contrasto legittimo e non una lesa maestà. (Applausi dai Gruppi AN e FI). Questi aspetti, infatti, si stanno determinando. Il contrasto, quando è legittimo, va sostenuto.

Voglio concludere, signor Presidente, confermandole la nostra stima. Comprendiamo che è difficilissimo, in certi momenti, gestire l'Aula, soprattutto quando, al di là del contenuto del dibattito, si alzano i toni. Credo che lo stesso collega Manzione dovrà darci atto che non si è trattato di nient'altro - al di là del suo malessere, che, ripeto, è superato - che di tante situazioni che si sono determinate e si determinano in questo ramo del Parlamento come nell'altro, che verosimilmente continueranno a determinarsi, ma non esasperiamole. Credo possano essere ricondotte in quanto è accaduto, da deprecare ma non da esaltare. (Applausi dai Gruppi AN, FI e UDC).


PIROVANO (LP). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


PIROVANO (LP). Signor Presidente, quel che è successo oggi è assolutamente deprecabile, però non dobbiamo dimenticare che siamo i rappresentanti del popolo, che è sovrano, attraverso di noi, in quest'Aula.

Non sono convinto - anzi sono convinto del contrario - che, per tentare di porre rimedio all'assoluta mancanza di buongusto di cui spesso si fa uso in quest'Aula, interrompere i nostri lavori sia un segno democraticamente positivo nei confronti di chi ci ha eletti consentendoci il privilegio di essere qui oggi e di essere stati qui in tanti anni.

Credo che il modo per poter mitigare in parte le figuracce che spesso vengono fatte da esponenti del popolo della Camera alta sia quello di continuare a lavorare in maniera seria, garantendo sempre, da parte della maggioranza, al di là dei proclami politici di buona volontà, che ci sia realmente in quest'Aula la presenza del numero legale, indispensabile per portare a compimento tutti quei grandi progetti che sono stati all'origine dell'alleanza della Casa delle Libertà. Dobbiamo pretendere da noi stessi, prima che dagli altri, che tutto ciò avvenga, consentendo anche che l'opposizione svolga il suo lavoro.

Non è possibile codificare il buongusto e la buona educazione. Gli eccessi probabilmente presuppongono la necessità di usufruire molto presto di un periodo di riposo per qualcuno che forse non ha nervi tali per reggere tensioni che credo siano assolutamente marginali rispetto ai problemi personali che la gente comune ha quotidianamente.

Se riusciamo a dare in escandescenze e ad offendere per questioni che sostanzialmente rappresentiamo in modo delegato, chissà, quando qualcuno di noi dovesse avere problemi diretti e personali, come si comporterebbe!

Credo che tutti i rappresentanti del popolo abbiano il dovere di rappresentarlo in un modo degno, ma soprattutto il dovere di esercitare l'autocontrollo.

Chiedo quindi a quest'Assemblea, signor Presidente, proprio in segno di rispetto della democrazia, di continuare i nostri lavori e non dare per scontata la prassi, ormai consolidata, per cui certi giorni della settimana qui dentro non ci debba essere nessuno. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).


TAROLLI (UDC). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


TAROLLI (UDC). Signor Presidente, non voglio sviluppare ulteriormente il dibattito che si è svolto. Desidero solamente associarmi all'augurio sincero perché il collega Manzione possa riprendere nel più breve tempo possibile le sue funzioni ed anche esternare la stima e la considerazione per il Presidente, il cui delicato compito è facilitato quando i colleghi gli consentono di svolgerlo in maniera agevole, mentre quando si cade nell'eccesso e nell'esasperazione, senza alcuna autoregolamentazione, diventa evidentemente più difficile.

Vorrei ricordare ai colleghi, ad esempio, come il presidente di turno Salvi ieri pomeriggio abbia dovuto far fronte alle provocazioni di esponenti del centro-sinistra con ironia e con uno stile tipico di chi deve reggere la Presidenza.

Dobbiamo essere tutti gelosi della Presidenza ed essere compartecipi perché essa possa esercitare la sua funzione nella maniera più equilibrata possibile.

Infine, signor Presidente, mi sembrerebbe opportuno aderire alla proposta del collega presidente Schifani, perché mi pare ragionevole e meritevole di considerazione. Comunque, è una proposta che solo lei può valutare. (Applausi dal Gruppo UDC).


PRESIDENTE. Colleghi, vediamo se si riesce a riportare la discussione nell'ambito della massima serenità.

Non esistevano questa mattina particolari ragioni di tensioni o di conflitti circa i provvedimenti che abbiamo esaminato: salvo, forse, l'ultimo dei punti all'ordine del giorno, tutti gli altri erano provvedimenti di normale amministrazione parlamentare, se posso dire così. Eppure, fin da questa mattina… (Commenti del senatore Massimo Brutti)…

La prego di non interrompermi, senatore Brutti, non può continuare con questa discussione: lei ha parlato, ho ascoltato le sue parole, ne ho preso nota e cerco di risponderle con molta serenità e pacatezza, se lei mi fa parlare.

Dicevo, eppure fin da questa mattina si sono manifestate intemperanze, ironie, sarcasmi: tutti ricordate la relazione che ha svolto il collega Boscetto, con applausi ironici che mostravano una tensione…


DONATI (Verdi-Un). Da parte della maggioranza, signor Presidente, dica le cose come stanno!


PRESIDENTE. E da parte dell'opposizione. (Commenti dai Gruppi Verdi-Un e DS-U). Colleghi, avete parlato, intendo parlare!

È mancato una volta il numero legale, abbiamo ripreso, non vi sono state successive contestazioni, ma c'era un'aria di tensione. Il collega Manzione una volta si è recato tra i banchi della maggioranza e anche questo manifestava tensione, e l'ho dovuto richiamare più volte.

Nel caso specifico dell'ultima votazione, ho invitato i senatori a stare seduti. Ho chiesto aiuto ai senatori Segretari e mi è stato segnalato da un senatore Segretario una non corrispondenza tra una luce accesa e un senatore; abbiamo accertato che si trattava del senatore Specchia, che si era alzato. Nonostante ciò sono continuate tensioni e anche intemperanze. Mi dolgo di ciò perché non c'era nessuna particolare ragione e i lavori potevano benissimo proseguire. Le votazioni effettuate sono state regolari - ribadisco la regolarità delle votazioni - e avremmo potuto continuare con serenità, svolgendo la normale dialettica parlamentare.


GARRAFFA (DS-U). Il senatore D'Onofrio ha votato!


PRESIDENTE. Sono stato invitato ad essere garante di maggioranza e opposizione: non ho alcuna difficoltà a ribadire che lo sono, lo sono stato per quattro anni e lo sarò ancora. Quando il numero legale c'è, è facile constatarlo, quando non c'è, è facile dire che la seduta è sospesa. Non c'è nessuna particolare ragione personale di questa Presidenza e vorrei fosse chiaro e compreso da tutti; non vi sono ragioni di carattere personale.

Capisco che qualche volta la tensione, la conflittualità politica e parlamentare possa creare situazioni difficilmente governabili: sono difficilmente governabili per tutti, perché quando i colleghi non stanno al loro posto, quando alzano il tono della voce, quando magari si insultano, cosa che spesso non è avvertita dalla Presidenza perché non sempre le parole dette fuori microfono vengono percepite, la situazione non è facile da governare. Però, sulla questione della garanzia della correttezza dei lavori d'Aula non intendo transigere.

Rivolgo un invito: non si dovrebbe confondere, a mio avviso, l'opposizione, non solo legittima ma comprensibile, a questo o quel provvedimento con l'opposizione alla Presidenza; più volte questa confusione si è verificata. La Presidenza è completamente neutrale al contenuto e all'agenda dei lavori parlamentari. (Applausi dai Gruppi FI, AN e UDC).

Ciò detto, colleghi, vi invito di nuovo a mantenere il massimo di serenità. La cosa più importante in questo momento sono le condizioni di salute del collega Manzione, delle quali sono costantemente informato, al quale invio i miei più cordiali auguri.

Per quanto riguarda la proposta illustrata dal collega Schifani, ma non accolta da tutti, valuteremo al momento opportuno, perché dobbiamo andare avanti in ogni caso con l'esame di questo provvedimento, in quanto ha una scadenza costituzionale non derogabile.


BRUTTI Massimo (DS-U). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


BRUTTI Massimo (DS-U). Signor Presidente, la ringrazio di consentirmi di esporre la nostra posizione.

Noi abbandoniamo l'Aula; lasciamo qui 12 colleghi, in modo tale che si è possibile verificare l'esistenza del numero legale.


MALAN, relatore. Portatevi anche le tessere, però!


BRUTTI Massimo (DS-U). Ci spiace molto che la proposta di sospensione non sia stata immediatamente accolta, perché se lo fosse stata sarebbe stato possibile concludere la discussione sul decreto e poi sospendere. Dal momento, però, che non vi è disponibilità neanche a decidere la sospensione, noi usciamo dall'Aula, signor Presidente. (I senatori del Gruppo DS-U cominciano ad uscire dall'Aula. Vivaci commenti dai Gruppi FI, AN, UDC e LP).


PRESIDENTE. Colleghi, vi prego. Senatore Brutti, non è decisione della Presidenza la sospensione, come lei sa, essendosi manifestate da parte dei Capigruppo posizioni contrarie. Spero che questa sia regola che lei conosca. (Brusio in Aula).


GARRAFFA (DS-U). Hanno votato pure D'Onofrio e Greco, che sono entrambi a casa!



PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale sul disegno di legge n. 3400-B.

È iscritto a parlare il senatore Cortiana. Ne ha facoltà, con la preghiera di rispettare il tempo assegnato.


CORTIANA (Verdi-Un). Signor Presidente, se i colleghi lo consentono, vorrei utilizzare il poco tempo rimasto per spiegare il motivo del voto contrario dei Verdi su questo provvedimento. Noi lo leghiamo sostanzialmente a due elementi: da un lato, apprezziamo il miglioramento rispetto al pregresso sulla questione delle quote latte, quindi un atteggiamento intelligente e pragmatico; dall'altro, però, il provvedimento non contiene nessun elemento rispetto alla gestione esistente e futura della questione delle quote latte, che quindi si reintrodurrà e riproporrà negli stessi termini problematici che abbiamo conosciuto negli anni scorsi, sia sotto il profilo del rispetto dei regolamenti, sia sotto l'aspetto del conflitto sociale e dell'ordine pubblico, con l'interruzione della viabilità, come abbiamo potuto notare in passato specialmente nel Nord del nostro Paese.

Il nostro giudizio nettamente negativo è poi dovuto alla parte relativa ai problemi culturali dei beni archeologici e al ruolo delle soprintendenze. In questo caso la soluzione ci sembra francamente ipocrita: l'idea che per una sola volta i soprintendenti possano chiedere approfondimenti istruttori laddove ci sia una documentazione accertata e verificata delle ragioni di queste richieste ci sembra in realtà puntare all'obiettivo di non consentire nessun supplemento istruttorio, nessuna effettiva istruttoria per dare un quadro reale degli eventuali problemi rispetto ai beni culturali e architettonici.

Quindi, la soluzione proposta ci sembra altamente ipocrita e non rispondente allo scopo. Sono questi, pertanto, i motivi del nostro voto contrario sul provvedimento.


PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Non intervenendo né il relatore né il rappresentante del Governo, do lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame: «La commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, nonché i relativi emendamenti trasmessi, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta».

Procediamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti al testo del decreto-legge da convertire, comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-ter del decreto-legge, che si danno per illustrati. Invito pertanto il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.


MALAN, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.


VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprimo parere conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.100.

--------------------PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 2-ter.100.
Verifica del numero legale
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, le confermo la richiesta di verificare il numero legale e chiedo ai segretari di controllare tutte le schede.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
ONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, chi c'è accanto al senatore Scarabosio?


PRESIDENTE.Dichiaro chiusa la verifica del numero legale.

Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.100, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.101.



Verifica del numero legale


BOCO (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.101, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.102.



Verifica del numero legale


BOCO (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


DONATI (Verdi-Un). Ferrara, perché voti per due?


PRESIDENTE. In quella prima fila sopra la porta ci sono tre luci accese. Di chi sono quelle luci?

Colleghi, vi prego di prendere posto. Prego l'assistente di togliere le schede a cui non corrispondono senatori.

Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.102, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-ter.103.
-------------------
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 2-ter.103.



Verifica del numero legale


BOCO (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-ter.103, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2-sexies del decreto-legge, che si intendono illustrati.

Mi auguro che ci sia il numero legale per votare tutti questi emendamenti. Infatti, poiché questo decreto è in scadenza e dobbiamo passare al voto finale alla chiusura della riunione di oggi, a norma dell'articolo 78, comma 5 del Regolamento, qualora i lavori non potessero proseguire, passeremo al voto finale senza poter votare tutti gli emendamenti, in modo da esprimere il voto finale entro le 14, ora di chiusura della seduta.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.


MALAN, relatore. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti.


VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.


PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-sexies.100.


CALVI (DS-U). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


CALVI (DS-U). Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale chiedendo però una cortesia a lei personalmente. Ho potuto constatare che nel momento in cui lei dice «chiudo la votazione», immediatamente si accendono altre luci; la pregherei di fare in modo contestuale la dichiarazione e la chiusura attraverso i meccanismi elettronici che sono a sua disposizione.



Verifica del numero legale


PRESIDENTE. Senatore Calvi, sorveglieremo con attenzione.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

Prego di votare con correttezza e non per i colleghi assenti, in modo che non ci siano contestazioni.

(Segue la verifica del numero legale).


DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, tra i banchi di Forza Italia!


PRESIDENTE. Dietro il senatore Forlani c'è una luce la cui tessera corrispondente deve essere tolta.


GARRAFFA (DS-U). Dietro a Nania. Dentamaro guarda! (La senatrice segretario Dentamaro si alza in piedi per controllare)


VENTUCCI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Zanda, è tutto acceso, ma leva le tue!


CORTIANA (Verdi-Un). Signor Presidente, lì ci sono cinque luci…


DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, accanto al senatore Agogliati.


PRESIDENTE. C'è una luce in quinta fila; bisogna ritirare la tessera corrispondente.

Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2-sexies.100, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Metto ai voti l'emendamento 2-sexies.101, presentato dal senatore Manzione.

Non è approvato.


Passiamo alla votazione dell'emendamento 2-sexies.102.

---------------------------
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Come annunciato in precedenza, passiamo al voto finale del provvedimento, data l'urgenza di concluderne l'esame.



Verifica del numero legale


MACONI (DS-U). Chiediamo la verifica del numero legale.


PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).


Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).


Chiedo ai colleghi di rimanere al proprio posto, così non ci sono irregolarità. Non vedo schede disattese.


GARRAFFA (DS-U). Signor Presidente, lì, dietro il senatore Boscetto!


PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale.



Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3400-B


PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.
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