LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

DDL 2153- Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, in materia di beni di interesse numismatico
2003-04-01

DISEGNO DI LEGGE


SENATO DELLA REPUBBLICA
N. 2153
DISEGNO DI LEGGE

diniziativa dei senatori EUFEMI, CIRAMI, VALDITARA, IERVOLINO, FALCIER, BATTAGLIA Antonio, GUBETTI, RUVOLO, IZZO, SALERNO, CALLEGARO, CARRARA, LAURO, CRIN, DAMBROSIO, DANZI, MONCADA LO GIUDICE di MONFORTE, CHIRILLI, TREMATERRA, MAFFIOLI, FORTE, SUDANO, ZANOLETTI, MELELEO, MENARDI, CONSOLO, FORLANI, GENTILE, SALZANO e KAPPLER

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 1 APRILE 2003



Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, in materia di beni di interesse numismatico






Onorevoli Senatori. Il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, individua fra i beni culturali oggetto di tutela da parte dello Stato anche le cose di interesse numismatico. Le monete antiche sono considerate oggetto di tutela sia singolarmente (le cose appunto) sia in quanto facenti parte di collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico e storico.

Lalienazione dei beni culturali di cui allarticolo 2, comma 2, lettere a) e b), e comma 4, lettera c), del citato testo unico, fra cui le cose di interesse numismatico appartenenti a persone giuridiche private senza fini di lucro, possibile solo se autorizzata dal Ministero per i beni e le attivit culturali e solo nel caso che non ne derivi un grave danno alla conservazione o al pubblico godimento dei beni; del trasferimento, in tutto o in parte, di propriet deve essere effettuata denuncia (articolo 58) e lo Stato pu esercitare il diritto di prelazione in caso di alienazione a titolo oneroso.
Lesercizio del commercio sulle collezioni di interesse numismatico di particolare valore venale, elencate nellallegato A al testo unico del medesimo, sottoposto ad una serie di adempimenti (denuncia dellattivit commerciale, tenuta del registro prescritto dalle leggi di pubblica sicurezza, periodiche ispezioni da parte della Soprintendenza, attestazioni di autenticit e di provenienza).
I beni di interesse numismatico soggetti a tutela, come avviene per tutte le altre categorie di beni culturali, non possono essere esportati se non dopo loro denuncia e loro presentazione ai competenti uffici esportazione al fine di ottenere lattestato di libera circolazione.
La normativa che riguarda le monete antiche , come si pu vedere, molto rigorosa ed equipara la moneta in tutto e per tutto agli altri oggetti che costituiscono il patrimonio culturale della nazione.
Le monete sono equiparate, ai fini di tutela, ai libri antichi, ai quadri, alle collezioni archivistiche, ai monumenti, ai parchi archeologici e ci indubbiamente giusto dal momento che, anche attraverso le raffigurazioni e le scritte incise, la forma e la qualit dei metalli, la loro diffusione e localizzazione nel territorio, stato possibile, ricostruire gran parte della storia e della cultura antica.
Tuttavia la stessa natura del bene e le sue particolari caratteristiche, la sua riproducibilit, bene che nasce per una ben precisa finalit commerciale, bene non unico ma molteplice, bene da non conservare ma da spendere, bene destinato alla circolazione e non alla decorazione, imporrebbe una rivisitazione delle attuali regole riguardanti la sua conservazione e tutela.
Le monete, da sempre, sono state coniate in gran quantit, almeno quelle destinate agli usi quotidiani.
Assicurata la conservazione nei medaglieri dello Stato, o privati, di alcuni esemplari, condotte, e finanziate, le ricerche in merito alla loro individuazione, tiratura, catalogazione, provenienza ed attuale collocazione, istituita una banca dati informatizzata, una sorta di indice, come gi esiste per il patrimonio bibliografico e come si avvia ad essere per quello archivistico, nulla vieta di lasciare una maggiore libert di circolazione alle cose di interesse numismatico, fatta eccezione per le collezioni nelle quali luniversitas rerum conferisce valore aggiunto al valore, anche importante, del singolo pezzo.
Quello che bisognerebbe ricostruire, come in altre affini categorie di beni culturali, la storia della produzione, del possesso e della diffusione del bene, quella micro storia che ha tanta parte nella storia dellumanit e fissare tale percorso attraverso una banca dati ed una buona conservazione dei migliori oggetti nelle sedi appropriate anche per promuoverne la conoscenza e favorire la crescita culturale su questa materia.
Che altri esemplari, magari di non splendida conservazione, delle serie gi conosciute, catalogate, conservate e tutelate possano essere facilmente venduti ed esportati, non pu che liberare una gran quantit di energie e di risorse economiche ed umane che potrebbero dedicarsi alla tutela di quegli oggetti e beni davvero unici che, se sottratti al controllo dello Stato, rischierebbero, questi s, di essere irrimediabilmente ed inevitabilmente perduti per la collettivit.
Sono note le difficolt che incontrano i commercianti e collezionisti onesti di monete cosiddette classiche (greche, romane, bizantine). Esse derivarono in passato da una giurisprudenza della Corte di cassazione, ritenuta erronea e viziata da incostituzionalit dalla Corte stessa, della quale espressione tipica la sentenza della seconda sezione penale 21 novembre 1997, n. 127116. Amorelli, in Cass. Pen. 2001, 1587 con nota di Di Vico. La massima ufficiale della citata sentenza reca: Poich gli oggetti di interesse storico archeologico appartengono a titolo originario al patrimonio dello Stato, il loro possesso deve essere ritenuto illegittimo, sicch incombe al possessore lonere di provare che la loro scoperta si verificata anteriormente allentrata in vigore della legge 20 giugno 1909, n. 364.
Poich agli oggetti di cui sopra appartengono le monete classiche, la prima deduzione ricavabile che la presunzione di illegittimo possesso fosse da ricollegarsi alla assoluta prevalenza nelle mani dei privati di monete, che dovendo essere ritenute appartenenti allo Stato, li ponevano in condizioni di illegittimit.
Nulla di pi storicamente falso! La maggior parte delle monete classiche nelle mani di collezionisti privati o di mercanti rispettosi della legge deriva da collezioni costituitesi a partire dal Rinascimento. Per secoli anche le pi modeste famiglie nobili o di ricchi mercanti italiani raccolsero, quantomeno dal Petrarca in poi, collezioni di monete classiche: tra le pi dotate al riguardo tra le famiglie nobili gli Estensi e, per i mercanti, per esempio, Apostolo Zeno. Le scoperte e raccolte di sei secoli nel campo numismatico affluirono nei beni delle famiglie per numero di pezzi assai maggiore delle possibili scoperte successive al 1909. Ebbene si tratta di monete mai espropriate da alcuna legge e pertanto legittimamente possedute e trasferite per vendita, successione ereditaria, donazione, scambio. Se a questo enorme compendio si aggiungono le monete legittimamente assegnate dopo il 1909 agli scopritori fortuiti o ricercatori autorizzati o proprietari dei fondi dove la scoperta era avvenuta, e tutte quelle provenienti dallestero, soprattutto dallAfrica settentrionale dove per le condizioni dei suoli, si rinvengono le migliori conservazioni e introdotte in Italia pagando una forte IVA allimportazione da appassionati meritori, la presunzione di appartenenza, a titolo originario allo Stato, della medesima parte delle monete di cui si tratta del tutto erronea e non trova alcuna conferma storica.
Questa erronea presunzione ha molto pesato sullagire dei magistrati del pubblico ministero, i quali si sono sentiti legittimati alluso massiccio del sequestro probatorio di collezioni e di fondi di commercianti, semplicemente richiamandola. Ne sono seguiti patemi danimo, spese giudiziarie, lunghe attese da parte di collezionisti o mercanti onesti, che si sono poi visti restituire il sequestrato, magari dopo anni. Infatti quasi subito emerso che la pretesa prova del legittimo possesso per quasi cento anni in pratica impossibile per le infinite vicende che in un lungo periodo di tempo le monete in legittimo possesso delle famiglie e dei collezionisti potevano avere subto. Cos la sentenza suddetta ed altre precedenti sullo stesso piano cadevano in tre errori: uno storico, sulla legittimazione al possesso della massima parte delle monete classiche; uno giuridico, per levidente violazione del diritto di difesa espressa dalla richiesta di una prova impossibile; uno processuale, perch violatore del principio che lonere della prova appartiene a colui che agisce, cio al pubblico ministero, non allindagato.
La situazione sul piano del sequestro probatorio fu aggravata dallassunto di qualche sentenza come Cass. 16 marzo 2000, n. 5714, Dulcismascolo, in Cass. Pen. 2001, 973, con nota di Avila che ritenne indizio rilevate di illegittimit, il possesso di una collezione di pregio, di entit numerica e di pezzi di interesse storico o archeologico. Dire che lillegittimit di una collezione derivi di per s dal numero, natura e dal pregio dei pezzi, pu sembrare un assurdo giuridico. Cos dicendo diventerebbe lecito affermare che le monete dei Musei vaticani sono sospette e che lo diventa anche il pi onesto dei collezionisti.
Per fortuna la stessa Corte di cassazione con la sentenza 4 maggio 1999, Cilia, in Cass. Pen. 2000, 151, ha posto riparo ad alcuni di questi errori con una lunga massima che mi piace qui ricordare per esteso: deve ritenersi fondata la censura di manifesta illogicit della motivazione della sentenza di condanna per il c.d. furto di cose di antichit ed arte... laddove la sentenza ha tratto argomento per la consapevolezza dal fatto che limputato non ha fornito la prova della legittimit della provenienza di oggetti archeologici rinvenuti in suo possesso. Invero, se dal fatto che le disposizioni in materia che accanto allappartenenza allo Stato delle cose di antichit e darte ritrovare prevedono un possesso privato di tali cose, si dovesse ritenere che la clausola esplicita che per i beni archeologici la propriet privata riconosciuta come tale solo se provata (o nella generalit dei casi di propriet diffusa, occorrerebbe provare che essa risale ad epoca anteriore al 1909), il sistema violerebbe larticolo 42 della Costituzione, in quanto ablativo delle cose mobili di propriet privata per la cui legittimazione richiederebbe una prova impossibile, ed altres larticolo 24 della costituzione, perch quando il possesso costituisce un addebito la gravit dellonere probatorio imposto renderebbe impossibile il diritto di difesa.
Viene pertanto anche ribadito il principio che anche in questo campo laccusa che deve dare la prova dellillegittimit del possesso.
Dati, tuttavia, i frequenti errori in materia che hanno fatto intravedere anche una violazione della Convenzione europea dei diritti delluomo (v. Marini, La prelazione storico artistica tra illegittimit costituzionale e violazione della Convenzione europea dei diritti delluomo, in Giur. Costit. 2000, 1173) opportuno intervenire legislativamente per affermare il principio che non ha cittadinanza una presunzione da parte dello Stato del possesso di monete classiche, capace di capovolgere lonere della prova del possesso, ponendolo a carico di chi lo detiene, presunzione che violerebbe gli articoli 24 e 42 della Costituzione. Conseguentemente il sequestro probatorio non pu essere motivato su questa illegittima presunzione, ma su fatti reali di illegittimo possesso.
Sono queste le ragioni che motivano la presentazione del presente disegno di legge che modificando il testo unico di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, disciplina il concetto di moneta ripetitiva o di modesto valore, auspicando le finalit di tale intervento legislativo e la sua approvazione.




Art. 1.

1. Alla lettera A, numero 13, dellallegato A al testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, la lettera b) sostituita dalla seguente:

b) Collezioni aventi interesse storico, paleontologico, etnografico o numismatico, ad eccezione delle monete di modesto valore o ripetitive, ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali.
2. Per le monete di modesto valore o ripetitive, ovvero di cui esiste un notevole numero di esemplari tutti uguali, non rientranti nelle collezioni di cui alla lettera b) della lettera A, numero 13, dellallegato A al citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 490 del 1999, come sostituita dal comma 1 del presente articolo, escluso lobbligo di denuncia di cui allarticolo 58 del medesimo testo unico, nonch ogni altro obbligo di notificazione alle competenti autorit.



news

18-11-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 NOVEMBRE 2019

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

Archivio news