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C. 5736 A. Discussione emendamenti, 29/06/2005, artt. 9
2005-06-29


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 647 del 29/6/2005
...
(Esame dell'articolo 9 - A.C. 5736)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 5736 sezione 10).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ria. Ne ha facolt.

LORENZO RIA. Signor Presidente, intervengo per illustrare sinteticamente ed in maniera complessiva gli emendamenti che ho proposto a questo articolo, che detta le linee di azione per lo sviluppo economico delle citt e, pi in generale, dei territori. Gli emendamenti che ho proposto mirano a dare concretezza ed efficacia al primo comma dell'articolo 9, che, sin dalle sue prime parole, definisce con chiarezza le proprie finalit e i propri obiettivi, ma anche gli ambiti territoriali cui si riferisce.
La norma vuole che le citt italiane si dotino di servizi, di strutture materiali ed immateriali, e di ordinamenti e procedure che le mettano alla pari con le grandi citt europee ed internazionali. A tal fine - a mio parere, con una logica coerente -, detto articolo ritiene necessario che preliminarmente siano individuati gli ambiti territoriali di area vasta da considerare e coinvolgere nel disegno di modernizzazione, di infrastrutturazione, di dotazione di servizi innovativi e competitivi e di applicazione di nuove regole e procedimenti.
Immediatamente dopo, tuttavia - e, questa volta con una logica incoerente - il quarto comma dello stesso articolo 9 contraddice il primo comma, che ho appena illustrato, prevedendo che i soggetti abilitati a presentare proposte da inserire nei programmi di intervento siano soltanto i comuni e non le province rispettivamente interessate.
Proprio il fatto che un comune non sia istituzionalmente nelle condizioni di avanzare una propria candidatura e proposta di piano credibile e minutamente attendibile, se non interessando un'area pi ampia (correttamente, infatti, il comma 1 parla di area vasta), d l'idea dell'errore istituzionale in cui incorso il Governo non prevedendo che anche le province siano abilitate a presentare proposte di interventi in attuazione dell'articolo 9, comma 1.
Gli emendamenti integrativi che ho proposto, oltretutto, sono coerenti con le funzioni proprie delle province ed incoerenti con le funzioni proprie dei comuni, atteso che specifica competenza delle province redigere i piani territoriali di coordinamento provinciale, che poi dovrebbero rappresentare il terreno di base su cui incardinare qualsiasi proposta di piano.
Oltretutto, proprio ieri, quest'Assemblea ha approvato provvedimenti che sanciscono e riconoscono il valore ed il senso programmatorio del piano territoriale di coordinamento redatto dalle province. Coerentemente, quindi, con l'insediamento della provincia tra i soggetti abilitati a presentare proposte di piano, le province stesse saranno citate ed elencate in tutto l'articolo 9, insieme ai comuni.



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Nell'eventualit, poi, che un comune e la sua rispettiva provincia presentino interventi distinti, nell'ambito di una tipizzazione generale riferita al caso che pi enti avanzino una proposta relativa al medesimo territorio, ho previsto che tutti gli enti interessati ad un medesimo territorio si impegnino, gi in sede di proposta, ad attivare ogni utile forma di coordinamento attraverso l'individuazione di un soggetto promotore dell'iniziativa.
Coerentemente con ci che ho detto - e concludo -, ho anche proposto un emendamento riferito al comma 7 dell'articolo 9, prevedendo che l'intera cornice entro cui debbono essere iscritte le proposte di piano da presentare debba essere sottoscritta, anzich dalla Conferenza Stato-citt e autonomie locali, dalla Conferenza unificata.
In questo modo, mi sembra che la riequilibratura dell'articolo 9 nel senso che ho illustrato sia rigorosamente in linea con il dettato costituzionale e, soprattutto, con le norme di sistema che governano le autonomie locali (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Russo Spena. Ne ha facolt.

GIOVANNI RUSSO SPENA. Signor Presidente, a quanto test detto dal collega Ria - che condivido - vorrei aggiungere l'illustrazione di altri emendamenti riguardanti la struttura stessa dell'articolo 9 e il percorso decisionale della cosiddetta legge obiettivo per le citt, che rischia di produrre conseguenze molto gravi per quanto riguarda il territorio comunale e la decisione relativa al programma degli interventi.
In effetti, l'articolo 9, comma 1, attribuisce al Governo, con una forma di centralizzazione molto forte e anche autoritaria sul piano del procedimento amministrativo, l'esclusiva potest di individuazione degli ambiti sia urbani sia territoriali della cosiddetta area vasta sulla quale insiste il programma degli interventi complessivi. Quindi, viene sottratta alle articolazioni locali e agli enti territoriali qualsiasi possibilit di confronto su scelte che, peraltro, insistono sul territorio dei comuni.
Questa idea di mancata programmazione e di centralizzazione contenuta in provvedimenti che abbiamo discusso nei giorni scorsi ed anche in un provvedimento esaminato nella seduta di ieri. Quindi, questa mi sembra una costante della politica del Governo.
Noi, con i nostri emendamenti, riteniamo che tale scelta autoritaria, invece, debba essere sottoposta ad un confronto con gli enti territoriali e che, a tal uopo, debba configurarsi una sede di discussione nell'ambito della Conferenza unificata, come del resto tutti i comuni, le province, le regioni e le loro associazioni ci hanno chiesto nella fase di audizioni e di confronti, molto ampia e articolata, che abbiamo svolto nelle Commissioni riunite I e V.
In questo senso, quindi, raccomando all'Assemblea una valutazione sgombra da ogni pregiudizio su questi aspetti. Perlomeno, facciamo s che, d'intesa con la Conferenza unificata, si possa rendere permanente una sede di confronto fra il Governo, le autorit locali e gli ambiti locali, sui quali, peraltro, insiste il programma di interventi.

LUCA VOLONT. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

LUCA VOLONT. Signor Presidente, mi scuso con lei e con tutta l'Assemblea, ma, anche se si tratta di un altro argomento, vorrei chiederle di riconsiderare l'emendamento Peretti 10.201 relativo all'articolo successivo, che stato dichiarato parzialmente inammissibile. Mi scuso, comunque, in anticipo.

PRESIDENTE. Accetto le scuse, onorevole Volont, ma a questo punto le determinazioni della Presidenza in merito alle proposte emendative dichiarate inammissibili devono considerarsi definitive.
Nessun altro chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sulle proposte emendative presentate.



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GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Giudice 9.203, purch riformulato nel senso che specificher successivamente, e il parere contrario sulle restanti proposte emendative.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Viceministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 9.3, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 398
Votanti 394
Astenuti 4
Maggioranza 198
Hanno votato s 175
Hanno votato no 219).


Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.9, Michele Ventura 9.14 e Lusetti 9.33.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Iannuzzi. Ne ha facolt.

TINO IANNUZZI. Con questo articolo sostanzialmente stiamo discutendo di quella che, ad un esame sereno e approfondito, non possiamo che definire una sorta di scatola vuota. Infatti, avremmo dovuto adottare una serie di misure di politica legislativa e finanziaria volte ad un rilancio effettivo della politica delle citt e dei centri storici, per realizzare un sistema di centri urbani pi moderno, accogliente, gradevole e competitivo.
L'articolo in esame stato preceduto da una lunga gestazione, da una serie di promesse, anche estremamente pompose e pi volte rilanciate su scala mediatica da parte del Governo, e da una serie di discussioni con le associazioni e i mondi professionali ed economici interessati. In quest'aula, vogliamo ricordare la valutazione assolutamente critica e negativa che, anche in occasione dell'ultima assemblea nazionale, l'Associazione nazionale dei costruttori edili ha espresso con grande nettezza su questa azione del Governo.
Dopo tante discussioni ed annunci, quindi, avremmo dovuto tradurre l'obiettivo strategico di grande valore del rilancio delle citt in una serie di misure concrete e tangibili, prevedendo, innanzitutto, risorse finanziarie e misure di carattere normativo dotate di incidenza effettiva. Invece, per la parte finanziaria, si prevede una parziale copertura con i fondi della cosiddetta legge obiettivo, rimandando la copertura completa, ovviamente, alla prossima legge finanziaria.
Quindi, in concreto, non c' l'assegnazione di alcuna vera risorsa e non si capisce come si possa realizzare un programma serio ed organico di rilancio delle citt in assenza di qualsivoglia finanziamento.
Su tale terreno abbiamo pi volte dichiarato la nostra volont di collaborare attivamente alla costruzione di risposte legislative adeguate che, a nostro avviso, significano innanzitutto l'utilizzazione della leva fiscale. Ricordiamo come in questo provvedimento sarebbe stato saggio varare una misura di stabilizzazione, almeno per il prossimo biennio 2006-2007, delle detrazioni del 36 per cento ai fini IRPEF delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie. Sottolineiamo come in tale direzione si sarebbe dovuto procedere per valorizzare e promuovere adeguatamente la politica dei centri storici, che ci sta particolarmente a cuore. Bisogna promuovere programmi integrati di intervento pubblico-privato capaci di assicurare, per la riqualificazione urbana, la realizzazione contestuale di opere di recupero del patrimonio



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immobiliare e di opere pubbliche capaci di convogliare risorse progettuali e finanziarie da parte dei privati.
Tutto ci non accaduto, come non accade nell'articolo 9. Quest'ultimo, al di l di formule generiche di nobili intenti e di buoni propositi, non contiene alcuna misura concreta di snellimento delle procedure amministrative o di semplificazione legislativa. Non possiamo che esprimere, quindi, un giudizio preoccupato e critico. Rispetto alle promesse ed agli slogan per tanto tempo enunciati dal Governo e dalla maggioranza vi una risposta debolissima che non contiene alcun segno vero. Da domani, una volta approvata tale norma, la politica delle citt rimane nella stessa situazione in cui versa al momento attuale.
Peraltro, avete dato a questo articolo pomposamente il nome di Legge obiettivo per le citt. Considerato che la legge obiettivo per le infrastrutture e per le opere pubbliche non ha portato affatto bene, perch di ammodernamento infrastrutturale non si vede traccia, almeno potevate avere il buon gusto di utilizzare una terminologia diversa. Infatti, oltre all'assenza di risorse concrete, anche il riferimento alla legge obiettivo non mi pare segni alcun viatico positivo per una vera ed incisiva politica di riqualificazione urbana che da quattro anni totalmente assente nell'azione e nelle volont concrete dell'esecutivo e della sua maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facolt.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di questo articolo mi sento di condividere il titolo - Legge obiettivo per le citt - perch effettivamente un Governo serio dovrebbe porsi il problema di affrontare le questioni delle grandi e delle medie citt, a cominciare dalle pi generali come la mobilit e l'ambiente. Dunque, il titolo va benissimo, quello che non condivido tutto il resto.
Lasciamo perdere per ora la norma finanziaria: ci torner quando esamineremo il comma 11. Vorrei sollevare un problema di coerenza di questo Parlamento. La maggioranza ha approvato un testo sulla devolution - da noi non condiviso - che tende ad affermare il federalismo spinto. Con l'articolo in esame, invece, si pretende di promuovere da parte del Governo lo sviluppo delle citt senza nemmeno sentire la Conferenza unificata. In un modo centralistico il Governo centrale decide come sviluppare le citt senza nemmeno ascoltare le amministrazioni locali. Credo che siamo arrivati veramente all'assurdo. Cosa dicono tutti coloro che si sciacquano la bocca di federalismo in questo Parlamento?
Gli identici emendamenti in esame chiedono, quando il Governo prepara un progetto per lo sviluppo delle citt, di cercare almeno un'intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni, citt e autonomie locali. Non dico il federalismo, collega Pagliarini, perch quello il futuro, ma almeno non espropriamo i sindaci e le amministrazioni locali. Guardate che grave quanto sta per passare sotto silenzio in quest'aula.
Stiamo approvando un articolo che, nei fatti, espropria le amministrazioni locali, dato che neanche le ascolta! Dunque, che almeno si inserisca l'obbligo di sentire la Conferenza unificata Stato-regioni, citt e autonomie locali. Questa peraltro sarebbe una scelta anche di buon senso, in quanto consentirebbe di evitare - lo voglio ripetere nuovamente - l'incremento del numero di contenziosi sollevanti innanzi alla Corte costituzionale. Infatti, il nuovo Titolo V della Costituzione considera i comuni alla pari rispetto allo Stato centrale; non dunque possibile espropriarli delle loro competenze in tale modo!
L'inserimento della previsione contenuta nella proposta emendativa in esame sarebbe quindi una scappatoia che consentirebbe - oltre ad un'accelerazione dei tempi, con un indirizzo forte da parte del Governo centrale - il rispetto del dettato costituzionale.



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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.9, Michele Ventura 9.14 e Lusetti 9.33, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 409
Votanti 408
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato s 202
Hanno votato no 206).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 9.204, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti418
Maggioranza 210
Hanno votato s 193
Hanno votato no 225).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Zanella 9.5, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 420
Votanti 418
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato s 194
Hanno votato no 224).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.10, Michele Ventura 9.15 e Lusetti 9.34, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 419
Maggioranza 210
Hanno votato s 195
Hanno votato no 224).


Prendo atto che l'onorevole D'Agr non riuscito ad esprimere il proprio voto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Gambini 9.205.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambini. Ne ha facolt.

SERGIO GAMBINI. Questo emendamento intende perseguire un ulteriore obiettivo, rispetto a quelli gi contenuti nel comma 2 dell'articolo 9. Pur riconoscendo tutti i limiti di questo intervento - le critiche avanzate dai colleghi dell'opposizione sono da questo punto di vista assai documentate e motivate -, qualora l'articolo 9 dovesse passare, come mi pare stia avvenendo, varrebbe la pena di considerare, tra gli obiettivi da perseguire, anche questo proposto dall'emendamento in esame, dal momento che esso ha un'attinenza particolare rispetto ai temi della competitivit del nostro sistema produttivo. Mi riferisco ad una questione assai spesso richiamata sia dal Presidente del Consiglio, sia dai diversi esponenti del mondo economico del nostro paese: l'esigenza di un rilancio delle attivit turistiche, affinch possa essere rilanciato quel primato, mantenuto dal nostro paese sulla scena dei flussi turistici internazionali negli anni passati e mano mano surclassato da altri paesi, come la Francia, la Spagna, gli Stati Uniti (ed oggi anche la Cina).



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Sappiamo che uno dei problemi che maggiormente penalizza la competitivit del turismo italiano riguarda l'accessibilit e la raggiungibilit della nostra offerta turistica, dovuta ad un sistema aeroportuale non particolarmente efficiente e alle difficolt esistenti sugli assi stradali ed autostradali infrastrutturali, che smistano i flussi di traffico nelle diverse localit turistiche.
Ritengo che tutti ricordino l'immagine abbastanza emblematica rappresentata dalla coda di 200 chilometri sull'autostrada da Rimini verso Piacenza nel giorno del rientro dal ponte del 2 giugno, a testimonianza di come quello sia uno degli elementi che minano in maniera pi consistente la competitivit della nostra offerta turistica.
Da questo punto di vista, tra gli obiettivi che potrebbero essere inseriti, segnalo quello contenuto nell'emendamento in esame, vale a dire quello che punta ad ottimizzare la connessione tra i sistemi turistici locali e gli assi infrastrutturali per favorire la raggiungibilit e la accessibilit degli stessi.
Si tratta di un emendamento assai ragionevole, che non cambia n stravolge l'impostazione di questo articolo e non inficia la possibilit di operare secondo quanto indicato da parte della maggioranza e dei relatori, dunque non vedo perch non debba essere approvato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gambini 9.205, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti2
Maggioranza 207
Hanno votato s 190
Hanno votato no 223).


Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 9.206.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facolt.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, intervengo per chiedere di sottoscrivere questo emendamento e per cercare di convincere i colleghi pi attenti alle esigenze del territorio, alle esigenze relative alla partecipazione degli enti locali e delle regioni a decisioni riguardanti il territorio, ad approvare la proposta emendativa in esame.
Stiamo parlando della predisposizione del piano degli investimenti da parte del Ministero delle infrastrutture. L'emendamento reca una proposta ovvia e naturale, vale a dire che questo piano degli investimenti venga concordato con le regioni e con le autonomie locali, trattandosi di investimenti da realizzare sul territorio.
Quindi, mi rivolgo ai colleghi tradizionalmente attenti alle esigenze del territorio, affinch sia approvata una norma che tende a non escludere dal percorso partecipativo coloro che poi sono chiamati a gestire gli interventi sul proprio territorio.
Si tratta di una norma che non presenta alcun profilo di spesa e che non comporta alcun rallentamento dell'iter, garantendo quella base democratica di costruzione del consenso su interventi che si qualificano proprio per l'importanza e la centralit nelle aree dove si realizzano.
Mi auguro, dunque, che l'Assemblea approvi questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facolt.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, colleghi, vorrei richiamare l'attenzione del collega Leone: c' la possibilit di rifarsi!


PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIO CLEMENTE MASTELLA (ore 17,30)
ARNALDO MARIOTTI. Il presente emendamento recupera in qualche modo



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quanto non stato realizzato al comma 1, prevedendo che, dopo la predisposizione delle linee guida da parte del Ministero delle infrastrutture, le stesse debbano essere approvate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.
Stiamo parlando di una materia, quella dei trasporti, di competenza regionale e molte regioni, nei piani di trasporto e nelle leggi attuative, hanno delegato ai comuni la gestione del trasporto in ambito cittadino e alle province quella relativa ai piani di bacino.
Non possiamo prescindere da quanto avvenuto nella realt del paese; pertanto, l'approvazione di questo emendamento a mio avviso pu rimediare all'errore compiuto da quest'aula qualche minuto fa, quando non ha approvato la proposta emendativa con cui si chiedeva di sentire la Conferenza permanente unificata in merito alle politiche da attuare in relazione alla legge obiettivo per le citt.
Quindi, l'approvazione dell'emendamento in oggetto non ritarderebbe nulla in merito all'indirizzo deciso dal Governo, ma allo stesso tempo potrebbe recuperare il rapporto in modo da evitare contenziosi. Altrimenti, invece di approvare una legge che acceleri le procedure, ne licenzieremmo una che aumenta i contenziosi e blocca la pubblica amministrazione.

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, vorrei far presente all'onorevole Vigni, firmatario dell'emendamento in esame, che il comma 4 in qualche modo recupera il rapporto con le regioni ed i comuni mentre gli emendamenti in oggetto e quello precedente, riferito al comma 1, privilegiavano la Conferenza unificata. Il recupero del rapporto operato con il comma 4, tuttavia, a mio avviso migliore perch ad ogni regione d la possibilit di discutere singolarmente con il Ministero le linee guida e la futura applicazione del presente articolo. Allo stesso tempo coinvolge anche i comuni con una procedura successiva.
Pertanto, ritengo che il migliore controllo da parte dei comuni e delle regioni interessate sia quello di discutere l'applicazione delle linee guida nei loro territori e non quello di lasciare tale compito alla Conferenza unificata, che assumerebbe in merito posizioni non puntuali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 9.206, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato s 188
Hanno votato no 212).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.11, Michele Ventura 9.16 e Lusetti 9.35, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 410
Maggioranza 206
Hanno votato s 183
Hanno votato no 227).


Passiamo alla votazione dell'emendamento Ria 9.32.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morgando. Ne ha facolt.



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GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, vorrei intervenire molto rapidamente perch gi il collega Ria, durante il suo intervento sul complesso del emendamenti, ha affrontato questo problema in maniera molto pi compiuta e approfondita. Tuttavia, vorrei richiamarlo ugualmente.
La proposta di inserire le province tra gli enti abilitati all'interno della procedura prevista dall'articolo in oggetto sensata perch evidente a tutti come soprattutto nelle aree metropolitane i problemi della pianificazione e della gestione di interventi di area vasta non siano riconducibili soltanto all'ambito dei comuni, ma coinvolgano anche le responsabilit dell'unica autorit di area vasta oggi esistente. Quindi, come abbiamo gi sostenuto in sede di Commissione bilancio e ripetiamo qui in Assemblea, sarebbe importante che tale esigenza oggettiva venisse registrata in questo articolo e che quindi venissero approvati gli emendamenti presentati dall'onorevole Ria rivolti, appunto, in questa direzione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 9.32, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 420
Votanti 419
Astenuti 1
Maggioranza 210
Hanno votato s 198
Hanno votato no 221).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 9.28, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 424
Votanti 423
Astenuti 1
Maggioranza 212
Hanno votato s 197
Hanno votato no 226).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 9.29, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 414
Votanti 413
Astenuti 1
Maggioranza 207
Hanno votato s 192
Hanno votato no 221).


Passiamo alla votazione dell'emendamento Vigni 9.207 che recita: Dopo il comma 5, aggiungere il seguente: I piani, con l'assenso della regione ovvero delle regioni competenti, sono trasmessi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al CIPE che li approva.
Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 9.207, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 431
Votanti 430
Astenuti1
Maggioranza 216
Hanno votato s 202
Hanno votato no 228).



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Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 9.12, Michele Ventura 9.17 e Lusetti 9.36, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti420
Maggioranza 211
Hanno votato s 198
Hanno votato no 222).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 9.30, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 425
Votanti 424
Astenuti1
Maggioranza 213
Hanno votato s 196
Hanno votato no 228).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 9.208, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti427
Maggioranza 214
Hanno votato s 198
Hanno votato no 229).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ria 9.31, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti423
Maggioranza 212
Hanno votato s 194
Hanno votato no 229).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Vigni 9.209, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 427
Votanti 426
Astenuti1
Maggioranza 214
Hanno votato s 199
Hanno votato no 227).


Avverto che l'emendamento Parolo 9.7 stato ritirato.
Passiamo agli identici emendamenti Michele Ventura 9.18 e Lusetti 9.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facolt.

ARNALDO MARIOTTI. Signor Presidente, il comma 11 dell'articolo 9, di cui gli emendamenti in esame propongono la soppressione, tenta di reperire le risorse per l'attuazione dell'articolo stesso. Tuttavia, si compie un'operazione che potrebbe essere definita uno specchietto per le allodole, laddove si prevede che all'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si fa fronte mediante parziale



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utilizzo delle risorse per le infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443. Tale previsione gi di per s grave, in quanto per attuare la legge obiettivo sulle citt svuotiamo il Fondo per le infrastrutture strategiche. Vi poi la beffa costituita dall'inserimento di tale norma nel provvedimento sulla competitivit, pur sapendo che i difetti di competitivit del nostro paese dipendono in larga parte dal mancato funzionamento o dall'assenza di un sistema logistico e dall'esistenza di infrastrutture inadeguate a competere con altre regioni europee. Occorrerebbe dunque accelerare la soluzione di tali problemi.
Ci che sostengo stato proposto dal centrodestra durante la campagna elettorale. Ricordo a tutti la partecipazione del Presidente Berlusconi alla trasmissione di Bruno Vespa e i segni sulla lavagna, con i pennarelli di diversi colori! Il piano sulle infrastrutture strategiche non stato attuato, e ora riducete addirittura i relativi stanziamenti. Si tratta, dunque, di un fatto molto grave.
Ho parlato di specchietto per le allodole, in quanto si prevede che con la legge finanziaria, in coerenza con quanto previsto dal Documento di programmazione economico-finanziaria - che dovremo discutere, in quanto nessuno di noi conosce le proposte del Governo - sar individuata la quota del Fondo per le infrastrutture strategiche da prelevare per gli obiettivi riguardanti le citt.
Mi rivolgo al viceministro Vegas, che sempre rigoroso per quanto concerne le coperture: l'articolo in esame non ha la copertura, e non possiamo fare riferimento a una legge finanziaria che deve essere ancora concepita, in assenza peraltro del Documento di programmazione economico-finanziaria, da cui scaturir la legge finanziaria stessa.
L'articolo in esame, dunque, privo di copertura, e qualora dovessimo ritenere valida la copertura proposta, dovremmo comunque esprimere voto contrario, in quanto andremmo a svuotare il Fondo per le infrastrutture strategiche.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Morgando. Ne ha facolt.

GIANFRANCO MORGANDO. Signor Presidente, in sede di dichiarazione di voto sugli emendamenti soppressivi del comma 11, intendo esprimere anche una valutazione complessiva sull'articolo 9 in esame. Si tratta di un articolo importante ed emblematico, come ha sottolineato l'onorevole Mariotti.
Non vi alcun dubbio che il tema dell'organizzazione del territorio e dell'organizzazione dei servizi nelle aree urbane e nelle grandi citt sia una questione relativa alla competitivit del paese. Dunque, l'esigenza che il provvedimento presti attenzione all'organizzazione di una strategia relativa alle grandi aree urbane del paese ci trova consenzienti.
Il problema attualmente risiede nella modalit con cui viene impostata la strategia. Ho gi ricordato prima: i problemi di governo di aree vaste non si risolvono soltanto con il ruolo dei comuni nelle aree metropolitane. Inoltre, un problema assolutamente rilevante, come ricordava il collega Mariotti, la riproposizione di un meccanismo per la verit abbastanza diffuso. Da un po' di tempo a questa parte il Governo, con i provvedimenti di spesa, sposta i finanziamenti da un settore all'altro. In questo caso si sta verificando proprio ci: si spostano i fondi dalla legge sulle infrastrutture strategiche e si prevede che una loro quota venga utilizzata per altri obiettivi, lasciando alla legge finanziaria la determinazione della percentuale di fondi da spostare.
In realt le risorse non vi sono. Non possibile sottrarre risorse alle infrastrutture strategiche per destinarle agli interventi nelle grandi citt: sono entrambi questioni rilevanti ai fini della competitivit del nostro sistema.
Non aggiungo altro a quanto evidenziato dal collega Mariotti, che mi trova d'accordo. Sottolineo soltanto che, da quando ho iniziato ad occuparmi di questa tematica, mi sempre stato spiegato che non possibile coprire un provvedimento



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tramite la legge finanziaria. Ora si sta verificando proprio tale circostanza (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Michele Ventura 9.18 e Lusetti 9.37, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti395
Maggioranza 198
Hanno votato s 184
Hanno votato no 211).

Prendo atto che gli onorevoli Spina Diana e Nitto Palma non sono riusciti a votare.

Prendo atto altres che il successivo emendamento German 9.200 stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Antonio Leone 9.201.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facolt.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, chiedo la votazione per parti separate del mio emendamento 9.201, nel senso di porre in votazione solo il primo capoverso, recante il comma 11-bis. Di conseguenza andrebbero rivisti i pareri delle Commissioni e del Governo, in quanto il successivo emendamento Giudice 9.203 (sul quale vi parere favorevole) identico alla prima parte del mio emendamento 9.201, che ribadisco chiedo sia posto in votazione fino alle parole con i territori di specifici comuni.
Di conseguenza ritirerei la seconda parte della mia proposta emendativa, che va dal comma 11-ter sino alla fine. Il successivo emendamento Giudice 9.203 risulterebbe assorbito.

BASILIO GERMAN. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt

BASILIO GERMAN. Signor Presidente, mi associo alla richiesta dell'onorevole Antonio Leone, di votazione per parti separate dell'emendamento in esame. Annuncio sin d'ora di sottoscrivere sia la prima parte della proposta emendativa Antonio Leone 9.201 sia il successivo emendamento Giudice 9.203.

FRANCESCO STAGNO d'ALCONTRES. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt

FRANCESCO STAGNO d'ALCONTRES. Signor Presidente, annuncio di voler sottoscrivere la prima parte della proposta emendativa Antonio Leone 9.201, che verr posta in votazione qualora fosse accolta la proposta suggerita dal collega.

PRESIDENTE. Sta bene.
Chiedo al relatore per la V Commissione di esprimere il parere sulla proposta di votazione per parti separate dell'emendamento Antonio Leone 9.201.

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Sulla scorta delle indicazioni del Comitato dei diciotto, chiedo al collega Antonio Leone di riformulare la parte del suo emendamento 9.201 che egli chiede sia posta in votazione per prima, analogamente a quanto suggerito in precedenza per l'emendamento 9.203 del collega Giudice. Andrebbero, pertanto, eliminate le parole e dal momento in cui e, conseguentemente, sostituita la parola: esprimono con la seguente: esprimano.

PRESIDENTE. Il Governo?



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GIUSEPPE VEGAS, Viceministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, qualora l'onorevole Antonio Leone riformulasse il suo emendamento 9.201 nel senso di mantenere soltanto il comma 11-bis, in esso verrebbe a confluire il successivo emendamento Giudice 9.203, e, ove vi fosse anche l'accordo dell'onorevole Giudice, il parere del Governo sarebbe favorevole, relativamente al comma che residuerebbe e alla modifica formale proposta dal relatore.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Antonio Leone accetta la riformulazione della prima parte del suo emendamento 9.201. Onorevole Giudice?

GASPARE GIUDICE. Signor Presidente, chiaro che l'approvazione della prima parte dell'emendamento Antonio Leone 9.201 assorbirebbe il mio emendamento 9.203, che quindi ritirerei.

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facolt.

UGO PAROLO. Signor Presidente, intervengo per esprimere la mia contrariet personale, e mi auguro anche quella del gruppo cui appartengo, all'emendamento Antonio Leone 9.201, come riformulato, nonch al successivo emendamento Giudice 9.203, sul quale, peraltro in modo del tutto inspiegabile, il Governo ha espresso parere favorevole. Dico in modo del tutto inspiegabile perch stiamo parlando di una normativa che ha valenza di carattere nazionale e con la quale il Governo si riserva la prerogativa di individuare gli ambiti strategici urbani territoriali entro i quali applicare le norme in oggetto, cio entro i quali porre in essere interventi strategici utilizzando i fondi della cosiddetta legge obiettivo, sempre ammesso che - come stato ricordato - questi fondi vengano messi a disposizione.
Ebbene, nell'ambito dell'esame di un disegno di legge in cui viene stabilito per legge che il Governo ad individuare gli ambiti entro cui deve applicarsi la normativa, il Governo stesso esprime un parere favorevole su un emendamento che di fatto sottrae allo stesso esecutivo la competenza, individuando un unico caso in cui, per legge, verrebbe fissato l'ambito entro il quale applicare la normativa, cio quello delle citt di Messina e di Reggio Calabria (semprech le due regioni interessate siano d'accordo), e tra l'altro introducendo nella legge una causa sospensiva (quindi, anche da un punto di vista normativo, in modo non certamente elegante).
del tutto evidente - lo dico ai colleghi che stanno ascoltando - che, se passasse anche solo la prima parte della norma proposta dal collega Leone, sarebbe di fatto vanificata l'intera disposizione legislativa, che doveva avere un carattere nazionale, e le procedure previste dalla legge con la partecipazione delle regioni, con la pubblicazione dei bandi, con l'individuazione dei comuni, che devono essere ritenuti da parte del Governo interesse preminente strategico nazionale, al fine del raggiungimento degli obiettivi previsti nella norma che si va ad applicare. Norma che riteniamo valida semprech consenta a tutti i comuni italiani di partire dallo stesso livello e non preveda soltanto per due comuni e due regioni una riserva di legge, stabilendo invece per tutti gli altri l'assoggettamento alle procedure di individuazione definite per legge, che spettano al Governo.
Mi auguro che anche sulla prima parte dell'emendamento Antonio Leone 9.201 l'Assemblea si esprima in senso contrario, in modo da mantenere il testo cos come stato licenziato dalla Commissione bilancio, la quale peraltro aveva gi provveduto a sopprimere una parte del testo originario che, di fatto, riprendeva integralmente ci che oggi si intende di nuovo introdurre.
Mi auguro, quindi, che il testo licenziato dalla Commissione rimanga tale, perch ci costituirebbe una garanzia per tutti i comuni italiani, i quali partirebbero dallo stesso punto con l'applicazione di procedure di individuazione che verranno definite dal Governo (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).



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PRESIDENTE. Onorevole relatore Crosetto, mi sembra che lei avesse chiesto di riformulare l'emendamento nel senso di sopprimere le parole e dal momento in cui...

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. S, signor Presidente, ho chiesto di sopprimere le parole e dal momento in cui e di sostituire conseguentemente la parola esprimono con la seguente: esprimano.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul primo capoverso dell'emendamento Antonio Leone 9.201, nel testo riformulato, accettato dalle Commissioni e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo, di Rifondazione comunista e della Lega Nord Federazione Padana - Vedi votazioni).

(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato s 192
Hanno votato no 222).


pertanto preclusa la restante parte dell'emendamento Antonio Leone 9.201.
Chiedo se l'emendamento Giudice 9.203 sia stato ritirato dal presentatore.

ANTONIO LEONE. No, Presidente, non stato ritirato!

PRESIDENTE. Onorevole Giudice, lo mantiene.

GASPARE GIUDICE. S, Presidente, lo mantengo.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo, dunque, alla votazione dell'emendamento Giudice 9.203.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facolt.

UGO PAROLO. Signor Presidente, sono costretto ad intervenire nuovamente in quanto l'emendamento del collega Giudice - il 9.203 - , di fatto, uguale, almeno nella sua prima formulazione, a quello appena respinto dall'Assemblea.
Se l'emendamento Giudice 9.203 sar approvato, verr vanificato, di fatto, l'articolo 9 del disegno di legge al nostro esame, perch sar definita per legge una riserva, una prerogativa, per due sole citt italiane, mentre tutte le altre indicazioni di individuazione relative agli altri comuni italiani dovranno essere fatte dal Governo, cos come prevede l'articolo 9, comma 1, e seguenti. Non si comprende, quindi, per quale motivo per due citt si debba stabilire una norma speciale e, per tutti gli altri comuni, si debbano applicare le procedure ordinarie prevedendo, inoltre, una condizione sospensiva che determina un effetto sospensivo della norma. Mi chiedo, quindi, se sia possibile predisporre una legge che inizi con le seguenti parole: se e dal momento in cui.
del tutto evidente che, se l'emendamento Giudice 9.203 sar approvato, esso non produrr effetti fino al momento in cui qualcun altro decider di fare qualcos'altro. Anche dal punto di vista dell'eleganza della normativa, ci sarebbe - e ci lo dico nonostante non sia un giurista - molto da eccepire. Cos facendo, finiremo, quindi, per stabilire un precedente veramente grave perch, ripeto, con questa condizione sospensiva approveremo una legge che potr essere applicata solo se qualcun altro decider di fare qualcos'altro.
Detto questo, invito i colleghi a votare contro questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Leone. Ne ha facolt.



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ANTONIO LEONE. Signor Presidente, intervengo per dire al collega Parolo che la formulazione dell'emendamento Giudice 9.203 deriva dal testo originario del provvedimento del Governo, votato, tra l'altro, anche da ministri appartenenti al gruppo della Lega Nord Federazione Padana. L'emendamento Giudice 9.203 non del tutto simile al mio emendamento poc'anzi respinto; il senso sarebbe stato lo stesso nel momento in cui fosse stata approvata la prima parte del mio emendamento, e, solo in tal caso, l'emendamento del collega Giudice sarebbe stato assorbito dalla mia proposta emendativa.
Desidero far notare che tra i due emendamenti esiste una differenza sostanziale, che potrebbe anche andare incontro alle esigenze manifestate poc'anzi dal collega Parolo, e, precisamente, nella parte in cui si d al ministro la possibilit di scegliere: cosa, questa, presente nel mio emendamento, ma che manca in quello del collega Giudice. Ci rappresenta, in buona sostanza, quanto le Commissioni hanno soppresso. Pertanto, inviterei il collega Parolo a rivedere il testo dell'emendamento presentato dal collega Giudice che, ripeto, diverso dal mio, e, conseguentemente, il collega Parolo potrebbe anche cambiare idea.

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Signor Presidente, le chiederei di accantonare l'esame dell'emendamento Giudice 9.203 (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo e di Rifondazione comunista ).

FRANCESCO GIORDANO. Vogliamo votarlo!

GUIDO CROSETTO, Relatore per la V Commissione. Questa una prassi che abbiamo utilizzato per molti emendamenti, quasi tutti presentati dall'opposizione. Pertanto, se la si usa, per una volta, anche per un emendamento della maggioranza (Dai banchi dei gruppi dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista si grida: No! No!) ...potrebbe essere una soluzione che potrebbe andar bene. Non mi sembra una richiesta cos assurda!

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facolt.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, la questione su cui si discute oggettivamente complicata. Desidero riassumere le vicende relative a questa parte del provvedimento.
Il comma era parte integrante del testo del disegno di legge del Governo. Le Commissioni hanno deciso di sopprimerlo perch nel testo del Governo si faceva riferimento, effettivamente, alla situazione di Messina e di Reggio Calabria, ma anche ad altre. stato proposto un testo che non riproduce esattamente n quello iniziale del Governo n quello soppresso dalle Commissioni. Quindi, l'emendamento Giudice 9.203 , a mio giudizio, nuovo e, pertanto, deve essere valutato, pu essere valutato anche nelle sue parti.
Capisco l'esigenza dell'opposizione e del gruppo al quale appartengo, ma forse un accantonamento, ai fini di una valutazione, da parte dei relatori e del Governo, delle due parti che compongono l'emendamento in parola potrebbe essere utile per trovare una soluzione. Magari, l'esito sar, inevitabilmente, quello gi verificatosi nella precedente votazione, ma potremmo anche superare sia le obiezioni riguardanti il testo del Governo sia quelle relative al testo proposto dall'onorevole Giudice; comunque, potremmo provare a raggiungere l'obiettivo.

PRESIDENTE. Mi pare che la soluzione pi semplice per me sia quella di porre in votazione la proposta di accantonamento, anche perch lei, in qualit di presidente della V Commissione, il gruppo di cui fa parte, l'opposizione e la maggioranza avete opinioni diverse.
Passiamo ai voti.



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Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la proposta, avanzata dal relatore, di accantonare l'esame dell'emendamento Giudice 9.203.
( approvata).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 9.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facolt.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, con quello in esame ed anche con i successivi emendamenti poniamo l'accento su temi che, pur essendo centrali per le nostre citt, sono stati esaminati soltanto in maniera molto parziale nel dibattito sul testo proposto dal Governo: il problema della mobilit, del trasporto pubblico locale, il problema di reperire forme di incentivazione reali, concrete, immediate ed applicabili per intervenire sulla congestione che affligge i nostri centri urbani.
Nel suo intervento in sede di discussione sulle linee generali, il collega Iannuzzi ha gi accennato al problema. Gli emendamenti che ci accingiamo ad esaminare individuano le esigenze pi rilevanti del settore: da una parte, bisogna definire le regole; dall'altra, bisogna trovare le risorse. Se in ordine alla prima possiamo provare (lo stiamo facendo in Commissione) a dedicarci ad un difficile lavoro per individuare alcune regole condivise che riguardino, in particolare, le competenze dello Stato, sul fronte delle risorse nulla stato fatto.
Noi riteniamo che questo rappresenti un problema centrale con il quale i nostri amministratori locali sono costretti a confrontarsi continuamente. Da una parte, c' il problema dei contratti e della disciplina della malattia (un altro sciopero stato annunciato dalle organizzazioni sindacali per il 15 luglio); dall'altra, c' il problema del rinnovo del parco mezzi, delle infrastrutture e dei nodi viari. Con riferimento a tutte le indicate questioni, le risorse messe in campo dal Governo sono assolutamente inconsistenti, praticamente inesistenti! Credo che il Governo dovrebbe provare quanto meno ad abbozzare una risposta.
Abbiamo avanzato le nostre proposte in termini molto concreti, andando anche ad analizzare le questioni principali (rinnovo del parco mezzi, suo svecchiamento, metanizzazione). Molte proposte sono state avanzate anche da Federmobilit, dai comuni, dall'ASTRA, dall'ANAV: tutte sono rimaste sempre sul tavolo governativo, dove, al di l delle promesse, non stato mai ottenuto alcun atto concreto.
Quindi, ci attendiamo un atto di sensibilit e di interlocuzione con il Parlamento da parte del Governo. Non tutte le proposte possono essere accolte, ma alcune indicazioni possono essere sicuramente accettate.
Prendo atto con favore che una nostra proposta emendativa, molto marginale, che raccoglieva una delle proposte avanzate dall'associazione Federmobilit, in particolare quella riguardante la possibile esenzione dei diritti delle affissioni di manifesti all'interno degli autobus, stata recepita. Le altre questioni, invece, hanno incontrato molta disattenzione.
Auspichiamo di trovare su questo emendamento e su quelli successivi la disponibilit a ragionare (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 9.24, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti415
Maggioranza 208
Hanno votato s 196
Hanno votato no 219).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 9.20, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).



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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti412
Maggioranza 207
Hanno votato s 194
Hanno votato no 218).


Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosato 9.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rosato. Ne ha facolt.

ETTORE ROSATO. Signor Presidente, vorrei riflettere, insieme al viceministro Vegas, su una questione. Abbiamo sempre sostenuto (e su questo c' un'ampia convergenza delle forze parlamentari) la necessit di aprire il nostro mercato del trasporto pubblico locale, cercando di trovare modalit per arrivare alle gare (mi riferisco alla definizione delle procedure di selezione), onde consentire alle nostre aziende di irrobustirsi e di trovare gli strumenti per fronteggiare la concorrenza straniera che gi fortemente presente nelle nostre citt (in tal senso, si possono richiamare molti esempi sugli esiti delle ultime gare).
Vogliamo sollevare il problema del regime della tassazione. Le societ che raggiungono la definizione di un contratto, dopo l'aggiudicazione di una gara, sono soggette ad un regime fiscale punitivo rispetto a quello cui sono soggetti coloro che operano in base alla cosiddetta gestione in house.
Con l'emendamento in esame, vogliamo intervenire per risolvere tale questione, che rappresenta un collo di bottiglia rispetto alla liberalizzazione e all'apertura del mercato. Una valutazione positiva da parte del Governo sarebbe stata in linea con i tanto annunciati e continui appelli alla liberalizzazione e all'apertura del mercato. Per farlo, occorrono norme.
Noi abbiamo proposto una norma che trova una sua definizione anche rispetto alla copertura finanziaria. Quindi, mi auguro una possibile interlocuzione con il viceministro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 9.22, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge Vedi votazioni).
(Presenti e votanti407
Maggioranza 204
Hanno votato s 192
Hanno votato no 215).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosato 9.21, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge Vedi votazioni).

(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti1
Maggioranza 204
Hanno votato s 192
Hanno votato no 215).


Avverto che non si proceder alla votazione dell'articolo 9, essendo stato accantonato l'emendamento Giudice 9.203. A questo punto, invito le Commissioni ad esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi all'articolo 9.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, le Commissioni esprimono parere contrario sugli articoli aggiuntivi presentati all'articolo 9.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Viceministro dell'economia e delle finanze. Il parere del



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Governo conforme a quello espresso dal presidente della V Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Lupi 9.02, Bianchi Clerici 9.03 e Giudice 9.04, non accettati dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 415
Votanti 411
Astenuti 4
Maggioranza 206
Hanno votato s 165
Hanno votato no 246).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 9.06, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato s 192
Hanno votato no 226).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pasetto 9.07, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 406
Maggioranza 204
Hanno votato s 194
Hanno votato no 212).


Indco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Rosato 9.0202, non accettato dalle Commissioni n dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 416
Maggioranza 209
Hanno votato s 191
Hanno votato no 225).




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