LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

C. 5736-A Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Aula Camera, Questioni
2005-07-05

A.C. 5736-A

ORDINI DEL GIORNO
Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.
N. 2.

Seduta del 5 luglio 2005
................
La Camera,

premesso che:

il disegno di legge in esame si prefigge, tra l'altro, di raggiungere fondamentali obiettivi per una maggiore competitivit del sistema produttivo del Paese;

sarebbe molto importante se il Governo, nell'emanazione dei decreti attuativi del presente provvedimento, valutasse la possibilit di apportare delle modifiche per quei decreti che per la loro stessa formulazione hanno determinato, in alcune circostanze passate, notevoli ostacoli;

uno di questi il decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 31 luglio 2000, n. 320, recante disciplina per l'erogazione delle agevolazioni relative ai contratti d'area e ai patti territoriali;

tale decreto nella sua accezione non consente variazioni progettuali sostanziali, di fatto impedendo agli imprenditori che si trovassero in condizioni avverse per svariati motivi (quali per esempio calamit naturali) di attuare delle valide alternative come quella di impegnarsi nella riconversione di attivit diverse da quelle indicate nel programma originario;

ad un imprenditore che opera, per fare un esempio, nel settore del confezionamento della frutta in uno stabilimento di Acireale (Catania) non oggi consentito riconvertire la propria attivit nonostante il terremoto che ha interessato quel territorio nell'ottobre del 2002;

da pi parti si sostiene che questi decreti siano alle volte cos rigidi da sortire solo delle retrocessioni che non fanno bene n allo sviluppo n al rilancio delle attivit produttive;

sostenere la competitivit fondamentale ma significa anche estenderla e migliorarla nelle sue misure pi essenziali, perch ci consenta di intervenire laddove ristagnano realt spesso dimenticate, specie al Sud dove pi opportunit e pi forza darebbero sicuramente il via libera allo sviluppo, al rilancio, al turismo e quindi alla competitivit;


impegna il Governo
a valutare l'opportunit di modificare, in sede di emanazione dei decreti attuativi del provvedimento in esame, il decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 31 luglio 2000, n. 320, recante disciplina per l'erogazione delle agevolazioni relative ai contratti d'area e ai patti territoriali, consentendo di attuare, in casi particolari, delle varianti progettuali sostanziali in modo da dare pi possibilit e pi speranza a quegli imprenditori che per svariati motivi (quali per esempio calamit naturali) si trovino ad affrontare gravi difficolt.
9/5736/2. Catanoso.

La Camera,

premesso che:

sull'attivit relativa all'organizzazione ed al funzionamento delle aree industriali esiste una legislazione concorrente tra Stato e regioni derivante dalla specificit della materia poich compresa nel governo del territorio;

in conseguenza di ci scaturita una legislazione molto eterogenea e divaricata delle regioni del Centro-Sud, ma anche del Nord (come ad esempio il Friuli-Venezia Giulia);

alcune regioni hanno, nell'ambito delle proprie autodeterminazioni in materia, provveduto a trasferire specifiche competenze, come ad esempio l'acquisizione di aree ed immobili inutilizzati, destinate in precedenza alle imprese assegnatarie, ai consorzi industriali territoriali;

in presenza di questa disomogeneit, appare indispensabile che il Governo intervenga per procedere ad un riassetto ed adeguamento della materia volti alla regolamentazione di specifiche competenze da attribuire ai Consorzi di sviluppo industriale;

si rende quindi necessario dettare principi normativi uniformi in tema di organizzazione territoriale ed attrezzature infrastrutturali delle aree industriali, ferma restando l'autonomia normativa regionale pertinente all'organizzazione amministrativa dei Consorzi Industriali ed ai raccordi tra i piani territoriali consortili e la disciplina urbanistica generale;


impegna il Governo
ad intervenire mediante opportuni indirizzi mirati allo sviluppo economico e territoriale, per la semplificazione ed al coordinamento della disciplina legislativa in materia di consorzi per le aree di sviluppo industriale, finalizzati a:

1) riaffermare la natura di enti imprenditoriali dei Consorzi di sviluppo industriale (ASI), sottratti al controllo della Corte dei Conti poich assoggettati ai controlli regionali unicamente per l'approvazione dei bilanci e dei piani regolatori delle aree industriali;

2) accelerare le procedure per il recupero, da parte dei Consorzi, delle aree degli immobili assegnate ad imprese, nei quali non sia iniziata o cessata l'attivit produttiva, al fine di poterli destinare a nuove iniziative imprenditoriali conformi alle nuove disposizioni di legge;

3) uniformare a livello normativo la materia dei consorzi industriali (ASI );

4) autorizzare i Consorzi industriali ad essere soggetti promotori e coordinatori dell'attuazione, delle diverse forme di programmazione negoziata;

5) ad assegnare i contributi regionali per la realizzazione da parte dei Consorzi, delle aree ecologicamente attrezzate previste dalla legge n. 112 del 1998 e di altre infrastrutture consortili, anche per lo smaltimento dei rifiuti.
9/5736/3. Blasi.
----------------------------------------------------------
La Camera,

premesso che:

la legge 5 gennaio 1994, n. 36 all'articolo 21 ha previsto la costituzione di un Comitato di vigilanza per l'uso delle risorse idriche, che tra le proprie competenze ha anche quella di elaborare il metodo di calcolo della tariffa da applicare negli Ambiti Territoriali Ottimali - ATO, allorch viene individuato il gestore unico del servizio idrico integrato;

con decreto ministeriale del 1o agosto 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 ottobre 1996, n. 243, stato adottato il sistema tariffario del servizio idrico integrato stabilito dal Comitato in parola;

la tariffa da applicare la risultante di un complesso calcolo le cui voci fondamentali sono i costi operativi e di ammortamento, la tariffa dell'anno corrente, il tasso d'inflazione programmato, il prezzo limite, la remunerazione del capitale investito;

sul capitale investito, risultante dai libri contabili e dal piano economico finanziario, si applica un tasso di remunerazione fissato nella misura del 7 per cento, non soggetto ad alcuna possibile variazione;

il tasso di remunerazione del capitale di rischio del 7 per cento superiore a quello, normalmente praticato dal sistema finanziario ed incide in misura rilevante sull'ammontare della tariffa da applicare;

il tasso ufficiale di sconto all'epoca dell'emissione del citato decreto ministeriale del 1o agosto 1996 ammontava al 7,50 per cento, mentre attualmente il tasso di riferimento della Banca centrale europea pari al 2 per cento ed il tasso di interesse legale del 2,5 per cento;

secondo i firmatari del presente atto di indirizzo, questa situazione garantisce al gestore un'ingiusta rendita e contrasta con l'obiettivo del legislatore di realizzare una gestione pi economica e tesa ad assicurare la riduzione delle tariffe applicate;

da una simulazione, effettuata sul consumo medio di una famiglia di quattro persone (circa 300 metri/cubo l'anno), risulta che, applicando un tasso di remunerazione correlato all'attuale costo del denaro, si avrebbe un risparmio familiare sulla bolletta idrica tra i 30 e 40 euro l'anno; il rappresentante del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, in risposta ad una interrogazione a firma degli onorevoli Vigni e Crisci, ha riferito che la questione relativa alla variazione del tasso di remunerazione del capitale investito all'esame di esperti ministeriali;


impegna il Governo
ad adottare ogni utile provvedimento per rivedere l'attuale sistema tariffario ed in particolare per assicurare con urgenza la variazione del tasso di remunerazione del capitale investito, adeguandolo alle mutate condizioni di mercato al fine di consentire una giusta riduzione delle tariffe attualmente applicate.
9/5736/4. Crisci, Cialente, Coluccini.
-----------------------------------------------------------------
La Camera,

premesso che:

l'articolo 7 del provvedimento in esame volto ad introdurre un'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio dei gasdotti facenti parte della rete nazionale di trasporto del gas e dei nuovi gasdotti di interconnessione con l'estero, sostituendo autorizzazioni, concessioni, nulla osta e atti di assenso comunque denominati previsti dalle norme vigenti;

rilevato che la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2003/55/CE del 26 giugno 2003, recante il nuovo quadro comunitario di riferimento del mercato interno dei gas, all'articolo 4, prevede che nei casi in cui richiesta un'autorizzazione per la costruzione o la gestione di impianti di gas naturale, gli Stati membri o le autorit competenti da essi designate rilasciano autorizzazioni per la costruzione e/o la gestione di tali impianti, gasdotti e apparecchiature connesse nel loro territorio, stabilendo, tra l'altro, criteri obiettivi e non discriminatori - da rendere pubblici - cui deve attenersi un'impresa che chiede un'autorizzazione per costruire e/o gestire impianti di gas naturale, ovvero un'autorizzazione a fornire gas naturale;

l'individuazione di tali criteri, in riferimento all'autorizzazione per la costruzione di gasdotti, non risulta presente nell'ambito dell'articolo 7 del provvedimento in esame, fatta eccezione per un generico richiamo al rispetto del principio di semplificazione e delle modalit di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, ai fini dell'adozione del decreto del Ministro delle attivit produttive che disciplini il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica di cui al medesimo articolo 7;

sottolineato, inoltre, che la legge comunitaria per il 2004 (legge n. 62 del 18 aprile 2005) ha delegato il Governo ad adottare uno schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2003/55/CE (cfr. articolo 1, comma 1, Allegato B),


impegna il Governo
a far s che il conferimento dell'autorizzazione alla costruzione o esercizio dei gasdotti sia comunque subordinato al rispetto di criteri obiettivi e non discriminatori appositamente individuati, eventualmente nell'ambito del decreto del Ministro delle attivit produttive, di cui al comma 3 dell'articolo 7 del provvedimento in esame, volto a definire le norme atte a regolare il procedimento per il rilascio dell'autorizzazione unica; coordinare, in sede di predisposizione dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2003/55/CE, da adottare in attuazione della delega contenuta nella legge comunitaria per il 2004 (articolo 1, camma 1, Allegato B), quanto previsto dall'articolo 7 in esame con il contenuto dell'articolo 4 della direttiva.
9/5736/5. Bova, Quartiani.
---------------------------------------------------------------- ................

La Camera,

premesso che:

la legge 30 dicembre 2004, n. 311, legge finanziaria per il 2005, detta, tra gli altri, ai commi 22 e 23 disposizioni in materia di patto di stabilit per gli enti locali individuando i criteri per la determinazione del tetto del 2 per cento;

il Governo chiamato ad emanare provvedimenti attuativi delle norme contenute nella legge 31 maggio 2005, n. 88;


impegna il Governo
a valutare l'opportunit di intraprendere tutte le iniziative opportune per attuare quanto detto in premessa ed eventualmente adottare gli atti amministrativi necessari a far s che gli investimenti relativi ai contratti in essere ed in corso di stipula nell'anno 2005 che prevedono il trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie necessarie alla bonifica delle aree minerarie, dalle societ private ai Comuni, non ricadano nelle disposizioni previste ai commi 22 e 23 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.
9/5736/9. Franci, Vigni, Mariotti, Maurandi.
..................................................................

La Camera,
premesso che:

tenuto conto dell'importanza delle attivit turistiche in Italia, con particolare riguardo alle attivit alberghiere congressuali, queste ultime assoggettate ad aliquota normale;
preso atto della perdita di competitivit delle imprese turistiche italiane anche perch poco competitive sul fronte dei prezzi;
considerato che in altri paesi dell'Unione europea vengono applicati incentivi a questo settore operando anche nel campo di applicazione IVA;
impegna il Governo
a prendere in considerazione la riduzione dell'aliquota IVA sulle attivit turistiche di carattere congressuale adeguando le relative aliquote a quella generale inerente l'attivit turistico alberghiera.
9/5736/11. Zacchera, Raisi, Daniele Galli.
---------------------------------------------------------------
...........
La Camera,
premesso che:

il Ministero dell'ambiente con il decreto 25 ottobre 1999, n. 471, ha emanato il regolamento recante criteri, procedure e modalit per la messa in sicurezza, la bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche ed integrazioni;

il decreto risponde alla necessit di risanare aree produttive di fondamentale importanza per lo sviluppo economico, icosiddetti siti di interesse nazionale previsti dal Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale introdotto con il decreto 18 settembre 2001, n. 468, che, individuati dalle leggi 9 dicembre 1998, n. 426, e 31 luglio 2002, n. 179, contano oggi cinquanta aree di interesse;

le procedure di caratterizzazione e bonifica previste dal citato decreto comportano tempistiche e deleghe scarsamente compatibili con le necessit di sviluppo e di competitivit dell'economia nazionale;

il regolamento di fatto blocca ogni attivit per eventuali nuovi insediamenti o per la modifica di quelli esistenti, sino ad avvenuta caratterizzazione dei siti e sino all'avvenuta bonifica delle aree in cui i piani di caratterizzazione evidenzino un inquinamento superiore ai limiti fissati dalla normativa vigente;

l'onere degli interventi di fatto viene posto completamente in capo all'ultimo utilizzatore,
impegna il Governo
ad adottare opportune iniziative al fine di incentivare le imprese ad eseguire caratterizzazioni e bonifiche dei siti inquinati consentendo quindi il loro riutilizzo secondo le finalit previste dagli strumenti urbanistici;
a tal fine, a prevedere nella prossima legge finanziaria dei provvedimenti che:

concedano in favore dei soggetti insediati nelle aree di interesse nazionale di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 426, e successive modifiche e integrazioni, un credito d'imposta ai fini delle imposte sul reddito negli investimenti effettuati e pagati dai medesimi soggetti per la caratterizzazione e la bonifica di siti inquinati;

permettano la proroga delle concessioni demaniali di aree incluse nei perimetri ai sensi dei decreto 25 ottobre 1999, n. 471, in cui vengano effettuati interventi di bonifica su richiesta scomputando dal canone una quota degli investimenti privati effettuati per 1e bonifiche stesse;

autorizzino l'utilizzo del Fondo di rotazione, istituito ai sensi dei comma 9-bis dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, le cui modalit di funzionamento sono disciplinate dal decreto 14 ottobre 2003 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, anche ai soggetti privati definiti dall'articolo 5 del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 18 settembre 2001, n. 468.
9/5736/16. Rosato, Banti, Zara, Damiani, Maran.
-----------------------------------------------------------------
La Camera,
premesso che:

con la riforma del commercio attuata tramite il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, si inteso perseguire gli obiettivi di trasparenza del mercato, di sviluppo della concorrenza e della libert di impresa, nonch dell'efficienza, modernizzazione e sviluppo della rete distributiva, valorizzando il servizio commerciale nelle aree urbane, rurali, montane, insulari;
l'articolo 12 del decreto consente, nei comuni turistici e nelle citt d'arte, l'apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi anche al di fuori dei limiti previsti dall'articolo 11, con il quale si concedono otto aperture domenicali annuali oltre alle domeniche del mese di dicembre;
la realt di un Paese ad elevatissima vocazione turistica come il nostro mostra che la distinzione tra comuni turistici e non turistici assai labile e che questa distinzione rischia di alterare le prospettive di sviluppo di intere zone del Paese, considerate non turistiche, che pure sono attraversate da flussi turistici di rilievo; a ci si aggiunge la ovvia considerazione che non si possa negare ai piccoli esercizi commerciali ci che consentito ai supermercati, agli ipermercati ed ai centri commerciali, e cio l'apertura in tutte le domeniche e le festivit dell'anno,
impegna il Governo
ad adottare le opportune iniziative normative volte a sopprimere la distinzione tra comuni turistici, o citt d'arte, e comuni non turistici, prevista dall'articolo 12 del decreto legislativo n. 114 del 1998, lasciando alla determinazione delle locali associazioni dei commercianti, in accordo con il comune, la decisione circa l'apertura festiva o meno di tutti gli esercizi commerciali.
9/5736/18. Arnoldi.
---------------------------------------------------------------



news

08-12-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 08 DICEMBRE 2017

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l'esperto:INTERVISTA - "Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

Archivio news