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DDL 5736, Relazione Garagnani alla VII Comm.Cultura Camera, Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale
2005-06-28

VII Commissione - Marted 28 giugno 2005



ALLEGATO

Piano di azione per lo sviluppo economico sociale e territoriale (C. 5736).


TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE SVOLTA DAL DEPUTATO GARAGNANI

Il nuovo testo del disegno di legge in esame, recante piano di sviluppo economico, sociale e territoriale, incide su una pluralit di ambiti diversi.

Si segnalano in primo luogo le disposizioni che afferiscono alla sfera contabile, volte a semplificare e razionalizzare il quadro normativo esistente in materia, quali l'articolo 1, che conferisce delega per l'adeguamento dei sistemi contabili delle pubbliche amministrazioni alla normativa sulla contabilit generale dello Stato, e l'articolo 2, che mira a semplificare i rapporti con gli uffici dell'amministrazione finanziaria, in riferimento ai casi di assistenza e rappresentanza dei contribuenti nei suoi confronti.

Degno di nota anche l'articolo 8 che, nell'ottica di promuovere l'attuazione di investimenti nelle aree sottoutilizzate del Mezzogiorno, incentiva la gestione unitaria del servizio idrico integrato e prevede interventi per l'ottimizzazione degli interventi per la difesa del suolo e per incentivare il ricorso a fonti di energia rinnovabili.

Ulteriori norme per la promozione dello sviluppo territoriale prevedono interventi di riqualificazione degli ambiti urbani e territoriali di area vasta, da realizzare tramite appositi piani comunali volti ad aumentarne le potenzialit competitive a livello nazionale e internazionale (articolo 9), e per la realizzazione di insediamenti turistici di qualit, con progetti che possono prevedere anche la concessione di beni demaniali marittimi e la riqualificazione di insediamenti e impianti turistici e alberghieri preesistenti (articolo 22).
Risulta poi opportuno segnalare le disposizioni che, ponendosi nell'ottica di accrescere la competitivit del Paese, introducono interventi agevolativi di natura fiscale o benefici di carattere finanziario per rafforzare il tessuto imprenditoriale nazionale, incentivando altres i processi di internazionalizzazione e di concentrazione delle imprese, in coerenza con gli obiettivi definiti a livello comunitario (articoli 12, 13, 15, 17 e 18).

In direzione analoga si muovono anche le norme volte a incentivare il processo di innovazione digitale e di informatizzazione della pubblica amministrazione, fondamentale per aumentarne l'efficienza e migliorarne i rapporti con i cittadini (articolo 14).


Per quanto concerne i profili di competenza della Commissione, si segnalano le disposizioni volte a incentivare la ricerca e l'innovazione tecnologica delle imprese. Si tratta di interventi che investono pi direttamente aspetti di competenza della Commissione Attivit produttive, ma che hanno evidentemente un indubbio rilievo anche per la nostra Commissione, considerata la strutturale debolezza della ricerca privata nel nostro Paese.
Sotto questo profilo, va segnalato in primo luogo l'articolo 10, che reca disposizioni relative all'utilizzo del Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica, i cui interventi vengono estesi a favore di ulteriori tipologie di attivit:
attivit di sviluppo precompetitivo agevolati anche nella forma di contributo in conto interessi su finanziamenti bancari, attivit di studio e valorizzazione dei brevetti commissionati a universit o enti di ricerca, sostegno ai programmi per lo svolgimento di attivit di sviluppo precompetitivo delle piccole e medie imprese ubicate nelle aree in ritardo di sviluppo.
Merita segnalare che, in virt di apposita modifica introdotta nella medesima disposizione dalle Commissioni I e V nel corso dell'esame del testo, al fine di garantire adeguato sostegno ai processi di innovazione tecnologica di settori produttivi di particolare rilievo, come quelli relativi alle nanotecnologie, alle biotecnologie e alle tecnologie spaziali e delle comunicazioni, una quota del Fondo destinata alle piccole e medie imprese aggregate che realizzino progetti di tale natura, anche mediante interazione tra il settore pubblico e privato della ricerca. La determinazione dei criteri e delle modalit per accedere ai finanziamenti rimessa ad appositi decreti del Ministro delle attivit produttive, adottati di concerto anche con il Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, sentita la CRUI. Con le medesime modalit, si provvede annualmente alla ripartizione delle risorse tra le regioni, che provvedono poi all'erogazione dei contributi.
Anche l'articolo 16 interviene a favore delle imprese che svolgono attivit di ricerca. In particolare, merita qui segnalare l'intervento a favore delle piccole imprese, previsto dalla lettera c) del comma 1: modificando la norma vigente che prevede che almeno il 30 per cento del Fondo per il sostegno alle imprese sia destinato al sostegno di attivit, programmi e progetti strategici di ricerca e sviluppo delle imprese, da realizzare anche congiuntamente a soggetti della ricerca pubblica, si stabilisce che la met di tale quota sia riservata ai progetti promossi da micro e piccole imprese, in forma singola o associata.
Su un altro versante, tra gli interventi che investono la competenza della Commissione, si segnala l'articolo 25, che ridefinisce il trattamento fiscale delle erogazioni liberali effettuate dalle persone fisiche e dalle societ per lo svolgimento o la promozione di attivit culturali e per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo.
Da un lato, intervenendo sull'articolo 10, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, concernente gli oneri deducibili dal reddito delle persone fisiche, si prevede la deducibilit delle erogazioni liberali per finalit culturali effettuate in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, degli enti o delle istituzioni pubbliche, dei comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali e delle fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro. La finalit di tali erogazioni deve essere quella di perseguire gli scopi istituzionali dei soggetti beneficiari concernenti lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. Tale nuova ipotesi di deducibilit si aggiunge all'ipotesi di detraibilit prevista dall'articolo 15, comma 1, del TUIR, rispetto alla quale viene peraltro ampliata la platea dei beneficiari (con il riferimento ai comitati organizzatori istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali) e diversamente definite le finalit delle erogazioni.
Viene poi rimessa a un decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali l'individuazione delle categorie di fondazioni e associazioni che possono beneficiare delle erogazioni liberali - innovando la disciplina vigente, che prevede l'individuazione con decreto di tutte le categorie di beneficiari -, nonch la determinazione dei tempi entro i quali le erogazioni devono essere utilizzate per le finalit previste.
Le modifiche introdotte rispetto alla disciplina vigente comportano una semplificazione delle procedure, ferma restando la vigilanza ministeriale sull'impiego delle somme erogate, la possibilit che le erogazioni siano effettuate sotto forma di accollo di debito (quando ne siano destinatari enti pubblici, comitati organizzatori
o fondazioni e associazioni costituite o partecipate in misura prevalente dal Ministero) e la certificazione da parte del Ministero dell'erogazione e del suo utilizzo, su richiesta del soggetto erogante.
Un intervento analogo, come accennato, condotto sul fronte dei soggetti cui si applica l'imposta sul reddito delle societ. Modificando l'articolo 100, comma 1, del TUIR, si introduce la deducibilit delle spese sostenute per opere e servizi con finalit di cultura, finalit che si aggiunge a quelle gi previste dalla normativa vigente (educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale, culto). Viene poi modificato anche l'articolo 100, comma 2, del TUIR, prevedendo che siano deducibili le erogazioni liberali in favore di persone giuridiche che perseguono non solo esclusivamente, ma anche prevalentemente, le finalit comprese fra quelle indicate nel comma 1 dell'articolo 100.
Viene infine modificato l'articolo 146 del TUIR, relativo alla deducibilit degli oneri sostenuti dagli enti pubblici e privati diversi dalle societ, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attivit commerciale. In particolare, si introduce anche per tali soggetti la possibilit di dedurre dal reddito complessivo le erogazioni liberali per lo svolgimento o la promozione di attivit culturali e per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo.
Conclusivamente, per quel che concerne i profili di pi diretta competenza della Commissione, considero in particolare positivi gli obiettivi perseguiti dagli articoli 10 e 16, che, nel riconoscimento della pregiudizialit dello sviluppo della ricerca e dell'innovazione tecnologica ai fini dell'accrescimento della competitivit del Paese, risultano incentivare e razionalizzare gli investimenti nel settore, nonch apprezzabili le finalit dell'articolo 25, che, attraverso la previsione di apposite agevolazioni fiscali, si pone nella direzione di promuovere la vitalit dei soggetti beneficiari di tali erogazioni che svolgono importanti attivit di promozione della cultura. Propongo pertanto alla Commissione di esprimere parere favorevole.

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