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DDL 5736, S. 3533, Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, artt. 1-5
2005-07-07

Legislatura 14 - Disegno di legge N. 3533 Versione per la stampa
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DISEGNO DI LEGGE

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Art. 11.

(Legge obiettivo per le citt)

1. Il Governo, per promuovere lo sviluppo economico, individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta, strategici e di preminente interesse nazionale, ove attuare un programma di interventi in grado di accrescerne le potenzialit competitive a livello nazionale e internazionale, con particolare riferimento al sistema europeo delle citt.

2. In sede di predisposizione del programma di cui al comma 1, il Governo procede secondo finalit di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale, perseguendo i seguenti obiettivi:

a) sostenere iniziative di valorizzazione degli ambiti urbani e territoriali di area vasta, anche attraverso lincremento della dotazione di infrastrutture anche immateriali e servizi, ottimizzando le esternalit generate dai processi di potenziamento infrastrutturali del territorio;

b) rafforzare i sistemi urbani e territoriali di area vasta anche attraverso la risoluzione dei problemi di mobilit conseguenti al traffico urbano e di attraversamento di merci e passeggeri;
c) ottimizzare le opportunit offerte dalla presenza di assi infrastrutturali transnazionali per caratterizzare gli ambiti territoriali come elementi di connessione transfrontaliera;
d) configurare un insieme di interventi, di funzioni e di attrezzature capaci di assicurare processi economici di sviluppo sostenibile e coniugare una molteplicit di soggetti pubblici e privati, attese sociali e interessi economici anche differenziati, assegnando priorit ai progetti di miglioramento della mobilit urbana ad alto contenuto tecnologico e di minore impatto ambientale;
e) perseguire, secondo il principio di sussidiariet, lefficienza allocativa delle risorse statali investite attraverso limplementazione delle fonti finanziarie dei soggetti che partecipano alla realizzazione degli interventi.

3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti elabora le linee guida per la predisposizione del piano degli interventi di cui al comma 4, acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Le linee guida sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.

4. Al fine della predisposizione del programma, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle linee guida di cui al comma 3, dintesa con ogni singola regione ovvero con le regioni interessate individua gli ambiti urbani e territoriali di area vasta, strategici e di preminente interesse nazionale. Lelenco dei comuni abilitati a presentare proposte di piano pubblicato, nei successivi trenta giorni, nella Gazzetta Ufficiale. Entro i successivi centoventi giorni i comuni abilitati trasmettono le proposte di piano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alla regione ovvero alle regioni competenti. Qualora il piano di interventi riguardi pi comuni, gli stessi si impegnano ad attivare ogni utile forma di coordinamento, individuando un soggetto promotore delliniziativa. Nella fase di attuazione del piano, i comuni si associano ai sensi di quanto previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ovvero possono costituire una societ ai sensi del comma 8.
5. Il piano degli interventi, al fine del perseguimento degli obiettivi di cui al comma 2, pu anche prevedere ladozione dei seguenti strumenti:

a) trasferimento di diritti edificatori e istituzione di apposito registro;

b) incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e di miglioramento della qualit urbana, previa valutazione del rapporto costo-benefici;
c) misure fiscali di competenza comunale sugli immobili e strumenti di incentivazione del mercato della locazione;
d) costituzione delle societ di cui al comma 8.

6. Ai piani trasmessi, entro sessanta giorni, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al CIPE che li approva nei successivi sessanta giorni, assicurata ogni idonea forma di pubblicit al fine di consentire la formulazione di osservazioni e pareri finalizzati al miglioramento dei piani medesimi. Le forme di pubblicit e i soggetti legittimati alla formulazione di osservazioni e pareri sono indicati nelle linee guida di cui al comma 3.

7. I comuni, individuati ai sensi del comma 4, predispongono il piano definitivo degli interventi, anche attivando la partecipazione di proposte private e secondo lintesa sottoscritta dalla Conferenza Stato-citt ed autonomie locali. Il piano trasmesso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ne verifica le conformit rispetto al piano approvato dal CIPE.
8. Per progettare, realizzare e gestire i piani di cui alla presente legge, i comuni possono costituire societ per azioni anche con la partecipazione della provincia, della regione, di altri enti ed amministrazioni pubblici e di soggetti privati secondo le disposizioni recate dal titolo V della parte I del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
9. I piani si attuano con la sottoscrizione di un accordo di programma quadro da parte dei soggetti competenti per lattuazione.
10. Le attivit di accompagnamento, controllo e monitoraggio relative allavanzamento fisico, finanziario e procedurale dei piani sono assicurate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che predispone una relazione annuale al Parlamento.
11. Allattuazione delle disposizioni del presente articolo si fa fronte mediante parziale utilizzo delle risorse per le infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443. Con la legge finanziaria, in coerenza con quanto previsto dal Documento di programmazione economico-finanziaria, individuata la quota parte delle risorse di cui alla citata legge n. 443 del 2001, da destinare agli interventi di cui al presente articolo.
12. Per il perseguimento degli obiettivi di cui al comma 2, lettera b), e al fine di incentivare modalit di trasporto alternative a quella privata, gli enti locali possono escludere dallimposta comunale sulla pubblicit e dal diritto sulle pubbliche affissioni di cui al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, i manifesti collocati sui mezzi di trasporto pubblici volti a pubblicizzare esclusivamente i servizi e lofferta delle medesime imprese di trasporto pubblico locale.


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Art. 28.

(Disposizioni in materia di realizzazione, acquisizione e adeguamento di
beni immobili)

1. Per la realizzazione, lacquisizione e ladeguamento di opere pubbliche, le amministrazioni pubbliche possono sottoscrivere contratti di locazione finanziaria (leasing), previo espletamento di procedura ad evidenza pubblica ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni.

2. Le attivit di progettazione, esecuzione e collaudo delle opere acquisite dalle amministrazioni pubbliche mediante contratti di locazione finanziaria sono realizzate, in deroga alle disposizioni di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive modificazioni, ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni, fatta eccezione per quanto espressamente disposto dal presente articolo.
3. Ai fini del presente articolo, si intendono per opere pubbliche gli edifici, gli impianti, le infrastrutture e qualsiasi altro tipo di costruzione di cui le amministrazioni necessitino per lo svolgimento delle proprie funzioni.
4. Ai fini del presente articolo, si intendono per amministrazioni aggiudicatrici i soggetti individuati nellarticolo 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modificazioni.
5. Le opere pubbliche da realizzare mediante ricorso allo strumento della locazione finanziaria sono inserite nellelenco delle opere pubbliche predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici ai sensi dellarticolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni.
6. Le opere pubbliche sono realizzate a cura e spese di un soggetto finanziatore iscritto nellelenco degli intermediari finanziari previsto dal testo unico di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, e dal decreto del Ministro del tesoro 6 luglio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22 luglio 1994.
7. La progettazione definitiva delle opere pubbliche a cura e spese delle amministrazioni aggiudicatrici, che vi provvedono secondo le modalit previste dallarticolo 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, e successive modificazioni, nonch in conformit al capitolato di gara e alle prescrizioni della normativa vigente in materia.
8. Il soggetto finanziatore, in sede di partecipazione alla gara ai sensi del comma 1, indica le imprese in possesso dei requisiti di qualificazione di cui allarticolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, e successive modificazioni, alle quali intende affidare lesecuzione dei lavori. In sede di partecipazione alla gara, il soggetto finanziatore indica altres il direttore dei lavori in possesso dei requisiti richiesti dalla citata legge n. 109 del 1994, e, nei casi previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni, il coordinatore per lesecuzione dei lavori.
9. Lamministrazione aggiudicatrice, ferme restando le competenze del direttore dei lavori di cui al comma 8, nomina uno o pi verificatori delle opere con il potere di accedere al cantiere senza limitazioni e senza preavviso. Il verificatore competente allaccertamento della regolare e tempestiva esecuzione delle opere in relazione a ciascun singolo stato di avanzamento dei lavori.

..............................

Art. 30.

(Insediamenti turistici di qualit)

1. Al fine di promuovere lo sviluppo del turismo di qualit, i soggetti di cui al comma 4, di seguito denominati promotori, possono presentare alla regione interessata proposte relative alla realizzazione di insediamenti turistici di qualit di interesse nazionale, anche tramite concessione di beni demaniali marittimi , esclusi quelli sui quali sussistono concessioni con finalit turistico-ricreative gi operanti ai sensi dellarticolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e anche mediante la riqualificazione di insediamenti e impianti preesistenti.

2. Ai canoni di concessione per gli insediamenti di cui al comma 1 non si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494. La misura del canone determinata dallatto di concessione. Una quota degli introiti dei canoni attribuita nella misura del 20 per cento alla regione interessata e nella misura del 20 per cento al comune o ai comuni interessati, proporzionalmente al territorio compreso nellinsediamento. Per quanto non determinato dal presente articolo, si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 36 a 49 del codice della navigazione.
3. Gli insediamenti turistici di qualit di cui al presente articolo sono caratterizzati dalla compatibilit ambientale, dalla capacit di tutela e di valorizzazione culturale del tessuto circostante e dei beni presenti sul territorio, dallelevato livello dei servizi erogati e dalla idoneit ad attrarre flussi turistici anche internazionali. In ogni caso gli insediamenti turistici di cui al presente articolo devono assicurare un ampliamento della base occupazionale mediante lassunzione di un numero di addetti non inferiore a 250 unit. La realizzazione e la gestione degli insediamenti per il turismo di qualit sono effettuate secondo le procedure di cui ai commi seguenti e ferme restando le disposizioni di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
4. Possono presentare le proposte di cui al comma 1 gli enti locali territorialmente competenti, anche associati, i soggetti di cui allarticolo 10 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, associati con gestori di servizi ed eventualmente consorziati e associati con enti finanziatori, nonch i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi e finanziari, definiti da apposito regolamento da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro delleconomia e delle finanze e con il Ministro dellambiente e della tutela del territorio.
5. Le proposte devono comprendere lo studio di fattibilit ambientale, il piano finanziario degli investimenti, ladeguamento del sistema complessivo dei servizi che interessano larea, in particolare nel settore della mobilit, nonch la previsione di eventuali infrastrutture e opere pubbliche connesse, e sono redatte secondo modelli definiti dal regolamento di cui al comma 4. La realizzazione di infrastrutture e di servizi connessi pu essere affidata allo stesso soggetto realizzatore dellinsediamento turistico. In tale caso si applicano le disposizioni stabilite dallarticolo 104, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
6. Le proposte sono valutate dalla regione sotto il profilo della fattibilit e della qualit costruttiva, urbanistica e ambientale, nonch della qualit progettuale, della funzionalit, del costo di gestione e di manutenzione, dei tempi di ultimazione dei lavori per la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture e opere pubbliche connesse. Sono comunque valutate in via prioritaria le proposte che prevedono il recupero e la bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale e di impianti industriali dismessi.
7. La regione, entro trenta giorni dalla presentazione, verifica lassenza di elementi ostativi e, esaminate le proposte stesse, anche comparativamente, e sentiti i promotori che ne facciano richiesta, provvede, entro i successivi sessanta giorni, ad individuare quelle che ritiene di pubblico interesse e a trasmetterne documentazione ai comuni e alle province competenti per territorio, al Ministero delleconomia e delle finanze, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero delle attivit produttive, al Ministero dellambiente e della tutela del territorio, al Ministero per i beni e le attivit culturali e a tutte le altre amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni di ogni genere e tipo.
8. Le amministrazioni interessate rimettono le proprie valutazioni alla regione entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa alla proposta, ovvero, in caso di procedura ad evidenza pubblica ai sensi del comma 10, entro trenta giorni dalla aggiudicazione. Entro lo stesso termine le amministrazioni interessate possono presentare motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni. La mancata presentazione, entro il termine previsto, di osservazioni o richieste di prescrizioni ha leffetto di assenso alla proposta. La regione promuove, entro i successivi quarantacinque giorni, la stipula fra le amministrazioni interessate di un accordo di programma, ai sensi dellarticolo 34 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
9. La stipula dellaccordo di programma sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato, consente la realizzazione e lesercizio di tutte le opere, prestazioni e attivit previste nella proposta approvata, e ha leffetto di determinare le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e di sostituire le concessioni edilizie, nel rispetto delle condizioni di cui al citato articolo 34 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
10. Nel caso di pi proposte relative alla stessa concessione di beni demaniali la regione, prima della stipula dellaccordo di programma, indice una gara da svolgere con il criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa, ponendo a base di gara la proposta presentata dal promotore, secondo le procedure di cui allarticolo 37-quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni.
11. Per promuovere la realizzazione degli insediamenti di cui al presente articolo, i comuni interessati possono prevedere lapplicazione di regimi agevolati ai fini del contributo di cui allarticolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonch lesenzione, ovvero lapplicazione di riduzioni o detrazioni, dallimposta comunale sugli immobili di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
12. Con decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati siti di preminente interesse paesaggistico in cui sono ubicati insediamenti industriali dismessi, nei quali effettuare un intervento integrato di recupero e bonifica ambientale e realizzare un insediamento turistico di qualit, secondo le modalit del presente articolo, sulla base di un concorso di idee, ai sensi dellarticolo 17, comma 13, della legge 11 febbraio 1994, n. 109. Per lattuazione del presente comma autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per lanno 2005. Al relativo onere si provvede a valere sulle risorse di cui allarticolo 5, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.

...................

Art. 33.

(Erogazioni liberali in materia
di beni culturali)

1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) allarticolo 10, comma 1, dopo la lettera l-quater) aggiunta la seguente:
l-quinquies) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, per il perseguimento dei loro scopi istituzionali concernenti lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. Qualora siano fatte a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori oppure fondazioni e associazioni, costituite o partecipate in misura prevalente dal Ministero per i beni e le attivit culturali, le erogazioni liberali possono assumere la forma dellaccollo di debito, con le modalit stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, sentito il Ministro delleconomia e delle finanze. Negli altri casi il Ministro per i beni e le attivit culturali individua a cadenza biennale, con proprio decreto, le categorie dei soggetti che possono beneficiare delle erogazioni, sulla base dei criteri stabiliti previo parere della Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; stabilisce i tempi necessari affinch le erogazioni siano utilizzate per gli scopi previsti e vigila sullimpiego dei fondi erogati. Detti termini possono, per causa non imputabile al beneficiario, essere prorogati per una sola volta. Le erogazioni liberali non integralmente utilizzate nei termini assegnati affluiscono allentrata del bilancio dello Stato. Il Ministero per i beni e le attivit culturali certifica, a richiesta del soggetto erogante e sulla base delle informazioni acquisite al riguardo dal beneficiario, lammontare dellerogazione e la sua utilizzazione; entro il 31 marzo dellanno successivo a quello di riferimento comunica al Ministero delleconomia e delle finanze le informazioni acquisite in merito alle erogazioni effettuate entro il 31 dicembre dellanno precedente;
b) allarticolo 100, comma 1, dopo le parole: per specifiche finalit di inserita la seguente: cultura,;

c) allarticolo 100, comma 2, lettera a), dopo le parole: perseguono esclusivamente sono inserite le seguenti: o prevalentemente;
d) allarticolo 100, comma 2, le lettere f) e g) sono abrogate;
e) allarticolo 100, comma 2, la lettera m) sostituita dalla seguente:

m) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, per il perseguimento dei loro scopi istituzionali concernenti lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. Qualora siano fatte a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori oppure di fondazioni e associazioni, costituite o partecipate in misura prevalente dal Ministero per i beni e le attivit culturali, le erogazioni liberali possono assumere la forma dellaccollo di debito, con le modalit stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attivit culturali, sentito il Ministro delleconomia e delle finanze. Negli altri casi, il Ministro per i beni e le attivit culturali individua a cadenza biennale, con proprio decreto, le categorie dei soggetti che possono beneficiare delle erogazioni, sulla base dei criteri stabiliti previo parere della Conferenza unificata di cui allarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; stabilisce i tempi necessari affinch le erogazioni siano utilizzate per gli scopi previsti e vigila sullimpiego dei fondi erogati. Detti termini possono, per causa non imputabile al beneficiario, essere prorogati per una sola volta. Le erogazioni liberali non integralmente utilizzate nei termini assegnati affluiscono allentrata del bilancio dello Stato. Il Ministero per i beni e le attivit culturali certifica, a richiesta del soggetto erogante e sulla base delle informazioni acquisite al riguardo dal beneficiario, lammontare dellerogazione e la sua utilizzazione; entro il 31 marzo dellanno successivo a quello di riferimento comunica al Ministero delleconomia e delle finanze le informazioni acquisite in merito alle erogazioni effettuate entro il 31 dicembre dellanno precedente;

f) allarticolo 146, comma 1, le parole: gli oneri indicati alle lettere a), f) e g) sono sostituite dalle seguenti: gli oneri indicati alle lettere a), f), g) e l-quinquies).

Art. 34.

(Trascrizione degli atti di destinazione)

1. Dopo larticolo 2645-bis del codice civile inserito il seguente:

Art. 2645-ter. - (Trascrizione di atti di destinazione) Gli atti risultanti da atto pubblico ovvero da contratto di intestazione ad una societ fiduciaria autorizzata ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966, con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela ai sensi dellarticolo 1322, secondo comma, possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione; per la realizzazione di tali interessi pu agire, oltre al conferente, qualsiasi interessato anche durante la vita del conferente stesso. I beni conferiti e i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione e possono costituire oggetto di esecuzione, salvo quanto previsto dallarticolo 2915, primo comma, solo per debiti contratti per tale scopo.

..................
Art. 38.

(Copertura finanziaria)

1. Allonere derivante dallattuazione della presente legge, ad esclusione degli articoli 10, 17, 18, 22, comma 1, lettera d), numero 3), capoverso 2-quater, 23 e 24, pari a 9,43 milioni di euro per lanno 2005, a 34,83 milioni di euro per lanno 2006 e a 21,33 milioni di euro a decorrere dallanno 2007, si provvede, quanto a 9,43 milioni di euro per lanno 2005, 30 milioni di euro per lanno 2006 e 21,33 milioni di euro a decorrere dallanno 2007, mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dallarticolo 36 e, quanto a 4,83 milioni di euro per lanno 2006, mediante corrispondente riduzione dellautorizzazione di spesa relativa al fondo per interventi strutturali di politica economica di cui al comma 5 dellarticolo 10 del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

2. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


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