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C. 6055, DL 164/2005, VII Commissione: Disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche. C. 6055 Governo - VII Commissione
2005-09-07

VII Commissione - Resoconto di mercoledì 7 settembre 2005

SEDE REFERENTE
Mercoledì 7 settembre 2005. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il ministro per i beni e le attività culturali Rocco Buttiglione.

La seduta comincia alle 15.55.

DL 164/2005: Disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche. C. 6055 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Guglielmo ROSITANI (AN), relatore, rileva che il decreto-legge in esame reca diverse disposizioni in materia di beni e attività culturali, che, connotate da necessità e urgenza, perseguono la finalità di assicurare la corretta funzionalità dei rilevanti comparti su cui sono destinate ad incidere, garantendo la piena operatività degli organi interessati.
Fa presente che il principale intervento del decreto è quello recato dall'articolo 1, che modifica la disciplina vigente in materia di attività cinematografiche allo scopo di garantire l'allineamento della normativa attinente al sostegno pubblico in tale settore, ridisegnata nel decreto legislativo n. 28 del 2004, ai dettami della sentenza della Corte costituzionale n. 285 del 2005. Si ricorda che tale pronuncia - nel confermare che la materia dello spettacolo, in cui rientrano le attività cinematografiche, è oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni - ha dichiarato l'incostituzionalità di una serie di disposizioni del decreto legislativo n. 28 nella parte in cui non prevedono l'intesa o il parere della Conferenza Stato-regioni per l'adozione dei decreti ministeriali e degli atti amministrativi previsti a sostegno del settore.
In ossequio al dettato costituzionale, l'articolo 1 interviene quindi a modificare tale decreto legislativo, individuando gli atti su cui sono necessari i pronunciamenti della Conferenza Stato-regioni. Fondamentale è altresì la previsione che gli atti già adottati ed i procedimenti pendenti siano trasmessi nel termine di trenta giorni, al fine di garantirne la validità, alla Conferenza Stato-regioni per le intese ed i pareri richiesti: si intende in tal modo evitare la paralisi del settore, nella consapevolezza che la tempestiva applicabilità dei decreti attuativi della riforma di sostegno pubblico al settore - che, come è noto, recano disposizioni relative alle procedure per le istanze di finanziamento e contributo - risulta pregiudiziale al fine di assicurare la vitalità di tale preminente espressione della cultura nazionale, garantendo l'attivazione effettiva della riforma medesima. Si intende quindi dare immediata soluzione a un problema che ha notevoli ricadute socioeconomiche, stante l'importanza del comparto cinematografico, che coinvolge numerose imprese ed addetti e risulta peraltro già gravato dalla esiguità delle risorse finanziarie a disposizione.
Quanto agli altri interventi previsti dal decreto, osserva che l'articolo 2 ha essenzialmente finalità di coordinamento legislativo, essendo volto a dare una collocazione più adeguata alla normativa relativa a Cinecittà Holding S.p.A, che viene ricondotta, con limitate modificazioni, nell'ambito del già citato decreto legislativo n. 28 del 2004. Segnala che tale società di vitale importanza del gruppo pubblico cinematografico presenta annualmente al Ministro per i beni e le attività culturali - al quale è peraltro assegnato l'esercizio dei diritti dell'azionista - i programmi relativi tra l'altro allo sviluppo del cinema nazionale e alla promozione delle opere cinematografiche.
Rileva che le disposizioni dell'articolo 3 - che introducono novelle al decreto legislativo n. 19 del 1998 - sono invece finalizzate a garantire la piena operatività della Fondazione La Biennale di Venezia. Si intende in primo luogo estendere anche al sindaco di Venezia la facoltà già riconosciuta al Presidente della regione Veneto e al Presidente della provincia di Venezia di designare un proprio delegato in seno al consiglio di amministrazione, ponendosi in tal modo le condizioni per assicurare la regolare composizione di tale organismo e la contestuale funzionalità della Fondazione. Sono altresì introdotte modifiche alle modalità di composizione del consiglio di amministrazione, prevedendosi un potere sostitutivo di designazione in capo al Ministero per i beni e le attività culturali qualora la partecipazione dei soggetti privati non raggiunga determinati requisiti, ossia se essa sia inferiore al 20 per cento del patrimonio e l'apporto annuo ordinario di tali soggetti alla gestione dell'attività sia inferiore al 7 per cento del totale dei finanziamenti statali. È infine attribuito al Ministero per i beni e le attività culturali, in quanto titolare del potere di vigilanza sulla Fondazione, il potere di designazione di un componente del collegio dei revisori dei conti.
L'articolo 4 apporta modifiche alla disciplina in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico, recentemente introdotta dall'articolo 2-quater del decreto-legge n. 63 del 2005. Si è ravvisata la necessità di introdurre precisazioni terminologiche che, senza incidere in alcun modo sulla portata applicativa dell'importante istituto, intendono assicurare una migliore scrittura del relativo procedimento, garantendone una più corretta applicazione, in coerenza con l'efficace sistema di tutela predisposto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Fa presente che si interviene inoltre anche in riferimento alle collezioni numismatiche, prevedendosi l'abrogazione della relativa disposizione contenuta nel citato decreto-legge n. 63 del 2005 - ritenuta di non chiara formulazione - e una contestuale parziale riformulazione dell'articolo 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che reca la definizione delle collezioni o serie di oggetti che rientrano nei beni culturali, estendendola a quelle che abbiano anche particolare rilevanza archeologica, numismatica o etnoantropologica. Viene poi specificato che la qualificazione di beni culturali delle cose di interesse numismatico è attribuita qualora la produzione delle medesime, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali, non sia caratterizzata da serialità o ripetitività, confermando peraltro l'intervento delle Soprintendenze per la valutazione tecnica della sussistenza dell'interesse culturale.
L'articolo 5 reca infine un contributo straordinario di 10 milioni di euro per l'anno 2005 per la prosecuzione dei lavori di ristrutturazione degli edifici adibiti a sede del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee
di Roma, istituito dall'articolo 1 della legge n. 237 del 1999, che - come è noto - svolge importanti attività di valorizzazione e conservazione delle testimonianze della cultura visiva internazionale. Rileva che la necessità di intervenire tempestivamente in materia è dettata dal fatto che, come si legge nella relazione illustrativa, nel 2002 è stato disposto un definanziamento della richiamata legge, nonostante il già avvenuto affidamento dei lavori di ristrutturazione.


Il ministro Rocco BUTTIGLIONE, dopo aver espresso apprezzamento in ordine all'approfondita relazione testé illustrata, rileva innanzitutto l'opportunità di apportare una modifica al titolo del testo in esame, dato che i suoi contenuti non afferiscono esclusivamente alle attività cinematografiche, ma all'intero ambito dei beni e delle attività culturali.

Preannuncia al riguardo la presentazione di apposita proposta emendativa.

Coglie altresì l'occasione per rendere noto alla Commissione di aver presentato, in occasione della sessantaduesima Mostra del cinema di Venezia, in corso in questi giorni, un progetto per rilanciare la tradizione italiana dei mestieri del cinema, rilevando come gli obiettivi di fondo della nascente Fondazione «La Bottega dei mestieri del cinema» siano la riqualificazione professionale di tutte quelle professionalità che le nuove tecnologie hanno emarginato, ai fini del loro agevole reinserimento nel mondo del lavoro, e la creazione di un centro di formazione professionale dove i giovani ricchi di talento, interessati a un settore in forte crescita nell'economia nazionale, possano acquisire strumenti conoscitivi e nel contempo sperimentare quanto apprendono.

Fa infine presente come il Governo ritenga necessari ulteriori interventi in materia di attività cinematografiche e, più in generale, beni e attività culturali, alcune delle quali potrebbero forse trovare spazio nel provvedimento in esame, nel riconoscimento della preminente importanza di tale settore e della necessità di un suo adeguato sostegno ai fini dell'arricchimento del Paese.

Carlo CARLI (DS-U) esprime preliminarmente perplessità in ordine al modus operandi del Governo, rilevando come anche in tale occasione abbia adottato un'iniziativa normativa improntata alla disomogeneità e confusione.

Osserva che il principale intervento del testo in titolo è legato alla necessità di adeguare il dettato normativo esistente in materia di cinematografia al recente pronunciamento della Corte costituzionale, rilevando come il Governo abbia sinora operato eludendo i princìpi costituzionali vigenti in materia. Concorda peraltro con la ratio sottesa all'articolo 1 del testo in esame, sottolineando la necessità di adottare tempestivamente le iniziative necessarie a garantire la sopravvivenza e il sostegno del settore cinematografico, che rappresenta un comparto particolarmente significativo della cultura nazionale. Evidenzia inoltre che occorre assicurare congrui finanziamenti al settore, osservando come purtroppo nel corso della legislatura essi siano stati scarsi e inidonei ad assicurarne la vitalità.
Manifesta invece notevoli perplessità in ordine ai contenuti dell'articolo 2 del provvedimento in titolo, che, a suo avviso, lede le competenze regionali in materia e determina una riduzione del ruolo ricoperto dal Ministro per i beni e le attività culturali in riferimento alla società Cinecittà Holding, a vantaggio del Ministro dell'economia e delle finanze.

Si riserva quindi un approfondimento in ordine ai contenuti recati dall'articolo 4, ricordando come l'opposizione, in occasione dell'esame del decreto-legge n. 63 del 2005, pur esprimendo apprezzamento in ordine alle finalità di tutela dei beni culturali perseguite dall'innovativo istituto della verifica preventiva dell'interesse archeologico, avesse sottolineato che sarebbe stato più opportuno dar luogo ad un intervento legislativo ad hoc. Ricorda altresì come fosse stata parimenti rimarcata dall'opposizione l'inadeguatezza dell'ulteriore
disposizione del richiamato decreto-legge attinente alle collezioni numismatiche, stante l'ambiguità della sua formulazione, suscettibile di creare un vulnus nella tutela di tali preziose testimonianze culturali. Ritiene d'altra parte che il valore dei beni numismatici non debba dipendere dal loro numero, osservando come anche monete connotate dalla serialità possano avere particolare valore.
Sottolinea infine la necessità che siano garantiti tempestivamente interventi nel settore dei beni culturali che provvedano a destinare ad esso congrui finanziamenti, rilevando come la loro tutela sia stata fortemente penalizzata nel corso della legislatura dalla mancanza di un'adeguata politica governativa.


Ferdinando ADORNATO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.15.


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.20.

www.camera.it


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