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VII Commissione Senato - seduta del 20 settembre 2005 (Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale)
2005-09-20

(3533) Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 5a Commissione. Esame e rinvio)



Riferisce alla Commissione il senatore BEVILACQUA (AN), il quale rileva anzitutto che la Commissione bilancio, competente nel merito, non ha ancora iniziato l'esame del provvedimento in titolo, trasmesso a luglio dall'altro ramo del Parlamento. Osserva altres che alcune norme in esso contenute potrebbero confluire nell'imminente manovra finanziaria.

Ritenendo tuttavia che esso rechi disposizioni di rilievo nelle materie di competenza della Commissione, giudica opportuno avviarne l'esame, onde giungere all'espressione di un parere.

Passando quindi ad illustrare le norme in tema di ricerca, rileva che - ai sensi dell'articolo 12, comma 2 - al fine di favorire lo sviluppo di idee innovative realizzate da aggregazioni di piccole e medie imprese, una quota delle risorse del Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica destinata alla realizzazione di nuovi prodotti e servizi, anche mediante interazione tra il settore pubblico e quello privato della ricerca. Detto articolo stabilisce pertanto che, con decreto del Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie e con il Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, sentita la CRUI, siano stabiliti fra l'altro criteri per la selezione dei progetti, modalit di presentazione della relativa relazione tecnica e modalit di costituzione delle aggregazioni. Anche la ripartizione delle risorse fra le regioni avverr con decreto del Ministro delle attivit produttive di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie e con il Ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, sentita la CRUI e d'intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni-citt. In tal senso dunque salvaguardata la sfera di autonomia locale, tanto pi che fatta salva la potest regolamentare delle regioni e degli enti locali in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite in materia di ricerca scientifica e tecnologica.

Ai sensi del comma 3 dello stesso articolo, una quota delle risorse del medesimo Fondo poi riservata alla concessione di agevolazioni alle imprese, nei limiti consentiti dalla vigente normativa comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo, per lo studio e la valorizzazione di brevetti commissionati ad universit o enti di ricerca pubblici e privati senza scopo di lucro.

Le quote di risorse del Fondo da destinare agli interventi di cui ai commi 2 e 3 sono annualmente determinate con decreto del Ministro delle attivit produttive.

Sempre in materia di ricerca, il relatore illustra indi l'articolo 13, secondo il quale, in linea con l'articolo 64 del Codice della propriet industriale, l'appartenenza dei risultati dell'attivit di ricerca svolta nell'ambito dell'attivit accademica o da una pubblica amministrazione o da un ente pubblico appartiene a questi ultimi, salvo il diritto dell'inventore di esserne riconosciuto autore e ottenere almeno il 30 per cento dei benefici economici derivanti dallo sfruttamento del brevetto. La quota esatta spettante all'inventore comunque stabilita dalle universit o enti di ricerca nell'ambito della rispettiva autonomia.

In presenza di pi inventori, a tutti spetta il diritto di essere riconosciuti autori. In tal caso, il diritto a percepire almeno il 30 per cento dei diritti deve essere ripartito fra tutti gli autori in parti uguali, salvo che sia concordata una diversa partecipazione alla realizzazione dell'invenzione.

Quanto al dettaglio della disciplina prevista, l'inventore comunica la sua scoperta all'universit o all'ente pubblico di ricerca con il quale intercorre il rapporto di lavoro affinch questi ultimi possano manifestare, entro due mesi, l'interesse ad esercitare il diritto di richiedere il relativo brevetto. Decorso detto termine, il diritto di deposito del brevetto spetta all'inventore. Nel caso in cui l'universit o l'ente pubblico abbia esercitato il diritto di richiedere il brevetto, ma non ne abbia iniziato lo sfruttamento entro i due anni successivi, l'inventore pu acquisire il diritto a sfruttare gratuitamente l'invenzione.

L'universit o l'ente pubblico di ricerca ha poi la facolt di decidere in quali Paesi si estende la domanda prioritaria di protezione. L'inventore ha invece diritto di decidere se l'estensione debba essere effettuata in territori esclusi dall'universit o dall'ente pubblico di ricerca, ovvero di mantenerla a sue spese in fase di rinnovo annuale qualora l'universit o ente pubblico decida di non mantenerla.

Nel caso in cui l'universit o l'ente pubblico decida di offrire il brevetto in cessione a terzi, all'inventore spetta peraltro il diritto di prelazione per l'acquisto.

L'articolo 13 stabilisce infine, rileva il relatore, che le universit e gli enti pubblici di ricerca si dotino di strutture idonee a valorizzare le invenzioni realizzate dai ricercatori e delle quali sono titolari.

Passando alle norme in tema di beniculturali, egli si sofferma indi sull'articolo 30, secondo il quale, al fine di promuovere lo sviluppo del turismo di qualit, gli enti locali possono presentare proposte per la realizzazione di insediamenti turistici di qualit di interesse nazionale. Tali insediamenti devono fra l'altro essere caratterizzati dalla compatibilit ambientale e dalla capacit di tutela e valorizzazione culturale del tessuto circostante e devono essere realizzati e gestiti nel rispetto del Codice dei beni culturali.

L'articolo 33 aggiunge infine, fra gli oneri deducibili dal reddito complessivo ai sensi dell'articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali e delle associazioni per lo svolgimento o la promozione di attivit culturali, nonch per la realizzazione di interventi specifici nei settori dei beni culturali e dello spettacolo.

Il medesimo articolo riorganizza altres la disciplina, recata all'articolo 100, comma 2, del citato testo unico, della deducibilit, fra gli oneri di utilit sociale, delle erogazioni liberali in favore dello Stato, di enti o di associazioni che svolgono o promuovono attivit di rilevante valore culturale ed artistico effettuate per l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il restauro dei beni culturali, ivi comprese le erogazioni effettuate per l'organizzazione di mostre di rilevante interesse, nonch delle erogazioni liberali a favore di enti e istituzioni che svolgono attivit nel settore dello spettacolo per la realizzazione di nuove strutture ovvero il restauro e il potenziamento di quelle esistenti. A tal fine, risultano soppresse le lettere f) e g) del comma 2 dell'articolo 100, nonch sostituita la lettera m) della medesima norma.

L'articolo 33 introduce inoltre le spese sostenute per finalit culturali fra quelle deducibili, ai sensi dell'articolo 100, comma 1, del citato testo unico, per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi.

In considerazione del rilievo delle norme illustrate, il relatore raccomanda conclusivamente l'espressione di un parere favorevole, di cui il Governo possa tener conto anche nell'eventualit in cui il disegno di legge n. 3533 finisca per confluire in tutto o in parte nella prossima manovra finanziaria.



Il seguito dell'esame quindi rinviato.



La seduta termina alle ore 15,50.



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