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Camera - seduta del 21 settembre 2005 (disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche)
2005-09-21

Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 164, recante disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche (A.C. 6055) (ore 19,10).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 164, recante disposizioni urgenti in materia di attività cinematografiche.

(Discussione sulle linee generali - A.C. 6055)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.
Avverto che il presidente del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-L'Ulivo ne ha chiesto l'ampliamento senza limitazioni nelle iscrizioni a parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del regolamento.
Avverto, altresì, che la VII Commissione (Cultura) si intende autorizzata a riferire oralmente.
Il relatore, onorevole Rositani, ha facoltà di svolgere la relazione.
Coraggio, onorevole Rositani...

GUGLIELMO ROSITANI, Relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento in esame reca diverse disposizioni in materia di beni e attività culturali, e non solo di attività cinematografiche, come invece suggerisce il titolo originale del decreto, che la Commissione ha comunque provveduto a correggere; si tratta di interventi connotati da necessità e urgenza, che perseguono la finalità di assicurare la corretta funzionalità dei rilevanti comparti su cui incidono.

.... omissis ....

L'articolo 4 apporta modifiche alla disciplina in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico, recentemente introdotta dall'articolo 2-quater del decreto-legge n. 63 del 2005. Si è ravvisata la necessità di introdurre precisazioni terminologiche che, senza incidere sulla portata applicativa dell'importante istituto, intendono assicurare una migliore scrittura del relativo procedimento, garantendone una più corretta applicazione, in coerenza con il sistema di tutela predisposto dal codice dei beni culturali e del paesaggio.
Si interviene, inoltre, anche in riferimento alle collezioni numismatiche, prevedendosi l'abrogazione della relativa disposizione contenuta nel citato decreto-legge n. 63 del 2005, ritenuta di non chiara formulazione, ed una contestuale parziale riformulazione dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, che reca la definizione delle collezioni o serie di oggetti che rientrano nei beni culturali, estendendola a quelle che abbiano anche particolare rilevanza archeologica, numismatica o etnoantropologica.
Viene poi specificato che la qualificazione di beni culturali e di cose di interesse numismatico è attribuita qualora la produzione delle medesime - in rapporto all'epoca, alle tecniche ed ai materiali - non sia caratterizzata da serialità o ripetitività, confermando peraltro l'intervento delle soprintendenze nella valutazione tecnica della sussistenza dell'interesse culturale.
Sulle disposizioni recate dall'articolo 4 la Commissione è intervenuta con la presentazione di alcuni emendamenti, mirati ad assicurare la più chiara formulazione del testo. Il primo di tali emendamenti modifica l'articolo 2-ter del decreto-legge n. 63 del 2005, precisando che i dipartimenti universitari di archeologia o i singoli archeologi intervengono nella predisposizione, da parte della stazione appaltante, della documentazione prevista dall'articolo 18 della cosiddetta legge Merloni, e non successivamente a tale predisposizione, per controllarne i contenuti. Ciò per evitare un appesantimento delle procedure, che potrebbe determinare ritardi nella realizzazione dei lavori.
Con il secondo emendamento, che ha modificato la lettera a), n. 1, del medesimo comma 1, è stato precisato che la relazione archeologica ivi prevista deve indicare anche gli esiti delle indagini eseguite, al fine della determinazione dei conseguenti interventi.
Con il terzo emendamento, che ha aggiunto il comma 2-bis, viene invece modificata la parte relativa alle collezioni di cui all'articolo A del codice dei beni culturali e del paesaggio, che elenca i beni per i quali è necessaria la notifica alla soprintendenza. In sostanza, si ripristina la dizione vigente fino all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 63 del 2005, legge il cui articolo 2-decies ha modificato detto decreto-legge in modo che non appare del tutto corretto. Si tratta di un intervento mirato a precisare gli effetti dell'abrogazione dell'articolo 2-decies, già disposta nel testo originale del provvedimento in esame dalla lettera b) del comma 1, e che, quindi, raccoglie - tra l'altro - la richiesta di chiarimento formulata nel parere del Comitato per la legislazione.

L'articolo 5, infine, reca un contributo straordinario, pari a 10 milioni di euro, per la prosecuzione dei lavori di ristrutturazione degli edifici adibiti a sede del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee di Roma, che - come è noto - svolge importante attività di valorizzazione e conservazione delle testimonianze della cultura visiva internazionale. La necessità di intervenire tempestivamente è dettata dalla circostanza che nel 2002 è stato disposto un definanziamento dalla richiamata legge, nonostante già fosse avvenuto l'affidamento dei lavori di ristrutturazione.
In conclusione, esprimo l'auspicio che il provvedimento in esame possa essere rapidamente convertito in legge da quest'Assemblea e, successivamente, dal Senato, fornendo in tal modo ai soggetti interessati ai suoi interventi - e, in primo luogo, agli operatori del cinema e dello spettacolo in generale - quel quadro di certezza normativa che appare assolutamente necessario per garantire l'efficace e proficuo svolgimento della loro importante attività.

PRESIDENTE. Prendo atto che il rappresentante del Governo si riserva di intervenire nel prosieguo del dibattito.
È iscritto a parlare l'onorevole Colasio. Ne ha facoltà.

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, ringrazio anzitutto l'onorevole Rositani. Abbiamo già avuto modo di discutere, in sede di Commissione, del provvedimento in esame e ritengo che la discussione svolta sia stata, in sostanza, franca.

.... omissis ....

In questo stesso provvedimento viene finanziato, all'articolo 5 - cosa meritoria - sia il MAXXI di Roma. Ritengo sia un'opera importante, trattandosi di un museo d'arte contemporanea, che caratterizzerà in modo positivo la presenza in un settore debole, quello dell'arte contemporanea. Lo trovo però ultroneo, fuori luogo, nel senso che non andava inserito in questo provvedimento, o quanto meno sarebbe stato necessario da parte del Governo dare un segnale forte - a fronte di una presa di posizione del comune di Roma, della regione Lazio e della provincia di Roma (che iniziano legittimamente un'azione di competitività, di eccellenza oserei dire, nei confronti della Mostra d'arte cinematografica di Venezia) - nella direzione di cominciare a creare delle risorse, assieme alla regione Veneto, per far sì che il nuovo palazzo del cinema possa finalmente essere costruito. Invece, nulla di tutto ciò.
Il gruppo della Margherita ha presentato numerose proposte emendative, che hanno l'intenzione quanto meno di contemperare certi aspetti; per esempio, diciamo: non destiniamo i dieci milioni di euro solo al MAXXI, ma diamo anche un piccolo segnale simbolico, attribuendo almeno il 50 per cento a favore del nuovo palazzo del cinema. In proposito, ci aspettiamo risposte significative.

.... omissis ....

Vorrei, inoltre, ringraziare il Governo in ordine ad una questione che non attiene più alla tematica del cinema, riguardando la verifica preventiva di interesse archeologico (si tratta di una disposizione importante ed, a tal fine, abbiamo espresso il nostro plauso al ministro Buttiglione). Si tratta di una norma di grande civiltà, poiché trae origine dalla considerazione che, nel nostro paese, la politica infrastrutturale non può prescindere dalla configurazione del nostro territorio come una sorta di museo territoriale diffuso. Ben venga, quindi, una norma - lo abbiamo già ricordato in sede di discussione specifica - che sottolinei la necessità di una correlazione tra intervento infrastrutturale e consapevolezza che il nostro sottosuolo è una grande miniera archeologica.
Occorre, tuttavia, prendere atto del fatto che non esiste una gerarchia nella tutela del territorio, come da noi sottolineato, e mi compiaccio che la relazione al provvedimento in esame prenda atto in positivo dei nostri rilievi critici. Non esiste un monumento di serie A o un coccio di serie B, ma un sistema di tutela unitario. Non esistono gerarchie tra i vari beni e, pertanto, anche a tale riguardo, si è operato positivamente, correggendo una stortura.
Si possono svolgere le stesse considerazioni per quanto riguarda le collezioni numismatiche. A tale riguardo, abbiamo presentato un ordine del giorno che è stato correttamente recepito dal Governo, ponendo rimedio ad un errore gravissimo. Si era, infatti, ipotizzata una suddivisione tra monete antiche di pregio, in quanto rare e di forte valore patrimoniale, e monete antiche meno significative, in quanto prodotte in modo seriale. Ciò ha fatto inorridire il mondo archeologico e scientifico italiano, dal momento che la produzione seriale numismatica non è irrilevante per una corretta ricostruzione filologica di ambienti, anche con riferimento ad una ricostruzione storiografica corretta per quanto concerne le quantità di monete prodotte e di scambi. L'errore era drammatico; pertanto, dalla relazione al provvedimento in esame emerge un tentativo di chiarezza, poiché, come si dice nella stessa, la vecchia norma apriva un vulnus nella tutela delle cose di interesse numismatico, e questo mi fa molto piacere.
A ciò si aggiunga (si tratta di una problematica da noi sollevata) che il fatto di aver escluso l'obbligo di denuncia e di notificazione alle competenti autorità rischiava di incentivare il commercio illegale di monete, legato alla piaga degli scavi clandestini. Credo che l'introduzione dell'obbligo della notifica e, conseguentemente, l'attribuzione alle competenti soprintendenze territoriali di un potere sovraordinatorio e di controllo e di definizione dell'interesse culturale, a prescindere dal carattere seriale o meno della produzione, sia un elemento positivo, che va sottolineato in modo oltremodo positivo.
Pertanto, secondo il gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo, come emerge anche nella relazione, si è corretto, recependo le nostre indicazioni, un vulnus grave rispetto ad una logica di tutela che ha sempre contraddistinto, in modo anche bipartisan, il nostro ordinamento e l'operato della nostra classe politica.

.... omissis ....

PRESIDENTE. Onorevole Colasio, mi complimento per il suo intervento veramente esemplare!
È iscritta a parlare l'onorevole Grignaffini. Ne ha facoltà.

GIOVANNA GRIGNAFFINI. Signor Presidente, voglio innanzitutto osservare che questo provvedimento, che il Governo è stato costretto a scrivere, è la dimostrazione lampante della sua incapacità di governare, cioè di dar vita a provvedimenti dotati di senso, capaci di durare nel tempo. Invece, la loro caratteristica, al di là del merito e del contenuto dei vari provvedimenti prodotti dall'Esecutivo, è quella di essere interventi temporanei ed affrettati che durano lo spazio di un mattino. Il provvedimento oggi alla nostra attenzione ne è l'ennesima riprova.
Infatti, esso è composto da alcuni articoli che provano a porre rimedio ad altrettanti errori commessi in leggi precedentemente approvate da questo Governo. Quindi, si tratta di un provvedimento di riparazione che non affronta la prospettiva e le questioni di sviluppo dei settori che coinvolge (cinema, beni culturali, l'arte contemporanea, eccetera), ma di un intervento che deve cercare di riparare ai danni fatti dalle leggi di questo Esecutivo.

.... omissis ....

Non ci piace neppure il modo in cui il provvedimento in esame risolve la questione di Cinecittà Holding Spa. Non ci piace perché il modo in cui questo Governo interviene rispetto a Cinecittà, tra l'altro attribuendole funzioni improprie, è lo stesso che ha caratterizzato la sua politica nei confronti, ad esempio, di una società per azioni come Arcus.
Che fa il Governo? Anziché assumersi in prima persona la responsabilità di attivare politiche pubbliche che perseguano obiettivi strategicamente lungimiranti, esso delega a società di natura privatistica la gestione e persino la definizione delle politiche nel settore culturale. È accaduto con Arcus, luogo oscuro che governa miliardi provenienti ai beni culturali dalle varie leggi obiettivo: Arcus è un luogo oscuro che non consente, non soltanto all'opposizione, ma ai cittadini italiani di conoscere chi decide, come e perché, in ordine alle risorse da destinare al settore dei beni culturali. Con Cinecittà - mi appello al sottosegretario Pescante ed al ministro Buttiglione - sta accadendo la stessa cosa: il ministero rinuncia alla potestà di determinare gli indirizzi per Cinecittà e la delega interamente alla suddetta Spa.
Non ci piace nemmeno il modo in cui avete risolto, anche se con qualche aggiustamento, la questione della verifica preventiva di interesse culturale. Il problema dell'esclusione dalla tutela delle produzioni seriali, delle collezione numismatiche che non abbiano carattere di originalità, rimane (sul punto interverrà diffusamente un altro collega).

.... omissis ....

In conclusione, ricordo con dispiacere che, in Commissione, sono state dichiarate inammissibili alcune proposte emendative presentate dal nostro gruppo relative all'archivio della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Al riguardo, mi appello anche alla sensibilità del Presidente e ricordo che il provvedimento in esame contiene un articolo che rivede norme approvate recentemente con il codice dei beni culturali. Anche le nostre proposte emendative fanno riferimento a quella stessa articolazione, ossia modificano aspetti relativi al suddetto codice. Tuttavia, ci tengo a sottolineare (ed è un punto assai delicato) che, in un provvedimento approvato alla fine del mese di luglio, prima della pausa estiva, è stata introdotta una norma che non destina più all'archivio di Stato i documenti della Presidenza del Consiglio.
Voi sapete quale è stata la funzione dell'archivio di Stato (e spero che continui ad esserlo). Penso che l'espropriazione dei fondi, dei materiali della Presidenza del Consiglio rispetto a questo luogo, che è una garanzia di consultazione, anche per gli utenti, sia un problema che riguarda tutti. È un tema che ha sollevato indignazione in tutti i giornali di destra, di sinistra e di centro (l'intellettuale che ha aperto la questione è Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della sera).
Invito gli uffici e la Presidenza a riconsiderare l'ammissibilità di quelle proposte emendative ed invito l'intera Assemblea, maggioranza ed opposizione, a considerare l'importanza del ripristino di questa funzione strategica che l'archivio di Stato ha sempre svolto e che deve continuare a svolgere (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Titti De Simone, pronta a osare tutto... Ne ha facoltà.

TITTI DE SIMONE. Presidente, ora non esageriamo...!
Signor Presidente, il provvedimento al nostro esame cerca di rimediare ad una serie di errori che il Governo ha compiuto su questo terreno (e non solo su questo terreno, come ben sappiamo noi e come ben sa il popolo italiano), adottando un provvedimento che, nel luglio scorso, è stato definito illegittimo della Corte costituzionale, con riferimento alla capacità dello Stato di legiferare in concerto con le regioni, sulla base della modifica intervenuta nel Titolo V della Costituzione.

.... omissis ....

Sono state, inoltre, come al solito (ci siamo abituati a questa metodologia), inserite nel decreto-legge in discussione, il quale dovrebbe possedere i requisiti di urgenza, visto che si tratta di una decretazione di tale natura, altre misure che non ci sembra possano essere in esso contenute, configurando in tal modo un provvedimento molto disorganico e non omogeneo.
Del resto, anche il Comitato per la legislazione, nel parere - ben noto al relatore Rositani - fornito alla VII Commissione, compie alcuni rilievi circa il carattere disomogeneo del testo, la non conformità alle esigenze di semplificazione e di riordino normativo, la mancanza delle relazioni sull'analisi tecnico-normativa e sull'analisi di impatto della regolamentazione.
Sono, dunque, tutti profili molto seri; non è la prima volta, peraltro, che vengono sottoposti all'esame del Parlamento provvedimenti così deficitari e che il Comitato per la legislazione si esprime in tali termini.

.... omissis ....

Come è già stato detto dai colleghi che mi hanno preceduta, rivolgiamo alcune critiche alla parte del provvedimento che riguarda Cinecittà holding, perché a noi sembra, in modo del tutto evidente, che ciò che viene proposto dal Governo vada nella direzione, per noi negativa, di una centralizzazione delle competenze nelle mani del Ministero dell'economia, come già avvenuto con Arcus per quanto riguarda il settore dei beni culturali. Noi contestiamo proprio la filosofia di fondo che riguarda la creatura Arcus, ma non è questo comunque il tema in oggetto. In ogni caso, anche con questo provvedimento, il Governo ripropone la medesima filosofia, con una centralizzazione di Cinecittà holding nelle mani del Ministero dell'economia, configurando, anche a tal proposito, una logica tutta incentrata sul mercato, sul profitto e non, invece, sull'aspetto sicuramente più importante per la collettività, ossia sull'aspetto del bene culturale che il cinema rappresenta quale bene comune per tutta la società e per la nostra collettività. Si configura, dunque, a tal proposito, la solita logica mercantile, che marginalizza - a nostro avviso - negativamente il ruolo del Ministero per i beni e le attività culturali, a vantaggio del Ministero dell'economia.
Sottolineiamo che, a nostro avviso, alcuni emendamenti hanno anche introdotto elementi peggiorativi in materia di controlli e di procedure di accertamento dell'interesse archeologico dei siti.
A ciò si aggiunge, per quanto attiene alla materia numismatica, una visione del tutto sbagliata e molto criticata dagli ambienti legati a tale settore. Infatti, le proposte introdotte con il decreto-legge in discussione prefigurano una riduzione della tutela rivolta alle collezioni numismatiche, qualora connotate da serialità.
Pertanto, il nostro giudizio sul provvedimento nel suo complesso è negativo.

.... omissis ....

PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, sarò molto più sintetica...

PRESIDENTE. Non me lo dica, non ci voglio credere...!

LAURA CIMA. ...perché i colleghi che mi hanno preceduto, in particolare l'onorevole Grignaffini e l'onorevole Titti de Simone, ma anche in parte l'onorevole Colasio, hanno già ampiamente spiegato dubbi e perplessità sul disegno di legge e,
soprattutto, insoddisfazioni di fondo sulla politica del Governo in materia di cultura e spettacolo.
Il provvedimento in esame - come dice lo stesso relatore Rositani nella sua onesta relazione - è un decreto-legge riparatore di errori precedentemente commessi.

.... omissis ....

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Ria. Ne ha facoltà.

LORENZO RIA. Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale del mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Ria, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.
Non vi sono altri iscritti a parlare e pertanto dichiaro chiusa la discussione sulle linee generali.



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