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Iniziative per ottenere la restituzione dei beni italiani acquisiti illegalmente dal Getty Museum di Malibu - n. 2-01666
2005-09-29


Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 680 del 29/9/2005




...
(Iniziative per ottenere la restituzione dei beni italiani acquisiti illegalmente dal Getty Museum di Malibu - n. 2-01666)
PRESIDENTE. L'onorevole Colasio ha facolt di illustrare la sua interpellanza n. 2-01666 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 1).

ANDREA COLASIO. Signor Presidente, le confermo che intendo illustrare la mia interpellanza, preannunziando che la replica verr svolta dal collega Lusetti, cofirmatario della stessa.
Signor sottosegretario, come a lei sicuramente noto, in questi giorni autorevoli organi di stampa, sia nazionali, sia internazionali, hanno evidenziato la situazione, che definirei critica, del Getty Museum di Malibu, in California.
Infatti, come emerso dalle prime indagini preliminari, originate da un intervento della nostra autorit nazionale - quindi, va dato merito, ancora una volta, alla competenza ed alla professionalit dell'Arma dei carabinieri, in modo particolare al Nucleo per la tutela del patrimonio archeologico e artistico, il quale, come sempre, svolge un ruolo fondamentale nella tutela e nel recupero del patrimonio rubato alla nostra collettivit -, si evidenziata la gravit della situazione del Getty Museum.
Faccio riferimento a considerazioni asseverate da una nota interna della stessa direzione del museo, confermate dallo stesso curatore della struttura museale. Ricordo al rappresentante del Governo, in via incidentale, che nei magazzini di tale museo sono depositati oltre 2.000 pezzi la cui provenienza non definita. Da ci che si desume dalla stampa e, soprattutto, dalle prime informative, siamo comunque certi che almeno 54 dei 104 pezzi principali appartenenti a detto museo sono contraddistinti da una indubbia provenienza, che rinvia, inequivocabilmente, ad una esportazione illecita.
In altri termini, si reputa che molti di questi beni - come dicevo, 54 su 104 - siano stati sottratti ed esportati illecitamente dal nostro territorio nazionale. Se ci fosse vero, evidente che ci rappresenterebbe un vulnus veramente grave ad un elemento costitutivo della nostra identit nazionale.
Non meno grave il fatto che il Getty Museum ha recentemente deciso di interrompere i flussi informativi che, a mio avviso, dovrebbero invece caratterizzare e contraddistinguere la politica di comunicazione di una grande istituzione museale, che vuole operare nell'ambito del contesto internazionale.
Voglio ricordare al sottosegretario - ma sicuramente circostanza nota - che il 24 giugno 1995, a Roma, fu siglata l'importante convenzione internazionale Unidroit, che sottolineava un principio fondamentale, ossia che ci che appartiene al patrimonio culturale ed stato sottratto illecitamente non appartiene al possessore, ma pone l'obbligo per quest'ultimo della sua restituzione. Sempre come noto al sottosegretario, a fronte di una illecita esportazione - e non di un furto conclamato ad un privato -, l'azione deve essere posta in essere dalle autorit competenti dello Stato.
Le chiediamo, quindi, signor sottosegretario, se si sia proceduto nei confronti del Paul Getty Museum, rilevando, cos come chiede la convenzione citata, che le opere sottratte sicuramente non appartengano al patrimonio nazionale. Va detto altres che condicio sine qua non per la loro restituzione , a norma della detta convenzione, la dimostrazione che la loro sottrazione pregiudica lo stato conservativo del bene, circostanza che va da s, o - come mi pare non meno evidente - la restituzione obbligatoria qualora i beni culturali in oggetto costituiscano elemento fondamentale del patrimonio culturale nazionale. I beni archeologici vincolati rientrano sicuramente in tale categoria.
Dunque, come gruppo della Margherita, DL-L'Ulivo e come interpellanti, le chiediamo quale sia lo stato dell'azione nei confronti del Paul Getty Museum, se si sia proceduto a monitorare i beni sottratti e quale sia la possibilit che tale ingente patrimonio storico-culturale archeologico possa essere finalmente restituito alle comunit territoriali di appartenenza.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali, onorevole Pescante, ha facolt di rispondere.

MARIO PESCANTE, Sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali. Signor Presidente, in merito alle questioni poste dagli onorevoli interpellanti, concernenti beni culturali conservati presso il Paul Getty Museum di Malibu, provenienti dall'Italia ed il cui regolare trasferimento all'estero oggetto di accertamento, si rappresenta quanto segue.
Come noto, un'indagine interna del Paul Getty Museum, disposta a seguito delle iniziative avviate dalle autorit italiane, ha sollevato dubbi sulla regolare provenienza di molti oggetti acquistati nel corso degli anni da detto museo. Come ha rilevato il collega Colasio, noto che la vicenda ha avuto grande rilevanza sui mezzi di informazione nazionali ed internazionali.
Molti dei pezzi della cui regolare provenienza si dubita risultano usciti dal territorio italiano, come peraltro stato rilevato dagli onorevoli interpellanti.
Tanto esposto come riepilogo dei fatti e delle notizie diffuse al riguardo dai mezzi di informazione, occorre anzitutto precisare che, allo stato, non si dispone di informazioni esatte sul numero dei beni di interesse culturale depositati presso il citato museo la cui provenienza sia di dubbia regolarit, anche perch tale museo non ha mai consentito l'accesso di funzionari ministeriali nei propri depositi.
Nel corso degli ultimi anni, sono state espletate dalle autorit giudiziarie italiane numerose rogatorie internazionali per individuare l'attuale collocazione di importanti reperti archeologici usciti illegittimamente dal territorio nazionale. A tal proposito, si evidenzia che, proprio recentemente, per effetto di rogatorie avviate dall'Avvocatura generale dello Stato, il ministero riuscito a provare in modo compiuto l'illecita esportazione dal territorio nazionale di tre importanti oggetti: un cratere di origine pestana, di notevoli dimensioni, e un'epigrafe greca proveniente da scavi clandestini effettuati in Italia, nonch un tripode di bronzo sottratto furtivamente ad un'importante collezione privata italiana.
Le prove accumulate in ordine all'illecita provenienza di detti oggetti sono state tali da indurre l'autorit giudiziaria italiana ad aprire un procedimento penale nei confronti sia di alcuni responsabili del Paul Getty Museum sia di personaggi, italiani e stranieri, noti per la loro funzione di intermediazione sul mercato dell'arte, anche in ordine ad oggetti di dubbia provenienza.
L'azione congiunta dei funzionari ministeriali, dello speciale comando dei carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale e dell'Avvocatura dello Stato stata tale da indurre il Paul Getty Museum ad offrire la restituzione senza condizioni degli oggetti sopra citati.
un segnale se si vuole modesto, ma tuttavia incoraggiante sulla possibilit di ottenere risultati positivi attraverso un'azione penetrante e coordinata degli apparati amministrativi, legali e di sicurezza che, a vario titolo, operano nel campo dei beni culturali.
A tal proposito, preme sottolineare che il ministro Buttiglione ha insediato uno speciale comitato, presieduto da un avvocato dello Stato, con funzioni operative in materia, incaricato non solo di curare l'istruttoria integrata relativamente a furti di beni, soprattutto archeologici, e ad esportazioni illecite ovunque e comunque individuate, ma anche di avviare trattative informali per la restituzione degli oggetti individuati all'estero.
La necessit di attivare trattative informali e di fare soprattutto leva su operazioni di moral suasion, per procedere al recupero degli oggetti di cui sia stata accertata l'illecita scomparsa dal territorio nazionale, determinata soprattutto dal fatto che, come giustamente sottolineano gli onorevoli interroganti, con alcuni dei paesi che risultano tra i maggiori importatori di opere d'arte, quali ad esempio gli Stati Uniti, non vi sono accordi internazionali stringenti sui reciproci obblighi di collaborazione in materia di restituzione di opere d'arte di cui sia stata dimostrata l'irregolare presenza all'estero.
comunque opportuno, per completezza di informazione, evidenziare i profili di positiva collaborazione che di recente si sono intensificati tra le autorit istituzionali italiane e statunitensi sulla base del Memorandum d'intesa sottoscritto nel 2001 per meglio contrastare il traffico internazionale di reperti archeologici.

PRESIDENTE. L'onorevole Lusetti, cofirmatario dell'interpellanza, ha facolt di replicare.

RENZO LUSETTI. Signor Presidente, dopo la risposta del sottosegretario Pescante alla nostra interpellanza possiamo dire di ritenerci soddisfatti per la buona volont che il Ministero per i beni e le attivit culturali intende adoperare nell'indagine che si sta conducendo, utilizzando tutti gli strumenti in possesso del ministero stesso, nonch per quella delle autorit di polizia che si stanno occupando di tale vicenda. Si tratta, quindi, di una sorta di impegno, compreso anche quello relativo alle trattative informali, che in alcuni casi pu sortire un effetto positivo.
evidente che il patrimonio culturale italiano rappresenta una delle principali risorse del nostro paese, determinando un grosso afflusso turistico. evidente, altres, che per tale motivo non possiamo farci scippare ci che ci appartiene per millenni di storia che ha riguardato il nostro paese.
Sono sicuramente soddisfatto per il fatto che, da parte del ministero, vi sia stata l'idea di costituire uno speciale comitato che possa affrontare questo problema.
Certo che sono temi noti, di cui si stanno occupando l'autorit giudiziaria e le Forze di polizia italiane, ma sono anche temi che spesso sono all'ordine del giorno della stampa italiana ed internazionale. Il collega Colasio nella sua esposizione dell'interpellanza ha fatto riferimento ad un articolo del Los Angeles Time uscito qualche giorno fa e alla sua riproposizione su un altro quotidiano italiano, in maniera per certi versi drammatica.
Qual il dramma del Paul Getty Museum, di cui tanto si parla? Molto spesso le opere che vengono comprate e fatte uscire illegalmente dall'Italia non sono esposte come si conviene ad un museo serio, ma sono confinate in qualche magazzino. il caso, per quanto ne sappiamo, della statua del Lisippo raffigurante un atleta, che ha un valore inestimabile e che stata ripescata da un peschereccio nel mare di Fano nel 1963. Oppure, ricordo la statua di Afrodite, che proviene da un tempio greco in Sicilia. Si tratta degli ultimi due casi che sono stati messi in risalto dalla stampa.
Tali episodi ci devono servire per fare tesoro di un'esperienza che richiede, in primo luogo, un impegno maggiore per recuperare queste opere. Prendo atto del fatto che stato avviato un procedimento penale nei confronti sia dei responsabili del Paul Getty Museum, sia di alcuni intermediari italiani che hanno favorito l'uscita illegale di queste opere.
Per, dall'altro lato, bisogna fare anche un'opera di prevenzione e, quindi, intensificare non solo il lavoro delle Forze di polizia, ma anche quello della nostra intelligence, che sicuramente molto impegnata in altre attivit, come quella di prevenzione del terrorismo, ma che ritengo possa essere impegnata in qualche modo, dal momento che esiste anche una sua sezione specializzata nel settore delle opere d'arte, che vanno comunque tutelate perch fanno parte del patrimonio artistico del nostro paese.
Quindi, mi auguro che l'impegno del Governo possa proseguire in maniera ancora pi serrata. Per questo motivo, ho ritenuto positiva la risposta del Governo. Esprimo l'auspicio ad andare avanti su questa strada e a fare tutto il possibile perch possano essere restituite queste opere. Non ho sentito nulla, in particolare, sulla statua del Lisippo. L'interpellanza in esame serve anche per far notare al Governo che esistono tante altre opere trafugate. Lei, onorevole sottosegretario, ne ha citate tre di grande e significativo valore artistico. Mi auguro che ci sia un impegno specifico anche nei confronti delle statue di Afrodite e del Lisippo.
Spero che l'interpellanza in oggetto serva a rendere ancora pi vigile il ministero rispetto al tema delle opere d'arte trafugate, che molto importante, e spero anche che l'azione diplomatica e di moral suasion possa servire a far rientrare in Italia opere cos importanti e a farla finita con il Paul Getty Museum, che disposto a fare di tutto e di pi pur di ottenere statue o pezzi artistici di cos grande valore, provenienti soprattutto dall'Italia, che ne ovviamente molto ricca.
Ritengo necessaria un'azione forte e dura anche verso il Paul Getty Museum. Mi rendo conto che non si permette ai funzionari del ministero di entrare nel museo e di vedere i magazzini, per, di fronte ad un fatto cos importante, ci deve pur essere un espediente, una sorta di rogatoria plus, che so che non esiste nel nostro ordinamento giuridico. importante che vi sia uno strumento che permetta di verificare cosa hanno sottratto all'Italia affinch sia restituito al nostro paese. Infatti, l'Italia deve poter possedere ed esporre il proprio patrimonio artistico.

PRESIDENTE. cos esaurito lo svolgimento delle interpellanze urgenti all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta, che riprender al termine della riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, gi convocata alle 19.

680.
Gioved 29 settembre 2005

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI
indi
DEL VICEPRESIDENTE
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