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VII Commissione Senato - seduta del 13 ottobre 2005 (Bilancio di previsione dello Stato per l' anno finanziario 2006)
2005-10-13

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)

GIOVED 13 OTTOBRE 2005
436 Seduta

Presidenza del Presidente
ASCIUTTI

Intervengono il ministro dell'istruzione, dell'universit e della ricerca Letizia Moratti, il sottosegretario di Stato per lo stesso dicastero Maria Grazia Siliquini e il ministro per i beni e le attivit culturali Buttiglione.

La seduta inizia alle ore 9,45.

IN SEDE CONSULTIVA


(3614) Bilancio di previsione dello Stato per l' anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006 - 2008
- (Tab. 7) Stato di previsione del Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca per lanno finanziario 2006
- (Tab. 14) Stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali per lanno finanziario 2006(limitatamente alle parti di competenza)
(3613) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)
(Rapporti alla 5 Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Seguito e conclusione dell'esame delle Tabelle 7 e 14 e delle connesse parti del disegno di legge finanziaria. Rapporto favorevole con osservazioni sulla Tabella 7 e rapporto favorevole condizionato sulla Tabella 14)
....

Si passa alle dichiarazioni di voto sullo schema di rapporto illustrato dal relatore Favaro.

Il senatore D'ANDREA (Mar-DL-U) conferma anzitutto che l'opposizione non ha presentato uno schema di rapporto alternativo condividendo diverse parti di quello illustrato dal relatore. Non ritiene tuttavia di poter votare il rapporto favorevole nel suo complesso, stante la progressiva perdita di centralit dei beni culturali nelle politiche governative del Centro-destra, a fronte delle quali la maggioranza e il titolare del Dicastero hanno peraltro finora opposto un silenzio sorprendente.
In particolare, egli ritiene che sia stato errato da parte della maggioranza accettare la politica dei tagli sui finanziamenti ordinari, in favore di finanziamenti alternativi che tuttavia finora sono risultati improbabili. Al contrario, occorreva mantenere quantomeno costante la spesa corrente del Ministero, in quanto destinata a finanziare la politica di offerta culturale. Ne del resto testimonianza l'insostenibilit degli ulteriori tagli apportati dalla manovra in esame che, ancora una volta, colpiscono i finanziamenti ordinari.
Egli auspica quindi che il ministro Buttiglione e la maggioranza diano seguito questa volta alle affermazioni rese, senza addossare alle successive fasi di esame prima in Commissione bilancio e poi in Aula l'eventuale mancato rispetto degli impegni assunti.
Se davvero le prese di posizione della maggioranza non sono dettate unimente dall'esigenza di mettere a tacere l'ondata di protesta proveniente dal settore culturale e dello spettacolo, occorre infatti che tali posizioni siano mantenute con fermezza anche nel prosieguo dell'iter. In tal senso, l'opposizione ha dimostrato di saper e voler fare la sua parte, non presentando proposte alternative.


ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE N. 3613
(sulle parti relative al Ministero per i beni e le attivit culturali)

0/3613/3/7a
Vittoria FRANCO, ACCIARINI, PAGANO, MODICA, TESSITORE, SOLIANI, D'ANDREA, BETTA, CORTIANA

La 7a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2006,
premesso che:
gli stanziamenti pubblici destinati ai diversi settori della cultura, dal 2001 ad oggi, hanno registrato una costante e gravissima flessione;
il Fondo unico dello spettacolo (FUS) ha subito tagli ingenti che, rispetto al 2001, ne hanno determinato una riduzione complessiva del 50 per cento. Infatti, si passati dai 500,958 milioni di euro stanziati con la legge finanziaria del 2000, ai 300 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria attualmente in discussione, per il triennio 2006-2008;
lo stanziamento previsto con la legge istitutiva del FUS (legge n. 163 del 1985) ammontava a 717 miliardi di lire per il 1985. Questo significa che nel 2006 lo spettacolo italiano avr ben 136,119 miliardi di lire in meno di quanto lo Stato aveva previsto di stanziare per queste stesse attivit pi di venti anni fa. La perdita di finanziamenti pubblici che subiscono i settori e le istituzioni dello spettacolo e la cinematografia italiani , poi, in termini di potere reale d'acquisto molto pi grave di quanto appena esposto;
lo stanziamento di 300 milioni di euro per il triennio 2006-2008 previsto dalla Tabella C del disegno di legge finanziaria in discussione decreta la chiusura, di fatto, delle attivit dello spettacolo italiano. Infatti oltre 200 milioni di euro sono assorbiti dal fabbisogno delle fondazioni lirico-sinfoniche che, il caso di ricordarlo, occupano oltre 5.000 persone su tutto il territorio nazionale, oltre a costituire in tutto il mondo una tra le pi importanti testimonianze della nostra tradizione e produzione culturale e artistica. Detratta questa quota resterebbero 100 milioni di euro per finanziare tutti gli altri settori dello spettacolo: cinema, teatro di prosa, danza, musica e attivit circensi. Va ricordato, poi, che lo spettacolo in Italia, nel suo complesso, conta all'incirca 250.000 addetti, tra artisti, tecnici, operatori, maestranze e che una tale esiguit di finanziamenti pubblici mette in serio rischio i livelli occupazionali dell'intero comparto;
l'inadeguatezza e la scarsit di tali stanziamenti per la produzione e l'industria dello spettacolo italiani, che costituiscono per il nostro Paese il motore dello sviluppo civile ed economico, determinerebbero, di fatto, la chiusura di interi settori di attivit che, al contrario, sono da considerare strategici per la ripresa del Paese e necessitano di adeguatezza progettuale, sia in termini di finanziamento, sia in termini di programmazione e di politica di interventi;
impegna il Governo a reperire risorse adeguate a garantire un significativo incremento del FUS, al fine di ristabilire quantomeno gli stanziamenti previsti dalla legge finanziaria 2005 e di ovviare cos alle gravi conseguenze, quali la chiusura di interi settori di attivit, che si produrrebbero in esito a tale drastica riduzione di stanziamenti.

0/3613/4/7a
SOLIANI, D'ANDREA, ACCIARINI, BETTA

La 7a Commissione,
in sede di esame delle parti di competenza del disegno di legge finanziaria per l'anno 2006,
premesso che la Tabella C prevede una vistosa e drastica riduzione delle risorse destinate per l'anno 2006 al finanziamento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS), di cui alla legge n. 163 del 1985;
sul FUS si sono peraltro gi abbattuti, negli ultimi anni, numerosi e cospicui "tagli" di spesa, a vario titolo riconducibili alle politiche di bilancio "creative" adottate dall'attuale Governo, con il risultato di aver ridotto in cinque anni il Fondo di oltre il 50 per cento della sua dotazione originaria, a fronte di una costante crescita delle domande di finanziamento;
in particolare, ad essere definanziato per ben 150 milioni di euro, il capitolo 2644 dello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali (Tabella 14), relativo alla quota del FUS da erogare a favore delle fondazioni lirico-sinfoniche;
l'impatto effettivo di tali tagli sulle attivit delle fondazioni lirico-sinfoniche valutabile, in concreto, solo attraverso il contestuale raffronto con le previsioni di cui al disegno di legge di bilancio, relative alla stessa Tabella 14; in quella sede si evidenzia infatti come sul capitolo di spesa di riferimento per le fondazioni lirico-sinfoniche (cap. 2644) si fosse gi abbattuta una riduzione di oltre 13 milioni di euro rispetto alle previsioni della legge di bilancio per l'anno 2005, che aveva portato la dotazione complessiva a 206 milioni di euro,
su quest'ultimo importo si concentra, quindi, l'ulteriore taglio di 150 milioni di euro che il disegno di legge finanziaria per il 2006 prevede a carico del FUS, con l'effetto di portare le risorse effettivamente disponibili per le fondazioni lirico-sinfoniche ad appena 66 milioni di euro (!), cio ad un livello pari a poco pi di un quarto della dotazione - gi insufficiente - prevista per il 2005;
valutato dunque che se i disegni di legge finanziaria e di bilancio fossero approvati senza alcuna modifica le fondazioni lirico-sinfoniche aggiungerebbero, ai 100 milioni di euro di indebitamento netto che gi registrano, almeno ulteriori 80 milioni di euro di perdite, con il rischio - per alcune la sicura prospettiva - della chiusura totale delle loro attivit;
impegna il Governo ad adottare ogni atto o provvedimento nella sua disponibilit idoneo a scongiurare le drammatiche conseguenze che tali politiche di bilancio configurano per il settore dello spettacolo dal vivo e, in particolare, per le attivit delle fondazioni lirico-sinfoniche, con sicuro detrimento per il livello dell'offerta culturale nazionale e conseguente marginalizzazione della produzione musicale italiana sulla scena internazionale.



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