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S. 3533, Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale (C. 5736), 10 Commissione
2005-09-27

Legislatura 14 - 10 Commissione permanente - Resoconto sommario n. 280 del 27/09/2005 Versione per la stampa
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(3533) Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 5^ Commissione.E same e rinvio)





Riferisce alla Commissione il presidente PONTONE (AN) , il quale pone in evidenza che il disegno di legge n. 3533, il cosiddetto provvedimento sulla competitivit, gi approvato dalla Camera dei deputati, trae la propria origine da una proposta governativa che ha subito numerose modifiche, anche a seguito dell'intervenuta approvazione - lo scorso 14 maggio - della legge di conversione del decreto-legge n. 35 del 2005 recante proprio disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.

Assegnato alla Commissione bilancio del Senato per quanto concerne la competenza nel merito, il testo in oggetto contiene tuttavia rilevanti parti di diretto interesse della 10^ Commissione, che pertanto deve esprimere il proprio parere. In primo luogo il Presidente relatore segnala l'articolo 6, il quale conferisce una delega al Governo per il riordino della normativa sulla sicurezza degli impianti. E' infatti su proposta del Ministro delle attivit produttive che il Governo delegato ad adottare decreti legislativi per intervenire in materia di attivit di installazione degli impianti, dovendone altres disciplinare il sistema di verifiche e le relative sanzioni, nonch il riassetto delle competenze fra lo Stato e gli altri enti territoriali.

Gli articoli immediatamente successivi attengono tutti all'ambito delle fonti di energia. Il primo - l'articolo 7- assegna al Direttore dell'Agenzia delle dogane la determinazione circa i criteri da adottare per la denaturazione (procedimento tecnico di additivazione di colorante) del gasolio usato come combustibile di riscaldamento, in modo da poter applicare a quest'ultimo una aliquota di accisa inferiore rispetto al gasolio utilizzato come carburante. L'articolo 8 detta invece disposizioni di semplificazione dei procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione e all'esercizio dei gasdotti facenti parte della rete nazionale di trasporto del gas e dei nuovi gasdotti di interconnessione con l'estero. Sulla scorta di motivazioni connesse alla sicurezza del sistema energetico e alla promozione della concorrenza nei mercati del gas naturale, le predette attivit vengono dichiarate di preminente interesse nazionale e pertanto soggette ad autorizzazione unica del Ministero delle attivit produttive, ancorch previa intesa con le regioni interessate e fatte salve le competenze dei Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e delle infrastrutture e dei trasporti.

Ancora al campo della produzione e distribuzione energetica - prosegue il Presidente relatore - attiene l'articolo 9, che, al comma 1, prevede che, nell'ambito delle risorse aggiuntive del Fondo per le aree sottoutilizzate istituito con la legge finanziaria per il 2003, venga accantonata una quota pari a 300 milioni di euro destinata a comuni e province che risultino aver affidato, entro il corrente anno, il servizio idrico integrato a un soggetto gestore individuato in conformit alle disposizioni di cui al testo unico in materia di enti locali. I commi 3 e 4 fissano poi nuovi parametri di remunerazione dell'energia riconosciuta al produttore che cede energia elettrica da fonti rinnovabili, ovvero, laddove tale parametro venisse modificato o risultasse mancante, il comma 5 dispone la sua sostituzione con la migliore alternativa tariffaria possibile. Il comma 6 prevede invece che la misura dell'energia da fonti rinnovabili sia effettuata dal gestore di rete competente, al netto dei consumi per uso di centrale, senza la necessit per il produttore di stipulare un contratto con il distributore locale e senza oneri aggiuntivi per lo stesso produttore. Le disposizioni sopra elencate costituiranno quindi principi cui dovranno conformarsi le determinazioni assunte dall'Autorit per l'energia elettrica e il gas, dal Gestore della rete di trasmissione nazionale, dal Gestore del mercato elettrico, dall'Acquirente unico e dai gestori di rete nel campo delle energie rinnovabili, del risparmio e dell'efficienza energetica. Infine, il comma 10 affida al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio la fissazione dei compensi per i membri dell'Osservatorio nazionale sulle fonti rinnovabili e l'efficienza negli usi finali dell'energia, mentre il comma 15 modifica il decreto legislativo n. 387 del 2003 di attuazione della direttiva comunitaria relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, nel senso di definire come servizio pubblico essenziale l'attivit di produzione di energia idroelettrica ai fini del rilascio della concessione di derivazione di acque pubbliche.

Al settore energetico si riferisce anche l'articolo 10, con il quale si stanziano 70 milioni di euro per l'anno 2005 in favore di interventi finalizzati a promuovere l'utilizzo di GPL e metano per autotrazione. Le agevolazioni per i soggetti interessati si concretizzano nella possibilit di recuperare i costi per l'installazione dei relativi impianti mediante credito d'imposta, secondo modalit di fruizione che verranno fissate dal Ministero delle attivit produttive.

A decreti del Ministro delle attivit produttive viene rimessa anche la definizione dei criteri con cui, a norma dell'articolo 12, le somme stanziate dal Fondo rotativo per l'innovazione tecnologica possono essere destinate a vantaggio di una serie di attivit. Al riguardo, possono innanzi tutto essere concesse agevolazioni a favore dei programmi finalizzati allo svolgimento di attivit di sviluppo precompetitivo, vale a dire - secondo il dettato della circolare ministeriale n. 4240 del 2001 - quelle dirette a realizzare progetti pilota e dimostrativi nonch prototipi non commercializzabili. In secondo luogo, le risorse in questione possono essere assegnate a sostegno di nuovi prodotti e servizi nei settori del tessile, dell'alimentare, delle nanotecnologie, delle tecnologie dell'idrogeno applicate al trasporto e alla produzione di energia, delle biotecnologie in ambito farmaceutico e sanitario, delle tecnologie della comunicazione e delle tecnologie spaziali. Quote delle dotazioni finanziarie del Fondo sopra menzionato possono inoltre essere utilizzate per agevolare sia le imprese che abbiano sostenuto costi per lo studio e la valorizzazione di brevetti commissionati a universit o enti di ricerca pubblici e privati senza scopo di lucro, sia le imprese - piccole e medie - localizzate nelle aree caratterizzate da tenore di vita anormalmente basso o da sottoccupazione che abbiano intrapreso programmi finalizzati allo svolgimento di attivit di sviluppo precompetitivo, sia infine le imprese che operano nelle aree sottoutilizzate individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 31 maggio 1999. Da ultimo, il medesimo articolo, al comma 7, stanzia 2 milioni di euro a sostegno dell'attivit amministrativa svolta nel settore della propriet industriale, con particolare riferimento alla tutela mediante brevetto.

L'articolo 13, come precisa il presidente Pontone, detta quindi norme volte a riordinare la materia dei diritti derivanti dalle attivit di ricerca. In merito, se queste ultime hanno luogo nell'ambito dell'attivit accademica o fanno capo a una pubblica amministrazione o a un ente pubblico avente tra i suoi scopi istituzionali finalit di ricerca, i relativi risultati apparterranno all'universit o all'ente al quale l'inventore legato da rapporto di lavoro, salvo il diritto - per il medesimo inventore - di essere riconosciuto autore della ricerca stessa e di ottenere almeno il 30 per cento dei proventi derivanti dallo sfruttamento del brevetto. Si definiscono di conseguenza gli aspetti procedurali della nuova disciplina, stabilendosi peraltro che, qualora l'universit o l'ente pubblico di ricerca non abbiano iniziato lo sfruttamento del brevetto entro due anni dalla registrazione, l'inventore pu acquisire il diritto a sfruttarlo gratuitamente e a esercitare i connessi diritti patrimoniali; cos come, se l'universit o l'ente pubblico di ricerca decidessero di offrire il brevetto in cessione a terzi, spetterebbe all'inventore il diritto di prelazione per l'acquisto.

Ad altro settore si rivolge l'articolo 14, con il quale si prevede che con decreto del Ministro delle attivit produttive verranno determinate le modalit per l'accesso delle societ cooperative e loro consorzi agli incentivi alle attivit produttive rientranti nell'ambito degli interventi per le aree depresse del territorio nazionale. Si modifica inoltre la normativa vigente per quanto concerne i cosiddetti "confidi", vale a dire i consorzi o societ che svolgono l'attivit di garanzia collettiva dei fidi, nel senso di precisare che ai confidi costituiti come societ cooperative possono partecipare, in qualit di soci sovventori, i fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. Conseguentemente, il testo in esame abroga due specifiche disposizioni dell'attuale disciplina dell'attivit di garanzia collettiva dei fidi, in modo da renderla coerente con la norma prima citata sui confidi costituiti sotto forma di societ cooperativa.

Passando all'articolo 15, il Presidente relatore ricorda che il testo in esame proroga, per un periodo di tempo non superiore alla met dell'originaria durata, le convenzioni stipulate dalle societ per azioni derivanti dalla trasformazione del Mediocredito centrale e della Cassa per il credito alle imprese artigiane con le amministrazioni competenti per il conseguimento di agevolazioni in favore delle stesse imprese artigiane, anche con riguardo agli atti integrativi delle convenzioni stipulati dalle regioni successivamente al loro subentro alle amministrazioni statali.

Disposizioni in favore dell'internazionalizzazione delle imprese reca l'articolo 16, il quale, al comma 1, introduce un meccanismo di garanzia contro i rischi di mancato rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato erogati dal Fondo rotativo istituito presso il Mediocredito centrale dal decreto-legge n. 251 del 1981 e destinati alle imprese esportatrici a fronte di programmi di penetrazione commerciale. Una quota del medesimo Fondo poi impegnata, al comma 2, in favore di finanziamenti a piccole imprese, anche artigiane, e loro consorzi, per iniziative volte a sostenere l'internazionalizzazione delle imprese stesse senza prevedere per la presenza stabile all'estero con strutture o personale. Il comma 3, invece, pone in capo al Comitato di indirizzo e rendicontazione istituito con decreto del Vice Ministro delle attivit produttive del 3 giugno 2003 (che recava misure di sostegno per gli interventi delle piccole e medie imprese italiane nella Repubblica federale di Jugoslavia) la competenza ad autorizzare, per singole operazioni relative a determinate aree geografiche, l'imputazione su fondi destinati ad altre aree o ad altra categoria di imprese. Altra quota del Fondo in oggetto, secondo quanto stabilisce il comma 4, pu essere inoltre utilizzata per la concessione di finanziamenti alle piccole e medie imprese esportatrici italiane per attivit da svolgere per l'innovazione, al fine di lanciare sul mercato internazionale nuovi prodotti o modelli. I successivi commi regolamentano quindi nel dettaglio il conferimento di detti finanziamenti, attraverso la definizione delle imprese interessate, dell'importo massimo, del tasso di interesse e della durata dei finanziamenti medesimi, delle garanzie necessarie, delle condizioni, modalit e limiti delle erogazioni, nonch delle verifiche - di cui competente il Ministero delle attivit produttive - sulla realizzazione dei programmi finanziati.

All'articolo 17 si specifica l'ambito di applicazione territoriale e settoriale delle misure di sostegno agli interventi di reindustrializzazione e promozione industriale nel comparto siderurgico ( di cui al decreto-legge n.120 del 1989) e in quello degli elettrodomestici (di cui al decreto-legge n. 35 del 2005). In proposito, se al comma 1 dell'articolo esaminato si precisa che le predette disposizioni si applicano nei comuni nei cui territori hanno sede gli stabilimenti industriali interessati e nei comuni confinanti, il comma seguente ne estende l'applicazione anche alle imprese che realizzino iniziative nelle aree del Centro-Nord, nonch ai territori caratterizzati da crisi dell'indotto dell'industria automobilistica.

Il provvedimento in titolo procede quindi, al successivo articolo 18, a novellare la disciplina introdotta dalla legge finanziaria per il 2005 in relazione allo svolgimento dei XX Giochi olimpici invernali di Torino. La manovra finanziaria per l'anno in corso aveva infatti posto un limite massimo al complesso delle spese sostenute dagli enti locali in virt del loro concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica e ne aveva altres definito i meccanismi di calcolo. Ora, la norma in oggetto prevede che, per i soli enti locali cha siano sede dei Giochi olimpici e per il solo anno 2005, il complesso delle spese venga calcolato anche al netto delle spese derivanti da interventi connessi allo svolgimento dei medesimi Giochi.

Su altra materia, e segnatamente sui servizi sostitutivi di mensa, verte invece l'articolo 19, che affida a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare su proposta del Ministro delle attivit produttive, il compito di riordinare il settore in tutti i suoi dettagli. In merito, occorre rammentare che la Commissione industria aveva gi lavorato, lo scorso anno, su due provvedimenti volti a regolamentare i servizi sostitutivi di mensa aziendale (i nn. 2925 e 2855, esaminati congiuntamente) e che il comitato ristretto, alluopo costituito, aveva elaborato un testo unificato che interveniva puntualmente sui diversi aspetti della materia; testo sul quale erano state presentate una serie di proposte emendative. Lesame si era poi interrotto in attesa dei pareri della 1a e della 5a Commissione. Ora il Governo chiede, con il provvedimento in titolo, di rimettere ad esso lintera disciplina del settore.

Al campo della tecnologia informatica attiene poi l'articolo 20, che elenca, al comma 1, i soggetti che possono beneficiare delle cessioni a titolo gratuito da parte delle imprese di personal computer gi utilizzati da non pi di cinque anni come beni strumentali. Si tratta in generale di associazioni e organizzazioni non lucrative con scopi solidaristici o sociali e, per le imprese che provvedono a tali donazioni, dal punto di vista fiscale queste cessioni non vengono considerate come destinazione di beni a finalit estranee all'esercizio dell'impresa. Il Ministero delle attivit produttive peraltro interessato anche al comma 2, laddove si stabilisce l'obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche a ricevere e inviare per via telematica la corrispondenza e gli altri atti relativi ad adempimenti amministrativi nei confronti dei cittadini e delle imprese. Occorre peraltro segnalare che il decreto-legge n. 35 del 2005 in materia di competitivit gi contemplava analoghe norme, che pertanto il disegno di legge in esame, al successivo articolo 22, propone di abrogare.

Indi, dopo l'articolo 21 che dispone la riduzione del 50 per cento delle garanzie finanziarie previste per le imprese in possesso della certificazione ambientale che si occupano di spedizioni transfrontaliere dei rifiuti, di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati e di smaltimento e recupero dei rifiuti, l'articolo 22 reca una serie di novelle al decreto-legge n. 35 in materia di competitivit, convertito in legge lo scorso maggio. In primo luogo, si modifica il comma 1 dell'articolo 1 del provvedimento d'urgenza emanato dal Governo, nel senso di prevedere che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale si dovr definire il riassetto delle procedure amministrative di sdoganamento delle merci venga adottato dopo aver sentito le associazioni imprenditoriali. Si inserisce poi una nuova norma che pone in capo all'Agenzia delle dogane il compito di monitorare a campione sull'importazione in Italia di prodotti fabbricati con metalli preziosi provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea. Dopo di che, si definiscono meglio - rispetto al decreto-legge - i presupposti che inducono ad elevare al 49 per cento il limite massimo della partecipazione della SIMEST agli investimenti all'estero delle imprese italiane, i quali debbono mirare alla creazione o all'acquisizione di imprese o joint venture, essere destinati ad attivit aventi carattere aggiuntivo rispetto a quelle nazionali e infine essere accompagnati dall'impegno al mantenimento delle capacit produttive interne. Nuove disposizioni sono inoltre sia quelle che attribuiscono alle regioni la facolt di assegnare alla SIMEST propri fondi rotativi per l'acquisizione, fino a un massimo del 49 per cento, del capitale o fondo sociale di societ o imprese partecipate da imprese operanti nel proprio territorio, sia quelle che rivedono la composizione del consiglio di amministrazione della SIMEST aumentandone i membri da nove a undici, stabilendo in sei il numero dei membri nominati su proposta del Ministro delle attivit produttive (incluso il presidente) e imponendo, dall'entrata in vigore della norma medesima, il rinnovo degli organi della stessa SIMEST e l'adeguamento del suo statuto.

Quanto al comma 7 dell'articolo 1 del decreto-legge, esso viene rivisto in due punti. Innanzi tutto, la sanzione amministrativa pecuniaria prevista a carico di chi acquisti o accetti a qualsiasi titolo, senza averne prima accertata la legittima provenienza, cose che inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti e in materia di propriet intellettuale, sanzione il cui limite massimo pari a 10.000 euro, viene fissata anche nella sua misura minima individuata in 100 euro. In secondo luogo, si dispone che, qualora l'acquisto o l'accettazione venga effettuata da un operatore commerciale o importatore o qualunque altro soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione va da 20.000 fino a un milione di euro. Viene quindi sostituito il comma 12 dello stesso articolo 1 del decreto-legge, il quale nella versione attuale gi stabilisce che non si estendano benefici e agevolazioni destinati alle iniziative di internazionalizzazione a quelle imprese che, investendo all'estero, non prevedano il mantenimento sul territorio nazionale delle attivit di ricerca, sviluppo e direzione commerciale, nonch di una parte sostanziale delle attivit produttive. In merito, la novella recata dal disegno di legge n.3533 specifica che le previsioni richieste alle imprese debbono essere contenute nel piano dell'investimento e che sul territorio nazionale debba essere mantenuta non solo la direzione commerciale, bens le funzioni direzionali tout court ove esistenti. Inoltre, per le imprese che rispettino tali condizioni, anche il successivo comma 14 viene modificato, in quanto si eleva al 49 per cento del capitale o fondo sociale il limite di partecipazione della SIMEST, sempre che le imprese interessate intendano investire in ricerca e innovazione sul territorio nazionale nel periodo di durata dell'intervento della stessa SIMEST.

Il provvedimento in esame interviene poi sull'articolo 6 del decreto-legge, disponendo che la quota parte del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese istituito dalla legge finanziaria per il 2005 finalizzata ad attivit, programmi e progetti di ricerca e sviluppo abbia tra gli obiettivi prioritari in particolare i settori ad alta tecnologia. Viene quindi ridisciplinato nel dettaglio il meccanismo di contributi, sotto forma di crediti d'imposta, a vantaggio delle microimprese e piccole e medie imprese introdotto dall'articolo 9 del decreto-legge e concepito come premio per coloro che prendono parte a processi di concentrazione; si definiscono meglio cio le caratteristiche che devono avere gli studi e le consulenze per le cui spese viene riconosciuto il credito d'imposta e si individuano le tipologie di progetti particolarmente favoriti. Inoltre, per quanto concerne le parti di competenza della Commissione industria, si novella l'articolo 12 del decreto-legge attribuendo all'Agenzia nazionale del turismo la natura di ente pubblico economico e non pi di ente dotato di personalit giuridica di diritto pubblico.

Passando all'articolo 23 del provvedimento in titolo, il presidente Pontone sottolinea che viene aumentata da 10 a 30 milioni di euro la dotazione finanziaria per il 2005 del Fondo per lo sviluppo istituito dal decreto-legge n. 148 del 1993 e destinato a nuovi programmi di reindustrializzazione, a interventi per la creazione di nuove iniziative produttive e di riconversione dell'apparato produttivo esistente. Benefici fiscali a vantaggio di proprietari o gestori di centri fieristici reca invece l'articolo 24, mentre l'articolo 26 definisce la procedura cui devono attenersi i soggetti interessati a ricevere i finanziamenti rientranti nella competenza del Fondo per la promozione delle risorse rinnovabili istituito dalla legge finanziaria per il 2005 e determina altres la misura massima di tali finanziamenti, pari a 100.000 euro, per ciascun soggetto richiedente. Quanto all'articolo 27, esso proroga i termini relativi alle deleghe conferite al Governo per l'emanazione di decreti legislativi in materia di incentivi alle attivit produttive e di metrologia legale, di cui alla legge n.229 del 2003. Di riapertura dei termini tratta poi l'articolo 29, che modifica alcune date stabilite dal decreto legislativo n.282 del 2002 in materia di rivalutazione di beni di impresa e di rideterminazione di valori di acquisto.

L'articolo 30, quindi, regolamenta le procedure volte alla realizzazione di insediamenti turistici di qualit di interesse nazionale, i quali possono sorgere anche grazie alla concessione di beni demaniali marittimi o mediante la riqualificazione di insediamenti e impianti preesistenti. Tali insediamenti dovranno essere caratterizzati dalla compatibilit ambientale, dalla capacit di tutela e di valorizzazione culturale del tessuto circostante e dei beni presenti sul territorio, dall'elevato livello dei servizi erogati, dalla idoneit ad attrarre flussi turistici anche internazionali e dalla presenza di un numero di addetti assunti non inferiore a 250 unit. Promotori di queste iniziative possono essere gli enti locali territorialmente competenti, le imprese e i consorzi ammessi alle gare ai sensi della legge quadro in materia di lavori pubblici, nonch i soggetti in possesso dei requisiti definiti da apposito regolamento da adottare con decreto del Ministro delle attivit produttive. Le relative proposte - i cui contenuti vengono precisati dal comma 5 dell'articolo in esame - verranno poi valutate dalle regioni, le quali acquisiranno il parere delle amministrazioni statali interessate e promuoveranno in seguito appositi accordi di programma sostitutivi di ogni altra autorizzazione. Devono comunque essere valutate in via prioritaria le proposte tendenti al recupero e alla bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale e di impianti industriali dimessi.

Da ultimo, almeno relativamente alle parti di interesse della 10^ Commissione, il Presidente relatore rende noto che l'articolo 31, al comma 2, estende l'istituto del lavoro accessorio, disciplinato dall'articolo 70 del decreto legislativo n. 276 del 2003, alle imprese familiari che esercitano l'artigianato, oltre ai gi previsti settori del commercio, del turismo e dei servizi.



Il seguito dell'esame viene quindi rinviato.


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