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VII Commissione Camera, seduta del 25 ottobre 2005 (interrogazione: 5-04889 Grignaffini: Riapertura del Museo archeologico nazionale di Parma)
2005-10-27

5-04889 Grignaffini: Riapertura del Museo archeologico nazionale di Parma.

Carmen MOTTA (DS-U) rinuncia ad illustrare l'interrogazione in titolo [vedi infra].

Il sottosegretario Nicola BONO risponde all'interrogazione in titolo:

In riferimento alle questioni poste dagli interroganti, si rappresenta quanto segue.
La chiusura del Museo archeologico nazionale di Parma, per come si presenta la vicenda dagli atti a disposizione dell'amministrazione centrale, ha assunto carattere strutturale e non congiunturale per una serie di fattori concomitanti che, nell'ordine, sono costituiti in primis dalla carenza di personale addetto alla vigilanza (carenza peraltro non risolvibile fino a quando rimarr il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione), in secondo luogo, dall'articolazione dei turni di servizio i quali, nell'attuale strutturazione, privilegiano la vigilanza notturna rispetto all'apertura diurna per il servizio al pubblico.
Tanto anche per ragioni di equilibrio nei rapporti con le organizzazioni sindacali interessate a tutelare le aspettative del personale di vigilanza in ordine alla possibilit di percepire le maggiorazioni previste per l'espletamento del servizio notturno.
Data la situazione rappresentata e in assenza di indicazioni in ordine alla praticabilit dell'affidamento della vigilanza notturna a strutture esterne (indicazioni pur richieste dall'ufficio periferico ai diversi livelli gerarchici dell'amministrazione), il soprintendente archeologo dell'Emilia Romagna, nel corso di una contrattazione sindacale, tenuta il 25 ottobre 2005, ha trovato una intesa di massima con le organizzazioni sindacali in ordine alla stipula di un accordo con l'Associazione AUSER di Parma per l'utilizzo degli aderenti all'Associazione medesima, in affiancamento al personale di custodia per l'apertura del Museo al pubblico, sia di mattina che di pomeriggio.
Tanto in ragione dei costi contenuti che l'utilizzo del personale dell'AUSER comporta per la Soprintendenza archeologica e che rende i costi medesimi compatibili con le scarse risorse di cui l'ufficio dispone fino a fine anno.
In tal modo, il problema trova una seppur temporanea soluzione in attesa di rimedi di carattere strutturale, la cui praticabilit in fase di valutazione.

Carmen MOTTA (DS-U), replicando, prende atto delle confortanti informazioni presenti nella risposta fornita dal rappresentante del Governo, sottolineando la necessit che sia assicurata tempestivamente la riapertura di tale importante museo, che rappresenta una delle pi significative espressioni artistiche della citt di Parma.
Nel rilevare come sia intollerabile la chiusura di questo museo, che custodisce preziose collezioni preistoriche, costituendo quindi un importante polo di attrazione turistico, formula l'auspicio che alla sua annunciata riapertura segua l'assunzione di un personale altamente qualificato e competente. Si augura al riguardo che nella manovra di finanza pubblica, all'esame del Senato, siano individuati fondi per la realizzazione di tale preminente obiettivo, anche al fine di porre soluzione al problema della carenza strutturale di organico di cui soffre tale preziosa struttura museale, che costituisce un'importante vetrina non soltanto per la citt di Parma, ma per l'intero paese.


Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-04889
presentata da GIOVANNA GRIGNAFFINI mercoled 26 ottobre 2005 nella seduta n.696


GRIGNAFFINI e MOTTA. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:

il Museo archeologico nazionale di Parma, a partire dal 5 luglio scorso, ha sospeso l'apertura quotidiana al pubblico;

tale chiusura stata inizialmente disposta solo per il periodo estivo;

la chiusura del Museo archeologico nazionale si sta invece protraendo nel tempo e a tutt'oggi non risulta essere stata prevista la sua riapertura;

le cause della mancata riapertura al pubblico del Museo da ricercarsi nella mancanza di personale di sorveglianza;

il Museo archeologico nazionale di Parma, fondato nel 1760 da don Filippo di Borbone, dispone di una tra le pi consistenti e preziose raccolte preistoriche dell'Italia settentrionale ed meta di turisti italiani ed esteri;

la non accessibilit del Museo archeologico nazionale rappresenta una, grave perdita sul piano culturale e turistico per la citt di Parma;

sulla stampa locale sono state pubblicate lettere di protesta di cittadini e di associazioni culturali -:

se sia a conoscenza della situazione sopradescritta e quali interventi intenda assumere per garantire in tempi brevi la riapertura al pubblico del Museo archeologico nazionale di Parma.(5-04889)



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