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VII Commissione Camera - seduta dell'8 novembre 2005 (Museo dei patrioti italiani presso la fortezza dello Spielberg)
2005-11-08

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Martedì 8 novembre 2005. - Presidenza del vicepresidente Domenico VOLPINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Nicola Bono.

La seduta comincia alle 13.40.

Domenico VOLPINI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-04900 Colasio: Museo dei patrioti italiani presso la fortezza dello Spielberg.

Andrea COLASIO (MARGH-U) rinuncia ad illustrare l'interrogazione in titolo [vedi infra].

Il sottosegretario Nicola BONO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Andrea COLASIO (MARGH-U) rileva come dal tenore della risposta fornita dal rappresentante del Governo emerga chiaramente la conferma della gravità della problematica segnalata nella sua interrogazione. Nel constatare come anche il Governo si dichiari profondamente allarmato per l'ipotesi di trasformazione della fortezza dello Spielberg, rileva con notevole preoccupazione che l'attuazione di tale deplorevole scelta rappresenterebbe un grave atto che andrebbe a destrutturare un importante elemento dell'identità storica del Paese.
Salutando con favore la dichiarata volontà del Ministero per i beni e le attività culturali di attuare una proficua strategia concertativa che consenta di evitare la paventata alterazione della destinazione del bene culturale in oggetto, formula l'auspicio che il Governo si attivi seriamente, avviando anche le opportune iniziative diplomatiche.
Nel rimarcare la valenza universale della fortezza dello Spielberg, che costituisce un luogo simbolico della storia nazionale ed europea, si augura che il Governo si faccia interprete di una strategia che coinvolga i paesi interessati alla salvaguardia di tale significativa espressione dell'identità storico-politica dell'Europa.


Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-04900
presentata da ANDREA COLASIO giovedì 3 novembre 2005 nella seduta n.699

COLASIO. - Al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
martedì 7 giugno 2005, su Il Gazzettino, pag. nazionale, è apparsa la notizia proveniente da Praga, nella Repubblica Ceca, secondo cui i dipendenti del Museo, situato nei locali della fortezza dello Spielberg, nella città morava di Brno, hanno firmato una lettera aperta contro l'idea dell'attuale amministrazione comunale di Brno rappresentata dal sindaco Rodoniz Jonas, di trasformarla in albergo di lusso;
il Museo di cui si parla riguarda quello dei Patrioti italiani, e la fortezza dello Spielberg è la leggendaria prigione politica asburgica dove nei secoli XVIII e XIX furono incarcerati i carbonari del Lombardo-Veneto, insieme ad avversari politici di altri paesi europei. Lo scrittore Silvio Pellico, con la sua opera «Le mie prigioni» nel 1832 fece conoscere al mondo il duro trattamento a cui erano sottoposti i condannati nel carcere dello Spielberg;
il 25 ottobre 1925 a Brno fu solennemente inaugurato il Museo dei Patrioti italiani. Tale istituzione fu resa possibile inizialmente grazie a una convenzione provvisoria tra l'Amministrazione militare cecoslovacca e il Comitato locale della Società Dante Alighieri, autorizzato dalla Presidenza Generale di Roma. Successivamente il governo nazionale fascista italiano predispose uno schema di convenzione col governo della Repubblica Cecoslovacca, convenzione che fu conclusa nel marzo 1931-IX e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del Regno, il 21 agosto 1931-IX, allo scopo di dare un assetto definitivo e legale al Museo, proprietà italiana in terra straniera;
nella convenzione, assieme all'obbligo reciproco dei due governi di mettere a disposizione perpetuamente i documenti e altro materiale in loro possesso, relativi al soggiorno dei prigionieri politici italiani, catalogandoli in due distinti inventari da aggiornarsi di anno in anno, il Governo cecoslovacco assegna al Governo italiano alcuni locali dell'antica fortezza dello Spielberg per adibirli a Museo, mentre l'arredamento, la manutenzione e la gestione dello stesso sono a carico del Governo italiano e, precisamente, della istituzione designata dal medesimo, cioè la Società nazionale «Dante Alighieri»;
a tale convenzione tra i due governi, ne seguì un'altra nel gennaio 1932-X tra il Regio Ministero degli Affari esteri italiano e della Società nazionale «Dante Alighieri», per riconoscere a quest'ultima la proprietà del Museo, affidandone la conservazione e l'Amministrazione;
l'attività della società «Dante Alighieri» mediante il Comitato cecoslovacco, proseguì con fervore di iniziative fino al 1945, dopo di che esso si sciolse, per venire ricostituito nel 1990 su interessamento di Libor Mateska, divenuto poi presidente. Le ultime notizie, sulla presenza del Comitato, a Brno risalgono al 1998, allorché il 5 giugno furono inaugurati dall'Ambasciatore d'Italia a Praga Maurizio Moreno i lavori di restauro del Monumento ai morti per la redenzione d'Italia dello Spielberg;
tra i primi ospiti italiani in questo carcere, condannati con sentenza del 22 dicembre 1821, furono: Antonio Solera, pretore di Milano, i carbonari del Polesine, il pretore Felice Foresti e Giovanni Bachiega di Crespino, l'avvocato Costantino Munari di Calto, Don Marco Fortini, il conte Fortunato Oroboni, l'avvocato Antonio Villa, tutti di Fratta Polesine (i due ultimi per le sofferenze subìte morirono e furono qui sepolti). Seguiranno successivamente, dopo il febbraio 1822, i carbonari Silvio Pellico, Pietro Maroncelli, Federico Confalonieri ed altri;
da quanto sopra descritto, è assodata l'importanza che riveste la conservazione del Museo nella sua integrità originale per la memoria storica italiana. Pertanto una nuova destinazione d'uso della fortezza-carcere o interventi e manomissioni troppo invasivi potrebbero snaturare a tal punto il manufatto da comprometterne la connotazione museale finora mantenuta -:
se sia informato della situazione illustrata in premessa e se intenda attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze e di concerto con le altre amministrazioni competenti, per favorire la conservazione del Museo dei patrioti italiani situato nella fortezza di Spielberg.(5-04900)


TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento alle questioni poste dall'interrogante, si rappresenta quanto segue.
Quanto alla divisata idea dell'attuale amministrazione comunale di Brno di trasformare in tutto o in parte la fortezza dello Spielberg in un albergo di lusso, si fa presente che questa amministrazione è venuta a conoscenza di tale ipotesi di utilizzo della fortezza solo attraverso le notizie riportate dagli organi di stampa e sinteticamente richiamate anche dall'interrogante.
Finora, nessuno degli organi responsabili del Museo ha preso contatti con la struttura ministeriale per cui non c'è stato modo di conoscere l'esatta portata delle notizie diffuse dagli organi di informazione.
Della vicenda è stata informata, per il tramite del Ministero degli affari esteri, anche l'ambasciata italiana a Praga, affinché voglia raccogliere in loco dati più puntuali.
Solo una volta acquisiti elementi conoscitivi più precisi sarà possibile decidere anche di concerto con le altre amministrazioni statali interessate la linea di intervento da seguire.
Quanto all'altro quesito, se l'amministrazione dei beni culturali ritenga opportuno favorire la conservazione nello Spielberg quale Museo dei patrioti italiani, al riguardo si precisa che, a giudizio di questa amministrazione, lo Spielberg ha, nel contesto europeo, un valore universale in quanto luogo simbolo dell'irredentismo dei popoli europei che si sono battuti per il recupero della loro identità nazionale rispetto all'impero austro-ungarico.
Infatti, nello Spielberg sono stati reclusi non solo patrioti italiani ma anche patrioti ungheresi, polacchi e cechi. Pertanto, trasformare anche una parte di esso in un albergo di lusso (secondo la logica della riconversione dei monumenti già praticata in Spagna con la catena dei Paradores) significherebbe comprometterne l'identità storica e la valenza simbolica.
Ovviamente, questa amministrazione ha ben chiara la necessità che una scelta conservativa nel senso sopra indicato presuppone intese internazionali, ma è dell'avviso che, una volta avuti chiari i termini della questione, vadano esperiti seri tentativi affinché lo Spielberg mantenga inalterata la sua valenza monumentale e la sua dignità storica artistica.



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