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VII Commissione Senato - seduta del 22 novembre 2005 (comunicazioni di Buttiglione su Arcus Spa)
2005-11-22

ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7)
MARTED 22 NOVEMBRE 2005
444 Seduta

Presidenza del Presidente ASCIUTTI

Interviene il ministro per i beni e le attivit culturali Buttiglione.

La seduta inizia alle ore 15,40.

PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del Ministro per i beni e le attivit culturali sull'attivit di ARCUS Spa

Il PRESIDENTE d il benvenuto al Ministro e, prima di cedergli la parola, illustra le ragioni che sottostanno all'esigenza di una riflessione sull'attivit di ARCUS Spa. Al riguardo, ricorda anzitutto che detta Societ stata istituita dalla legge 16 ottobre 2003, n. 291, con il compito innovativo di svolgere un'attivit propulsiva di promozione e sostegno di grandi iniziative culturali, sviluppando progetti ampi e ambiziosi. ARCUS non infatti un soggetto erogatore di contributi, ma si pone l'obiettivo di coniugare lo sviluppo della cultura con il progresso economico del territorio, secondo una gestione imprenditoriale improntata a criteri di economicit. A tal fine, ad ARCUS stata attribuita la gestione del 3 per cento (indi incrementato al 5 per cento) delle spese infrastrutturali riservate ad interventi in favore di beni e attivit culturali dalla legge finanziaria per il 2003.

Nel marzo 2004, prosegue il Presidente, il decreto-legge n. 72 ha quindi dettato una disciplina transitoria per la pronta utilizzazione delle risorse e, conseguentemente, il 7 aprile stato approvato il decreto che ha fissato le quote dei limiti di impegno, mentre il 7 luglio stato approvato il programma di interventi per il 2004; subito dopo stata stipulata la convenzione con i Ministeri dei beni culturali e delle infrastrutture sui criteri e le modalit di intervento. Considerate le ferie estive, nel 2004 ARCUS stata quindi effettivamente operativa solo negli ultimi quattro mesi.

Nel novembre 2003, il Parlamento esprimeva peraltro parere convintamente favorevole sulla proposta governativa di nominare il dottor Mario Ciaccia alla presidenza della Societ in considerazione della sua qualificata esperienza professionale nel settore amministrativo-contabile. Non va infatti dimenticato, fa presente il Presidente, che l'istituzione di ARCUS segna un'innovazione fondamentale nella prospettazione degli interventi culturali che, per la prima volta, vengono considerati come investimenti e quindi come fattori di sviluppo anche economico. Risultava quindi a suo avviso pienamente coerente con tale scelta del legislatore la proposta di una personalit di indiscussa competenza gestionale, idonea ad assumere la guida della Societ assicurando, da un lato, la tutela e valorizzazione dei beni culturali e, dall'altro, una gestione improntata a criteri imprenditoriali, attraverso il ricorso a strumenti innovativi e a costi contenuti.

Al riguardo, il Presidente sottolinea che tali obiettivi risultano del resto pienamente conseguiti, sia pure nei pochi mesi di attivit su cui sono disponibili atti di rendicontazione. Sia la prima Relazione del Ministro al Parlamento sull'attivit di ARCUS che la prima Determinazione e relazione della Corte dei conti sulla gestione dell'ARCUS (entrambe riferite all'anno 2004 e presentate alle Camere nel maggio 2005) confermano infatti un giudizio indiscutibilmente positivo dei primi mesi di attivit. Anzitutto, stato approvato lo stanziamento di oltre 40 dei circa 55 milioni di euro complessivamente disponibili in sei delle sette aree programmate di intervento. In quattro di esse stata addirittura deliberata la totalit dei progetti.

Inoltre, la Corte dei conti rileva positivamente l'alacrit del lavoro del consiglio di amministrazione, le scelte di contenimento degli oneri per il personale, l'adozione di un piano di impresa, nonch il quadro economico.

E' evidente, come rileva la stessa Corte dei conti, che la positivit di questo primo giudizio dovr essere corroborata dall'analisi dei successivi risultati concretamente conseguiti, ed in particolare dalla capacit delle strategie messe in campo da ARCUS di attirare altri capitali a sostegno delle iniziative intraprese. Al riguardo, alcuni primi risultati sono stati peraltro gi raggiunti, ad esempio con riferimento alla partecipazione di ANAS e Ferrovie dello Stato ai progetti destinati a costituire alcuni bacini culturali.

Desta pertanto sconcerto, ad avviso del Presidente, la scelta del ministro Buttiglione di chiedere al presidente Ciaccia di rassegnare le dimissioni dall'incarico, a circa met del mandato, senza che sia possibile cos trarre le conclusioni del suo triennio di attivit, peraltro brillantemente avviato. Chiede indi conclusivamente al Ministro di motivare la sua decisione, che non pu non essere determinata da gravi e comprovati motivi.



Il ministro BUTTIGLIONE fa anzitutto presente che l'ARCUS Spa rappresenta uno strumento senz'altro prezioso a tutela del patrimonio culturale italiano. Essa tuttavia in grado di assicurare una capacit di intervento limitata alle risorse di cui pu evidentemente disporre e non pu pertanto sostituire gli stanziamenti ordinari al settore, come invece viene da pi parti sostenuto.

In particolare, il ricorso ad ARCUS, cos come ad altre forme di finanziamento specifico (come il gioco del Lotto), non pu a suo avviso compensare i considerevoli tagli operati in passato. Con l'occasione, il Ministro esprime, da un lato, un sentito ringraziamento al Senato per avere ridimensionato la contrazione del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) recata nel testo della legge finanziaria per il 2006 originariamente presentato e, dall'altro, un auspicio affinch l'altro ramo del Parlamento riesca, a sua volta, a ridimensionare i tagli, ancora consistenti, ai settori dei beni librari, museali, archeologici e architettonici.

Al riguardo, giudicherebbe inopportuno che ARCUS, istituita per realizzare interventi straordinari e per assicurare un punto di riferimento nonch un impulso alle politiche culturali, fosse chiamata ad intervenire per far fronte a compiti ordinari.

Quanto alle ragioni delle dimissioni del dottor Ciaccia dalla presidenza di ARCUS, il Ministro nega che siano addebitabili rilievi di carattere personale o professionale. Al contrario riconosce al dottor Ciaccia l'impegno profuso, nonch le indiscutibili capacit professionali. Giudica tuttavia opportune le sue dimissioni in considerazione dell'incarico professionale di estremo rilievo nel frattempo dallo stesso assunto, nell'ambito del gruppo Banca Intesa, tanto pi che esso avrebbe potuto rappresentare una potenziale fonte di conflitto d'interessi con la gestione di ARCUS.

Nel ribadire l'auspicio che ARCUS continui a svolgere le funzioni istituzionali per le quali stata istituita, il Ministro si sofferma infine sulla rilevante attivit svolta sino ad oggi. In particolare, a quanto ricordato dal Presidente, egli aggiunge la recente aggiudicazione della gara nell'ambito del progetto Galileo per la tutela dei beni culturali. Si tratta di una circostanza estremamente favorevole che, oltre a ricollegarsi ai temi dell'archeologia preventiva, consolida la posizione dell'Italia quale punto di riferimento per l'utilizzo delle tecnologie informatiche a protezione e tutela del patrimonio culturale.



Seguono domande e richieste di chiarimento da parte dei senatori.



Il senatore TESSITORE (DS-U) esprime anzitutto alcune perplessit sullo statuto di ARCUS, che non fa menzione della qualificazione professionale dei componenti del consiglio di amministrazione. Nello specifico, egli fa peraltro presente di non conoscere alcuno degli attuali consiglieri, fatta eccezione per il dottor Grilli, in considerazione delle numerose altre cariche istituzionali ricoperte.

Sempre con riferimento allo statuto, egli rileva poi che la norma secondo cui il presidente pu attribuire compiti retribuiti ai componenti del consiglio di amministrazione risulta in contrasto con i principi di economicit cui dovrebbe ispirarsi l'attivit della Societ. La stessa relazione della Corte dei conti registra del resto positivamente la scelta dell'attuale consiglio di amministrazione di lavorare collegialmente, senza ricorrere ad incarichi retribuiti.

Egli esprime indi alcune perplessit sulle scelte compiute dalla Societ nella programmazione dei propri interventi. Osserva infatti che solo uno riguarda la Sicilia e solo due riguardano la Campania. Chiede altres le ragioni per cui il Ravenna Festival dovrebbe impegnarsi per la diffusione della musica italiana solo nel bacino del Mediterraneo.

Si associa invece al rammarico espresso dallo stesso Ministro in ordine alla scarsa considerazione attribuita al settore archivistico e bibliotecario, la cui centralit del resto emersa con evidenza nel corso dei diversi sopralluoghi condotti dalla Commissione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui nuovi modelli organizzativi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.

Sollecita infine chiarimenti in ordine alle affermazioni, contenute al paragrafo 5.5 della relazione della Corte dei conti, secondo cui il totale del valore della produzione - pari a 606.760 euro - formato dai ricavi delle vendite e delle prestazioni, per 65.000 euro, e da altri ricavi e proventi, per 541.760 euro.



La senatrice ACCIARINI (DS-U) ritiene che le elevate aspettative maturate nel settore in ordine alle potenzialit di ARCUS siano pienamente comprensibili alla luce dell'enfasi con cui stata istituita la Societ, contestualmente ad una politica di contrazione degli stanziamenti ordinari.

Del resto, ella rileva, le risorse distribuite - bench non elevate nell'ammontare relativo ai singoli interventi - non sono complessivamente trascurabili.

La Corte dei conti d a sua volta atto alla Societ di una gestione regolare. A suo avviso, si tratta peraltro di un giudizio burocratico, che non testimonia una gestione necessariamente efficiente e dinamica come dovrebbe al contrario essere quella di una societ per azioni. Il ricorso a tale strumento dovrebbe invece essere connesso, a suo giudizio, al conseguimento di risultati diversi da quelli ottenibili con gli istituti pubblicistici, con particolare riferimento al rapporto fra risorse impiegate e interventi realizzati.

L'attivit di ARCUS sembra invece caratterizzata da una eccessiva frammentazione, che non tiene conto della realt del Paese, nonch da una certa lentezza nel conseguire gli obiettivi prefissi.

Ella chiede pertanto al Ministro di esprimersi in ordine all'inopportunit di enfatizzare eccessivamente gli interventi effettivamente realizzabili attraverso la riserva del 3 per cento delle spese infrastrutturali, nonch all'esigenza di mantenere ad ARCUS la propria specificit, onde non ridurla ad una mera "gestione separata" del bilancio statale.



Il senatore FAVARO (FI) ricorda che, all'atto della sua istituzione, ARCUS era effettivamente apparsa lo strumento idoneo per una gestione innovativa degli interventi sui beni culturali ed anche la riserva di una quota pari al 3 per cento (successivamente incrementata al 5 per cento) delle spese infrastrutturali sembrava poter assicurare al settore risorse significative. N da escludere che le opere pubbliche riescano a decollare, garantendo cos il gettito sperato.

Inoltre, ARCUS doveva caratterizzarsi per autonomia ed economicit degli interventi e, sotto questo profilo, qualche risultato stato conseguito.

Diverso invece il caso di altri strumenti predisposti per assicurare risorse aggiuntive al settore, come ad esempio l'8 per mille della quota di competenza statale dell'IRPEF, che a causa di successive decurtazioni si talmente impoverito da far ritenere addirittura preferibile un definitivo smantellamento.

Nel prendere indi atto del giudizio senz'altro positivo della Corte dei conti sui primi mesi dell'attivit di ARCUS, egli chiede peraltro quali siano i criteri seguiti per la scelta degli interventi. Ad esempio, domanda come mai Venezia non sia stata inserita nel progetto destinato ad abolire le barriere per la fruizione dei beni culturali. Al contrario, egli ritiene fondamentale incentivare la collaborazione con gli enti locali per il cofinanziamento di interventi di rilievo.

Inoltre, registra con rammarico come non tutti gli interventi programmati siano effettivamente coerenti con l'obiettivo di finanziare progetti in rete, idonei a determinare una ricaduta economica positiva sul territorio di riferimento.

Quanto infine alle dimissioni del dottor Ciaccia, egli si associa alle considerazioni del presidente Asciutti, ritenendo preferibile che il lavoro iniziato fosse portato a termine, tanto pi nella delicata fase di avvio e di strutturazione della Societ.



Il senatore BRIGNONE (LP) riconosce anzitutto le difficolt di organizzazione di qualunque intervento in materia di beni culturali, ricordando il caso della distribuzione delle risorse conseguenti all'8 per mille dell'IRPEF con riferimento al quale la corale richiesta di maggiore trasparenza ha determinato una crescita esponenziale delle istanze di contributo che, sommata alla progressiva contrazione di fondi, ha sostanzialmente vanificato lo strumento originario.

Anche l'allocazione di fondi che a suo tempo fu disposta in favore dei percorsi giubilari caus un diffuso malcontento, s da indurre il legislatore a stanziare risorse aggiuntive per percorsi al di fuori della regione Lazio.

N la distribuzione dei fondi destinati al finanziamento dei Comitati celebrativi e delle Edizioni nazionali esente da critiche e perplessit.

Al contrario, occorre a suo avviso determinare l'ammontare delle risorse in modo inequivoco e distribuirle oculatamente, evitando sovrapposizioni.

A tal fine, egli ritiene utile una distinzione fra due livelli, statale e locale. Proprio a livello locale potrebbe infatti risultare pi agevole stimolare l'intervento del mecenatismo privato.

Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il ministro Buttiglione.

Rispondendo anzitutto al senatore Brignone, conviene sull'estremo disordine che caratterizza l'allocazione delle risorse destinate ad interventi su beni culturali, che vede senz'altro una inopinata mescolanza di interventi di rilievo statale, regionale e locale. Annuncia pertanto l'istituzione di una commissione ministeriale, incaricata di esaminare eventuali modifiche normative, volte ad ottimizzare la distribuzione delle risorse.

Si associa indi all'auspicio del senatore Favaro in ordine ad una ripresa economica che consenta finalmente ad ARCUS di rispettare la propria missione, senza gravami dovuti alla scarsit di risorse ordinarie.

Quanto all'assenza di interventi in rete, egli cita l'esempio del progetto relativo al barocco leccese, che corrisponde invece pienamente al modello di attivit che dovrebbero essere finanziate dalla Societ.

Anche con riferimento al cofinanziamento di altre istituzioni, egli osserva che in alcuni casi i progetti sono effettivamente condivisi da fondazioni bancarie ed altri soggetti istituzionali.

Quanto all'assenza di alcune regioni dalla programmazione della Societ, fa presente che ci potrebbe essere dovuto al fatto che esse sono riuscite a mantenere le risorse ordinarie, mentre ARCUS stata fra l'altro utilizzata per compensare alcune regioni particolarmente penalizzate dai tagli. Con specifico riguardo a Venezia, egli rileva che la citt ha comunque un canale di finanziamento assai cospicuo, sia pure per un diverso settore.

Il Ministro conviene indi con la senatrice Acciarini che sarebbe preferibile consentire un pi puntuale rispetto delle finalit originarie di ARCUS. In particolare, osserva che la Societ dovrebbe finanziare interventi di confine con le competenze delle Infrastrutture, come ad esempio i programmi di archeologia preventiva connessi all'alta velocit.

Egli risponde infine al senatore Tessitore assicurando una verifica sulla qualificazione professionale dei membri del consiglio di amministrazione della Societ, cui rinnova peraltro la propria stima personale.

Ritiene altres giustificate le perplessit manifestate in ordine alla possibilit di conferire incarichi retribuiti ai consiglieri di amministrazione e si impegna a valutare l'opportunit di mantenere tale previsione nello statuto della Societ.

Dopo aver assicurato una verifica anche in ordine ai dati sul totale del valore della produzione, si impegna infine a trasmettere alla Commissione i risultati di tutti gli approfondimenti svolti.



Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro e dichiara quindi concluso lo svolgimento della procedura informativa in titolo.



La seduta termina alle ore 16,30.



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