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(3684) Conversione in legge del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 454 del 15/12/2005
2005-12-15

Legislatura 14º -


(3684) Conversione in legge del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia di università, beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione di mutui

(Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.


Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) avverte che si procederà all'illustrazione degli emendamenti riferiti al decreto-legge n. 250 del 2005 (pubblicati in allegato al presente resoconto), a partire dall'articolo 1.

....................
Si passa all'illustrazione degli emendamenti presentati all'articolo 5.

Il senatore MODICA (DS-U) illustra l'emendamento 5.2, diretto a sopprimere il riferimento all'istituto "Domus mazziniana" recato nell'allegato A del decreto legislativo n. 419 del 1999, sì da consentire la successiva trasformazione del medesimo in fondazione affidata agli enti locali. Nel ricordare che si tratta di una questione già posta all'attenzione del precedente ministro Urbani, egli giudica infatti inopportuna, per la stessa natura dell'Istituto che non è tipica degli enti di ricerca, la sua inclusione fra gli enti oggetto di misure di razionalizzazione.

Il presidente relatore ASCIUTTI (FI) illustra gli emendamenti da lui presentati, soffermandosi anzitutto sull'emendamento 5.0.3, che al comma 1 prevede, per le fondazioni lirico-sinfoniche, il divieto di assunzioni per il 2006 e 2007 al fine di salvaguardare il loro difficile equilibrio funzionale ed economico.
Il comma 2 estende invece i principi in tema di economie di gestione anche ai teatri di tradizione e alle istituzioni concertistico-orchestrali, che costituiscono una parte ormai rilevante del sistema produttivo della musica lirico-sinfonica italiana.
Il comma 3 stabilisce poi che i membri dei consigli di amministrazione delle fondazioni possano essere aumentati fino a nove, al fine di far entrare nuovi soci privati e rendere più appetibile il sistema della loro partecipazione all'attività delle fondazioni.
Il comma 4 sposta infine al 2009 l'applicazione delle norme generali sulle fondazioni lirico-sinfoniche al Petruzzelli di Bari.

L'emendamento 5.0.2 reca anch'esso norme in materia di fondazioni lirico-sinfoniche, prevedendo la possibile disapplicazione, anche anteriormente alla stipula del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, degli onerosi patti aziendali difformi dal contratto vigente, che rappresentano un evidente abuso della contrattazione integrativa.
Ciò, al fine di una maggiore responsabilizzazione delle singole fondazioni e di un'accelerazione della revisione degli istituti più farraginosi della contrattazione di secondo livello.

Quanto al 5.0.4, esso intende fare chiarezza sulla acquisizione, da parte dello Stato, della quota di diritti di utilizzazione e sfruttamento dei film finanziati ai sensi del decreto legislativo n. 28 del 2004, finora inapplicata per una serie di problematiche giuridico-amministrative e tecniche.
A tal fine, si prevede che la gestione di tali diritti sia affidata a Cinecittà Holding S.p.A. e che le relative procedure siano oggetto di una specifica convenzione tra il Ministero e detta società. Per avviso concorde, essa ha infatti tutte le caratteristiche utili affinché la gestione dei diritti possa avvenire nel modo più efficace e produttivo per la pubblica amministrazione.

Dopo essersi brevemente soffermato sugli emendamenti 5.0.5 e 5.0.16, egli illustra il 5.0.6 volto, da un lato, ad estendere la programmazione della Consulta territoriale per le attività cinematografiche anche alla programmazione stagionale e alla codistribuzione e realizzazione di mostre e festival di rilevanza nazionale e internazionale, nonché alla pubblicazione, diffusione e conservazione di riviste e opere riguardanti la cinematografia, e, dall'altro, a rafforzare il ruolo della Conferenza Stato-regioni nella scelta dei membri della Commissione per la cinematografia, nell'ottica di una sempre più proficua cooperazione fra Stato e regioni nel sostegno pubblico al settore.

Quanto all'emendamento 5.0.7, esso elimina anzitutto l'attribuzione dei tre incentivi speciali da 500.000 euro per progetti ritenuti meritevoli, in quanto finirebbero per essere destinati a produttori ed autori già affermati. Inoltre, esso mira a consentire la distribuzione dei film già riconosciuti di interesse culturale e finanziati per la produzione, onde non vanificare l'investimento dello Stato.

L'emendamento 5.0.8 estende poi alla sovrintendenza autonoma di Pompei la norma, già in vigore per gli altri poli museali autonomi, secondo cui una quota degli introiti derivanti dai biglietti d'ingresso ai musei più visitati è destinata al riequilibrio economico degli altri istituti afferenti il medesimo polo.
Esso intende altresì destinare una quota delle entrate riscosse dalla sovrintendenza di Pompei ad interventi immediatamente cantierabili, al fine di accelerare l'impiego degli stanziamenti già assegnati. Egli presenta peraltro una riformulazione dell'emendamento, di carattere esclusivamente tecnico.

L'emendamento 5.0.10 riguarda l'Istituto internazionale di studio "G. Garibaldi", includendolo fra gli enti ammessi ai benefici di cui alla legge n. 390 del 1986 ed inserendolo nella rete degli istituti storici di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2001.

Quanto all'emendamento 5.0.11, recante norme sulla Fondazione "La Biennale" di Venezia, il Presidente relatore osserva che esso è volto a consentire l'approvazione dello statuto e la piena operatività della Fondazione. Si riserva tuttavia di presentarne una riformulazione più idonea allo scopo.


Egli illustra indi gli emendamenti 5.0.12, 5.0.13 e 5.0.15. Il primo prevede che i dipendenti della pubblica amministrazione, titolari di incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, possono transitare nella prima fascia del ruolo di dirigenti dello Stato dopo aver ricoperto tale incarico per almeno dodici mesi consecutivi.
Non va infatti dimenticato, sottolinea il Presidente relatore, che nell'ordinamento della dirigenza previgente la qualifica di dirigente generale poteva essere attribuita a soggetti totalmente estranei all'Amministrazione e si acquisiva con il solo atto di nomina sine die.
Il secondo emendamento stabilisce invece che i dipendenti della pubblica amministrazione titolari dei medesimi incarichi possono transitare nella prima e seconda fascia del ruolo di dirigenti dello Stato dopo aver ricoperto tale incarico per almeno due anni consecutivi.
Il terzo emendamento estende infine tale possibilità ai titolari di incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi 5 e 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001.

L'emendamento 5.0.9 adegua invece l'età pensionabile dei tersicorei e dei ballerini dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche alla prevalente normativa europea, in considerazione della rapida senescenza professionale della categoria.

L'emendamento 5.0.14 propone infine di estendere la disciplina relativa alle mansioni dettata dall'articolo 52 del decreto legislativo n. 165 del 2001 all'ipotesi di affidamento, per almeno un anno, di mansioni superiori a funzionari apicali dell'area C per l'assolvimento di funzioni dirigenziali. Ciò, anche al fine di sottoporre a valutazione anche l'attività dei reggenti.


Il senatore BEVILACQUA (AN) illustra l'emendamento 5.0.1, che risponde all'obiettivo di razionalizzare con urgenza l'accesso alla dirigenza e il conferimento degli incarichi dirigenziali.
Anzitutto, esso consente che gli incarichi dirigenziali di cui all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 possano essere attribuiti, oltre che per gli incarichi di funzione, anche per lo svolgimento di attività di consulenza, studio e ricerca.

Inoltre, esso specifica le fattispecie cui può applicarsi la riduzione da cinque a tre anni del periodo di servizio necessario per la partecipazione ai concorsi per l'accesso alla qualifica di dirigente riservato ai dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni. In particolare tali modifiche sono volte ad assicurare che l'accesso ai concorsi riservati sia consentito solo ai possessori di una formazione particolarmente qualificata e specifica.



Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

www.senato.it


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